Cos’è Live Solar?
Live Solar vuole essere un’occasione per riflettere insieme sui temi del clima, dell’energia e delle rinnovabili. Come dice la parola stessa è un evento “live” cioè dal vivo, in presenza e non in digitale, qui a Siracusa. Lo faremo dal primo pomeriggio al tramonto di sabato 1 giugno nel contesto di una Azienda Agricola Sociale alle porte di Siracusa (zona Tivoli) – presso Cantherius.
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Quali temi in particolare saranno trattati?
Avremo l’opportunità di ascoltare il punto di vista di relatori che guardano al processo della transizione energetica da angolazioni diverse, di esponenti del mondo della finanza (Luciano Modica di Banca Etica), delle imprese (Edoardo La Ferla di Confindustria Giovani) e anche di uno dei principali operatori energetici rinnovabili mondiali (Filippo Sitia di Uniper). Sono particolarmente felice della presenza dell’ingegnere Gianni Silvestrini, uno tra i più autorevoli studiosi italiani della transizione energetica e delle rinnovabili. La sua esperienza parte dall’attività di ricerca presso il CNR e arriva fino alla direzione generale del Ministero dell’Ambiente contribuendo costantemente alla divulgazione scientifica con la pubblicazione di saggi, articoli e interventi sulle principali testate giornalistiche e televisive nazionali, oltre che con la direzione scientifica del Master del Politecnico di Milano (Ridef). È anche direttore scientifico del Kyoto Club, membro del Comitato Scientifico di Key Energy (Rimini), presidente di Exalto Energy & Innovation e tanto altro.
Dopo l’intervento dei relatori illustreremo le principali opportunità per chi vuole realizzare un impianto fotovoltaico (privati e aziende) e infine presenteremo la prima Comunità Energetica che abbiamo costituito a Siracusa, spiegando come e perché possa essere vantaggioso per chiunque entrare a farne parte. Saranno presenti anche dei punti informativi per ottenere approfondimenti e per conoscere vari servizi offerti ai possessori di impianti fotovoltaici (dalle polizze assicurative al servizio di pulizia e manutenzione).
La Locandina fa riferimento al “fotovoltaico in agricoltura” e questo tema è al centro di un dibattito sempre più acceso tra favorevoli e contrari. Quale posizione hai in merito?
Sono certo che gli interventi, in particolare di Gianni Silvestrini e di Filippo Sitia, saranno da questo punto di vista di grandissimo interesse ed autorevolezza. La mia idea a riguardo, da imprenditore e insieme convinto ambientalista, è che, se vogliamo la transizione energetica, dobbiamo approcciare il tema con maggiore equilibrio e ragionevolezza, senza estremismi.
Ci sono le aziende agricole che hanno avuto e probabilmente torneranno presto ad avere incentivi molto alti (80% a fondo perduto) per coprire il loro fabbisogno energetico realizzando però impianti esclusivamente sui tetti dei propri edifici. Siamo stati felici di aiutare tante aziende agricole nel nostro territorio ad ottenere tali incentivi e stiamo già realizzando gli impianti. Purtroppo moltissime aziende non hanno però alcun edificio idoneo ad installare un impianto e ad oggi sono escluse in maniera assoluta dalla possibilità (incentivi o no) di liberarsi dai costi energetici ed affrontare la siccità rimanendo competitive. Il paradosso è che queste aziende hanno pieno diritto di sfruttare l’indice di edificabilità dei medesimi terreni per costruire edifici per poi istallarvi il fotovoltaico. Circa l’1 o il 2% della superficie di un’azienda basterebbe in moltissimi casi per installare a terra un impianto in grado da soddisfare i propri consumi.
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E i grandi impianti a terra che vengono costruiti solo per produrre energia?
Per raggiungere gli obiettivi di riduzione di CO2 al 2030, come segnala Italia Solare, è sufficiente destinare a parchi solari, una tantum, solo un terzo delle aree agricole che ogni anno vengono nel nostro Paese abbandonate e lasciate al rischio incendi senza alcun controllo.
È anche nato un nuovo approccio chiamato Agrivoltaico o Agrifotovoltaico. Si tratta di configurazioni in cui i pannelli fotovoltaici sono collocati in modo da non penalizzare o anche favorire la produzione agricola. Questa è vista da molti come la strada da seguire anche per mettere tutti d’accordo.
Insomma serve ragionevolezza come dicevo e bisogna anche riconoscere per ciò che sono tanti falsi miti, fake news e proclami propagandistici che da sempre vengono lanciati specialmente da chi ha interessi nelle fossili e nel nucleare.
Quale messaggio ti piacerebbe che possa essere lanciato durante questo evento?
Il fotovoltaico è un’alternativa al petrolio, al gas naturale, al nucleare. Un’alternativa necessaria perché non emette CO2, è un’alternativa che non provoca alcuna guerra, che ci rende indipendenti e autonomi, che ci può liberare dai costi energetici rendendo più solide le nostre aziende e le nostre famiglie. La generazione di energia “distribuita” come quella fotovoltaica a casa propria ribalta le logiche di dipendenza derivanti dall’energia “centralizzata”.
Oggi la quota percentuale delle rinnovabili sulla domanda energetica nazionale si assesta intorno al 50%. Mentre le rinnovabili continuano a correre, quella che era considerata dai più scettici un’utopia rappresenta oggi una concreta realtà.
E’ vero che non si potrà cambiare il mondo tutto insieme e tutto in una volta ma è certo anche che ciascuno potrà fare la propria parte traendone anche vantaggi economici tangibili.
Bisogna essere bravi tutti nell’intercettare le opportunità offerte dal PNRR e nel nostro territorio, che più di altri ne ha bisogno, nel metterle realmente a disposizione di famiglie e imprese

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