Vi ricordate Ficarra? Non il palermitano Salvatore Ficarra della coppia comica Ficarra e Picone (Valentino) bensì Salvatore-Lucio Ficarra da Mazzarino, provincia di Caltanissetta, direttore generale dell’ASP che è l’acronimo di Azienda Sanitaria Provinciale e pure la sigla di Associazione Stampa Parlamentare, Association of Surfing Professionals e di altro ancora. Ma in questo caso i cronisti parlamentari, i surfisti professionisti ed altro ancora non c’entrano una beata mazza, perché Salvatore Lucio Ficarra (o Ficarra Lucio Salvatore, leggendo da destra a sinistra) è per l’appunto il direttore generale dell’Asp di Siracusa.
Sì, proprio lui di persona, preciso, il medesimo al centro dell’attenzione e delle polemiche durante l’emergenza sanitaria (ci ‘nnèra còviddi e purtroppo ancora ci ‘nnè); criticato, assieme al direttore sanitario Anselmo Madeddu da Siracusa, di non sapere gestire la situazione nel migliore dei modi, se vogliamo usare un eufemismo. E siccome l’eufemismo non lo vogliamo lasciare da solo, ricordiamo che Ficarra e Madeddu in quei mesi furono pesantemente accusati di avere commesso gravi errori, in particolare di non avere approntato in tempi celeri adeguate misure di sicurezza all’interno dell’ospedale Umberto I, dove si verificarono diversi casi di contagio di medici, paramedici e pazienti.
Ricordate il video, che in poche ore dilagò su facebook, dell’infermiere in maschera e tuta protettiva mentre urlava che il personale dell’ospedale era trattato come carne da macello? E i duri comunicati stampa di denuncia dei sindacati? Ci furono prese di posizione preoccupate e circostanziate di alcuni medici pubblicate da La Civetta e da altri giornali, e i servizi televisivi di programmi nazionali a cominciare da Report. Tra le vicende che destarono più clamore, ed un esposto alla procura della Repubblica, quella riguardante le morti per coronavirus del direttore del parco archeologico Calogero Rizzuto e della dipendente del Museo Paolo Orsi e sua collaboratrice Silvana Ruggeri, cui si aggiunsero gli interrogativi sui ritardi nella verifica dei potenziali contagi fra il personale del parco, del museo e della soprintendenza venuto a contatto coi due. A sua volta il sindaco Francesco Italia chiese l’intervento della Prefettura e della Regione dinanzi a quello che veniva giudicato “uno stato di carenza organizzativa, gestionale e informativa da parte della dirigenza dell’Asp”.
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La Regione inviò a Siracusa un cosiddetto Covid-team di esperti, all’Umberto I ci fu la sostituzione di qualche primario, la chiusura di reparti, gli spostamenti altrove di alcune attività. Si era in pieno lockdown e l’emergenza e le polemiche lungi dal finire. Il montante clima di sfiducia verso i vertici dell’Asp sfociò ad aprile nella petizione con la quale si chiedeva al presidente e all’assessore alla Salute della Regione Siciliana la rimozione dai rispettivi incarichi di Ficarra, Madeddu e del direttore amministrativo Salvatore Iacolino da Favara, provincia di Agrigento (ex europarlamentare di Forza Italia con precedenti incarichi manageriali all’Asp di Palermo e in quella di Agrigento). La petizione raccolse più di 10.000 (diecimila!) firme di siracusani, indignati come in Sicilia non accadeva più o meno dai tempi dei Vespri. Ficarra reagì querelando l’architetto e già esponente dei Verdi Peppe Patti, ritenendolo l’artefice di una petizione che secondo lui aveva intenti denigratori. Avvenimenti in parte trattati, giustamente, pure in chiave satirica su queste pagine, su L’Isola dei Cani e sul blog Archimete Pitacorico, senza dimenticare il contributo involontario alla causa satirica dato da alcuni comunicati stampa dell’Asp.
Ebbene, trascorsi alcuni mesi da quei fatti: 1) sul fronte giudiziario non si registra finora alcuna novità riguardo esposti-denunce e querele varie; 2) le oltre diecimila firme raccolte forse sono finite nel grande buco nero delle petizioni on line, comunque considerate quanto il due di coppe a briscola quando la giocata è a bastoni, dagli etnei di “Diventerà Bellissima” Musumeci-governatore e Ruggero Razza-assessore cui erano state indirizzate; 3) Ficarra sembra ben saldo al suo posto col beneplacito della Regione e, politicamente, del centrodestra; 4) Madeddu invece non è più direttore sanitario dell’Asp, sostituito da Ficarra col beneplacito della Regione e, politicamente, del centrodestra (ma non perché Madeddu sia reputato, neppure lontanamente, uno di sinistra); 5) al suo posto è arrivato dall’Asp di Enna, dove è stato per un anno direttore del Dipartimento di prevenzione, il messinese Salvatore Madonia.
La direzione aziendale dell’Azienda Sanitaria provinciale di Siracusa pertanto è composta dal dott. Salvatore Lucio Ficarra, direttore generale; dal dott. Salvatore Madonia, direttore sanitario; dal dott. Salvatore Iacolino, direttore amministrativo. L’aspetto più rilevante dell’attuale organigramma è che, grazie alla presenza del nuovo arrivato Madonia, tutti e tre i direttori dell’Asp si chiamano Salvatore; che Ficarra mantenga Lucio come secondo nome è, in quanto tale, assolutamente… secondario.
Dal canto suo Madeddu – che non l’ha presa benissimo – conserva l’incarico di direttore del Distretto Sanitario Capofila di Siracusa e, non smentendo l’indole generosa ed altruistica che lo contraddistingue, ha accettato da sé stesso la proposta di candidarsi nuovamente a presidente dell’Ordine dei medici di Siracusa, ruolo che in caso di vittoria ricoprirebbe per la terza volta di seguito. La sua lista si chiama “Insieme” e si presenta all’insegna del cambiamento mediante un’originale permutazione nominale di respiro internazionale. Infatti, a dare manforte ad Anselmo Madeddu ci sono i colleghi Salmone Medaddu, Sam Lone Mudedda, Man Leso Dameddu, Malseno Demaddu e Melsano Dumedda. Anagramma di sanità: tisana. Meglio se depurativa per eliminare le tossine accumulate.

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