Una follia il deposito GNL nei pressi del Petrolchimico

In caso di piccola perdita, ogni mc si trasforma in una nube di vapore esplosivo 600 volte più grande. A ridosso della zona industriale, con le torce sempre, lo scenario è terrificante

 

La Civetta di Minerva, 24 giugno 2016

Siamo certi di non tediare i nostri lettori con un’analisi tecnica sull’impianto che si vuole realizzare nella baia di Augusta, poiché il rischio potenziale può essere accettato o respinto solo conoscendo le caratteristiche e la pericolosità dello stesso. In un territorio in cui acqua, suolo, aria sono stati appestati per decisioni prese altrove e di fatto subite dalle popolazioni residenti, con effetti talora devastanti, riteniamo che i cittadini debbano essere consapevoli di ciò che il futuro può loro riservare con questo progettato deposito di gas naturale liquefatto, in maniera da favorire una partecipazione pubblica alle scelte, da chiunque esse siano state cantierate.

Il GNL (Gas Naturale Liquido) viene portato allo stato liquido raffreddandolo a – 162°. In tale stato, acquista una densità circa 600 volte superiore a quella che avrebbe a pressione atmosferica e a temperatura ambiente (circa 0,47 t/m3 per il GNL contro circa 0,72 kg/Stm3 per il GN, il che implica che una tonnellata di GNL corrisponde a circa 1.400 Stm3 di GN).

Il GNL è altamente infiammabile e tende ad incendiarsi ed eventualmente esplodere in determinate concentrazioni in volume con l’aria. In caso di rilascio accidentale, i vapori generati si comportano come una nube densa fino al momento in cui la temperatura della nube si innalza per mescolamento con l’aria. In altre parole, una quantità “x” di gas liquido rilasciato, ad es. per una perdita in fase di carico o scarico, passando velocemente dalla fase liquida a quella aeriforme, si trasforma in una nube di vapore che, essendo freddissima e a densità molto superiore a quella dell’aria atmosferica, rimane negli strati più bassi dell’atmosfera e, trasportata dalle correnti d’aria, si muove a poche decine di metri dal suolo. Naturalmente il gas comincia a mescolarsi con l’aria e, quando il rapporto aria-gas raggiunge un valore che va dal 5 al 15%, la nube diventa infiammabile e deflagrante.

Pertanto, se consideriamo che il passaggio dalla fase liquida a quella gassosa implica un incremento volumetrico di 600 volte, è facile comprendere che una piccolissima perdita (ad es. 1 m3 di GNL) in fase di carico o scarico, o a causa di incidente nei serbatoi o nelle condutture, si trasforma in una nube di vapore infiammabile ed esplosivo di 600 m3. Naturalmente una simile nube di vapore che incontrasse una fonte di ignizione esploderebbe incendiandosi e trasferendo l’incendio ai siti viciniori.

Nel caso di un polo petrolchimico gravido di impianti a rischio di incidente rilevante e di serbatoi di carburante o sfere di gas, lo scenario è terrificante.

Infiammabilità – detonabilità – Una nube di vapori di GNL è potenzialmente soggetta ad innesco quando la concentrazione è compresa tra i limiti di infiammabilità (5 – 15% gas-aria): LFL (Lower Flammability Level – Limite Inferiore di Infiammabilità): 5% in volume; UFL (Upper Flammability Level – Limite Superiore di Infiammabilità): 15% in volume. Entro tali limiti una nube di vapori di GNL – aria, in presenza di innesco, può incendiarsi dando luogo a: Flash-fire: combustione rapida di nubi di vapore, non esplosiva, sviluppata in ambiente non confinato; Jet-fire: incendi di getti di vapore prodottisi a seguito di perpressurizzati o tubazioni. Il getto di GNL che fuoriesce in atmosfera evapora e si espande simultaneamente, miscelandosi con l’aria (dardi di fuoco); Pool-fire: incendio di pozza o recipienti in seguito a fuoriuscita accidentale di GNL.

Il potere emissivo delle fiamme di GNL è particolarmente elevato (circa 200 kW/m2), ragion per cui è necessario monitorare le zone potenzialmente suscettibili di rilasci accidentali e provvedere all’opportuno distanziamento delle apparecchiature per evitare danni a persone e cose. In ambienti non confinati, le condizioni di detonabilità (UVCE – Unconfined Vapor Cloud Explosion) possono aversi di solito in presenza di una quantità di composti di GNL dell’ordine del 15%, generando sovrapressioni minime all’interno della nube, con propagazione dell’ignizione a bassa velocità. In ambienti molto congestionati o confinati si possono invece avere pressioni più elevate anche per composizioni con meno del 15%, determinando esplosioni con effetti più gravi (VCE – Vapor Cloud Explosion)

Roll-over (basculamento) – E’ possibile che nei serbatoi di stoccaggio del GNL si formino due celle stratificate, generalmente come risultato di una miscelazione non adeguata di GNL fresco con un fondo di GNL di densità differente, in seguito ad operazioni di riempimento. Lo strato inferiore, a causa dell’ingresso di calore nel serbatoio, si riscalda a tal punto che la sua densità si avvicina a quella dello strato superiore. I movimenti di convezione all’interno del serbatoio possono causare una rottura della stratificazione in un tempo molto breve con conseguente rapido incremento della velocità di evaporazione dal serbatoio stesso ed emissione di grandi quantità di gas.

Transizione rapida di fase (RPT) – Rapid Phase Transition: vero e proprio fenomeno esplosivo senza combustione dovuto al fatto che l’aumento di temperatura del GNL, ad esempio a causa del contatto con un liquido a temperatura differente (come l’acqua), è così rapido da determinare una subitanea evaporazione con produzione di vapore a velocità esplosiva.

BLEVE (Boiling Liquid Expanding Vapour Explosion) – E’ un’esplosione per espansione di vapori di un liquido in ebollizione che si ha allorché il GNL al suo punto di ebollizione e al di sopra di una certa pressione, rilasciato improvvisamente in seguito alla rottura del circuito in pressione, evapora in modo estremamente rapido con conseguente esplosione fisica.

Ricapitolando tutte le cause di possibili incidenti in impianti di stoccaggio inferiori a duecento tonnellate sono: la rottura di una pompa criogenica o delle tubazioni (rigide e mobili) per la movimentazione del GNL nell’impianto, il rilascio accidentale di GNL nelle operazioni di carico del serbatoio criogenico (dall’autocisterna al serbatoio criogenico dell’impianto fisso), o per rottura di componenti dell’impianto, l’innesco di incendio o esplosione del GNL fuoriuscito accidentalmente.

Da leggere

Ciane-Saline, la durissima j’accuse di Ansaldi in Consiglio: “Sprechi e maquillage contabile mentre la riserva muore”

A dare il via agli interventi del pubblico durante la seduta aperta del Consiglio Comunale …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti