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	<title>I Mille porti di Siracusa &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Sat, 21 Mar 2026 16:48:40 +0000</lastBuildDate>
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	<item>
		<title>“Molo Sant’Antonio, al via i cantieri entro due mesi”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/03/21/molo-santantonio-al-via-i-cantieri-entro-due-mesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 16:48:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I Mille porti di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Autorità di Sistema Portuale Sicilia Orientale]]></category>
		<category><![CDATA[molo sant'Antonio]]></category>
		<category><![CDATA[AdSP Sic. Orientale]]></category>
		<category><![CDATA[ing. f. di sarcina]]></category>
		<category><![CDATA[prof. l. alini]]></category>
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					<description><![CDATA[“Da qui a due mesi &#8211; non da ora alla prossima campagna elettorale! &#8211; , avremo l’impresa che inizierà a trasformare il capannone, bruttissimo, che si trova sul Molo Sant’Antonio nella stazione marittima che manca alla città, e i cittadini si riapproprieranno del loro mare”. Parola del presidente dell’Autorità di Sistema portuale del mare della &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Da qui a due mesi &#8211; non da ora alla prossima campagna elettorale! &#8211; , avremo l’impresa che inizierà a trasformare il capannone, bruttissimo, che si trova sul Molo Sant’Antonio nella stazione marittima che manca alla città, e i cittadini si riapproprieranno del loro mare</em>”. Parola del presidente dell’Autorità di Sistema portuale del mare della Sicilia orientale, ing. Francesco Di Sarcina. Nell’incontro organizzato da Giovanni Cafeo e Ivan Scimonelli del movimento ‘Insieme’ &#8211; “<strong><em>Siracusa la città e il mare</em></strong>” &#8211; stamattina, 21 marzo all’Urban center, è stata questa la priorità indicata da Di Sarcina per avvicinare il porto di Siracusa agli standard internazionali.</p>
<p><strong>Un primo investimento da 9-10 milioni di euro</strong> per il quale è già stata espletata la gara d’appalto per il progetto esecutivo &#8211; <strong>31 le offerte presentate </strong>– per ristrutturare l’interno del preesistente edificio, che sarà <strong>a due piani</strong>: al primo la stazione marittima e al secondo una sala congressi e gli uffici per l’AdSP. “<em>Lo dovremo alzare di un po’ ma non ci saranno ostacoli perché la Soprintendenza è al nostro fianco, sia ben chiaro. È con noi e condivide il progetto</em>”. A siglare l’accordo una stretta di mano.</p>
<p>“<em>Contemporaneamente, grazie al prezioso supporto del prof. Luigi Alini “ma non solo”, abbiamo organizzato un concorso di architettura per modificare l’aspetto esteriore del ‘capannone’ e insieme riqualificare l’ampia area del molo esterna affinché, compatibilmente con le attività portuali, sia aperta alla città per essere con essa un tutt’uno</em>” ha spiegato Di Sarcina.</p>
<p><strong>I concorrenti</strong> che hanno partecipato sono stati <strong>39</strong> e la proposta architettonica migliore sarà decisa da una <strong>commissione “<em>di Siracusani</em>”.</strong> “<em>Predisporremo un catalogo e lo pubblicheremo cosicché tutti possano conoscere le 39 proposte</em>”. Quindi si farà la gara per il progetto esecutivo e i lavori per <strong>25-26 milioni. </strong></p>
<p>“<strong><em>35 i milioni destinati alle opere da realizzare sul molo sant’Antonio</em></strong><em>. Più di quanto abbiano incassato dal territorio nel primo anno. Si tratta di risorse già impegnate a questo scopo. Non sono quindi promesse ma quello che <strong>si realizzerà tra tre, quattro anni</strong> anche se ci sarà un altro diverso presidente dopo di me”</em>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>IDROSCALO, Il bluff dell’avioturismo</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/02/18/idroscalo-il-bluff-dellavioturismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 16:04:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I Mille porti di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Ex idroscalo]]></category>
		<category><![CDATA[Piano regolatore Porto Grande]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa Servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Comunale SR]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato per la riqualificazione e il decoro urbano]]></category>
		<category><![CDATA[ASSOCIAZIONE "PORTO DI SIRACUSA A.M. LEPIK]]></category>
		<category><![CDATA[Sindaco F. Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre a una necessaria urgente valutazione da parte della Comunità cittadina della nuova configurazione ’in corso’ dell’ex idroscalo De Filippis, c’è anche altro da evidenziare e riguarda proprio la parte dell’area destinata ‘al mercato’ dato l’interesse del Distaccamento dell’Aeronautica all’ “intento commerciale dell’eventuale società vincitrice del bando”. Considerazioni da noi già proposte https://www.lacivettapress.it/2025/07/03/idroscalo-via-elorina-torna-base-militare-attiva/ un anno &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Oltre a una necessaria urgente valutazione da parte della Comunità cittadina della nuova configurazione ’in corso’ dell’ex idroscalo De Filippis, c’è anche altro da evidenziare e riguarda proprio la parte dell’area destinata ‘al mercato’ dato l’interesse del Distaccamento dell’Aeronautica all’ “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>intento commerciale dell’eventuale società vincitrice del bando</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Considerazioni da noi già proposte </span></span><span style="color: #0563c1;"><u><a href="https://www.lacivettapress.it/2025/07/03/idroscalo-via-elorina-torna-base-militare-attiva/"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">https://www.lacivettapress.it/2025/07/03/idroscalo-via-elorina-torna-base-militare-attiva/</span></span></a></u></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> un anno fa ma che oggi prendono sostanza grazie alle ulteriori informazioni in nostro possesso.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Va detto in via preliminare che con buone probabilità </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Difesa Servizi ‘scopre’ le intenzioni del Ministero della Difesa,</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> di cui è società in house per la ‘valorizzazione’ degli asset immobiliari, solo per la necessità di fronteggiare in qualche modo il </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>ricorso presentato dal Comitato per la Riqualificazione e il Decoro Urbano di Siracusa e dall’Associazione “Porto di Siracusa – Anna Maria Lepik” </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">contro l’avviso esplorativo del 12 luglio 2024. Ecco perché nell’aprile 2025 la prima scheda di presentazione dell’ex idroscalo viene modificata con una </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>drastica riduzione della parte da dare in concessione ai privati per cinquant’anni</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> senza che però si metta in discussione la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>finalità dell’operazione</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> avviata che a questo punto, a nostro avviso, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>svela tutta la propria inconsistenza mettendo in luce i veri obiettivi</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-38481" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/e9a749ff-27d9-45ab-bd07-ebfa0851e6f3-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/e9a749ff-27d9-45ab-bd07-ebfa0851e6f3-300x218.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/e9a749ff-27d9-45ab-bd07-ebfa0851e6f3-768x559.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/e9a749ff-27d9-45ab-bd07-ebfa0851e6f3.jpg 860w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />      <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-38482" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/b6fdae13-ba55-4918-8830-2e980d7fe2cd-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/b6fdae13-ba55-4918-8830-2e980d7fe2cd-300x169.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/b6fdae13-ba55-4918-8830-2e980d7fe2cd-1024x576.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/b6fdae13-ba55-4918-8830-2e980d7fe2cd-768x432.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/b6fdae13-ba55-4918-8830-2e980d7fe2cd-1536x864.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/b6fdae13-ba55-4918-8830-2e980d7fe2cd.jpg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La volontà dichiarata inizialmente di “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>sviluppare un’iniziativa diffusa su scala nazionale per la valorizzazione degli ex idroscali, con l’obiettivo di recuperare il patrimonio storico </i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>e realizzare una rete che consenta il collegamento aereo, mediante idrovolanti, per finalità turistiche, culturali, sportive e ricreative</b></i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” ricorrendo a capitali privati e riconoscendo un maggior punteggio a progetti che riguardino più idroscali, appare ormai, ancor più chiaramente, null’altro che uno specchietto per le allodole. </span></span></p>
<p><span style="color: #0563c1;"><u><a href="https://www.lacivettapress.it/2024/09/21/ex-idroscalo-dalla-difesa-il-bando-per-la-sua-riqualificazione-valorizzazione-sfruttamento-economico/"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">https://www.lacivettapress.it/2024/09/21/ex-idroscalo-dalla-difesa-il-bando-per-la-sua-riqualificazione-valorizzazione-sfruttamento-economico/</span></span></a></u></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Se “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>un pescaggio di circa 3 cm per diversi metri</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” rende impossibile l’accesso al mare, di quale collegamento con idrovolanti stiamo parlando? Su quali basi si vorrebbe sviluppare un redditizio avioturismo ispirato ad altre, lontane, realtà? È evidente che l’unico interesse è quello di poter, banalmente, sfruttare l’ampia volumetria presente nell’area a un passo dal mare, laddove nessuno mai potrebbe costruire ex novo. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Fino a questo momento, per anni, il De Filippis ha svolto ridotte funzioni di presidio, logistiche e amministrative a favore del personale militare assicurando le cosiddette “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>attività di protezione sociale (OPS) a favore degli appartenenti delle FF.AA. e loro familiari</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” e oggi sembrerebbe che anche il privato nella sua progettazione debba tener conto di riqualificare alcuni spazi in modo da destinarli a centro sportivo – ricreativo per garantire potenziali usi duali, anche funzionali al “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>mantenimento dell’idoneità psico-fisica del personale militare, nonché al benessere dei relativi familiari </i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">(sic!)”. L’uso duale militare-civile prevede infatti che la gestione economica-commerciale dell’area debba “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>necessariamente prevedere forme di utilizzo/agevolazioni in favore delle Forze Armate di riferimento e più in generale del personale dell’Amministrazione Difesa (agevolazioni, scontistiche, posti riservati, servizi dedicati, ecc)”,</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> come abbiamo scritto tempo addietro.</span></span></p>
<p><span style="color: #0563c1;"><u><a href="https://www.lacivettapress.it/2024/09/21/idroscali-dalle-generiche-finalita-turistiche-culturali-sportive-e-ricreative-al-libera-tutti-e-tutto/"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">https://www.lacivettapress.it/2024/09/21/idroscali-dalle-generiche-finalita-turistiche-culturali-sportive-e-ricreative-al-libera-tutti-e-tutto/</span></span></a></u></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Quel che vogliono cittadini non ha invece alcun interesse, neanche per chi li amministra.</span></span></p>
<p><em><span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 10pt;">Le foto:</span></em></p>
<p align="justify"><span style="font-size: small;">(</span><span style="font-size: small;"><i>prima ripartizione: in alto a ds fuori dalla concessione; </i> </span><em><span style="font-size: small;">seconda: a sin. con funzione militare</span></em><span style="font-size: small;">)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giornata mondiale dell’habitat a Terrasini (PA). L’importanza delle norme ambientali e il caso Siracusa</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2025/09/27/giornata-mondiale-dellhabitat-a-terrasini-pa-limportanza-delle-norme-ambientali-e-il-caso-siracusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Trigilia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2025 08:56:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I Mille porti di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Autorità di Sistema Portuale Sicilia Orientale]]></category>
		<category><![CDATA[adsp catania/pozzallo]]></category>
		<category><![CDATA[ass.ne a.m. Lepik]]></category>
		<category><![CDATA[calafatàri]]></category>
		<category><![CDATA[Ciane]]></category>
		<category><![CDATA[Anapo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 1 ottobre si svolgerà nella sala conferenze del museo d&#8217;Aumale presso il Museo Regionale di storia naturale di Terrasini (Palermo), una tavola rotonda in occasione della giornata mondiale dell&#8217;Habitat, istituita dalle Nazioni unite e celebrata ogni anno in ottobre per riflettere sullo stato degli habitat naturali e sul diritto a un ambiente sano e &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 1 ottobre si svolgerà nella sala conferenze del museo d&#8217;Aumale presso il Museo Regionale di storia naturale di Terrasini (Palermo), una tavola rotonda in occasione della giornata mondiale dell&#8217;Habitat, istituita dalle Nazioni unite e celebrata ogni anno in ottobre per riflettere sullo stato degli habitat naturali e sul diritto a un ambiente sano e sostenibile. L&#8217;incontro metterà a confronto i dati gestionali e scientifici dei risultati ottenuti a 50 anni dall&#8217;inizio della conservazione della natura in Sicilia, 1975/ 2025.</p>
<p>Si prevedono interventi inerenti sia i protagonisti della storia della protezione ambientale in Sicilia, sia le prospettive future, coadiuvate dai responsabili della regione Sicilia del dipartimento dei Beni culturali e dell&#8217;ambiente, degli enti gestori, dei docenti dell&#8217;università siciliane.</p>
<p>Come spesso accade sarà il monitoraggio, ovvero i dati gestionali delle riserve naturali, a fare chiarezza sullo stato dell&#8217;arte della conservazione della natura. Ci sono particolari risultati positivi nella nostra provincia negli ultimi 50 anni? Troppo pochi crediamo, e di non immediata percezione e consapevolezza specie nell&#8217;opinione pubblica; infatti non è tema trattato diffusamente dalle testate giornalistiche locali, salvo eccezioni!</p>
<p>Il tema della conservazione della natura sembra di poco interesse anche se strettamente legato allo stato di salute dei cittadini e del territorio in cui viviamo.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-26748 size-medium alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2019/06/ANAPO-PANTALICA-11--300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2019/06/ANAPO-PANTALICA-11--300x200.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2019/06/ANAPO-PANTALICA-11--768x512.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2019/06/ANAPO-PANTALICA-11-.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Il Sistema naturale è un sistema complesso e collegato per molteplici aspetti alla nostra quotidianità ma risulta un tema assolutamente divisivo, tanto più se si proponga di incrementarne la superficie, creando una zona cuscinetto di protezione. Principio basilare in natura è la relazione tra i sistemi naturali, agricoli e urbani che invece tentiamo di ignorare. Le interconnessioni sono evidenti nel caso del Porto grande di Siracusa ad esempio, dove si è forzato un sistema naturale dividendo tra le banchine del porto che producono reddito immediato e le aree naturali adiacenti, quali la foce del fiume Anapo e la riserva Ciane Saline, attraverso un&#8217;interpretazione della norma di legge che parlava di includere la RADA del Porto Grande di Siracusa nella AdSP di Catania/Pozzallo. Chi si è posto il problema di cercare un equilibrio tra la riserva naturale, il sistema fluviale dell’Anapo e le attività portuali future?</p>
<p>Chi può sostenere che non vi siano effetti correlati nel caso di alterazioni delle correnti oltre ai problemi, più volte segnalati, della presenza di tracce di reflui cittadini nelle acque del porto?</p>
<p>A chi interessa se perderemo la memoria dell&#8217;attività dei salinari siracusani come abbiamo già perso la testimonianza fisica dei Calafatari?</p>
<p>L’Associazione Anna Maria Lepik ha più volte sollecitato la necessità di affrontare le diverse questioni con una visione unitaria della rada del Porto grande, sollevando il problema sia con il Comune che con l’ADSP.</p>
<p>Ancora più grave è la situazione della protezione delle aree SIC e ZPS, la cui presenza dovrebbe avvantaggiare l&#8217;attrattività del nostro territorio ed appare invece un &#8220;peso&#8221; amministrativo insormontabile se, come in altri comuni, si ignora l&#8217;obbligo di istruire la valutazione di incidenza ambientale per gli interventi in zona SIC. Solo qualche mese fa il comune di Siracusa è stato condannato dal TAR Catania per non aver ottemperato all&#8217;istruttoria della VINCA a Punta della Mola, zona SIC. Nel marzo scorso, riconosciuta l&#8217;assenza di tecnici competenti e in numero adeguato ad istruire le Vinca, il comune ha pubblicato un avviso per la creazione di una long list di esperti laureati in scienze agrarie, scienze biologiche, geologia, ingegneria ambientale con comprovata esperienza in materia così da formare una commissione tecnica interna. Passo importantissimo questo che si auspica seguano anche gli altri comuni.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ACQUE TORBIDE NEL PORTO GRANDE, OCCORRE UNA CONFERENZA DI SERVIZI</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2025/06/15/acque-torbide-nel-porto-grande-occorre-una-conferenza-di-servizi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jun 2025 08:55:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autorità di Sistema Portuale Sicilia Orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[I Mille porti di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Porti Siciliani]]></category>
		<category><![CDATA[Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Porto Grande]]></category>
		<category><![CDATA[Piano regolatore Porto Grande]]></category>
		<category><![CDATA[Ass. Porto di Siracusa Lepik; Capitaneria di Porto]]></category>
		<category><![CDATA[AdSP Sic. Or.]]></category>
		<category><![CDATA[ARPA Siracusa]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono rimaste prive di riscontro le prime due note, del 5 e del 21 Maggio scorso, inviate dall’Associazione “Porto di Siracusa- Anna Maria Lepik” ai diversi dipartimenti AdSP, Autorità di sistema portuale, Capitaneria di Porto e Amministrazione Comunale, con le quali veniva denunciato il fenomeno “del mare color marrone” più volte verificatosi nel Porto Grande &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">Sono rimaste prive di riscontro le prime due note, del 5 e del 21 Maggio scorso, inviate dall’Associazione “<i>Porto di Siracusa- Anna Maria Lepik</i>” ai diversi dipartimenti <b>AdSP, Autorità di sistema portuale, Capitaneria di Porto e Amministrazione Comunale</b>, con le quali veniva denunciato il fenomeno “<i>del mare color marrone</i>” più volte verificatosi nel Porto Grande nelle settimane precedenti che ha molto allarmato i cittadini. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><b>L’avv. Giovanni Randazzo, presidente dell’Associazione Lepik</b>, nelle note inviate, ribadendo la piena volontà dell’associazione di collaborare per quanto si ritenesse utile, aveva chiesto “<i>ogni opportuna indagine per individuare le cause del fenomeno, anche mediante l’eventuale utilizzo del Gruppo Sommozzatori della Guardia Costiera per prelevare campioni di sedimento marino data la grande estensione del fenomeno stesso</i>”.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">A fronte delle autorità a cui ci si era rivolti, l’Associazione ha quindi inviato una terza nota evidenziando di aver appreso “<i>dalla lettura delle dichiarazioni della dirigente ARPA responsabile delle Unità Produttive e Aerca d.ssa Ottaviano &#8211; riportate nella “La Sicilia” del 24 Maggio 2025 in un articolo a firma di Massimiliano Torneo – che, dai campionamenti disposti ed effettuati, rimaneva confermata una massiva fioritura algale e registrata la presenza, in uno dei due campioni prelevati, seppur non in misure elevatissime, di escherichia coli</i>”. Un <b>batterio</b>, si sottolinea in questa terza nota,<b> “</b><i><b>la cui presenza, oltre una certa soglia, può costituire un rischio per la salute umana</b></i><b>”.</b></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">“<i>La Dirigente</i> – continua la nota &#8211; <i>rileva che la fioritura algale è pur sempre e in ogni caso un segno negativo di eutrofizzazione e conclude sulla opportunità di una campagna apposita di monitoraggio, nel tempo, in più punti, che possa integrare tutti i parametri specifici, (temperatura interna-esterna, profondità, e correnti). Non sappiamo </i>– scrive l’avv. Randazzo &#8211;<i> se una tale campagna, auspicata dalla stessa ARPA, sia stata poi o meno avviata, e in tal caso se ne chiede cortese conferma, anche in ordine agli eventuali parziali esiti cui la stessa sia pervenuta. Ma intanto viene segnalato un nuovo fenomeno di lordura marrone, verificatosi nei giorni scorsi nei pressi del Marina Yachting, in concomitanza con la presenza nel Porto Grande della Norvegian Epic, gigante del mare capace di oltre 4.500 Passeggeri, che avrebbe smosso i relativi fondali</i>”. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">L’avv. Randazzo esprime <b>stupore per la presenza di un tale colosso del mare</b> date alcune dichiarazioni del presidente dell’AdSP ing. Di Sarcina che, in alcune interviste, ha sempre affermato che, viste “<i>le caratteristiche del Porto di Siracusa e la fragilità degli equilibri connessi alla sua ubicazione in pieno centro cittadino, di fronte all’isola di Ortigia</i>”, <b>la sosta nel Porto Grande debba essere consentita solo a navi dalla capienza massima di 2.000-2500 passeggeri</b>. A quanto risulta, tra l’altro, <b>la Norvegian Epic sopravanzava in lunghezza la stessa banchina cui era ormeggiata</b> e su tale argomento, si legge ancora in questa terza nota, “<i>ci si confronterà con le Istituzioni e le rappresentanze cittadine interessate, anche in occasione della redazione degli atti ai quali deve urgentemente attendere l’Autorità di Sistema Portuale, e cioè Piano Regolatore del Porto, nuovo Documento di Programmazione Strategica e nuovo Piano Operativo triennale (gli ultimi due aggiornando i precedenti atti in cui non era stato possibile tenere conto del Porto di Siracusa, non ancora inserito in AdSP)”.</i></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">“<i>Tornando alla problematica della reiterazione di fenomeni di apparente contaminazione delle acque del Porto grande di Siracusa</i> – conclude la nota -, <i>l’Associazione scrivente chiede che l’ARPA in indirizzo, quale Amministrazione procedente che ha già dato corso ad un primo avvio di indagini in merito agli episodi segnalati, </i><i><b>voglia urgentemente indire una Conferenza di Servizi</b></i><i> ai sensi degli artt. 17 e segg. L.R. 7/2019 con tutte le Amministrazioni destinatarie della presente (peraltro autonomamente legittimate all’indizione della chiesta Conferenza) perché siano eseguite tutte le indagini finalizzate a individuare le concause del fenomeno di apparente contaminazione già denunciato (tra gli altri) dall’Associazione scrivente con le richiamate note del 5 e del 21 Maggio 2025, coinvolgendo le altre Amministrazioni e Associazioni interessate, al fine di porre rimedio al ripetersi di tali episodi, e consentirne la cessazione con venir meno di ogni motivo di allarme nella popolazione. Nel chiedere di partecipare alla Conferenza di Servizi di cui come sopra si chiede la fissazione, l’Associazione scrivente resta in attesa di cortese positivo riscontro nel termine normativamente prescritto di trenta giorni”.</i></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PRESENTATA L&#8217;ASS. PORTO DI SIRACUSA, GLI INTERVENTI DI PRESTIGIACOMO E LA TORRE</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2025/02/05/assemblea-dellass-porto-di-siracusa-gli-interventi-di-prestigiacomo-e-la-torre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2025 08:57:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autorità di Sistema Portuale Sicilia Orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Porti Turistici]]></category>
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					<description><![CDATA[Ritorna all’impegno pubblico Stefania Prestigiacomo, tra i soci fondatori dell’Associazione “Porto di Siracusa – Anna Maria Lepik”, delineando nel suo breve intervento alcuni degli obiettivi di un ‘gruppo trasversale’, non schierato in una specifica area politica ma che, inevitabilmente, pur nello spirito di collaborazione con enti e istituzioni, non rinuncerà a “prendere posizione su tutte &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="western"><span style="font-size: medium;">Ritorna all’impegno pubblico <strong>Stefania Prestigiacomo, tra i soci fondatori dell’Associazione “Porto di Siracusa – Anna Maria Lepik”,</strong> delineando nel suo breve intervento alcuni degli obiettivi di un ‘gruppo trasversale’, non schierato in una specifica area politica ma che, inevitabilmente, pur nello spirito di collaborazione con enti e istituzioni, non rinuncerà a “</span><span style="font-size: medium;">prendere posizione su tutte le varie fasi che segneranno la nuova progettualità del porto. </span></p>
<p class="western"><span style="font-size: medium;">Il primo grande interrogativo che ci siamo posti è stato quello relativo alla <strong>scelta delle aree da affidare alla competenza dell’AdSP</strong>. Nella legge si parla infatti di rada del Porto Grande ed effettivamente il porto è tutto, nella sua unicità storico paesaggistica, ma su quale scelta fare è mancato il dibattito, all&#8217;interno anche della stessa Amministrazione.</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-30039" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-05-093130-300x281.png" alt="" width="300" height="281" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-05-093130-300x281.png 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-05-093130-768x720.png 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-05-093130.png 845w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />            <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-30040" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-05-093246-300x234.png" alt="" width="300" height="234" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-05-093246-300x234.png 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-05-093246-768x600.png 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-05-093246.png 780w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p class="western"><span style="font-size: medium;">A giudicare da quanto deciso, sembra che <strong>si sia guardato esclusivamente alle aree maggiormente remunerative</strong>, alle banchine destinate ad essere approdo, lasciando fuori tutte le altre che, così come in passato, prive di un necessario intervento anche sulle gravi condizioni di dissesto idrogeologico in cui versano, potrebbero restare in uno stato di degrado. </span><span style="font-size: medium;">E oltre a tale aspetto, un’altra riflessione si impone sulla rada di <strong>Santa Panagia</strong>, sulla possibilità che quest&#8217;area non sia esclusivamente vista come a servizio della zona industriale e che si possa ipotizzare qualcosa di diverso che ne esalti la potenzialità, anche quale alternativa per la grande diportistica.</span></p>
<p class="western"><span style="font-size: medium;">Il nostro intento è quindi quello non solo di partecipare ma di stimolare il dibattito cittadino anche perché la città non ha all&#8217;interno dell&#8217;Autorità di Sistema un ruolo centrale, siamo esclusi dalla governance, un vizio di origine direi che credo si sarebbe potuto, anzi dovuto evitare”.</span></p>
<p class="western"><span style="font-size: medium;">Poi l’ultima considerazione: “Qualcuno in città si è preoccupato per questa iniziativa, per la nascita di questa Associazione, o forse per la sua composizione trasversale. Ecco, io voglio rassicurare tutti, noi abbiamo solo uno scopo positivo, propositivo, e pensiamo che comunque aprire dei luoghi di discussione e di confronto sullo sviluppo della città sia importantissimo, soprattutto in un periodo in cui c&#8217;è un grande silenzio circa la direzione che sta prendendo la nostra città nei vari settori. Noi ci vogliamo occupare esclusivamente delle questioni relative al porto, ai porti, e nulla di più. E lo vogliamo fare con il vostro aiuto, con l&#8217;aiuto di quanti vorranno partecipare alle nostre riunioni”.</span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-30041" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/02/b0d26f3f-e60d-4226-b115-719ba40e9e9b-300x135.jpeg" alt="" width="300" height="135" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/02/b0d26f3f-e60d-4226-b115-719ba40e9e9b-300x135.jpeg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/02/b0d26f3f-e60d-4226-b115-719ba40e9e9b-1024x461.jpeg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/02/b0d26f3f-e60d-4226-b115-719ba40e9e9b-768x346.jpeg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/02/b0d26f3f-e60d-4226-b115-719ba40e9e9b-1536x692.jpeg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/02/b0d26f3f-e60d-4226-b115-719ba40e9e9b.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />            <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-30042" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/02/da612eee-3272-45d6-b2a9-5f3a267bf5fc-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/02/da612eee-3272-45d6-b2a9-5f3a267bf5fc-300x225.jpeg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/02/da612eee-3272-45d6-b2a9-5f3a267bf5fc-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/02/da612eee-3272-45d6-b2a9-5f3a267bf5fc-768x576.jpeg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/02/da612eee-3272-45d6-b2a9-5f3a267bf5fc-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/02/da612eee-3272-45d6-b2a9-5f3a267bf5fc.jpeg 2016w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p class="western"><span style="font-size: medium;">E sulle aree portuali assegnate all’AdSP si è incentrato l’intervento dell’ing. Pucci La Torre, presidente del Comitato per la riqualificazione urbana. “Dallo studio condotto con l’aiuto dell’ing. <strong>Marco Ruscica</strong>, abbiamo verificato che in sostanze, nel delineare le aree di interesse dell’AdSP, è stata rispettata la vecchia dividente demaniale che per lo più coincide con la prescrizione dei 150 mt dal mare della legge Galasso: <strong>dal molo della Capitaneria di Porto fino all’area dell’ex Spero</strong>, tenendosi al di qua dello sbocco del Canale Regina. Mancano in realtà alcune particelle e lo andremo a chiedere nel prossimo incontro con il presidente <strong>Di Sarcina</strong> con cui già ci siamo prima confrontati. Certamente ci attendevamo qualcosa di più strutturato in considerazione dei tanti mesi trascorsi dalla legge n. 28 del 15 Marzo 2024: la dividente demaniale ha delineato anche le poche aree della rada di Santa Panagia inglobando il pontile Isab e il Porto rifugio”</span></p>
<p class="western"><span style="font-size: medium;">L’ingegnere La Torre ha poi accennato alla questione della riqualificazione dell’idroscalo per il quale il Comitato ha chiesto almeno una parziale smilitarizzazione presentando un proposta progettuale e sul bando della società in house del Ministero della Difesa, </span><strong><span style="font-size: medium;"><i>Difesa Servizi</i></span></strong><span style="font-size: medium;"><strong>,</strong> di cui abbiamo parlato in nostri precedenti articoli (ultimo l’intervista al dottor Maurizio Provenza della società PAC srls, unica a presentare una propria proposta).</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>RIQUALIFICAZIONE SBARCADERO, &#8220;ATTI CONCRETI CONFERMINO LA DISPONIBILITA&#8217; MANIFESTATA DAL SINDACO AI CONSIGLIERI PD&#8221;</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2024/12/12/riqualificazione-sbarcadero-atti-concreti-confermino-la-disponibilita-manifestata-dal-sindaco-ai-consiglieri-pd/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2024 18:50:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I Mille porti di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Rigenerazione urbana]]></category>
		<category><![CDATA[Borgata]]></category>
		<category><![CDATA[Lidi]]></category>
		<category><![CDATA[Porti Turistici]]></category>
		<category><![CDATA[Arch. Minioto]]></category>
		<category><![CDATA[Pd Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Hotel Musciarà]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato Sbarcadero S. Lucia]]></category>
		<category><![CDATA[Assessore Pantano]]></category>
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					<description><![CDATA[Progetto Sbarcadero, &#8220;ATTI CONCRETI CONFERMINO LA DISPONIBILITA&#8217; MANIFESTATA DAL SINDACO AI CONSIGLIERI PD (Enrico Piazza, portavoce del Comitato) Dopo l’estate, in vista della temuta riqualificazione dello sbarcadero Santa Lucia &#8211; quale area funzionale esclusivamente a bar e chioschi gestiti da privati e frequentati solo da chi ha soldi da spendere &#8211; una ottantina dei circa &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Progetto Sbarcadero, &#8220;ATTI CONCRETI CONFERMINO LA DISPONIBILITA&#8217; MANIFESTATA DAL SINDACO AI CONSIGLIERI PD (Enrico Piazza, portavoce del Comitato)</em></p>
<p>Dopo l’estate, in vista della temuta riqualificazione dello sbarcadero Santa Lucia &#8211; quale area funzionale esclusivamente a bar e chioschi gestiti da privati e frequentati solo da chi ha soldi da spendere &#8211; una ottantina dei circa 300 <strong>fruitori del solarium</strong> che lì viene installato ogni anno si sono <strong>riuniti in un Comitato</strong> per cercare di capire cosa prevedesse un progetto di cui poco si sapeva e che certamente non aveva tenuto in debito conto le loro esigenze.<br />
Molte le proposte e le più che accese proteste nei diversi incontri organizzati (a cui hanno partecipato anche esponenti politici di diversa area) quando è stato chiaro che l’<strong>area del Porto Lachio da mega parcheggio sarebbe stata trasformata in una piazza</strong> esclusivamente pedonale impedendo così il libero e comodo accesso al solarium garantito da anni.<br />
“Tutti noi abbiamo la forte preoccupazione che ancora una volta verrà cancellato un nostro diritto nostro come di tutti: quello di poter continuare a frequentare in estate <strong>un luogo che per noi significa benessere e socialità</strong>, l’unica possibilità per anziani e disabili, per chiunque non abbia i mezzi (di trasporto come economici) per raggiungere località marine più lontane, non solo semplicemente di fruire del mare ma soprattutto, in particolare per alcuni di noi, di uscire dalla propria solitudine e trovare degli amici, una delle poche occasioni per ritrovarsi in una comunità accogliente e inclusiva come quella che nel tempo si è andata formando – ha spiegato il <strong>portavoce del Comitato Enrico Piazza</strong> -. Già nel 2008 la comunità siracusana è stata <strong>privata della spiaggetta di Riviera Dionisio il Grande,</strong> ‘concessa’ a un privato che non ha mai rispettato neanche l’ampia e consolidata normativa che garantisce a ogni cittadino il libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione anche ai fini di balneazione, così come il libero transito o la sosta sulla battigia almeno per una profondità di 5 metri lungo la linea del mare. L’Amministrazione ha mostrato disponibilità ma abbiamo bisogno di essere rassicurati da atti concreti”.</p>
<p>A favorire un incontro di chiarimento, e per presentare le proprie richieste, con l’<strong>assessore Francesco Pantano</strong> e successivamente anche con il progettista si sono attivati <strong>i consiglieri del Partito Democratico</strong> che già avevano risposto alle mille domande del Comitato in una, a volte difficile, azione di ricerca delle strade realmente percorribili senza indulgere in promesse vane e demagogiche.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-29783" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/12/Riqualificazione-sbarcadero7-1200x678-1-300x170.jpg" alt="" width="300" height="170" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/12/Riqualificazione-sbarcadero7-1200x678-1-300x170.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/12/Riqualificazione-sbarcadero7-1200x678-1-1024x579.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/12/Riqualificazione-sbarcadero7-1200x678-1-768x434.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/12/Riqualificazione-sbarcadero7-1200x678-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Certamente da condividere le principali richieste del Comitato:</p>
<ol>
<li>l’installazione ogni anno del solarium pubblico e gratuito (com’è sempre stato) all’inizio del molo con accesso al mare e rampa per disabili (obiettivo mai raggiunto in ben 5 anni) con specifici camminamenti e, per l’estate 2025, nel caso il cantiere fosse ancora aperto, misure tali da consentire comunque la fruibilità del solarium;</li>
<li>un servizio navetta dai parcheggi scambiatori della città (Von Platen, Mazzanti, Bosco Minniti e altri) fino al solarium ben organizzato per numero di piccoli bus elettrici, orari di partenza e arrivo più frequenti (ogni 15 mn massimo) nei mesi estivi, gratuito e/o agevolato per anziani e fasce fragili tra cui famiglie non benestanti;</li>
<li>l’accesso veicolare, ora previsto “solo a servizio esclusivo della diportistica, manutenzione, pulizia ed esercenti”, consentito non solo alle navette ma anche ai disabili o a chi abbia temporanei problemi di mobilità grazie a specifici pass;</li>
<li>al confine con la concessione Musciarà (o dove ritenuto più opportuno) di 5/10 stalli per il parcheggio con pass delle auto dei disabili.</li>
</ol>
<p>“Quella piazza, riqualificata, dovrà mantenere la sua <strong>vocazione di bene pubblico, di luogo frequentato liberamente dai cittadini e non occasione per innumerevoli concessioni di spazi demaniali dove mettere chioschi</strong> e altro del genere come in realtà è sembrato che si volesse fare – è il commento dei consiglieri del Partito Democratico -. Il sindaco ci ha invitato a un incontro alla presenza del progettista per vedere insieme le possibili varianti al progetto che rispondano alle esigenze espresse dal Comitato. Ha rassicurato sulla sua volontà di garantire i loro diritti, in particolare ‘<strong>il diritto al mare</strong>’. Da un punto di vista progettuale, <strong>l’architetto Minioto</strong> ha indicato dove si realizzerà la strada per consentire alle navette di arrivare fino al solarium. Saranno aumentate le aree a verde per tutelarne la fruizione pubblica. Si procederà all’esproprio della particella privata per realizzare (ma purtroppo non in questa fase progettuale e d’altra parte le pratiche d’esproprio non possono essere immediate) una rampa d’accesso (anche con scale) da via Riviera Dionisio il Grande. Poi, per quanto riguarda la questione della mobilità, sarà cura dell’Amministrazione garantire un puntuale servizio navetta dai parcheggi scambiatori, siti in diverse zone della città, a costo agevolato. Un servizio utile non solo naturalmente per i fruitori del solarium ma per chiunque voglia frequentarlo così che non resti un luogo vuoto ma pienamente vivibile da tutti”. Noi ci impegniamo a vigilare perché questo si faccia davvero e affinchè i parcheggi siano dotati dei servizi indispensabili: panchine pensiline tabella orari servizi igienici. Così come saremo parte attiva nel promuovere e programmare azioni a supporto di una mobilità davvero efficace, in grado anche di risolvere in maniera soddisfacente l’eliminazione di quel parcheggio utilizzato in ogni ora del giorno da chi lavora come da chi deve raggiungere Ortigia. Occorre <strong>evitare che si rompa completamente il legame tra il centro storico e i siracusani</strong>”.<br />
“Qualsiasi opera di ammodernamento e rifunzionalizzazione non dovrebbe essere praticabile se non si sia prima tenuto conto delle esigenze delle persone, titolari di diritti inalienabili – ha concluso <strong>Sara Zappulla</strong> -. La rigenerazione urbana non riguarda mai solo il luogo in sé ma soprattutto il rapporto tra il nuovo e i suoi fruitori, attuali e futuri. Solo nella conciliazione di questi due aspetti si può tradurre una vera riqualificazione. Non c’è dubbio che nella stesura del progetto si sarebbe dovuto partire da un’<strong>analisi dei bisogni dei cittadini che oggettivamente non c’è stata</strong> e la proposta di varianti è ormai l’unica strada percorribile.</p>
<p>Rimane il dato che un vulnus di questa città sia il trasporto pubblico che riprogrammato in maniera efficace potrebbe senz’altro dare vita e ossigeno allo sbarcadero del futuro”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>‘Approfondimenti’ a Palermo sulle aree da consegnare All&#8217;Autorità Portuale. Probabilmente dal Foro Italico alla Spero</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2024/11/12/approfondimenti-a-palermo-sulle-aree-da-consegnare-allautorita-portuale-probabilmente-dal-foro-italico-alla-spero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 17:13:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Porti Turistici]]></category>
		<category><![CDATA[I Mille porti di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Porto Grande]]></category>
		<category><![CDATA[Autorità di Sistema Portuale Sicilia Orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Autorità di Sistema Portua della Sicilia Orientale. Assessorato Regione Territorio Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sindaco di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Risposte Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Società Porto di Siracusa]]></category>
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					<description><![CDATA[Lunedì 12 novembre, nello splendido palcoscenico del Castello Maniace, si è svolto un interessante convegno sulla crocieristica, settore in continua crescita anche in questo versante della Sicilia e ‘fortemente interessato’ al nostro territorio così da far immaginare mirabolanti prospettive. A presentare l’accurato studio “Lo stato della crocieristica nella Sicilia orientale: ricadute attuali e prospettive future”, &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lunedì 12 novembre, nello splendido palcoscenico del Castello Maniace, si è svolto un interessante convegno sulla crocieristica, settore in continua crescita anche in questo versante della Sicilia e ‘fortemente interessato’ al nostro territorio così da far immaginare mirabolanti prospettive.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">A presentare l’accurato studio “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Lo stato della crocieristica nella Sicilia orientale: ricadute attuali e prospettive future</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, insieme con l’analista senior Eleonora Celeghin, Francesco di Cesare, presidente di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Risposte Turismo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> &#8211; società di consulenza e ricerca,</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">con sede a Venezia, specializzata nel settore turistico e promotrice dell’ “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Italian Cruise Day</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, una giornata di confronto ad alti livelli che si svolge ogni due anni in una diversa città di mare.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nella locandina, diffusa per promuovere l’incontro, la notizia che Siracusa (quella parte di città attenta al tema) aspettava da tempo: la sottoscrizione, alle 10.45, del “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>verbale di <strong>consegna delle aree demaniali marittime del Porto di Siracusa</strong></i></span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>fra l’assessorato del Territorio e dell’Ambiente e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Bene. Non solo <strong>non c’è stato alcun verbale di consegna ma neanche si sono chiarite le motivazioni di tale ‘assenza’.</strong> Un rapidissimo cenno, con nonchalance, del Presidente dell’AdSP <strong>Francesco di Sarcina</strong>, nel corso del suo intervento, sulla consegna che “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>la Regione si accinge a fare”</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e una domanda, caduta nel vuoto, del moderatore Anthony La Salandra, direttore di Risposte Turismo, a Francesco Diana, public relation manager della società Porto di Siracusa. Nessuno ha pensato di ‘dover’ dire di più. Nulla. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Unica via per sapere qualcosa quindi, chiedere informazioni direttamente all’ing. di Sarcina.</span></span></p>
<p align="justify"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29547" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/11/download.jpg" alt="" width="301" height="168" /></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Ingegnere, cosa è successo?</b></span></span></p>
<p align="justify"><em>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">È successo semplicemente che abbiamo necessità di fare un ulteriore approfondimento con l&#8217;assessore, quindi ci ha rinviato a una data breve a Palermo. Aspetto la convocazione. Evidentemente sulla definizione esatta delle aree l’assessore intende approfondire, ed è legittimo che lo faccia. Sono convinto che poi risolveremo tutto guardandoci dieci minuti negli occhi e chiarendo anche gli aspetti normativi specifici che sono ovviamente legati a un passaggio come questo, tra un organo regionale e uno statale, qual è l’autorità di sistema”. </span></span></em></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Può anticipare qualcosa su quali saranno probabilmente queste aree? Lei sa che nell’emendamento del senatore Nicita si parla genericamente di rada del Porto Grande e invece?</b></span></span></p>
<p align="justify"><em>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Noi dobbiamo fare attività portuali, non altro, non ci vogliamo sostituire al sindaco, non dobbiamo fare attività urbanistiche. Quindi solo le aree della rada del Porto Grande che sono suscettibili ad essere, oggi o domani, ragionevolmente utilizzate a fini portuali, saranno trasferite all&#8217;Autorità di Sistema. Tutto il resto resterà nella disponibilità del sindaco e della Regione Siciliana, a ciascuno per la propria parte”.</span></span></em></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Quindi dalle banchine del Foro italico all’incompiuto Marina di Archimede fino a quelle della Spero! Quando saranno realizzate</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">…</span></span></p>
<p align="justify"><em>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Allora! Le aree vengono prese ora perché si devono fare… Vede, noi <strong>non siamo venditori al mercato di Demanio Marittimo, ma siamo pianificatori di sviluppo</strong>. Io non posso pianificare uno sviluppo se non so su quali aree lo devo fare. Intanto accerto le aree: lei entra in casa e sa che quella è casa sua, dopodiché decide dov’è il salotto, dove la cucina, dove tutto il resto. Quindi io voglio sapere qual è casa mia, figurativamente parlando, poi lì dentro, con il sindaco e con il concerto di tutti quanti, decideremo dove mettere il salotto, la cucina&#8230;” </span></span></em></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>E per quanto riguarda le aree dell&#8217;ex idroscalo sulle quali c’è un bando per la manifestazione di interesse della società Difesa Servizi come le è stato segnalato dal Gruppo di studio sul Porto? </b></span></span></p>
<p align="justify"><em>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Intanto vediamo se qualcuno partecipa al bando, dopodiché io credo che, quando finalmente sarò, come dire, proprietario di casa mia, tra virgolette, e le aree saranno smilitarizzate, finiranno anch’esse in automatico nella gestione dell’Autorità Portuale, come deve essere per tutto ciò che si trova tra A e B. In sostanza tutto quello che in questo momento non è previsto nella nostra gestione perché è attratto ad altre funzioni rilevanti, quali sono quelle della difesa, sta fuori finché è in un altro ‘contenitore’. Quando ne esce, in automatico cade nel demanio pubblico e pertanto nel nostro confine”.</span></span></em></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tutto molto chiaro. Resterebbe però <strong>da capire la natura degli ‘approfondimenti’ in corso a Palermo.</strong></span></span></p>
<p align="justify"><a name="_GoBack"></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ex idroscalo. Dalla Difesa il bando per la sua riqualificazione, valorizzazione… sfruttamento economico</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2024/09/21/ex-idroscalo-dalla-difesa-il-bando-per-la-sua-riqualificazione-valorizzazione-sfruttamento-economico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2024 10:59:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ex idroscalo]]></category>
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					<description><![CDATA[Non solo idroscali ma anche ville, palazzi storici, ex caserme, vecchi depositi per munizioni e carburanti, un grande centro logistico a Roma: sono ben 33 gli immobili in diverse città (più alcuni fari) che la società in house del Ministero della Difesa, con l’ultima iniziativa, intende dare in concessione nell’ottica di “gestire, recuperare e valorizzare &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Non solo idroscali</strong> ma anche ville, palazzi storici, ex caserme, vecchi depositi per munizioni e carburanti, un grande centro logistico a Roma: sono ben <strong>33 gli immobili in diverse città</strong> (più alcuni fari) che la <strong>società in house del Ministero della Difesa</strong>, con l’ultima iniziativa, intende dare in concessione nell’ottica di “<em>gestire, recuperare e valorizzare il patrimonio immobiliare e territoriale</em>” di sua proprietà, la <em>mission</em> per cui nel <strong>dicembre 2009</strong> è stata creata la <strong>Difesa Servizi spa</strong>, una società che costa al contribuente (anche ai ‘civili’!) centinaia di migliaia di euro di compensi per i componenti degli organismi interni (solo l’amministratore delegato ha compensi annuali che dal 2020 hanno oltrepassato la soglia dei duecentomila euro).</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29047 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/09/cartina-300x218.png" alt="" width="300" height="218" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/09/cartina-300x218.png 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/09/cartina-768x558.png 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/09/cartina.png 817w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Continua così, con periodici bandi, l’<strong>incessante opera di dismissione del patrimonio pubblico</strong> iniziata da tempo. Beni demaniali, società di stato, non importa: basta far cassa. Qualcuno la chiama razionalizzazione, valorizzazione, recupero immobiliare. Per altri è la prova dell’incapacità degli organismi statali di utilizzare i beni pubblici mettendoli a disposizione delle comunità. <strong>Più facile, veloce, conveniente lasciare tutto in mano ai privati</strong>. E spesso il tornaconto non si limita all’incasso dei soldi. C’è tanto altro su cui probabilmente sarebbe utile sollevare il velo.</p>
<p>A noi ovviamente non piace. Sono scelte che andrebbero ponderate, differenziate, calibrate volta per volta alla luce degli interessi superiori della collettività e se può accadere che si vada verso questa direzione virtuosa, è perché dietro ci sono i <strong>rari amministratori lungimiranti e saggi</strong>, una precisa forte volontà politica tesa al rispetto delle esigenze dei cittadini, della reale convenienza ‘pubblica’.</p>
<p>Ma la normalità è invece che tutto vada in un calderone senza alcuna attenzione per le eventuali richieste dei territori. Le <strong>roboanti retoriche parole di circostanza</strong> che accompagnano queste operazioni come <em>utili, necessarie e opportune</em>, mascherano per lo più business di basso profilo, una ricca speculazione edilizia, un appetitoso affare per gli immobiliaristi.</p>
<p><strong>Agli inizi del 2000</strong> ha iniziato il ministro dell’economia, quello della finanza creativa, <strong>Giulio Tremonti</strong>, a pensare alla cartolarizzazione degli immobili pubblici: un valore di vendita pari a 11 mld per risanare il deficit di uno Stato sprecone. <strong>Dieci anni dopo</strong> è stata la volta del <strong>ministro della difesa Ignazio La Russa e del sottosegretario Guido Crosetto</strong>. Sono proprio loro ad aver fortemente voluto la società per azioni Difesa Servizi per la (s)vendita del patrimonio appartenente al demanio militare: centinaia di immobili di diversa tipologia per decine di miliardi di euro. Edifici non più utilizzati pronti ad avere una nuova, e più proficua, destinazione d’uso. E la <strong>concessione per cinquant’anni</strong> è di fatto una vendita.</p>
<p><strong>Quest’ultimo bando, pubblicato il 17 luglio</strong>, con termine ultimo di presentazione delle domande alle ore 12 del 15 novembre prossimo, chiede agli investitori interessati di formulare <strong><em>una proposta di finanza di progetto</em></strong> ‘<em>per la riqualificazione, valorizzazione e sfruttamento economico</em>’ degli immobili selezionati dal Ministero e divisi in <strong>quattro diversi gruppi</strong>, a seconda della possibilità di ‘<em>riqualificazione</em>’: gli edifici del primo gruppo, per esempio, possono diventare strutture turistico-ricettive, quattro immobili di un altro gruppo complessi sportivi, altri ancora potrebbero essere aree logistiche, depositi e magazzini.</p>
<p><strong><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29046 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/09/i-6-idroscali-246x300.png" alt="" width="246" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/09/i-6-idroscali-246x300.png 246w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/09/i-6-idroscali.png 484w" sizes="(max-width: 246px) 100vw, 246px" />Gli ex idroscali per i quali è prevista la ‘<em>riconversione</em>’ (!) sono sei:</strong> a Cagnano Varano in provincia di Foggia, Desenzano del Garda in Provincia di Brescia, Bracciano in Provincia di Roma, a Taranto, e infine, <strong>i siciliani, a Marsala e a Siracusa, il De Filippis.</strong></p>
<p>L’obiettivo dichiarato è “<em>sviluppare un’iniziativa diffusa su scala nazionale per la valorizzazione degli ex idroscali, con l’obiettivo di recuperare il patrimonio storico e realizzare una rete che consenta il collegamento aereo, mediante idrovolanti, per finalità turistiche, culturali, sportive e ricreative</em>” ricorrendo a capitali privati. E se la proposta riguarderà più di un idroscalo, maggiore sarà il punteggio riconosciuto.</p>
<p>Non si tratta di nulla di inedito, di straordinario. <em>L’<strong>avioturismo</strong></em> ha preso piede da tempo in Italia, e ovviamente parliamo di un turismo di elite, riservato a pochi (anche se si propaganda come la possibilità di trasportare i passeggeri <em>in modo più rapido, economico e sostenibile</em>), <strong>un settore in grande crescita</strong> anche nel campo delle <strong>innovazioni</strong>: la progettazione di velivoli anfibi (a decollo verticale, elettrici in grado di trasportare fino a 19 persone, con le ali detrattili), l’allestimento di idrobasi e idrosuperfici, la creazione di compagnie aeree e la formazione di piloti e di nuove figure professionali, come emerge nei convegni che si organizzano in alcune città (a cui in genere partecipa &#8211; serve dirlo &#8211; l&#8217;Autorità di Sistema Portuale del luogo). Se poi ci aggiungiamo la <strong>previsione di utilizzare fondi europei </strong><em><strong>les jeux sont faits</strong>.</em></p>
<p><strong>Perché quindi non anche a Siracusa?</strong> <strong>Perché i Siracusani da tempo su quest’area hanno fatto altri progetti, di interesse pubblico, perché vogliono riappropriarsi di un’area di grande pregio nel cuore della città “<em>con diretta utilizzazione a beneficio della collettività territoriale</em>”, perché la si sta consegnando invece a un’ennesima speculazione privata a vantaggio di pochi (come sempre). </strong></p>
<p><em>(prima parte)</em></p>
<p><a href="https://www.lacivettapress.it/2024/09/21/idroscali-dalle-generiche-finalita-turistiche-culturali-sportive-e-ricreative-al-libera-tutti-e-tutto/">https://www.lacivettapress.it/2024/09/21/idroscali-dalle-generiche-finalita-turistiche-culturali-sportive-e-ricreative-al-libera-tutti-e-tutto/     </a><em>(seconda parte)</em></p>
<p><a href="https://www.lacivettapress.it/2024/09/21/ex-idroscalo-de-filippis-nelle-proposte-del-comune-solo-destinazioni-duso-aperte-non-statiche-che-dovranno-tassativamente-prevedere-la-pubblica-fruibilita/">https://www.lacivettapress.it/2024/09/21/ex-idroscalo-de-filippis-nelle-proposte-del-comune-solo-destinazioni-duso-aperte-non-statiche-che-dovranno-tassativamente-prevedere-la-pubblica-fruibilita/    </a><em>(terza parte)</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Riqualificazione Porto Piccolo. La rivolta degli anziani. “Senza parcheggi, ci sarà precluso il solarium”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2024/07/14/riqualificazione-porto-piccolo-la-rivolta-degli-anziani-senza-parcheggi-ci-sara-precluso-il-solarium/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jul 2024 10:03:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I Mille porti di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[chiosco]]></category>
		<category><![CDATA[Riva Porto Lachio]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzio Stabile Da Vinci di Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Blandino]]></category>
		<category><![CDATA[Tixe S.r.l. di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Ivan Minioto]]></category>
		<category><![CDATA[barriere architettoniche]]></category>
		<category><![CDATA[Porto Piccolo]]></category>
		<category><![CDATA[decremento demografico]]></category>
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					<description><![CDATA[Un aspetto paradossale delle analisi, indagini, statistiche è la loro sostanziale inutilità. Ci si aspetterebbe, ragionevolmente, che gli studi su qualsiasi fenomeno, da quelli demografici a quelli geoclimatici e via discorrendo, fossero poi alla base di una programmazione mirata dei nuovi possibili e auspicabili trend di sviluppo verso cui muovere, di una riflessione su quelle &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Un aspetto paradossale delle analisi, indagini, statistiche è la loro sostanziale inutilità. Ci si aspetterebbe, ragionevolmente, che gli studi su qualsiasi fenomeno, da quelli demografici a quelli geoclimatici e via discorrendo, fossero poi alla base di una programmazione mirata dei nuovi possibili e auspicabili trend di sviluppo verso cui muovere, di una riflessione su quelle che saranno le esigenze future su cui calibrare strategie politico-economiche. E invece niente. Non servono a niente, non interessano nessuno. Vengono totalmente ignorate, disattese; in alcuni casi, come quello da noi osservato, contrastate con scelte che si direbbe vadano in direzione diametralmente opposta.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Ci si aspetterebbe per esempio che, dopo aver letto i <strong>dati sul decremento demografico</strong> in atto a Siracusa – dai 126mila abitanti di 30 anni fa agli attuali 116mila &#8211; <strong>e sull’invecchiamento della popolazione</strong> – nel 2023 il rapporto tra nascite (708) e decessi (1.314) dà un saldo negativo di 606 persone; nel medio periodo, saranno circa 3.600 i bambini con meno di 4 anni e 11.000 gli ultraottantenni -, chi ci governa iniziasse a porsi qualche obiettivo. Ipotizziamo, ma le proposte si sprecano: come agevolare i giovani sostenendoli qualora desiderino non andar via da Siracusa e metter su una famiglia con figli e, sull’altro versante, come modellare il nostro sistema sociale e di vita per garantire agli anziani (ormai si dice ‘diversamente giovani’) benessere e serenità.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Per affrontare per esempio l’<em>ageing society</em>, la città andrebbe già ripensata urbanisticamente, resa più vivibile per i meno giovani riorganizzando servizi e infrastrutture in relazione alle loro esigenze: rimuovere barriere architettoniche, aumentare spazi verdi con panchine dove possano passeggiare e riposare, garantire la mobilità per tutti, fino a immaginare quartieri e abitazioni (ma siamo già in un mondo ‘avveniristico’ ben lontano dalla nostra realtà da sud del mondo) che aiutino la loro indipendenza, evitino situazioni di isolamento e favoriscano un’attiva partecipazione a momenti comunitari.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-28377 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/07/Approdo-Santa-Lucia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Cosa accade invece a Siracusa? La rivolta dei ‘sempre giovani’ di Porto Lachio</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Splendidi ottantenni, attenti alla propria salute, dinamici e con ancora una gran voglia di vivere, di godere ogni attimo concesso, temono la loro irrilevanza, l’essere di nuovo <strong>‘sfrattati’</strong> da luoghi che &#8211; per molti di loro che, per i motivi più vari, non hanno altre possibilità &#8211; sono stati da tempo scelti per trascorrere le giornate estive, prendere il sole e fare il bagno.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Prima la spiaggetta</strong> (oggi un gioiello esclusivo) che pur se sporca e nel degrado consentiva loro di ‘sentirsi in vacanza’; <strong>ora il molo/solarium</strong>, frequentatissimo. A metterli in ansia, <strong>a farli proprio arrabbiare, il progetto di riqualificazione del Porto Piccolo</strong> i cui lavori dovranno essere rendicontati entro il 31 dicembre del 2025.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><a href="https://www.lacivettapress.it/2020/07/29/porto-lachio-come-il-far-west-non-e-a-posto-il-senso-comune-di-giustizia-non-e-a-posto-il-rispetto-della-stessa-costituzione-lc/">www.lacivettapress.it/2020/07/29/porto-lachio-come-il-far-west-non-e-a-posto-il-senso-comune-di-giustizia-non-e-a-posto-il-rispetto-della-stessa-costituzione-lc/</a></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">“<em>Non è ancora chiarissimo quello che vuol fare l’Amministrazione ma quello che abbiamo letto sui giornali non può che preoccuparci</em> – ci dicono alcuni –. <em>Un’ampia piazza sul mare, alberi e panchine dove oggi sostano auto e caravan. Chioschi vicino al molo e, dalla parte opposta, un lungo marciapiede alberato fronte mare (è prevista l’eliminazione del muretto presente, ndr). Si è parlato addirittura di costruire un edificio di servizio sulla diga foranea, con una scala per arrivare a una piattaforma rialzata sul mare, ma a quanto pare la Soprintendenza non l’ha autorizzata, quindi chissà a cos’altro hanno pensato. Insomma, è detto chiaramente che se ne vuole fare un’area pedonale. Ovviamente che ben venga la riqualificazione, ma non si può dimenticare che qui parcheggiamo in molti: chi la mattina va al lavoro o al mare e chi, la sera, in Ortigia. Non si può programmare, progettare, senza tener conto delle esigenze dei cittadini, senza dare alternative</em>”.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-28384 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/07/porto-pico-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/07/porto-pico-300x217.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/07/porto-pico.jpg 651w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Il sospetto nutrito dai più è che l’intera area diverrà funzionale esclusivamente a bar e chioschi gestiti da privati</strong> e frequentati da chi ha soldi da spendere; <strong>che non ci sia alcuna attenzione, e riguardo, da parte dell’amministrazione Italia, nei confronti degli anziani, </strong>tanto più di quelli che non hanno la possibilità economica di frequentare lidi a pagamento e lontani da Siracusa e che, al massimo, potrebbe spendere un paio di euro per il parcheggio, nulla di più.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Istanze</strong>, a nostro parere, più che legittime, <strong>sacrosante</strong>. Inoltre, dopo tanto discutere su questa riqualificazione &#8211; su idee progettuali naufragate anni fa e su un progetto modificato per quella che è stata benevolmente presentata come “<em>una svista</em>” dei tecnici/funzionari comunali che hanno <strong>presentato d&#8217;emblée un progetto del 2014</strong> senza pensare di dover prima aggiornare al tariffario regionale la stima dei costi (6-700mila euro in meno da aggiungere ai 2,5 milioni previsti!) -, i siracusani hanno il diritto di sapere esattamente cosa, alla fine, si intenda davvero realizzare: <em>passerelle in legno, una con solarium lungo l’attuale molo di sottoflutto e l’altra che si sviluppa parallelamente all’asse viario, come previsione di completamento in una fase successiva da definire; il collegamento pedonale con Riviera Dionisio il Grande mediante una piazza con scalinata e rampa per il superamento delle barriere architettoniche; </em>e ancora quali sono <em>le aree stralciate non immediatamente disponibili per poter procedere con il lavori</em> (o forse per non superare il budget disponibile?).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-28379 alignright" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/07/la-piazza.jpeg-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">È invece <strong>certo che i posti parcheggio saranno drasticamente ridotti</strong> &#8211; dallo schema di progetto risulta infatti che l’accesso veicolare sarà in genere limitato e nella piazza alberata consentito <em>solo a servizio esclusivo della diportistica, manutenzione, pulizia ed esercenti</em> &#8211; e che verranno realizzate <strong>quattro piattaforme-solarium non si sa quanto ampie</strong> mentre <strong>i chioschi (quanti?)</strong> verranno <strong>realizzati da chi si aggiudicherà la concessione</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Non vorremmo sbagliarci ma anche a noi sembra di intravvedere soprattutto una destinazione ‘serale’ per Riva Porto Lachio: <strong>per il popolo della notte l’alternativa g</strong><strong>lamour ad Ortigia</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><img decoding="async" class="size-full wp-image-28380 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/07/ledificio.jpeg.jpg" alt="" width="150" height="150" /></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>SCHEDA</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">I lavori di riqualificazione del <em>Porto marmoreo</em> (Sbarcadero Santa Lucia e Riva Porto Lachio<em>),</em> finanziati attraverso i Fondi Pac “Infrastrutture e Reti” 2014-2020, ASSE B, sono stati aggiudicati al <strong><em>Consorzio Stabile Da Vinci di Milano</em></strong>, di cui è presidente il modicano Giuseppe Blandino, uno dei  quattro partecipanti (su dieci operatori invitati) della <strong>gara negoziata senza bando</strong> del Settore Mobilità e Trasporti del Comune di Siracusa.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il Consorzio Stabile Da Vinci ha offerto il maggior <strong>ribasso, l’11,12%,</strong> e per l’esecuzione dei lavori ha scelto la <strong>Tixe S.r.l. di Siracusa</strong>. Il progetto, ideato <strong>dall’architetto Ivan Minioto</strong>, progettista anche della passerella pedonale con ascensore di villetta Aretusa, è stato modificato: “<em>una nuova progettazione, più asciutta in certi passaggi, in modo da avvicinarsi alla somma finanziata, con un range di tolleranza nell’arco di 100/150mila euro</em>” per “<em>salvare il progetto</em>” si è scritto.</span></p>
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		<title>Dal “regno del possibile” all’azione istituzionale e politica</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2024/06/26/dal-regno-del-possibile-allazione-istituzionale-e-politica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Fai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2024 15:27:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I Mille porti di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Confindustria]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Di Sarcina]]></category>
		<category><![CDATA[l. alini]]></category>
		<category><![CDATA[ex spero]]></category>
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					<description><![CDATA[Va senz’altro apprezzato l’impegno del prof. Luigi Alini, docente della Facoltà di Architettura di Siracusa, per il prezioso confronto scientifico-politico offerto alla città intera, martedì pomeriggio, in collaborazione con l’Ance, Confindustria ed altre Istituzioni, incentrato sul tema: “Il regno del possibile. Rigenerazione urbana e sviluppo sostenibile”. Già il titolo mostra davvero come la “messa in &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Va senz’altro apprezzato l’impegno del prof. Luigi Alini, docente della Facoltà di Architettura di Siracusa, <strong>per il prezioso confronto scientifico-politico</strong> offerto alla città intera, martedì pomeriggio, in collaborazione con l’Ance, Confindustria ed altre Istituzioni, incentrato sul tema: “Il regno del possibile. <strong>Rigenerazione urbana e sviluppo sostenibile</strong>”. Già il titolo mostra davvero come la “messa in forma” di un legame – direi organico! – tra “specialismi urbanistici” e “decisore politico-istituzionale” costituisca da tempo per Siracusa – per ogni città! – l’obiettivo ineludibile per dar vita ad una chiara “logica sistemica” che assicuri uno sviluppo sostenibile del governo del territorio. <strong>I radicali cambiamenti climatici</strong> – scarsità di piogge o turbolenze impreviste, erosioni del suolo, aumenti delle temperature, prosciugamento di invasi, ecc. – non sono di là da venire. Costituiscono già oggi il punto di non ritorno di radicali mutazioni irreversibili che impongono scelte di rigenerazione urbana e una riconfigurazione delle “forme dell’abitare”, implicando una simultanea attenzione alle “forme del costruire” e ai processi di “ritessitura sociale” – mobilità, ambienti urbani, socialità, ecc.</p>
<p>La consapevolezza di questo obiettivo, nell’incontro promosso da Alini, e nel confronto che ne è seguito, è stata raggiunta. <strong>Vorrei tuttavia provare a indicare alcuni “nodi”</strong> – a mio avviso, più di taglio “politico” – non pienamente raggiunti, forse perché in parte “esterne” alle finalità che il Convegno si proponeva. L’ambito centrale dell’incontro è apparso oscillare tra <strong>un quadro di confronto “meta-universitario”, tra vettori di “saperi” urbanistici ed esperienze di progetti di architettura urbana</strong>. Dopo l’apertura generale di Edo Ronchi, apprezzabili le strategie di lavoro degli architetti Fabrizio Tucci e Consuelo Nava, relative a aree di altre realtà, intervallate da interventi su Siracusa e il nostro territorio, come il progetto di “parco urbano” dell’area dello scalo ferroviario di Siracusa, dell’architetta Marina Sangiovanni di RFI, all’intervento dei dirigenti dell’Iacp sull’ex Albergo-Scuola, contiguo alla stazione FS, oltre alla giusta messa a fuoco sullo stato pietoso dell’edilizia popolare nei quartieri della zona nord di Siracusa: questione delicata, segno del degrado urbano e diffusa povertà sociale nelle periferie. <strong>Tema che lo stesso prof. Alini ha più volte segnalato nei momenti di coordinamento del dibattito.<br />
</strong></p>
<p>Nella fase centrale del confronto, anche l’intervento del Sindaco Italia, che ha offerto un quadro delle scelte fatte e quelle in corso sulla città, tuttavia restando sulle generali in merito al percorso di snodi urbanistici e riqualificazione urbana della città – toccando, solo “nel generico” il tema del progetto dell’area “ex-Spero”. Pure utile, l’intervento del Dr. Di Sarcina, presidente del sistema portuale della Sicilia orientale in merito alla linea che intende seguire. <strong>L’intervento finale del prof. Alini – uno sguardo diretto sulla realtà della città</strong> – con la fotografia progettuale più marcata sul plesso “Rigenerazione e Sostenibilità” e sull’idea “sistemica” di una tessitura urbana – mobilità dolce, sociale, ecologica, ecc. –, in grado di unificare la città, dall’area Nord al contesto ambientale-portuale Sud, sino a Cassibile, <strong>è apparso conferire a tale “snodo progettuale” il terreno su cui lavorare. </strong></p>
<p>E <strong>qui provo ad esplicitare il “limite” del pur pregevole convegno</strong>. “Limite”, sia ben chiaro, che, come è evidente, non è rivolto ai mondi dello “specialismo” urbanistico – Facoltà di Architettura, Ance, progettisti, architetti, ecc. –, bensì <strong>rinvia alla povertà di una “azione politico-istituzionale” che è ascrivibile alla debolezza strategica dell’Istituzione centrale del governo della città. </strong>Per rendere davvero concreto – “<strong>regno del possibile</strong>” – il disegno che il prof. Alini ha voluto centrare col suo intervento finale, è l’intera “comunità civile” e i suoi corpi sociali nella loro massima espressione – dal partiti agli ordini professionali, dai parlamentari nazionali e regionali ai sindacati, alla cittadinanza diffusa, ecc. – che vanno attivati, mobilitati. <strong>Serve davvero che il livello politico-istituzionale di governo della città esca dalle petizioni di principio e dalla retorica consunta</strong>, per prendere atto che il respiro strategico esposto nel Convegno, o esce dalle petizioni di principio e dalle condivisioni formali – per farsi terreno di azione concreta, operativa, mettendo sul piatto dinamiche aperte di coinvolgimento sociale –, altrimenti il rischio è quello di operazioni e scelte calate dall’alto, attraverso dinamiche “a spizzico” su specifici snodi progettuali, perdendo di mira la “trasparenza” delle scelte e il “carattere sistemico” in cui inscrivere, pur in tempi diversi di realizzazione, le “parti” specifiche della progettualità, che presuppongono una sforzo corale per accedere a finanziamenti consistenti nei piani nazionali e ed europei. Innanzitutto, per venire al tema della <strong>sistemazione e del destino dell’area della portualità sud della città</strong>, serve al più presto una “<strong>trasparenza piena</strong>” sul <strong>progetto ex-Spero e sul rilancio d’azione sulla smilitarizzazione dell’area aeronautica</strong> <strong>di via Elorina</strong>: <strong>l’uno o si muove in connessione chiara con l’altra, altrimenti siamo alla “pappa del cuore”</strong>.</p>
<p>I “saperi specialistici” vanno bene, producono ed elaborano visioni decisive, ma funzionano solo se si costruisce una “tessitura trasparente” con una aperta funzionalità istituzionale e di scelte politiche. <strong>È la politica che ha perso smalto</strong>. <strong>È la politica, il livello della sua legittimità sociale, del suo riconoscimento collettivo che ha perso appeal</strong>! E conseguentemente le stesse Istituzioni di Governo della città rischiano di muoversi a rilento, sotto traccia, col tratto di una politica come bricolage. È evidente a tutti come in molti versanti <strong>del rapporto tra Istituzione e società</strong>, il declino della partecipazione politica e sociale della parte più consistente della cittadinanza costituisca un chiaro “segno” culturale – oltre che politico! – che va colto da subito. <strong>L’altissimo astensionismo politico non può costituire un paradigma ininfluente rispetto anche ai temi implicati dai vettori che le scelte di riqualificazione urbana e di un diverso sviluppo sostenibile comportano</strong>. È qui davvero in gioco anche il tema della consapevole partecipazione democratica dei cittadini.</p>
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