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	<title>servizi aggiuntivi &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Fri, 02 Aug 2024 07:42:41 +0000</lastBuildDate>
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		<title>A tutto campo con il D.G. Mario La Rocca: inadempienze contrattuali, Ara World Fest boicottata, G7 Agricoltura, presunto calo visitatori e la stagione che verrà</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2024/08/02/a-tutto-campo-con-il-d-g-mario-la-rocca-inadempienze-contrattuali-ara-world-fest-boicottata-g7-agricoltura-presunto-calo-visitatori-e-la-stagione-che-verra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2024 07:42:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parco Archeologico di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Mario La Rocca Dirigente Generale Beni Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Ara World Fest. Francesco Italia]]></category>
		<category><![CDATA[siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Aditus]]></category>
		<category><![CDATA[servizi aggiuntivi]]></category>
		<category><![CDATA[G7 Agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[“Il contratto in questione è stato aggiudicato sulla base di una procedura di scelta del contraente secondo l’offerta economicamente più vantaggiosa. Questo significa che in sede di gara è stato apprezzato non solo l&#8217;aspetto economico, ma anche la qualità delle proposte migliorative rispetto al servizio base. A seguito delle verifiche effettuate dal Direttore del Parco &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Il <strong>contratto</strong> in questione è stato aggiudicato sulla base di una procedura di scelta del contraente <strong>secondo l’offerta economicamente più vantaggiosa</strong>. Questo significa che in sede di gara è stato apprezzato non solo l&#8217;aspetto economico, ma anche la qualità delle proposte migliorative rispetto al servizio base. <strong>A seguito delle verifiche effettuate dal Direttore del Parco è emerso che le migliorie presentate in sede di gara e contrattualmente dovute alla fine sono rimaste solo sulla carta.</strong> Ciò da un lato inficia l’aggiudicazione fatta confidando su tali migliorie, dall&#8217;altro prefigura una inadempienza contrattuale per non aver fatto quanto proposto. <strong>Ed è per questo che stiamo iniziando la procedura di rescissione del contratto</strong></em>” chiarisce <strong>l’ingegnere Mario La Rocca, Dirigente Generale del Dipartimento dei beni culturali e dell&#8217;Identità siciliana</strong>.</p>
<p>C’è stata una risposta delle società interessate alla verifica del Direttore Bennardo?</p>
<p><em>Le società avrebbero potuto dimostrare in qualche modo che il Direttore era in errore, o che per cause di forza maggiore non sono riuscite ad adempiere agli impegni assunti. Ma <strong>una volta che la verifica è risultata negativa, sono partito con la procedura di rescissione del contratto</strong>.</em></p>
<p>Quindi le società devono rispondere entro venti giorni alla sua lettera avanzando le proprie ragioni. E per la nuova gara cosa potrebbe accadere?</p>
<p><em>Ora non mettiamo il carro davanti ai buoi. Vedremo.</em></p>
<p>E così dall’ingegnere La Rocca non è stato possibile ottenere nessun altro chiarimento su questo versante, a differenza della grande disponibilità a confrontarsi sul tema caldo del teatro greco con impalcatura fino a settembre ed oltre causa G7 Agricoltura.</p>
<p>Va bene, cambiamo argomento. Nessun imbarazzo nel tener coperto il teatro fino a settembre nonostante la decisione presa di liberarlo una volta terminate le rappresentazioni classiche?</p>
<p><em>Vorrei chiarire innanzitutto che la </em><em>scelta di un teatro alternativo non è stata dettata da obblighi di legge, bensì da ragioni gestionali. </em></p>
<p><em>Ovviamente il Teatro Greco di Siracusa è un&#8217;attrazione fondamentale per i turisti che lo vogliono vedere libero da coperture in tutto il suo splendore. <strong>Ma il G7 è un evento che pone Siracusa e il suo Parco al centro dell&#8217;attenzione mondiale.</strong> Mi pare doveroso aprire i saloni di casa e dare il meglio di noi stessi, quindi fare svolgere gli eventi del G7 al teatro greco di Siracusa, mi pare chiaro.</em></p>
<p>Comprendo la motivazione ma intanto sono state affrontate ingenti spese per realizzare la struttura dell&#8217;ara di Ierone senza raggiungere l&#8217;obiettivo prefisso, quello appunto di restituirlo alla piena fruibilità di visitatori e studiosi come si dovrebbe.</p>
<p><em>Si è fatta una valutazione costo beneficio e secondo me questa volta il beneficio c&#8217;è tutto, perché avremo gli occhi del mondo puntati su di noi. Non è confrontabile con concerti di interesse comunque locale che sicuramente non hanno l&#8217;importanza, la rilevanza e l&#8217;attenzione mediatica del G7; quelli sì, si possono tenere all’ara di Ierone. Credo che per i sette capi di Stato, delle sette più grandi potenze economiche del mondo, credo sia doveroso, che dove sia dove è rosso, l&#8217;abbiamo fatto per gli altri, lo dobbiamo fare anche per loro. Non so se condivide questo punto di vista.</em></p>
<p>No, non lo condivido, ma non importa. Dal mio punto di vista ritengo che il Parco della Neapolis debba essere liberato da qualsiasi struttura pur se amovibile. E a proposito di questo: cosa prevediamo per il prossimo anno? Riproponiamo il teatro dell’Ara? Intanto smontiamo tutto?</p>
<p><em>Questi aspetti tecnici io non li conosco, ma so che c&#8217;è un <strong>grande interesse da parte di gruppi imprenditoriali per gestirlo loro</strong> e questo comporterà, se confermato questo interesse, una <strong>procedura di evidenza pubblica per cercare di individuare un soggetto gestore</strong> che poi a quel punto possa investire da noi e portare un surplus di turismo. Io penso che poiché Siracusa è centro di grande attrazione turistica sia più importante fare i <strong>concerti fuoristagione</strong> piuttosto che nel periodo in cui, se vai a Siracusa, non trovi un posto letto, mentre se ci vai in autunno o inverno trovi gli alberghi chiusi; e parlo per esperienza diretta in qualità di commissario della provincia spesso a Siracusa. Le manifestazioni dovranno quindi essere un attrattore. Le rappresentazioni classiche al teatro greco da liberare quanto prima e gli altri eventi in questo luogo alternativo </em><em>in un lasso di tempo più ampio <strong>nell’ottica di una destagionalizzazione del turismo e di una fruizione complessiva del Parco.</strong></em></p>
<p>Diciamo quindi che l’idea dell&#8217;Assessorato ai beni culturali è quella di pensare che il Parco della Neapolis debba avere una struttura fissa all&#8217;interno e non piuttosto andare nella direzione di una valorizzazione incentrata, per esempio, su spettacoli itineranti che non abbiano bisogno di nulla di impattante.</p>
<p><em>Guardi, il mio sogno è che <strong>l’ara di Ierone possa avere un&#8217;operatività per tutto l&#8217;anno</strong> compatibilmente con le condizioni climatiche. L&#8217;area di Ierone, il teatro dell&#8217;area di Ierone, <strong>nonostante molti stiano boicottando il progetto</strong>, è comunque appetibile e lo dimostra l&#8217;interesse di alcuni imprenditori alla gestione in proprio di quest&#8217;area. Credo che la strategia debba essere l’Inda con spettacoli di altissimo profilo nel teatro greco per il tempo minimo possibile e il resto delle attività fatte all&#8217;ara di Ierone, che è un contesto di tutto rispetto che attrae pubblico e artisti.</em></p>
<p>L’ara attrezzata comunque non regge il confronto con il teatro greco, di ben altro fascino, che va però preservato. Quella struttura resta orribile. Ci sono però altri posti di grande suggestione fuori dal parco, che andrebbe lasciato così com’è, rispettato nella sua identità, che potrebbero accogliere eventi di vario genere.</p>
<p><em>Ma è anche vero che noi <strong>dobbiamo valorizzare l&#8217;ara di Ierone</strong> e valorizzare significa anche avere un ritorno economico e per questo <strong>ci vogliono i grandi numeri</strong> per esempio degli eventi musicali, altrimenti anche i costi di concessione non sarebbero sostenibili. Il concerto e poi la visita notturna del parco: sarebbe una valorizzazione importante. <strong>Restiamo sulla strada indicata da Sebastiano Tusa</strong>, un grande assessore ma ancor prima un grande archeologo, fautore come pochi dei principi di valorizzazione dell&#8217;inestimabile tesoro culturale che vanta la nostra regione.  </em></p>
<p>È sul concetto di valorizzazione che bisognerebbe infatti concordare: l’apertura dei tanti nostri siti sconosciuti e non fruibili, la ricerca archeologica, una fruizione moderna dei nostri monumenti. Perché caricare il Direttore di un Parco archeologico della responsabilità di progettare e organizzare eventi che nulla hanno a che fare con un sito archeologico? È un distoglierlo dalle sue vere funzioni. Ma torniamo al fulcro della nostra conversazione: l’obiezione che si fa è che, se il teatro doveva restare coperto, allora i concerti potevano tenersi lì. Il rammarico del nostro sindaco Italia. La colpa del calo dei visitatori.</p>
<p><em>Guardi: intanto che sarebbe stato opportuno lasciarlo coperto per il G7 l&#8217;abbiamo saputo quando noi già avevamo cominciato a costruire o forse già definitivamente costruito il teatro nuovo. </em><em>Ma poi quest&#8217;anno non si sono fatti i concerti, non perché si è voluto vietare, perché se per caso veramente fosse venuto qualche artista di rilievo lo avremmo ospitato lì. <strong>Vorrei sfatare il mito di un’opposizione ideologica.</strong> Il problema sono state le nuove tariffe per la concessione dei siti, troppo alte per gli imprenditori, anche dopo che sono state riviste al ribasso. Infatti anche con la stessa Inda abbiamo avuto grande difficoltà a fare il contratto. È chiaro che con questa tempistica non c&#8217;era nemmeno più la possibilità di farla una programmazione. </em></p>
<p><em>Per quanto riguarda invece il calo di visitatori al Parco come al Museo, ammesso che sia confermato, penserei piuttosto al fatto che si è ridotto il traffico crocieristico su Siracusa, non crede?</em></p>
<p>Sì credo, insieme a tante altre cause, ma le faccio l’ultima domanda. Sa di quale natura siano gli spettacoli organizzati dall’assessore al turismo Elvira Amata per il 24 agosto e il 15 settembre?</p>
<p><em>Non ne so molto, non seguo proprio tutto. Di certo sono realizzati per creare l&#8217;aspettativa ed accompagnare il percorso fino all&#8217;evento culminante che sarà quello del G7, un momento importante in cui esporre i gioielli di famiglia all&#8217;attenzione di tutto il mondo.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Servizi aggiuntivi nei luoghi di cultura. Per Siracusa primi passi per la procedura di risoluzione del contratto</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2024/08/01/servizi-aggiuntivi-nei-luoghi-di-cultura-per-siracusa-primi-passi-per-la-procedura-di-risoluzione-del-contratto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvo Baio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2024 11:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Antico mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Archeologico di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Soprintendenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Per ben quattro anni, dal 2020 ad oggi, al raggruppamento di imprese (Aditus, Civita, Mondadori Electa e Momento), che gestisce praticamente l&#8217;intero patrimonio culturale siracusano (Parco archeologico, Museo Bellomo, Castello Maniace) fornendo &#8220;servizi aggiuntivi&#8221;, sono state concesse dall&#8217;Amministrazione regionale ben sei proroghe di un contratto scaduto nel 2020, motivate da ragioni varie (il covid, il &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per ben quattro anni, <strong>dal 2020 ad oggi</strong>, al raggruppamento di imprese (<strong>Aditus, Civita, Mondadori Electa e Momento</strong>), che gestisce praticamente l&#8217;intero patrimonio culturale siracusano (Parco archeologico, Museo Bellomo, Castello Maniace) fornendo &#8220;servizi aggiuntivi&#8221;, sono state concesse dall&#8217;Amministrazione regionale ben <strong>sei proroghe</strong> di un contratto scaduto nel 2020, motivate da ragioni varie (il covid, il postcovid, la necessità di ristabilire l&#8217;equilibrio economico-finanziario, eccetera) che forse andavano verificate con maggiore rigore.</p>
<p><a href="https://www.lacivettapress.it/2022/02/21/il-regime-delle-proroghe-allombra-del-covid-concessione-servizi-lavori-fino-al-giugno-2023-per-aditus-linterrogazione-del-consigliere-stefano-zito-m5s/">https://www.lacivettapress.it/2022/02/21/il-regime-delle-proroghe-allombra-del-covid-concessione-servizi-lavori-fino-al-giugno-2023-per-aditus-linterrogazione-del-consigliere-stefano-zito-m5s/</a></p>
<p>(<em>l’ultima proroga fino al 31 ottobre prossimo, nota di redazione)</em></p>
<p>Ma in quegli anni la Regione e le istituzioni preposte alla tutela dei beni culturali o non sapevano o hanno chiuso un occhio, omettendo le dovute verifiche sul rispetto del contratto, in particolare sull&#8217;obbligo di apportare determinate migliorie al funzionamento dei servizi.</p>
<p>Nel frattempo Aditus e soci hanno colto al volo le ghiotte occasioni che si sono presentate, come l&#8217;<strong>acquisizione dell&#8217;ex casa Pinello</strong>, resa possibile dal mancato esercizio di prelazione da parte della Regione, trasformandola in un B§B affacciato sul Teatro greco. Sul piano formale sarà pure legittimo, ma un B§B all&#8217;interno del Parco archeologico, come un bar ristorante con grandi vetrate, fa venire il magone.</p>
<p><a href="https://www.lacivettapress.it/2021/03/04/la-tutela-dei-beni-culturali-il-caso-siracusa/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR1DOoT-QgW5bxhLmzNL8sDA4QSs6u3UD_6cTNEYXUXfj7LjeYuyVVPueJs_aem_YJ-JrDb9ZKgTZqqiZPk4lQ">https://www.lacivettapress.it/2021/03/04/la-tutela-dei-beni-culturali-il-caso-siracusa/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR1DOoT-QgW5bxhLmzNL8sDA4QSs6u3UD_6cTNEYXUXfj7LjeYuyVVPueJs_aem_YJ-JrDb9ZKgTZqqiZPk4lQ</a></p>
<p>Senza nulla togliere alla loro professionalità, <strong>il ruolo delle imprese</strong> che gestiscono i servizi nei beni culturali <strong>è andato via via crescendo (con tutto quello che ciò comporta in termini di assunzioni, di rapporto con la politica, con le istituzioni)</strong> al punto che <strong>nell&#8217;estate scorsa</strong> il Comune di Siracusa ha affidato ad Aditus e al suo braccio destro Momento <strong>la gestione dell&#8217;Antico Mercato</strong> per l&#8217;allestimento del progetto espositivo di Demetrio Paparoni dedicato a Medea e di 30 eventi. <strong>In sei mesi, da maggio ad ottobre, Palazzo Vermexio ha dato tre concessioni ad un unico concessionario: Aditus/Momento.</strong></p>
<p><a href="https://www.lacivettapress.it/2023/09/07/tutti-i-dubbi-sulla-concessione-dellapertura-del-punto-ristoro-allantico-mercato/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR09up0cDgm6v5SG7aKurKQQy9J0S70Vyn2KorF1K2MDf5-3p8jR38ceGFk_aem_OA4b7xUHKE8CWu_StS85AA">https://www.lacivettapress.it/2023/09/07/tutti-i-dubbi-sulla-concessione-dellapertura-del-punto-ristoro-allantico-mercato/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR09up0cDgm6v5SG7aKurKQQy9J0S70Vyn2KorF1K2MDf5-3p8jR38ceGFk_aem_OA4b7xUHKE8CWu_StS85AA</a></p>
<p><strong>Con la nomina dell&#8217;architetto Carmelo Bennardo a direttore del Parco archeologico</strong>, il rapporto tra il Rti e la Regione (si tenga conto che l&#8217;ultima proroga sta per scadere) ha subìto un <strong>brusco cambiamento</strong>, perché Bennardo ha cominciato a controllare le carte, a verificare il rispetto dei vincoli contrattuali, cioè a fare quello che non avevano fatto i suoi predecessori. Il nuovo direttore del Parco archeologico ha puntualmente comunicato l&#8217;esito delle <strong>verifiche al direttore generale dell&#8217;assessorato ai Beni culturali, Mario La Rocca</strong>, il quale ha preso in mano la situazione, facendo capire ad Aditus e soci che la musica era cambiata.  La Rocca ha messo insieme le <strong>(presunte, per ora) inadempienze delle imprese</strong> e ha avviato il procedimento per la dichiarazione di decadenza della concessione. Ne ha dato notizia <strong>Massimiliano Torneo de La Sicilia</strong> il quale ha scritto: &#8220;<em>L&#8217;atto descrive una serie (più di trenta voci) di quelle che vengono descritte come inadempienze contrattuali, emerse al culmine delle verifiche</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Il Rti ha venti giorni per le controdeduzioni,</strong> dopodiché, se i chiarimenti dati dalle imprese non saranno ritenuti esaustivi, sarà risolto il contratto, con conseguente, enorme contenzioso. La risoluzione produce effetti rilevanti e in particolare preclude alle imprese che in atto gestiscono i servizi aggiuntivi (biglietteria, divulgazione e fruizione, caffetteria e ristorazione, bookshop) di partecipare alla nuova gara. Insomma, un taglio netto, basato su &#8220;<em>puntuali verifiche</em>&#8220;. Se sarà così, bisognerà dare atto, oltre che a Bennardo, al direttore La Rocca, che non ha esitato a prendere il toro per le corna e a ristabilire la legalità, sempreché i &#8220;capi d&#8217;accusa&#8221; si riveleranno fondati.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La nota di Aditus in risposta al nostro articolo del 7 luglio</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2023/07/13/la-nota-di-aditus-in-risposta-al-nostro-articolo-del-7-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jul 2023 20:51:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parco Archeologico di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Archeologico Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Aditus]]></category>
		<category><![CDATA[servizi aggiuntivi]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione Provata]]></category>
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					<description><![CDATA[Pubblichiamo integralmente, con piacere, la nota inviataci dall’Ufficio Stampa di Aditus srl a seguito del nostro articolo del 7 luglio https://www.lacivettapress.it/2023/07/07/beni-culturali-servizi-aggiuntivi-al-pubblico-ennesima-proroga-della-regione-ad-aditus-ma-si-tratta-di-eventi-culturali-o-di-food-experience/ Beni Culturali (servizi aggiuntivi al pubblico): ennesima proroga della Regione ad Aditus. Ma si tratta di eventi culturali o di food experience? sebbene in essa si affrontino tematiche che non ci pare abbiano trovato spazio &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo integralmente, con piacere, la nota inviataci dall’Ufficio Stampa di Aditus srl a seguito del nostro articolo del 7 luglio <a href="https://www.lacivettapress.it/2023/07/07/beni-culturali-servizi-aggiuntivi-al-pubblico-ennesima-proroga-della-regione-ad-aditus-ma-si-tratta-di-eventi-culturali-o-di-food-experience/">https://www.lacivettapress.it/2023/07/07/beni-culturali-servizi-aggiuntivi-al-pubblico-ennesima-proroga-della-regione-ad-aditus-ma-si-tratta-di-eventi-culturali-o-di-food-experience/</a></p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="igBCxSaM73"><p><a href="https://www.lacivettapress.it/2023/07/07/beni-culturali-servizi-aggiuntivi-al-pubblico-ennesima-proroga-della-regione-ad-aditus-ma-si-tratta-di-eventi-culturali-o-di-food-experience/">Beni Culturali (servizi aggiuntivi al pubblico): ennesima proroga della Regione ad Aditus. Ma si tratta di eventi culturali o di food experience?</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Beni Culturali (servizi aggiuntivi al pubblico): ennesima proroga della Regione ad Aditus. Ma si tratta di eventi culturali o di food experience?&#8221; &#8212; La Civetta di Minerva" src="https://www.lacivettapress.it/2023/07/07/beni-culturali-servizi-aggiuntivi-al-pubblico-ennesima-proroga-della-regione-ad-aditus-ma-si-tratta-di-eventi-culturali-o-di-food-experience/embed/#?secret=eL32C2NI2Y#?secret=igBCxSaM73" data-secret="igBCxSaM73" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>sebbene in essa si affrontino tematiche che non ci pare abbiano trovato spazio nel nostro intervento relativo invece a tutt&#8217;altro, una nota sulla quale torneremo nel merito.</p>
<p>Teniamo intanto a nostra volta a precisare:</p>
<p>che non comprendiamo di quali nefandezze o illeciti avremmo mai accusato la società (perché il riferimento al caso dei custodi ‘infedeli’ presso il Teatro Antico di Taormina? E, a questo punto, perché non il riferimento a vicende che hanno interessato alcune società private in tutta Italia?);</p>
<p>che, avendo approfondito con diversi articoli il regime di proroga in cui opera Aditus, conosciamo bene la normativa indicata;</p>
<p>che non ci appartiene un’avversione acritica a qualsiasi impresa privata che tuteli sia i propri interessi sia, quand’è virtuosa, quelli della Comunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La nota di Aditus:</p>
<p>CON RICHIESTA DI PUBBLICAZIONE</p>
<p>GENTILE DIRETTORE Siamo costretti, dopo un vostro recente articolo,  a ripetere la storia per l&#8217;ennesima volta, eppure tre anni fa circa pensavamo di essere stati chiari con un’intervista al vostro giornale chiarendo le presunte nefandezze, delle quali Aditus viene ciclicamente accusata.</p>
<p>E allora ripetiamo Aditus ha vinto una regolare gara d’appalto a procedura aperta per la gestione dei siti archeologici di Taormina e Siracusa bandita nel 2010 ai sensi del codice degli appalti e del codice dei beni culturali. Gli atti di concessione sono stati sottoscritti nel 2016 per Siracusa e nel 2017 per Taormina per la durata di 4 anni. La sospensione dei servizi per la pandemia da COVID degli anni 2020/2021 ha comportato una proroga dei servizi, dovuta per legge, come è accaduto in tutta Europa, in particolare fino al 20 giugno 2023 per i siti di Siracusa. L&#8217;ulteriore proroga al 31 ottobre 2024 è invece dovuta al fatto che tutti i Codici degli appalti, da quello del 2006 a quello del 2016 e persino quest&#8217;ultimo del  2023, prevedono, com&#8217;è prassi in un economia liberale, che l’equilibrio nell’ambito delle concessioni pubbliche di servizi poggi interamente sul piano economico finanziario (PEF) che l’operatore economico propone alla stazione appaltante in sede di gara per l’affidamento della relativa concessione. Il PEF, dunque, è destinato a garantire la remunerabilità  della prestazione contrattuale del soggetto dichiarato vincitore in esito alla procedura di evidenza pubblica.</p>
<p>Quanto premesso esplicita anche che risulta evidente che il concessionario non fa beneficenza, ma eroga servizi per averne un ritorno economico.</p>
<p>L’occasione ci consente anche di ribadire che persino l&#8217;ANAC – l&#8217;Autorità Italiana Anti Corruzione – ha sancito che il verificarsi di fatti non riconducibili al concessionario che incidono sull’equilibrio del piano economico finanziario può comportare la sua revisione da attuare mediante la rideterminazione delle condizioni di equilibrio. Nello specifico, nelle linee Guida n. 9 di attuazione del D.Lgs. n. 50/2016, l’ANAC ha, dunque, esposto che tra gli eventi non imputabili all’operatore economico che danno diritto a una revisione del PEF rientrano gli eventi di forza maggiore tali da rendere oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso, in tutto o in parte, l’adempimento delle obbligazioni contrattuali e a titolo esemplificativo ha citato tra gli eventi di forza maggiore <strong><em>“epidemie e contagi”. </em></strong>Ha infine chiarito che la revisione del PEF non può essere parziale ma deve riguardare “<em>tutti gli scostamenti dai valori indicati dell’equilibrio economico e finanziario</em>”.</p>
<p>Qualora questa dissertazione giuridica fosse difficile da comprendere – ma non troviamo un linguaggio migliore per descriverla – si suggerisce di approfondire autonomamente quanto sopra dichiarato, nel contempo Aditus ha presentato il PEF, così come indicato dall&#8217;ANAC, sottoposto a verifica semestrale da parte dell&#8217;Amministrazione regionale, dall&#8217;analisi del quale ne è derivato che le condizioni di equilibrio della concessione si raggiungono con la proroga della stessa al 31 ottobre 2024.</p>
<p>Consentiteci di esprimere una considerazione legata al fatto che non vorremmo  che le presunte nefandezze da voi paventate celino il lamento ingiustificato di veder operare sul territorio un’azienda “Straniera” che usurpa il diritto e non si comprende quale. Uno straniero che però occupa decine di persone del luogo, che ha ristrutturato luoghi fatiscenti, che ha dato dignità ai siti che gestisce, che ha ripulito luoghi che non vedevano la luce da quarant&#8217;anni, che ha totalmente eliminato il malaffare degli ingressi gratuiti e di favore.</p>
<p>Un’attenta gestione del personale ha consentito in questi anni che non si verificassero casi come quelli condannati nei giorni scorsi da una sentenza della Corte di appello di Messina che ha confermato quella emessa dal Tribunale di Messina l&#8217;8 novembre 2021 nei confronti di 5 dipendenti delle Regione Sicilia, custodi presso il Teatro Antico  di Taormina, condannati per il reato di peculato. Questi 5 dipendenti della Regione Sicilia, addetti alla biglietteria o al controllo degli ingressi presso il teatro antico di Taormina, in concorso tra loro, si sono appropriati di 506,00 euro in una giornata, mediante la vendita di biglietti ridotti al prezzo di quelli interi o la vendita ripetuta dei medesimi tagliandi, potendo, per ragioni del loro servizio, disporre del possesso del denaro complessivo riscosso dai visitatori per l&#8217;acquisto dei biglietti d&#8217;ingresso alla predetta struttura. 506 euro in un solo giorno, producono un danno potenziale di oltre 10mila euro al mese e di quasi un milione di euro l&#8217;anno.</p>
<p>Senza volere fare di tutta l&#8217;erba un fascio e con la certezza che la gran parte dei custodi dei siti archeologici siano persone per bene, questo episodio dimostra come la gestione della biglietterie da parte di Aditus al teatro antico di Taormina, a quello di Siracusa o alla Valle dei Templi di Agrigento, non possa tornare in mano ai dipendenti della Regione Sicilia ma dati all&#8217;esterno con regolare procedura di gara, così come accaduto nel 2010. E numeri alla mano l&#8217;incremento degli incassi per la Regione Siciliana da quando i siti sono dati ai concessionari supera abbondantemente la doppia cifra degli incassi.</p>
<p>Anche su questo probabilmente si avrà da ridire, ma fa parte del gioco, di un gioco che purtroppo oggi vede la Sicilia, con la gestione affidata ai concessionari ,essere citata a livello nazionale come  laboratorio di idee e e di valorizzazione del patrimonio artistico ma al contempo danneggiata da battaglie di retroguardia che tendono a portare avanti presunti protezionismi, anacronistici in un mondo che guarda a proposte innovative di gestione dei siti archeologici.</p>
<p>Grazie</p>
<p><strong>Ufficio stampa Aditus</strong></p>
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		<title>Le ‘Comunità di Patrimonio’ proposte dal prof. Giuliano Volpe per una nuova gestione dei Beni Culturali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Sep 2021 10:49:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura generale]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<category><![CDATA[beni culturali]]></category>
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					<description><![CDATA[Vanno in scadenza a fine anno le concessioni alle società che gestiscono i servizi aggiuntivi dei musei e dei siti archeologici dopo aver fruito di una lunga proroga dovuta alla pandemia che, fermando e poi rallentando il regolare flusso di visitatori, avrebbe sottratto i previsti introiti. Ed è probabile che in questa tornata, a indire &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vanno in scadenza a fine anno le concessioni alle società che gestiscono i servizi aggiuntivi dei musei e dei siti archeologici dopo aver fruito di una lunga proroga dovuta alla pandemia che, fermando e poi rallentando il regolare flusso di visitatori, avrebbe sottratto i previsti introiti. Ed è probabile che in questa tornata, a indire la nuova gara per il successivo quadriennio, non sarà più il Dipartimento dei Beni Culturali regionale bensì gli stessi Parchi, enti ormai costituiti e dotati di autonomia amministrativa e finanziaria.</p>
<p>La questione Beni Culturali è enorme e si scontra con la proposta del governatore Nello Musumeci, da molti avversata, di una riorganizzazione dei Dipartimenti regionali che preluderebbe, sostanzialmente, allo smantellamento dell’attuale sistema di tutela tanto dei beni culturali quanto del paesaggio in assenza di un dibattito pubblico sul tema e dell’elaborazione politica necessaria per una nuova proposta di legge in sostituzione di quella vigente (L.R. 116/80). Un tema strategico per l’Italia tutta, e non solo quindi per la Sicilia, quale quello della priorità da dare alla nostra vera ricchezza che sembra interessare molto poco la classe politica, soprattutto quella regionale.</p>
<p>Politici che, proprio in vista della scadenza detta, dovrebbero da subito interrogarsi sul modello di gestione fin qui applicato cercando di verificarne la reale efficacia e riflettere se elaborare, e proporre, qualcosa di davvero innovativo, restano assolutamente silenti, e ignavi.</p>
<p>Lasciamo a un altro momento una riflessione complessiva su i pro e i contro fin qui individuabili di quanto è stato ma un dato è certo: è stato soltanto in qualche caso raggiunto uno degli obiettivi più ambiziosi che Gaetano Armao, assessore regionale ai Beni Culturali, si prefiggeva di conseguire aprendo sempre più ai privati proprio attraverso i servizi aggiuntivi nel lontano 2012. “<em>Abbiamo previsto forme che consentano ai privati di amministrare i servizi in modo articolato e compiuto, anche se sempre in collaborazione con le soprintendenze</em> – spiegava alla testata giornalistica Il Velino -. <em>Non c’è alcuna fuga dell’amministrazione ma solo una cogestione che a parità di costi permetterà di ottimizzare i servizi</em>”.</p>
<p><strong>I concessionari dei siti</strong>, per lo più, non sono stati in grado (o meglio <strong>non hanno avuto alcun interesse) di valorizzare</strong> <strong>e aprire a una piena fruibilità i siti minori</strong>, quelli di cui è ricco il nostro territorio e che sono per lo più indegnamente trascurati, se non abbandonati. La tendenza prevalente è stata infatti quella di <strong>far cassa concentrandosi in particolare sui siti di maggiore attrattività</strong>, e quindi, di fatto, più remunerativi. A Siracusa, ma è solo un esempio, non si può certo dire che il Museo Paolo Orsi (ben altro che un sito minore!) abbia avuto la stessa attenzione della Neapolis e le previsioni di intervento sono ancora tutte al futuro.</p>
<p>Che <strong>l’attuale modello vada “<em>profondamente rivisto</em>” è il convincimento del professore Giuliano Volpe, </strong>archeologo di fama internazionale, per un certo periodo presidente emerito del Consiglio superiore Beni culturali e paesaggistici del MiBAC, componente in passato del Consiglio Regionale Siciliano (“<em>Ma si è riunito solo una volta, poi mi sono dimesso, sebbene sia stato successivamente richiamato da Sebastiano Tusa. Con lui si era deciso di organizzare riunioni itineranti del Consiglio, nelle città d’arte per essere proprio sui luoghi per i quali elaborare le azioni future. Avremmo dovuto incontrarci infatti a Siracusa ma poi c’è stata la sua tragica morte e non si è fatto più nulla</em>”).</p>
<p><strong>“<em>Bisogna dare spazio alle competenze e la politica deve fare un passo indietro</em></strong><em>. Servono comitati tecnico-scientifici di qualità</em> – commenta il professore -. <em>La collaborazione con il privato ha bisogno di nuove forme, di una diversa prospettiva. Le esperienze di partenariato pubblico-privato già sono in atto e vanno ben oltre la logica dei ‘servizi aggiuntivi’, introdotti dal ministro Alberto Ronchey nel 1993, che ha ormai fatto il suo tempo; e che ha mostrato il suo limite proprio perché <strong>si è data la possibilità a pochi grandi operatori nazionali di aggiudicarsi i siti più importanti, e quindi redditizi</strong>. Ma <strong>la valorizzazione non può essere confusa con la mercificazione del bene culturale.</strong> Anche perché, su questa strada, si dà ragione a quella larga fascia di conservatori che hanno ancora una visione elitaria e aristocratica del patrimonio culturale e vorrebbero negarlo agli altri, alla più ampia fruizione, quasi quali unici detentori e stimatori. Il nostro obiettivo deve essere invece, anche secondo quanto indica la Convenzione di Faro &#8211; finalmente dopo 15 anni recepita dall’Italia nel settembre 2020 -, quello di migliorare realmente la conoscenza, la cura, la tutela e la fruizione di tutti i nostri siti, dal più grande e noto al più piccolo, spesso condannato al degrado. E questo si deve fare chiamando tutti a partecipare e a contribuire</em><em> nel </em><em>prendersene cura, dal semplice cittadino al professionista, dagli imprenditori alle università.</em></p>
<p><em>Io credo che <strong>alla</strong> <strong>guida di Parchi e Musei si debba accedere per pubblico concorso</strong> ovunque. Direttori con contratto a termine che alla conclusione del loro mandato quadriennale dimostrino cosa hanno realmente fatto, come hanno operato. Quali siano stati gli obiettivi raggiunti nell’azione di valorizzazione del patrimonio, che non si misura certo solo sul numero dei visitatori bensì sugli accordi di collaborazione fatte con le Università nazionali e non, con le scuole come con le associazioni del territorio; quali rapporti con la comunità locale, con l’imprenditoria del territorio, siano stati instaurati. Perché i Parchi possono veramente diventare il volano di sviluppo dei luoghi in cui si trovano, non possono essere percepiti come qualcosa di avulso. Devono vivere e far migliorare la qualità di vita a ciò che gli sta intorno; se possibile, e sono convinto che lo sia, creare nuove opportunità di lavoro</em>”.</p>
<p>Un’impostazione che però da noi, in Sicilia, si scontra con la realtà, commentiamo.</p>
<p>I direttori dei parchi sono stati nominati con una procedura discutibile, ovvero con nomina diretta dell’assessore regionale, senza applicare la manifestazione di pubblico interesse prevista per gli altri incarichi dirigenziali perché la &#8220;politica&#8221;  occupa gli spazi della professionalità con i propri rappresentanti in vista più del tornaconto elettorale che della qualità dell’offerta culturale. I componenti del Comitato Biglietti cambiano senza che se ne comprendano le motivazioni; gli ispettori dei Beni culturali, in alcuni casi, presentano curricula davvero discutibili. E se si deve segnalare una qualche anomalia/illegalità, non si hanno figure di riferimento perché il pensiero, le intenzioni, ai vari livelli,  sono univoche.</p>
<p>“<em>Una situazione che mi addolora. Per i rapporti stretti che ho con questa terra. Non solo per le amicizie personali che sono nate o per la sua ricchezza culturale ma anche perché la Sicilia ha rappresentato, in tempi passati, un laboratorio di sperimentazione a cui, con il ministro Franceschini, abbiamo guardato. Anche l’idea delle Soprintendenze uniche territoriali: una proposta valida, almeno in teoria. È oggi preoccupante che la Sicilia non abbia una vera strategia di valorizzazione e gestione dei suoi beni e che scimmiotti male ciò che semmai si fa, con altri risultati, nel resto del Paese. E <strong>ritengo molto grave la quasi totale perdita delle competenze tecnico-scientifiche</strong>. Non sostengo le logiche corporative ma occorre una competenza diffusa. Il direttore del Parco della Valle dei tempi Giuseppe Parello è un architetto ma, nel dirigere il Parco, si è avvalso della collaborazione di ottime archeologhe, oltre che di altri specialisti come paesaggisti e agronomi, valorizzando così le competenze  utili a una visione onnicomprensiva di sviluppo del territorio tutto.  L&#8217;ho voluto al mio fianco in Cina affinché illustrasse lì le possibili modalità di gestione di un bene culturale, e con lui si era pensato anche a una campagna di scavi. Ma questo era prima. Prima che le cose iniziassero a cambiare</em>”.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-21182" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/09/ponte-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/09/ponte-300x200.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/09/ponte-768x512.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/09/ponte.jpg 924w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Quindi il professore Volpe suggerisce un nuovo modello di gestione: quello che documenta nel suo “<em>Viaggio per l’Italia virtuosa</em>”, ormai alla undicesima tappa raggiunta a fine agosto con il Ponte Borbonico Real Ferdinando sul Garigliano. Per “gestire” il parco nato intorno a questa straordinaria struttura del 1830 si è costituita alcuni anni fa quella che il professore definisce una “<strong><em>comunità di patrimonio</em></strong>”, un comitato che prende il nome dall’ingegnere Luigi Giura che la progettò. “<strong><em>Cittadini, professionisti, appassionati, in collaborazione con la locale Soprintendenza, ne promuovono la conoscenza e la valorizzazione con un’azione “dal basso</em></strong><em>”, secondo i principi della Convenzione di Faro, a partire dalla scuola e dai ragazzi: visite guidate, laboratori, illustrazione degli aspetti tecnici e ingegneristici e di quelli decorativi</em>”.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-21183" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/09/ponte-1-300x227.jpg" alt="" width="300" height="227" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/09/ponte-1-300x227.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/09/ponte-1-768x580.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/09/ponte-1.jpg 815w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>“<strong><em>Il &#8220;Comitato Luigi Giura&#8221; è dunque una di quelle realtà virtuose che popolano l’Italia</em></strong><em>, spesso sconosciute, animate da passione e voglia di impegnarsi per il proprio territorio e la propria comunità, ricche di competenze e intelligenze che desiderano solo di mettersi al servizio. Ecco uno di questi casi di bene culturale in cui sarebbe bello vedere attuato un partenariato pubblico-privato, oggi possibile grazie a un articolo (il 151) del Codice degli appalti, come si sta felicemente sperimentando alla Piscina Mirabilis di Bacoli e al “Tempio di Serapide” &#8211; macellum di Pozzuoli grazie all’intelligente e lungimirante iniziativa del Parco dei Campi Flegrei</em>” spiega il professore.</p>
<p>Un esempio da seguire se le istituzioni preposte uscissero dal loro “splendido isolamento”, se abbandonassero logiche non condivisibili e spesso stigmatizzabili. Se non fossimo in Sicilia. Se non fossimo a Siracusa.</p>
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