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	<title>caltagirone &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Sun, 10 May 2020 10:47:07 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Tra Noto e Siracusa nell’800 il capoluogo cambiò più volte</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2017/11/12/tra-noto-e-siracusa-nell-800-il-capoluogo-cambio-piu-volte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione La civetta press]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Nov 2017 19:01:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura generale]]></category>
		<category><![CDATA[Sciacca]]></category>
		<category><![CDATA[Cefalù]]></category>
		<category><![CDATA[Bivona]]></category>
		<category><![CDATA[Caltanissetta]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza e Terranova]]></category>
		<category><![CDATA[caltagirone]]></category>
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		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
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					<description><![CDATA[A partire dal 1812, quando l&#8217;Isola fu ripartita per la prima volta in 23 distretti amministrativi. Solo dal 1865 la scelta fu definitiva &#160; La Civetta di Minerva, 3 novembre 2017 Il contrasto tra Siracusa e Noto per il capoluogo della provincia era iniziato al tempo del protettorato inglese in Sicilia di Lord Bentick, quando &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">A partire dal 1812, quando l&rsquo;Isola fu ripartita per la prima volta in 23 distretti amministrativi. Solo dal 1865 la scelta fu definitiva</span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>  <span id="more-9949"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">La Civetta di Minerva, 3 novembre 2017</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Il contrasto tra Siracusa e Noto per il capoluogo della provincia era iniziato al tempo del protettorato inglese</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"> in Sicilia di Lord Bentick, quando nel 1812 l&rsquo;ancora semifeudale Isola fu ripartita per la prima volta in 23 distretti amministrativi: Noto e Siracusa, al pari di altre citt&agrave;, furono ambedue elevate a capoluogo di circondario. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Nel corso dell&rsquo;Ottocento <strong>il balletto fra le due citt&agrave; si verific&ograve; pi&ugrave; volte</strong>: nel 1817 e fino al 1837 fu capoluogo Siracusa, dal 1837 al 1848 Noto, dal 1848 al 1849 di nuovo Siracusa,&nbsp; ancora Noto dal 1849 al 1865, dal 1865 ad oggi Siracusa. Gli altri capoluoghi di circondario erano: Palermo, Corleone, Termini, Cefal&ugrave;, Messina, Castroreale, Patti, Mistretta, Catania, Caltagirone, Nicosia, Girgenti, Bivona, Sciacca, Modica, Trapani, Mazara, Alcamo, Caltanissetta, Piazza e Terranova. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ne riferisce, con ampiezza di documentazione, <strong>Ottaviano Perricone nel suo pregevole libro <em>Viva la Talia!</em></strong> per i tipi di Santocono Editore.</span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fabio Granata: “Stop ad altri progetti portuali. Il Comune vari una nuova pianificazione”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2014/10/22/fabio-granata-stop-ad-altri-progetti-portuali-il-comune-vari-una-nuova-pianificazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2014 14:25:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Porti Turistici]]></category>
		<category><![CDATA[caltagirone]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Granata]]></category>
		<category><![CDATA[Piano regionale dei porti]]></category>
		<category><![CDATA[area Spero]]></category>
		<category><![CDATA[piano regolatore del Porto.]]></category>
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					<description><![CDATA[Senza un&#8217;idea progettuale completa, che razionalizzi gli interventi e abbia chiari gli obiettivi, ogni altro proposta sulle aree portuali siracusane porterebbe solo a folli ipotesi. Le soluzioni di Fabio Granata: dal Piano regionale di porti alla situazione di Siracusa. Dal 2000 Siracusa ha scommesso sul turismo nautico quale motore di crescita. Numerosi imprenditori continuano a &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Senza un&#8217;idea progettuale completa, che razionalizzi gli interventi e abbia chiari gli obiettivi, ogni altro proposta sulle aree portuali siracusane porterebbe solo a folli ipotesi. Le soluzioni di Fabio Granata: dal Piano regionale di porti alla situazione di Siracusa.</span></strong></p>
<p>  <span id="more-5103"></span>  </p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 5mm;">Dal 2000 Siracusa ha scommesso sul turismo nautico quale motore di crescita. Numerosi imprenditori continuano a presentare proposte senza tenere conto dell’assenza di un piano che regoli le aree portuali cittadine. Ne abbiamo parlato con Fabio Granata che, da assessore regionale, ha varato il “Piano regionale dei porti”.</span></p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Ma le cose non vanno come dovrebbero, non le sembra? </span></strong></p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">La risorsa mare e l&#8217;economia portuale dovrebbero rappresentare un elemento imprescindibile delle politiche siciliane, soprattutto per città come la nostra che hanno la fortuna di possedere porti dalla storia straordinaria, belli e accoglienti come pochi al mondo. Ma ovviamente ogni valorizzazione presuppone un&#8217;idea progettuale completa, che razionalizzi gli interventi e abbia chiari gli obiettivi: esattamente il contrario di ciò che in questi ultimi anni è avvenuto a Siracusa. </span></p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Una progettualità che comunque deve fare i conti con una specificità di valore mondiale! </span></strong></p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Certo. Il Porto Grande di Siracusa è tutelato sia come Porto Monumentale (fin dagli anni 80) sia attraverso il Piano paesaggistico regionale, da me pensato e convertito in legge regionale, gerarchicamente superiore anche ai Piani regolatori o ad eventuali Piani portuali, che nel nostro caso mancano totalmente.</span></p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 5mm;">Da assessore regionale, anche per porre la parola fine a questa mancanza di regole, ma soprattutto per rispondere alle precise disposizioni comunitarie sui fondi del complemento di programmazione (Agenda 2000), ho varato il Piano regionale dei Porti, individuando criteri costruttivi e numeri di posti barca da realizzare per poter accedere ai contributi europei.<br /></span><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 5mm;">A Siracusa il numero di posti barca stabilito era di circa 1200, di cui 800 (anche per barche di grande dimensione) che dovevano essere creati dal &#8220;<a href="https://www.lacivettapress.it/2014/10/22/progetto-spero-davvero-rompiballe-gli-ambientalisti-contro-certi-politici-e-imprenditori/">progetto Caltagirone</a>&#8220;, la cui prima pietra è stata posata nel 2006 e il cui braccio di chiusura, che allungava il molo Zanagora, avrebbe dovuto rappresentare una opportunità sia per aliscafi o traghetti che per le navi da crociera.</span></p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Dopo quella fase positiva di programmazione, gli anni successivi sono stati caratterizzati dalle vicissitudini giudiziarie del responsabile del progetto principale di Porto Turistico (che hanno determinato il caos e il blocco dei lavori iniziati), ma anche dalla sciagurata decisione di dare il via al rifacimento delle banchine del Foro Italico consentendo all&#8217;impresa, con l&#8217;assenso della Soprintendenza, di poter costruire &#8220;in loco&#8221; i famigerati cassoni di cemento per un progetto che non ho mai né capito né condiviso. Il risultato è stato quel vergognoso muro di cemento armato che ha costituito per anni uno sfregio indicibile a uno dei paesaggi più belli del mondo.</span></p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><img decoding="async" class=" size-full wp-image-5102" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2014/10/images_IntervistaGranataPorti.jpg" border="0" alt="" width="600" height="368" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2014/10/images_IntervistaGranataPorti.jpg 600w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2014/10/images_IntervistaGranataPorti-300x184.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></span></p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"> </p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Opere lentissime nella realizzazione e alcune in totale stato di abbandono mentre, sull&#8217;altro versante, si accavallano proposte su proposte. Cosa si dovrebbe fare? </span></strong></p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Credo sia arrivato il momento di &#8220;riprendere il controllo politico&#8221; dei progetti. E questa responsabilità e questo compito non può che assumerlo, e subito, il Comune. Per l&#8217;amministrazione Garozzo, che bene ha rilanciato una politica di valorizzazione del mare cittadino con i solarium diffusi, quella del Porto Grande e della complessiva organizzazione della risorsa mare può essere una opportunità e una sfida stimolante e decisiva. </span></p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Ma è chiaro che da questa necessità di una nuova pianificazione e di un &#8220;punto e a capo&#8221; non può che derivare uno standby a qualsiasi ulteriore progetto (per evitare un caos ancor più grave dell&#8217;attuale), sia a quello della Spero che ad altri dei quali già si parla in altre aree portuali, nello specchio acqueo prospiciente il <a href="https://www.lacivettapress.it/2014/10/22/port-royal-srl-progetto-da-30-milioni-e-marina-di-talete/">Talete</a> o nel Porto Piccolo. In particolare ogni ulteriore intervento sul Porto Grande, qualora fosse utile e considerato ammissibile, non potrebbe comportare ulteriore cementificazioni, né addirittura folli ipotesi di &#8220;isole artificiali&#8221;. Non siamo a Dubai ma a Siracusa, capitale culturale della Grecia d&#8217;Occidente e città Patrimonio dell&#8217;Umanità. </span></p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Un pollice verso nei confronti del Porto Spero? </span></strong></p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Sarebbe auspicabile che questo progetto diventasse veramente un&#8217;operazione di rigenerazione urbana delle importanti volumetrie esistenti e un Porto da realizzare con materiale sostenibile come il legno e elementi di bioedilizia. Ma, ripeto, prima il Comune deve sciogliere i tanti nodi detti e ancora in campo. </span></p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Qual è la sua visione complessiva? In quale direzione andare? </span></strong></p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Il Porto dovrebbe avere una vocazione turistica e commerciale e accogliere la marineria siracusana in maniera adeguata, anche promuovendo nuove iniziative legate alla pesca turismo e alle escursioni marine. <br />Più complessivamente serve un restyling dell&#8217;intero water front, vero biglietto da visita della Città: dal Foro italico a tutta l&#8217;area portuale tutto andrebbe rivisto nei materiali, nelle illuminazioni, negli spazi sia della ristorazione che dell&#8217;escursionismo, varando un semplice regolamento per l&#8217;arredo urbano portuale. </span></p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Infine altre questioni delicatissime riguarderanno la crocieristica, sia per la tutela del paesaggio unico del porto grande, sia per motivi di sicurezza e di inquinamento delle acque semi chiuse del nostro approdo naturale. Serve un rigoroso studio delle correnti che mi risulta mancare totalmente. In una parola auspico che ci si fermi, si ragioni e si riparta per assicurare un grande futuro alla portualità siracusana, anche attraverso organismi che portino a governance univoche, nonostante la pluralità di competenze. Una bella e importante scommessa per la nostra Città. </span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Assalto di porti turistici a Siracusa? Sì, anche se il numero degli attracchi è in netto calo</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2014/10/22/assalto-di-porti-turistici-a-siracusa-si-anche-se-il-numero-degli-attracchi-e-in-netto-calo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2014 09:52:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Porti Turistici]]></category>
		<category><![CDATA[siracusa]]></category>
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		<category><![CDATA[caltagirone]]></category>
		<category><![CDATA[portualità]]></category>
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		<category><![CDATA[posti barca]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
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					<description><![CDATA[Contro le statistiche che registrano il netto calo del numero degli attracchi nei porti italiani, a Siracusa è assalto di porti turistici. Prima il progetto Caltagirone, poi lo Spero, il Royal, il Marina di Talete. Esagerate previsioni di posti barca senza pensare di preservare non solo l&#8217;identità storica ma anche la particolare fisionomia dell&#8217;isola di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Contro le statistiche che registrano il netto calo del numero degli attracchi nei porti italiani, a Siracusa è assalto di porti turistici. Prima il progetto Caltagirone, poi lo Spero, il Royal, il Marina di Talete. Esagerate previsioni di posti barca senza pensare di preservare non solo l&#8217;identità storica ma anche la particolare fisionomia dell&#8217;isola di Ortigia come di quella del Porto grande e dello stesso Porto Piccolo.</span></strong></p>
<p>  <span id="more-5094"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 5mm;">Un futuro portuale dai piedi di argilla: questo il destino di Siracusa che scommette sul volano del turismo nautico e della nautica da diporto senza fare chiarezza sulla reale domanda del settore e sugli obiettivi possibili da conseguire. </span></p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Inconsistente la base programmatica: mai redatto (<a href="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2014/10/images_PortituristiciDeMichele.jpg">La Civetta del 30 dicembre 2011</a>) un piano regolatore del porto, l&#8217;unico possibile punto di partenza tale da garantire, e insieme coniugare, sviluppo economico e tutela dell&#8217;identità storico paesaggistica di una città che pur permane nella World Heritage List dell&#8217;Unesco. </span></p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong>Una proposta sulla carta di oltre 1350 posti barca</strong>, più quelli già presenti nel Porto Piccolo e nell&#8217;insenatura di contrada Isola, che non trovano giustificazione neanche nel pur ampio contingente stabilito dalla <a href="https://www.lacivettapress.it/2014/10/22/fabio-granata-stop-ad-altri-progetti-portuali-il-comune-vari-una-nuova-pianificazione/">programmazione regionale</a> in 1.200. Né tiene conto di report annuali: se tra il 2008 e il 2011 registrano un aumento graduale, <strong>negli ultimi due anni rilevano invece significativi decrementi sia le unità da diporto regolarmente dichiarate sia posti barca a disposizione</strong>. L&#8217;inequivocabile segnale di una sofferenza nel settore dovuta, secondo gli esperti, anche alle insostenibili spese di carburante e a una tassazione pesante.</span></p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Valutazioni che consiglierebbero una certa prudenza nel progettare infrastrutture destinate con buona probabilità a restare inutilizzate o sottoutilizzate come già accade, per esempio, al porto di Marina di Ragusa che, anche nella stagione estiva, raggiunge al massimo il 50% della sua capienza e che non riesce a far vivere le molte attività commerciali lì allocate (senza voler toccare la vicenda giudiziaria che riguarda la struttura). </span></p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong>Dimenticato quindi nei cassetti degli uffici comunali il piano regolatore &#8211; annunciato nel 1999 come ormai avviato dal sindaco Enzo Dell&#8217;Arte</strong> (che, tra l&#8217;altro, esaltava il nuovo spazio concesso ai pescherecci, costretti allora ad arrangiarsi, di cui nessuno ha mai più parlato) -, sono andate avanti, malamente, solo le costruzioni previste per il 2008 (l&#8217;adeguamento del Molo Sant&#8217;Antonio e le banchine del Foro italico) e quelle per il 2010. Già allora si parlava, infatti, di due progetti presentati da imprenditori privati: quello di Caltagirone e quello della cordata Spero, di cui in verità la città è stata informata con un certo ritardo.</span></p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong>Al mai citato porto Royal</strong>, pensato a &#8216;completamento&#8217; del Talete, oggi viene improvvidamente a far concorrenza la proposta di tal <strong>Ivan Scimonelli, presentatosi quale titolare di una nuova società, Marina di Talete</strong>, per realizzare un approdo per grandi yacht. Una vera e propria sovrapposizione all&#8217;altra proposta presentata a suo tempo dai fratelli Nobile e che oggi, invece, registra una new entry: quel <strong>Giacomo Ferrazzano</strong> ormai diventato personaggio simbolo della Siracusa a marca renziana.</span></p>
<p style="line-height: 5mm; text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Ma nel bailamme dei progetti,<strong> nessuna riflessione si apre sui tempi delle concessioni demaniali e sulle opere iniziate e poi abbandonate, né, ancor meno, sulla necessità, obbligatorietà, di preservare non solo l&#8217;identità storica ma anche la particolare fisionomia dell&#8217;isola di Ortigia</strong> (in verità già stuprata dal rettangolo di cemento del parcheggio Talete), come di quella del Porto grande e dello stesso Porto Piccolo, che negli anni venti qualcuno aveva pensato di trasformare in un enorme piazzale su cui costruire. Veri antesignani incompresi di coloro che oggi, con ben più incisive capacità di persuasione, stanno tranquillamente perpetrando uno scempio che la città, catatonica, sta a guardare. </span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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