<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>brucoli &#8211; La Civetta di Minerva</title>
	<atom:link href="https://www.lacivettapress.it/tag/brucoli/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lacivettapress.it</link>
	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Fri, 24 Apr 2026 04:38:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>Su Brucoli le precisazioni sulla &#8216;valorizzazione&#8217; del Borgo</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/04/24/su-brucoli-le-precisazioni-sulla-valorizzazione-del-borgo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione La civetta press]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 04:38:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Soprintendenza]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Augusta]]></category>
		<category><![CDATA[consumo di suolo]]></category>
		<category><![CDATA[brucoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lacivettapress.it/?p=40000</guid>

					<description><![CDATA[Due le richieste di rettifica arrivate alla redazione de La Civetta “in relazione ad alcune informazioni inesatte” contenute nell’articolo del primo aprile scorso “Brucoli bevuta: ruspe e cemento all’assalto del borgo”. Una della Conor srl e del suo titolare Carmelo Conti, l’altra di Francesco Lombardo, menzionati da Gianmarco Catalano, autore del testo. Queste le sue considerazioni: &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Due le richieste di rettifica</strong> arrivate alla redazione de La Civetta “in relazione ad alcune <strong>informazioni inesatte</strong>” contenute nell’articolo del primo aprile scorso “<strong>Brucoli bevuta: ruspe e cemento all’assalto del borgo</strong>”. Una della Conor srl e del suo titolare Carmelo Conti, l’altra di Francesco Lombardo, menzionati da <strong>Gianmarco Catalano</strong>, autore del testo. Queste le sue considerazioni:</em></p>
<p>Qualche breve precisazione. <strong>Carmelo Conti e la Conor srl</strong>, tramite il loro legale, tengono a farci sapere che la società, in riferimento ai lavori eseguiti a Piazza Mattarella, <em>“non ha avuto potere decisionale sulle scelte progettuali”</em>.</p>
<p>Al riguardo, ci limitiamo a notare che nel nostro articolo – dedicato al fenomeno del consumo di suolo in atto a Brucoli &#8211; <strong>non ci siamo</strong> per nulla  attardati sulla paternità di quelle “<em>scelte progettuali</em>” , per noi inaccettabili, che hanno condotto all’albericidio di Piazza Mattarella &#8211; “<em>una ventina di ficus pluridecennali, rigogliosi e in ottima salute</em>” -, fatto che, avvenuto nel corso dei lavori affidati alla Conor, abbiamo voluto ricordare per l’enorme eco mediatica che ne è seguita. Abbiamo ritenuto superfluo specificare che la Conor si sia ovviamente attenuta al progetto appaltato così come evidente che Piazza Mattarella e “Ecoparco” siano opere distinte, seppure ambedue frutto delle politiche urbanistiche dell’amministrazione Di Mare duramente contestate da alcune associazioni ambientaliste.</p>
<p>In merito poi al permesso a costruire e al nulla osta della Soprintendenza, <strong>non abbiamo scritto</strong> né lasciato intendere (almeno non è mai stato nelle nostre intenzioni) che il progetto del cosiddetto “Ecoparco” ne fosse privo. Anzi.</p>
<p><strong>Il presupposto della nostra analisi critica è proprio la sussistenza delle autorizzazioni richieste dalla normativa.</strong></p>
<p>Come risulta evidente dall’impostazione dell’articolo, abbiamo messo a confronto questi provvedimenti con i vincoli urbanistici e paesaggistici dell’area di Contrada Bongiovanni. Un confronto da cui sono emersi, ed <strong>emergono, interrogativi e spunti di riflessione destinati ad alimentare il dibattito pubblico.</strong></p>
<p>Entrando quindi nel merito della classificazione urbanistica, <strong>non abbiamo affermato</strong> che <em>“l’area”</em>, intesa nella sua interezza, è inedificabile. La nostra disamina si limita al verde pubblico non attrezzato, ossia al 67% dell’area d’intervento: 12259,50 mq su un totale 18280 mq. E a parlare in questo caso di inedificabilità è l’articolo 33 delle norme tecniche attuative del PRG Calandra: <em>“Non potranno essere edificate in alcun modo dalla Pubblica Amministrazione né concesse ai privati a tal fine”</em>. Non solo. La stessa norma pare riservare ogni intervento – non edificatorio &#8211; alla mano pubblica, così prescrivendo: <em>“Esse saranno realizzate e mantenute a cura dell’Amministrazione o da Enti all’uopo delegati”. </em>Quanto invece alle aree denominate di <em>“fruizione pubblica”</em>, è utile – per completezza d’informazione &#8211; riportare quanto previsto nello schema di convenzione urbanistica apparso all’albo pretorio: <em>“Seppur vincolati ad uso pubblico permanente, rimarranno con <u>gestione privata</u> da parte dell’Istante i seguenti servizi: F1 Ristorante, F2 Chiosco, F3 Campo polivalente, F4 Servizi Igienici e F5 Cavea”.</em></p>
<p>Venendo ora alle precisazioni di <strong>Francesco Lombardo</strong>, osserviamo che, come riferito nell’articolo, a definire l’intervento edilizio quale <em>«centro commerciale a cielo aperto»</em> è stato lo stesso Francesco Lombardo, in occasione di un confronto con una delle associazioni ambientaliste oppostasi al progetto. E <strong>non abbiamo scritto</strong> di alcun collegamento del progetto edilizio del sig. Lombardo con gli altri interventi di cementificazione in corso a Brucoli. Abbiamo anzi riportato i nomi dei promotori di ciascun intervento, per offrire un’informazione precisa e non generare confusione nei lettori.</p>
<p>Certo che anche questo intervento è stato autorizzato dalla Soprintendenza. Lo abbiamo scritto. Ciò tuttavia <strong>non vieta di porre documentati interrogativi</strong> in merito alla coerenza di questa autorizzazione, come dei permessi del Comune, rispetto ai vincoli urbanistici, ambientali e paesaggistici dell’area di Contrada Bongiovanni.</p>
<p>Sono infatti le scelte dell’Amministrazione comunale il comune denominatore che tiene insieme questi come altri interventi edilizi sul territorio di Brucoli e sono esse ad essere stigmatizzate da associazioni e cittadini che hanno evidentemente <strong>una diversa visione dei processi di valorizzazione</strong> di un territorio.</p>
<p>Gianmarco Catalano</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Richiesta di rettifica del signor Francesco Lombardo in relazione all’articolo “Brucoli bevuta: ruspe e cemento all’assalto del borgo” di Gianmarco Catalano</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/04/23/richiesta-di-rettifica-del-signor-francesco-lombardo-in-relazione-allarticolo-brucoli-bevuta-ruspe-e-cemento-allassalto-del-borgo-di-gianmarco-catalano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione La civetta press]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:04:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Augusta]]></category>
		<category><![CDATA[brucoli]]></category>
		<category><![CDATA[rettifica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lacivettapress.it/?p=39993</guid>

					<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo la seguente rettifica richiesta in  relazione all’articolo &#8220;Brucoli bevuta: ruspe e cemento all’assalto del borgo&#8220;, pubblicato il 1° aprile 2026 a firma di Gianmarco Catalano https://www.lacivettapress.it/2026/04/01/brucoli-bevuta-ruspe-e-cemento-allassalto-del-borgo/ L’intervento non è un &#8220;centro commerciale a cielo aperto&#8221;, bensì un insediamento per attrezzature di interesse generale. Il progetto prevede parcheggi, aree a verde e standard urbanistici. &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riceviamo e pubblichiamo la seguente rettifica richiesta in  relazione all’articolo &#8220;<strong>Brucoli bevuta: ruspe e cemento all’assalto del borgo</strong>&#8220;, pubblicato il <strong>1° aprile 2026</strong> a firma di <strong>Gianmarco Catalano</strong></em></p>
<p><a href="https://www.lacivettapress.it/2026/04/01/brucoli-bevuta-ruspe-e-cemento-allassalto-del-borgo/">https://www.lacivettapress.it/2026/04/01/brucoli-bevuta-ruspe-e-cemento-allassalto-del-borgo/</a></p>
<ol>
<li>L’intervento non è un &#8220;centro commerciale a cielo aperto&#8221;, bensì un insediamento per attrezzature di interesse generale.</li>
<li>Il progetto prevede parcheggi, aree a verde e standard urbanistici.</li>
<li>L’intervento è autonomo e non collegato ad altri interventi edilizi citati.</li>
<li>L’intervento è stato autorizzato dalla competente Soprintendenza.</li>
</ol>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Richiesta di rettifica della Conor srl in relazione all’articolo &#8220;Brucoli  bevuta: ruspe e cemento all’assalto del borgo&#8221; di Gianmarco Catalano</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/04/23/richiesta-di-rettifica-della-conor-srl-in-relazione-allarticolo-brucoli-bevuta-ruspe-e-cemento-allassalto-del-borgo-di-gianmarco-catalano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione La civetta press]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 13:27:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Provincia]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Augusta]]></category>
		<category><![CDATA[brucoli]]></category>
		<category><![CDATA[Conor srl]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lacivettapress.it/?p=39986</guid>

					<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo la seguente rettifica richiesta in  relazione all’articolo &#8220;Brucoli bevuta: ruspe e cemento all’assalto del borgo&#8220;, pubblicato il 1° aprile 2026 a firma di Gianmarco Catalano https://www.lacivettapress.it/2026/04/01/brucoli-bevuta-ruspe-e-cemento-allassalto-del-borgo/ In relazione all’articolo &#8220;Brucoli bevuta: ruspe e cemento all’assalto del borgo&#8220;, pubblicato il 1° aprile 2026 a firma di Gianmarco Catalano, il Sig. Carmelo Conti e la Conor &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riceviamo e pubblichiamo la seguente rettifica richiesta in  relazione all’articolo &#8220;<strong>Brucoli bevuta: ruspe e cemento all’assalto del borgo</strong>&#8220;, pubblicato il <strong>1° aprile 2026</strong> a firma di <strong>Gianmarco Catalano</strong></em></p>
<p><a href="https://www.lacivettapress.it/2026/04/01/brucoli-bevuta-ruspe-e-cemento-allassalto-del-borgo/">https://www.lacivettapress.it/2026/04/01/brucoli-bevuta-ruspe-e-cemento-allassalto-del-borgo/</a></p>
<p>In relazione all’articolo &#8220;<strong>Brucoli bevuta: ruspe e cemento all’assalto del borgo</strong>&#8220;, pubblicato il <strong>1° aprile 2026</strong> a firma di <strong>Gianmarco Catalano, il Sig. Carmelo Conti e la Conor srl, per il tramite del proprio legale di fiducia, Avv. Elio Piscitello</strong>, precisano quanto segue:</p>
<ol>
<li>I lavori di piazza Mattarella ad Augusta costituiscono un appalto pubblico aggiudicato tramite la Stazione Unica Appaltante UREGA di Siracusa. La Conor srl ha redatto il progetto esecutivo sulla scorta del progetto definitivo appaltato e non ha avuto potere decisionale sulle scelte progettuali. L’accostamento con l’intervento  dell’Ecoparco a Brucoli è privo di fondamento.</li>
</ol>
<ol start="2">
<li>L’intervento denominato &#8220;Ecoparco&#8221; in contrada Bongiovanni è regolarmente autorizzato con permesso di costruire convenzionato rilasciato dal Comune di Augusta, previo rilascio della prescritta autorizzazione paesaggistica da parte della Soprintendenza di Siracusa.</li>
</ol>
<ol start="3">
<li>Il progetto destina il 60,20% della superficie ad aree verdi e il 69,14% alla fruizione pubblica. La cubatura di progetto è inferiore alla cubatura massima realizzabile. Il progetto, attualmente in fase di realizzazione, prevede che le opere a verde, le piantumazioni e gli arredi esterni siano eseguiti al completamento dei volumi architettonici, come prescritto dal cronoprogramma dei lavori.</li>
</ol>
<ol start="4">
<li>L’area non è &#8220;inedificabile&#8221;: il progetto insiste su tre zone di PRG (C/2, Verde pubblico non attrezzato, ET1) e rispetta tutti i parametri urbanistici e paesaggistici vigenti.</li>
</ol>
<ol start="5">
<li>La Conor srl, già Tecno Sud di Conti Carmelo, opera dal 1971 in ambito nazionale con commesse pubbliche e private di rilievo, e non ha alcun rapporto privilegiato con l’Amministrazione comunale di Augusta.</li>
</ol>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Speculazione edilizia nel golfo di Brucoli</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2024/02/26/speculazione-edilizia-nel-golfo-di-brucoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giambattista Totis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2024 11:49:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Provincia]]></category>
		<category><![CDATA[Augusta]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Regolatore]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[m. contento]]></category>
		<category><![CDATA[zona F]]></category>
		<category><![CDATA[sacco edilizio]]></category>
		<category><![CDATA[cerchio magico]]></category>
		<category><![CDATA[brucoli]]></category>
		<category><![CDATA[speculazione edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[r. suppo. u. blanco]]></category>
		<category><![CDATA[g. triberio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lacivettapress.it/?p=27258</guid>

					<description><![CDATA[Sabato mattina nella piazzetta belvedere di Brucoli si sono dati appuntamento quattro esponenti dell’opposizione in consiglio comunale: Roberta Suppo e Uccio Blanco del movimento 5 stelle, Giancarlo Triberio del partito democratico e Milena Contento indipendente, per chiedere la convocazione di un consiglio comunale monotematico sulle vicende sollevate da tre gruppi ambientalisti intorno alle iniziative edilizie autorizzate dall’amministrazione comunale &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato mattina nella piazzetta belvedere di Brucoli si sono dati appuntamento quattro esponenti dell’opposizione in consiglio comunale: <strong>Roberta Suppo</strong> e <strong>Uccio Blanco</strong> del movimento 5 stelle, <strong>Giancarlo Triberio</strong> del partito democratico e <strong>Milena Contento</strong> indipendente, per chiedere la convocazione di un consiglio comunale monotematico sulle vicende sollevate da tre gruppi ambientalisti intorno alle iniziative edilizie autorizzate dall’amministrazione comunale sul territorio di Brucoli. I consiglieri richiamando i temi dell’esposto presentato giorni fa hanno denunciato un allarme sulla speculazione edilizia in atto sul <strong>golfo di Brucoli</strong>. Sui contenuti dell’esposto questo giornale ha già informato e continuerà a farlo la prossima settimana, la novità emersa dalla conferenza stampa è il dubbio dichiarato che tutte le iniziative abbiano un filo comune che unisce, progettisti, assessori e neo militanti in fratelli d’Italia dopo l’adesione del sindaco ed alcuni suoi sodali nel partito meloniano archiviando l’esperienza civica che aveva sostenuto la candidatura del primo cittadino di Augusta.</p>
<p>I consiglieri oltre ad adombrare il dubbio che molte autorizzazioni siano illegittime per un presunto mancato rispetto delle norme in vigore a tutela del borgo marinaro anche per aver esautorato il consiglio comunale nelle sue competenze. Nel corso della conferenza stampa si è contestata la dichiarazione del sindaco che in un intervento social difendeva le sue scelte perché supportate dai pareri positivi degli uffici. In particolare si è osservato che <strong>i pareri positivi</strong><em> non considerano le particelle ricadenti in </em><strong><em>zone vincolate o nelle zone divenute bianche in seguito alla decadenza dei vincoli in zona F</em></strong><em>, operando, di fatto, in variante al PRG vigente. </em><em>Nel corso della conferenza stampa a supporto della precedente considerazione è stato fatto notare </em><em>che </em><em>“anche per il pontile sulla spiaggetta nel </em><strong><em>Fiordo</em></strong><em> c’erano tutti i pareri positivi, eppure quel progetto fu bloccato pure col contributo del Sindaco, allora consigliere di opposizione”.</em> Da qui la richiesta di<em> “riportare il confronto sulla pianificazione del territorio nel luogo istituzionalmente deputato, che è il consiglio comunale”</em>. I consiglieri, poi, denunciano apertamente <em>“il </em><strong><em>sacco edilizio</em></strong><em> che si compie nelle segrete stanze”</em>, approfittando della nuova normativa che trasferisce alla giunta di vagliare i piani particolareggiati, ma <strong>solo quando sono conformi al prg,</strong> cosa che non sarebbe vera per alcuni di quelli approvati anche nelle zone di rispetto ambientale o non normate a causa della decadenza dei vincoli espropriativi essendo trascorsi 50 anni dall’adozione del prg vigente. Nel corso della conferenza stampa si è arrivati ad adombrare la presenza in comune di un <em>“un </em><strong><em>cerchio magico</em></strong><em>” </em>meloniano evidenziando presunti intrecci fra vicende portuali e urbanistiche. Insomma, si preparano giorni agitati per la politica cittadina, vedremo….</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Siracusa è una città cui, nonostante tutto, si vuole bene</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2019/02/03/siracusa-e-una-citta-cui-nonostante-tutto-si-vuole-bene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Lanaia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Feb 2019 10:51:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[nostalgia]]></category>
		<category><![CDATA[etna]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia bedda]]></category>
		<category><![CDATA[weekend a siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Augusta]]></category>
		<category><![CDATA[Ortigia]]></category>
		<category><![CDATA[brucoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lacivettapress.it/2019/02/03/siracusa-e-una-citta-cui-nonostante-tutto-si-vuole-bene/</guid>

					<description><![CDATA[Anche quando puzza di acre e di esalazioni industriali. E&#8217; sempre una gioia tornare per un fine settimana: un po&#8217; casa, un po&#8217; vacanza &#160; La Civetta di Minerva, 26 gennaio 2019 Siracusa &#232; una citt&#224; alla quale sono parecchio legata, pur se nelle mie vene scorre sangue catanese. Non &#232; solo in memoria delle &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Anche quando puzza di acre e di esalazioni industriali. E&rsquo; sempre una gioia tornare per un fine settimana: un po&rsquo; casa, un po&rsquo; vacanza</span></strong></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>  <span id="more-11639"></span>  </p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La Civetta di Minerva, 26 gennaio 2019</span></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Siracusa &egrave; una citt&agrave; alla quale sono parecchio legata, pur se nelle mie vene scorre sangue catanese.</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> Non &egrave; solo in memoria delle estati della mia infanzia trascorse tra Fontane Bianche e la Fanusa. Non &egrave; solo perch&eacute; parte della mia famiglia la considera casa propria. Non &egrave; solo perch&eacute; ho avuto la fortuna, nel corso degli ultimi dieci anni, di aver collaborato con la migliore redazione giornalistica locale. A Siracusa sono legata anche perch&eacute;, l&rsquo;anno scorso, ha incorniciato il s&igrave; sussurrato a mio marito, di fronte all&rsquo;imponente altare del Duomo. Ecco perch&eacute; Siracusa &egrave; un territorio sul quale, di tanto in tanto, sento il bisogno fisico di poggiare i piedi, respirando l&rsquo;aria iodata, accecata dal bagliore dell&rsquo;arenaria. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">A Siracusa, pure quando piove e quando i lampioni illuminano una coltre di umidit&agrave;, non fa freddo. </span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Ho trovato una citt&agrave; apparentemente silenziosa, con le luminarie di Natale ancora accese e, in compenso, ben pochi faretti strategicamente piazzati per illuminare le erbacce del tempio di Apollo.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Sotto una luna quasi piena che illuminava a&rsquo; facci dispirata e il mare increspato &ndash; senza solarium, oggetto di polemiche estive &ndash;, Siracusa appariva brulicante di vita, il sabato sera; non solo turisti, che pure facevano capolino e si riconoscevano dai sandali a piedi e il gelato in mano, ma anche tanti siracusani. Le famiglie con passeggini al seguito erano le pi&ugrave; numerose: i bambini correvano, facendo la gimcana tra le coppie dalle mani allacciate e la teca vuota del defibrillatore semiautomatico, in bella mostra in quel suo verde sgargiante. Nelle viuzze della Giudecca, quiete e tortuose, tutte anfratti fioriti e cortili bui, risuonava l&rsquo;eco dei miei passi, quasi si trattasse di una zona off limits, un ghetto nel cuore della citt&agrave;, con intere palazzine e loft ristrutturati in vendita ad acquirenti benestanti.<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La domenica mattina, le papere starnazzavano, mentre i raggi di sole accarezzavano il pass&igrave;o</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> della Marina, la zona portuale in costruzione, i venditori abusivi bengalesi, gli speroni di ferro divelto e arrugginito. Ristoranti e locali erano pieni, come vuole il berlusconiano assioma: vicino al mercato, nei vicoli di Ortigia, perfino nelle zone pi&ugrave; &ldquo;periferiche&rdquo; di via Montedoro e del Pantheon, turisti e oriundi restavano in fila per consumare un pasto, preferibilmente a base di pesce. Anche la Chiesa di Santa Lucia alla Badia era aperta: mostrava il suo pavimento di piastrelle bianche e blu e il Caravaggio scuro, dietro l&rsquo;altare, lontano il pi&ugrave; possibile dai flash che potrebbero danneggiarlo.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Il nostro viaggio di ritorno verso l&rsquo;Etna &egrave; stato interrotto da una doverosa sosta a Brucoli</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, paesino ventoso e polveroso che stenta a decollare, come dovrebbe e potrebbe un gioiello sul mare. Anche l&igrave;, i (pochi) locali aperti erano zeppi di famiglie allicchittiate e attirate dal profumo del pranzo della domenica. Augusta, invece, mantiene il suo caos di auto, i muri pericolanti puntellati da pali arrugginiti, oasi naturali dimenticate, le navi militari sullo sfondo e, anche qui, zone portuali in costruzione. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Siracusa, quando ci vado, la respiro a pieni polmoni</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">. E mi rendo conto che la citt&agrave;, quando l&rsquo;aria &egrave; tiepida e immota, puzza di acre e di esalazioni industriali. Ci torno sempre volentieri, per&ograve;, per il mare, per l&rsquo;arenaria, per l&rsquo;arte e perch&eacute; &egrave; una citt&agrave; nella quale ci si sente bene. Alla quale, nonostante tutto, si vuole bene.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nel carcere di Augusta il festival semiserio Brucoli CantaNapoli</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2018/11/05/nel-carcere-di-augusta-il-festival-semiserio-brucoli-cantanapoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Gelardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2018 21:40:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Civetta in gabbia]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[pulcinella]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio con il papà]]></category>
		<category><![CDATA[figli di detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[brucoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lacivettapress.it/2018/11/05/nel-carcere-di-augusta-il-festival-semiserio-brucoli-cantanapoli/</guid>

					<description><![CDATA[Partecipazione entusiasta, al punto che un detenuto in procinto di fine pena ha esclamato: &#8220;L&#8217;anno prossimo sar&#242; io il vincitore!&#8221;. Concluso il progetto &#8220;Viaggio con pap&#224;&#8221; tra carcerati e figli, da replicare ed estendere La Civetta di Minerva, novembre 2018 Due gli appuntamenti che si terranno la prossima settimana presso la casa reclusione Augusta. Il &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><em><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 14pt;">Partecipazione entusiasta, al punto che un detenuto in procinto di fine pena ha esclamato: &ldquo;L&rsquo;anno prossimo sar&ograve; io il vincitore!&rdquo;.</span></em></strong></span><em><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;"> <strong>Concluso il progetto &ldquo;Viaggio con pap&agrave;&rdquo; tra carcerati e figli, da replicare ed estendere</strong></span></em></p>
<p>  <span id="more-11333"></span>  </p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;">La Civetta di Minerva, novembre 2018</span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;">Due gli appuntamenti che si terranno la prossima settimana presso la casa reclusione Augusta. Il primo, il pi&ugrave; importante, rappresenta <strong>la conclusione</strong> <strong>del progetto Viaggio con pap&agrave;</strong>, di cui abbiamo parlato in uno degli scorsi numeri de La Civetta. Vale la pena di ritornare sull&rsquo;argomento intanto perch&eacute; l&rsquo;obiettivo &egrave; quello di evitare che persone che non hanno commesso reati (i familiari, i bambini) siano oltremodo penalizzati, ed inoltre perch&eacute; va fatto uno sforzo per attenuare la pena aggiuntiva costituita per i detenuti dalla difficolt&agrave; di esercitare il ruolo paterno. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;">Il tema &egrave; balzato sotto i riflettori a seguito dei</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;"> <strong>tragici fatti di Roma Rebibbia</strong> ed &egrave; al centro dell&rsquo;attenzione del Ministero della Giustizia, oltre che dell&rsquo;associazione nazionale BambiniSenzaSbarre sulla genitorialit&agrave;. L&rsquo;evento, che si terr&agrave; presso l&rsquo;area verde della casa di reclusione, arriva a conclusione degli otto incontri che hanno visto come protagonisti quattro detenuti con i loro figli e le loro compagne e mamme. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;">Nell&#8217;ambito del sostegno alla genitorialit&agrave; perduta, <strong>si &egrave; voluto consentire al detenuto-padre di ritagliare uno spazio esclusivo, di dialogo e confronto con i propri figli</strong>, che garantisse agli stessi la possibilit&agrave; di tutelare la propria individualit&agrave; di genitore, e al bambino desse la gioia di poter trovare uno spazio col padre riservato al gioco, alla confidenzialit&agrave; e alla progettualit&agrave; tramite la fantasia che puo sprigionarsi dalla lettura condivisa di un libro, &#8230;favola o romanzo, intesi come potente strumento pedagogico.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;">In questo senso <strong>protagonista &egrave; &#8220;il Viaggio&#8221;, un viaggio immaginato, scritto e raccontato, tra padre e figlio.</strong></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;">La scommessa, ci auguriamo vinta, &egrave; quella di avere creato uno spazio inedito nel quale i padri detenuti, che di solito dividono l&#8217;ora di colloquio con l&#8217;intera famiglia, si trovino a tu per tu con i bambini giocando leggendo facendo un viaggio immaginario di fantasia.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;">Nello stesso tempo <strong>le madri e le compagne colloquiavano (proficuamente, mi &egrave; stato riferito), con due psicologhe</strong>, delle difficolt&agrave; di questo arco di vita senza il compagno, il padre, il figlio, del carico che da ci&ograve; deriva e del peso di una vita &ldquo;senza&rdquo;. Tutto ci&ograve; &egrave; stato raccontato nell&rsquo;incontro di giorno 30, al quale sono stati invitati giornalisti e rappresentanti delle associazioni di volontariato. Saranno presenti i detenuti e sono stati invitati ad essere presenti i maggiori protagonisti, i bambini e, naturalmente, i familiari., <span style="margin: 0px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="margin: 0px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;">L&rsquo;altra iniziativa &egrave; decisamente pi&ugrave; frivola, si tratta della <strong>sesta edizione del festival semiserio Brucoli CantaNapoli</strong> dedicata ad esibizione di brani neo melodici (sono ammessi anche brani della tradizione classica napoletana, ma obtorto collo). Il festival &egrave; volutamente trash, e vi <strong>risuonano brani</strong> <strong>qual</strong>i <strong><em>Sienza e te nun pozzu st&agrave;, Cella numero 33, Lettera a pap&agrave;</em></strong>. L&rsquo;idea nacque inaspettatamente a seguito di una mattinata dedicata alla lettura di canti della Divina Commedia, a cui fecero eco, da parte di detenuti napoletani, poesie di Eduardo de Filippo e Tot&ograve;, e a seguire brani di musica napoletana. <strong>Nacque cos&igrave; l&lsquo;idea di uno spazio espressivo libero, che dal 2013 si ripete ogni anno</strong> e si conclude con la premiazione di tre concorrenti scelti secondo l&rsquo;insindacabile giudizio di una giuria esterna. L&rsquo;evento &egrave; attesissimo da parte dei detenuti, memorabili le parole di uno di loro, F.C., che nonostante avesse buone chances di essere scarcerato dopo poco tempo, si proiettava nel futuro dicendo: &ldquo;&hellip;quest&rsquo;anno sono arrivato secondo, l&rsquo;anno prossimo spero di vincere il CantaNapoli&hellip;&rdquo;<span style="margin: 0px;">&nbsp;&nbsp; </span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;">Un fine mese quindi ricco di eventi. Ma torniamo per un attimo al Viaggio con Pap&agrave;, che vuole essere un esperimento da replicare ed allargare. Riporto il pensiero, che mi sembra dire tutto, di una volontaria, all&rsquo;atto di riaccompagnare dalle mamme tenendoli per mano due dei bambini che avevano fatto il colloquio con i pap&agrave; ed erano ancora emozionati: &ldquo;&hellip;mi sembrava di trasportare del cristallo&hellip;&rdquo;<span style="margin: 0px;">&nbsp;&nbsp; </span></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Fine penNa mai”, il libro dei detenuti di Brucoli e degli studenti dell’Einaudi</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2018/05/27/fine-penna-mai-il-libro-dei-detenuti-di-brucoli-e-degli-studenti-dell-einaudi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvatore La Delfa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 May 2018 06:04:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Civetta in gabbia]]></category>
		<category><![CDATA[brucoli]]></category>
		<category><![CDATA[Einaudi]]></category>
		<category><![CDATA[Siracusa Gemma Edizioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lacivettapress.it/2018/05/27/fine-penna-mai-il-libro-dei-detenuti-di-brucoli-e-degli-studenti-dell-einaudi/</guid>

					<description><![CDATA[Presentato il libro scritto dai detenuti del carcere di Brucoli con gli studenti dell&#8217;Istituto &#8220;Luigi Einaudi&#8221;. &#8220;Permettere ai detenuti di esprimere le proprie emozioni e il proprio disagio avviando, grazie all&#8217;entusiasmo degli studenti una comunicazione naturale&#8221; [Salvo La Delfa] La Civetta di Minerva, 27 maggio 2018 Liberare le parole. Permettere ai detenuti di un carcere &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Presentato il libro scritto dai detenuti del carcere di Brucoli con gli studenti dell&rsquo;Istituto &ldquo;Luigi Einaudi&rdquo;. &ldquo;Permettere ai detenuti di esprimere le proprie emozioni e il proprio disagio avviando, grazie all&rsquo;entusiasmo degli studenti una comunicazione naturale&rdquo;</span></p>
<p>  <span id="more-10836"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman', serif;">[Salvo La Delfa] <span style="text-decoration: underline;">La Civetta di Minerva, 27 maggio 2018</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Liberare le parole. Permettere ai detenuti di un carcere di comunicare le loro emozioni, il loro disagio, il loro dolore attraverso le parole, abbattere i muri fragili di un carcere con l&rsquo;unica arma che rende veramente liberi, la scrittura, dando voce e libert&agrave; a chi non ce l&rsquo;ha. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman', serif;">E&rsquo; questo il senso del libro &ldquo;Fine PenNa mai&rdquo;, Gemma Edizioni, scritto dagli studenti dell&#8217;Istituto Superiore &ldquo;Luigi Einaudi&rdquo; (indirizzo liceo scientifico) di Siracusa con i detenuti della casa circondariale di Brucoli, Augusta. Un libro che racconta le storie dei detenuti a lunga permanenza del carcere augustano, viaggi dell&rsquo;anima raccolti dagli studenti, che come &ldquo;agenti di parola&rdquo;, hanno dato frasi e forma ai pensieri dei detenuti e li hanno interpretati con la sensibilit&agrave; e l&rsquo;entusiasmo dei ragazzi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Il libro &egrave; stato, in questi giorni, presentato al carcere di Brucoli e nella sede dell&rsquo;Istituto Einaudi. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman', serif;">&ldquo;E&rsquo; noto che gli incontri dei detenuti con i loro familiari sono caratterizzati da lunghi silenzi&rdquo;, dichiara Teresella Celesti, dirigente scolastica dell&rsquo;IIS &ldquo;Luigi Einaudi&rdquo;, &ldquo;dalla loro incapacit&agrave; ad esprimersi, perch&eacute; le grate di un carcere ingabbiano anche le parole. I ragazzi hanno solamente permesso di avviare una comunicazione naturale, di far in modo che si riappropriassero dei termini giusti per sublimare il loro dolore&rdquo;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Soddisfatto Antonio Gelardi, direttore della casa circondariale di Brucoli, che ha permesso che questa attivit&agrave; laboratoriale potesse essere realizzata: &ldquo;Si &egrave; svolto tutto in una atmosfera di scambio e di dialogo, di intensificazione del rapporto che la casa circondariale ha instaurato da tempo con le scuole&rdquo;. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Il progetto &egrave; stato svolto in regime di alternanza scuola lavoro ed &egrave; stato coordinato da Maria Grazia Guagenti, referente dell&rsquo;Istituto. &ldquo;La scrittura del libro ha cambiato i ragazzi. Gli incontri in carcere con i detenuti, l&rsquo;ascolto delle loro storie e le emozioni nel sentirle hanno trasformato gli studenti in persone pi&ugrave; consapevoli&rdquo;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Assunta Tirri, docente referente al carcere di Brucoli, ha raccontato come i detenuti, titubanti inizialmente, abbiano provveduto a preparare le bozze dei loro racconti trascinati dall&rsquo;entusiasmo e dalla vitalit&agrave; degli studenti dell&rsquo;Einaudi: &ldquo;Si sono confrontati due mondi diversi e c&rsquo;&egrave; stato uno scambio alla pari&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Alla presentazione del libro &egrave; intervenuta anche Gemma Gemmiti, responsabile della casa editrice Gemma Edizioni che ha permesso la pubblicazione del libro. &ldquo;Le parole mettono le ali e permettono di andare oltre gli errori e gli sbagli che si possono fare. Parlare di s&egrave; non &egrave; semplice ma &egrave; sicuramente positivo trasferire il buio che si ha dentro su un foglio di carta&rdquo;.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’Eremo dell’Adonai (III° secolo) e la sua Madonna</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2017/03/10/l-eremo-dell-adonai-iii-secolo-e-la-sua-madonna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione La civetta press]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Mar 2017 12:33:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura generale]]></category>
		<category><![CDATA[cristiani perseguitati]]></category>
		<category><![CDATA[Costantino]]></category>
		<category><![CDATA[silenzio sismico]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[brucoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lacivettapress.it/2017/03/10/l-eremo-dell-adonai-iii-secolo-e-la-sua-madonna/</guid>

					<description><![CDATA[Sito nei pressi di Brucoli, &#232; sopravvissuto ai terremoti del 1693 (devastante), del 1848 e del 1990. L&#8217;immagine sacra della Vergine risale forse al 1000 d.C. La Civetta di Minerva, 24 febbraio 2017 Il&#160;santuario della Madonna dell&#8217;Adonai&#160;si trova nei pressi di&#160;Brucoli&#160;e fa parte della&#160;diocesi di Siracusa. In base ad antiche testimonianze, riprese anche da scrittori &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><strong><em><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Sito nei pressi di Brucoli, &egrave; sopravvissuto ai terremoti del 1693 (devastante), del 1848 e del 1990. L&rsquo;immagine sacra della Vergine risale forse al 1000 d.C.</span></em></strong></p>
<p>  <span id="more-8895"></span>  </p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La Civetta di Minerva, 24 febbraio 2017</span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Il&nbsp;<strong><span style="font-family: times new roman,times;"><span><span style="margin: 0px;">santuario</span></span><span><span style="margin: 0px;"> </span></span></span><span><span style="margin: 0px;">della</span></span><span><span style="margin: 0px;"> </span></span><span><span style="margin: 0px;">Madonna</span></span><span style="font-family: times new roman,times;"><span style="margin: 0px;"> dell&#8217;Adonai</span>&nbsp;</span></strong>si trova nei pressi di&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Brucoli</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;e fa parte della&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">diocesi di Siracusa</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">. In base ad antiche testimonianze, riprese anche da scrittori del&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">XVI</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;e&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">XVII secolo</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, <strong>il&nbsp;</strong></span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">santuario</span></strong></span><strong><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;sarebbe un&nbsp;</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">oratorio </span></strong></span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">paleocristiano</span></strong></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, come attesta l&#8217;epiteto ebraico della&nbsp;<span style="margin: 0px;"><span style="font-family: times new roman,times;">Madonna</span> <span style="font-family: times new roman,times;">Mater</span> <span style="font-family: times new roman,times;">Adonai</span></span>, ovvero Madre del mio Signore.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">L&#8217;oratorio venne <strong>fondato nella prima met&agrave; del&nbsp;</strong></span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">III </span></strong><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">secolo</span></strong></span><strong><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;da un cristiano di nome Publio</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, in uno degli ipogei costituiti dalle cosiddette grotte del Greco che, fin dal paleolitico, mostrano una marcata vocazione sacra. Inizialmente utilizzate come&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">ipogei</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;funebri, poi occupate dai Greci&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Megaresi</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;come ricovero e luogo di sepoltura intorno al&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">VII secolo a.C.</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, durante la colonizzazione greca della&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Sicilia</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, quindi rifugio e <strong>luogo di culto dei cristiani perseguitati</strong> (</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">250 d.C.</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">). Si trattava dei fedeli della comunit&agrave; di Leontinoi, oppressa dalla persecuzione di&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Decio</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;e&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Valeriano</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">. La pi&ugrave; grande delle Grotte, trasformate dai Greci in una vera e propria&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">necropoli</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, fu intitolata alla Mater Adonai.<strong> Le figure dipinte sullo sfondo risalgono al III </strong>secolo e furono realizzate da&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Sant&#8217;Agatone</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">,&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">vescovo di Lipari</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, che vi trov&ograve; rifugio insieme ai cristiani Lentinesi. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Nel&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">IV secolo</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, <strong>in seguito, all&#8217;</strong></span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">editto </span></strong><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">di Costantino</span></strong></span><strong><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, la grotta-oratorio cadde in abbandono</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">. Dell&#8217;oratorio di Mater Adonai si persero le tracce per circa un&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">millennio</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, anche se continu&ograve; ad essere tramandato il ricordo di una grotta con un&#8217;immagine della&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Madonna</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, che nessuno aveva pi&ugrave; ritrovato. Una delle ipotesi &egrave; che al tempo dell&#8217;invasione araba della Sicilia la grotta fosse stata nascosta per evitare che venisse distrutta.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La riscoperta di questo luogo di culto si colloca tra il&nbsp;</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">1500</span></strong></span><strong><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;e il&nbsp;</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">1600</span></strong></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">. La&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">leggenda</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;attribuisce il fatto a un pastore che era entrato nella grotta per recuperare una mucca rimastavi intrappolata.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Successivamente la Grotta fu allargata e davanti ad essa fu costruito un avancorpo in muratura. <strong>Accanto alla chiesetta nel 1600 fu edificato un piccolo&nbsp;</strong></span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">convento</span></strong></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;dove un gruppo di soldati spagnoli, dopo aver rinunciato alla vita militare, fond&ograve; una comunit&agrave; laica. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Il&nbsp;</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">terremoto </span></strong><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">del 1693</span></strong></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;avvenne in due tempi. La prima forte scossa di terremoto si verific&ograve; il 9 gennaio. Segu&igrave; poi quello che gli scienziati chiamano il&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">silenzio</span><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;"> sismico</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, cio&egrave; la mancanza dello&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">sciame sismico</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, ovvero delle scosse cosiddette di &#8220;assestamento&#8221;. L&#8217;11 gennaio, mentre la gente pensava ormai ad un pericolo scampato, si manifest&ograve; la seconda terribile scossa: quella di massima intensit&agrave;.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">L&#8217;evento sismico interess&ograve; un&#8217;area vastissima da&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Malta</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;alla&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Calabria</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;e rase al suolo un terzo della Sicilia. L&#8217;intensit&agrave; stimata corrisponderebbe all&#8217;undicesimo grado della&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">scala </span><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Mercalli</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">. Il numero delle vittime, non ricostruibile con esattezza, oscilla tra oltre 60.000 e le 100.000. Secondo i racconti, tramandati dalle passate generazioni, si verific&ograve; anche un&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">maremoto</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;(con onde di 15&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">m</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">) e l&#8217;esplosione della&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">polveriera</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;del castello che fece altre 800 vittime.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Il movimento tellurico della seconda scossa distrusse completamente Augusta</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">: case, edifici pubblici e chiese. Stando ai racconti dei sopravvissuti, <strong>l&#8217;unica chiesa che nel territorio di Augusta rimase illesa in quell&#8217;immane cataclisma fu quella della Madonna di Adonai</strong>, a Brucoli, che resistette poi anche a quelli del&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">1848</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;e&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">1990</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Quello del 1693, definito il terremoto della&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Val di Noto</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, ebbe il suo&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">epicentro</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;tra Augusta e&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Melilli</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">. Altri terremoti che hanno devastato la Sicilia Sud-orientale, secondo gli studiosi, (</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">1452</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, 1693, 1848, 1990), hanno sempre avuto lo stesso epicentro: l&#8217;area di Augusta. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Dopo il&nbsp;</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">sisma</span></strong></span><strong><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;del 1990, si &egrave; deciso di eseguire il restauro del santuario</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> e la sua messa in sicurezza. I lavori, iniziati nel&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">2006</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, hanno seguito un&nbsp;<span style="margin: 0px;">iter</span>&nbsp;difficoltoso che ha determinato notevoli ritardi. Si &egrave; trattato nel complesso di un lavoro invasivo, che ha pesantemente inficiato il patrimonio architettonico del santuario. Alcune delle <strong>antiche pietre del pluricentenario cenobio sono sparite</strong> e molte sono state le modifiche arbitrarie al suo interno. Altre parti sono state demolite e non pi&ugrave; ripristinate, cancellando la memoria storica dell&#8217;antico sito. Danni alla flora del giardino del santuario e all&#8217;area verde immediatamente limitrofa sono stati registrati e denunciati a pi&ugrave; riprese e in diverse sedi. Questa situazione ha determinato anche diversi e risentiti interventi da parte del parroco responsabile, <strong>Don Palmiro Prisutto. </strong></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">L&#8217;immagine sacra della Vergine dell&#8217;Adonai &egrave; una&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Madonna</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;forse risalente al&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">1000</span><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;"> d.C.</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;Tuttavia gli studiosi non sono riusciti finora a stabilire una datazione certa.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La Madonna &egrave; raffigurata seduta su un serto di nuvole con in braccio il bambino che con la mano destra impugna una&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">croce</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, mentre con la sinistra poggia il suo scettro sul mondo.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Nei primi tre secoli dell&#8217;era cristiana</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> si aveva sempre pi&ugrave; l&#8217;impressione che un&#8217;adorazione della&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Grande Dea</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;potesse affermarsi come religione dominante dell&#8217;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Impero </span><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Romano</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, che avrebbe incorporato addirittura i culti di&nbsp;<strong><span style="font-family: times new roman,times;"><span style="margin: 0px; color: black; text-decoration: none;">Mithra</span>&nbsp;</span></strong>e del&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Sol Invictus</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">. Il culto della&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Grande Madre</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;aveva dominato da Oriente a Occidente sotto un gran numero di nomi prima che gli&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Elleni</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;arrivassero in&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Grecia</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;o i&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Romani</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;in&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Italia</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">. In seguito, nonostante il formalismo dell&#8217;adorazione dell&#8217;imperatore e della religione ufficiale, un&#8217;ondata di devozione popolare la stava ormai riportando al ruolo preminente di cui aveva goduto prima dell&#8217;avvento della religione dell&#8217;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; text-decoration: none;">Olimpo</span></span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">. Man mano che il Cristianesimo si afferm&ograve;, le grandiose statue di bronzo e di marmo delle divinit&agrave; pagane vennero distrutte. Sopravvissero immagini domestiche pi&ugrave; piccole oppure offerte votiva, nascoste nella terra, nelle fenditure delle rocce o dentro alberi cavi, specialmente nei luoghi di campagna pi&ugrave; sperduti. Alcune andarono perdute, altre, forse, continuarono ad essere visitate come alberi e pietre mitologiche, molto tempo dopo che la loro vera natura era stata dimenticata.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Onlus: “Puliamo gratis il castello”. Il Demanio: “Pagate il canone”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2017/02/17/onlus-puliamo-gratis-il-castello-il-demanio-pagate-il-canone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giambattista Totis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2017 17:01:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Provincia]]></category>
		<category><![CDATA[soprintendenza]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[brucoli]]></category>
		<category><![CDATA[onlus]]></category>
		<category><![CDATA[Castello Aragonese]]></category>
		<category><![CDATA[Hangar Team]]></category>
		<category><![CDATA[demanio statale]]></category>
		<category><![CDATA[nulla osta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lacivettapress.it/2017/02/17/onlus-puliamo-gratis-il-castello-il-demanio-pagate-il-canone/</guid>

					<description><![CDATA[L&#8217;Hangar Team di Augusta si offre di diserbare con propri fondi il maniero di Brucoli e viene trattata come un privato che intenda fare del monumento un uso esclusivo &#160; La Civetta di Minerva, 10 febbraio 2017 Una storia di ordinaria follia, ovvero quando gli organismi periferici dello stato lavorano per scoraggiare ogni atto di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><strong><em><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">L&rsquo;Hangar Team di Augusta si offre di diserbare con propri fondi il maniero di Brucoli e viene trattata come un privato che intenda fare del monumento un uso esclusivo </span></em></strong></p>
<p>  <span id="more-8776"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La Civetta di Minerva, 10 febbraio 2017</span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Una storia di ordinaria follia</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, ovvero quando gli organismi periferici dello stato lavorano per scoraggiare ogni atto di collaborazione dei cittadini.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Spesso nella polemica sui social, sui giornali ed ovunque si possa esprimere una opinione i soggetti che si cimentano nelle proprie valutazioni hanno come unico riferimento negativo la classe politica (la quale come &egrave; noto, nulla o poco fa per migliorare l&rsquo;immagine che di essa hanno i cittadini). Fuori da queste polemiche, perch&eacute; poco note, sono le azioni e <strong>le iniziative che assumono alcuni organi periferici dello Stato che per&ograve; incidono profondamente nella qualit&agrave; della vita</strong> di ciascuno di noi e che spesso sono liberate da qualsivoglia rendiconto pubblico perch&eacute; la verifica e la vigilanza sulle loro attivit&agrave; viene svolta all&rsquo;interno dell&rsquo;apparato statale, che raramente si espone a dare notizie in pubblico preferendo la sobriet&agrave; ed il silenzio. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La stampa, generalmente poco attenta, asseconda , nei fatti, tranne in rare occasioni (e solo in seguito ad iniziative censorie della magistratura), questa coltre di silenzio che copre l&rsquo;attivit&agrave; di organi periferici dello stato che per&ograve; sono<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>importanti per la vita delle comunit&agrave; come, ad esempio, Il Demanio, le Soprintendenze, il Genio Civile, l&rsquo;ARPA, etc. Oggi vogliamo raccontare una storia che, seppur marginale, potrebbe spiegare il perch&eacute; tante assurdit&agrave;, incomprensibili ai pi&ugrave;, accadono nella gestione dei beni pubblici.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Siamo a Brucoli dove sorge il Castello Aragonese, chiuso da tempo immemorabile</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, dove nel 2008 sono stati fatti lavori di manutenzione conservativa, quasi mai aperto al pubblico, esposto alla merc&eacute; di qualche vandalo e a disposizione del tempo che lo consuma inutilmente. <strong>Una associazione di volontariato Onlus</strong>, costituita tra cittadini volenterosi di godere delle bellezze della comunit&agrave;, si fa venire l&rsquo;incredibile idea di dare un contributo, anche mediante i fondi ottenuti con il 5 per mille, per <strong>estirpare le erbacce da tempo padrone assolute del maniero</strong>, fare le opere di manutenzione ordinaria al fine di consentire la fruibilit&agrave; dai molti turisti e cittadini che lo vorrebbero visitare. Mai pensiero fu pi&ugrave; sconvolgente poich&eacute; <strong>si sono condannati ad un defatigante percorso attraverso<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>la burocrazia statale</strong> che meriterebbe un documentario di denuncia sociale. (A proposito di documentario informiamo i nostri lettori che luned&igrave; 27 febbraio ci sar&agrave; la presentazione del documentario&nbsp;&#8220;La casa dei dirigibili&#8221; al&nbsp;Palazzo di Citt&agrave; alle ore 18:00)</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Raccontiamo brevemente<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>sorvolando sulla miriade di carte che ne testimoniano<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>l&#8217;estenuante viatico. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Tutto comincia nel novembre del 2015 quando <strong>l&#8217;associazione di volontariato Hangar Team Augusta offre alla Soprintendenza la propria collaborazione</strong> per la valorizzazione del Castello, proponendo una sorta di adozione del monumento e mettendo a disposizione propri fondi. Ma la Soprintendenza di Siracusa, pur favorevole all&#8217;intervento, non pu&ograve; autorizzarlo perch&eacute; non ha la propriet&agrave; del Castello, ne ha solo la tutela; occorre quindi <strong>ricominciare l&#8217;iter burocratico con il proprietario: il Demanio dello Stato</strong>. Nell&#8217;aprile 2016 esso si dichiara favorevole a che l&#8217;Associazione effettui lavori di ripulitura, diserbo, piccola manutenzione, potenziamento dell&#8217;impianto elettrico, previ opportuni accordi anche con la Soprintendenza.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Nel mese di luglio <strong>la Soprintendenza consegna le chiavi all&#8217;Associazione</strong> che inizia subito i lavori di pulizia e diserbo e, successivamente, si pone il compito di verificare lo stato dell&#8217;impianto elettrico per predisporre un progetto di adeguamento alle norme di sicurezza vigenti. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Nel mese di settembre l&#8217;Hangar Team formalizza un piano di interventi<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>di manutenzione</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> nel Castello: la Soprintendenza lo esamina con celerit&agrave; e lo autorizza nel mese di ottobre. Quando l&#8217;Associazione comunica ai due interlocutori l&#8217;inizio dei lavori, <strong>l&#8217;Agenzia del Demanio di Catania diffida l&#8217;Associazione a interrompere ogni attivit&agrave; </strong>sull&#8217;immobile minacciando di rivolgersi, in caso contrario, alla Procura delle Repubblica (sic!), affermando di non aver ancora rilasciato la propria autorizzazione, fermando tutto.. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Poi, quando in seguito a una reiterata richiesta dell&#8217;Associazione l&#8217;Agenzia del Demanio finalmente <strong>si decide di dare il Nulla Osta lo subordina alla stipula di un apposito atto di concessione del Castello </strong>con conseguente pagamento da parte dell&#8217;Associazione di un canone annuo <strong>e di una polizza<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>assicurativa </strong>per il valore inventariale del maniero (sic!) che &egrave; quasi due milioni di euro. Cos&igrave; come si farebbe con un privato che intende fare del monumento uso esclusivo.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Nel mese di novembre l&#8217;Hangar Team comunica all&#8217;Agenzia che gode gi&agrave; di una Polizza assicurativa nazionale propria delle associazioni di volontariato che copre anche la Responsabilit&agrave; Civile verso Terzi, per i danni che potrebbero arrecarsi a persone e cose durante lo svolgimento della propria attivit&agrave; per un massimale di mezzo milione di euro. L&#8217;Agenzia del Demanio risponde formalmente alla richiesta, mentre arriva, invece, <strong>l&#8217;invito formale della Direzione Regionale del Demanio a pagare il canone di concessione</strong>. L&rsquo;associazione risponde che non &egrave; stato ancora firmato alcun contratto di concessione e coglie l&#8217;occasione per reiterare la propria disponibilit&agrave; ad eseguire l&#8217;intervento di manutenzione solo se verr&agrave; ritenuta idonea la propria assicurazione.<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Ovviamente dopo la diffida e le &ldquo;minacce&rdquo; di denuncia, i volontari hanno sospeso i lavori</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> nel mese di ottobre e non hanno proseguito, sotto l&rsquo;occhio attento della Soprintendenza, nell&rsquo;opera di manutenzione e di adeguamento alle norme di sicurezza.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Tutto ci&ograve; avviene in un contesto di normativa nazionale, modificata di recente dal ministro Franceschini, che favorisce e incoraggia i privati che vogliono sponsorizzare o fare semplice mecenatismo per valorizzare i beni culturali; Il Decreto 19/12/2012 Ministero per i Beni Culturali- (Allegato A, 1.3.2) prevede, infatti, che &#8220;&#8230; <strong>associazioni e altri enti privi di fini di lucro sono e restano</strong> riferibili al mecenatismo e sono e restano pertanto <strong>liberi da intralci burocratici</strong> &#8230;&#8221;. Il dato, ad oggi &egrave; che: l&#8217;iniziativa dell&#8217;Hangar Team, partita nel novembre 2015 ancora, nel febbraio 2017, non &egrave; arrivata a buon fine. E pensare che si tratta solo di piccola manutenzione finalizzata alla riapertura parziale del Castello alla pubblica fruizione.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Ma si tratta solo di ignoranza delle normative, di incapacit&agrave; dei funzionari, dell&#8217;ordinaria follia che caratterizza l&#8217;impianto burocratico della Pubblica Amministrazione o c&#8217;&egrave; dell&#8217;altro? <strong>Perch&eacute; la vicenda, che in s&egrave; lascia basiti, &egrave; cos&igrave; assurda che sembra che tale atteggiamento appaia al limite del vessatorio</strong> nei confronti di un&#8217;associazione di volontariato (peraltro abbastanza accreditata visto che &egrave; stata impegnata anche nel recupero del parco dell&#8217;Hangar per dirigibili di Augusta e nella valorizzazione del sito archeologico di Megara Iblea dove ha liberato da zecche e erbacce il sito). </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Certo &egrave; che per il Castello Aragonese dal 2008 in poi, anno in cui si &egrave; ultimato un intervento di parziale recupero da parte della Soprintendenza, nessuna iniziativa di cui si sia a conoscenza &egrave; stata intrapresa da parte dell&#8217;Agenzia del Demanio per la sua valorizzazione.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Questi i fatti fino ad oggi. Una sola domanda parafrasando Brecht: <strong>chi controller&agrave; il controllore posto che la classificazione che ha il Castello Aragonese nel codice dei beni culturali comporta l&rsquo;obbligo di valorizzarlo e renderlo fruibile?</strong></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Forse, stante la situazione, sarebbe il caso che l&#8217;Hangar Team lasci perdere il Castello Aragonese e dedichi impegno e risorse ad altri beni culturali del territorio in attesa che questo Castello transiti nella propriet&agrave; della Regione, cosa che, secondo lo Statuto della Regione Sicilia, sarebbe dovuto avvenire gi&agrave; da tempo. Ci&ograve; nella speranza che il conseguente trasferimento di tutte le competenze sul monumento ad una sola amministrazione non possa che migliorare l&#8217;attuale incresciosa situazione. Ma sar&agrave; cos&igrave;, visto come la Regione amministra il suo patrimonio? O si cadr&agrave; dalla padella nella brace, trattandosi di amministrazioni pubbliche senza controlli reali sulla loro efficienza?</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Depurazione ad Augusta, cronoprogramma delle cose da fare</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2016/06/16/depurazione-ad-augusta-cronoprogramma-delle-cose-da-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giambattista Totis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2016 13:10:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[depuratore]]></category>
		<category><![CDATA[commissariamento]]></category>
		<category><![CDATA[brucoli]]></category>
		<category><![CDATA[infrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[scaricabarile]]></category>
		<category><![CDATA[SOGESID]]></category>
		<category><![CDATA[comune esautorato]]></category>
		<category><![CDATA[Augusta]]></category>
		<category><![CDATA[Sai8]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lacivettapress.it/2016/06/16/depurazione-ad-augusta-cronoprogramma-delle-cose-da-fare/</guid>

					<description><![CDATA[Concordato con il ministero dell&#8217;ambiente, che definir&#224; i passaggi da compiere. Occorre, comunque, fare chiarezza. I cittadini hanno il diritto di conoscere chi sono i ladri e i profittatori, chi gli incapaci &#160; La Civetta di Minerva, 27 maggio 2016 Come &#232; noto, da qualche tempo il problema del depuratore di Augusta &#232; tornato all&#8217;ordine &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><em><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Concordato con il ministero dell&rsquo;ambiente, che definir&agrave; i passaggi da compiere. Occorre, comunque, fare chiarezza. I cittadini hanno il diritto di conoscere chi sono i ladri e i profittatori, chi gli incapaci</span></em></strong></p>
<p>  <span id="more-7799"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">La Civetta di Minerva, 27 maggio 2016</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Come &egrave; noto, da qualche tempo il problema del depuratore di Augusta &egrave; tornato all&rsquo;ordine del giorno nell&rsquo;attenzione dell&rsquo;opinione pubblica; vuoi per la decisa presa di posizione del Sindacato, vuoi per l&rsquo;iniziativa di associazioni cittadine, vuoi infine per le notizie che la stampa ha riportato riferendo le varie prese di posizione delle forze politiche e dell&rsquo;Amministrazione Comunale. A corredo di tanto chiacchiericcio <strong>si &egrave; registrata l&rsquo;iniziativa della magistratura in seguito a formale denuncia di circa 300 cittadini del borgo di Brucoli</strong> che lamentavano l&rsquo;insipienza del Comune e dei vari soggetti responsabili che per tanto tempo sono stati inerti tanto da provocare, a fronte di finanziamenti disponibili, l&rsquo;avvio di una procedura di infrazione da parte dell&rsquo;Unione Europea per l&rsquo;inquinamento del mari dovuto agli scarichi fognari. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Se ne sono sentite di tutti i colori, articoli pubblicati a mo&rsquo; di veline su vari giornali in cui pi&ugrave; che informare si riferivano le opinioni dei vari soggetti che di volta in volta ritenevano di dover divulgare il proprio pensiero sulla vicenda. A fronte di tutto ci&ograve; si <strong>registrava il silenzio delle fonti cosiddette &ldquo;informate sui fatti&rdquo;</strong> tanto da spingerci a cercare di trovare il bandolo della matassa al fine di fare un po&rsquo; di chiarezza sulla situazione. Cos&igrave; si &egrave; appreso che a vario titolo sono il Comune, la Sai 8 e ancora il Comune gli enti, che avendo competenza sull&rsquo;argomento fino all&rsquo;8/9/2015, sono stati inerti o comunque inefficaci a completare i processi amministrativi per realizzare l&rsquo;agognata depurazione delle acque reflue della citt&agrave;. Dall&rsquo; 8/9/2015, infatti, &egrave; subentrato il commissario nominato dal Governo Renzi che, per non essere soggetto alla procedura di infrazione, ha sostituito il Comune (soggetto responsabile, titolare a quella data, in qualit&agrave; di gestore attuatore della problematica) con la dott.ssa Vania Contraffatto, gi&agrave; assessore all&rsquo;energia della regione siciliana e precedentemente sostituto procuratore al tribunale di Palermo prestato alla politica per rimettere ordine nella disastrata amministrazione regionale. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Si apprende, dunque, che <strong>il Comune prima e la SAI8 poi</strong>, subentrata al comune nella gestione delle acque, <strong>hanno cincischiato producendo cartacce e progetti</strong> (a macchia di leopardo sul territorio del comune) <strong>mai trasmessi al Ministero</strong> per superare l&rsquo;infrazione contestata al governo. Analogo comportamento si registr&ograve; da parte del Comune in seguito al fallimento della stessa SAI8 fino a quella fatidica data in cui, con sollievo per molti valenti amministratori, la competenza fu trasferita al commissario governativo. Da allora <strong>il Commissario ottenne dallo Stato</strong> (Ministero dell&rsquo;Ambiente<strong>) il supporto</strong> tecnico/amministrativo di una societ&agrave; in house dello stesso ministero, la <strong>SOGESID</strong>, che nel caso in specie non opera come societ&agrave; che sviluppa progettazione o gestisce appalti, bens&igrave; come mera struttura amministrativa di supporto al commissario. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ci&ograve; spiega il perch&eacute; l&rsquo;Assessorato regionale competente e la regione nel suo complesso, nonch&eacute; il Comune, sono stati <strong>esautorati dalla gestione della vicenda</strong>, poich&eacute; il commissariamento statale opera in sostituzione delle strutture amministrative legittimamente titolate in quanto inadempienti. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Il Commissario, grazie ad una ricognizione di natura tecnico/amministrativa e finanziaria con tutti i soggetti che a vario titolo hanno avuto competenze in merito, acquisite le carte prodotte fino ad allora e quantificate le somme necessarie (parte statali e parte regionali) per rimettere in cammino le procedure, ha definito <strong>una strategia economico/ finanziaria</strong> che, nel corso di tre anni, porter&agrave;, per tutte le decine di comuni interessati, a chiudere l&rsquo;infrazione. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Per quanto ci riguarda, la SOGESID ha valutato tutta la progettazione prodotta e, ritenendola inefficace a superare l&rsquo;infrazione, ha deciso di indire, con le nuove procedure del codice degli appalti (recentemente varate dal governo nazionale), <strong>una gara per la progettazione delle opere funzionali a superare la procedura di infrazione</strong>; procedura che prevede, tra l&rsquo;altro, l&rsquo;obbligo della realizzazione del depuratore cittadino. Altre strade non saranno possibili poich&eacute; il mandato commissariale &egrave; preciso: operare per determinare il superamento della procedura di infrazione (e le relative sanzioni, n. d. r.) e realizzare la depurazione delle acque del territorio. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Allo stato, dunque, siamo in condizione di dire che, <strong>ad oggi, le date annunciate sono campate in aria</strong> e, tuttalpi&ugrave;, rispettano solo gli auspici o le speranze di chi le ha annunciate. La notizia positiva &egrave; che, a breve, diciamo nell&rsquo;arco di un mese, avremo finalmente un cronoprogramma delle attivit&agrave; che saranno poste in essere<strong>, </strong>concordato con il ministero dell&rsquo;ambiente e quindi col Governo, che definir&agrave; i passaggi che dovranno portare a conclusione questa storia infinita. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Fin qui i fatti e il futuro. Ma per il passato resta <strong>l&rsquo;esigenza di capire quali siano le responsabilit&agrave; in capo ai singoli soggetti</strong> che hanno costretto con la loro incapacit&agrave; il Governo nazionale a dover intervenire, esautorando il territorio dalle sue naturali prerogative: gestire e amministrare i cittadini nell&rsquo;interesse della comunit&agrave;. La questione non &egrave; importante solo per esporre al pubblico ludibrio amministratori pubblici e privati, bens&igrave; per affermare il principio che chi sbaglia paga e che le persone inadatte a gestire un condominio non possono proporsi a gestire comunit&agrave; pubbliche e/o private convinti che tanto, poi, pagher&agrave; pantalone e che con la complicit&agrave; di una stampa superficiale e disattenta si promuover&agrave; il concetto che se tutti siamo colpevoli nessuno &egrave; colpevole: Questo spiega la ratio della diffusione sui social dell&rsquo;odio generale e generico verso i politici e verso chiunque si occupi di cosa pubblica o di aziende private, mettendo sullo stesso piano ladri, malfattori patentati che si arricchiscono sulla pelle delle persone, imbecilli e inetti. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Almeno questo la Giustizia ce lo deve: conoscere chi sono i ladri e gli approfittatori, chi gli incapaci</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">.&nbsp;</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
