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	<title>La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Mon, 26 Oct 2026 18:31:23 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Dalla mappa dei veleni alla mappa degli spettacoli: il paradosso dei fondi AERCA</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/10/26/dalla-mappa-dei-veleni-alla-mappa-degli-spettacoli-il-paradosso-dei-fondi-aerca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Mangiafico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 18:26:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zona Industriale]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Ars]]></category>
		<category><![CDATA[Assessorato Regionale per il territorio e l'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[l'infoma di Hodgkin]]></category>
		<category><![CDATA[Nose]]></category>
		<category><![CDATA[A.e.r.c.a.]]></category>
		<category><![CDATA[decreto 189/GAB del 11 luglio 2005]]></category>
		<category><![CDATA[DDL 1107/26]]></category>
		<category><![CDATA[Ismaele La Vardera]]></category>
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					<description><![CDATA[Pubblichiamo volentieri questo contributo di Michele Mangiafico (Civico4/Controcorrente) sulla questione AERCA affrontata nel nostro articolo https://www.lacivettapress.it/2026/10/26/caso-aerca-tra-mercanteggiamenti-privati-e-il-colpevole-silenzio-degli-altri-inebetiti-spettatori/ Il dibattito pubblico di queste ore sui confini delle cosiddette aree ad elevato rischio di crisi ambientale (AERCA) ci interroga su come poter definire, fuori dalla polemica politica, il perimetro del territorio che può subire l’impatto della presenza di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblichiamo volentieri questo contributo di Michele Mangiafico (Civico4/Controcorrente) sulla questione AERCA affrontata nel nostro articolo </em><a href="https://www.lacivettapress.it/2026/10/26/caso-aerca-tra-mercanteggiamenti-privati-e-il-colpevole-silenzio-degli-altri-inebetiti-spettatori/"><em>https://www.lacivettapress.it/2026/10/26/caso-aerca-tra-mercanteggiamenti-privati-e-il-colpevole-silenzio-degli-altri-inebetiti-spettatori/</em></a></p>
<p>Il dibattito pubblico di queste ore sui confini delle cosiddette aree ad elevato rischio di crisi ambientale (AERCA) ci interroga su come poter definire, fuori dalla polemica politica, il perimetro del territorio che può subire l’impatto della presenza di uno dei poli petrolchimici più grandi d’Europa, con conseguenze per la salute dei cittadini che vi abitano. Trattandosi di effetti nocivi sulle persone, le impostazioni che abbiamo ascoltato dagli attori protagonisti di questa vicenda ci sono apparse deboli e offensive. Da un lato, i sindaci di Floridia e Solarino, con un approccio campanilistico difendono quanto già riportato nel decreto 189/GAB del 11 luglio 2005 con cui l’Assessorato Regionale per il territorio e l&#8217;ambiente costituì l&#8217;A.e.r.c.a. comprendendo i comuni di Augusta, Floridia, Melilli, Priolo, Siracusa e Solarino e traendo da questa delimitazione il vantaggio oggi di partecipare alla ripartizione dei fondi regionali. Dall’altro, il sindaco di Melilli e, nella qualità di deputato, presidente della commissione regionale “Ambiente” ritiene legittimo restringere il campo ai comuni che si trovano in area s.i.n., subiscono la presenza fisica delle industrie e sono intervenuti in questi anni a sollievo del territorio con opere di mitigazione del rischio idrogeologico, escludendo quindi Floridia e Solarino. E la salute? Resta così sullo sfondo.</p>
<p>Il sesto rapporto sentieri dell’Istituto nazionale di sanità, datato febbraio 2023 e relativo al periodo dal 2013 al 2017, ci ricorda intanto quanto poco si investa sulla ricerca scientifica delle correlazioni tra industrie, inquinamento e malattie, perché ci obbliga a leggere dati vecchi di quasi dieci anni. Il rapporto prende in considerazione il sito che comprende i comuni di Augusta, Priolo, Melilli e Siracusa per un totale di 178.651 abitanti (censimento 2019) nella qualità di “sito di interesse nazionale” e denuncia eccessi nelle cause di morte e nelle ospedalizzazioni per i tumori al polmone, alla mammella, alla prostata, al testicolo e per il linfoma di Hodgkin, tutte malattie a vario titolo correlabili con inquinanti presenti nel sito industriale. Resta inevasa la domanda: fino a dove deve spingersi la tutela dei cittadini che vengono colpiti dall&#8217;inquinamento dell&#8217;aria, dell&#8217;acqua e del suolo che può essere collegato alla presenza delle industrie? E’ un tema che davvero riguarda solo gli abitanti di questi quattro comuni? Se, per esempio, osservassimo semplicisticamente la mappa dell’app NOSE che raccoglie i dati delle segnalazioni delle molestie olfattive negli ultimi 30 giorni, troveremmo segnalazioni anche da Solarino, da Floridia, da Carlentini, da Canicattini Bagni, come se l’aria che respiriamo non sia stantia, ma possa legittimamente muoversi ben oltre i confini del sito di interesse nazionale. C’è poi un rapporto della Regione Siciliana particolarmente interessante: il Registro regionale dei mesoteliomi aggiornato al 31 dicembre 2024. Qui viene presa in considerazione l’intera provincia e il dato che salta all’occhio è che l’incidenza in provincia di Siracusa è per tre volte più alta della seconda incidenza per provincia dell’intera Regione. La tutela della salute deve avere una cifra politica più alta della tutela di un campanile politico.</p>
<p><img decoding="async" class="alignright wp-image-44270 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/arca-300x300.png" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/arca-300x300.png 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/arca-150x150.png 150w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/arca.png 447w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Ma soprattutto, con questi presupposti, ci aspettavamo che il legislatore regionale guardasse principalmente alla prevenzione e alla cura nel momento in cui ha visto la luce l&#8217;art. 29 della legge 30 gennaio 2025 con i famosi primi 5 milioni di euro andati ai sei comuni dell’area A.e.r.c.a. oggi oggetto di modifica. Ci si sarebbe aspettato che fossero destinati al biomonitoraggio sanitario della popolazione, alla ricerca scientifica, alla prevenzione e alla cura della popolazione colpita. Invece, i deputati hanno pensato alle feste, agli spettacoli, alle sagre, che in questi mesi abbiamo denunciato sia a Floridia, sia a Solarino, sia a Melilli, comuni che hanno utilizzato i fondi Aerca per l&#8217;intrattenimento facendo passare un messaggio risarcitorio delle comunità per il danno subito che è un messaggio sbagliato rispetto al tema del diritto alla salute. È il caso della Delibera di Giunta Municipale del comune di Melilli numero 111 dell’8 aprile 2026 che ha finanziato con fondi A.e.r.c.a. i concerti di Rocco Hunt, Francesco Renga, Simone Cristicchi, Gaia ed Enrico Nigiotti per 384.500,00 euro. Non da meno, dunque, di quanto fatto da Floridia e Solarino, quest’ultimo con la festa di San Paolo e il concerto di Fred De Palma.</p>
<p>Per questo, abbiamo proposto diversi mesi fa il DDL 1107/26 depositato all’Assemblea Regionale da Ismaele La Vardera il 25/03/2026, per spostare il focus dagli spettacoli alla prevenzione e alla cura. È singolare che venga tenuto “a bagnomaria” dalle competenti commissioni dell’Assemblea Regionale a cui è stato assegnato dalla Presidenza, tra cui proprio la commissione “Ambiente”. Ed è questa la strada che va percorsa senza restringere il campo, ma con criteri di proporzionalità che raggiungano tutti i cittadini effettivamente o potenzialmente colpiti nella loro salute dal rischio industriale, evitando che questi fondi si trasformino, come già è accaduto – e senza nulla togliere all’importanza degli spettacoli – in una improduttiva saga del vecchio adagio “panem et circenses”.</p>
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		<title>Augusta, il porto della protesta: il blocco del cargo Sunaid X e la mobilitazione dei comitati per la pace e pro-Palestina</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/10/26/augusta-il-porto-della-protesta-il-blocco-del-cargo-sunaid-x-e-la-mobilitazione-dei-comitati-per-la-pace-e-pro-palestina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele - Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 18:05:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questione Palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 26 ottobre 2026, per oltre sei ore dall’alba, due barche a vela della Global Sumud Flotilla hanno bloccato l’accesso al porto commerciale di Augusta alla nave cargo portoghese Sunaid X (di 129 metri), denunciando il trasporto di materiali dual-use destinati alla base USA di Sigonella e a sostegno delle operazioni militari statunitensi e israeliane. &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 26 ottobre 2026, per oltre sei ore dall’alba, due barche a vela della Global Sumud Flotilla hanno bloccato l’accesso al porto commerciale di Augusta alla nave cargo portoghese Sunaid X (di 129 metri), denunciando il trasporto di materiali dual-use destinati alla base USA di Sigonella e a sostegno delle operazioni militari statunitensi e israeliane. A terra, in concomitanza con l&#8217;azione in mare, i comitati per la pace e i movimenti pro-Palestina hanno allestito un presidio davanti al porto commerciale di Augusta per sostenere il blocco e ribadire il no alla militarizzazione del territorio e all&#8217;uso logistico dello scalo. Via radio, gli attivisti a bordo hanno avvertito il cargo che il porto era bloccato e che i lavoratori non avrebbero scaricato il materiale. Per oltre sei ore Guardia Costiera e Guardia di Finanza hanno condotto una lunga mediazione senza ricorrere a un intervento coercitivo immediato, minacciando l&#8217;azione di forza solo verso le 11:30, quando la nave è ripartita a tutta velocità scortata in porto dalle motovedette. Questa gestione delle forze dell&#8217;ordine ad Augusta differisce nettamente dal duro intervento avvenuto a Livorno il 22 ottobre, conclusosi con il sequestro di tre barche e undici denunce.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-44263 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2025-10-02-at-13.39.57-300x282.jpeg" alt="" width="300" height="282" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2025-10-02-at-13.39.57-300x282.jpeg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2025-10-02-at-13.39.57.jpeg 680w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L&#8217;episodio del 26 ottobre si inserisce in una lunga continuità di mobilitazioni ad Augusta. Già il 26 aprile 2026 una sessantina di imbarcazioni della Flotilla erano salpate proprio dal porto di Augusta per Gaza con le vele dipinte e bandiere palestinesi, denunciando il genocidio in corso alla presenza della referente nazionale Maria Elena Delia. Il 5 ottobre 2026 le reti &#8220;Catanesi solidali con il popolo palestinese&#8221; e &#8220;Restiamo umani&#8221; avevano promosso un presidio chiedendo di bloccare l&#8217;uso delle basi e delle infrastrutture di Augusta, Sigonella e Muos. Inoltre, il porto di Augusta è da anni centro delle proteste dei comitati territoriali &#8220;No Muos&#8221; e &#8220;No Sigonella&#8221;, che contestano il transito di navi militari e a propulsione nucleare, i nuovi pontili militari e il ruolo dell&#8217;area nei conflitti armati.</p>
<p>Tra le figure di spicco legate alle mobilitazioni nel porto di Augusta figurano Maria Elena Delia (portavoce italiana della Flotilla), Tony La Piccirella, Saif Abukeshek e Thiago Avila (membri del direttivo internazionale della Flotilla imbarcatisi o attivi nello scalo siciliano), affiancati dai vari attivisti italiani e internazionali (provenienti da Spagna, Grecia e Regno Unito) e dalle realtà locali dei comitati per la pace.</p>
<p>Per cui sulla questione del genocidio a Gaza la posizione ufficiale del governo italiano rimane assente, anzi complice, mentre nel giugno 2026 una commissione indipendente delle Nazioni Unite ha concluso che la guerra condotta dal governo Netanyahu ha assunto i contorni del &#8220;genocidio&#8221;, con attacchi che hanno preso di mira intenzionalmente i bambini palestinesi.</p>
<p>È così che l&#8217;Italia, a differenza di altri paesi europei, ha scelto di non fare niente. Sul piano operativo, ciò comporta che la continuità è garantita dal mantenimento delle relazioni militari e logistiche, compreso il transito di materiali attraverso basi come Sigonella.</p>
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		<title>Elisabetta Ferrarini e il libro su Pier delle Vigne scritto con Brunella Bruno</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/10/26/elisabetta-ferrarini-e-il-libro-su-pier-delle-vigne-scritto-con-brunella-bruno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Lucia Riccioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 15:04:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Un modo per ricordare le persone che ci hanno lasciati, oltre che considerare “l’eredità d’affetti”, è leggere le tracce che hanno impresso nella comunità che le piange. Nel caso di Elisabetta Ferrarini, “La Civetta di Minerva” si associa al dolore dei familiari e degli amici, così come a quello della comunità scolastica del Liceo “Einaudi” &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un modo per ricordare le persone che ci hanno lasciati, oltre che considerare “l’eredità d’affetti”, è leggere le tracce che hanno impresso nella comunità che le piange.</p>
<p>Nel caso di Elisabetta Ferrarini, “La Civetta di Minerva” si associa al dolore dei familiari e degli amici, così come a quello della comunità scolastica del Liceo “Einaudi” di Siracusa.</p>
<p>Ma qui vogliamo ricordare la studiosa, in particolare la dantista appassionata.</p>
<p>Per una serie di coincidenze (Dio-incidenze? Serendipità?) qualche mese fa ci è giunto per le mani di Gioia Pace, dagli scaffali della Biblioteca per stranieri dedicata ai suoi genitori Elvira e Nino (qui il link per saperne di più: <a href="https://anagrafe.iccu.sbn.it/it/ricerca/dettaglio.html?codice_isil=it-SR0102" target="_blank" rel="noopener">https://anagrafe.iccu.sbn.it/it/ricerca/dettaglio.html?codice_isil=it-SR0102</a>), lo studio di Brunella Bruno ed Elisabetta Ferrarini “La famiglia sveva: il cor di Federigo – Un intrigo a corte, Inf. XIII”, un volumetto sulle vicende di Pier delle Vigne pubblicato nel 201° da Morrone Editore. Ma è quantomeno sorprendente che lo (ri) leggiamo nei giorni immediatamente precedenti alla scomparsa di una delle autrici, note per le loro <em>Lecturae Dantis</em>, la professoressa Ferrarini (legata tra l’altro a una ricerca pluridecennale sulla scuola siracusana frequentata dalla poetessa e patriota netina Mariannina Coffa) .</p>
<p>E scriverne ci sembra un modo per coltivarne la memoria.</p>
<p>Leggere lo studio su Pierre De Le Vigne, ovvero Petrus de Vinea, significa immergersi nel Medioevo svevo, nelle vicende di Federico II e della sua corte, della Scuola poetica siciliana, delle ambizioni, delle invidie cortigiane, nello studio dei documenti coevi e posteriori, per capire quanto la leggenda “nera” o la tesi innocentista si siano entrambe trascinate fino ai nostri giorni.</p>
<p>Vuol dire riflettere sulle ragioni della poesia e su quelle della Storia, sull’<em>imago </em>del Principe, sui rapporti padre-figlio (e quanto il rapporto Federico-Enzo ci ricorda quello di Hamlet-Hamnet con il sovrano di Danimarca di shakesperiana memoria?), sui problemi filologici e critici…</p>
<p>Interessantissima la parentesi “siciliana”: un testo attribuito a Pier delle Vigne e giunto a noi in varie versioni, anche grazie a Giuseppe Pitrè, il medico etnoantropologo palermitano cui tanto questi studi devono: la metafora della vigna permette di illuminare alcuni aspetti del potere imperiale e dei rapporti tra Federico e il suo protonotaro e logoteta, oltre che a farci spiare un possibile intrico sensual-amoroso a corte.</p>
<p>A corredo del volume, immagini dei manoscritti e dei castelli fridericiani tra cui quello di Siracusa, quel Maniace che non ha ancora svelato tutti i suoi misteri.</p>
<p>Parafrasando ciò che venne detto di Federico II, anche Elisabetta Ferrarini dunque <em>non vivit, et vivit.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" src="https://m.media-amazon.com/images/I/81MjU8TipKL._SL1500_.jpg" /></p>
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		<title>Caso AERCA: tra mercanteggiamenti privati e il colpevole silenzio degli altri, “inebetiti” spettatori</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/10/26/caso-aerca-tra-mercanteggiamenti-privati-e-il-colpevole-silenzio-degli-altri-inebetiti-spettatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 11:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[News Sicilia]]></category>
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		<category><![CDATA[TIZIANO SPADA]]></category>
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					<description><![CDATA[La vicenda della distribuzione dei fondi regionali destinati alle AERCA (Aree ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale) nel triangolo industriale del Siracusano ha ormai travalicato il perimetro dell’ordinario confronto parlamentare. Ciò che si sta consumando tra i corridoi dell’Assemblea Regionale Siciliana e le bacheche social dei protagonisti — i deputati regionali Giuseppe Carta e Tiziano &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La vicenda della <strong>distribuzione dei fondi</strong> regionali destinati alle <strong>AERCA</strong> (Aree ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale) nel triangolo industriale del Siracusano <strong>ha ormai travalicato il perimetro dell’ordinario confronto parlamentare</strong>. Ciò che si sta consumando tra i corridoi dell’Assemblea Regionale Siciliana e le bacheche social dei protagonisti — <strong>i deputati regionali Giuseppe Carta e Tiziano Spada, unitamente al sindaco di Floridia Marco Carianni</strong> — non è soltanto uno scontro sull&#8217;interpretazione delle variazioni di bilancio. È <strong>la fotografia cruda, e avvilente, dello stato di salute delle istituzioni e dei criteri che governano l&#8217;assegnazione delle risorse pubbliche</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-21055 size-large" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/08/sindaco-carta-1024x1024.jpg" alt="" width="618" height="618" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/08/sindaco-carta-1024x1024.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/08/sindaco-carta-300x300.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/08/sindaco-carta-150x150.jpg 150w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/08/sindaco-carta-768x768.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/08/sindaco-carta-1536x1536.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/08/sindaco-carta.jpg 1690w" sizes="(max-width: 618px) 100vw, 618px" /></p>
<p>Nate per offrire risposte e ristoro a territori segnati da decenni di impatto industriale e da pesanti incidenze sulla salute pubblica, le risorse per le aree ad alto rischio ambientale dovrebbero seguire vincoli normativi rigidi e priorità sanitarie e scientifiche certe.</p>
<p>L’impianto che emerge dagli atti e dal dibattito politico descrive invece una realtà differente. Attraverso formulazioni normative ad ampio spettro e l&#8217;uso di parametri di riparto come l&#8217;estensione territoriale &#8211; anziché la gravità dell&#8217;impatto ecologico o la densità abitativa -, il capitolo finanziario AERCA si è in parte trasformato in <strong>una riserva di spesa frazionata</strong>. Risorse destinate alla bonifica, al monitoraggio dell&#8217;aria e alla prevenzione sanitaria sono state così indirizzate verso cartelloni di spettacoli, feste patronali ed interventi promozionali. Se sotto il profilo formale l&#8217;approvazione delle leggi segue l&#8217;iter legislativo previsto, sul piano della sostanza si registra un progressivo e innegabile allontanamento dalla <em>ratio</em> originaria del risanamento ambientale.</p>
<p>A gravare ulteriormente sul quadro istituzionale è l&#8217;ingresso, nella narrazione pubblica, dei dettagli relativi a telefonate e colloqui privati intercorsi tra i protagonisti della vicenda<strong>. Il richiamo a conversazioni riservate, patti elettorali traditi che si chiede di “ripristinare”, scambi diretti e accordi o veti maturati al di fuori delle sedi istituzionali squarcia il velo sul reale meccanismo di governance del territorio.</strong></p>
<p>Ne emerge una prassi in cui la destinazione dei finanziamenti regionali appare non come l&#8217;esito di un&#8217;imparziale programmazione pluriennale, bensì quello di <strong>trattative riservate, equilibri di maggioranza consiliare e rapporti di forza personali tra singoli esponenti politici</strong>. Il fatto stesso che l&#8217;assegnazione di somme destinate ai cittadini diventi materia di compensazione per gli assetti delle giunte locali o motivo di &#8220;ritorsione&#8221; politica rivela una logica che penalizza la certezza del diritto e l&#8217;imparzialità amministrativa. E d’altra parte si evidenzia ancora una volta la fragilità strutturale dei Comuni, la cui sopravvivenza finanziaria appare sempre più subordinata alla capacità di ingaggio e di pressione politica dei singoli deputati di riferimento all&#8217;ARS, anziché a parametri oggettivi di bisogno.</p>
<p>È di tutta evidenza che, quando il linguaggio politico si riduce alla rivendicazione individuale della paternità dei fondi (<em>&#8220;i fondi li ho ideati io&#8221;</em>) e alla denuncia simmetrica delle disparità contabili (<em>&#8220;a un comune un milione, a noi zero&#8221;</em>), <strong>la risorsa pubblica</strong> non può che essere percepita dal cittadino come <strong>una concessione di parte che risponde a ben altre (chiare) logiche rispetto ai diritti fondamentali di un territorio avvelenato dall’inquinamento</strong>.</p>
<p>E così, la scelta di spostare il dibattito da Palazzo dei Normanni e dai consigli comunali alle dirette video su TikTok e Facebook &#8211; corredate da attacchi personali e dettagli sulle telefonate private che impudentemente svelano il sistema su cui si regge la politica dei nostri tempi &#8211; oltraggia la funzione parlamentare e amministrativa, <strong>riducendo l&#8217;emergenza ambientale a mero scontro di propaganda e a strumento di consenso elettorale.</strong></p>
<p>Ma c’è un altro aspetto che ci sembra <strong>necessario evidenziare: l’irresponsabile silenzio delle altre forze politiche, <em>in primis</em> quelle di opposizione e di garanzia</strong> che dovrebbero fare del controllo della spesa e dell&#8217;etica pubblica la propria ragione fondante.</p>
<p>L&#8217;assenza di una presa di distanza ferma, netta e corale da dinamiche che vedono le risorse sanitarie e ambientali piegate a logiche di consorteria e mercanteggiamento telefonico dimostra una grave <strong>assuefazione del sistema politico</strong>. La mancata denuncia istituzionale di questi metodi &#8211; che trasformano fondi per la salute in moneta di scambio o in promozione di spettacoli nella logica del <em>panem et circenses</em> &#8211; suona come <strong>una tacita accettazione di un modello degenerato</strong>. Quando l&#8217;opposizione e i partiti rinunciano a svolgere il proprio ruolo di vigilanza morale e politica, non si assiste soltanto a una sconfitta del merito amministrativo, ma alla <strong>capitolazione definitiva della funzione di rappresentanza di fronte ai cittadini.</strong></p>
<p>Ancora una volta appare <strong>inevitabile auspicare l&#8217;intervento della Magistratura e della Corte dei Conti </strong>per ristabilire la legalità e prendere atto che <strong>le pubbliche dichiarazioni in cui ci si fa paladini del sacro principio secondo cui la politica necessiti di propri anticorpi non sono altro che uno stucchevole ritornello privo di senso reale.</strong></p>
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		<title>Nexus e il progetto per l’autonomia di via Sturzo</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/10/25/nexus-e-il-progetto-per-lautonomia-di-via-sturzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Calabrò]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2026 12:02:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[0]]></category>
		<category><![CDATA[nexus]]></category>
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					<description><![CDATA[Come riportato da TGR Sicilia il 14 ottobre, nell’inchiesta Nexus, coordinata dalla Procura europea di Palermo, compare anche la ristrutturazione dell’ex Ufficio Casa e Agricoltura. È l’edificio comunale di via don Luigi Sturzo, all’angolo con via Barresi, destinato alla realizzazione di due appartamenti per persone con disabilità. Le ipotesi accusatorie restano da verificare nelle sedi &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come riportato da TGR Sicilia il 14 ottobre, nell’inchiesta Nexus, coordinata dalla Procura europea di Palermo, compare anche la ristrutturazione dell’ex Ufficio Casa e Agricoltura. È l’edificio comunale di via don Luigi Sturzo, all’angolo con via Barresi, destinato alla realizzazione di due appartamenti per persone con disabilità. Le ipotesi accusatorie restano da verificare nelle sedi giudiziarie, nel rispetto della presunzione di innocenza.</p>
<p>Per chi sceglie di vivere fuori dal nucleo familiare conta poter decidere come organizzare la propria giornata e con quali sostegni farlo. Il progetto collega l’esperienza abitativa alla formazione per il lavoro. Conoscere come questo percorso viene attuato permette alle persone interessate di valutare le condizioni offerte e di compiere una scelta consapevole.</p>
<p>Gli appartamenti si inseriscono nel programma del Distretto sociosanitario 48, costituito da Siracusa e altri dieci comuni. Il finanziamento complessivo previsto per il progetto distrettuale è di 715 mila euro, destinati al progetto individualizzato, all’abitazione e al lavoro. L’avviso nella versione di dicembre 2025 prevedeva dodici beneficiari complessivi, compresi quelli già in carico ai servizi. Il dato riguarda l’intero progetto e va distinto dal numero degli eventuali inserimenti nei due appartamenti.</p>
<p>L’avviso descriveva un’esperienza da costruire con la partecipazione del beneficiario e di un’équipe multidisciplinare. Gli obiettivi di autonomia dovevano essere concordati insieme ai sostegni necessari per raggiungerli; la volontà di intraprendere una coabitazione rientrava fra i criteri di scelta. Erano previste attività di cucina e gestione domestica, formazione per il lavoro e strumenti tecnologici da adattare alle necessità personali.</p>
<p>La partecipazione della persona deve guidare l’esperienza anche nelle decisioni quotidiane. Chi abita in una casa condivisa deve poter esprimere le proprie preferenze sull’uso degli spazi e sulle attività che lo riguardano. L’accessibilità va valutata rispetto a chi userà quegli ambienti, considerando le esigenze sensoriali e cognitive oltre a quelle motorie. Anche i comandi digitali e le tecnologie previsti devono essere utilizzabili dalle persone alle quali sono destinati, secondo le loro capacità e con i sostegni necessari.</p>
<p>Gli atti comunali documentano la consegna dei lavori all’appaltatore il 31 ottobre 2025. Per conoscere lo stato attuale dei due appartamenti occorre un aggiornamento che descriva le attività realizzate, i risultati raggiunti e gli eventuali passaggi ancora necessari. L’aggiornamento dovrebbe riguardare il progetto abitativo e i percorsi che lo accompagnano, con informazioni complessive che rispettino la riservatezza dei partecipanti.</p>
<p>L’avviso di dicembre qualificava l’intervento come sperimentale, con una durata da dodici a ventiquattro mesi secondo le esigenze dei beneficiari. Indicava la copertura PNRR fino al 30 giugno 2026 e, per la fase successiva, ulteriori fondi comunali, regionali o statali; prevedeva una compartecipazione delle famiglie per i costi privi di altra copertura. Queste erano le previsioni dell’avviso. Le persone interessate devono poter conoscere l’assetto finanziario e gestionale oggi previsto, compresi gli eventuali costi a loro carico e le prospettive al termine della sperimentazione.</p>
<p>Chiedo al Comune di pubblicare un aggiornamento sul progetto di via Sturzo, sulle opportunità effettivamente disponibili e sulle condizioni di accesso, indicando l’ufficio al quale rivolgersi. Le informazioni dovrebbero essere consultabili anche con le tecnologie assistive utilizzate dalle persone con disabilità visiva.</p>
<p>***</p>
<p><em>Alessandro Calabrò è autore di «Come usare VoiceOver su iPhone» (2024) e di «Nuove visioni. L’AI a supporto della disabilità visiva» (2025). Ha fondato Aretusapedia, l’enciclopedia digitale di Siracusa, e Tecnoaccess, testata indipendente sulle tecnologie assistive. Sito personale: alessandrocalabro.it/chi-sono/.</em></p>
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		<title>“Fondi pubblici a rischio e riserve abbandonate”: la denuncia di Renata Storaci (CAI) al Consiglio comunale aperto</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/10/25/fondi-pubblici-a-rischio-e-riserve-abbandonate-la-denuncia-di-renata-storaci-cai-al-consiglio-comunale-aperto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2026 11:52:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Riserve Naturali]]></category>
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		<category><![CDATA[tam]]></category>
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		<category><![CDATA[ex feudo di S. Lucia]]></category>
		<category><![CDATA[Cai]]></category>
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					<description><![CDATA[Rappresento la sezione del Club alpino italiano di Siracusa e sono anche un operatore TAM del CAI. Intervengo perché ho partecipato a tutti i tavoli che sono stati promossi dal Libero Consorzio, tavoli assolutamente inutili e ridicoli, perché le nostre osservazioni, quelle che oggi vengono presentate in Consiglio comunale, sono state fatte durante le riunioni &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Rappresento la sezione del Club alpino italiano di Siracusa e sono anche un operatore TAM del CAI. Intervengo perché ho partecipato a tutti i tavoli che sono stati promossi dal Libero Consorzio, tavoli assolutamente inutili e ridicoli, perché le nostre osservazioni, quelle che oggi vengono presentate in Consiglio comunale, sono state fatte durante le riunioni promosse dal presidente Michelangelo Giansiracusa, ma sono rimaste carta straccia, malgrado siano state inviate anche via PEC.</p>
<p>Mi spiace che non siano presenti né il presidente del Libero Consorzio comunale di Siracusa, né il progettista che ha messo mano a quanto mi risulta al “nuovo” progetto e non c&#8217;è neanche ovviamente il vice sindaco, visto che è stato defenestrato ieri dal primo cittadino. Perché ho assistito ad una scena incredibile: sono stata verbalmente aggredita dal vice sindaco e dal presidente del Libero Consorzio quando mi sono permessa di sostenere che il progetto relativo all’avannotteria fosse una cosa insensata e inopportuna oltre che uno spreco di risorse pubbliche.</p>
<p>Sulla questione della RNO di Ciane e Saline ci sono precise responsabilità politiche oltre che un’incuria amministrativa che si protrae da 42 anni. E in questa sala siedono persone che hanno percepito stipendi per anni, per non fare secondo me assolutamente nulla e durante questa riunione hanno la sfacciataggine di intrattenersi sfogliando il proprio cellulare come se ciò di cui si discute non li riguardasse personalmente. Ricordo: l’incuria amministrativa è un reato.</p>
<p>Il Consiglio comunale di ieri ha sancito quella che è una grave crisi politica istituzionale del Comune e della città ed è preoccupante che qualcuno prima di me abbia sottolineato che nel progetto presentato dal Libero consorzio per 5 milioni e mezzo ci sia lo spezzettamento delle somme in lotti che possano essere assegnati senza alcuna gara. Non è qualcosa di drammaticamente simile a ciò che è stato evidenziato dall’inchiesta Nexus della Procura europea? Non vi sembra che sia molto grave che si proponga una avannotteria in un luogo inidoneo quando ne esiste già una di circa 1000 mq su un terreno di 22 ettari nella stessa provincia, al biviere di Lentini, che è stata già finanziata da Regione Sicilia?</p>
<p>Premesso questo, io ho fatto le pulci al progetto, perché sono una reporter oltre che essere un operatore TAM, e ho notato delle incongruenze precise che sono state puntualmente inviate via pec al Libero consorzio, che dubito siano mai state lette. Incongruenze generali e specifiche, perché non ci sono indicatori quantitativi e soprattutto c&#8217;è una mancata relazione tra la SIC e la città.</p>
<p>Cito testualmente dal progetto in oggetto, alla pagina 2: “l&#8217;area interagisce significativamente con il tessuto sociale ed economico della città di Siracusa”. Vi risulta? A me no sinceramente. Il documento non sviluppa analisi relative all&#8217;accessibilità e alla connessione con la città, la fruizione sostenibile, la mobilità, la pressione antropica. La riserva è trattata come se fosse un sistema isolato, come se non fosse a pochi chilometri dal centro della città. Manca una strategia di integrazione territoriale.</p>
<p>Non mi dilungo sulle critiche che riguardano la gestione delle specie ittiche, perché l&#8217;hanno già fatto Ansaldi e Randazzo, però c&#8217;è evidentemente un interesse perché questo incubatoio venga fatto.</p>
<p>E inoltre nel progetto manca una progettazione specifica, una progettazione idraulica e non sono previste paratoie antisale, chiuse automatiche, flapgate, soglie sommerse, sistemi di regolazione mare-fiume, opere di dissipazione del moto ondoso, difese costiere strutturate. Mi riferisco ad interventi che sono delle best practice, che sono stati progettati ed attuati in luoghi simili che hanno portato degli effetti straordinariamente positivi, che possono essere adattati al contesto specifico.</p>
<p>Ed inoltre la gran parte dei fondi del progetto vengono stanziati per il recupero dei fabbricati, in allestimenti e divulgazione. Non c&#8217;è nessuna protezione contro l&#8217;ingressione marina. E ancora, nello specifico, il progetto relativo alle specie ittiche non rientra negli obiettivi del SIC, né nelle line guida di Ispra, che non prevedono incubatori o ripopolamenti in aree protette. Le criticità reali del Ciane e delle saline sono l&#8217;erosione del tombolo, l&#8217;ingressione marina, il rischio di salinizzazione dell&#8217;habitat. E il Formulario Natura 2000 relativo al sito individua come elementi da proteggere: le lagune costiere, le foreste ripariali, l&#8217;ecosistema del papiro, le zone umide, l’avifauna: nessuna specie ittica è elencata come obiettivo di conservazione. Invece, tra gli interventi che vengono raccomandati da ISPRA già sperimentati, ci sono: riforestazione con la Posidonia oceanica, barriere soffolte ecocompatibili, rinaturalizzazione dunale, ingegneria naturalistica con l’arundo donax, ovvero con la canna palustre.  Soluzioni nature-based, efficaci e coerenti con la Direttiva Habitat.</p>
<p>Le risorse vanno quindi riallocate su interventi prioritari di questo tipo, in grado di proteggere il delicato e già compromesso sistema Ciane-saline. A noi portatori di interessi, ovvero associazioni naturalistiche partecipanti ai tavoli di consultazione, era stato chiesto di presentare delle note al progetto della RNO Ciane e saline oggetto del corposo finanziamento. Osservazioni finora ignorate. E ho il sospetto che ci siano delle responsabilità, anzi degli interessi, che motivano che il progetto fosse pensato in questo modo disorganico e inutile alla risoluzione dei problemi della RNO.</p>
<p>Visto che il Consiglio comunale è deputato dai cittadini che lo hanno eletto a dare un indirizzo politico, rilevo che manca assolutamente un&#8217;idea progettuale sensata che valorizzi i siti Natura 2000 del territorio di Siracusa, perché oltre alla riserva naturale orientata di Ciane e Saline, esiste un altro luogo iscritto nella rete Natura 2000: una riserva naturale orientata che non c’è, quella della penisola della Maddalena. La penisola è tutelata dall’esistenza dell’Area marina protetta del Plemmirio, che si occupa ovviamente solo delle acque che la circondano, ma non è affatto tutelato il suo territorio.</p>
<p>E altro paradosso è che quel territorio di rara bellezza inglobi l’ex feudo di S. Lucia: 906.800 mq che sono di proprietà del comune di Siracusa, ovvero della città e dei suoi cittadini. Ed esiste un progetto, firmato dall’ingegnere Natale Borgione, mai finanziato, che ovviamente giace in qualche cassetto.</p>
<p>La mancanza di un parco naturalistico terrestre, ovvero di una RNO, è frutto dell’incapacità e dell’incuria dell&#8217;amministrazione cittadina e dell&#8217;amministrazione regionale, che non è in grado da vent&#8217;anni di fare un bando che non sia in contraddizione con la legge dello Stato italiano e di assegnarla finalmente ad un ente gestore.</p>
<p>Non dimentichiamo il contesto in cui stiamo parlando, oggi è il 23 ottobre 2026.</p>
<p>Il contesto è quello di una città che vive una profonda e grave crisi istituzionale e politica. Mi chiedo se Siracusa meriti l&#8217;incuria e l’incapacità amministrativa in cui è sprofondata</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Consiglio Comunale sulla Riserva Ciane-Saline: tra banchi semideserti, strategie difensive e il &#8220;Coup de Théâtre&#8221; sull&#8217;ANAC</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/10/24/consiglio-comunale-sulla-riserva-ciane-saline-tra-banchi-semideserti-strategie-difensive-e-il-coup-de-theatre-sullanac/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 14:10:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Un contrasto stridente ha segnato la seduta del Consiglio Comunale aperto tenutasi ieri a Palazzo Vermexio. Se soltanto il giorno precedente l&#8217;aula si presentava gremita in ogni ordine di posto &#8211; tra assessori, dirigenti, consiglieri e un folto pubblico accorso per ascoltare i “chiarimenti” e gli sviluppi dell&#8217;inchiesta Nexus &#8211; l&#8217;appuntamento dedicato al futuro e &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un contrasto stridente ha segnato la seduta del Consiglio Comunale aperto tenutasi ieri a Palazzo Vermexio. Se soltanto il giorno precedente l&#8217;aula si presentava gremita in ogni ordine di posto &#8211; tra assessori, dirigenti, consiglieri e un folto pubblico accorso per ascoltare i “chiarimenti” e gli sviluppi dell&#8217;inchiesta <em>Nexus</em> &#8211; l&#8217;appuntamento dedicato al futuro e alla tutela della Riserva Naturale Orientata Ciane-Saline ha registrato un&#8217;affluenza nettamente ridotta. Nonostante la gravità e l&#8217;importanza dell&#8217;argomento, sui banchi dell&#8217;aula si notava quasi esclusivamente la presenza dei consiglieri d&#8217;opposizione, a fronte di una maggioranza quasi del tutto assente così come la giunta.</p>
<p>A richiedere e ottenere la convocazione di questa seduta straordinaria e aperta è stato il gruppo consiliare del <strong>Partito Democratico</strong>, determinato nel voler portare in discussione un tema cruciale per la sicurezza e la tutela ambientale del territorio segnato anche dal devastante incendio dello scorso 30 agosto.</p>
<p>In questo contesto si è inserita la relazione presentata dal Presidente del Libero Consorzio Comunale, <strong>Michelangelo Giansiracusa</strong>, improntata su una linea nettamente difensiva per respingere le accuse di abbandono e incuria rivolte all&#8217;Ente gestore. Giansiracusa ha rivendicato gli oltre 6,5 milioni di euro di progetti tecnologici messi in campo (dalla sorveglianza antincendio con IA al monitoraggio idrogeologico) ma non ha avuto modo di ascoltare gli interventi successivi restando in aula <strong>giusto il tempo necessario per esporre la propria relazione e poi congedarsi</strong>, scusandosi con i presenti e precisando di aver già comunicato in anticipo l&#8217;impossibilità di trattenersi per l&#8217;intero dibattito a causa di impegni pregressi, pur confermando la piena disponibilità a proseguire il confronto sul tema nelle sedi opportune.</p>
<p>Proprio a conclusione del suo intervento, il Presidente ha messo in atto quello che a tutti gli effetti ci è sembrato il classico coup de théâtre: l&#8217;annuncio di aver inviato una richiesta formale di parere consultivo all&#8217;ANAC (Autorità Nazionale AntiCorruzione) sul progetto da 5,5 milioni di euro (fondi PR FESR) destinato alla riqualificazione delle Saline, ripresentato dopo una revisione sostanziale dallo stesso Libero Consorzio. Giansiracusa, tuttavia, non ha chiarito le motivazioni dell&#8217;iniziativa, che si inserisce nel solco delle contestazioni sollevate dal Comitato Parchi circa lo &#8220;spezzettamento&#8221; dei progetti in lotti al di sotto della soglia comunitaria, una scelta che elude le gare d&#8217;appalto europee, di norma più rigorose e trasparenti.</p>
<p>Una mossa collaterale e speculare a quella del <strong>Comitato Parchi</strong>, estremamente critico nei confronti del progetto e autore di una circostanziata nota inviata proprio all&#8217;ANAC con forti dubbi sulle procedure e la coerenza degli interventi. Uno stratagemma, riteniamo, perché quando l&#8217;ANAC si pronuncerà, sarà facile per la presidenza del Libero Consorzio rivendicare di essere stata essa stessa a sollecitare la verifica dell&#8217;Autorità.</p>
<p>Nel corso del dibattito, una parte centrale è stata occupata dagli <strong>interventi delle associazioni ambientaliste</strong> del territorio, che hanno portato in aula analisi critiche, proposte concrete e forti preoccupazioni sulla gestione della Zona B, sui rischi d&#8217;incendio e sul reale impatto dei progetti finanziati, delle quali daremo alcuni resoconti. Appassionato anche l’intervento del deputato regionale Carlo Gilistro (Controcorrente) che ha espresso forte rammarico per i banchi semi-deserti della maggioranza, denunciando come la Riserva non possa essere trattata come una «pratica burocratica di serie B», ma debba tornare a essere il «cuore verde e identitario di Siracusa».</p>
<p>Il parlamentare ARS ha rivendicato l&#8217;impegno concreto espresso sul campo con l&#8217;ottenimento del finanziamento regionale da 200 mila euro destinato alla riqualificazione del percorso ciclo-pedonale Mammaiabica e al contempo, ha espresso forti perplessità sulla gestione dei maxi-fondi FESR da 5,5 milioni, dichiarando di aver già ottenuto dagli uffici regionali la disponibilità a una riformulazione degli interventi, possibilità che in verità ci appare difficilmente concretizzabile.</p>
<p>Da parte dei <strong>consiglieri di opposizione</strong> che sono intervenuti è stata manifestata piena condivisione verso le istanze sollevate dal mondo ambientalista, rimarcando come la tutela di un patrimonio unico come il Ciane non possa essere derubricata a questione secondaria o di ordinaria amministrazione.</p>
<p>Presenti anche il direttore della riserva Giuseppe Mammino e il capo settore Sergio Angelotti che non hanno proferito parola né, d’altra parte, sono mai stati coinvolti nel dibattto.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ciane-Saline, Randazzo (Associazione Lepik): “Finanziamento a rischio spreco: si stralcino i progetti inutili per salvare subito l&#8217;argine e il papiro”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/10/24/ciane-saline-randazzo-associazione-lepik-finanziamento-a-rischio-spreco-si-stralcino-i-progetti-inutili-per-salvare-subito-largine-e-il-papiro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 12:55:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Riserva marina protetta]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ARTA]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Maria Lepik]]></category>
		<category><![CDATA[Fondi PR FESR 2021-2027]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella seduta aperta del Consiglio Comunale sulla riserva Ciane Saline è intervenuto anche l&#8217;avvocato Giovanni Randazzo, presidente dell&#8217;Associazione &#8220;Porto di Siracusa &#8211; Anna Maria Lepik&#8221;. Randazzo ha ripercorso la corrispondenza intercorsa con il Libero Consorzio, richiamando la prima lettera inviata il 22 luglio per contestare la proposta da 5,5 milioni di euro (Fondi PR FESR &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella seduta aperta del Consiglio Comunale sulla riserva Ciane Saline è intervenuto anche l&#8217;avvocato Giovanni Randazzo, presidente dell&#8217;Associazione &#8220;Porto di Siracusa &#8211; Anna Maria Lepik&#8221;. Randazzo ha ripercorso la corrispondenza intercorsa con il Libero Consorzio, richiamando la prima lettera inviata il 22 luglio per contestare la proposta da 5,5 milioni di euro (Fondi PR FESR 2021-2027) e la successiva risposta depositata dopo il riscontro dell&#8217;Ente del 28 luglio. L&#8217;avvocato ha ribadito l&#8217;assoluta inidoneità dell&#8217;impostazione progettuale a risolvere l&#8217;emergenza primaria della Riserva, ossia il crollo dell&#8217;argine a mare che sta provocando la sommersione e la scomparsa definitiva delle Saline, così come le gravi criticità del Ciane.</p>
<p>Nel suo discorso in aula, Randazzo ha messo a nudo le profonde contraddizioni del piano aggiornato dal Libero Consorzio nel maggio 2026. L&#8217;avvocato ha evidenziato come l&#8217;Ente abbia completamente ignorato la ricostruzione fisica dell&#8217;argine &#8211; opera fondamentale già proposta in passati bandi e ritenuta urgente dallo stesso Documento di Indirizzo Programmatico dell&#8217;Ente -, limitandosi a stanziare 276 mila euro divisi in due lotti da 138 mila euro ciascuno per indefinite progettazioni future. Una scissione di incarichi definita impropria che eluderebbe la procedura negoziata aperta a più operatori a favore di un affidamento diretto sottosoglia, col grave rischio che tali progetti rimangano nel cassetto senza una copertura finanziaria per i lavori, diventando rapidamente obsoleti con relativo spreco di denaro pubblico.</p>
<p>Randazzo ha poi stigmatizzato la gestione del cosiddetto &#8220;Tavolo Tecnico&#8221; con gli ambientalisti, convocato in ritardo solo a dicembre 2025 su una proposta già avanzata sei mesi prima. Le modifiche apportate dall&#8217;Ente nel maggio 2026, secondo il presidente dell&#8217;Associazione Lepik, non sono servite ad accogliere le osservazioni delle associazioni (Legambiente, LIPU, Comitato Parchi, Italia Nostra), ma unicamente a sanare l&#8217;inammissibilità del bando per la mancanza del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica. Un escamotage che ha visto ridurre i lavori effettivi al 18,5% dell&#8217;importo (719 mila euro) per interventi di scarsa consistenza, gonfiando al contempo oltre l&#8217;80% del budget (€ 4,7 milioni) in una miriade di consulenze, ricerche, forniture e generici accordi universitari frantumati in micro-lotti.</p>
<p>Di fronte a tali incongruenze Randazzo ha formulato una proposta concreta e costruttiva al Consiglio e all&#8217;Ente gestore: rinunciare e stralciare ai sensi di legge i capitoli di spesa superflui per concordare immediatamente con l&#8217;Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente (ARTA) la riallocazione delle risorse sul rifacimento urgente dell&#8217;argine. Sfruttando anche i fondi regionali aggiuntivi già evidenziati dal Dipartimento Ambiente (oltre 1,7 milioni di euro), si potrebbe così mettere in sicurezza la costa in tempi brevi e ricomporre la frattura tra le istituzioni e il mondo ambientalista, evitando contenziosi e salvando concretamente la Riserva.</p>
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		<item>
		<title>Riserva Ciane-Saline, l&#8217;affondo di Giuseppe Patti: “Maxiprogetto inutile, il Comune faccia la sua parte”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/10/24/riserva-ciane-saline-laffondo-di-giuseppe-patti-legambiente-maxiprogetto-inutile-il-comune-faccia-la-sua-parte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 12:42:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Riserve Naturali]]></category>
		<category><![CDATA[Riserva Ciane Saline]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel corso della seduta aperta del Consiglio Comunale di Siracusa dedicata alle sorti della Riserva Ciane-Saline, l&#8217;architetto Giuseppe Patti, già esponente di WWF ed ex componente del consiglio provinciale scientifico, richiamando la presa di posizione assunta dall&#8217;associazione già il 1° dicembre 2025 sulle perplessità relative a interventi ritenuti poco prioritari, costosi o addirittura dannosi &#8211; &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="first-token" style="margin: 0cm;">Nel corso della seduta aperta del Consiglio Comunale di Siracusa dedicata alle sorti della Riserva Ciane-Saline, l&#8217;architetto Giuseppe Patti, già esponente di WWF ed ex componente del consiglio provinciale scientifico, richiamando la presa di posizione assunta dall&#8217;associazione già il 1° dicembre 2025 sulle perplessità relative a interventi ritenuti poco prioritari, costosi o addirittura dannosi &#8211; come l&#8217;avanotteria o il ripristino della Casa del Sale, opera già ristrutturata vent&#8217;anni fa e poi abbandonata con potenziale danno erariale -, ha ripercorso il percorso di approfondimento sul campo che ha mostrato l&#8217;inutilità del maxiprogetto da 5,5 milioni di euro.</p>
<p class="first-token" style="margin: 0cm;">Rivolgendosi direttamente all&#8217;aula, l&#8217;architetto ha lasciato un vero e proprio promemoria programmatico ai consiglieri, ricordando che, sebbene la gestione spetti al Libero Consorzio e la tutela alla Regione, il Comune possiede precise responsabilità su pianificazione urbanistica, gestione dei rifiuti, viabilità e protezione civile, potendo e dovendo così esercitare funzioni decisive di indirizzo politico, controllo e coordinamento.</p>
<p class="first-token" style="margin: 0cm;">L&#8217;intervento ha quindi dettagliato le sei emergenze territoriali su cui il Comune deve pretendere risposte e agire &#8211; dall&#8217;erosione costiera al degrado del fiume e del papiro, fino al contrasto all&#8217;abbandono di rifiuti, alla prevenzione degli incendi, alle pressioni urbanistiche e alla mancanza di coordinamento inter istituzionale -, delineando al contempo cinque impegni vincolanti da chiedere a Sindaco e Giunta per passare dalle parole ai fatti. Tra questi figurano l&#8217;avvio di un tavolo attivo con gli enti regionali entro 30 giorni, la predisposizione di un piano per le aree limitrofe, la rigida salvaguardia urbanistica all&#8217;interno del Piano Urbanistico Generale, la pretesa di massima trasparenza sul quadro dei finanziamenti e un monitoraggio consiliare periodico con relazioni semestrali.</p>
<p class="first-token" style="margin: 0cm;">In conclusione, sollevando il nodo politico centrale su quale sia la reale strategia ambientale dell&#8217;amministrazione per il perimetro esterno alla Riserva, Patti ha depositato una proposta formale di risoluzione per impegnare l&#8217;amministrazione a riferire all&#8217;aula entro 60 giorni, ribadendo con forza che l&#8217;assenza di una delega gestionale diretta non solleva affatto il Comune dalla responsabilità morale e politica di tutelare il proprio territorio attraverso azioni strutturate e verificabili.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ciane-Saline, la durissima j&#8217;accuse di Ansaldi in Consiglio: “Sprechi e maquillage contabile mentre la riserva muore”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/10/24/ciane-saline-la-durissima-jaccuse-di-ansaldi-in-consiglio-sprechi-e-maquillage-contabile-mentre-la-riserva-muore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 12:25:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Riserve Naturali]]></category>
		<category><![CDATA[FESR]]></category>
		<category><![CDATA[Riserva Naturale Orientata Ciane Saline]]></category>
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					<description><![CDATA[A dare il via agli interventi del pubblico durante la seduta aperta del Consiglio Comunale di Siracusa è stato il geologo Giuseppe Ansaldi, figura storica dell&#8217;ambientalismo cittadino e tra i più tenaci e documentati oppositori al piano da 5,5 milioni di euro predisposto dal Libero Consorzio. Parlando a nome di una coalizione di sigle che &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A dare il via agli interventi del pubblico durante la seduta aperta del Consiglio Comunale di Siracusa è stato il geologo Giuseppe Ansaldi, figura storica dell&#8217;ambientalismo cittadino e tra i più tenaci e documentati oppositori al piano da 5,5 milioni di euro predisposto dal Libero Consorzio. Parlando a nome di una coalizione di sigle che comprende Legambiente, Italia Nostra, LIPU e Comitato Parchi, Ansaldi ha tratteggiato un quadro drammatico dello stato della Riserva Naturale Orientata Ciane-Saline, scagliandosi contro il cinismo di un&#8217;amministrazione e di un ente gestore che avrebbero scambiato la tutela con l&#8217;abbandono più totale.</p>
<p>L&#8217;affondo di Ansaldi si è concentrato anzitutto sul collasso strutturale che sta travolgendo l&#8217;area protetta. Da un lato il dramma delle Saline, dove il mare è avanzato di oltre settanta metri inghiottendo le antiche vasche a causa della distruzione degli argini di terra battuta, cacciando gli uccelli migratori e minacciando di trasformare un santuario di biodiversità in una banale laguna marina. Dall&#8217;altro, la lenta agonia del fiume Ciane, dove l&#8217;interruzione dello sfalcio metodico e della pulizia dal 1993 ha permesso al canneto di soffocare il papiro e bloccare il corso dell&#8217;acqua, con conseguenti allagamenti dei campi agricoli circostanti.</p>
<p>Di fronte a un&#8217;emergenza di questa portata, le accuse più pesanti dell&#8217;ambientalista si sono scagliate contro l&#8217;impiego dei 5,5 milioni di euro di fondi europei PR FESR. Ansaldi ha definito surreale il piano dell&#8217;Ente gestore, denunciando la totale assenza di interventi a difesa della costa e l&#8217;assurda decisione di destinarne oltre 276 mila euro per pagare incarichi di progettazione futura privi di copertura economica per i lavori, pur sapendo che l&#8217;erosione inghiottirà un chilometro di costa entro il 2010. Altrettanto dura la condanna della scelta di destinare un milione e mezzo di euro alla realizzazione di un&#8217;avannotteria nell&#8217;ex centrale di sollevamento, un&#8217;opera ritenuta priva di qualsiasi riscontro scientifico o priorità ecologica rispetto alla naturale conversione della struttura in Museo del Papiro e Centro Visite per le scuole.</p>
<p>Ma il passaggio più grave e circostanziato riguarda le presunte irregolarità procedurali e contabili. Ansaldi ha stigmatizzato le scelte del Libero Consorzio per aver messo in atto un vero e proprio maquillage contabile a seguito della bocciatura della prima proposta da parte della Regione: pur di aggirare le prescrizioni del Codice dei Contratti, i lavori effettivi sarebbero stati ridotti a un modesto 18,5% dell&#8217;importo totale per gonfiare all&#8217;81,5% la voce fittizia di servizi e forniture. A questo si aggiungerebbe lo &#8220;spezzettamento&#8221; degli incarichi professionali in lotti sotto i 140 mila euro per eludere le gare d&#8217;appalto europee e ricorrere ad affidamenti diretti. Per tutte queste ragioni, Ansaldi ha annunciato di aver già depositato un circostanziato esposto formalizzato sia all&#8217;Autorità Nazionale Anticorruzione sia alla Procura della Corte dei Conti.</p>
<p>Richiamando il Consiglio Comunale alle proprie responsabilità morali e politiche, Ansaldi ha infine chiesto di superare l&#8217;alibi della competenza formale del Libero Consorzio per pretendere dalla Regione un&#8217;immediata e radicale rimodulazione del progetto FESR. Tra le richieste irrinunciabili rientrano la ricostruzione immediata dell&#8217;argine a mare, il ripristino dello sfalcio selettivo nell&#8217;alveo per salvare il papiro, la cancellazione dell&#8217;incubatoio ittico in favore del Centro Visite, la demolizione delle strutture abusive in Zona A e un coraggioso rinnovamento della governance, affidando dopo quarantadue anni di fallimenti le sorti della Riserva a competenze scientifiche autentiche prima che sia troppo tardi.</p>
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