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	<title>Antonio Andolfi &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Tue, 20 Oct 2026 12:56:43 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Democrazia senza elettori: analfabetismo, TV e partitocrazia</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/10/20/democrazia-senza-elettori-analfabetismo-tv-e-partitocrazia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 12:56:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riforma elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[voto]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[partiti]]></category>
		<category><![CDATA[s. bagnasco]]></category>
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					<description><![CDATA[Il potere non ha bisogno di elettori, ma di tifosi. Secondo un rapporto pubblicato in Italia alcuni anni fa, ci sono due milioni di analfabeti totali; tredici milioni di semi-analfabeti, cioè persone che sanno fare la propria firma ma non capiscono ciò che leggono; e altri tredici milioni di “analfabeti di ritorno”, cioè persone che &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il potere non ha bisogno di elettori, ma di tifosi.</p>
<p><em>Secondo un rapporto pubblicato in Italia alcuni anni fa, ci sono due milioni di analfabeti totali; tredici milioni di semi-analfabeti, cioè persone che sanno fare la propria firma ma non capiscono ciò che leggono; e altri tredici milioni di “analfabeti di ritorno”, cioè persone che hanno perso l’uso della lettura e della scrittura. In totale sono 28 milioni.</em></p>
<p><em>In Italia il corpo elettorale è composto da 51,4 milioni di italiani, di cui circa 45,9 milioni residenti in Italia. Quando una parte di questi analfabeti o semi-analfabeti va a votare, su cosa basa le proprie convinzioni? Il mezzo considerato più indiscutibile è la televisione. Per questo, secondo chi detiene il potere, è assolutamente indispensabile che l’informazione sia univoca, cioè indirizzata in un’unica direzione. Dopodiché, la scarsa e miserevole informazione libera può essere sottoposta a una serie di interventi tecnici che ne riducono la diffusione sul territorio, in modo che l’informazione condizionata prevalga sempre di più.</em></p>
<p><strong>Un’opinione, chiediamola a Sergio Bagnasco. </strong></p>
<p>Al di là di quest’analisi indiscutibile c’è da aggiungere altro rispetto all’informazione mediatica.</p>
<p>È che la partitocrazia ha estromesso quelli che vanno a votare dal “gioco elettorale” perché, per paradosso, ai partiti basta che vadano a esprimersi solo i candidati perché qualcuno si aggiudichi il “potere” di gestire un territorio e il 100% delle poltrone disponibili.</p>
<p>Più produttivo, quindi, è investire nella propaganda e nella denigrazione dell’avversario invece di lavorare sul coinvolgimento attivo dei cittadini, perché a un sistema partitocratico non servono gli elettori, bastano i tifosi, per simpatia o per interessi.</p>
<p>Alcuni aspetti irrinunciabili di un regime democratico sono:</p>
<p>&#8211; disporre di un sistema trasparente e partecipato per la scelta dei candidati;</p>
<p>&#8211; disporre di un sistema di voto che consenta di scegliere tra i candidati e nel caso delle elezioni amministrative scegliere il governo di un territorio e i rappresentanti politici di quel territorio in un delicato ma fondamentale equilibrio tra esigenza di governo e diritto di rappresentanza;</p>
<p>&#8211; trovare un meccanismo che valorizzi politicamente l&#8217;astensione, perché, nonostante l&#8217;ampia offerta politica, una quota sempre maggiore si astiene… è evidente che l&#8217;offerta politica attrae poco e quindi occorre individuare altre forme di coinvolgimento degli elettori per evitare una &#8220;democrazia senza consenso&#8221;.</p>
<p><strong>Ma se mancano, in tutto o in parte, questi aspetti, si può parlare di democrazia?</strong></p>
<p>No, ma di una semplice competizione tra squadre per aggiudicarsi uno scranno o un posto di comando. In questa competizione gli elettori sono fuori campo.</p>
<p>Le primarie per la selezione dei candidati non sono un obbligo di legge e ciò contribuisce a determinare l&#8217;assenza di trasparenza e partecipazione nel processo che porta a individuare un candidato al parlamento, a sindaco o a presidente di regione.</p>
<figure id="attachment_44084" aria-describedby="caption-attachment-44084" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-44084 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/demo-300x202.jpeg" alt="" width="300" height="202" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/demo-300x202.jpeg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/demo-1024x689.jpeg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/demo-768x517.jpeg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/demo-1536x1033.jpeg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/demo-110x75.jpeg 110w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/demo.jpeg 1750w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-44084" class="wp-caption-text">Screenshot</figcaption></figure>
<p>Lo stesso problema di assenza di partecipazione e trasparenza si riscontra nei processi decisionali interni ai partiti per individuare i candidati di ogni singola lista.</p>
<p><strong>Quindi il diritto di voto è sostanzialmente negato?</strong></p>
<p>Assolutamente! Nelle elezioni parlamentari gli elettori non possono scegliere tra i candidati (vedi il vigente Rosatellum) e quando possono scegliere (vedi il nuovo Melonellum) si tratta di una preferenza limitata e tutta interna alle scelte fatte da una ristretta oligarchia o complicata da astrusi meccanismi che non consentono agli elettori di comprendere chi sta contribuendo a essere eletto.</p>
<p>Alle elezioni amministrative il candidato alla carica di governo che si classifica primo può ottenere la maggioranza del consiglio anche se sono i partiti avversari a prendere più voti. Nei Comuni e nelle Regioni non c’è alcun equilibrio tra governo e rappresentanza.</p>
<p>Così, nonostante l’apparente ampia offerta politica, l’elettore si trova a scegliere tra due candidati/gruppi con programmi che si riducono a elenchi di propositi che non definiscono in alcun modo come faranno ciò che elencano, in che tempi, con quali risorse e con chi.</p>
<p>Per esempio, la spesa sanitaria rappresenta mediamente l’80% del bilancio di una regione; eppure nessun candidato alla presidenza della regione indica prima del voto a chi affiderà la sanità; mai nessuno si candida a una carica di governo (comunale o regionale) indicando la squadra di governo.</p>
<p>Così il voto alle comunali e alle regionali, che è in sostanza un voto per la scelta del governo, si riduce a un voto per la scelta del capo del governo … senza conoscere la squadra di governo e come farà ciò che promette. Alla fine perché stupirsi se una parte sempre più consistente di elettori non vota?</p>
<p><strong>È così che si continua?</strong></p>
<p>Certo. In fondo il voto serve a dare una delega in bianco a un monarca assoluto (sindaco o presidente di regione) o a un capopartito che ha scelto i suoi gregari con cui occupare gli scranni parlamentari in assenza totale di dialettica politica.</p>
<p>Così in tanti si chiedono perché votare senza trovare una motivazione convincente. È evidente che bisognerebbe dare sostanza all’art. 49 della Costituzione affinché i partiti siano organizzati in modo democratico e ci sia trasparenza nei processi decisionali, nell’affidamento degli incarichi, nella selezione dei candidati, coinvolgendo gli iscritti che sono i soci di quella associazione che definiamo “partito”, ma che non contano nulla.</p>
<p>I partiti dovrebbero, lo afferma anche la Corte Costituzionale, essere strutture organizzative per favorire la partecipazione dei cittadini alle scelte politiche e questo significa anche partecipare alla definizione dei programmi e alla selezione dei candidati.</p>
<p>In realtà i partiti odierni sono lontanissimi da questa funzione e non si curano di attrarre i cittadini al punto da marginalizzare persino gli iscritti. A cosa dovrebbe partecipare l’elettore se non c’è vita partecipativa nei partiti? I cittadini sono esclusi dalla selezione dei candidati.</p>
<p>E quando partecipano alla definizione dei programmi, si tratta di aria fritta senza alcuna definizione su come realizzare il programma e senza consapevolezza delle conseguenze che derivano dalle scelte effettuate.</p>
<p>Il risultato è che le assemblee elettive non sono rappresentative del popolo sovrano e non contano nulla perché tutto è nelle mani di chi governa il territorio e di ristrette oligarchie che governano i partiti. A che servono gli elettori e le elettrici.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Melonellum, il premierato nascosto dietro il voto</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/10/12/melonellum-il-premierato-nascosto-dietro-il-voto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 15:31:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma elettorale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Melonellum è la nuova legge elettorale che ha sollevato numerose polemiche anche per aver fatto passi indietro sulla rappresentanza di genere e per aver introdotto l’indicazione del “candidato” premier (il nome di chi la coalizione intende proporre come presidente del Consiglio al Capo dello Stato, da depositare insieme al simbolo e al programma). Mentre &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Melonellum è la nuova legge elettorale che ha sollevato numerose polemiche anche per aver fatto passi indietro sulla rappresentanza di genere e per aver introdotto l’indicazione del “candidato” premier (il nome di chi la coalizione intende proporre come presidente del Consiglio al Capo dello Stato, da depositare insieme al simbolo e al programma). Mentre si preparano i ricorsi alla Corte costituzionale, chiediamo all’esperto Sergio Bagnasco la sua opinione sui dubbi di costituzionalità.</em></p>
<p>Il melonellum non è un incidente di percorso: si inserisce perfettamente nelle leggi elettorali che stravolgono la Costituzione e la nostra democrazia rappresentativa. Anche in questo caso abbiamo un’ampia gamma di elementi di anticostituzionalità.</p>
<p>Partiamo dalle <strong>firme</strong>: con la previsione di 6.000 firme a sostegno dei candidati in ogni collegio, <span style="color: #ff0000;">la nuova legge attenta al diritto di elettorato passivo discriminando tra i cittadini l’accesso alle cariche elettive (art. 51 Cost.)</span>. La norma, infatti, impone lo stesso numero di firme per collegio, senza tenere conto delle differenze tra i collegi elettorali. Raccogliere 6.000 firme tra 1,5 milioni di elettori del collegio della città di Milano, distribuiti in 1.575 km quadrati, è cosa diversa rispetto a raccogliere le stesse firme tra 244.000 elettori del collegio del Molise dispersi in un’area tre volte più grande (4.460 km quadrati). È evidente la lesione al diritto di elettorato passivo. È irragionevole che chi è già presente in Parlamento sia esentato dalla raccolta delle firme, perché le firme sono a sostegno dei candidati che si presentano con un simbolo. I partiti già presenti in Parlamento non si ripresentano con gli stessi candidati di 5-10-15 anni prima!</p>
<p><strong>C’è il diritto di determinare il corpo legislativo</strong>: i vertici di partito impongono i capilista bloccati in ogni collegio e scelgono in modo opaco gli altri candidati. Gli organi direttivi dei partiti così si sostituiscono agli elettori nella scelta dei loro rappresentanti, <span style="color: #ff0000;">in contrasto con la logica della democrazia rappresentativa consegnataci dalla Costituzione e in violazione dell’art. 49 Cost.</span> che concepisce i partiti come associazioni di cittadini; nei fatti i cittadini soci di un partito non contano proprio nulla nella selezione dei candidati. Mentre le leggi elettorali sanciscono “<em>il potere di ristrette oligarchie partitiche di determinare l’intera composizione delle due Camere</em>”. Gli elettori al massimo possono scegliere – senza effettiva certezza – alcuni rappresentanti politici tra candidati scelti in modo non chiaro esclusivamente dai capipartito. L’aspettativa di scelta può infatti andare delusa a causa di meccanismi che solo gli organi di partito possono manovrare come le multicandidature e compresenza dei candidati della lista per il premio di governabilità nelle liste plurinomiali e persino tra i capilista bloccati.</p>
<p>È introdotto poi il <strong>voto indiretto e impersonale</strong>: l’elettore, apponendo un segno sulla scheda, non contribuisce a eleggere solo i nominativi presenti sulla scheda ma anche tutti gli altri nominativi che compongono a livello nazionale <span style="color: #ff0000;">la “lista per l’attribuzione del premio di governabilità”</span>. Il voto diventa indiretto e impersonale violando i precetti costituzionali. Chi vota in una circoscrizione o regione può determinare l’elezione in blocco di una quota importante di parlamentari, in circoscrizioni e regioni diverse dalla propria, di cui nemmeno conosce il nome. Inoltre, l’elezione in blocco di questi candidati della “lista premiale” può comportare la non proclamazione di candidati effettivamente eletti nelle circoscrizioni/regioni perché sommando questi eletti alla lista premiale si supererebbe il tetto massimo di deputati/senatori previsto dalla legge. Questo effetto insieme alla presenza di capilista anche nella lista premiale e alle pluricandidature rende impossibile all’elettore prevedere il suo voto: chi sta effettivamente votando? Il suo voto diventa una biglia in un flipper impazzito.</p>
<p>Arriviamo al <strong>voto diseguale</strong>: chi balla da solo e non raggiunge il 3% dei consensi a livello nazionale non partecipa alla ripartizione dei seggi, ma chi prende meno del 3% se coalizzato con altre liste partecipa alla ripartizione dei seggi. Così il voto diventa diseguale perché è destinato a contare o a essere cestinato in base a una scelta politica della lista e non in base a un dato oggettivo e neutrale. Così <span style="color: #ff0000;">si comprimono le libertà politiche e la rappresentatività del Parlamento</span>.</p>
<p>Sono fissate <strong>soglie di sbarramento nazionali</strong>: la Costituzione impone di ripartire i seggi a livello circoscrizionale o al Senato su base regionale, quindi prefigura una rappresentanza territoriale. La soglia di sbarramento nazionale, invece, comporta per le forze politiche locali o di nuova formazione <span style="color: #ff0000;">l’alta probabilità di non avere una rappresentanza parlamentare.</span> Se oggi una forza politica che si oppone al ponte sullo Stretto avesse il 20% in Sicilia e Calabria, resterebbe comunque fuori dal Parlamento perché a livello nazionale starebbe sotto il 3%. Le soglie di sbarramento nazionali insieme all’obbligo di presentare liste in almeno la metà delle circoscrizioni comprimono la rappresentatività del Parlamento e le libertà politiche. Con queste norme la Lega non sarebbe entrata in Parlamento! Diverso sarebbe se la soglia di sbarramento fosse circoscrizionale o regionale.</p>
<p>È introdotto il <strong>premio di governabilità</strong>: trattandosi di un premio di governabilità e non di maggioranza, dovrebbe essere riconosciuto a chi ha totalizzato almeno il 50%+1 dei voti al fine di stabilizzare chi è già maggioranza e favorire la stabilità del governo (sentenza n. 35/2017 della Corte Cost. che introduce una distinzione netta tra premio di maggioranza e premio di governabilità). <span style="color: #ff0000;">Assegnare un premio di governabilità a chi non ha i numeri per governare significa alterare la funzione delle elezioni in contrasto con gli articoli 70 e 94 della Costituzione</span>: come può il Parlamento svolgere la funzione legislativa e di indirizzo politico se si crea artificiosamente una maggioranza parlamentare preordinata ad esprimere un governo? Si stravolge in radice il sistema costituzionale che prevede elezioni per rinnovare l’assemblea parlamentare e non per decidere chi deve governare. La compressione della rappresentatività del Parlamento diventa irragionevole e in ogni caso inidonea a garantire la stabilità di governo perché questa dipende esclusivamente dalla coesione della maggioranza di governo che potrebbe implodere in ogni momento. A ben vedere, a Costituzione vigente, nessun premio può garantire la stabilità del governo, non esistendo limiti al potere assoluto del Parlamento sulla vita del governo, e se implode la maggioranza, resta l’alterazione della rappresentatività del Parlamento. Inoltre, si determina un capovolgimento del sistema costituzionale basato sulla centralità del Parlamento e non dell’Esecutivo. L’elettore non vota più per scegliere i rappresentanti, ma per scegliere chi deve governare e questo non è compatibile con il sistema di governo parlamentare.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-43876 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/meloni-jpg-300x200.webp" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/meloni-jpg-300x200.webp 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/meloni-jpg-768x512.webp 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/meloni-jpg.webp 774w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Arriviamo all’<strong>indicazione del Presidente del Consiglio</strong>: col melonellum questa indicazione è obbligatoria, perché chi non indica il candidato Presidente del Consiglio non parteciperà alle elezioni. <span style="color: #ff0000;">Questa norma ha lo scopo di inculcare sempre più nell’elettore l’idea che sta votando per scegliere il governo</span>. Vannacci, perché mai dovrebbe indicare un PdC prima del voto e non dopo sulla base dei risultati elettorali? E se il premio previsto dal melonellum non scatta, che senso ha quella indicazione obbligatoriamente data prima del voto? L’indicazione preventiva del Presidente del Consiglio è un espediente <span style="color: #ff0000;">per introdurre surrettiziamente il premierato, in aperto contrasto con la Costituzione: le elezioni servono per scegliere i parlamentari</span>. Se la finalità è assumere un impegno nei confronti degli elettori, che senso ha questo impegno che per previsione espressa della legge potrebbe essere destinato a non essere rispettato se nessuno prende il premio? O se dovesse scattare il premio, ma con un ribaltamento degli equilibri interni a una coalizione? Se il centro-destra si presentasse con Meloni candidata PdC, ma dal voto emergesse che FdI arretra sensibilmente e FI raddoppia i voti … continuerebbe a essere Meloni la candidata a PdC? <span style="color: #ff0000;">La norma è irragionevole e ha lo scopo di dare agli elettori il messaggio che stanno votando per scegliere il governo e questo messaggio è apertamente in contrasto con la Costituzione.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Carlo, il prete che non addolciva il Vangelo</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/10/07/carlo-il-prete-che-non-addolciva-il-vangelo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 07:28:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiesa e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
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					<description><![CDATA[La comunità ora ha un compito: non disperdere il suo patrimonio di fede e solidarietà. Questo non è un ritratto moderato, ma la memoria di un prete che ha fatto del Vangelo qualcosa di concreto, scomodo, perfino rumoroso. Padre Carlo, per tutti semplicemente Carlo, è stato un uomo di fede e di passioni, capace di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La comunità ora ha un compito: non disperdere il suo patrimonio di fede e solidarietà.</strong></p>
<p>Questo non è un ritratto moderato, ma la memoria di un prete che ha fatto del Vangelo qualcosa di concreto, scomodo, perfino rumoroso. Padre Carlo, per tutti semplicemente Carlo, è stato un uomo di fede e di passioni, capace di stare sull’altare e in mezzo alla strada, di parlare di Dio e di sporcarsi le mani con la sofferenza del mondo. Chi lo ha conosciuto gli deve qualcosa: un pasto, un letto, una parola, un rimprovero, un esempio. Questo articolo cerca di restituirne il ritratto, senza nascondere né difetti né virtù. Padre Carlo, per tutti Carlo, era quella persona che, <strong>oltre che prete, era troppo umano: con i suoi difetti e i suoi pregi, perché era sanguigno</strong>. Davanti ai fatti inumani che accadevano nel mondo non sapeva contenersi. <strong>Non rimaneva in silenzio nemmeno sull’altare, durante la Santa Messa</strong>. Non solo nell’omelia, ma in altri momenti della Funzione riprendeva e apriva le questioni inumane per far riflettere; la sua denuncia era impulsiva e non si fermava alle solite parole di rito del messale.</p>
<p>Potevano essere questioni internazionali — come l’ultimo che sta avvenendo a Gaza che lui non esitava a chiamare genocidio — oppure drammi e sofferenze personali di persone vicine. <strong>In questo modo la Messa durava almeno un’ora, a volte di più</strong>. Ma non poteva fermare quel suo desiderio perenne di <strong>giustizia e di solidarietà cristiana, sempre presente.</strong></p>
<p>Quasi sempre, nella celebrazione eucaristica, non mancavano le frasi a mo’ di scherzo: perché ad accogliere l’ostia, il Corpo di Cristo, <strong>non si può andare a capo chino e con il volto sofferente. Si riceve il Signore, non un veleno; non è un sacrificio, ma un dono</strong>. Sempre chiedeva ampia partecipazione nella celebrazione. Chiamando anche per nome, chiedeva a chiunque cosa avesse capito, cosa pensasse.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-43675 size-large" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-06-at-21.16.52-776x1050.jpeg" alt="" width="618" height="836" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-06-at-21.16.52-776x1050.jpeg 776w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-06-at-21.16.52-222x300.jpeg 222w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-06-at-21.16.52-768x1039.jpeg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-06-at-21.16.52-1136x1536.jpeg 1136w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-06-at-21.16.52.jpeg 1458w" sizes="(max-width: 618px) 100vw, 618px" /></p>
<p>Era un uomo-prete differente. Lo sapevano la sua comunità parrocchiale e i tanti ospiti stranieri che alloggiavano e hanno alloggiato in parrocchia. Poteva vantarsi che l’intero mondo dei diseredati fosse passato da lì, e mai nessuno era stato buttato fuori. Persone provenienti da quasi tutti i luoghi dell’Africa, dell’Asia e non solo.</p>
<p>Come Gesù, non disdegnava lauti pasti e la compagnia di tante persone di varie religioni, verso cui aveva grande rispetto. Lo stesso valeva per tutte le confessioni in cui nei secoli si è diviso il cattolicesimo. <strong>Tutti erano di casa nella sua parrocchia</strong>. Non era difficile incontrare stranieri che, giunti a Siracusa, avevano saputo che esisteva un punto di riferimento sicuro nella sua parrocchia.</p>
<p>A volte si era in tanti? Non esistevano problemi: si mangiava e si dormiva in chiesa. Era l’alloggio che la comunità, seguendo gli insegnamenti di Gesù, metteva a disposizione. Non era il semplice e unico tempio per i credenti dove celebrare i sacramenti. Così quella chiesa poteva diventare una sala di festa o altro, come il pranzo comunitario che si preparava per Natale, ma anche in altre occasioni dove i poveri della parrocchia avevano gli stessi posti dei facoltosi. <strong>Tutti venivano accolti e la provvidenza non faceva mai mancare nulla; anzi, come nel miracolo dei pani e dei pesci, rimaneva sempre del cibo.</strong></p>
<p>La sua comunità parrocchiale gli deve tanto per l’insegnamento che impartiva alle catechesi. Anche lì emergeva il suo tipico carattere. <strong>Non faceva sconti a nessuno e a volte, proprio per questo, risultava scorbutico a chi non lo conosceva</strong>. Ma bastava prenderlo in altra maniera e tutto cambiava. È in questa maniera che fino all’ultimo istante ha vissuto nel suo caratteristico modo.</p>
<p>E alla fine il sacramento a cui andrà incontro: il funerale cristiano che è una celebrazione liturgica della chiesa che affida il defunto all&#8217;amore misericordioso di Dio e celebra la speranza nella vita eterna. <strong>Per un credente non è un addio, ma un arrivederci</strong>. Se tu credi nella vita eterna, l’anima non è “stata chiamata da Dio”, ma <strong>passata in un’altra dimensione senza l’ingombro del corpo</strong>. <strong>Non c’è da piangere, ma da accomiatarsi da parte di chi gli è stato vicino.</strong> Come si spera in Cristo e lo si celebra ogni giorno così si pensa felice Carlo uomo-prete reduce di tante battaglie ed ora entrato nella piena luce immortale.</p>
<p>Venite al mio rito senza dolore perché si celebra la speranza nella vita che ha sconfitto la morte. Questo avrebbe potuto dire Carlo, scomodo e generoso, pieno di vita e chiassoso.</p>
<p>Tutti quelli che l’hanno conosciuto gli devono qualcosa, piccola o grande che sia. Lascerà un grande vuoto, che non sarà facilmente colmato, specie in quella parrocchia dove tanti abitanti, credenti e no, non accettavano il suo fare, il suo essere “per i niuri”. Una sua espressione tante volte detta su ciò era: <strong>«Sono persone che vengono a scaldare le sedie, a chiedere un battesimo solo perché è un rito; poi si passa al vero momento, quello della festa».</strong></p>
<p>Quell’uomo, prete differente, sarà difficilmente dimenticabile su questa terra. La sua comunità adesso ha un grande compito: quello di non disperdere il suo patrimonio di fede, la sua storia. È sicuro che attacchi da parte della restaurazione spunteranno: <strong>quella parrocchia scomoda e rumorosa piena di pregnante solidarietà cristiana è fuori dalla logica preconciliare che sta nascendo oggi.</strong> Ci riusciremo almeno in parte a tenere alzato quel vessillo? Un domani il coraggio nella fede lo testimonierà.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Parcheggi, il PD di Siracusa difende la gestione pubblica</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/10/06/parcheggi-il-pd-di-siracusa-difende-la-gestione-pubblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 12:52:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità urbana]]></category>
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					<description><![CDATA[Il gruppo consiliare chiede di cassare dalla Proposta n.51 il sesto rigo della tabella e la misura con codice CUI S80001010893202500009 nella Scheda H. Nel 2025 le entrate hanno superato i 3 milioni di euro. Il gruppo consiliare del Partito Democratico di Siracusa ha presentato un emendamento alla Proposta n.51. L’obiettivo è cassare il sesto &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il gruppo consiliare chiede di cassare dalla Proposta n.51 il sesto rigo della tabella e la misura con codice CUI S80001010893202500009 nella Scheda H. Nel 2025 le entrate hanno superato i 3 milioni di euro.</p>
<p>Il gruppo consiliare del Partito Democratico di Siracusa ha presentato un emendamento alla Proposta n.51. L’obiettivo è cassare il sesto rigo della tabella e la misura con codice CUI S80001010893202500009 nella Scheda H. La richiesta nasce dalla volontà di mantenere il servizio di sosta e parcheggi in gestione pubblica.</p>
<p>Attualmente il servizio è gestito direttamente dal Comune di Siracusa in forma pubblica. Di conseguenza, tutte le entrate e le spese sono nella disponibilità dell’ente. Per il PD si tratta di uno dei servizi più importanti per la città, dal punto di vista economico, sociale e di ordine pubblico in tema di trasporti e mobilità.</p>
<p>I dati, secondo il gruppo consiliare, confermano questa importanza: il Comune, come da bilancio, percepisce milioni di euro ogni anno dalla gestione dei parcheggi e della sosta, grazie ai ticket e alle contravvenzioni pagate dai cittadini siracusani. In data 28 luglio 2026, l’amministrazione comunale, rispondendo all’interrogazione dello stesso gruppo consiliare — prot. 189587 del 21 luglio 2026 — ha prodotto la risposta scritta prot. 0195139, a firma dell’assessore alla Mobilità e Trasporti Vincenzo Pantano. In quella risposta si evidenziano la piena funzionalità del servizio e incrementi nelle entrate che, per il 2025, ammontano a oltre 3 milioni di euro.</p>
<p>Il PD invita anche a guardare al passato. Il Comune di Siracusa aveva già dato in gestione il servizio a società private: fu affidato a Ge.Pa fino al 2012, e quella gestione rappresentò criticità. Gli introiti della gestione pubblica sono notevoli e potrebbero incrementarsi ulteriormente, alla luce del trend attuale, soprattutto in determinati periodi dell’anno, anche grazie al miglioramento dei parcheggi scambiatori previsto dal DUP 2025-2027.</p>
<p>Queste risorse, secondo il gruppo consiliare, devono essere reinvestite nel bilancio comunale per migliorare lo stesso servizio e tutta la mobilità cittadina. Inoltre, una gestione pubblica consente di valorizzare un rapporto più stretto tra cittadini e amministrazione comunale, garantendo un’organizzazione del servizio pubblico che guardi solo ed esclusivamente all’interesse pubblico.</p>
<p>Alla luce di queste considerazioni, il gruppo consiliare del PD propone all’aula il seguente emendamento alla Proposta n.51:</p>
<p>1) cassare nella tabella presente nella Proposta n.51 il sesto rigo con codice CUI S80001010893202500009;</p>
<p>2) cassare nella Scheda H la misura con codice CUI S80001010893202500009, presente a pagina 3 della Scheda H.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Un nuovo presidio di ascolto, tutela e diritti parte dalla Camera del lavoro Cgil &#8220;La Borgata&#8221;</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/10/02/un-nuovo-presidio-di-ascolto-tutela-e-diritti-parte-dalla-camera-del-lavoro-cgil-la-borgata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 16:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Borgata]]></category>
		<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
		<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[e vaccaro]]></category>
		<category><![CDATA[PEBA]]></category>
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		<category><![CDATA[e. tomasello]]></category>
		<category><![CDATA[cdl la borgata]]></category>
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					<description><![CDATA[È stato inaugurato presso la Camera del Lavoro CGIL “La Borgata” lo Sportello “Inclusione e disabilità”, nato dalla volontà e dalla consapevolezza dei volontari della CGIL. L’obiettivo è portare attenzione istituzionale in una realtà svantaggiata e garantire dignità e inclusione a chi vive condizioni di fragilità. L’inaugurazione è stata molto partecipata: tanti occhi attenti e &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È stato inaugurato presso la Camera del Lavoro CGIL “La Borgata” lo Sportello “Inclusione e disabilità”, nato dalla volontà e dalla consapevolezza dei volontari della CGIL. <strong>L’obiettivo è portare attenzione istituzionale in una realtà svantaggiata e garantire dignità e inclusione a chi vive condizioni di fragilità.</strong> L’inaugurazione è stata molto partecipata: tanti occhi attenti e discorsi brevi, sinceri e profondi, pronunciati da chi vive quotidianamente sulla propria pelle la disabilità. Dopo l’introduzione del segretario Alessandro Acquaviva, il segretario provinciale Spi Cgil Enzo Vaccaro ha sottolineato gli aspetti a cui il sindacato tiene particolarmente in questi servizi.</p>
<p>“È un supporto a questo quartiere sfavorito — ha dichiarato Vaccaro — per questo si mira a portare l’attenzione istituzionale <strong>su una realtà caratterizzata da lavori pubblici fermi da tempo e carenza di servizi, quindi da condizioni di vita ancora più difficili per i disabili</strong>. Il quartiere ospita circa 1.500 cittadini extracomunitari, prevalentemente del Bangladesh, per i quali si cerca di promuovere l’integrazione e contrastare politiche discriminatorie”. Il segretario ha poi ricordato la loro veloce integrazione nel lavoro, anche con l’apertura di negozi lì dove i siracusani avevano abbandonato l’attività ritenuta fallimentare. <strong>In quest’ottica, la Camera del Lavoro fornisce servizi come il doposcuola gratuito, che funge da punto di aggregazione.</strong></p>
<p>“Adesso nasce anche lo Sportello di inclusione, che sarà il fulcro dell’iniziativa — ha aggiunto — <strong>dedicato a realizzare l’integrazione e garantire i ‘5D’: diritto della persona, al lavoro, all’abitare, ai diritti sociali e alla sanità”</strong>. Il responsabile sarà Enzo Tomasello, immerso in questa dinamica perché, da ipovedente, vive la sua disabilità.</p>
<p>Vaccaro ha voluto sottolineare con forza la natura volontaria e solidale dell’operato della Camera del Lavoro, che si fonda <strong>sulla solidarietà e sul volontariato</strong>, distinguendosi da altre associazioni, alcune con interessi economici.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-43558 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a5-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a5-225x300.jpg 225w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a5-788x1050.jpg 788w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a5-768x1024.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a5-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a5.jpg 1200w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><img decoding="async" class="alignnone wp-image-43560 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a2-300x225.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a2-1024x768.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a2-768x576.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a2-1536x1152.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a2.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img decoding="async" class="wp-image-43561 size-medium alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a3-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a3-225x300.jpg 225w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a3-788x1050.jpg 788w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a3-768x1024.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a3-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a3.jpg 1536w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><img decoding="async" class="wp-image-43562 size-medium alignright" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a4-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a4-225x300.jpg 225w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a4-788x1050.jpg 788w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a4-768x1024.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a4-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/a4.jpg 1200w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p>“La promozione dei diritti fondamentali è l’obiettivo — ha esordito Tomasello — <strong>dare voce a chi non ce l’ha e assicurare una vita dignitosa a tutti i residenti.</strong> Per questa struttura si prevede una collaborazione e una diffusione del modello verso le associazioni del settore, lavorando in squadra; ci si avvarrà di un medico facente parte della Camera del Lavoro e di una psicologa. Si pensa anche, in futuro, a esportare il modello dello Sportello di inclusione in altre sedi sindacali”.</p>
<p>“La mia laurea in Servizio sociale, unita al lungo cammino percorso all’interno della CGIL e dello SPI, come responsabile del terzo settore e della sanità privata, rappresenta non solo un percorso professionale ma la base del mio impegno quotidiano a fianco delle persone — ha ricordato Tomasello —. <strong>Questo sportello nasce con un’ambizione chiara: essere un presidio di tutela, ascolto e diritti per tutto il territorio</strong>. Il percorso richiede fin da subito una duplice attenzione e responsabilità. Da un lato, <strong>saremo concretamente al fianco dei cittadini e delle famiglie per sciogliere i nodi complessi della burocrazia</strong>, offrendo anche sostegno morale, orientamento trasparente e un aiuto pratico per accedere alle agevolazioni statali, alle prestazioni sociali e ai servizi territoriali a cui ciascuno ha diritto, perché <strong>nessuno deve più sentirsi solo di fronte a un modulo da compilare o a una porta chiusa.</strong> Dall’altro lato, <strong>alzeremo con forza la nostra voce nei confronti delle amministrazioni locali per richiedere i tanti diritti negati</strong>”.</p>
<p>Il neo responsabile ha poi criticato la situazione attuale: “Siracusa ha un grave e inaccettabile ritardo nell’accessibilità urbana. Da qui la richiesta dell’abbattimento immediato delle barriere architettoniche e della piena, reale attuazione del PEBA, il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche. <strong>Vivo questa realtà ogni giorno, in prima persona come disabile visivo, insieme a tanti anziani e fragili</strong>. Conosco benissimo le frustrazioni, i ritardi, l’indifferenza e gli ostacoli quotidiani che troppe persone incontrano anche solo per uscire di casa o accedere a un ufficio pubblico. Proprio per questo, il mio approccio dovrà unire una profonda empatia umana a un totale rigore e distacco professionale. L’ascolto è fondamentale, è il primo passo, ma non basta: <strong>servono competenza, fermezza e la costante ricerca di soluzioni concrete per risolvere davvero i problemi delle persone.</strong> Si vuole ottenere dignità e inclusione per quei cittadini che vivono queste condizioni”.</p>
<p>Alla fine, commosso, Tomasello ha dichiarato: “Approfondiremo lo studio delle nuove leggi con specialisti per <strong>garantire a chiunque varchi la porta dello sportello un supporto importante ed esaustivo, nell’ambito di una solidarietà che in questi momenti politico-sociali è eccessivamente scaduta”.</strong></p>
<p>Hanno concluso l’incontro il segretario provinciale della Cgil di Siracusa Franco Nardi e la segretaria dello Spi Sicilia, Concetta Raia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vaccaro: «Questa destra ha impoverito l’Italia dei pensionati, è il momento di cambiare»</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/09/25/vaccaro-questa-destra-ha-impoverito-litalia-dei-pensionati-e-il-momento-di-cambiare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 17:07:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
		<category><![CDATA[Disagio Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[spi-cgil]]></category>
		<category><![CDATA[saharawi]]></category>
		<category><![CDATA[DM 77/22]]></category>
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					<description><![CDATA[Enzo Vaccaro, segretario provinciale dello SPI CGIL, ha aperto l’assemblea del 21 settembre illustrando la chiusura in attivo del bilancio d&#8217;esercizio. Ha precisato, tuttavia, che per il sindacato il successo non si misura solo con le fredde voci contabili, ma attraverso i risultati ottenuti sul territorio, ricordando che l’avanzo economico non è un punto di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm;">Enzo Vaccaro, segretario provinciale dello SPI CGIL, ha aperto l’assemblea del 21 settembre illustrando la chiusura in attivo del bilancio d&#8217;esercizio. Ha precisato, tuttavia, che per il sindacato il successo <b>non si misura solo con le fredde voci contabili, ma attraverso i risultati ottenuti sul territorio</b>, ricordando che l’avanzo economico non è un punto di arrivo, ma una base per rilanciare le iniziative e investire in formazione, organizzazione e risposte concrete per i pensionati e le loro famiglie.</p>
<p style="margin: 0cm;">Il 2025 è stato un anno socialmente molto complesso, in cui i pensionati hanno dovuto fare i conti con il carovita, la perdita di potere d’acquisto e i rincari di sanità e bollette, in un contesto di <b>crescenti disuguaglianze</b>. A fronte di ciò, lo SPI di Siracusa ha promosso un&#8217;intensa attività sindacale e di solidarietà, celebrando tra l&#8217;altro la Festa della Liberazione a Rosolini il 25 aprile insieme all&#8217;ANPI e all&#8217;amministrazione comunale con l&#8217;inaugurazione di una stele per il partigiano Carmelo Amore, mobilitandosi attivamente tra aprile e giugno per la campagna referendaria che ha visto una grande partecipazione di cittadini pensionati, e compiendo a maggio una <b>missione di solidarietà internazionale nei campi profughi saharawi in Algeria, tema poi approfondito a ottobre nel convegno <i>Dal Sahara a Gaza, territori senza voce, popoli senza Patria</i>.</b></p>
<p style="margin: 0cm;">La contrattazione sociale, cuore pulsante dell&#8217;attività dello SPI, si è tradotta in numerosi interventi a difesa dei servizi essenziali. A luglio l&#8217;attenzione si è concentrata <b>sugli uffici postali di Cassibile e Pedagaggi, denunciando le gravi carenze di personale per tutelare i piccoli centri a rischio spopolamento.</b> Ad agosto, <b>dopo i maltrattamenti in una struttura assistenziale di Pachino</b>, il sindacato ha chiesto maggiori controlli per le persone fragili, dichiarando la disponibilità a costituirsi parte civile da parte del presidio. A ottobre è intervenuto sulla situazione dei <b>laboratori di analisi che facevano pagare le prestazioni agli utenti</b> perché avevano esaurito il budget regionale, mentre a novembre ha affrontato il tema della mobilità per garantire agli anziani un <b>maggiore accesso gratuito al trasporto pubblico e contrastare l&#8217;isolamento sociale.</b></p>
<p style="margin: 0cm;">Vaccaro ha dedicato particolare attenzione alla crisi della sanità pubblica territoriale. Liste d’attesa, carenza di personale e costi insostenibili penalizzano duramente chi vive in condizioni economiche fragili. Ha inoltre criticato la mancata attuazione del DM 77/22 che, pur finanziato dal PNRR per garantire cure di prossimità attraverso case di comunità e infermieri di famiglia, a quasi cinque anni dalla sua introduzione resta in gran parte inapplicato. <i>“Difendere il diritto alla salute significa portare queste urgenze nelle sedi istituzionali, perché la situazione attuale è inaccettabile”</i>, ha affermato.</p>
<p style="margin: 0cm;">Un ruolo cruciale in questo percorso è svolto dalle Leghe presenti in tutti i Comuni della provincia, veri presìdi in cui il sindacato ascolta quotidianamente le difficoltà delle persone e costruisce risposte collettive. Ringraziando i volontari per il loro indispensabile impegno, il segretario ha ribadito che <b>la vera forza dello SPI risiede nella fiducia degli iscritti</b>. In vista del prossimo futuro, l&#8217;obiettivo è rafforzare ulteriormente la presenza sul territorio, partendo già da ottobre con un nuovo ciclo di assemblee in tutti i Comuni.</p>
<p style="margin: 0cm;">I lavori si sono conclusi con una ferma riflessione politica: <i>“Questa destra al governo, sempre più schiacciata su posizioni estremiste, ha reso l&#8217;Italia sempre più povera. Adesso è il momento di cambiare”</i>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dati scomodi, governo silenzia e la CGIL scende in campo. È regime!</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/09/23/dati-scomodi-governo-silenzia-e-la-cgil-scende-in-campo-e-regime/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:25:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inps]]></category>
		<category><![CDATA[Sindacato]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[v. tranchino]]></category>
		<category><![CDATA[CIV]]></category>
		<category><![CDATA[M. calderone]]></category>
		<category><![CDATA[fatto quotidiano]]></category>
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					<description><![CDATA[“La CGIL è in campo contro l’attacco governativo ai comitati INPS in difesa della trasparenza dei dati sociali”. Questa è la sintesi dell’intervento all’assemblea provinciale dello SPI (sindacato pensionati CGIL) di Valeria Tranchino, responsabile regionale del CIV (Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS). Con il fervore che la contraddistingue, la Tranchino ha iniziato a informare &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>La CGIL è in campo contro l’attacco governativo ai comitati INPS in difesa della trasparenza dei dati sociali</em>”. Questa è la sintesi dell’intervento all’assemblea provinciale dello SPI (sindacato pensionati CGIL) di Valeria Tranchino, responsabile regionale del CIV (Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS). Con il fervore che la contraddistingue, la Tranchino ha iniziato a informare e denunciare quanto sta avvenendo al CIV, organo ufficiale di controllo dell’INPS, composto dai rappresentanti delle confederazioni sindacali (CGIL, CISL, UIL). Il CIV ha il compito di vigilare sulla corretta gestione dei dati generali, economici e previdenziali dell’istituto. <strong>A livello nazionale è arrivata la denuncia del Movimento 5 Stelle, che ha depositato una specifica interrogazione parlamentare alla ministra del lavoro Marina Calderone, e c’è stato il rilancio dal Fatto Quotidiano (unica fonte di informazione).</strong> Ma cosa riguarda la questione tanto contestata? È la decisione del governo di cancellare i report locali. Secondo i critici, si tratta di una mossa <strong>per nascondere dati “scomodi” sul reale andamento del mercato del lavoro</strong>, della precarietà e dei salari a livello provinciale. Il CIV utilizza proprio questi dati aggregati per monitorare lo stato sociale ed economico delle diverse aree d’Italia.</p>
<p>Dall’altro lato, i vertici amministrativi dell’INPS hanno motivato la scelta parlando di una necessità tecnica di “razionalizzare i costi” e ottimizzare le risorse interne destinate all’elaborazione e alla stampa delle massicce relazioni territoriali. Per il CIV, però, i rendiconti provinciali non sono semplici opuscoli bensì gli unici veri strumenti di trasparenza e vigilanza capillare sul territorio (provinciale e regionale).</p>
<p><img decoding="async" class="alignright wp-image-43349 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/aaa-MarinaElviraCalderone-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/aaa-MarinaElviraCalderone-300x200.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/aaa-MarinaElviraCalderone-768x512.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/aaa-MarinaElviraCalderone.jpg 980w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Il Fatto Quotidiano ha scritto: “<em>La ministra del Lavoro, Marina Calderone, dice che non è opera sua. Certo è che dalle parti di Palazzo Chigi aleggiava un fastidio all’idea che l’INPS diffondesse in ogni provincia statistiche che indebolivano il racconto sull’età dell’oro portato avanti in questi anni. L’impressione è quindi che, soprattutto ora che ci si avvicina al voto, si voglia silenziare o quantomeno ridurre il dibattito nei territori. È più facile che sfuggano dati diffusi solo a livello regionale e non anche provinciale</em>”.</p>
<p>Il quotidiano ricorda inoltre che il presidente del CIV, Roberto Ghiselli della CGIL, è decaduto circa un mese fa ed è in corso l’iter per la nuova nomina che per rotazione spetterà alla CISL.</p>
<p>L’INPS ribadisce le sue ragioni: l’esperienza fin qui maturata ha messo in luce un problema di eccessiva frammentazione. Ma ciò è palesemente falso. <strong>Si sa che quei dati non sono riferibili in alcun modo ad attività o funzioni dei servizi segreti, devono essere a disposizione di tutti e sono memorizzati su database; l’insabbiamento si configura come un’omissione d’ufficio.</strong></p>
<p>La Tranchino ha quindi voluto far conoscere a tutto il popolo della CGIL, dei dirigenti a livello provinciale, territoriale e regionale, il perché della battaglia in corso. “<em>La ministra Calderone ha attaccato ferocemente l’attività e l’esercizio del CIV, presieduto dalla CGIL, senza mezzi termini, con un’aggressione verbale e una violenza nei confronti dei presenti che mi ha lasciata basita. Mai avrei potuto immaginare che un rappresentante del governo si comportasse in questo modo. <strong>Posso affermare senza smentite che siamo in un regime</strong>. La conseguenza di tale scelta è togliere la prerogativa, la funzione e il ruolo ai comitati territoriali, provinciali e regionali di presentare le rendicontazioni sociali alla comunità. Era una delle scelte fatte dal CIV, dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza nazionale, per far conoscere i veri dati, o almeno quelli che l’INPS consolida e mette a disposizione delle comunità, sulla reale condizione economica e sociale dei territori. Noi abbiamo fatto di tutto per bloccarla e, come presidente del Comitato regionale, ho chiesto e forzato la mano in tutti i territori e in tutte le province per presentare questi rendiconti. Bisognava far capire alla gente quanto fossero fregnacce le cose raccontate dallo Stato e dal governo. C’è in campo una battaglia perché <strong>le altre organizzazioni sindacali non si stanno esponendo, siamo gli unici</strong>. Ma io presenterò lo stesso i dati in tutte le province. Per questo chiedo allo SPI di darmi una mano. Attraverso i comitati si svolge una funzione che stanno banalizzando, facendoci diventare passacarte nella presentazione dei ricorsi all’INPS per cittadini, pensionati, invalidi e lavoratori. Dobbiamo serrare le fila e mantenere le nostre postazioni. Mi conoscete: quando c’è una battaglia, si combatte e non si arretra. Se loro non vogliono farci avere i dati, troverò il modo di farli conoscere alla popolazione in un altro modo. Ad esempio con un’iniziativa sulle pensioni e sui pensionati siciliani. Vogliamo comunicare che la nostra organizzazione è impegnata a livello provinciale, regionale e nazionale per affermare la verità contro la narrazione governativa” </em>ha concluso.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Stabilità e Quirinale: l&#8217;illusione dei premi e il trionfo degli &#8216;stabili idioti&#8217;</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/08/27/stabilita-e-quirinale-lillusione-dei-premi-e-il-trionfo-degli-stabili-idioti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 10:19:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riforma elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[rosatellum]]></category>
		<category><![CDATA[stabilità]]></category>
		<category><![CDATA[presidente della repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[stabilicun]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
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					<description><![CDATA[La stabilità del governo è un obiettivo di rilievo costituzionale? Perché ogni volta, a fine legislatura, si presenta una nuova legge elettorale per garantirla? Abbiamo posto queste domande a Sergio Bagnasco, noto ai lettori del nostro giornale come profondo conoscitore della materia. La nostra Costituzione affida la vita del governo al Parlamento; di conseguenza, cercare &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;">La stabilità del governo è un obiettivo di rilievo costituzionale? Perché ogni volta, a fine legislatura, si presenta una nuova legge elettorale per garantirla?</span> <em>Abbiamo posto queste domande a Sergio Bagnasco, noto ai lettori del nostro giornale come profondo conoscitore della materia.</em></p>
<p>La nostra Costituzione affida la vita del governo al Parlamento; di conseguenza, cercare di raggiungere la stabilità di governo con l&#8217;ingegneria elettorale <strong>è un&#8217;illusione che diventa pericolosa</strong> se porta a ritenere che la stabilità di governo abbia rilievo costituzionale. Infatti, nella Costituzione non esiste alcuna norma da cui possa discendere il <strong>rilievo costituzionale della stabilità di governo</strong> o limiti al potere di vita e di morte che il Parlamento ha sul governo. Ne consegue che la stabilità di governo ha, al massimo, rilievo politico, ma non costituzionale. Riconoscere rilievo costituzionale alla stabilità di governo comporta conseguenze che non possiamo eludere. Non è pensabile che quanto costituzionalmente è rilevante non trovi adeguata protezione. Finirebbe per essere ragionevole proporre di limitare il potere del Parlamento; per esempio, la fiducia data al governo non può essere revocata prima che siano trascorsi due anni. <strong>Così emergono la leggerezza e la superficialità con cui si affrontano i temi istituzionali</strong>. La questione è così evidente che <strong>nemmeno il regime fascista prevedeva la stabilità di governo.</strong> Il Re aveva il potere di destituire il Capo del governo che doveva fare i conti anche col Gran Consiglio del Fascismo. Questo potere che al tempo apparteneva al Re oggi in epoca repubblicana appartiene al Parlamento, senza limiti e senza condizioni.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-42873 size-full" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/08/Fascisti_al_Parlamento.jpg" alt="" width="675" height="678" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/08/Fascisti_al_Parlamento.jpg 675w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/08/Fascisti_al_Parlamento-300x300.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/08/Fascisti_al_Parlamento-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 675px) 100vw, 675px" /></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Allora in questo quadro costituzionale?</span></p>
<p>Oggi la legge può ricorrere a meccanismi elettorali per facilitare la formazione di una maggioranza, ma non per perseguire la pretesa di garantire la stabilità di governo che solo la coesione politica della maggioranza può garantire. Pertanto, <strong>ogni maggioranza assoluta creata ricorrendo a premi elettorali è a Costituzione vigente irragionevole. </strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Quindi è ingannevole etichettare &#8220;stabilicum&#8221; la nuova legge elettorale in discussione?</span></p>
<p>Certamente, primo: il premio potrebbe non scattare e quindi dal voto non uscirebbe alcuna maggioranza predefinita, quindi la stabilità sarebbe affidata alla capacità di mediazione delle forze politiche; ergo non serve il &#8220;premio di governabilità&#8221;. Secondo: se dal voto uscisse una maggioranza nulla, impedirebbe che questa potesse implodere, come già successo con altri governi che hanno beneficiato del premio, per esempio il Berlusconi IV. I politici farebbero bene, dopo tanti fallimentari esperimenti che ci hanno dato instabilità elettorale, a <strong>smetterla di essere stabilmente idioti</strong>, nel senso etimologico del termine, ma in ogni caso la garanzia è lo smantellamento della democrazia parlamentare consegnataci dalla Costituzione.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Invece cosa pensa della prossima elezione del presidente della Repubblica?</span></p>
<p>Sarà il primo a essere eletto da un collegio drasticamente ridotto: dai 1.009 grandi elettori del 2022 si passerà a 663 grandi elettori. Tra questi ci saranno sempre 58 delegati regionali. Avendo ridotto i parlamentari, senza modificare l’art. 83 della Costituzione, è evidente che i delegati regionali acquisiscono rispetto al passato un peso molto più elevato nell&#8217;elezione.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Si tratta di un aspetto marginale e trascurabile?</span></p>
<p>Per nulla, perché ancora oggi c’è una profonda differenza tra rappresentanza nazionale (i parlamentari sono gli unici eletti che in teoria rappresentano la Nazione &#8211; art. 67 Cost.) e rappresentanza regionale. Nell’ultima elezione presidenziale del 2022, per esempio, il M5S aveva solo 4 delegati regionali nel collegio elettorale presidenziale, nonostante fosse il primo partito parlamentare. È evidente che diventa molto rilevante il sistema elettorale con cui si elegge il Parlamento, dal momento che dal quarto scrutinio basta la maggioranza assoluta dell&#8217;assemblea.</p>
<p>Con il sistema elettorale attuale (misto per 3/8 con collegi uninominali in cui il seggio messo in palio va in regalo a chi prende più voti nei collegi plurinomiali collegati) è probabile che una parte politica ottenga la maggioranza assoluta del Parlamento e quindi possa essere autonoma nell&#8217;elezione del Presidente della Repubblica. Oggi, infatti, <strong>il CDX è autonomo nell&#8217;elezione del Presidente della Repubblica</strong>. Con la nuova legge elettorale, nel caso scatti il &#8220;premio di governabilità&#8221;, tanto il CDX quanto il CSX sarebbero con altissima probabilità autonomi.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Ma il Presidente della Repubblica può essere espressione di una sola parte politica, che, inoltre, con questa legge elettorale, non rappresenta la maggioranza degli elettori?</span></p>
<p>Assolutamente no. Infatti, questo è quel che succede quando si modifica la Costituzione senza capire che <strong>questa è come un organismo vivente. Essa va considerata nella sua unitarietà e unicità</strong>. È stata una disinvolta populistica leggerezza intervenire sul numero dei parlamentari senza considerare la legge elettorale, da cui dipende la rappresentatività del Parlamento, il sistema di elezione del Presidente della Repubblica, l&#8217;organizzazione del Parlamento e del processo legislativo. Ciò ha accentuato gli squilibri istituzionali che non fanno bene alla democrazia di cui tutti parlano senza comprendere cosa significhi. Nel 2019 il governo Conte 2 nacque anche con l&#8217;obiettivo di &#8220;mettere in sicurezza l&#8217;elezione del PdR&#8221; oltre a &#8220;cambiare in senso proporzionale la legge elettorale&#8221;. Quella maggioranza parlamentare del 2019 &#8211; che oggi dovrebbe costituire il &#8220;campo largo&#8221; &#8211; fallì su entrambi i punti. La legge elettorale &#8211; il famigerato Rosatellum &#8211; rimase invariata e la messa in sicurezza del PdR si ridusse &#8211; con la consueta miopia &#8211; a rieleggere Mattarella, vale a dire a rinviare il problema perché finito il mandato di Mattarella il problema si ripropone negli stessi termini che sono noti dal 1993. È infatti <strong>da quando è stato cambiato il sistema elettorale</strong> passando dal proporzionale a un sistema a prevalenza maggioritario o con premio di maggioranza, palese/occulto, che <strong>esiste l&#8217;alta probabilità di una parte politica che possa in autonomia eleggere il PdR.</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Quindi un grosso problema democratico?</span></p>
<p>Indubbiamente, il PdR dovrebbe essere una figura al di sopra delle parti, <strong>non dovrebbe identificarsi con un leader di partito</strong>. Non a caso, con l&#8217;unica eccezione molto particolare di Saragat, nessun segretario di partito è mai diventato Presidente della Repubblica, preferendo sempre figure istituzionali. Addirittura i primi presidenti sono stati eletti a garanzia delle minoranze. De Nicola, monarchico, fu nominato Presidente proprio per rassicurare la vasta minoranza monarchica. Gronchi, primo presidente democristiano, non era certo allineato con la maggioranza DC e così via. <strong>Il Presidente della Repubblica dovrebbe incarnare lo spirito costituente</strong>, essere a garanzia di tutti, e questo profilo non si concilia con chi <strong>nella Costituzione non si riconosce</strong> o è universalmente riconosciuto come leader di partito, ancor più <strong>se è un alfiere del &#8220;noi contro loro&#8221;</strong> e <strong>disdegna la dialettica politica</strong> che dovrebbe rappresentare il fulcro del nostro sistema, fondato sulla centralità del Parlamento. Quando <strong>chi ricopre cariche istituzionali non ha la cultura e l&#8217;intelligenza per occuparsi delle cose pubbliche</strong> e si trascina stancamente in attività inconcludenti, è esattamente ciò che &#8211; sul piano etimologico &#8211; si definisce idiota e in Parlamento da molti anni prevalgono questi!</p>
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		<title>&#8220;Oltre gli orizzonti&#8221;: il congresso dei Giovani Democratici tra speranze e contraddizioni</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/08/20/oltre-gli-orizzonti-il-congresso-dei-giovani-democratici-tra-speranze-e-contraddizioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 13:30:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
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		<category><![CDATA[m. greco]]></category>
		<category><![CDATA[scarsa unità]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 19 si è tenuto a Siracusa il congresso provinciale dei Giovani Democratici, un appuntamento che, nelle intenzioni degli organizzatori, ha voluto rappresentare un momento di rilancio e di riflessione profonda per i giovani del partito sul territorio. Prima dell’avvio ufficiale dei lavori, è stato proposto un dibattito introduttivo dal titolo “Dove nasci conta”, nel &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 19 si è tenuto a Siracusa il congresso provinciale dei Giovani Democratici, un appuntamento che, nelle intenzioni degli organizzatori, ha voluto rappresentare un momento di rilancio e di riflessione profonda per i giovani del partito sul territorio. Prima dell’avvio ufficiale dei lavori, è stato proposto un dibattito introduttivo dal titolo “Dove nasci conta”, nel corso del quale i responsabili del Partito Democratico, esponenti della segreteria e altri dirigenti locali hanno alternato interventi che, a onor del vero, almeno dal mio punto di vista, si sono rivelati per certi aspetti piuttosto <strong>prevedibili e ripetitivi “discorsi di rito”</strong>, come spesso accade in queste occasioni, senza riuscire a offrire spunti realmente innovativi o a intercettare le inquietudini concrete dei giovani presenti.</p>
<p>Superata questa fase interlocutoria, si è entrati nel vivo del congresso vero e proprio, che portava il titolo di “Oltre gli orizzonti”. Ha preso la parola <strong>il segretario regionale Marco Greco, il quale ha saputo imprimere una lucidità politica non comune</strong>, offrendo una visione d’insieme non limitata alla dimensione interna dei Giovani Democratici bensì allargata a tutto il partito chiamato a confrontarsi con le sfide del presente. Il segretario ha lanciato <strong>un appello accorato all’unità, sottolineando come solo un partito coeso possa sperare di vincere</strong> le prossime battaglie elettorali ed esercitare un’influenza reale sulla scena politica; al contrario, si rischierebbe una lenta ma inesorabile perdita di identità e di slancio, facendo percepire il partito come sempre più distante dalle reali esigenze dei cittadini, lasciando campo libero al populismo della destra.</p>
<p>Dopo questo discorso d’ampio respiro politico, <strong>il dibattito successivo si è aperto con <span class="x193iq5w xeuugli x13faqbe x1vvkbs x1xmvt09 x1lliihq x1s928wv xhkezso x1gmr53x x1cpjm7i x1fgarty x1943h6x xudqn12 x3x7a5m x6prxxf xvq8zen xo1l8bm xzsf02u x1yc453h" dir="auto">la mozione “Trasformare il futuro in presente&#8221;,</span> ma ciò tra i giovani partecipanti locali della provincia ha offerto un contenuto più modesto</strong>. Il congresso avrebbe dovuto aprire, dopo il discorso di Greco, un confronto sulla realtà attuale della provincia di Siracusa, ma così non è apparso. <strong>Si potevano porre domande scomode e avanzare ipotesi di cambiamento, ma ciò non si è osservato. </strong></p>
<p>Il tema dominante, ripetuto da tutti gli interventi, è stato quello del <strong>desiderio di restare in Sicilia e di non dover emigrare,</strong> come purtroppo fanno oramai da anni migliaia di giovani, laureati e non. È a questa legittima e sentita aspirazione che i giovani democratici vogliono rispondere cercando soluzioni. C’è da aprirsi a tutto tondo dialogando con le altre realtà associative e partitiche progressiste e superare la giusta critica che viene fatta agli “anziani” del partito, <strong>accusati di scarsa unità e di miopia politica.</strong></p>
<p>Va ricordato come negli ultimi mesi, a Siracusa, si sono tenuti appuntamenti che hanno attirato giovani in momenti pieni di entusiasmo e di voglia di iniziare a cambiare le cose, superando quell’apparato di potere esistente di interessi costituiti che spesso tratta i giovani come merce da cui estrarre profitto, anziché come risorsa da valorizzare.</p>
<p><a href="https://www.lacivettapress.it/2026/04/02/next-generation-a-siracusa-i-ragazzi-criticano-la-politica-ascolta/">https://www.lacivettapress.it/2026/04/02/next-generation-a-siracusa-i-ragazzi-criticano-la-politica-ascolta/</a></p>
<p>Possiamo dire che i Giovani Democratici hanno potenzialità ancora inespresse ed è giunto il tempo, con coraggio, di uscire da certi schemi del partito e interagire con maggiore coraggio e <strong>sistematicità nelle proprie iniziative insieme alle altre realtà partitiche e associative presenti</strong>: muoversi, dialogare, proporre disporsi all’ascolto e all’azione, è questo ciò che fa un movimento di giovani.</p>
<p><strong>I Giovani Democratici sapranno cogliere questa sfida e dare un contributo autentico andando “oltre gli orizzonti”</strong> di questa politica stantia e provinciale?</p>
<p>Tutto ciò dovrebbe avvenire all’interno del Partito Democratico, perseguendo quell’unità che il segretario regionale ha giustamente invocato, ma intendendola non come fine a sé stessa, bensì come premessa per rafforzare il partito e infondergli un nuovo respiro, in vista delle sfide che attendono il partito in città e in Sicilia nei prossimi anni.</p>
<p>Si percepisce in Sicilia una domanda di cambiamento che aspetta di incontrare idee e programmi forti, un’organizzazione e una sinistra capace di tornare ad avere fiducia in sé stessa e nel suo popolo. Una sinistra che sappia essere orgogliosa di sé. <strong>Ebbene, questo è il compito principale di menti e forze giovani.</strong></p>
<p><a href="https://www.lacivettapress.it/2026/08/01/giovani-lavoro-e-futuro-nel-territorio-siracusano-la-permacrisi-come-sfida/">https://www.lacivettapress.it/2026/08/01/giovani-lavoro-e-futuro-nel-territorio-siracusano-la-permacrisi-come-sfida/</a></p>
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		<title>Overtourism a Siracusa: la città soffoca, il turismo diventa tossico</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/08/14/overtourism-a-siracusa-la-citta-soffoca-il-turismo-diventa-tossico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 14:49:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità della vita]]></category>
		<category><![CDATA[Disagio Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Servizio idrico]]></category>
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					<description><![CDATA[Le persone stanno lasciando le grandi città del turismo, Venezia e Firenze in particolare, per tornare nei paeselli d’origine, e questa ritirata è una risposta al fenomeno dell’overtourism che sta letteralmente distruggendo questi centri; secondo alcuni, questo controesodo verso i borghi è un fenomeno positivo perché ricrea il senso della comunità, e del resto la &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le persone stanno lasciando le grandi città del turismo, Venezia e Firenze in particolare, per tornare nei paeselli d’origine, e questa ritirata è una risposta al fenomeno dell’overtourism che sta letteralmente distruggendo questi centri; secondo alcuni, questo controesodo verso i borghi <strong>è un fenomeno positivo perché ricrea il senso della comunità</strong>, e del resto la ricchezza più autentica e profonda dell’Italia non sta tanto nelle grandi città d’arte, ma appunto nei piccoli borghi, ognuno con i propri costumi, le proprie abitudini e le proprie tradizioni secolari. Ma il quadro che emerge da realtà come Siracusa è ben più complesso: qui abbiamo il mare dove <strong>migliaia di case e villette sono sorte da decenni, e chilometri di coste sono stati rovinati da una cementificazione selvaggia con pozzi a perdere e relativo inquinamento marino</strong>, i 30 km a nord della città venivano inquinati dalle industrie.</p>
<p>Eppure alcuni potrebbero pensare ai loro piccoli Comuni in collina, dove c’è più attività culturale, come il jazz a Canicattini, gli eventi a Palazzolo, le sagre in vari momenti, e via dicendo. È che a Siracusa <strong>il sovraffollamento turistico sta alterando profondamente il tessuto urbano e la sicurezza della città</strong>, alimentando tensioni sociali, degrado e <strong>forme di micro-violenza</strong> legate alla saturazione degli spazi pubblici, alla movida disordinata e alla pressione della speculazione economica; <strong>la calca e il turismo &#8220;mordi e fuggi&#8221; riducono il controllo sociale nei quartieri storici, trasformati in parchi di divertimento dove aumentano risse notturne, atti di vandalismo</strong> e disturbo della quiete, mentre la massiccia conversione di case in affitti brevi fa impennare il costo della vita, <strong>sradica le comunità locali e svuota i centri storici di una presenza abitativa stabile</strong> che è il principale argine al degrado, tanto che il Sunia Cgil denuncia la progressiva espulsione delle famiglie dal centro storico proprio a causa della conversione degli immobili in rendite turistiche, con le presenze negli affitti brevi in provincia che hanno registrato un incremento superiore al 30%, superando addirittura la crescita dell&#8217;offerta alberghiera tradizionale.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-42695 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/08/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/08/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-300x169.jpeg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/08/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg 750w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Poi la congestione delle strade (Siracusa ha il più alto tasso automobilistico della Sicilia e il 50% delle auto viaggia senza assicurazioni dichiarano le relative compagne), crea esasperazione quotidiana nei residenti, acuendo un clima di <strong>intolleranza reciproca che sfocia spesso in conflitti, a volte anche violenti</strong>, e la forte mole di denaro contante gestita da un&#8217;economia turistica non regolamentata attira interessi della criminalità organizzata per il riciclaggio e la gestione di servizi collaterali, con conseguenze che vanno dalla chiusura delle botteghe storiche a favore di attività seriali o di ristorazione rapida. A Siracusa in un tutto collegato affiorano altri indici che dichiarano un alto grado di usura: <strong>la provincia è tra le prime in Italia per spesa pro capite nel gioco online</strong>, con 3.203 euro annui a testa per i residenti di 18-74 anni, e che per quegli insiemi di indicatori assunti dai report del sole 24ore <strong>l&#8217;indice di criminalità dal 2020 al 2025 è aumentato del 30,4%,</strong> collocandosi al 27° posto su 107 province italiane.</p>
<p>Sul fronte della salute mentale, anch’esso legato a questo dilagante fenomeno, si registra un <strong>consumo di psicofarmaci tra i più alti in Sicilia</strong>, con prescrizioni per il disturbo da deficit di attenzione e iperattività <strong>quasi 5 volte superiori alla media nazionale</strong>; questo indice, che emerge dal dossier &#8220;qualità della vita&#8221;, rappresenta una misura complessa che riflette non solo la diffusione del disagio mentale come ansia, depressione e insonnia, ma anche l&#8217;efficienza dei servizi sanitari locali, evidenziando l&#8217;impatto di ritmi di vita intensi, isolamento sociale e difficoltà economiche. Il legame tra criminalità, violenza e abuso di psicofarmaci in ambito urbano è bidirezionale e sinergico: le continue tensioni criminali generano traumi cronici e stress che alimentano l&#8217;automedicazione con ansiolitici e sedativi, mentre nei contesti degradati l&#8217;accesso limitato a cure psicologiche adeguate spinge le persone a usare questi farmaci per gestire ansia, paura e depressione, e i tassi sempre più elevati di criminalità creano un clima di insicurezza costante che eleva i livelli di cortisolo e ansia nella popolazione residente; il degrado socio-economico, la disoccupazione, la povertà e la mancanza di spazi comunitari sani sono il terreno di coltura comune sia per l&#8217;illegalità diffusa sia per il consumo di sostanze stupefacenti, e si innesca così un circolo vizioso, perché <strong>più sale la violenza percepita, maggiore è la richiesta di sollievo chimico</strong>. Se andiamo difatti a esaminare l&#8217;indice della salute emesso dai report del Sole 24 Ore, che comprende 12 sotto-indicatori, in Sicilia quello di Siracusa è inferiore a quello di città molto più grandi e complesse come Palermo, Catania e Messina, le quali si pongono al di sopra della media nazionale, con Siracusa sotto questa soglia.</p>
<p><img decoding="async" class="alignright wp-image-42700 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/08/aa-contcarabinieri-noto-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/08/aa-contcarabinieri-noto-300x222.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/08/aa-contcarabinieri-noto-768x568.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/08/aa-contcarabinieri-noto.jpg 878w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>Ma le forze dell&#8217;ordine cosa possono fare?</strong> Al Prefetto si dovrebbe chiedere di convocare il Comitato Provinciale per l&#8217;Ordine e la Sicurezza Pubblica per ridistribuire le interforze e richiedere rinforzi al Ministero dell&#8217;Interno, pianificando interventi mirati nelle zone critiche della città, sollecitando servizi straordinari di controllo del territorio e il rafforzamento del passaggio di pattuglie di Polizia e Carabinieri nelle ore e nei quartieri più a rischio, e spingendo affinché il Prefetto si raccordi con il Comune per installare o riparare telecamere di videosorveglianza urbana e migliorare l&#8217;illuminazione pubblica delle strade buie o isolate; è importante depositare una richiesta scritta e circostanziata, firmata da residenti, comitati o attività commerciali, con date, vie e descrizioni precise degli episodi di violenza, e chiedere un incontro formale in Prefettura per esporre direttamente il disagio sociale e la percezione di insicurezza del quartiere.</p>
<p><strong>A tutto ciò, attualmente, si sta sommando da mesi l&#8217;interruzione prolungata dell&#8217;acqua pubblica</strong>, che sta portando all&#8217;aumento delle disdette negli alberghi, all&#8217;interruzione o alla riduzione dei servizi di ristorazione e bar, e a forti tensioni sociali con esposti legali; eppure, la gran parte del popolo siracusano <strong>rimane quasi inerte, anzi i diretti interessati si voltano dall&#8217;altra parte</strong>, mentre reazioni e provvedimenti, proteste e ricorsi vengono presentati <strong>solo da comitati e dal sindacato locale.</strong> Invece è da denunciare con forza alla prefettura e alle autorità sanitarie questi disservizi della rete idrica che causano grossi problemi, in particolare ad anziani allettati.</p>
<p>Tuttavia, nel discuterne con vari siracusani scettici, questi pongono le loro perplessità a tali allarmismi. Loro sostengono che i relativi episodi sono fenomeni isolati, e pongono davanti una visione apparentemente contraddittoria: <strong>non sono forse pieni i ristoranti e le pizzerie di siracusani? </strong></p>
<p>Allora bisogna spiegare a questi che, in un contesto di difficoltà economica come quello di Siracusa, ciò si spiega con la coesistenza di <strong>una fetta di popolazione con redditi stabili o sommersi che spende nei locali</strong>, e con il valore culturale attribuito alla convivialità, che spinge a tagliare su altri beni ma non su una pizza fuori casa; sappiamo che c&#8217;è una grande economia sommersa, quindi <strong>una quota di liquidità non dichiarata o proveniente da canali informali che non risulta nelle statistiche ufficiali sulla povertà ma alimenta i consumi</strong>. Invece non è sommersa la crisi della ristorazione, dovuta all&#8217;aumento drastico dei costi come energia, affitti e materie prime, alla stretta sui margini di guadagno, alla difficoltà a trovare personale qualificato, e quello che si ha viene spremuto con salari ridotti e con un cambiamento nelle abitudini dei clienti, che spendono con molta più attenzione. Bisogna sapere che le <strong>stime di settore indicano circa 29.000 cessazioni di attività</strong> nel comparto per il solo 2026 in Italia. Certamente all&#8217;interno del biennio si prevedono chiusure anche a Siracusa.</p>
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