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	<title>volontariato &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>‘Senza fissa dimora’, ormai un’emergenza. In loro aiuto gli avvocati di strada</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 16:27:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Solidale]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Disagio Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[m. munafò]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 22 marzo, presso la parrocchia di Bosco Minniti, si è svolta un’apprezzabile iniziativa. È stato presentato il nuovo sportello dell’associazione “Avvocati di strada”. Oltre al parroco Carlo D’Antoni, erano presenti l’avv. Antonio Mumolo, Presidente nazionale dell’Associazione, Ettore Ferlito, direttore della Caritas Diocesana, Marcello Munafò segretario avvocati di strada di Siracusa e presidente dell’associazione “La &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 22 marzo, presso la parrocchia di Bosco Minniti, si è svolta un’apprezzabile iniziativa. È stato presentato il nuovo sportello dell’associazione “Avvocati di strada”. Oltre al parroco Carlo D’Antoni, erano presenti l’avv. Antonio Mumolo, Presidente nazionale dell’Associazione, Ettore Ferlito, direttore della Caritas Diocesana, Marcello Munafò segretario avvocati di strada di Siracusa e presidente dell’associazione “La ronda della solidarietà” e “Casa di Sara e Abramo”, Simona Mallemi, coordinatrice degli avvocati di strada di Siracusa, insieme all’avv. Domenico Sapuppo. <strong>Avvocato di strada onlus è un&#8217;organizzazione di volontariato apolitica e apartitica che offre tutela legale e gratuita alle persone senza dimora con nessuna distinzione di sesso, razza, religione</strong>. La problematica riguarda sia stranieri che italiani e l’attuale <strong>riduzione del welfare inevitabilmente ricade soprattutto sui più fragili</strong>. Nel 2024 la strage di questi invisibili ha contato 408 vittime e quest’anno, da gennaio, i decessi sono stati già 11. Sono <strong>vite distrutte dalla solitudine, dal freddo e dalle dipendenze; uccisi da qualcuno, o morti per strada, o suicidatisi</strong>. Per lo più sono uomini perché le donne con figli trovano più facilmente un aiuto. Basta perdere il posto di lavoro, specie in età avanzata, per trovarsi senza un tetto, né denaro e <strong>cadere nel baratro degli invisibili. </strong></p>
<p>All’incontro i convenuti hanno insistito sulla necessità di “far prendere coscienza ai senza dimora dei diritti che possono godere”, che è “indispensabile la creazione di una rete”, “sentire un vincolo di sangue con i senzatetto”, “essere presenti alle loro richieste perché sono i più vulnerabili nella nostra realtà”. Il presidente della Caritas Ettore Ferlito si è soffermato su come sia indispensabile l’aiuto legale sul territorio; l’avvocato Domenico Sapuppo ha fatto notare l’attuale attenzione del Comune grazie all’assessore delle politiche sociali Marco Zappulla (non presente per impegni pregressi); Marcello Munafò, portando la sua esperienza, ha ricordato che non basta aiutare solo soddisfacendo esigenze alimentari perché <strong>ognuno di loro ha bisogno anche di un supporto affettivo</strong>.</p>
<p>L’avvocatessa Simona Malleolo ha espresso la sua soddisfazione per lo sportello aperto a Siracusa: <strong>“Dare voce alla povertà è una questione di democrazia, perché chi è povero viene privato di tutti i suoi diritti, non ha un controllo della propria vita</strong>. Sono gli altri che scelgono al suo posto”. Antonio Mumolo ha spiegato cosa sono gli avvocati di strada: “Siamo un&#8217;organizzazione di volontariato nata a Bologna venticinque anni fa. A quell’epoca eravamo solo io e una collega con la difficoltà di intercettare i clochard. Ci ponevamo l’interrogativo se dei professionisti potessero dedicare qualche ora del proprio lavoro al volontariato. Abbiamo così consultato leggi e accademici ricevendo una risposta positiva: l’avvocato può farlo nella sua veste. <strong>Conosciamo tutti il motto: “La legge è uguale per tutti”. Ma per chi è senzatetto questa frase vale nelle aule dei tribunali?</strong></p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-30488 size-large alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/avv-1024x768.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/avv-1024x768.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/avv-300x225.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/avv-768x576.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/avv-1536x1152.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/avv.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Ci si accorgeva che per ottenere giustizia c’era bisogno di una buona consulenza che essi non avevano. Allora ci siamo detti che potevamo rimettere un po&#8217; in equilibrio la bilancia della giustizia. Attualmente siamo circa mille avvocati presenti in sessantacinque Comuni e in tutte le regioni. <strong>Abbiamo aperto oltre 50.000 pratiche, ma il nostro fatturato è zero</strong>. Abbiamo anche volontari non avvocati che ci danno una mano per ricerche, segreterie telefoniche, ecc. Bisogna saperlo: le persone che vengono da noi sono in maggioranza diventati poveri e hanno oltre 50 anni d’età. A quell’età la probabilità di trovare un nuovo lavoro è scarsa. Occorre sfatare anche la ‘leggenda metropolitana’ che si diventa clochard per alcol o altre dipendenze. Invece la stragrande maggioranza delle persone che incontriamo non ha questi problemi. Sono individui diventati scarti della società, senza nessun aiuto dallo Stato. Proprio in questi casi ci vuole un avvocato. Sono situazioni che non si possono risolvere tramite assistenti sociali. <strong>Il primo problema che incontriamo spesso è quello d’ottenere la “residenza”</strong> che è un contrasto alla povertà. Su ciò la legge è molto chiara: ogni cittadino italiano o straniero ha diritto alla residenza per lavorare, per il diritto alla salute e altro. Ogni Comune deve iscrivere alla sua anagrafe chi lo richiede e dargli la carta di identità di cui ha diritto. Ma molti Comuni fanno resistenza. Eppure la norma nata nel 1954 è chiara e specifica che ciò deve essere fatto per motivi di controllo sociale, tant&#8217;è che è in capo al Ministero dell&#8217;interno. Lo Stato deve sapere dove sono, dove risiedono, per esempio nel caso di un terremoto sapere se sotto le macerie c’è qualcuno. È per questo motivo che quella norma deve essere assolutamente rispettata. <strong>Se i Comuni negano l&#8217;iscrizione all&#8217;anagrafe dei senzatetto commettono un reato contro lo Stato</strong>. La legge dichiara che l’iscrizione all’anagrafe deve essere data entro 48 ore, poi l&#8217;ufficio ha 45 giorni di tempo per le proprie verifiche. Fin dalla partenza dell’associazione nel nostro bilancio sociale questa voce è stata al primo posto e abbiamo visto che vincere cause di questo genere induce le amministrazioni a una maggiore attenzione. Abbiamo notato che ciò si riscontra soprattutto nei Comuni più piccoli”.</p>
<p>L’incontro è poi continuato con alcune domande sugli aspetti pratici dell’essere avvocati volontari. Mumolo ha chiarito l’azione dell’Associazione con l’ordine professionale e nei confronti dei giovani professionisti che si cerca di avvicinare alla comune causa. Poi ha affrontato aspetti quali le spese: essendo l’attività gratuita, se si vince una causa, una parte è fatturata dall&#8217;avvocato, un’altra va alla cassa professionale e il rimanente per statuto alla cassa dell’associazione. Non c’è ovviamente nessuna competizione sleale con i colleghi dal momento che ci si rivolge solo a chi non ha alcun mezzo mentre altri possono rivolgersi a un avvocato iscritto all&#8217;albo per il libero patrocinio come dispone lo Stato. “Ogni anno pubblichiamo un bilancio sociale sul nostro sito – ha detto. &#8211; Fino ad ora vi sono state 3.500 cause l&#8217;anno suddivise in diritto civile, penale, amministrativo, recupero crediti, diritti previdenziali e assistenziali. Nelle cause di diritto penale la prevalenza è di persone che commettono reati sulle strade, aggrediti perché inermi, colpevoli di essere indigenti. Concludo che <strong>non siamo nati per porci in contrapposizione con le istituzioni, ma se c&#8217;è un diritto da far valere, siamo pronti a prendere posizioni decise”. </strong></p>
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		<title>L&#8217;associazione &#8220;Buon Samaritano&#8221; di Augusta</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2022/05/14/lassociazione-buon-samaritano-di-augusta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 May 2022 15:17:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Solidale]]></category>
		<category><![CDATA[associazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Comune Augusta]]></category>
		<category><![CDATA[Buon Samaritano]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si accede ai locali del “Buon Samaritano”, colpisce la grande cura con cui gli stessi sono gestiti dai volontari. Gli arredi semplici e funzionali sono valorizzati dalla grande attenzione che tutti rivolgono alla cura di ogni dettaglio, segno di una passione forte verso un’attività di volontariato che in realtà è anche altro. Nata poco meno di sedici anni fa ad Augusta, l’associazione si occupa di affrontare alcune delle necessità primarie che posso affliggere le componenti più fragili della comunità augustana e non solo, fornendo cibo, alimenti e assistenza economica.</p>
<p>Incontriamo la presidentessa dell’associazione Edit Zinno e il segretario Sebastiano Saraceno nelle stanze che l’associazione vive da anni, collocati all’interno di una struttura appartenente all’”Opera Pia Parisi – Zuppello”, già in passato sede di una nota scuola e oggi parzialmente condivisa con gli Scout. Quello che in condizioni ordinarie si potrebbe immaginare come un luogo brulicante di vita e attenzioni appare, invece, piuttosto silenzioso. Si inizia, così, a parlare di covid.</p>
<p>“Da un punto di vista economico, quello della pandemia non è stato per noi un periodo difficile – spiega Saraceno – infatti, abbiamo potuto finanziare le attività della mensa, fornendo oltre ai pasti anche aiuto alle famiglie con bambini piccoli, grazie al 5 per mille e alle quote dei soci ordinari e sostenitori. A queste risorse sono aggiunti nel 2021 i contributi di Sonatrach e di Buzzi. Grazie a quanto raccolto, abbiamo distribuito a famiglie bisognose, individuate come tali attraverso l’isee, anche dei buoni spesa mensili.  Lo scorso anno abbiamo dato i buoni a 20 famiglie per sei mesi. Tutto, tra l’altro, puntualmente rendicontato ai nostri finanziatori”.</p>
<p>Non tutto però sembra essere così facile, come chiarisce la presidentessa Zinno: “abbiamo fermato alcune attività a causa di spese non previste legate all’adeguamento alle normative covid, per i materiali e le attrezzature sanitarie, e per la sanificazione dei locali che svolgiamo a carico nostro”.</p>
<p>Malgrado l’impatto inevitabile della pandemia, l’attività del Buon Samaritano non si è fermata, pur riducendosi come racconta il segretario Saraceno, infatti, “il covid ha inciso sul numero dei fruitori, siamo stati costretti a chiudere la mensa e a preparare dei pasti da asporto. Questa scelta ha fatto sì che gli ospiti siano passati dai 32 che ogni giorno venivano a pranzare presso la struttura, ai circa 20 che usufruiscono del sacchetto quotidiano. Per svolgere al meglio l’attività di asporto e per garantire l’adeguata conservazione dei cibi, siamo stati costretti ad utilizzare piatti specifici che hanno un costo elevato, così abbiamo dovuto ridurre il numero di pasti da poter preparare”.</p>
<p>Come spiega la presiedente Zinno, le ragioni di tale riduzione nel numero di utenti ha radici ulteriori.</p>
<p>“Le persone sono diminuite – chiarisce &#8211; perché per loro la povertà non è solo economica ma anche sociale, molti utenti venivano qui per mangiare in compagnia. Questo luogo, per molti di loro, era diventato anche uno spazio di ritrovo e quindi alcuni non si sono più rivolti a noi. Mangiare insieme non è un fattore solo economico, l’aspetto più importante e quello legato a motivazioni sociali, molti sono soli e cercano in noi compagnia”.</p>
<p>L’attività del Buon Samaritano è delicata e complessa e viene portata vanti da “194 soci tra ordinari, sostenitori e volontari – spiega Saraceno &#8211; che si alternano in turni nei vari servizi, sono molti i pensionati, ci sono anche ragazzi che al momento, però, sono pochi. Vogliamo farci conoscere anche per cercare di coinvolgere i più giovani nelle nostre attività. Il lavoro è quotidiano ed è impegnativo soprattutto da un punto di vista burocratico, siamo tenuti a tenere tutto in ordine, dal momento che riceviamo anche i controlli dei Nas. Per questo motivo formiamo i volontari in maniera adeguata, per far conseguire loro l’attestato necessario allo svolgimento dell’attività”.</p>
<p>E, come spiega Zinno: “noi chiediamo a chi vuole dare una mano di donare cibo e di donare il proprio tempo, le nostre quote sono sufficienti per andare avanti, per noi il costo principale è l’organizzazione e non il cibo”.</p>
<p>Ma per quanto ricca di entusiasmo e capacità una realtà non può certamente contare solo sulle proprie forze, infatti il “Buon Samaritano” intrattiene rapporti proficui con altre realtà associative della città.</p>
<p>“Abbiamo contatti frequenti con la Misericordia, che ci ha contattati quando ha avuto del cibo da regalare, tutto quello che entra è ovviamente controllato. Riceviamo anche donazioni di privati, lo scorso Natale, ad esempio, le scuole di Augusta hanno realizzato una raccolta alimentare, il cui esito è stato molto ricco, tanto da consentirci di regalare cibi di vario tipo ad altre associazioni. Augusta risponde quando bussi e ti proponi”.</p>
<p>“Quando ci siamo rivolti a imprenditori locali, ristoranti, panifici, supermercati per farci aiutare &#8211; aggiunge Zinno &#8211; chiedendo merce e mai soldi, abbiamo trovato piena disponibilità. Tutti hanno detto di sì e la cosa è stata molto gratificante”.</p>
<p>La disamina degli obiettivi che l’associazione si prefigge di affrontare è affidata alle parole della presidentessa Zinno, secondo la quale sarebbe importante “riprendere come prima con l’apertura della mensa in presenza, vorremmo anche aiutare in altro modo, rispondendo ad altri problemi qualora avessimo ulteriori risorse. Nel prossimo giugno vorremmo organizzare la giornata del Buon Samaritano con una cena sociale in piazza Duomo, per far conoscere meglio l’associazione, cosa facciamo e come lo facciamo”.</p>
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		<title>GLI ISPETTORI AMBIENTALI COMUNALI: un&#8217;attività utile o un servizio di cui nessuno si è accorto?</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2021/07/08/gli-ispettori-ambientali-comunali-unattivita-utile-o-un-servizio-di-cui-nessuno-si-e-accorto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Duccio Di Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2021 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Precariato]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Ispettori ambientali]]></category>
		<category><![CDATA[servizi comunali]]></category>
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					<description><![CDATA[Il servizio degli ispettori ambientali è stato istituito e approvato nel dicembre 2015, quand’era assessore l’avvocato Salvatore Piccione, ma è diventato operativo solo nel settembre del 2017: 47 i volontari che affiancano la Polizia Municipale nel controllo su quanto attiene al decoro urbano e al rispetto di norme e divieti. Il Regolamento per l’istituzione della &#8230;]]></description>
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<div data-canvas-width="604.4320000000002">Il servizio degli ispettori ambientali è stato istituito e approvato nel dicembre 2015, quand’era</div>
<div data-canvas-width="637.7280000000001">assessore l’avvocato Salvatore Piccione, ma è diventato operativo solo nel settembre del 2017: 47 i</div>
<div data-canvas-width="635.6479999999999">volontari che affiancano la Polizia Municipale nel controllo su quanto attiene al decoro urbano e al</div>
<div data-canvas-width="169.136">rispetto di norme e divieti.</div>
<div data-canvas-width="585.7279999999998">Il Regolamento per l’istituzione della figura di “Ispettore ambientale comunale volontario”</div>
<div data-canvas-width="641.2">predisposto dall’avvocato Pierpaolo Coppa, allora assessore all’ambiente, e dal dirigente del settore,</div>
<div data-canvas-width="597.76">Rosaria Garufi, prevede mansioni relative alla prevenzione, vigilanza e controllo del corretto</div>
<div data-canvas-width="567.104">conferimento, della gestione, raccolta e smaltimento dei rifiuti, nonché del rispetto delle</div>
<div data-canvas-width="584.0479999999998">disposizioni in tema di igiene e decoro urbano. “Si tratta – diceva la Garufi &#8211; di un servizio</div>
<div data-canvas-width="581.9679999999998">volontario non retribuito e che non darà luogo ad alcun rapporto di dipendenza con l’Ente,</div>
<div data-canvas-width="599.2319999999999">organizzato e disciplinato dal Comune che si avvarrà prioritariamente della collaborazione di</div>
<div data-canvas-width="617.7599999999999">associazioni ambientalistiche di volontariato. Ma l’attività potrà essere svolta anche da privati. I</div>
<div data-canvas-width="198.064">soggetti interessati, comunque,</div>
<div data-canvas-width="404.12800000000016">dovranno conseguire un attestato di idoneità all’esercizio delle</div>
<div data-canvas-width="641.7439999999999">relative funzioni rilasciato da una apposita Commissione comunale, oppure conseguito attraverso la</div>
<div data-canvas-width="601.8239999999998">partecipazione a uno specifico corso di formazione, o da decreto di guardia giurata volontaria</div>
<div data-canvas-width="631.04">rilasciato dalla Prefettura. Il Comune potrà riconoscere all’Ispettore ambientale un rimborso spese</div>
<div data-canvas-width="639.4399999999998">forfettario. Nell’ambito della sua attività – concludeva la Garufi &#8211; l’Ispettore ambientale comunale è</div>
<div data-canvas-width="634.512">abilitato all’accertamento delle violazioni amministrative in materia di igiene e decoro ambientale,</div>
<div data-canvas-width="593.376">così come regolate dalle leggi e regolamenti, ed assume le funzioni di incaricato di pubblico</div>
<div data-canvas-width="564.1119999999999">servizio”. Un potere solo di accertamento quindi, non di contestazione o sanzionatorio.</div>
<div data-canvas-width="623.888">L’assessore Andrea Buccheri, da noi contattato, ci ha assicurato che gli Ispettori Ambientali sono</div>
<div data-canvas-width="641.2319999999999">operativi e che le uniche interruzioni sono state acuite dall’attuale pandemia che si protrae ormai da</div>
<div data-canvas-width="627.2320000000001">oltre un anno. Dei primi Ispettori Ambientali sono ancora attivi in 15 ma, dopo un nuovo corso di</div>
<div data-canvas-width="632.048">formazione, altri 45 espletano da quest’anno le importanti funzioni. Abbiamo così incontrato Aldo</div>
<div data-canvas-width="619.6479999999999">Serrentino, 60 anni, del primo gruppo e a Ernesto Corallo, da poco ispettore ambientale, che si è</div>
<div data-canvas-width="570.144">limitato a rispondere: “Tutte le sue domande e i suoi dubbi hanno risposta all’interno del</div>
<div data-canvas-width="630.7039999999998">regolamento ispettori scaricabile dal sito del Comune di Siracusa allegato per pronta evidenza che</div>
<div data-canvas-width="389.03999999999996">risulta la bibbia per noi ispettori: dal ruolo alla volontarietà”.</div>
<div data-canvas-width="340.41600000000005">Ispettore Serrentino, ci racconti la sua esperienza.</div>
<div data-canvas-width="641.76">Sono qualificato come Tecnico Superiore per lo smaltimento dei rifiuti ed ho operato per circa dieci</div>
<div data-canvas-width="640.2239999999999">anni, fino al 31 dicembre scorso, presso un&#8217;azienda che svolge il servizio di igiene urbana in uno dei</div>
<div data-canvas-width="632.4480000000001">comune siracusani. In questi tre anni mi sono dedicato con impegno a questa attività di controllo e</div>
<div data-canvas-width="388.2080000000001">prevenzione e spero proprio di aver dato un buon contributo.</div>
<div data-canvas-width="451.328">Quanti sono i volontari come lei? Quanti lavorano effettivamente?</div>
<div data-canvas-width="622.9759999999999">Tra vecchi e nuovi dovremmo essere 80/90 ma buona parte dei primi sono scomparsi (si pensava</div>
<div data-canvas-width="639.1359999999997">che entrassero da effettivi, ma con certezza non ne sappiamo nulla). Adesso saremo una decina più i</div>
<div data-canvas-width="641.2959999999999">45 che hanno iniziato ora ma credo, è una mia personale opinione, che presto la metà di loro passerà</div>
<div data-canvas-width="641.2960000000002">ad altri obiettivi. Credo che quelli veramente interessati allo svolgimento di questi servizi non siano</div>
<div data-canvas-width="123.03999999999999">più di una ventina.</div>
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</div>
</div>
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<div data-canvas-width="233.184">In cosa consiste il rimborso spese?</div>
<div data-canvas-width="640.8159999999999">Nel passato, e cioè a quelli del primo gruppo, si è trattato di buoni spesa da parte di Tekra: un buono</div>
<div data-canvas-width="629.5840000000002">ad ogni uscita. Non esiste nessun’altra forma di retribuzione: in tre anni e solo nell&#8217;ultimo periodo</div>
<div data-canvas-width="523.68">tra il 2019 ed il 2020 abbiamo ricevuto in totale una media di 100 euro pro capite.</div>
<div data-canvas-width="366.592">Quale attività svolgete al mercato di piazza Sgarlata?</div>
<div data-canvas-width="633.3119999999999">Cerchiamo di abituare i venditori a non abbandonare imballi e altro materiale riciclabile in giro tra</div>
<div data-canvas-width="635.4399999999997">gli stand. Poi controlliamo l&#8217;esecuzione del servizio di pulizia di tutta l&#8217;aria fiera da parte dei mezzi</div>
<div data-canvas-width="608.5440000000001">della Tekra, controllando inoltre il traffico di auto e moto dei cittadini, cercando di evitare così</div>
<div data-canvas-width="122.49599999999998">eventuali incidenti.</div>
<div data-canvas-width="533.8559999999999">E quando il mercato non c&#8217;è? Avete contatti con le persone? Come reagiscono?</div>
<div data-canvas-width="617.376">In passato abbiamo anche svolto un servizio di informazione con i singoli cittadini o presso vari</div>
<div data-canvas-width="641.9680000000001">condomini, aiutandoli a capire come gestire i carrellati nell&#8217;uso e negli orari di conferimento. Anche</div>
<div data-canvas-width="629.7760000000001">i contatti casuali con la gente hanno avuto esiti positivi, perché molti ignorano anche le regole più</div>
<div data-canvas-width="584">elementari da eseguire per lo smaltimento dei rifiuti e sono sicuro che continuerà ad essere</div>
<div data-canvas-width="642.1919999999998">importante la continua informazione che diamo loro poiché non è facile, per esempio, da parte delle</div>
<div data-canvas-width="589.0719999999999">persone comuni conoscere quale sia la plastica che va differenziata o no. Ma anche per altri</div>
<div data-canvas-width="634.1439999999998">materiali rileviamo parecchia confusione per ciò che va al riciclo per esempio, o in discarica. Oggi</div>
<div data-canvas-width="621.2479999999999">si è arrivati ad avere trenta diverse categorie di rifiuti riciclabili ma questo è ancora un traguardo</div>
<div data-canvas-width="608.5440000000001">troppo pretenzioso per molti comuni, soprattutto qui nel Sud. Quindi ritengo che questo nostro</div>
<div data-canvas-width="640">servizio sia, oltre che utile, importante perché agiamo solamente per puro amore verso l’ambiente e</div>
<div data-canvas-width="128.752">verso la nostra città.</div>
<div data-canvas-width="207.872">Sa se esiste lo stesso servizio in</div>
<div data-canvas-width="73.72799999999998">altre città?</div>
<div data-canvas-width="633.7439999999999">So per certo che in altre città sono in essere servizi simili o anche più ampi, con un rimborso spese</div>
<div data-canvas-width="307.3760000000001">più consono rispetto a quello riconosciuto a noi.</div>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;impegno di Lucia Acerra è stato un forte stimolo, soprattutto per i giovani, che dovranno proseguire il percorso di valorizzazione e salvaguardia del nostro immenso patrimonio culturale</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2021/05/13/limpegno-di-lucia-acerra-e-stato-un-forte-stimolo-soprattutto-per-i-giovani-che-dovranno-proseguire-il-percorso-di-valorizzazione-e-salvaguardia-del-nostro-immenso-patrimonio-culturale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Lucia Riccioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 May 2021 16:53:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura generale]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Nostra]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
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					<description><![CDATA[La Bellezza – quella naturale, quella del paesaggio che unisce le suggestioni di acqua terra e cielo alla creatività operosa dell’umano, quella artistica e monumentale – non è dono da sprecarsi o trascurare, men che mai da ritenere scontato. Non ne siamo proprietari ma semmai amministratori, o meglio ancora custodi. Bene lo aveva compreso la &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Bellezza</strong> – quella naturale, quella del paesaggio che unisce le suggestioni di acqua terra e cielo alla creatività operosa dell’umano, quella artistica e monumentale – non è dono da sprecarsi o trascurare, men che mai da ritenere scontato.</p>
<p>Non ne siamo proprietari ma semmai amministratori, o meglio ancora <strong>custodi</strong>.</p>
<p>Bene lo aveva compreso la professoressa <strong>Lucia Acerra,</strong> la cui dipartita ha suscitato il cordoglio unanime di chi ha avuto modo di apprezzarne l’impegno culturale e sociale, oltre al valore umano.</p>
<p><strong>Il sindaco Francesco Italia promette la dedicazione di uno spazio pubblico</strong> a Lucia Acerra per perpetuarne la memoria, mentre il mondo dell’associazionismo socio-culturale e del volontariato ne ricorda l’entusiasmo fattivo e propositivo.</p>
<p>Innumerevoli le battaglie portate avanti da Lucia Acerra, specie negli anni della presidenza di “Italia Nostra”: la riapertura e la fruizione al pubblico delle <strong>Latomie dei Cappuccini</strong> e la loro custodia e valorizzazione, la rinascita di <strong>Villa Reimann</strong> – quanta vicinanza tra Lucia e Christiane, donne distanti e diverse eppure accomunate dall’amore per Siracusa e le sue bellezze naturali, paesaggistiche e culturali –, le lotte ambientalistiche, il coinvolgimento dei giovani, sempre incoraggiati a studiare e lavorare per i beni culturali, la stesura di libri e articoli per divulgare, studiare, approfondire la storia di Siracusa…</p>
<p>E poi la sua presenza discreta a conferenze, concerti, convegni, mostre: tutto ciò che è cultura suscitava il suo interesse, scevro sempre dal presenzialismo.</p>
<p>Un particolare me la riporta viva alla memoria: un banchetto per la raccolta firme davanti alla facciata della Chiesa del Collegio – gioiello che meriterebbe un serio restauro e una rinnovata fruizione e valorizzazione –, Lucia Acerra gravata dagli anni e da tutto ciò che un sorriso e una compostezza elegante nascondevano, eppure entusiasta e impegnata come una volontaria al suo primo giorno di lavoro.</p>
<p>L’auspicio de “<strong>La Civetta di Minerva</strong>” è che Siracusa, dopo le esequie del <strong>14 pomeriggio alle ore 15.30 presso la Parrocchia</strong> dedicata a Maria SS.ma Madre della Misericordia e dei Pericoli – presso l’amata Latomia dei Cappuccini, la <em>Silva Capucinorum</em> densa di natura, storia e memoria –, non faccia di Lucia Acerra l’ennesimo “santino” di storia aretusea di cui ricordarsi ogni tanto a scarico di coscienza (quanta incuria, quanta ingratitudine verso chi ha speso anni energie tempo denaro in maniera disinteressata, pensando al bene comune e non al proprio tornaconto) ma un esempio luminoso, <strong>un sentiero da seguire, una custode di cui raccogliere il testimone</strong> per consegnare alle nuove generazioni il patrimonio immenso che abbiamo ereditato.</p>
<p>Concludiamo proprio con le sue parole, scritte il 7 aprile scorso, che suonano quasi come un testamento spirituale:</p>
<p>“Siamo sempre più convinti che la grandezza di un popolo si misura dal grado della sua cultura che è la risultante dalla sua storia e dell’importanza che ha rivestito in campo culturale attraverso i secoli. È questo l’elemento distintivo della nostra città che con le sue straordinarie testimonianze storico-artistiche continua ad illuminarci il percorso di conoscenza della sua grandezza.</p>
<p>Ci auguriamo che queste considerazioni siano condivise da quanti amano Siracusa e rappresentino un forte stimolo, soprattutto per i giovani, che dovranno proseguire il percorso di valorizzazione e salvaguardia del nostro immenso patrimonio culturale che la natura e la storia ci hanno tramandato ma che attualmente non sono adeguatamente tutelate da chi dovrebbe”.</p>
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		<title>Nostra intervista a Cristina Aripoli, neo Portavoce del Forum Terzo Settore &#8211; “Con l&#8217;emanazione delle Linee guida per i rapporti con la Pubblica Amministrazione, si è fatto un passaggio fondamentale per la valorizzazione del Terzo Settore. Si declinano infatti con esso i percorsi amministrativi che la PP.AA. dovrà seguire per rendere operative le attività di co-programmazione e co-progettazione, gli strumenti di accreditamento e le relative convenzioni.</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2021/04/13/nostra-intervista-a-cristina-aripoli-neo-portavoce-del-forum-terzo-settore-con-lemanazione-delle-linee-guida-per-i-rapporti-con-la-pubblica-amministrazione-si-e-fatto-un-passaggio-fonda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aldo Castello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Apr 2021 16:23:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disabilità sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Solidale]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[associazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Cristina Aripoli, di recente eletta (settembre 2020) Portavoce del Forum Provinciale del Terzo Settore,  in questa intervista ci parla della sua organizzazione e dei problemi causati dalla pandemia. Cristina cosa fa di preciso il FTS? Il Forum del Terzo Settore ha come obiettivo principale la valorizzazione delle attività che gli Enti del Privato Sociale svolgono &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cristina Aripoli</strong>, di recente eletta (settembre 2020) Portavoce del Forum Provinciale del Terzo Settore,  in questa intervista ci parla della sua organizzazione e dei problemi causati dalla pandemia. Cristina cosa fa di preciso il FTS?</p>
<p><em>Il <strong>Forum del Terzo Settore</strong> ha come obiettivo principale la valorizzazione delle attività che gli Enti del Privato Sociale svolgono sul territorio per <strong>migliorare</strong> <strong>la qualità della vita della Comunità</strong>, attraverso percorsi, anche innovativi, basati su equità, giustizia sociale, sussidiarietà e sviluppo sostenibile. I principali compiti del Forum sono: la rappresentanza sociale e politica nei confronti delle Istituzioni; il Coordinamento e il sostegno alle reti del terzo settore; la Comunicazione di valori, progetti e istanze delle realtà organizzate del Terzo Settore.</em></p>
<p>La pandemia sta condizionando le attività?</p>
<p><em>Si, senza dubbio la pandemia sta mettendo a dura prova anche il Terzo Settore e sta condizionando le attività a <strong>discapito anche di servizi prioritari per la vita delle persone</strong>. La pandemia però è anche luce e rinascita, se pensiamo alle opportunità economiche che sta mettendo e si metteranno in campo. Ma è chiaro per i territori che non dovranno sprecare questa opportunità, cambiando passo e approccio. Se si pensa che in passato non siamo stati bravi a progettare e nemmeno a spendere le risorse che arrivano,  tutto rischia di rimanere utopia.</em></p>
<p>Quali criticità maggiori si riscontrano?</p>
<p><em>Se parliamo di criticità non finiamo più di elencarle. È bene evidenziare che il mondo del Privato Sociale nonostante le sedi chiuse, nonostante le privazioni di supporto da parte del governo e delle istituzioni locali non può permettersi il lusso di fermarsi. <strong>Molte persone dipendono dalle nostre strutture </strong>e questo non dovrebbe essere scontato. Ad oggi la criticità più forte è la mancanza di dialogo costruttivo con le istituzioni, con l’Ente Locale. Oggi diamo colpa alla pandemia ma se solo riuscissimo a comprendere quante risorse potremmo ricavare attraverso una attenta programmazione e un dialogo costante tra Terzo Settore e istituzioni già avremmo risolto parecchi problemi. Si parla spesso di emergenza ma non si può continuare a lavorare mantenendo questa idea. <strong>Il benessere delle persone deve essere garantito sempre</strong> e ci sono delle situazioni che vengono gestite come emergenze ma in realtà tali non sono perché persistono da anni.</em></p>
<p>Quali  i settori più interessati?</p>
<p><em>Ritengo che non ci sia un settore più interessato rispetto ad un altro: tutti i settori meritano uguale attenzione. Mi piace sottolineare che il nostro interesse è il benessere ed il miglioramento della qualità di vita delle Persone (e non solo). Per Persona intendo senza alcuna categoria (disabilità, minori, anziani, immigrati ecc); mi piace lavorare senza incasellare l’essere umano in nessuna categoria. <strong>La nostra cura è la Persona, l’ambiente, la cultura, la socializzazione, l’istruzione e tutto ciò che può essere opportunità di miglioramento della qualità della vita di tutti noi, nessuno escluso.</strong></em></p>
<p>Al FTS viene riconosciuto un ruolo, riuscite ad incidere nella programmazione/gestione dei progetti?</p>
<p><em>Il Forum del T. S. nazionale sta investendo molto per migliorare la capacità di collaborazione tra i due mondi e far si che si comprenda che entrambi siamo parte attiva di un unico mondo. Anche noi (a livello locale, chiaramente) ci stiamo muovendo per fare comprendere che <strong>“quelli del privato sociale non sono gli utili idioti da utilizzare per le emergenze” </strong>o gli inopportuni questuanti verso cui nutrire sospetti, bensì siamo gli interlocutori con i quali programmare e progettare insieme. Ci sono molte Regioni e Provincie in cui questo traguardo è stato da tempo raggiunto ed attuato. <strong>Ancora per questo salto di qualità a Siracusa bisogna fare molta strada. </strong></em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-20215" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/04/cristina-aripoli-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/04/cristina-aripoli-300x215.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/04/cristina-aripoli-1024x733.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/04/cristina-aripoli-768x550.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/04/cristina-aripoli-1536x1099.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/04/cristina-aripoli.jpg 1959w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>A Siracusa in quali ambiti siete più presenti ed incisivi e in quali invece c’è una carenza di rappresentanza e collaborazione?</p>
<p><em>Esistono diverse reti di collaborazione tra enti del terzo settore; Siracusa gode di una rete sociale molto attiva ma spesso le reti non hanno un coordinamento strutturato e sufficientemente competente. L’apertura con le istituzioni o meglio con alcuni ambiti, si ha a singhiozzi e in situazioni di continua emergenza. <strong>Tra le istituzioni e le parti sociali non c’è un coordinamento costante e condiviso.</strong> Il nostro mondo e le nostre strutture sono spesso percepite come tappa buchi di emergenze che in realtà esistono a prescindere dalla pandemia. Ritengo invece che il Terzo Settore debba essere considerato un interlocutore alla pari, solo così voleremo insieme in alto e riusciremo a raggiungere obiettivi importanti per il nostro territorio. </em></p>
<p>Attualmente dove avete concentrato la vostra presenza?</p>
<p><em>Gli enti del terzo settore sono costantemente impegnati in attività di supporto alle politiche sociali, educative, sanitarie e ambientali prima e durante la pandemia. <strong>Al momento il Forum si sta impegnando con la formazione (che permette di fare acquisire competenze sia agli enti del T. S. che alle istituzioni)</strong> il rafforzamento delle reti delle nostre realtà e stiamo inoltre lavorando sul dialogo costante con la Pubblica Amministrazione, non con poche difficoltà, purtroppo. Da poco <strong>sono uscite le “Linee guida per i rapporti con la Pubblica Amministrazione”, questo rappresenta un passaggio fondamentale per la valorizzazione del Terzo Settore</strong>. Adesso abbiamo anche un supporto operativo per collaborare al meglio con le istituzioni pubbliche, attraverso tale decreto, infatti, si declinano i percorsi amministrativi che la PP.AA. dovrà seguire per rendere operative le attività di co-programmazione e co-progettazione, gli strumenti di accreditamento e le relative convenzioni. Come si può notare gli strumenti legislativi adesso ci sono, bisogna fare in fretta a metterli in atto specie nel nostro territorio, anche perché non pochi sono <strong>i fondi economici che potrebbero dare risposte concrete al miglioramento di vita delle Comunità, pensando insieme al rispetto e alla tutela dei diritti umani.</strong> Numerosi i fondi (FESR-FSE-FEAD…) che si esplicitano per promuovere e sostenere una omogeneità nella lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Si procede verso un welfare partecipato e non più di assistenzialismo. Ciò prevede acquisizione di competenze, interlocuzione costante con le parti sociali, mappatura dei bisogni del territorio e risposte condivise. <strong>Ci aspettiamo un passo in avanti a partire da questa Amministrazione</strong>.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Sgombero improvviso di lavoratori stagionali accampati &#8211; Dal blitz scenografico alla solidarietà silenziosa ed immediata del volontariato</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2021/03/06/sgombero-improvviso-di-lavoratori-stagionali-accampati-dal-blitz-scenografico-alla-solidarieta-silenziosa-ed-immediata-del-volontariato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Mar 2021 12:10:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Precariato]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Solidale]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Si era detto e si è fatto. “Non saranno permessi occupazioni o campi abusivi” aveva assicurato il sindaco Francesco Italia forse spinto dalla necessità di “tener buoni” i dissidenti di Cassibile, quelli che non vogliono il campo per gli stagionali che la Prefettura, in collaborazione con il Comune, sta realizzando in contrada Palazzo, e &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Si era detto e si è fatto. “<strong>Non saranno permessi occupazioni o campi abusivi</strong>” aveva assicurato il sindaco Francesco Italia forse spinto dalla necessità di “tener buoni” i dissidenti di Cassibile, quelli che non vogliono il campo per gli stagionali che la Prefettura, in collaborazione con il Comune, sta realizzando in contrada Palazzo, e che però non offrono soluzioni realmente efficaci al problema di chi quest’anno lavorerà nei campi.</p>
<p>Il blitz è stato “imponente” (e “giustificato” da misure di pubblica sicurezza: il rischio di crolli nel fatiscente fabbricato occupato): Polizia Municipale, Carabinieri, Guardia di Finanza, affinché il messaggio fosse chiaro: le Istituzioni stanno dalla parte di chi a Cassibile vuole <strong>ordine, a qualsiasi costo.</strong></p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-19946 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/03/cassibile-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/03/cassibile-225x300.jpg 225w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/03/cassibile.jpg 720w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p>Anche la Tekra è stata chiamata in campo per sgomberare, insieme alle persone, nello stesso modo, le povere masserie: pentolini, materassi, coperte. Nessuna risposta invece all’alternativa da dare ai ventisette “lavoratori”: come se si potessero volatilizzare, come se non fosse normale poi vederli accoccolati in qualche angolo o sotto un albero <strong>a proteggersi dal freddo e dalla pioggia lontano dalla vista della gente “perbene”.</strong></p>
<p>Ma Siracusa ha forze eccezionali nel suo seno: è partita immediatamente la gara alla solidarietà, la corsa a trovare un ricovero per la notte e a mobilitare tutti, ad attivare i canali della “fratellanza”, in prima fila, le associazioni di sempre, il terzo settore, la Cgil.</p>
<p>E la soluzione, certo provvisoria, si è trovata, sempre grazie alla disponibilità silenziosa di chi è pronto quando arriva la richiesta di aiuto e che ha messo a disposizione per qualche giorno la propria struttura ricettiva.</p>
<p><em>Sono arrivati in forze, ieri mattina, alle h.5,30 – racconta <strong>Simona Cascio dell’Arci</strong> -. Pare che la segnalazione sia partita dal curatore delle proprietà del marchese di Cassibile per il timore che l’eventuale distacco di intonaci o altro potesse procurare danni agli occupanti “abusivi” delle case. Non voglio metterlo in dubbio ma non posso non pensare che, a rendere necessario lo sgombero, non sia stato anche il clima sociale arroventato di questi giorni, la forte pressione esercitata dal “<strong>Comitato del No</strong>” al campo per i lavoratori stagionali che è in fase di allestimento in quella zona. Ma altri residenti di Cassibile ieri erano lì con noi, a cercare di trovare una soluzione  sollecita a chi era in difficoltà. È importante dirlo: <strong>non è l’intera frazione di Cassibile a schierarsi contro</strong>. E non mi indigna il blitz, piuttosto che non si sia pensato alle conseguenze immediate, all’alternativa, a un Piano B. Come se fosse impossibile trovare un ricovero provvisorio e temporaneo a soli 27 uomini. Hanno murato le aperture e la polizia municipale è rimasta a controllare che non rientrassero da altre parti. Sono stati persino privati delle povere cose che avevano messo insieme. Sono rimasti improvvisamente senza niente</em>.</p>
<p><strong>Chi sono questi lavoratori, da dove vengono?</strong></p>
<p><em>Tre di loro sono molto giovani e sono stati ospitati da un amico a Siracusa, gli altri hanno un’età media tra i 35/40 anni. <strong>Tutti con regolare permesso di soggiorno</strong>, rifugiati politici, solo alcuni ancora in attesa di risposta alla loro richiesta di asilo politico. <strong>Da anni vengono qui a lavorare</strong> ma ancora non hanno il contratto perché stanno aspettando di essere chiamati dalla prossima settimana. Sbattuti fuori, hanno chiesto infatti ai possibili e futuri datori di lavoro di provvedere alla loro ospitalità e la risposta è stata che … cercheranno di fare qualcosa. E nel frattempo?</em></p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-19947 alignright" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/03/cassibile3-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/03/cassibile3-225x300.jpg 225w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/03/cassibile3.jpg 720w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p><strong>Come vi siete organizzati per aiutarli? Come è partita la mobilitazione, chi ha risposto?</strong></p>
<p><em>Il terzo settore, le associazioni di sempre, la Cgil. <strong>Un passa parola in varie chat e si è formata una carovana di macchine che li ha prelevati dalla strada</strong> al freddo e sotto la pioggia e li ha accompagnati nella struttura messa a disposizione per qualche giorno da un generoso amico, ma rimango allibita dalla disumanità con cui si è agito. Era dovere del sindaco pensare a una soluzione alternativa. Era tutto organizzato alla perfezione, anche la Tekra è stata chiamata per portar via immediatamente i “rifiuti”. Si sarebbe potuto allestire una tenda della Protezione Civile, o requisire qualche locale libero. I lavoratori, le persone, non possono essere usati come arma di pressione nei confronti di chi non vuole affrontare la questione: gli altri Comuni, le aziende agricole, la stessa Prefettura. <strong>Non si può essere forti con i deboli</strong>. La Caritas, che è stata chiamata in aiuto, avrebbe potuto mettere a disposizione proprie strutture, invece di proporre soltanto due, tre posti letto. Ma <strong>noi ci aspettiamo una Chiesa dalle porte aperte!</strong> Com’è possibile tanta indifferenza, tanta disumanità? <strong>Francesco Italia si è indignato contro Salvini che bloccava i migranti sulle navi, ma qui non è successa la stessa cosa?</strong> Qual è la differenza sostanziale? Adesso dobbiamo cercare delle soluzioni. Pensiamo a un’ospitalità diffusa, vicino ai luoghi di lavoro, ma non è facile, e chi ha strutture alberghiere pare non sia ben disposto. Vedremo se e come interverranno le istituzioni.</em></p>
<p>Queste le dichiarazioni di Simona Cascio, alquanto rammaricata e turbata. Nel frattempo a noi è sembrato doveroso  chiedere delucidazioni al sindaco Francesco Italia, di cui pubblichiamo separata intervista.</p>
<p>(<em>foto di Baldassare Cuda</em>)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Finita l’emergenza, cosa ne sarà di quanti improvvisamente hanno avuto un volto,  una storia da raccontare: storie di povertà, di sopravvivenza, di sfruttamento?</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2020/05/19/finita-lemergenza-cosa-ne-sara-di-quanti-improvvisamente-hanno-avuto-un-volto-una-storia-da-raccontare-storie-di-poverta-di-sopravvivenza-di-sfruttamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2020 16:55:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Solidale]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[benestanti]]></category>
		<category><![CDATA[associazione astrea]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[Borgata]]></category>
		<category><![CDATA[Arci]]></category>
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					<description><![CDATA[Finita l’emergenza Covid, o, più probabilmente, entrati nella normalità della convivenza &#8211; per chissà quanto tempo &#8211; con un corona virus su cui, dopo mesi, regna ancora molta confusione tra gli stessi virologi, c’è un obiettivo che riteniamo prioritario. Se fossimo davvero una comunità, una civitas, tenuta insieme da reali sentimenti di solidarietà e rispetto &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Finita l’emergenza Covid, o, più probabilmente, entrati nella normalità della convivenza &#8211; per chissà quanto tempo &#8211; con un corona virus su cui, dopo mesi, regna ancora molta confusione tra gli stessi virologi, c’è un obiettivo che riteniamo prioritario.<br />
Se fossimo davvero una comunità, una civitas, tenuta insieme da reali sentimenti di solidarietà e rispetto reciproco, tutti convinti che il progresso del terzo millennio non possa definirsi se non nel cammino di tutti verso (almeno) le condizioni minime di benessere, dovremmo ripartire dall’analisi delle tante, differenziate, situazioni sia di povertà che di lavoro sommerso fin qui venute alla luce.<br />
Quante le persone, le famiglie, che non hanno avuto alcun accesso a quel po’ (perché di molto poco si tratta) di sostegno offerto dallo Stato per il tramite dei Comuni per fronteggiare la sospensione della vita di questi 68 giorni, e di quelli che verranno? Che non sono mai state prese in carico dai servizi sociali del Comune? Quanti i senza fissa dimora anche tra i nostri connazionali, i richiedenti asilo, gli stranieri irregolari? È il popolo degli esclusi, degli invisibili che se sono sopravvissuti, se non si sono trasformati in predatori notturni “per necessità”, è solo perché si è messa in moto, come sempre, come ogni volta accade nelle situazioni più disperate, la macchina del volontariato.<br />
“Una lezione di vita anche per noi, per noi che crediamo, forse con celata supponenza, di fare già tanto, di esserci per chi ha bisogno. E che invece solo oggi ci rendiamo conto di quanto sfugge della realtà cittadina anche a chi, nel mondo dei sommersi, opera da sempre &#8211; riflette Simona Cascio dell’Arci di Siracusa, tra i consiglieri comunali “ibernati” &#8211; Non potremo tornare alla nostra attività se prima non ci interrogheremo su quanto ampia e variegata sia la platea di chi, giorno per giorno, in ogni modo, e faticosamente, riesce a “guadagnare” quel tanto che serva per una sussistenza al minimo dei bisogni. Ma non ci sono unicamente i poveri che proprio non avrebbero potuto sopravvivere con il solo aiuto “istituzionale”, né quelli che vivevano con attività in nero venute meno con il lockdown; l’Associazione Astrea ha assistito in questo periodo almeno 500 famiglie non abbienti.<br />
Noi dell’Arci abbiamo deciso di collaborare con loro perché ci lega una vicinanza non solo fisica, visto che noi ci troviamo al civico 20 e loro al 16 di piazza Santa Lucia. E proprio partendo dal quartiere Borgata siamo arrivati a tutta la città. Insieme a noi hanno collaborato le Associazioni Zuimama, Arciragazzi e Stonewall, fornendo contatti di famiglie e singoli in difficoltà e dando una mano nella ricerca dei fornitori.<br />
Ci sono anche quelli privi di un qualsiasi documento di identità, quelli senza residenza, domiciliati là dove capita, le vittime del Decreto Salvini, interi gruppi etnici non rispettati nella loro dignità di esseri umani, titolari dei nostri stessi diritti, oggi considerati forse solo per il ruolo che hanno nella società nell’assistenza agli anziani o ai disabili, alle famiglie, in quei lavori anche essenziali che altri rifiutano. Per questi innominati, che non hanno potuto usufruire di bonus e ammortizzatori sociali, al bisogno si è aggiunta la paura dovuta all’impossibilità di uscire “all’aperto”, di essere riconosciuti; la difficoltà di ricevere aiuti senza che si chiedesse loro chi fossero, da dove venissero. Non si potrà continuare a far finta che non esistano, come abbiamo fatto finora.<br />
Così come non si potrà prendere atto che il lavoro nero, quello sottopagato, nei più diversi settori, è una piaga che ha ramificate, e radicate, connivenze che vanno stanate, abbattute. E voglio dire un’altra cosa che mi ha colpito, che resterà dentro questa esperienza incredibile: la generosità, e onestà, degli “ultimi”. Di chi, destinatario di un pacco-spesa, lo ha rifiutato per l’arrivo di un altro sostegno chiedendo di portarlo a chi ne avesse bisogno, o di chi ha diviso con altri il poco che gli era stato dato”.<br />
Cosa ne sarà di questi nomi che improvvisamente hanno avuto un volto, una storia da raccontare: la loro storia di sfruttamento? Quando torneremo alla “normalità”, cosa ne sarà degli elenchi della povertà di ogni Comune, di quelli fatti da ogni singola associazione di volontariato?<br />
Quanto emerso in questi giorni, in cui i “benestanti” si sono invece chiusi (necessariamente, certo!) nelle proprie case, dovrà essere materiale di studio, di analisi. Capire quali e quante siano le situazioni di difficoltà economica nelle nostre comunità; quali siano i settori produttivi in cui, più che in altri, vige la regola della paga “nominale”; individuare le etnie che popolano le nostre città per attivare un effettivo percorso di integrazione.<br />
Si tratta di rivedere radicalmente la nostra idea di comunità, di sviluppo, di benessere.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Nel carcere di Augusta corso per prevenire i suicidi</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2017/12/08/nel-carcere-di-augusta-corso-per-prevenire-i-suicidi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Gelardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Dec 2017 18:35:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Civetta in gabbia]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione del suicidio]]></category>
		<category><![CDATA[carcere di Augusta]]></category>
		<category><![CDATA[cogliere i segnali]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
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					<description><![CDATA[Circa trecento operatori (polizia penitenziaria, educatori, psicologi, psichiatri, volontari) imparano a saper cogliere i segnali premonitori e predisporre gli interventi &#160; La Civetta di Minerva, 1 dicembre 2017 Sono partiti mercoled&#236; scorso e sono&#160; proseguiti&#160; in questa settimana presso il carcere di Augusta i corsi interprofessionali sulla prevenzione del suicidio. I corsi sono tenuti dal &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><em><span style="background: white; margin: 0px; color: #333333; font-size: 12.5pt;">Circa trecento operatori (polizia penitenziaria, educatori, psicologi, psichiatri, volontari) imparano a saper cogliere i segnali premonitori e predisporre gli interventi</span></em></strong></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;">&nbsp;</p>
<p>  <span id="more-10109"></span>  </p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="background: white; margin: 0px; color: #333333; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La Civetta di Minerva, 1 dicembre 2017</span></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="background: white; margin: 0px; color: #333333; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Sono partiti mercoled&igrave; scorso e sono<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>proseguiti<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>in questa settimana presso il carcere di Augusta i <strong>corsi interprofessionali sulla prevenzione del suicidio</strong>. I corsi sono tenuti dal Dipartimento salute mentale di Augusta e Lentini, in collaborazione con l&#8217;&eacute;quipe pedagogica e la direzione del carcere, e sono rivolti a personale di polizia penitenziaria, educatori, psicologi e volontari. Quest&#8217;ultima presenza &egrave; indicativa dell&#8217;enorme contributo che il volontariato, fortemente presente presso la casa di reclusione d&agrave; nel sostegno ai detenuti. L&#8217;opera del DSM &egrave; inserita nell&#8217;ambito del transito all&rsquo;ASP della gestione del servizio sanitario, prima curato con proprio personale dall&#8217;amministrazione penitenziaria e passato al servizio sanitario nazionale in Sicilia, ultima fra le regioni, nel 2015. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="background: white; margin: 0px; color: #333333; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Sulla gestione generale devo sospendere il giudizio, come in&nbsp; ogni transizione vanno rinnovati prassi, organigrammi, discipline di dettaglio, va creata una cultura del servizio. Pi&ugrave; in l&agrave; vedremo, siamo in mezzo al guado, e tuttavia <strong>il servizio di salute mentale rappresenta in questo passaggio un punto di forza </strong>e ci&ograve; ha consentito di programmare l&#8217;avvio di una formazione che coinvolger&agrave; circa trecento operatori della casa di reclusione. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="background: white; margin: 0px; color: #333333; font-size: 12.5pt;">La persona detenuta rappresenta una categoria ad alto rischio per due fattori</span></strong></span><span style="background: white; margin: 0px; color: #333333; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">: il primo perch&eacute; negli istituti di pena si concentrano gruppi vulnerabili che sono tradizionalmente, in base alla letteratura sull&#8217;argomento, considerati pi&ugrave; a rischio: giovani maschi o anziani, persone con disturbi mentali, persone socialmente isolate, con problemi di abuso di sostanze, che hanno commesso reati ad alto indice di violenza, persone che hanno gi&agrave; tentato il suicidio. D&#8217;altra parte, come si dice, il carcere e&#8217; il luogo dove la societ&agrave; manda i suoi problemi irrisolti. Su tutte queste situazioni agisce l&#8217;impatto con il carcere e gli eventi successivi: la difficile gestione delle relazioni con familiari e conviventi, gli eventi quali separazioni, lutti, malattie; la notizia di un atto giuridico inaspettato come un nuovo titolo di reato, o un&rsquo;altra condanna; rigetto di una istanza di scarcerazione o di permesso premio; inattivit&agrave;. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="background: white; margin: 0px; color: #333333; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">E&#8217; evidente da ci&ograve; l&#8217;</span></span></strong><strong><span style="margin: 0px; color: #333333; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">import</span><span style="background: white; margin: 0px;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">anza </span>della preparazione del personale</span></span></strong><span style="background: white; margin: 0px; color: #333333; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, che presenta a sua volta una specifica esposizione e si determinano due poli opposti del problema: la necessit&agrave; di osservare in continuazione per cogliere i possibili segnali premonitori del suicidio, e la&nbsp; tendenza, in contesti caratterizzati da una continua emergenza, a creare un vero e proprio isolamento emotivo, chiamato interessamento distaccato. Secondo studi sulla materia si pu&ograve; cos&igrave; determinare una tendenza alla sottovalutazione del rischio, dovuta alla tendenza dell&#8217;operatore a proteggersi dalla opprimente sensazione di emergenza continua e dalla sensazione di impotenza dovuta alla inadeguatezza dei mezzi a disposizione rispetto alla enormit&agrave; del dolore presente. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="background: white; margin: 0px; color: #333333; font-size: 12.5pt;">Come fare ad affrontare questa inerzia e vigilare continuamente per cogliere i segnali?</span></strong></span><span style="background: white; margin: 0px; color: #333333; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> E siamo solo alla prima fase, perch&eacute; poi occorre passare alla predisposizione degli interventi. Quali segnali cogliere, come scambiare informazioni, come intervenire, sono i temi oggetto della due giorni di formazione che ogni gruppo di operatori avr&agrave; a disposizione. Sar&agrave;, come ho avuto modo di dire a conclusione del primo gruppo, anche, soprattutto, uno scambio fra chi detiene un sapere specialistico, psicologi e psichiatri, e chi si trova in posizione privilegiata per cogliere i segni, ha una esperienza specifica, ha elaborato nella vita professionale degli strumenti di aiuto. E, quindi, gli educatori, la cui attivit&agrave; principale &egrave; l&#8217;ascolto, i volontari con i quali, non rappresentando l&#8217;istituzione, nei cui confronti spesso c&#8217;e&#8217; da parte dei detenuti un atteggiamento di diffidenza strumentale, spesso chi vive la detenzione si esprime pi&ugrave; liberamente. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="background: white; margin: 0px; color: #333333; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">E la polizia penitenziaria, il front line che vive 24 ore su 24 l&#8217;ambiente detentivo</span></strong><span style="background: white; margin: 0px; color: #333333; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">. In proposito,&nbsp; mi &egrave; capitato. nel corso degli incontri mensili dell&#8217;equipe interdisciplinare, di ascoltare gli interventi di quelli che considero veri e propri maestri, capaci di cogliere le pi&ugrave; piccole sfumature nel quotidiano e di dire la parola giusta. Un po&#8217; dote di natura, un po&#8217; mestiere acquisito nel corso dei pomeriggi, le sere,&nbsp; le notti, quando dentro il carcere scende il silenzio e le persone rimangono sole e si mettono a nudo. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="background: white; margin: 0px; color: #333333; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Per concludere questo brevissimo accenno a un tema sterminato, aggiungo che secondo l&#8217;OMS (organizzazione mondiale della sanit&agrave;) il rischio suicidario &egrave; un rischio ambientale. Anche per questo <strong>lavoriamo da tempo nel carcere di Augusta per creare un ambiente meno grigio possibile</strong>, un luogo frequentato, dove la presenza di persone esterne, studenti, volontari, scrittori, attori, sia non occasionale, ma sia la normalit&agrave;. E il regime di apertura con <strong>la possibilit&agrave; di muoversi all&#8217;interno delle sezioni</strong>, che contribuisce a creare socializzazione e che, cos&igrave; ci dice l&#8217;esperienza di questi anni (sempre parziale, sempre da verificare, perch&eacute; il rischio &egrave; sempre in agguato), ha contribuito ad un crollo verticale degli eventi critici quali autolesionismo e tentativi di suicidio. E ancora, la figura del <strong>care givers, detenuti che aiutano e si prendono cura di quelli che vivono un particolare disagio</strong>. Sono stati organizzati in proposito dei corsi, previsti anche questi nell&rsquo;ambito del protocollo di impresa con la ASP. Obiettivo: aiutare chi vive a disagio e stimolare la solidariet&agrave; in cui presta assistenza.&nbsp;</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="background: white; margin: 0px; color: #333333; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">C&rsquo;&egrave; tanto da fare. Tantissimo.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il volontariato siracusano si confronta sulla riforma del Terzo Settore</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2017/11/30/il-volontariato-siracusano-si-confronta-sulla-riforma-del-terzo-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvatore La Delfa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 09:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Salvo La Delfa]]></category>
		<category><![CDATA[CSVE]]></category>
		<category><![CDATA[Santo Randazzio]]></category>
		<category><![CDATA[Salvo Raffo]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell&#8217;assemblea provinciale del Centro Servizi Volontariato Etneo a Siracusa notevoli perplessit&#224; sono emerse sulla legge delega che disciplina il volontariato del Terzo Settore. &#8220;A distanza di un anno &#232; stato pubblicato solo uno dei 46 decreti attuativi previsti&#8221; [Salvo La Delfa] Con la partecipazione di tanti volontari provenienti da tutta la provincia di Siracusa, si &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Nell&rsquo;assemblea provinciale del Centro Servizi Volontariato Etneo a Siracusa notevoli perplessit&agrave; sono emerse sulla legge delega che disciplina il volontariato del Terzo Settore. &ldquo;A distanza di un anno &egrave; stato pubblicato solo uno dei 46 decreti attuativi previsti&rdquo;</span></strong></p>
<p>  <span id="more-10081"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman', serif;">[Salvo La Delfa] Con la partecipazione di tanti volontari provenienti da tutta la provincia di Siracusa, si &egrave; svolta ieri l&rsquo;assemblea pubblica del Centro Servizi Volontariato Etneo (CSVE) che raggruppa le organizzazioni e le reti di volontariato della Sicilia Orientale (ad esclusione della provincia di Messina).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman', serif;">A prendere la parola per primo &egrave; stato il presidente del CSV Etneo, Salvo Raffa, che ha evidenziato come nonostante le difficolt&agrave; normative ed economiche, il Centro si &egrave; messo sempre e attivamente a disposizione in maniera propositiva, cercando di risolvere i problemi delle associazioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Santo Carnazzo, consigliere nazionale della rete dei Centri di Volontariato (CSVNet) e Gabriele Sorace del CSVE hanno mostrato notevoli perplessit&agrave; sulla legge 106/2016 che delega il Governo Nazionale a riformare il Terzo settore, l&#8217;impresa sociale e che intende disciplinare il servizio civile universale. &ldquo;Gi&agrave; l&rsquo;articolo uno della legge trasforma radicalmente il ruolo delle associazioni di volontariato che vengono equiparati a delle imprese sociali. Dei 46 decreti attuativi previsti, finora ne &egrave; stato pubblicato solamente uno a giugno. Attendiamo gli altri ma non ci aspettiamo niente di buono&rdquo;. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Le organizzazioni di volontariato saranno chiamati Enti Terzo Settore (E.T.S.) e dovranno essere inseriti in un registro nazionale che ancora non &egrave; stato istituito. Il decreto attuativo prevede la possibilit&agrave; di dare un contributo forfettario fino a 150 euro ai volontari e questo &ldquo;potrebbe generare la possibilit&agrave; di lavoro nero&rdquo;, commenta Gabriele Sorace. Le convenzioni con le pubbliche amministrazioni devono riportare, gi&agrave; in fase di stesura, i costi effettivamente sostenuti e certificati del progetto &ldquo;e questo potrebbe essere un problema in quanto non &egrave; sempre semplice definire a priori le spese&rdquo;. Le E.T.S. dovranno produrre oltre al bilancio preventivo e consuntivo anche un bilancio sociale da presentare alla Camera di Commercio. &ldquo;Questa legge e i suoi decreti attuativi tendono ad equiparare le associazioni di volontariato alle imprese non tenendo conto della peculiarit&agrave; e finalit&agrave; delle prime&rdquo;, continua Santo Carnazzo . </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Durante l&rsquo;incontro &egrave; stato presentato da Angela Litteri del gruppo di valutazione del CSVE, il libro &ldquo;Volontari in Sicilia&rdquo;, a cura di Nereo Zamaro ed edito da Giappichelli Editore, frutto dell&rsquo;elaborazione delle 1200 risposte ottenute dalle associazioni di volontariato di tutta la regione al questionario di 100 domande, somministrato in soli 20 giorni, con lo scopo di fare una analisi dei bisogni delle associazioni. Dall&rsquo;elaborazione &egrave; emerso quanto sia forte l&rsquo;esigenza delle associazioni di unirsi in rete, di confrontarsi ed avere certezza normativa, la necessit&agrave; di avere maggiore attenzione da parte della pubblica amministrazione e di avere validi interlocutori nelle amministrazioni locali e regionali. L&rsquo;et&agrave; media dei presidenti delle associazioni &egrave; intorno ai 50 anni e, quindi, &egrave; emersa la necessit&agrave; di un ricambio generazionale e di incrementare il numero di volontari giovani. E&rsquo; emersa anche la difficolt&agrave; economica in cui versano le associazioni e il ruolo proattivo del CSVE.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman', serif;">A fare gli onori di casa sono stati Carmelo Bianchini e Patrizia Midolo, responsabile del distretto 4 del CSVE. L&rsquo;incontro &egrave; stato organizzato da Domenica Cannat&agrave; e Maria Letizia Altavilla del CSV Etneo.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Onlus: “Puliamo gratis il castello”. Il Demanio: “Pagate il canone”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2017/02/17/onlus-puliamo-gratis-il-castello-il-demanio-pagate-il-canone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giambattista Totis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2017 17:01:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Provincia]]></category>
		<category><![CDATA[nulla osta]]></category>
		<category><![CDATA[soprintendenza]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[brucoli]]></category>
		<category><![CDATA[onlus]]></category>
		<category><![CDATA[Castello Aragonese]]></category>
		<category><![CDATA[Hangar Team]]></category>
		<category><![CDATA[demanio statale]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Hangar Team di Augusta si offre di diserbare con propri fondi il maniero di Brucoli e viene trattata come un privato che intenda fare del monumento un uso esclusivo &#160; La Civetta di Minerva, 10 febbraio 2017 Una storia di ordinaria follia, ovvero quando gli organismi periferici dello stato lavorano per scoraggiare ogni atto di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><strong><em><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">L&rsquo;Hangar Team di Augusta si offre di diserbare con propri fondi il maniero di Brucoli e viene trattata come un privato che intenda fare del monumento un uso esclusivo </span></em></strong></p>
<p>  <span id="more-8776"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La Civetta di Minerva, 10 febbraio 2017</span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Una storia di ordinaria follia</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, ovvero quando gli organismi periferici dello stato lavorano per scoraggiare ogni atto di collaborazione dei cittadini.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Spesso nella polemica sui social, sui giornali ed ovunque si possa esprimere una opinione i soggetti che si cimentano nelle proprie valutazioni hanno come unico riferimento negativo la classe politica (la quale come &egrave; noto, nulla o poco fa per migliorare l&rsquo;immagine che di essa hanno i cittadini). Fuori da queste polemiche, perch&eacute; poco note, sono le azioni e <strong>le iniziative che assumono alcuni organi periferici dello Stato che per&ograve; incidono profondamente nella qualit&agrave; della vita</strong> di ciascuno di noi e che spesso sono liberate da qualsivoglia rendiconto pubblico perch&eacute; la verifica e la vigilanza sulle loro attivit&agrave; viene svolta all&rsquo;interno dell&rsquo;apparato statale, che raramente si espone a dare notizie in pubblico preferendo la sobriet&agrave; ed il silenzio. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La stampa, generalmente poco attenta, asseconda , nei fatti, tranne in rare occasioni (e solo in seguito ad iniziative censorie della magistratura), questa coltre di silenzio che copre l&rsquo;attivit&agrave; di organi periferici dello stato che per&ograve; sono<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>importanti per la vita delle comunit&agrave; come, ad esempio, Il Demanio, le Soprintendenze, il Genio Civile, l&rsquo;ARPA, etc. Oggi vogliamo raccontare una storia che, seppur marginale, potrebbe spiegare il perch&eacute; tante assurdit&agrave;, incomprensibili ai pi&ugrave;, accadono nella gestione dei beni pubblici.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Siamo a Brucoli dove sorge il Castello Aragonese, chiuso da tempo immemorabile</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, dove nel 2008 sono stati fatti lavori di manutenzione conservativa, quasi mai aperto al pubblico, esposto alla merc&eacute; di qualche vandalo e a disposizione del tempo che lo consuma inutilmente. <strong>Una associazione di volontariato Onlus</strong>, costituita tra cittadini volenterosi di godere delle bellezze della comunit&agrave;, si fa venire l&rsquo;incredibile idea di dare un contributo, anche mediante i fondi ottenuti con il 5 per mille, per <strong>estirpare le erbacce da tempo padrone assolute del maniero</strong>, fare le opere di manutenzione ordinaria al fine di consentire la fruibilit&agrave; dai molti turisti e cittadini che lo vorrebbero visitare. Mai pensiero fu pi&ugrave; sconvolgente poich&eacute; <strong>si sono condannati ad un defatigante percorso attraverso<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>la burocrazia statale</strong> che meriterebbe un documentario di denuncia sociale. (A proposito di documentario informiamo i nostri lettori che luned&igrave; 27 febbraio ci sar&agrave; la presentazione del documentario&nbsp;&#8220;La casa dei dirigibili&#8221; al&nbsp;Palazzo di Citt&agrave; alle ore 18:00)</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Raccontiamo brevemente<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>sorvolando sulla miriade di carte che ne testimoniano<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>l&#8217;estenuante viatico. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Tutto comincia nel novembre del 2015 quando <strong>l&#8217;associazione di volontariato Hangar Team Augusta offre alla Soprintendenza la propria collaborazione</strong> per la valorizzazione del Castello, proponendo una sorta di adozione del monumento e mettendo a disposizione propri fondi. Ma la Soprintendenza di Siracusa, pur favorevole all&#8217;intervento, non pu&ograve; autorizzarlo perch&eacute; non ha la propriet&agrave; del Castello, ne ha solo la tutela; occorre quindi <strong>ricominciare l&#8217;iter burocratico con il proprietario: il Demanio dello Stato</strong>. Nell&#8217;aprile 2016 esso si dichiara favorevole a che l&#8217;Associazione effettui lavori di ripulitura, diserbo, piccola manutenzione, potenziamento dell&#8217;impianto elettrico, previ opportuni accordi anche con la Soprintendenza.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Nel mese di luglio <strong>la Soprintendenza consegna le chiavi all&#8217;Associazione</strong> che inizia subito i lavori di pulizia e diserbo e, successivamente, si pone il compito di verificare lo stato dell&#8217;impianto elettrico per predisporre un progetto di adeguamento alle norme di sicurezza vigenti. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Nel mese di settembre l&#8217;Hangar Team formalizza un piano di interventi<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>di manutenzione</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> nel Castello: la Soprintendenza lo esamina con celerit&agrave; e lo autorizza nel mese di ottobre. Quando l&#8217;Associazione comunica ai due interlocutori l&#8217;inizio dei lavori, <strong>l&#8217;Agenzia del Demanio di Catania diffida l&#8217;Associazione a interrompere ogni attivit&agrave; </strong>sull&#8217;immobile minacciando di rivolgersi, in caso contrario, alla Procura delle Repubblica (sic!), affermando di non aver ancora rilasciato la propria autorizzazione, fermando tutto.. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Poi, quando in seguito a una reiterata richiesta dell&#8217;Associazione l&#8217;Agenzia del Demanio finalmente <strong>si decide di dare il Nulla Osta lo subordina alla stipula di un apposito atto di concessione del Castello </strong>con conseguente pagamento da parte dell&#8217;Associazione di un canone annuo <strong>e di una polizza<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>assicurativa </strong>per il valore inventariale del maniero (sic!) che &egrave; quasi due milioni di euro. Cos&igrave; come si farebbe con un privato che intende fare del monumento uso esclusivo.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Nel mese di novembre l&#8217;Hangar Team comunica all&#8217;Agenzia che gode gi&agrave; di una Polizza assicurativa nazionale propria delle associazioni di volontariato che copre anche la Responsabilit&agrave; Civile verso Terzi, per i danni che potrebbero arrecarsi a persone e cose durante lo svolgimento della propria attivit&agrave; per un massimale di mezzo milione di euro. L&#8217;Agenzia del Demanio risponde formalmente alla richiesta, mentre arriva, invece, <strong>l&#8217;invito formale della Direzione Regionale del Demanio a pagare il canone di concessione</strong>. L&rsquo;associazione risponde che non &egrave; stato ancora firmato alcun contratto di concessione e coglie l&#8217;occasione per reiterare la propria disponibilit&agrave; ad eseguire l&#8217;intervento di manutenzione solo se verr&agrave; ritenuta idonea la propria assicurazione.<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Ovviamente dopo la diffida e le &ldquo;minacce&rdquo; di denuncia, i volontari hanno sospeso i lavori</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> nel mese di ottobre e non hanno proseguito, sotto l&rsquo;occhio attento della Soprintendenza, nell&rsquo;opera di manutenzione e di adeguamento alle norme di sicurezza.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Tutto ci&ograve; avviene in un contesto di normativa nazionale, modificata di recente dal ministro Franceschini, che favorisce e incoraggia i privati che vogliono sponsorizzare o fare semplice mecenatismo per valorizzare i beni culturali; Il Decreto 19/12/2012 Ministero per i Beni Culturali- (Allegato A, 1.3.2) prevede, infatti, che &#8220;&#8230; <strong>associazioni e altri enti privi di fini di lucro sono e restano</strong> riferibili al mecenatismo e sono e restano pertanto <strong>liberi da intralci burocratici</strong> &#8230;&#8221;. Il dato, ad oggi &egrave; che: l&#8217;iniziativa dell&#8217;Hangar Team, partita nel novembre 2015 ancora, nel febbraio 2017, non &egrave; arrivata a buon fine. E pensare che si tratta solo di piccola manutenzione finalizzata alla riapertura parziale del Castello alla pubblica fruizione.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Ma si tratta solo di ignoranza delle normative, di incapacit&agrave; dei funzionari, dell&#8217;ordinaria follia che caratterizza l&#8217;impianto burocratico della Pubblica Amministrazione o c&#8217;&egrave; dell&#8217;altro? <strong>Perch&eacute; la vicenda, che in s&egrave; lascia basiti, &egrave; cos&igrave; assurda che sembra che tale atteggiamento appaia al limite del vessatorio</strong> nei confronti di un&#8217;associazione di volontariato (peraltro abbastanza accreditata visto che &egrave; stata impegnata anche nel recupero del parco dell&#8217;Hangar per dirigibili di Augusta e nella valorizzazione del sito archeologico di Megara Iblea dove ha liberato da zecche e erbacce il sito). </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Certo &egrave; che per il Castello Aragonese dal 2008 in poi, anno in cui si &egrave; ultimato un intervento di parziale recupero da parte della Soprintendenza, nessuna iniziativa di cui si sia a conoscenza &egrave; stata intrapresa da parte dell&#8217;Agenzia del Demanio per la sua valorizzazione.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Questi i fatti fino ad oggi. Una sola domanda parafrasando Brecht: <strong>chi controller&agrave; il controllore posto che la classificazione che ha il Castello Aragonese nel codice dei beni culturali comporta l&rsquo;obbligo di valorizzarlo e renderlo fruibile?</strong></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Forse, stante la situazione, sarebbe il caso che l&#8217;Hangar Team lasci perdere il Castello Aragonese e dedichi impegno e risorse ad altri beni culturali del territorio in attesa che questo Castello transiti nella propriet&agrave; della Regione, cosa che, secondo lo Statuto della Regione Sicilia, sarebbe dovuto avvenire gi&agrave; da tempo. Ci&ograve; nella speranza che il conseguente trasferimento di tutte le competenze sul monumento ad una sola amministrazione non possa che migliorare l&#8217;attuale incresciosa situazione. Ma sar&agrave; cos&igrave;, visto come la Regione amministra il suo patrimonio? O si cadr&agrave; dalla padella nella brace, trattandosi di amministrazioni pubbliche senza controlli reali sulla loro efficienza?</span></p>
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