<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>viale dei Lidi &#8211; La Civetta di Minerva</title>
	<atom:link href="https://www.lacivettapress.it/tag/viale-dei-lidi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lacivettapress.it</link>
	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Apr 2020 16:20:27 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>Fontane Bianche non c’è più, solo asfalto e cemento</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2018/04/23/fontane-bianche-non-c-e-piu-solo-asfalto-e-cemento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Morreale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2018 10:21:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[costa di Fontane bianche]]></category>
		<category><![CDATA[spiaggia libera]]></category>
		<category><![CDATA[vasta colata di cemento e di asfalto]]></category>
		<category><![CDATA[viale dei Lidi]]></category>
		<category><![CDATA[si costruiva senza alcuna concessione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lacivettapress.it/2018/04/23/fontane-bianche-non-c-e-piu-solo-asfalto-e-cemento/</guid>

					<description><![CDATA[La Civetta di Minerva, 13 aprile 2018 Siracusa. Una lunga spiaggia di sabbia finissima e dorata. Sorgenti d&#8217;acqua dolce e rocce imbiancate. Il mare trasparente, caldo, pescoso. I fondali rivestiti da praterie di Posidonia oceanica, la pianta marina che indica acque pulite e ricche di ossigeno. Sulla battigia, cumuli di posidonia strappata dalle mareggiate, oppure &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">La Civetta di Minerva, 13 aprile 2018</span></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Siracusa.</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;"> <strong>Una lunga spiaggia di sabbia finissima e dorata. Sorgenti d&rsquo;acqua dolce e rocce imbiancate</strong>. Il mare trasparente, caldo, pescoso. I fondali rivestiti da praterie di Posidonia oceanica, la pianta marina che indica acque pulite e ricche di ossigeno. Sulla battigia, cumuli di posidonia strappata dalle mareggiate, oppure tappeti di spugne di mare, la base costituente delle dune. Alle spalle della spiaggia, gli apparati radicali di <strong>piante come la Carota spinosa, il Lentisco, l&rsquo;Efedra fragile e il Fiordaliso delle spiagge</strong> stabilizzano le fragili dune e le difendono dall&rsquo;erosione. A fine estate, passeggiando lungo la spiaggia, <strong>profumati fiori di Pancrazio marittimo</strong> si avvertono ancor prima di vederli. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">La spiaggia delimitata da un piccolo golfo sul quale gli unici edifici esistenti sono quelli di <strong>una tonnara seicentesca che fu propriet&agrave; anche del conte Cesare Gaetani e della famiglia Nicolaci</strong>. Andando verso l&rsquo;interno, la vegetazione alofila viene sostituita dalla steppa, dalla gariga, quindi dalla macchia mediterranea. A seguire, distese di terre coltivate a vite, ulivo, mandorlo, carrubo. Tutte colture non irrigue, rispettose del territorio e della falda acquifera, colture da cui derivano prodotti di eccellenza come il Moscato di Siracusa e la Mandorla Pizzuta. A febbraio, quando esplode la fioritura del mandorlo, <strong>il paesaggio si riveste di delicati ed effimeri petali bianchi da sembrare il paradiso</strong>. Tra le vaste coltivazioni, solo qualche caseggiato rurale, le tipiche masserie iblee e altre basse architetture a secco.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Sembra che stia descrivendo la riserva naturale di Vendicari, le cui meraviglie stanno facendo arricchire Noto e dintorni. Con dolore, invece, mi riferisco a quel che era Fontane Bianche prima che le mille costruzioni abusive fagocitassero ogni bellezza, ogni dono della natura. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Se proprio vogliamo renderci conto di quanto sia stato vantaggioso per pochi e deleterio per la collettivit&agrave; costruire senza regole e controlli, la costa di Fontane bianche ne &egrave; l&rsquo;emblema. <strong>Erano gli anni 60-70-80-90 quando si costruiva senza alcuna concessione</strong>, tanto &#8211; si diceva &#8211; prima o poi gli abusi sarebbero stati condonati. La sconcertante velocit&agrave; con cui le villette abusive hanno modificato gli ambienti naturali ha comportato la devastazione di paesaggi, natura, costa e mare. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Villette, seconde case, parcheggi, ristoranti al mare, negozi, hotel, beach bar e prati inglesi fino al mare hanno distrutto il paradiso di Fontane Bianche</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">, nascosto il mare alla vista e limitato l&rsquo;accesso alla spiaggia libera. Dove non hanno chiuso con cancelli e muri, le discese al mare sono state ridotte ad angusti, sporchi e scuri corridoi, nascosti peraltro dai muri di confine delle villette. Scomparse le dune e la tonnara. Distrutta la vegetazione alofila, la gariga, la macchia mediterranea; al loro posto palme esotiche, mimose, araucarie, magnolie e altre specie aliene. Un danno irreparabile dal punto di vista naturale, culturale e del diritto di tutti i cittadini di poter fruire di spazi liberi, dove la natura &egrave; altrettanto libera di esprimersi.<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Diciamocelo chiaramente. Fontane bianche non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave;. E l&rsquo;abbiamo persa per sempre</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">. Adesso sulla costa c&rsquo;&egrave; solo una vasta colata di cemento e di asfalto, uguale a qualsiasi altra parte del mondo. Niente di unico, di naturale. Tutto alterato e plasmato dall&rsquo;uomo. La perdita &egrave; imputabile a una minoranza che ha pensato solo al vantaggio personale, ai costruttori che hanno versato cemento ovunque, e agli amministratori democristiani che hanno fatto finta di non vedere e non sapere. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">I proprietari delle costruzioni prossime alla spiaggia non si sono preoccupati neanche di lasciare la vista sul mare</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">. Passeggiando al viale dei Lidi, il mare non si vede pi&ugrave;. Una zona balneare in cui il mare &egrave; occultato da muri, tetti, reti, paletti, rampicanti e altro, quanto interesse pu&ograve; suscitare al turista? Se negli ultimi vent&rsquo;anni Fontane bianche si &egrave; spopolata e la zona sud (Vendicari, Marzamemi, Portopalo, Pachino) ha sempre pi&ugrave; turisti, qualche riflessione dovr&agrave; suscitare in chi &egrave; preoccupato dei vincoli derivati dal Piano Paesaggistico. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Agli uomini d&rsquo;affari che vogliono difendere questo modello di sviluppo</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">. A loro che cambiano gli eventi solo a pagamento, che non hanno ali per volare, che osservano il mondo col paraocchi e avvertono solo l&rsquo;odore dei soldi. Vi &egrave; andata benissimo fino a ieri, e questo vi pu&ograve; bastare. Pretendere di continuare a fare come in passato, ora che il senso civico dei cittadini &egrave; sensibilmente pi&ugrave; alto, mi pare anacronistico e palesemente lontano dagli interessi della maggioranza. I tempi sono cambiati e le regole, indispensabili per una crescita civile e sociale equilibrata e sostenibile, sono arrivate per tutti. Anche per voi. Adeguatevi al cambiamento. </span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
