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	<title>via Alessandro Specchi 69-71 &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>A Siracusa torre del ‘300 nascosta nei cortili dei palazzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Morreale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2018 09:52:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura generale]]></category>
		<category><![CDATA[siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Costruire senza Piano Paesaggistico]]></category>
		<category><![CDATA[via Alessandro Specchi 69-71]]></category>
		<category><![CDATA[monumenti nascosti]]></category>
		<category><![CDATA[torre del 1300]]></category>
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					<description><![CDATA[Da quando&#160; negli anni 70-80 le hanno edificato intorno, ricade nei cortili di due condomini siti in via&#160; Alessandro Specchi 69-71, e debitamente recintati da muri, ringhiere e cancelli (!) La Civetta di Minerva, 25 maggio 2018 Costruire senza Piano Paesaggistico significa anche questo. Significa anche poter&#160; soffocare una torre del 1300 costruendovi intorno tanti &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><strong><em><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Da quando<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>negli anni 70-80 le hanno edificato intorno, ricade nei cortili di due condomini siti in via<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>Alessandro Specchi 69-71, e debitamente recintati da muri, ringhiere e cancelli (!)</span></em></strong></p>
<p>  <span id="more-10902"></span>  </p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La Civetta di Minerva, 25 maggio 2018</span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Costruire senza Piano Paesaggistico significa anche questo. Significa anche poter<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>soffocare una torre del 1300 costruendovi intorno tanti palazzi</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> fino a sottrarla alla vista, al godimento e alla fruizione. Ormai la torre risulta talmente fagocitata che neanche gli abitanti del quartiere sono consapevoli del monumento che hanno appena fuori dall&rsquo;uscio di casa. Da quando negli anni 70-80 gli hanno edificato intorno, ricade nei cortili di due condomini siti in via Alessandro Specchi 69-71, e debitamente recintati da muri, ringhiere e cancelli. Per scoprire la torre bisogna avere la fortuna di frequentare almeno uno dei due condomini. Di fatto, non risultando visitabile ai comuni mortali e non essendo stato rispettato il suo contesto, il monumento non produce conoscenza, quindi non consente di poterne comprendere facilmente i messaggi storici e culturali in esso contenuti.<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La sfortunata torre, ubicata in zona Bosco Minniti e alta oltre 6 m, &egrave; una delle pi&ugrave; antiche del<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>siracusano</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">. Era parte di un sistema di torri che scrutavano la costa nel timore che arrivassero i corsari. &Egrave; di forma quasi cubica, con elementi decorativi in stile aragonese. Non offriva difesa ai malcapitati, aveva esclusivamente funzione di avvistamento. Il portale ogivale &egrave; la parte architettonica pi&ugrave; pregiata, delineata da una cornice cordonata. Sopra l&rsquo;arco, un rosone con cinque fori disposti a croce che illuminavano debolmente l&rsquo;interno, e una stretta feritoia che si ripete in ogni lato. All&rsquo;interno la fioca luce del rosone si unisce a quella di una monofora posta sul lato orientale. Tra l&rsquo;arco e il rosone &egrave; compresa una piccola edicola che originariamente conteneva una piccola lastra di marmo con la data di costruzione e i nomi dei primi proprietari. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La volta &egrave; a botte,<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>con un&rsquo;apertura laterale a pozzetto che permetteva l&rsquo;accesso al terrazzo tramite una scala mobile in<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>legno</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">. Al bisogno, l&rsquo;apertura diventava una caditoia da cui il torraro poteva scagliare olio bollente o pietre. Una merlatura in corrispondenza dei cantonali abbellisce ulteriormente l&rsquo;edificio. Nel Settecento la torre &egrave; stata propriet&agrave; della famiglia Blanco, successivamente &egrave; passata alla famiglia Barucco, fino all&#8217;esproprio demaniale. Attualmente versa in stato di totale abbandono. Bench&eacute; la struttura sia in buono stato, la muratura portante in opus incertum, nei punti in cui &egrave; priva di intonaco, si sta lentamente disgregando.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Grazie alla sua robustezza la torre ha superato indenne i devastanti terremoti del 1542, 1693, 1990</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">: <strong>l&rsquo;unico evento che l&rsquo;ha messa in serio pericolo &egrave; l&rsquo;urbanizzazione incalzante</strong> e senza regole degli ultimi decenni, capace di annientare la sua importanza e di inglobarla nell&rsquo;asfalto e nel cemento, senza tener conto delle esigenze di carattere artistico e monumentale, senza circondarla di verde e senza preoccuparsi di studiare e attuare gli opportuni accorgimenti per evitare l&rsquo;occultamento e l&rsquo;oblio di un&rsquo;autentica opera d&rsquo;arte.</span></p>
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