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	<title>udi &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>Quando la mimosa divenne simbolo per la Festa della Donna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Lucia Riccioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2016 22:13:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Universo femminile]]></category>
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					<description><![CDATA[Un&#8217;idea di Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei realizzata l&#8217;8 marzo 1946, ma ancora negli anni &#8217;50 distribuirla era un gesto turbativo dell&#8217;ordine pubblico. Tante lotte ma le sperequazioni rimangono &#160; La mimosa (Acacia dealbata Link, 1822) &#232; una pianta originaria dell&#8217;isola di Tasmania in Australia e per le sue meravigliose caratteristiche &#8211; la &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><em><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Un&rsquo;idea di Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei realizzata l&rsquo;8 marzo 1946, ma ancora negli anni &rsquo;50 distribuirla era un gesto turbativo dell&rsquo;ordine pubblico. Tante lotte ma le sperequazioni rimangono</span></em></strong></p>
<p>  <span id="more-7283"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">La mimosa</span></strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';"> (<strong>Acacia dealbata Link, 1822</strong>) &egrave; una pianta originaria dell&#8217;isola di Tasmania in Australia e per le sue meravigliose caratteristiche &ndash; la sua splendida e delicata fioritura gialla &ndash; come pianta ornamentale ha avuto un facile sviluppo in Europa a partire dal XIX secolo.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Sapevate che l&rsquo;uso di offrire alle donne il ramo fiorito di mimosa <strong>quest&rsquo;anno compie settant&rsquo;anni</strong>? Nel 1946 in Italia, per iniziativa della parlamentare comunista Teresa Mattei, il giorno dell&#8217;8 marzo per la Giornata Internazionale della Donna per la prima volta la mimosa ne divenne il simbolo. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Ma facciamo un passo indietro. <strong>Nel settembre del 1944 si form&ograve; a Roma l&rsquo;UDI, Unione Donne in Italia</strong>, per iniziativa di donne appartenenti al PCI, al PSI, al Partito d&#8217;Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro e fu l&rsquo;UDI a prendere l&#8217;iniziativa di celebrare, l&#8217;8 marzo 1945, la prima giornata della donna nelle zone dell&rsquo;Italia libera, mentre a Londra veniva approvata e inviata all&#8217;ONU una Carta della donna contenente richieste di parit&agrave; di diritti e di lavoro. <strong>A guerra finita, l&rsquo;8 marzo 1946 fu celebrato in tutta Italia</strong> e la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, secondo un&rsquo;idea di Teresa Noce, di Rita Montagnana e di Teresa Mattei, comparve per la prima volta a simboleggiare la giornata.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Ripensiamo anche al fatto che nei primi anni cinquanta, gli anni della guerra fredda e del ministero Scelba, distribuire l&rsquo;8 marzo la mimosa o diffondere <em>Noi donne</em>, il mensile dell&rsquo;UDI, divenne un gesto turbativo dell&rsquo;ordine pubblico e <strong>tenere un banchetto per strada diveniva occupazione abusiva di suolo pubblico</strong>. Sarebbero poi venute le lotte femministe degli anni Settanta, mentre oggi, a fronte di una maggiore consapevolezza, persistono le violenze di genere e le sperequazioni tra i due sessi, ricordate anche il 25 novembre. <strong>Rimarchevole la presa di posizione di papa Francesco</strong> che, durante la sua visita pastorale in Messico, ha voluto visitare Ciudad Ju&aacute;rez, citt&agrave; messicana diventata tristemente famosa per le 4.500 donne scomparse e a causa degli oltre 400 omicidi perpetrati ai danni di giovani donne, generalmente di umile estrazione sociale e impiegate nelle numerose <em>maquiladora</em>, fabbriche in cui si producono i beni d&rsquo;esportazione destinati al primo mondo. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">L&rsquo;artista visiva Elina Chauvet</span></strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';"> ha ideato il progetto d&rsquo;arte pubblica &ldquo;Zapatos Rojos&rdquo;, composto da silenziose paia di scarpe femminili rosse, realizzato per la prima volta a Ciudad Ju&aacute;rez nel 2009 e portato in Italia nel 2012 dalla curatrice d&rsquo;arte Francesca Guerisoli. Ricordiamo anche l&rsquo;iniziativa &ldquo;Posto occupato&rdquo; e &ldquo;Un giorno in pi&ugrave;&rdquo;, che mira a sottolineare che occorre tenere sempre accesi i riflettori su queste questioni: una donna uccisa &egrave; una donna che non pu&ograve; pi&ugrave; sedersi a teatro, al cinema, non pu&ograve; pi&ugrave; occuparsi della sua famiglia, lavorare, offrire la sua creativit&agrave; al mondo.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Oggi che spesso <strong>la Giornata internazionale della Donna rischia di diventare pretesto consumistico</strong>, torniamo alle radici dell&rsquo;8 marzo, anzi ai suoi fiori: le mimose. </span></p>
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