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	<title>u. di giovanni &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>Per un Anpi integrata nel territorio siracusano, promotrice di pace e valori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Mar 2024 20:17:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 23 marzo nel salone della Cgil si è riunito il gruppo provinciale dell’Anpi in vista della preparazione alla prima conferenza organizzativa dell’associazione al Sud che si svolgerà il 6 e 7 aprile a Paestum in piena continuità con i deliberati del XVII Congresso Nazionale. L’età media dei presenti in sala era alta, mancavano i &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 23 marzo nel salone della Cgil si è riunito il gruppo provinciale dell’Anpi in vista della preparazione alla prima conferenza organizzativa dell’associazione al Sud che si svolgerà il 6 e 7 aprile a Paestum in piena continuità con i deliberati del XVII Congresso Nazionale.</p>
<p><strong>L’età media dei presenti in sala era alta, mancavano i giovani. Eppure, fin dalla relazione del segretario Francesco Randone, e a seguire dagli interventi del presidente Umberto Di Giovanni e di tutti gli altri si percepiva un&#8217;aria frizzante di gioventù</strong>.</p>
<p>C’era voglia di partecipazione, di dare un apporto importante nell’attuale contesto del Mezzogiorno. Ma non solo al sud e in Italia; in tutta Europa c’è bisogno di un rigoroso salto di qualità dei valori antifascisti, umani, in un continente pieno di fermenti di guerra da parte dei capi di governo come sbigottimento e paura da parte della maggioranza dei cittadini europei.</p>
<p>“In tutte le province bisogna declinare i principi fondamentali della costituzione calpestata e sconosciuta. Oggi più che mai è indispensabile il ruolo attivo dell’Anpi”.</p>
<p>Questo osserva il documento della conferenza organizzativa, il cui titolo è: <strong>“L’Anpi del sud, un contributo fondamentale per il radicamento della resistenza e della costituzione nel Paese. Per un’Italia unita, un’Italia giusta”.</strong></p>
<p>Ma adesso, dopo 76 anni di storia, abbassatasi la polvere delle primogeniture si va a evidenziare molto altro: “Il sud fu pesantemente presente nella lotta di liberazione”.</p>
<p>Al di là delle quattro memorabili giornate cruente d’insurrezione popolare a Napoli che costarono la vita a 562 napoletani, ci furono lotte e resistenza in piccole altre realtà in cui singoli o gruppi di meridionali, anche donne, non accettarono le barbarie nazifasciste sollevandosi contro.</p>
<p><img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-27488 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/03/10_Sept_43_Ital_Internierte_treffen_im_Lager_ein-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p><strong>Ma quello che a volte non si menziona fu la decisione di 800mila militari italiani, fra cui quasi 200mila meridionali </strong>che<strong>, </strong>catturati dai tedeschi, furono posti di fronte a una angosciosa scelta: o entrare nell’esercito di Mussolini o essere inviati ai lavori forzati. <strong>650mila rifiutarono venendo privati della dignità militare e delle garanzie previste dalla Convenzione di Ginevra. Quella fu la prima forma di Resistenza “disarmata”, un atteggiamento che provocò la reazione dei tedeschi. E fu così che, fra campi di lavoro forzati e lager, morirono tra 37mila e 70mila persone per le condizioni disumane di vita e per le angherie e violenze </strong>(questo numero varia perché furono divisi in 60 luoghi fra campi di lavoro, anche miniere, e lager di concentramento. I seguenti link approfondiscono molto anche sul numero di siciliani e riportando una vasta bibliografia di libri scritti.</p>
<p><a href="https://www.ns-zwangsarbeit.de/it/internati-militari-italiani/temi/la-deportazione-verso-i-campi-di-prigionia-tedeschi/" target="_blank" rel="noopener">https://www.ns-zwangsarbeit.de/it/internati-militari-italiani/temi/la-deportazione-verso-i-campi-di-prigionia-tedeschi/</a>; <a href="https://www.isiciliani.it/27-gennaio-giorno-della-memoria-onoriamo-i-siciliani-in-865-deportati-nei-lager-nazisti-e-le-decine-di-migliaia-di-i-m-i-rinchiusi-nei-campi/" target="_blank" rel="noopener">https://www.isiciliani.it/27-gennaio-giorno-della-memoria-onoriamo-i-siciliani-in-865-deportati-nei-lager-nazisti-e-le-decine-di-migliaia-di-i-m-i-rinchiusi-nei-campi/</a>).</p>
<p>A ciò si aggiunse il fatto che coloro che riuscirono a tornare al sud non furono considerati neppure nelle loro famiglie. <strong>Il loro gesto fu per molti considerato una vigliaccheria, per questo si chiusero in un dignitoso silenzio, non richiedendo in tanti un’indennità statale (eroi seppelliti)</strong>. Mentre altri parteciparono alla lotta di liberazione insieme ai partigiani greci, albanesi, ecc. nonostante provenissero da esperienze terribili come fu quella di Russia. <strong>Sono episodi storici in cui fu superbo il contributo che diedero i figli del mezzogiorno d&#8217;Italia. </strong></p>
<p>Oggi più che mai l’Anpi ha un grande ruolo da svolgere al sud, perché sono state proposte leggi come <strong>quell’autonomia differenziata (secessione) che vuole dividere la nazione e il premierato</strong> che vorrebbe un capo racchiudendo in sé la funzione di quasi tutti i poteri dello Stato.</p>
<p>Sono iniziative che nascono dall’egoismo delle regioni più ricche e dalla volontà antidemocratica d’avere tutto nel potere di pochi. <strong>Si giungerebbe a un capo del consiglio che discuterebbe solo con altre inamovibili politici per cinque anni quali i presidenti di regione e questi con altre figure inamovibili anch’essi per cinque anni, i sindaci.</strong> Una trasformazione totale della carta costituzione dove l’opposizione dovrebbe stare solo a guardare in panchina con i suoi parlamentari nazionali, regionali e consiglieri comunali sperando di vincere nel turno successivo.</p>
<p>Tutto verrebbe sorretto da questa <strong>sciagurata legge elettorale che si avvicina a quella Acerbo del 1923 che portò all’elezione del duce. </strong></p>
<p>Ecco perché la situazione è drammatica con questi personaggi della destra al governo che potrebbero arrivare al controllo non solo dell’esecutivo, ma anche del parlamento, della Corte Costituzionale e del Consiglio Superiore della Magistratura. <strong>Tutto senza violare la Carta costituzionale</strong>.</p>
<p>Nei vari interventi si è tenuto ben presente ciò che si creerebbe in un&#8217;Italia divisa, diseguale anche al nord fra i pochi ricchi e i tanti sempre più poveri. Davanti a questa triste situazione gli interventi sono stati appassionanti e la sala fremeva. È intervenuto anche il sacerdote Giuseppe Di Rosa, a cui è stata data una tessera onoraria. Egli ha citato papa Francesco, unico messaggero di pace, voce dissonante fra i potenti. Poi ricordando i suoi quattro cugini che andarono al nord con i partigiani ha portato la sua personale testimonianza africana. Lì esiste un vivo fermento e voglia di liberazione.</p>
<p><img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-27485 alignright" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/03/Antifascisti-sempre-ANPI-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Si è detto che<strong> l’Anpi, in quanto organizzazione indipendente apartitica, può fare da stimolo nella società civile, specialmente nelle scuole, per supportare il lavoro degli insegnanti</strong>, purtroppo non sempre sensibili a queste tematiche.</p>
<p>È stato ribadito che bisogna far sapere, armarsi di parole chiare, univoche e dirette verso la società.</p>
<p>A Siracusa e provincia sul tema della formazione politico-culturale dei cittadini diventa centrale avvicinare i giovani adottando gli strumenti a loro più congeniali: <strong>organizzare incontri culturali, musicali, viaggi, forum tematici, </strong>perché oggi più che mai si percepisce una dittatura d’idee striscianti che inquina tutto e che si afferma anche nell’isolamento dei social, dei cellulari, ecc. dove s’insidiano fake news in quest’epoca di globalismo consumistico.</p>
<p>Diventa fondamentale <strong>pure l’apporre lapidi e promuovere l&#8217;intitolazione di piazze, strade, spazi pubblici a persone che hanno dato la vita per la democrazia e libertà</strong>. Ne deve rimanere memoria. Si sa quanto è importante il ricordo storico. È quello che non dovrebbe far ricadere negli stessi errori un popolo. Su ciò un intervento <strong>ha segnalato la scomparsa di una lapide in onore del giornalista siracusano Mario Francese ucciso dalla mafia nel 1979</strong>, eroe dei nostri tempi.</p>
<p>È urgente dar vita non solo a una nuova narrazione della verità storica d’allora, ma anche a quella degli eroi a noi più vicini &#8211; è stato affermato da altri &#8211; c’è da memorizzare come partigiani <strong>quelli che nell&#8217;impegno politico e di cambiamento sociale hanno affrontato la morte (politici, magistrati, sindacalisti, giornalisti) in terra di Sicilia. </strong></p>
<p>Viviamo in un mondo precario dove la gente ha paura di scommettersi. Occorre andare contro questa paura che proviene anche dal disagio giovanile e delle loro famiglie, si è detto in un altro intervento.</p>
<p>Un altro discorso è stato quello dell’avere più iscrizioni, specie fra i giovani. Lo si dichiarava persuasi che l’Anpi è un collante per contrastare la dilagante operazione di marginalizzazione sociale. Il nostro territorio ha bisogno di riscatto e dignità.</p>
<p>L’incrociare più stretti rapporti con Cgil, Cisl, Uil, Libera, Arci, Acli, Anci, Emergency, Medici Senza Frontiere, Associazioni ambientaliste, Save the Children, movimento degli studenti, mondo del volontariato e dell&#8217;accoglienza migranti, è un presupposto basilare, dichiarato anche nel documento preparatorio alla conferenza.</p>
<p><strong>È l’unità che porta a una maggiore democrazia e alla richiesta di pace. </strong></p>
<p>La conclusione finale dell’ex senatore Giovanni Battaglia, attualmente membro nazionale dell’Anpi, è stata ferma e decisa. Non poteva né <strong>discostarsi,</strong> né non essere concorde con quanto emerso nel dibattito degli “ex giovani antifascisti”. È così che si è usciti dall’incontro: <strong>ricchi d’impegni per un Anpi più presente nella provincia di Siracusa. </strong></p>
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