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	<title>Teatro Greco &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Mon, 04 May 2026 07:24:53 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VALORIZZAZIONE E TUTELA DEI BENI CULTURALI. A SIRACUSA REGNA IL CAOS</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/05/04/valorizzazione-e-tutela-dei-beni-culturali-a-siracusa-regna-il-caos/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione La civetta press]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 07:24:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comune di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro greco]]></category>
		<category><![CDATA[Beni Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Archeologico di Siracusa]]></category>
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		<category><![CDATA[direttore parco archeologico Carmelo Bennaro]]></category>
		<category><![CDATA[beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[sovrintendente Antonino Lutri]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Greco]]></category>
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					<description><![CDATA[Prima lo scivolone del sovrintendente ai Beni culturali Antonino Lutri, che irresponsabilmente concede per una serata danzante con centinaia di persone la Sala Ipostila del Castello Maniace alla casa di alta moda Emilio Pucci per 40 mila euro.  Poi l&#8217;incuria della direzione del Parco archeologico che impedisce ai turisti di ammirare l&#8217;Anfiteatro Romano, uno dei più importanti &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prima lo scivolone del <strong>sovrintendente ai Beni culturali Antonino Lutri</strong>, che irresponsabilmente concede per una serata danzante con centinaia di persone la <strong>Sala Ipostila del Castello Maniace</strong> alla <strong>casa di alta moda Emilio Pucci per 40 mila euro</strong>.  Poi l&#8217;incuria della <strong>direzione del Parco archeologico </strong>che impedisce ai turisti di ammirare l&#8217;Anfiteatro Romano, uno dei più importanti siti della Sicilia, perché coperto da erba alta e circondato da sterpaglie. (La Sicilia di lunedì scorso).</p>
<p>Siracusa ha un patrimonio archeologico e culturale fra i più belli della classicità greca e romana, meta di milioni di turisti che da ogni parte del mondo vengono a visitarlo, ma chi lo dovrebbe tutelare fatica perfino a garantire la manutenzione ordinaria, fatta eccezione per le grandi occasioni come le sfilate di moda o i concerti pop.</p>
<p>Non meno biasimevole è l&#8217;atteggiamento del <strong>sindaco di Siracusa</strong>, il quale addirittura ritiene che il Teatro greco sia sottoutilizzato e propone di affidare ad una società mista pubblico-privata la gestione dei beni culturali per destinarli, sottinteso, a contenitori di spettacoli e a serate di intrattenimento musicale.</p>
<p>L&#8217;unica novità positiva in questo panorama desolante è l&#8217;indagine diagnostica sullo stato di salute del Teatro greco, che ha confermato quello che da tempo andiamo dicendo e cioè che <strong>il monumento simbolo di Siracusa,</strong> per l&#8217;incuria di chi nel tempo avrebbe dovuto tutelarlo, <strong>è una gruviera</strong>.</p>
<p>Ma il direttore del Parco archeologico &#8211; che sin dal suo insediamento ha snobbato il rapporto con la città e con le associazioni che seguono con grande sensibilità i temi legati alla tutela dei beni culturali &#8211; sta gestendo le risultanze degli studi in maniera disordinata e contraddittoria, come dimostra il <strong>protocollo d&#8217;intesa</strong> sottoscritto col sindaco di Siracusa in base al quale si possono destinare per 5 giorni al mese monumenti come il Teatro greco per (altri) spettacoli. Non bisogna essere archeologi per capire che la moltiplicazione degli spettacoli pop è incompatibile con gli interventi di restauro del teatro.</p>
<p>Per tali ragioni riteniamo che per la direzione del Parco archeologico di Siracusa si renda necessaria una <strong>scelta di discontinuità anche nella direzione delle reali competenze e merito.</strong></p>
<p>Marina De Michele, Mario Blancato, Salvo Baio</p>
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		<title>Nel nome del Padre le tragedie siracusane 2025</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2025/06/23/nel-nome-del-padre-le-tragedie-siracusane-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Lucia Riccioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 16:03:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro greco]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Greco]]></category>
		<category><![CDATA[INDA]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel nome del padre: ecco come potremmo riassumere le due tragedie allestite al Teatro greco di Siracusa per la stagione Inda 2025. E aggiungendo “Lisistrata” non taglieremmo il filo, anzi sempre di padri parliamo, visto che la lotta gentile delle donne è quella contro il patriarcato tossico che preferisce la guerra all’amore per le proprie &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Nel nome del padre</strong></em>: ecco come potremmo riassumere le due tragedie allestite al Teatro greco di Siracusa per la stagione Inda 2025. E aggiungendo “<strong>Lisistrata</strong>” non taglieremmo il filo, anzi sempre di padri parliamo, visto che la lotta gentile delle donne è quella contro il patriarcato tossico che preferisce la guerra all’amore per le proprie mogli e per i figli.  Roberto Andò dirige “<strong>Elettra</strong>”, per la traduzione di Giorgio Ieranò. La tragedia sofoclea è soffocante, claustrofobica, “elettrica” e benissimo la rende Sonia Bergamasco, principessa prigioniera nella sua stessa reggia, nucleo pulsante di tutto il dramma: le musiche di Giovanni Sollima – suonate al pianoforte dalla stessa Bergamasco – esprimono la tensione dissonante e distorta di tutta la tragedia e solo alla fine si distendono in accordi più sciolti.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-31470 size-large" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250604-WA0059-1024x576.jpeg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250604-WA0059-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250604-WA0059-300x169.jpeg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250604-WA0059-768x432.jpeg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250604-WA0059-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250604-WA0059-2048x1152.jpeg 2048w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250604-WA0059-scaled.jpeg 2560w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Elettra vive di dolore per il padre, soffre di rancore verso una madre odiata – non potrebbero essere più diverse, la scomposta, disarticolata, indomabile Elettra e la Clitennestra lucida, severa, agghiacciante nella sua apparente compostezza interpretata da una magnifica Anna Bonaiuto. I caratteri delle due eroine, poli opposti di un campo magnetico di forze tragiche, sono stati sottolineati dai costumi di Daniela Cernigliaro, che ha reso l’apparente ed effimero trionfo di Clitennestra e la caduta in disgrazia di Elettra attraverso colori stoffe tagli delle vesti.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-31471 size-large aligncenter" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250604-WA0063-591x1050.jpeg" alt="" width="591" height="1050" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250604-WA0063-591x1050.jpeg 591w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250604-WA0063-169x300.jpeg 169w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250604-WA0063-768x1365.jpeg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250604-WA0063-864x1536.jpeg 864w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250604-WA0063-1152x2048.jpeg 1152w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250604-WA0063-scaled.jpeg 1440w" sizes="(max-width: 591px) 100vw, 591px" /></p>
<p>Rosario Tedesco è un convincente Pilade, capo coro (un’altra delle certezze dell’INDA) è Simonetta Cartia; Danilo Nigrelli è un ottimo pedagogo, rimarchevole l’Oreste di Roberto Latini; corifee sono state Paola De Crescenzo, Giada Lorusso, Bruna Rossi, mentre Crisotemi è stata interpretata da Silvia Ajelli; l’Egisto vile e inconsistente di Roberto Trifirò è schiacciato dalle prepotenti personalità di Elettra e Clitennestra.</p>
<p>Il coro delle donne di Micene è composto da: Arianna Angioli, Margherita Cinardi, Anastasia Cino, Maria Rita Sofia Di Stasio, Virginia Giannone, Alessandra Giovannetti, Angelica Rampin, Gioia Maria Sanfilippo, Maria Clelia Sciacca, Sarah Gisella Simeoni, Allegra Azzurro, Claudia Bellia, Carla Bongiovanni, Gaia Lerda, Giulia Maroni, Erika Roccaforte, Francesca Totti, Clara Borghesi, Carlotta Ceci, Federica Clementi, Alessandra Cosentino, Ludovica Garofani, Gemma Lapi, Zoe Laudani, Arianna Martinelli, Beatrice Ronga, Francesca Sparacino, Sandre Siria Veronese.</p>
<p>Scene e disegno luci sono stati curati da Gianni Carluccio, il suono è stato approntato da Hubert Westkemper, dei movimenti scenici si è occupata Luna Cenere, che ha fatto muovere il coro in maniera volutamente geometrica o scardinata (anche se se avremmo voluto un coro meno sacrificato alle esigenze di regia); assistente di Andò è stato Luca Bargagna, assistente scenografa Sebastiana Di Gesù e assistente costumista Pina Sorrentino.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-31472 size-large" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250616-WA0013-1024x576.jpeg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250616-WA0013-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250616-WA0013-300x169.jpeg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250616-WA0013-768x432.jpeg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250616-WA0013-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250616-WA0013-2048x1152.jpeg 2048w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG-20250616-WA0013-scaled.jpeg 2560w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>“<strong>Edipo a Colono</strong>” di Sofocle, tradotto da Francesco Morosi per la regia di Robert Carsen, con le scene di Radu Boruzescu – torna la scalinata di “Edipo Re” ma stavolta siamo nel bosco delle Eumenidi – e i costumi di Luis Carvalho (toni terrosi per Edipo, il nero del lutto e dello strapotere, il bianco dell’ospitalità di Teseo e degli abitanti di Colono, poi il rosso, infine il verde, verde sacro del divino, della speranza, di una terra nuova e possibile), è la riconferma, semmai ce ne fosse bisogno, dell’immenso talento di Giuseppe Sartori, che ha saputo disegnare con la voce e soprattutto il corpo tutta l’evoluzione e il destino di Edipo, con i movimenti da “piede gonfio” (etimologicamente, miticamente e fisicamente) ormai piegato dalla sorte e dalla vecchiaia, dalle fatiche di un esilio doloroso e cieco. L’uccisore del padre è padre egli stesso, tradito dai figli ma assistito amorosamente dalla figlia Antigone, una convincente Fotinì Peluso, e accolto con altrettanto amore dall’altra figlia, Ismene (Clara Bortolotti), amore opposto alle scelte opportunistiche di Polinice e Creonte (Simone Severini e Paolo Mazzarelli), “figure” della ribellione e del potere fine a se stesso e che finiranno per autodivorarsi (guerra e fratricidio saranno i frutti, i figli malati, diremmo così, del loro sentire e agire).</p>
<p>Uno spettacolo “pulito”, dalla nettezza notevole – dalle musiche di Cosmin Nicolae ai movimenti scenici curati da Marco Berriel, dal taglio delle luci, disegnate dallo stesso regista con Giuseppe di Iorio; ricordiamo anche Stefano Simone Pintor, assistente alla regia, e l’assistente scenografa Alison Isabel Walker –, che restituisce la solennità del mito anche grazie alla misura della recitazione, in particolare del rapporto silenzi/ musiche/ parola.</p>
<p>William Caruso interpreta l’abitante di Colono, corifei sono Rosario Tedesco ed Elena Polic Greco (una certezza sempre le loro interpretazioni), Massimo Nicolini bene dipinge la nobiltà d’animo e d’azione di Teseo, mentre il coro è formato da Andrea Bassoli, Guido Bison, Sebastiano Caruso, Spyros Chamilos, Gabriele Crisafulli, Manuel Fichera,Elvio La Pira, Emilio Lumastro, Roberto Marra, Jacopo Sarotti, Sebastiano Tinè; il messaggero è  Pasquale Montemurro, il seguito di Teseo è costituito da Samuele Cannoni, William Caruso, Andrea Catalano, Christian D’Agostino, Carloandrea Pecori Donizetti, Pasquale Montemurro, Daniele Sardelli, Federico Valentini, mentre quello di Creonte vede Gabriele Esposito, Salvatore Mancuso, Lorenzo Patella, Tommaso Quadrella.</p>
<p>Dalle fila dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico ricordiamo Andrea Bassoli, Guido Bison, Sebastiano Caruso, Spyros Chamilos, Gabriele Crisafulli, Manuel Fichera, Elvio La Pira, Emilio Lumastro, Roberto Marra, Jacopo Sarotti, Sebastiano Tinè, Davide Carella, Alessandro Cunsolo, Giovanni Costamagna, Eddye Di Meo, Lorenzo Ficara, Samuele Ingrosso, Marco Maggio, Vincenzo Mandalà, Riccardo Massone, Carlo Marrubini Bouland, Davide Pandalone, Massimiliano Serino, Davide Sgamma, Adriano Spera, Stefano Stagno, Giovanni Taddeucci, Flavio Tomasello, Angelo Valente, Alessandro Volpes (coro degli abitanti di Colono), mentre Clara Borghesi, Carlotta Ceci, Federica Clementi, Alessandra Cosentino, Ludovica Garofani, Gemma Lapi, Zoe Laudani, Arianna Martinelli, Beatrice Ronga, Francesca Sparacino, Sandre Siria Veronese, Arianna Angioli, Allegra Azzurro, Claudia Bellia, Carla Bongiovanni, Margherita Cinardi, Anastasia Cino, Maria Rita Sofia Di Stasio, Virginia Giannone, Alessandra Giovannetti, Gaia Lerda, Giulia Maroni, Angelica Rampin, Erika Roccaforte, Gioia Maria Sanfilippo, Maria Clelia Sciacca, Sarah Gisella Simeoni, Francesca Totti sono il coro delle Eumenidi, le Benevole che “assumono in Cielo” Edipo, che misteriosamente muore eppure – bellissimo il finale dopo il patetico addio alle figlie e alla luce della vita – cambia veste e forma per rimanere o restare, imperituro simbolo di colpa e castigo, delitto e pena, enigma e ragione, dramma e “riscatto”, grido di dolore e innocenza, “corpo che pena” e spirito invitto.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tornano i concerti al Teatro greco &#8220;ma solo se eccezionali&#8221;, mentre si aspetta ancora l&#8217;esito degli studi</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2025/01/23/tornano-i-concerti-al-teatro-greco-ma-solo-se-eccezionali-mentre-si-aspetta-ancora-lesito-degli-studi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvo Baio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 14:42:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Rappresentazioni Classiche]]></category>
		<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Archeologico di Siracusa]]></category>
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		<category><![CDATA[comitato difesa teatro greco]]></category>
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		<category><![CDATA[Francesco Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Tornano i concerti al Teatro greco &#8220;ma solo se eccezionali&#8221;. In cosa consista l&#8217;eccezionalità,  lo spiega l&#8217;assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Scarpinato: &#8220;Tra la conclusione delle rappresentazioni classiche e lo smontaggio dell&#8217;impalcatura, cioè tra il 12 e il 26 luglio, potranno essere autorizzati alcuni eventi di rilevanza internazionale&#8220;. Chi stabilisce &#8220;la rilevanza internazionale&#8221; dello &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="gmail_quote">
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<div><strong>Tornano i concerti al Teatro greco</strong> &#8220;ma solo se eccezionali&#8221;. In cosa consista l&#8217;eccezionalità,  lo spiega <strong>l&#8217;assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Scarpinato</strong>: &#8220;<em>Tra la conclusione delle rappresentazioni classiche e lo smontaggio dell&#8217;impalcatura, cioè tra il 12 e il 26 luglio, potranno essere autorizzati alcuni eventi di rilevanza internazionale</em>&#8220;. <strong>Chi stabilisce &#8220;<em>la rilevanza internazionale</em>&#8221; dello spettacolo?</strong></div>
<div></div>
<div>La <strong>Commissione anfiteatro Sicilia</strong> (della quale per gli spettacoli in programma a Siracusa fa parte il sindaco Italia)  che ad oggi, secondo l&#8217;assessore Scarpinato, <strong>non ha autorizzato alcun evento</strong> per il Teatro greco per il 2025. Eppure <strong>il sindaco di Siracusa</strong>, smentendo l&#8217;assessore regionale, <strong>ha già annunciato</strong> che il 25 luglio ci sarà al Temenite il <strong>concerto della cantante Giorgia</strong>, che festeggerà i suoi trent&#8217;anni di carriera.  Il sindaco ha anche fatto sapere che la decisione  di utilizzare, per il  suddetto periodo,   il Teatro greco,  è  (o sarebbe) il frutto di un&#8217;intesa con l&#8217;assessore Scarpinato e il direttore del parco archeologico, Carmelo Bennardo.</div>
<div></div>
<div>
<p>È possibile che l&#8217;assessore Scarpinato,  politico smaliziato, dopo la dura polemica col sindaco Italia (&#8220;<em>Non prendo lezioni da chi</em> (Italia, ndr) <em>non è capace  di intrattenere rapporti  istituzionali corretti</em>&#8220;) abbia voluto dargli un contentino, consentendogli di fare alcuni spettacoli al Teatro greco.  Ma <strong>il nodo della questione è un altro</strong>.  Anche quest&#8217;anno, infatti, la cavea sarà coperta da impalcature di legno e dunque i turisti per cinque-sei mesi il teatro  potranno vederlo solo in cartolina. Ma soprattutto <strong>non sono ancora note le risultanze dello studio</strong> sullo stato di salute del Temenite, commissionato lo scorso anno dal direttore del Parco archeologico ad alcune università, coordinate dal <strong>professore Lorenzo Lazzarini</strong>, uno dei maggiori esperti mondiali della pietra antica.</p>
<p><strong>A che punto è questo studio? </strong> Il motivo per cui un gruppo nutrito di persone, fra le quali il sottoscritto come la redazione de La Civetta, ha contrastato l&#8217;orgia di pop al Teatro greco è basato sulla preoccupazione che la cavea possa subire un danno, oltre che  dalle rappresentazioni delle tragedie ateniesi, anche da altri spettacoli. Questa preoccupazione può essere confermata o smentita dagli studi degli esperti nominati da Bennardo dei quali, ad oggi, non si ha alcuna notizia.</p>
<p>Da qui la nostra perplessità sul silenzio caduto sulle loro indagini. <strong>Il comitato a difesa del Teatro greco</strong> ha condiviso la decisione del direttore del Parco archeologico, architetto Bennardo, di affidare a istituzioni di riconosciuta competenza uno studio  sullo stato della cavea del teatro, ma da allora è passato molto tempo, forse troppo,  e <strong>non vorremmo che si insinuasse il sospetto che l&#8217;esito dell&#8217;indagine venga gestito dai tempi della politica</strong>.</p>
</div>
</div>
</div>
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</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ASSESSORE REGIONALE AI BENI CULTURALI AL SINDACO ITALIA: &#8220;NON SI DIALOGA CON LE ISTITUZIONI CON LE PROVOCAZIONI A MEZZO SOCIAL&#8221;</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2024/10/20/lassessore-regionale-ai-beni-culturali-al-sindaco-italia-non-si-dialoga-con-le-istituzioni-con-le-provocazioni-a-mezzo-social/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvo Baio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Oct 2024 09:57:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro greco]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Greco]]></category>
		<category><![CDATA[f. scarpinato]]></category>
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					<description><![CDATA[Come si permette di rivolgersi a me con questo tono perentorio? Deve aver sbottato così l&#8217;assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Scarpinato, quando ha ascoltato le dichiarazioni del sindaco Italia rilasciate a un giornale online. A farlo infuriare è stato quel &#8220;ci faccia sapere subito&#8221; privo del garbo istituzionale che da un sindaco con la &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come si permette di rivolgersi a me con questo tono perentorio? Deve aver sbottato così l&#8217;assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Scarpinato, quando ha ascoltato le dichiarazioni del sindaco Italia rilasciate a un giornale online. A farlo infuriare è stato quel &#8220;ci faccia sapere subito&#8221; privo del garbo istituzionale che da un sindaco con la erre moscia, con l&#8217;incedere elegante e perennemente in giacca blu d&#8217;ordinanza, ci si aspetta.</p>
<p>Ma cos&#8217;è che il Signore del Vermexio voleva &#8220;sapere subito&#8221; dall&#8217;assessore Scarpinato? Ecco le sue parole come le riferisce La Sicilia: &#8220;Saremmo felici di programmare &#8211; ha detto &#8211; una nuova stagione di concerti per il 2025 al Teatro greco di Siracusa. Ci faccia sapere subito se questo è possibile o no. Perché se tardiamo succede, come è successo l&#8217;anno scorso, che tutto andrà a Catania&#8221;. Quanta prescia, signor sindaco.</p>
<p>All&#8217;assessore Scarpinato non è andato giù il modo sbrigativo e irrituale con cui Italia ha richiesto l&#8217;uso del Teatro greco per gli spettacoli pop e gli ha risposto senza peli sulla lingua:</p>
<p>&#8220;Non cogliamo provocazioni attuate a mezzo social da chi non è stato in grado, sinora, di intrattenere un dialogo costruttivo e formale con le istituzioni&#8221;. Accipicchia che sberla. Scarpinato ha poi precisato che &#8220;la tutela (dei beni culturali ndr) resta un punto fermo della nostra azione politica&#8221;. Su questo, caro assessore, ha tutta la nostra solidarietà, anche se non abbiamo per nulla condiviso la scelta di tenere imballato il teatro fino ai primi di ottobre per fare un gentile omaggio al G7 Agricoltura e al ministro Lollobrigida, in piena contraddizione con quanto dichiarato nei mesi precedenti sulla necessità di riconsegnare presto il teatro a visitatori e studiosi.</p>
<p>Ciò che stupiscono di Italia sono il disinteresse sulle condizioni di salute del Teatro greco e la disinvoltura con cui sorvola sulle indagini, condotte al più alto livello scientifico, per accertare l&#8217;eventuale necessità di fare interventi di conservazione.</p>
<p>Possibile che il nostro sindaco pensi al Teatro greco come luogo di spettacoli e non come monumento simbolo da tutelare per i visitatori che vengono da ogni parte del mondo?</p>
<p>La nostra lontananza dalle posizioni politiche dell&#8217;assessore Scarpinato non ci impedisce di riconoscergli la ferma presa di posizione con cui lo scorso anno decise di destinare il Teatro greco alle sole rappresentazioni classiche e l&#8217;impegno, poi mantenuto, di allestire all&#8217;interno del parco archeologico un contenitore di spettacoli alternativo al Temenite.</p>
<p>Su un punto non siamo d&#8217;accordo con l&#8217;assessore Scarpinato: quelle del sindaco non sono provocazioni ma radicate convinzioni sul valore taumaturgico del pop al Teatro greco. Che, detto con il dovuto rispetto, è anche peggio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IL TEATRO GRECO LIBERATO</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2024/10/15/il-teatro-greco-liberato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Maiorca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2024 21:49:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parco Archeologico di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Inda]]></category>
		<category><![CDATA[impalcatura]]></category>
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		<category><![CDATA[parco archeologico]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Caruso]]></category>
		<category><![CDATA[Carmelo Bennardo]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Paolo Scarpinato]]></category>
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					<description><![CDATA[Sotto lo sguardo di numerosi turisti in visita al parco archeologico della Neapolis, in questi giorni finalmente è stata smontata la copertura della cavea del teatro greco: un’enorme impalcatura in legno (montata su tubi zincati e geotessuto in fibra sintetica) che si installa ogni anno prima che cominci la stagione degli spettacoli organizzati dall&#8217;Istituto Nazionale &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sotto lo sguardo di numerosi turisti in visita al parco archeologico della Neapolis, in questi giorni finalmente è stata <strong>smontata la copertura della cavea del teatro greco</strong>: un’enorme impalcatura in legno (montata su tubi zincati e geotessuto in fibra sintetica) che si installa ogni anno prima che cominci la stagione degli spettacoli organizzati dall&#8217;Istituto Nazionale del Dramma Antico. Operazioni di competenza dei tecnici e delle maestranze della stessa INDA, “vigilati” dalla Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Siracusa.</p>
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<p>La struttura dovrebbe servire a proteggere i millenari gradini scavati nella roccia dal calpestio e, più in generale, dal contatto diretto con le migliaia di persone che, quotidianamente, si riversano nel teatro per assistere a tragedie e commedie antiche, e ad altri eventuali spettacoli. Nel periodo <strong>tra il 10 maggio e il 6 luglio 2024</strong> sono stati <strong>160.646 gli spettatori che hanno visto le tre rappresentazioni classiche in programma </strong>(dati Fondazione INDA).</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-29284" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/10/4-1-236x300.jpg" alt="" width="236" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/10/4-1-236x300.jpg 236w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/10/4-1.jpg 720w" sizes="(max-width: 236px) 100vw, 236px" /> <img decoding="async" class="alignnone  wp-image-29285" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/10/7-1-300x228.jpg" alt="" width="395" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/10/7-1-300x228.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/10/7-1.jpg 720w" sizes="(max-width: 395px) 100vw, 395px" /></p>
<p>Ma non tutti sono d’accordo sulla sua efficacia protettiva. <strong>Fra i più critici, l&#8217;archeologo Fabio Caruso</strong> che, qualche giorno fa, in un intervento ripreso da “La Civetta di Minerva”, ha affermato: ”<em>Inutile nascondersi il fatto che sia proprio la struttura in legno una delle principali cause del degrado della cavea: il suo vero compito è impiantarsi su quelle parti in cui i gradini hanno perso quasi del tutto la morfologia originaria per aumentare il numero dei posti disponibili</em>”.</p>
<p>Che lo stato di salute del teatro greco abbia bisogno di controlli non è una novità. Come potrebbe essere altrimenti? Oltre alle azioni umane &#8211; spoliazioni, ristrutturazioni, ecc. – da quando fu costruito nel V secolo a. C. è sottoposto all’erosione causata da naturali fattori climatici, fra cui le acque meteoriche, e la pietra di quelle gradinate inevitabilmente è diventata nel tempo più fragile e delicata.<br />
L’anno scorso il direttore del Parco Archeologico Carmelo Bennardo ha comunicato l’intenzione di avviare un progetto di indagini conoscitive per accertare le reali condizioni del sito, con il coinvolgimento scientifico di università e di aziende specializzate nell’attività di diagnosi e di restauro dei beni culturali. <strong>Si attende il risultato degli studi, ormai imminente. </strong></p>
<p>Nel frattempo, però, bisogna evidenziare che <strong>il teatro greco è rimasto “<em>ingabbiato”</em> fra marzo e ottobre, circa sette mesi,</strong> un periodo lunghissimo durante il quale i tantissimi visitatori paganti, al posto di ammirare la sbandierata “<em>unicità</em>” del più antico edificio teatrale di epoca greca che ci sia in occidente, si sono trovati davanti l’estesa impalcatura grigia che ingloba al suo interno le file di gradini.<br />
Succede da molto tempo, e quest’anno è accaduto in misura maggiore. Quando si parla e si sparla di “<em>ritorno d’immagine</em>” per la città, bisognerebbe considerare anche i non pochi turisti delusi da quella vista. Sentimento che, forse, quella struttura anonima suscita in qualche spettatore interessato pure al contesto.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-29278 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/10/1-1-192x300.jpg" alt="" width="165" height="258" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/10/1-1-192x300.jpg 192w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/10/1-1-671x1050.jpg 671w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/10/1-1.jpg 720w" sizes="(max-width: 165px) 100vw, 165px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-29279" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/10/2-1-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/10/2-1-300x221.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/10/2-1.jpg 720w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-29281" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/10/11-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/10/11-300x222.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/10/11.jpg 720w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>Tenere in “ostaggio”</strong> il teatro per così lungo tempo è tanto più intollerabile e cialtronesco considerando che quest’anno è stata realizzata un’installazione teatrale all’<strong>Ara di Ierone</strong> “<em>per tutelare il teatro antico e preservare il paesaggio archeologico</em>”. Così aveva detto a marzo <strong>l’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato</strong>, motivando la decisione di non autorizzare più concerti musicali al Teatro greco, e sostenendo, in alternativa, il progetto portato a termine all’Ara di Ierone dalla direzione del Parco archeologico.<br />
<strong>Scelta che non era piaciuta al sindaco di Siracusa Francesco Italia</strong> che, a fine maggio, aveva accusato una parte del centrodestra, in particolare un deputato regionale di Fratelli d’Italia, di avere macchinato per impedire al Comune e al sindaco di utilizzare il Teatro greco. Ed aveva annunciato per primo che, nonostante i concerti programmati all’Ara di Ierone, concluso il ciclo di spettacoli dell’Inda, la struttura in legno montata sulla cavea del teatro non sarebbe stata tolta. Motivo: a fine settembre ci sarebbe stato il G7 sull’Agricoltura e Ministero e Regione volevano “offrire” ai ministri e al pubblico uno spettacolo al teatro greco. Un modo di agire &#8211; aggiungeva indignato Italia &#8211; per favorire gli interessi degli amici e della propria fazione politica.</p>
<p>Poi, <strong>le serate al teatro greco sono diventate quattro</strong>, riunite in un’essenziale rassegna a coreografica trazione Peparini, impreziosita dall’ineffabile titolo di “<em><strong>Benvenuto G7 Agricoltura e Pesca</strong></em>”.<br />
Si è trattato di uno degli indimenticabili risultati ottenuti nell’ortigiana Siracusa (o, a piacere, nella siracusana Ortigia) frutto della piena collaborazione fra lo staff del ministro Lollobrigida, alcuni maggiorenti di Fratelli d’Italia, l’assessora regionale al Turismo (anch’essa in quota Fratelli d’Italia) e l’amministrazione comunale di Siracusa guidata da Francesco Italia, nella doppia veste di sindaco e presidente dell’Inda, folgorato sulla via del Divino Expo.</p>
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		<title>DURANTE IL G7 E L&#8217;EXPO A ORTIGIA NON DEVE VOLARE UNA MOSCA NIENTE PROTESTE PER FARSI NOTARE</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2024/08/18/durante-il-g7-e-lexpo-a-ortigia-non-deve-volare-una-mosca-niente-proteste-per-farsi-notare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvo Baio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Aug 2024 07:58:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[G7 Agricoltura/Pesca]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Greco]]></category>
		<category><![CDATA[granata]]></category>
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					<description><![CDATA[La protesta annunciata da Ortigia resistente si può fare ma dopo il G7. Durante l&#8217;Expo e il G7, raccomanda l&#8217;assessore Granata, dobbiamo mettere da parte le discussioni sull&#8217;uso del Teatro greco o su Ortigia &#8220;senza che qualcuno pensi di utilizzare il memorabile evento per trovare audience su temi comunque locali&#8221;. Veramente tanto locali non mi &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La protesta annunciata da Ortigia resistente si può fare ma dopo il G7. Durante l&#8217;Expo e il G7, raccomanda l&#8217;assessore Granata, dobbiamo mettere da parte le discussioni sull&#8217;uso del Teatro greco o su Ortigia &#8220;senza che qualcuno pensi di utilizzare il memorabile evento per trovare audience su temi comunque locali&#8221;. Veramente tanto locali non mi sembrano.</p>
<p>Chi sono questi disturbatori che vogliono appannare l&#8217;immagine di una città, &#8220;già percepita come &#8220;luogo dell&#8217;anima&#8221; a livello nazionale e mondiale&#8221;? Caspiterina.</p>
<p>Nel mirino c&#8217;è Ortigia resistente, nota associazione sovversiva che chiede un po&#8217; d&#8217;ordine nel centro storico. Per l&#8217;assessore Granata, uomo storicamente d&#8217;ordine, l&#8217;immagine di Siracusa e di Ortigia in particolare va tutelata, in quanto, a suo dire, i giorni del G7 e dell&#8217;Expo saranno &#8220;un&#8217;occasione memorabile per la rinascita di uno spirito comunitario nella nostra città&#8221;. Doppia caspiterina.</p>
<p>Mi associo, e con me credo tutte le persone pacifiche, alle raccomandazioni dell&#8217;assessore Granata e per dargli una mano lancio un appello ai sindacati ad evitare cortei di protesta, ai giornali antigovernativi a non pubblicare articoli polemici contro il G7, a non gettare per terra nemmeno una buccia di banana per evitare che il G7 possa scivolare, ai forconi a starsene in campagna. Signori, arriva il ministro Lollobrigida e con lui gli altri sei colleghi esperti in agricoltura dei Paesi più importanti del mondo: Ortigia deve essere una bomboniera. (Detto tra parentesi, ai tempi della ministra Prestigiacomo si tenne più sobriamente in Ortigia il G8, Russia compresa).</p>
<p>Il G7 è un&#8217;occasione di studio e di approfondimento dei temi di attualità riguardanti l&#8217;agricoltura e le sue prospettive future che si conclude con l&#8217;approvazione di un documento. Averlo spettacolarizzato e trasformato in una parata è una scelta opinabile. Tuttavia, prometto che nei dieci giorni che cambieranno l&#8217;agricoltura mondiale mi asterrò perfino dal dubitare.</p>
<p>Quanto ad Ortigia resistente, non so se la si nota di più se protesta o se non disturba, ma la decisione spetta ai suoi rappresentanti, ai quali, se posso permettermi di dare un consiglio non richiesto, dico sommessamente che forse la scelta migliore è quella di far impegnare pubblicamente il sindaco ad accogliere le vostre richieste prima del G7.</p>
<p>Un postscriptum: sono nato in Ortigia e amo le strade, le piazze, i vicoli, le chiese dove sono cresciuto. È in nome di questo amore che ce l&#8217;ho con gli amministratori, non ultimi quelli attuali, che ne hanno consentito il degrado, pur continuando imperterriti ad esaltarne le bellezze quasi fossero opera loro.</p>
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		<item>
		<title>Teatro greco ‘negato’ fino a settembre (e oltre), tra sgrammaticature procedurali e sgarbi istituzionali</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2024/07/18/teatro-greco-negato-fino-a-settembre-e-oltre-tra-sgrammaticature-procedurali-e-sgarbi-istituzionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2024 07:12:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Neapolis]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Inda]]></category>
		<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Archeologico di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Archeologico Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Assessore Scarpinato]]></category>
		<category><![CDATA[INDA]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Greco]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[L’ultimo comunicato dell’Inda (il 16 u.s.) sulla stagione teatrale appena conclusasi porta con sé un’interessante notizia: la richiesta di Francesco Italia &#8211; nel suo doppio ruolo di sindaco di Siracusa, attento alle economie cittadine, e di presidente della Fondazione Inda &#8211; che ha avuto eco nell’appello, seguito a tamburo battente, del Presidente di Noi Albergatori &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’ultimo comunicato dell’Inda</strong> (il 16 u.s.) sulla stagione teatrale appena conclusasi porta con sé un’interessante notizia: la richiesta di Francesco Italia &#8211; nel suo doppio ruolo di sindaco di Siracusa, attento alle economie cittadine, e di presidente della Fondazione Inda &#8211; che ha avuto eco nell’<strong>appello</strong>, seguito a tamburo battente, <strong>del Presidente di Noi Albergatori Giuseppe Rosano</strong> &#8211; <em>se la cavea del teatro greco deve restare coperta fino a settembre per il G7 Agricoltura, facciamoci altri spettacoli</em> – <strong>ha avuto un primo successo</strong>. <strong>Non </strong>sarà <strong>solo una la replica dello spettacolo di Giuliano Peparini il 27 settembre</strong>: ne è prevista infatti anche <strong>una seconda, il 28</strong>, il giorno dopo, immaginiamo grazie alla disponibilità del Presidente dell’Inda nei confronti del sindaco di Siracusa… Che senso avrebbe infatti perdere l’occasione di raddoppiare (o anche triplicare) gli incassi per la Fondazione, la compagnia teatrale e tutto il mondo che vi gira intorno?</p>
<p>E potrebbe anche essere tutto condivisibile se gli spettacoli non fossero intimamente innestati nella complessa questione della fruizione del teatro greco.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-28412 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/07/teatro-300x224.webp" alt="" width="300" height="224" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/07/teatro-300x224.webp 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/07/teatro-768x575.webp 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/07/teatro.webp 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>E qui entrano in ballo le <strong>responsabilità proprio dell’assessorato regionale ai beni culturali</strong>. Quando <strong>a fine 2023 l’assessore Francesco Scarpinato</strong> decise che, per tutelare il teatro greco dopo le segnalazioni degli esperti sui rischi alla sua integrità, <strong>non sarebbe stato più possibile organizzarvi spettacoli musicali pop</strong> e che si sarebbe smontata l’impalcatura subito dopo il termine del ciclo delle rappresentazioni classiche, si evidenziò che già per l’estate di quell’anno si sarebbe dovuto adottare tale provvedimento, azione impedita però dall’ormai avviata campagna di promozione degli spettacoli estivi con conseguente vendita dei biglietti. Quindi <strong>si era già in ritardo per correre ai ripari.  </strong></p>
<p>Com’è noto, così, <strong>l’alternativa</strong> al teatro, sempre all’interno del Parco della Neapolis, è stata quella di <strong>allestire per il 2024 presso l’Ara di Ierone un apposito spazio</strong>, per quattromila posti, ormai in fase di ultimazione.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-28413 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/07/Immagine-WhatsApp-2024-07-17-ore-19.55.34_ba216e18-300x169.jpg" alt="" width="405" height="228" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/07/Immagine-WhatsApp-2024-07-17-ore-19.55.34_ba216e18-300x169.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/07/Immagine-WhatsApp-2024-07-17-ore-19.55.34_ba216e18-1024x576.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/07/Immagine-WhatsApp-2024-07-17-ore-19.55.34_ba216e18-768x432.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/07/Immagine-WhatsApp-2024-07-17-ore-19.55.34_ba216e18-1536x864.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/07/Immagine-WhatsApp-2024-07-17-ore-19.55.34_ba216e18.jpg 2048w" sizes="(max-width: 405px) 100vw, 405px" /></p>
<p>Ma allora, dopo la decisione (responsabilmente) presa due anni fa, <strong>come potrebbe ora l’assessore Scarpinato smentire se stesso</strong> tenendo coperta la cavea fino a fine settembre? <strong>Come ignorare il possibile danno erariale per i 180mila euro</strong>, solo per la struttura, spesi senza aver raggiunto lo scopo prefisso: restituire la cavea a visitatori e studiosi?</p>
<p>Eppure … <strong>eppure si dà ormai per certa questa follia</strong>, possibile solo in una terra bizantina come la nostra.</p>
<p>E, in più, <strong>sapere come siano andate veramente le cose appare un’impresa</strong>, sebbene la netta <strong>impressione sia che nulla sia stato fatto seguendo il corretto iter istituzionale</strong>, circostanza che ha molti precedenti illustri tra cui, solo per fare un esempio eclatante, il caos per il prestito del Caravaggio.</p>
<p><strong>Chi ha voluto tutto questo?</strong> <strong>Nel suo ultimo comunicato</strong>, il 16 u.s., il sindaco-presidente Inda ha affermato che “<strong><em>Il successo riscosso da Horai</em></strong><em> – Le Quattro stagioni del regista Giuliano Peparini <strong>ha indotto l’INDA a riproporre due repliche</strong> al Teatro Greco il 27 e il 28 settembre prossimo, in concomitanza con il G7 Agricoltura che si svolgerà a Siracusa</em>”.</p>
<p><strong>Ma lo stesso Francesco Italia</strong>, in un’intervista a Siracusa News, <strong>il 28 giugno scorso</strong>, aveva dichiarato: “<strong><em>Il teatro resterà montato per volontà del ministro Lollobrigida</em></strong><em> che ha chiesto che agli ospiti e a tutti, soprattutto alla popolazione giovanile sia offerta la possibilità di uno spettacolo</em>”.</p>
<p>Quindi? “<strong>Una storia complicata – commenta Salvo Baio</strong> – che ha bisogno però di una premessa. <strong>La convenzione tra la Fondazione Inda e la direzione del Parco archeologico</strong> prevede che, <strong>entro il 10 agosto, il Teatro greco</strong>, dato in concessione all’Inda, <strong>sia smontato</strong> e che quindi rientri nella piena disponibilità del Parco e soprattutto dei visitatori che in tutti questi mesi non hanno potuto vedere il teatro come ce l&#8217;hanno lasciato i Greci perché coperto da impalcature di legno. Quindi, per tenere ‘occultata’ la cavea, <strong>è necessaria una motivata proroga</strong> della convenzione di cui non si ha notizia.</p>
<p>E veniamo alla <strong>richiesta del ministro Lollobrigida</strong> o del suo gabinetto per &#8220;prenotare&#8221; per il 27 settembre il teatro: <strong>a chi è stata inviata?</strong></p>
<p>Credo che la richiesta, tra il 18 e il 20 giugno, sia stata <strong>indirizzata direttamente alla Fondazione Inda</strong> <strong>la quale si è subito attivata</strong> &#8211; sentendo odore ministeriale, possibilità di qualche foto opportunity &#8211; <strong>per spalancare le &#8220;porte&#8221; del teatro al signor ministro</strong>. Tutto questo, a quanto risulta, <strong>all&#8217;insaputa del direttore del Parco Archeologico e ancor prima dell&#8217;assessore regionale ai Beni culturali cui, correttamente, avrebbe dovuto essere indirizzata in primis la richiesta d&#8217;uso del teatro</strong>. A questo proposito ricordo <strong>l’articolo de La Sicilia del 6 luglio</strong> dal titolo &#8220;Nessuna richiesta per il Teatro durante il G7&#8221;, in cui si riporta la seguente dichiarazione come proveniente dalla commissione Anfiteatro Sicilia: &#8220;<strong><em>Ad oggi non si possono realizzare eventi al Teatro greco. Al momento non c&#8217;è alcuna richiesta</em></strong>&#8220;. Nemmeno dal governo.</p>
<p>È verosimile che l’Inda, destinataria delle richieste del ministro, si sia rivolta successivamente all&#8217;assessore ai Beni culturali e alla direzione del Parco archeologico (sorvoliamo sulle macroscopiche sgrammaticature procedurali e sugli sgarbi istituzionali) per la necessaria autorizzazione a disporre del teatro durante il G7. Ma deve essere chiaro che <strong>se l’assessore autorizzerà l’uso del teatro per il 27 e 28 settembre</strong>, tenendolo imballato per altri due mesi e negandolo ai visitatori, <strong>si assumerà una grande responsabilità</strong> e dovrà spiegare <strong>perché lo spettacolo per gli illustri ospiti del G7 non si può tenere all’Ara di Ierone</strong> che proprio lui ha fatto allestire per tutelare l’integrità del teatro. Una brutta storia”.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-28414 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/07/Immagine-WhatsApp-2024-07-17-ore-20.00.45_d30e49ec-169x300.jpg" alt="" width="107" height="190" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/07/Immagine-WhatsApp-2024-07-17-ore-20.00.45_d30e49ec-169x300.jpg 169w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/07/Immagine-WhatsApp-2024-07-17-ore-20.00.45_d30e49ec-591x1050.jpg 591w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/07/Immagine-WhatsApp-2024-07-17-ore-20.00.45_d30e49ec-768x1365.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/07/Immagine-WhatsApp-2024-07-17-ore-20.00.45_d30e49ec-864x1536.jpg 864w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/07/Immagine-WhatsApp-2024-07-17-ore-20.00.45_d30e49ec.jpg 1152w" sizes="(max-width: 107px) 100vw, 107px" />In tutta questa confusa vicenda, ciò che rileviamo, ancora una volta, è la superficialità con cui si interpretano le procedure amministrative; la facilità con cui, anche evidentemente avvalendosi di interlocuzioni dirette tutte da conoscere, si scavalcano ruoli e competenze (l’iter corretto al più avrebbe dovuto essere: Ministro – Assessorato (in quanto proprietario del bene) – Direzione del Parco (che ne ha la gestione diretta) e infine, solo infine, l’Inda che fruisce di una mera concessione a tempo e dalle precise finalità; la supponenza di chi pensa di dettare dall’alto (dal governo) regole e modalità d’azione fino ad indicare nello specifico il programma più gradito alle ‘autorità’; la remissività di chi ubbidisce (per appartenenza politica e/o per altro?).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Negramaro al Teatro Greco, seguiranno altri concerti della stessa portata. Sarebbe opportuno chiedere il controllo dei decibel</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2023/07/20/negramaro-al-teatro-greco-seguiranno-altri-concerti-della-stessa-portata-sarebbe-opportuno-chiedere-il-controllo-dei-decibel/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jul 2023 14:41:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capitale cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Archeologico di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[concerti rock]]></category>
		<category><![CDATA[Negramaro]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Greco]]></category>
		<category><![CDATA[comune siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Greco Siracusa]]></category>
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					<description><![CDATA[Un teatro inadatto ai grandi concerti per un pubblico giovane che non ne vuole sapere di regole. E non a torto. Come imporre a chi ha un&#8217; energia incontenibile di star fermo mentre cantano Biagio Antonacci, i Negramaro,  Zucchero, altri? È andare contro natura. Come è andare contro il rispetto dei &#8216;monumenti&#8217; adibirli a usi &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un teatro inadatto ai grandi concerti per un pubblico giovane che non ne vuole sapere di regole. E non a torto.</p>
<p>Come imporre a chi ha un&#8217; energia incontenibile di star fermo mentre cantano Biagio Antonacci, i Negramaro,  Zucchero, altri? È andare contro natura. Come è andare contro il rispetto dei &#8216;monumenti&#8217; adibirli a usi inappropriati, il tenervi mega concerti. Quelli che altrove normalmente si fanno negli stadi non con 5mila persone (la capienza massima del nostro teatro greco) ma con decine di migliaia (l&#8217;ultimo di Baglioni ha venduto 50mila biglietti).</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-25599" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2023/07/356961737_258088446961296_7462542667159155812_n-223x300.jpg" alt="" width="223" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2023/07/356961737_258088446961296_7462542667159155812_n-223x300.jpg 223w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2023/07/356961737_258088446961296_7462542667159155812_n-780x1050.jpg 780w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2023/07/356961737_258088446961296_7462542667159155812_n-768x1033.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2023/07/356961737_258088446961296_7462542667159155812_n.jpg 1080w" sizes="(max-width: 223px) 100vw, 223px" /></p>
<p>I video che girano su FB sul concerto di Biagio Antonacci con i ragazzi che saltano entusiasti sulle impalcature di legno, l&#8217;invasione del palco (l&#8217;orchestra) &#8216;autorizzata&#8217; dai Negramaro per far ballare liberamente tutti, con i tentativi vani degli addetti alla sicurezza di fermare la marea umana, sono significativi. Vogliamo sanzionare i Negramaro o chi per loro perché se ne sono fregati delle regole? Questa sarebbe la giusta conseguenza di un invito che ha fatto saltare tutte le norme di sicurezza, sempre ammesso che, in genere, siano  rispettate in partenza. Che siano rigorose ab origine.</p>
<p>Da indiscrezioni risulterebbe che anche qualcuno degli addetti alla sicurezza abbia esclamato: &#8220;Stavolta povero teatro davvero!&#8221; e residenti della zona hanno lamentato che ieri sera i decibel fuori controllo facessero vibrare i vetri delle abitazioni.</p>
<p>E tutto questo perché? Solo per l&#8217;incapacità dell&#8217; Amministrazione di pensare ad alternative. Come se altrove, fuori dai parchi archeologici, i concerti fossero un flop.</p>
<p>Torniamo a chiedere norme rigide a protezione dell&#8217;intera area archeologica senza tentennamenti e indecisioni.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>BAIO E BLANCATO: QUALI DELIBERE E QUALI COSTI PER LA STAGIONE MUSICALE?</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2023/03/01/baio-e-blancato-quali-delibere-e-con-quali-costi-per-la-stagione-musicale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvo Baio, Mario Blancato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2023 09:02:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura generale]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Rappresentazioni Classiche]]></category>
		<category><![CDATA[sen. D'Elia]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Valensise]]></category>
		<category><![CDATA[INDA]]></category>
		<category><![CDATA[sen. Antonio Nicita]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Greco]]></category>
		<category><![CDATA[ministro Sangiuliano]]></category>
		<category><![CDATA[ministro Franceschini]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Ha fatto bene il senatore Antonio Nicita ad avanzare al Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, la richiesta di scioglimento del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Inda e della conseguente nomina di un Commissario che sia competente in materia di teatro antico ed in grado di gettare le basi per rifondare l&#8217;Istituto del Dramma Antico, a &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha fatto bene il senatore <strong>Antonio Nicita</strong> ad avanzare al Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, la <strong>richiesta di scioglimento del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Inda</strong> e della conseguente nomina di un Commissario che sia competente in materia di teatro antico ed in grado di gettare le basi per rifondare l&#8217;Istituto del Dramma Antico, a partire dalla riscrittura dello statuto e dalla nomina dei nuovi amministratori, rompendo con il passato. La vicenda del Sovrintendente artistico, che si trascina da mesi, è rivelatrice dell&#8217;incapacità dell&#8217;attuale governance (che va cambiata in toto) della Fondazione di fare scelte di alto profilo professionale.</p>
<p>Sono state designate nel CdA persone che si sono distinte per la loro abilità nell&#8217;indicare nomi di attori, attrici, registi, coreografi, traduttori delle tragedie. Per dare un&#8217;idea, ci sono <strong>registi alla quarta nomina, attrici alla quinta nomina, traduttori alla terza o addirittura quarta nomina</strong>. Saranno pure tutti bravi professionalmente, ma non gli unici bravi. Sarebbe interessante sapere quale criterio abbia fatto la differenza.</p>
<p>Il Ministro della Cultura del tempo non ha mosso un dito quando veniva stravolto lo statuto dell&#8217;Inda che ha creato una assurda sovrapposizione di funzioni tra il Sovrintendente artistico e il Consigliere Delegato che non si riscontra in nessun&#8217;altra fondazione culturale. In un documento pubblico a firma di <strong>Beatrice Basile, Marina De Michele, Alessandra Trigilia, Nino Di Guardo, Roberto Fai e dei sottoscritti</strong> sono state messe in luce le incoerenze e le incongruenze dell&#8217;attuale statuto ed è stato chiesto al sindaco Italia, che è anche presidente dell&#8217;Inda, di <strong>aprire nel CdA una discussione di merito per recepire tali modifiche, ma il primo cittadino ha fatto, come al solito, lo gnorri.</strong> Dal ministero della Cultura, al quale abbiamo inviato per conoscenza il documento, nessun riscontro. Il punto dirimente per noi è la separazione delle competenze artistiche e culturali, che vanno attribuite al Sovrintendente, da quelle amministrative.</p>
<p>La vicenda degli spettacoli rock e pop al Teatro greco pone l&#8217;esigenza di un chiarimento da parte di <strong>Francesco Italia nella doppia veste di Sindaco e di Presidente della Fondazione Inda</strong>. Come sindaco ha programmato da mesi una serie di concerti musicali da tenersi al Teatro greco, concerti <strong>autorizzati con una procedura a dir poco anomala</strong> (sulla quale pende una richiesta di acquisizione dei verbali) dall&#8217;apposita commissione regionale di cui fa parte lui stesso con voto deliberativo.</p>
<p>Sarebbe <strong>opportuno sapere</strong> dal sindaco-presidente se l&#8217;Amministrazione comunale ha adottato <strong>atti amministrativi riguardanti gli spettacoli musicali che dovrebbero svolgersi al Teatro greco e quali oneri finanziari saranno a carico degli organizzatori</strong> degli spettacoli per fruire della struttura in legno per la quale l&#8217;Inda annualmente spende più o meno mezzo milione di euro.</p>
<p>Infine una curiosità: sembrerebbe che l&#8217;ex Ministro Franceschini abbia dato all&#8217;Inda un contributo aggiuntivo di un milione di euro con destinazione vincolata: la realizzazione di una stagione-festival dei teatri di pietra esistenti in Italia. Ci sembra un&#8217;ottima idea e pertanto saremmo interessati a sapere se è stato approvato dal CdA il relativo progetto, se qualcuno si sta occupando della programmazione, delle linee guida, dei criteri di spesa.</p>
<p><strong>Come mai l&#8217;Inda non pubblica sul proprio sito le delibere del CdA?</strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-24190" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/11/nicita-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/11/nicita-300x200.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/11/nicita-1024x683.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/11/nicita-768x512.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/11/nicita.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><em>LE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI IN MATERIA PRESENTATE DAI SENATORI NICITA E D’ELIA</em></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">Atto n. 3-00232 <em>(in 7ª Commissione)</em></span><br />
<span style="font-size: 10pt;">Pubblicato il 21 febbraio 2023, nella seduta n. 40</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><a href="https://www.senato.it/loc/link.asp?leg=19&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=36411" target="_blank" rel="noopener">NICITA</a>, <a href="https://www.senato.it/loc/link.asp?leg=19&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=31875" target="_blank" rel="noopener">D&#8217;ELIA</a> &#8211; <em>Al Ministro della Cultura</em>. &#8211;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">la fondazione INDA (Istituto nazionale del dramma antico) di Siracusa, a poco più di tre mesi dall&#8217;inizio delle rappresentazioni classiche, non ha ancora il nuovo sovrintendente artistico e culturale, cioè la figura che, in base allo statuto della fondazione, &#8220;cura l&#8217;attività teatrale e artistica, di allestimento e smontaggio del Teatro Greco, la gestione della biglietteria&#8221;;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">il 19 agosto 2022, la consigliera delegata Marina Valensise ha presentato al consiglio di amministrazione &#8220;un rapporto&#8221; con il quale descriveva l&#8217;istruttoria seguita per la scelta della terna di nomi da inviare al Ministero della cultura per la nomina del sovrintendente artistico e culturale;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">non si conoscono i criteri in base ai quali sia stata scelta questa terna; l&#8217;unica cosa certa è che essa non ricomprendeva il nome di Antonio Calbi, sovrintendente in carica, esclusione a giudizio degli interroganti non comprensibile, se non per motivi estranei all&#8217;attività svolta;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">il Ministero della cultura ha però &#8220;bocciato&#8221; la terna proposta e ha imposto l&#8217;indizione di una selezione pubblica;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">a seguito di questa decisione, il sindaco è stato costretto a convocare il consiglio di amministrazione per deliberare, il 6 settembre 2022, &#8220;l&#8217;indizione di una selezione pubblica per la composizione di una terna da sottoporre al Ministero della cultura per il conferimento dell&#8217;incarico di Sovrintendente dell&#8217;Inda&#8221;;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">il termine di scadenza per presentare le istanze di partecipazione era il 27 settembre 2022, ma, una volta scaduto il termine, nessuno ha esaminato le istanze pervenute e, a distanza di quattro mesi esatti, di quell&#8217;avviso pubblico non si ha alcuna notizia;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">quindi, ad oggi, non ci si può non chiedere come la dottoressa Valensise e il presidente Italia ritengano di poter gestire le prossime rappresentazioni classiche senza il sovrintendente artistico e culturale;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">a fronte della possibile scelta di ripetere l&#8217;avviso pubblico, in presenza di un esiguo numero di partecipanti, o di scegliere tra i nomi di coloro che hanno fatto istanza di partecipazione, si è scelto di non scegliere;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">si tratta di un comportamento inaudito e molto grave che rischia di pregiudicare le attività e la reputazione della fondazione INDA,</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno e doveroso considerare lo scioglimento del consiglio di amministrazione e procedere in tempi brevi alla nomina di un commissario per risolvere questa situazione incresciosa.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 10pt;">Atto n. 3-00235 <em>(in 7ª Commissione)</em></span><br />
<span style="font-size: 10pt;">Pubblicato il 22 febbraio 2023, nella seduta n. 41</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><a href="https://www.senato.it/loc/link.asp?leg=19&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=36411" target="_blank" rel="noopener">NICITA</a>, <a href="https://www.senato.it/loc/link.asp?leg=19&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=31875" target="_blank" rel="noopener">D&#8217;ELIA</a> &#8211; <em>Al Ministro della cultura</em>. &#8211;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">Premesso che:</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">secondo quanto riportato dal quotidiano &#8220;La Sicilia&#8221; in data 8 febbraio 2023, molti esperti in materia hanno manifestato, nuovamente, forte preoccupazione in merito alle condizioni di conservazione del Teatro greco di Siracusa e alle modalità della sua fruizione per lo svolgimento di eventi, in particolare, musicali;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">secondo quanto riportato dal citato quotidiano &#8220;Il professore Lorenzo Lazzarini dell&#8217;Università di Venezia, ritenuto la più autorevole voce in campo internazionale in materia di conoscenze e competenze tecniche sui materiali lapidei, in un intervento su &#8216;La Civetta&#8217; non ha esitato a dire che il Teatro Greco è &#8216;alveolato&#8217;. (…) &#8216;Sono a rischio di distacco &#8211; ha ammonito Lazzarini &#8211; pezzi consistenti, soprattutto gli spigoli aggettanti se sottoposti al peso di persone e materiali. Non si può più aspettare. Sarebbe delittuoso far finta di non vedere ciò che evidente'&#8221;;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">il &#8220;Comitato per la difesa del Temenite&#8221; ha diffuso un appello al fine di garantire più efficaci misure di prevenzione e tutela del bene archeologico, specie con riferimento alla valutazione della compatibilità tra gli eventi musicali programmati (in alcuni casi, concerti che prevedono la presenza di moltissime persone) e la conservazione del bene medesimo;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">occorrono indagini tecniche e le manutenzioni necessarie per arrestare il degrado della pietra, evitando nel frattempo un uso &#8220;scriteriato&#8221; del monumento;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">tale appello è solo l&#8217;ultima manifestazione, in ordine temporale, di inviti analoghi: già in data 28 aprile 2022, l&#8217;AGI riportava dichiarazioni di diversi archeologi che, in vista della programmazione concertistica estiva, avvertivano dei rischi cui il teatro sarebbe andato incontro, in particolare in conseguenza della sua particolare conformazione (trattandosi di teatro scavato nella roccia) e delle criticità strutturali già esistenti;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">considerato che nel caso di specie vengono in rilievo due profili diversi, ma connessi: per un verso, la necessità di assicurare la fruizione sostenibile del Teatro greco di Siracusa, che, non a caso, ospita prevalentemente rappresentazioni di tragedie e commedie greche, la cui organizzazione è affidata alla fondazione INDA (Istituto nazionale del dramma antico) e che vengono messe in scena seguendo gli accorgimenti necessari a preservare il bene archeologico; per altro verso, la necessità di provvedere quanto prima, anche attraverso lo stanziamento di risorse adeguate, a interventi conservativi e di restauro del teatro, che potrebbero assicurarne la fruizione, anche per eventi diversi, ma sempre tutelandone le specifiche caratteristiche;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">considerato altresì che:</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, codice dei beni culturali, disciplina la valorizzazione dei beni culturali ponendo al vertice le esigenze di conservazione e tutela dei medesimi; infatti, l&#8217;articolo 6, comma 2, dispone che: &#8220;la valorizzazione è attuata in forme compatibili con la tutela e tali da non pregiudicarne le esigenze&#8221;; allo stesso tempo, in via generale, l&#8217;articolo 20, comma 1, dispone che &#8220;i beni culturali non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione&#8221;;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">rileva sul punto anche la Carta di Siracusa per la conservazione, fruizione e gestione delle architetture teatrali antiche, definita proprio nel 2005 a Siracusa, per iniziativa dell&#8217;Assessorato regionale per i beni culturali, la quale orienta la valorizzazione dei beni culturali anche attraverso l&#8217;organizzazione di rappresentazioni teatrali ed eventi musicali ai due fondamentali criteri della fruizione sostenibile e della invasività minima;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">il Teatro greco è patrimonio UNESCO, è un bene patrimonio dell&#8217;umanità e l&#8217;uso non conforme ai dettami della Carta di Siracusa del 2005 e al codice dei beni culturali rappresenta un grave <em>vulnus</em> per lo Stato e non soltanto per la Regione Siciliana;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">il danneggiamento del bene archeologico costituisce reato e, considerati i costi per la collettività di un restauro a seguito dell&#8217;uso improprio e sconsiderato del teatro, si potrebbe configurare l&#8217;ipotesi del danno erariale,</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">si chiede di sapere:</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati e quali iniziative urgenti intenda adottare al fine di assicurare che la fruizione del Teatro greco di Siracusa avvenga nel pieno rispetto delle esigenze di tutela e di conservazione del bene archeologico;</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">quali iniziative intenda altresì adottare, anche nell&#8217;interlocuzione con la Regione Siciliana e gli organi competenti, per assicurare la conservazione e il restauro del Teatro greco mediante il finanziamento e la realizzazione di opportuni interventi per la salvaguardia dell&#8217;integrità del teatro.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SIRACUSA TRA FARFALLE E CANZONI</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2023/02/15/24787/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Arch. Vincenzo Latina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2023 16:58:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Rigenerazione urbana]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[zona 30]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Greco]]></category>
		<category><![CDATA[istituto compr. Paolo orsi]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[rigenerazione urbana]]></category>
		<category><![CDATA[piazza euripide]]></category>
		<category><![CDATA[Artemision]]></category>
		<category><![CDATA[arredo e decoro urbano]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi due anni si sono attivati molti interventi di restyling urbano che hanno in parte ridefinito i caratteri e le fruizione di alcuni luoghi pubblici con la sistemazione di piazze e strade di ogni genere. Alcune di queste sono dettate da esigenze di risanamento e adeguamento come fornire di marciapiede molte vie del quartiere &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi due anni si sono attivati molti interventi di restyling urbano che hanno in parte ridefinito i caratteri e le fruizione di alcuni luoghi pubblici con la sistemazione di piazze e strade di ogni genere. Alcune di queste sono dettate da esigenze di risanamento e adeguamento come fornire di marciapiede molte vie del quartiere Acradina che ne erano sprovviste allo scopo di fornire il minimo essenziale di sicurezza. Altri spazi pubblici dell’isola di Ortigia, piazze, strade e marciapiedi, sono state invase dal caos di tavolini e sedie di ogni genere che hanno invaso indistintamente pressoché l’<strong>isola trasformandola in una grande friggitoria a cielo aperto. Un “tavolinificio” ad appannaggio privato.</strong></p>
<p>Per non parlare dell’<strong>invasione di <em>solarium</em> in luoghi del cuore e identità universale</strong>, come nella prossimità della Fonte Aretusa, accade d’estate qualcosa di sconcertante, altro che luogo di bellezza e sospensioni di paesaggio e dell’immaginario che ha nutrito viaggiatori, gentiluomini dell’7-800. Da qualche anno è possibile “godere” di un solarium con tetto, sdraio e corpi al sole in bella vista.</p>
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<p>Come se non bastasse arrivano notizie di stampa di una nuova <strong>gestione fallimentare dello spazio pubblico: l&#8217;area antistante l&#8217;ingresso al Castello Maniace, un altro luogo del cuore</strong>. Non voglio farne una questione di linguaggio, essendo un architetto progettista fautore del contemporaneo nell&#8217;antico  e quindi potrei cadere in contraddizione ma mi chiedo: perchè un&#8217;esibizione così plateale e muscolare in un luogo così simbolico e delicato?</p>
<p>Nel frattempo <strong>molti beni monumentali sono chiusi o sottoutilizzati</strong>.<strong> Nel giardino di Artemide,</strong> luogo eletto, del FAI Siracusa, che con cura ha scelto delle specie vegetali, memoria di epigrafi greche, si installa <strong>la “Casa delle farfalle”, come direbbe Totò “<em>Che ci azzecca</em>”?</strong></p>
<p>Come ha recentemente scritto <strong>Carmine Corso nelle Civetta di Minerva</strong>: “<em>Però il giardino sì, passerella di eventi, con allo sfondo beni «fantasma». È come usare i giardini di Versailles o quelli della Reggia Caserta per manifestazioni pirotecniche, tenendo chiusi i monumenti. Se io fossi Artemide, altro che farfalle colorate, le cavallette manderei, o una pioggia di rospi nel giardino a me dedicato. Tanto, sempre animali sono e lei, da dea fondatrice, la Potnia figlia di Latona e di Zeus, ha tutto il diritto di pretendere rispetto in suo onore</em>”.</p>
<p><strong>Teatro Greco</strong></p>
<p>Per non parlare del <strong>Teatro Greco</strong>, un delicato e fragile gioiello del quale <strong>siamo temporanei custodi e non “padroni”</strong>. Gli edifici del cuore e dell’immaginario hanno una vocazione, fanno parte del fragile patrimonio culturale e non meritano un forsennato sfruttamento commerciale. I monumenti antichi, allo stesso modo dell&#8217;archeologia, hanno un&#8217;Aura, alcuni sono più delicati di altri, sono simili a dei cari nonni, hanno bisogno di comprensione, aiuto e supporto continuo.</p>
<p>Portereste ad un concerto di Heavy Metal, oppure ad un Rave Party i vostri nonni senza aver chiesto loro come stanno, se hanno piacere, e il medico cosa consiglia loro? <strong>Vengono disattesi persino luminari mondiali della petrografia, il professore Lorenzo Lazzarini, dello IUAV di Venezia, manco fosse il parere di una massaia. </strong> Ma nulla può, il teatro è trattato alla stregua delle mucche da latte, da mungere in una stalla di allevamento intensivo. In tanti senza conoscere hanno fatto paragoni con l&#8217;Arena di Verona, asserendo che ha una rassegna musicale fitta e di prim&#8217;ordine, perché non a Siracusa? Perché gli anelli dei gradoni dell&#8217;Arena sono di Marmo Rosso di Verona, sono blocchi &#8220;recenti&#8221; fatti collocare nel XVIII secolo da Scipione Maffei che ne ricostruì buona parte, commettendo diversi errori di interpretazione. Impossibile paragonare i resistenti e grandi blocchi di Marmo di Rosso di Verona della fine del ‘700 con il fragile calcare di 3000 anni che costituisce e avvolge interamente il teatro. Ma di ciò non se ne fa colpa a nessuno. Bisognerebbe soltanto dar retta agli scienziati, al Professore Lazzarini. Ma la politica, a volte per convenienza, è sorda alla scienza e alla conoscenza.</p>
<p><strong>Il Teatro Greco di Siracusa ha la sua vocazione originaria per le rappresentazioni classiche</strong> e per il godimento visivo, la musica Pop e leggera che vadano nei campi sportivi, nelle piazze.  Per fortuna si è levata la voce di personalità nazionali e locali contro l’eccessivo sfruttamento commerciale del fragile patrimonio culturale.</p>
<h1><span style="font-size: 12pt;"><strong>• L’enfatizzazione dello spazio pubblico</strong></span></h1>
<p>Un plauso alle intenzioni, dotare le scuole pubbliche di ambiti antistanti, di spazi per la sosta e il deflusso in sicurezza in caso di necessità è cosa saggia, giusta e necessaria. Le scuole sono istituzioni importanti. Molti presupposti legittimi e necessari sono stati intaccati inesorabilmente da una parvenza che rasenta un’infinita campagna mediatica-elettorale. Un fragile paravento è l’esito immediato, e l’illusione di efficienza e del risultato. Sarebbero bastate delle belle e “semplici” piazze, <strong>lo stacco dal piano stradale così da dotare tali spazi con un minimo di arredo e verde.</strong></p>
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<p>Nella moltitudine degli interventi, (pochi pregevoli a dire il vero), si annoverano tanti altri di mero <em>restyling</em> ridondanti, ammiccanti, accomunati dall’invasione urbana di spazi pubblici, dalle piazze ai marciapiedi, con suppellettili e opere derivati in una sorta di <em>supermarket</em> urbano-digitale delle immagini e degli oggetti che tutto uniforma, annullando le peculiarità di alcuni contesti urbani.</p>
<p>Siracusa sta scimmiottando alcune grandi città, le quali da qualche anno, sono pervase dal sensazionalismo dell’”urbanistica tattica”, la quale, pur nelle plausibili premesse, si poneva di recuperare aree periferiche abbandonate di alcune metropoli Sudamericane, così da connotare spazi residuali e trasformarli in luoghi d’incontro. In Europa in special modo, e pure a Siracusa di recente sono state eseguite sperimentazioni all’interno dei tessuti compatti e tale pratica si è rapidamente trasformata in una specie di calamità urbana.</p>
<p><strong>Piazza della Repubblica</strong>, davanti l’Istituto comprensivo Paolo Orsi da un anno e mezzo circa è diventata area pedonale. Vivaddio, ci vorrebbero anche altri spazi pedonali. Dopo il clamore mediatico popolare, dell’arcobaleno, invito i lettori a visitare tali luoghi, <strong>le vernici abrase, hanno perso parte della gamma tonale, la viabilità che è un’impresa</strong>. Si ha la sensazione di vivere in <strong>uno spazio alieno,</strong> e come si dice a Napoli vagamente “<strong>sgarrupato”.</strong> Un po&#8217; come accade con alcune specie “aliene” vegetali o animali che stravolgono delicati <em>habitat</em> naturali. L’atto di spargere “secchiate” di vernice a “gogò” è in apparenza un’operazione effimera foriera di allegria, ma, nei fatti, alcuni materiali e vernici non sono facilmente degradabili.</p>
<p>Il rilevato stradale è complanare alla strada e per marcare, in sicurezza l’area carrabile da quella pedonale, sono stati fissati una teoria di paletti dissuasori, la maggior parte ammaccati e vetusti, con esili catenelle che dovrebbero proteggere dal pericolo incombente della complanarità del traffico veicolare.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-24788" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2023/02/dettaglio-della-vernice-degradata-e-abrasa-dellarcobaleno-di-Piazza-della-Repubblica-Siracusa--300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2023/02/dettaglio-della-vernice-degradata-e-abrasa-dellarcobaleno-di-Piazza-della-Repubblica-Siracusa--300x225.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2023/02/dettaglio-della-vernice-degradata-e-abrasa-dellarcobaleno-di-Piazza-della-Repubblica-Siracusa--1024x768.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2023/02/dettaglio-della-vernice-degradata-e-abrasa-dellarcobaleno-di-Piazza-della-Repubblica-Siracusa--768x576.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2023/02/dettaglio-della-vernice-degradata-e-abrasa-dellarcobaleno-di-Piazza-della-Repubblica-Siracusa--1536x1152.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2023/02/dettaglio-della-vernice-degradata-e-abrasa-dellarcobaleno-di-Piazza-della-Repubblica-Siracusa-.jpg 1772w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>È un intervento che al di là dell’<strong>immagine di “Disneyland urbano”</strong> è povero di strategie, quando piove le auto e i bambini e genitori si trovano sullo stesso piano stradale a volte allagato, senza un minimo di piazza o di marciapiede staccato dalla sede carrabile. Sono interventi di facile esecuzione, è economico stendere “lenzuolate” urbane di tinture colorate, raccoglie il facile ed immediato consenso del cittadino medio e della stampa dedicata. Sono interventi facilmente eseguibili e allo stesso tempo deteriorabili, le vernici colorate, la patina in pochi mesi vengono irrimediabilmente aggrediti dalle piogge acide, dal sole che ne modifica drasticamente la gamma tonale e fino all’abrasione dovuta all’usura. Il gusto comune ormai anestetizzato da immagini sempre più accattivanti e spettacolari richiede esercizi ancora più attraenti, un po&#8217; come certi volatiti che per attirare le femmine si tingono di colori particolarmente intensi.</p>
<p>Per non parlare della povertà dell’intervento di un ingresso dell’<strong>Istituto comprensivo Lombardo Radice di via Francesco Mauceri, con panchette di cemento poste sulla strada, accanto agli adiacenti parcheggi, quanta tristezza.</strong> Molti diranno, “ma almeno è qualcosa”, rispondo sempre che le scuole meritano di più, richiedono spazi meno labili.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-23435" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/07/PIAZZA-EURIPIDE-2-730x438-1-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/07/PIAZZA-EURIPIDE-2-730x438-1-300x180.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/07/PIAZZA-EURIPIDE-2-730x438-1.jpg 730w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>E poi, <strong>la trionfale piazza Euripide vede un’accumulazione senza precedenti di oggetti di ogni genere</strong>, (ma tutto ciò meriterebbe una riflessione a parte). Siracusa, come altre città sembra che abbia smarrito il senso della bellezza della prosa, come se si fosse persa l’attitudine di gestire la grammatica urbana.</p>
<h1><span style="font-size: 12pt;"><strong>• Sintassi e grammatica urbana</strong></span></h1>
<p>In un recente articolo per InarchPiemonte, dove ho un blog nel quale registro alcune impressioni e propongo delle riflessioni, recentemente ho scritto: “Le pause, la punteggiatura sono casuali e ingombranti, specialmente tra gli internauti, tra i blogger, tra chi frequentemente utilizza i social. Allo stesso modo in architettura, nella città, nei brani della struttura della città, regolata da alcuni importanti principi che ne determinano la forma, tra compattezza e rarefazione.</p>
<p><strong>La piazza è uno dei principali strumenti che regola la scansione delle dinamiche della città</strong>, è il luogo del racconto urbano, un teatro nel quale la comunità agisce e si rappresenta, dove sono avvenuti e avvengono accadimenti violenti, feste, fiere, mercati, eventi di popolo e di potere di ogni genere. La piazza è rarefazione, una pausa, un momento in cui la continuità della struttura urbana decanta, un “vuoto” carico di presenze di ogni genere. Un intervallo necessario che consente di apprezzare e riconoscere le gerarchie urbane.</p>
<p>La gestione delle pause in architettura è sempre stata una peculiarità, cosa rara, oggi ancor di più.</p>
<p>Propongo, quindi, una mia riflessione scritta per la postfazione di un volume di progetti di un collega, professore universitario e valente architetto progettista: “<em>Una virgola fuori posto può modificare una narrazione, una pausa anche breve può far assumere ad un testo significati molto diversi</em>. <em>Nel film La Stranezza, una delle scene più esilaranti vede Pirandello divertito che, nascosto in un loggione, assiste alle prove della commedia di due improvvisati registi-attori, La trincea del rimorso, ovvero Cicciareddu e Pietruzzu. Un goffo recitante dal palco mal dispone la pausa cambiando così il senso del copione: invece di ripetere «non ho nessuno scopo e sono felice», ripetutamente recita «non ho nessuno, scopo, e sono felice»</em>. <em>Nonostante i registi richiamino più volte l’attore a non fare pause, non c’è nulla da fare, basta una pausa e … scatta il sorriso di Pirandello, degli attori teatrali e del pubblico che guarda il film nella platea cinematografica</em>”.</p>
<p>Le pause, le punteggiature sono molto importanti, la risposta della Sibilla al soldato che consultava l’Oracolo per l’esito di una missione, di una guerra, si poteva interpretare agli opposti attraverso una pausa ed era qualcosa di vitale: <em>Ibis, redibis non, morieris in bello</em> (andrai, non ritornerai, in guerra morirai) <em>Ibis, redibis, non morieris in bello</em> (andrai, ritornerai, in guerra non morirai)”.</p>
<p>Speriamo che la città riesca a cogliere nuovamente senza eccessiva enfasi e consumo commerciale il suo enorme potenziale urbano e culturale.</p>
<p>Ne ha proprio bisogno.</p>
<p>&nbsp;</p>
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