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	<title>Storie di donne nei documenti d’archivio &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>Al Palazzo Impellizzeri di Noto “Storie di donne in atti d’archivio”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2017/05/29/al-palazzo-impellizzeri-di-noto-storie-di-donne-in-atti-d-archivio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Lucia Riccioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2017 10:07:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura generale]]></category>
		<category><![CDATA[Infiorata]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di donne nei documenti d’archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Corte Criminale]]></category>
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					<description><![CDATA[Interessante mostra documentaria su 400 anni di vicende femminili. Non solo aborti, stupri e delitti ma anche testamenti e figure storiche. Donne dalle condizioni socioeconomiche diverse, donne dalle storie variegate, donne da conoscere e ricordare La Civetta di Minerva, 19 maggio 2017 Sar&#224; visitabile fino al 31 maggio 2017 &#8211; quindi anche durante l&#8217;Infiorata &#8211; &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><em><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">Interessante mostra documentaria su 400 anni di vicende femminili. Non solo aborti, stupri e delitti ma anche testamenti e figure storiche. Donne dalle condizioni socioeconomiche diverse, donne dalle storie variegate, donne da conoscere e ricordare</span></em></strong></span></p>
<p>  <span id="more-9327"></span>  </p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La Civetta di Minerva, 19 maggio 2017</span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">Sar&agrave; visitabile fino al 31 maggio 2017 &ndash; quindi anche durante l&rsquo;Infiorata</span></strong></span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> &#8211; nei saloni espositivi di Palazzo Impellizzeri, sede della Sezione di Noto dell&#8217;Archivio di Stato di Siracusa, la mostra documentaria &rdquo;Storie di donne nei documenti d&rsquo;archivio&rdquo;.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">L&rsquo;esposizione, inaugurata a marzo con un evento teatrale suggestivo, l&rsquo;emozionante performance delle artiste Chiara Spicuglia, Rina Rossitto e Miriam Scala, che hanno dato respiro e anima con &#8220;Voci di donne&#8221; a Gaetana Midolo, Marianna Ciccone e Franca Viola, accompagnate dal gruppo dei ragazzi del S.Cuore &ndash;,<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>&egrave; stata realizzata utilizzando la documentazione proveniente da vari fondi archivistici: <strong>fascicoli processuali della Gran Corte Criminale, atti notarili, atti dell&rsquo;Universit&agrave; di Noto e Prefettura</strong>, tutti documenti riferiti a vicende e figure femminili del nostro territorio vissute nell&rsquo;arco di quattrocento anni.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Regestazione ed allestimento della mostra sono stati curati dalle archiviste della Sezione di Noto, Giuseppina Calvo e Anna Lorenzano, con la collaborazione di Maria Teresa Azzarelli. Coordinatore della mostra &egrave; Concetta Corridore, direttore dell&#8217;Archivio di Stato di Siracusa. Importante anche il contributo di Salvatore Zuppardo, che ha realizzato la brochure esplicativa dell&rsquo;esposizione.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">Il visitatore sar&agrave; suggestionato da tante voci provenienti dal passato</span></strong></span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">: quella del charaullo &ndash; meraviglia lessicale per una tradizione tipicamente siciliana &ndash; che motus amore divino perdona la moglie adultera nel 1551, quella di Eleonora Nicolaci che parla attraverso il proprio testamento, quella del letterato e scienziato avolese Giuseppe Bianca che ringrazia la poetessa e patriota netina Mariannina Coffa per il dono della sua pubblicazione &ldquo;Nuovi Canti&rdquo; (1859)&hellip; </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Interessante notare anche il progresso della condizione femminile (vedi il documento sull&rsquo;Unione donne italiane ad esempio) nell&rsquo;ambito dell&rsquo;istruzione e dell&rsquo;introduzione alle professioni.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Toccante leggere<strong> l&rsquo;atto di nascita di Gaetana Midolo, che mor&igrave; appena quindicenne nel rogo della fabbrica newyorkese &ldquo;Triangle Waist Company</strong>&rdquo;: insieme a tante altre operaie, sfruttate e sottoposte a condizioni di lavoro disumane, &egrave; una delle &ldquo;camicette bianche&rdquo; la cui vicenda ha dato origine alla tradizione dell&rsquo;8 marzo e che &egrave; stata studiata da Ester Rizzo (il volume sulle ricerche della studiosa &egrave; edito da Navarra editore e ha permesso di dare un nome e far intitolare vie ed altri spazi pubblici alle operaie, 24 delle quali siciliane, morte nell&rsquo;incendio della fabbrica di camicie).</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">Agghiaccianti le notizie relative ad aborti stupri</span></strong></span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> e quelli che oggi chiameremmo con parola moderna &ldquo;femminicidi&rdquo;: Barbara e tante, troppe ragazze e perfino bambine (<strong>intollerabile la bestiale violenza su una bimba di quattro anni</strong>) gridano ancora il proprio dolore per le torture e la morte inflitte loro da conoscenti, parenti, tutori oltre che sconosciuti.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Donne dalle condizioni socioeconomiche diverse, donne dalle storie variegate, donne da conoscere e ricordare.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La mostra permette quindi di ripercorrere secoli di storia non solo locale sulla condizione femminile: fare memoria pu&ograve; servire non solo a riascoltare le voci delle donne del passato ma a farsene ispirare per migliorare le condizioni di vita e lavoro di chi ancora, sfruttato, umiliato e vittima di violenza, non trova voce n&eacute; giustizia.</span></p>
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