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	<title>smaltimento &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Apr 2020 10:42:52 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Delirio verde e il polverino dell’alto forno Ilva</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2017/01/19/delirio-verde-e-il-polverino-dell-alto-forno-ilva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Comitato Parchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2017 17:36:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[smaltimento]]></category>
		<category><![CDATA[discariche]]></category>
		<category><![CDATA[tumori]]></category>
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					<description><![CDATA[Demagogia ambientalista: nessuna protesta per lo smaltimento altrove, ma mai nella discarica di casa nostra. Eppure, mandiamo in altre regioni pi&#249; rifiuti che merci da esportazione &#160; La Civetta di Minerva, 13 gennaio 2017 C&#8217;&#232; un problema che dimostra in modo lampante tutto il coacervo di contraddizioni, sciocchezze, falsi problemi, burocrazia ottusa, leggende metropolitane, cattiva &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px; text-align: justify; text-indent: -1.2pt;"><strong><em><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Demagogia ambientalista: nessuna protesta per lo smaltimento altrove, ma mai nella discarica di casa nostra. Eppure, mandiamo in altre regioni pi&ugrave; rifiuti che merci da esportazione </span></em></strong></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; text-indent: -1.2pt;">&nbsp;</p>
<p>  <span id="more-8604"></span>  </p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">La Civetta di Minerva, 13 gennaio 2017</span></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">C&rsquo;&egrave; un problema che dimostra in modo lampante tutto il coacervo di contraddizioni, sciocchezze, falsi problemi, burocrazia ottusa, leggende metropolitane, cattiva informazione. Una condizione che affligge il nostro Paese in modo permanente, ma che raggiunge il suo apice con lo smaltimento dei rifiuti, con una <strong>spesso malintesa sensibilit&agrave; ambientale</strong>, unita a resistenze irrazionali.<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>In tutto il mondo pi&ugrave; o meno civilizzato la questione viene affrontata in modo pragmatico. Nella nostra realt&agrave; invece &egrave; diventata l&#8217;equivalente di <strong>una guerra di religione, carica di pessime ideologie</strong>. E veniamo al motivo della presente.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; text-indent: -1.2pt;"><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">La presa di posizione assunta sia dai politici locali che da coloro dotati di &ldquo;forte pensiero verde&rdquo;, sensibili all&rsquo;allarmismo ambientale in bianco e nero, sullo smaltimento di rifiuti dell&rsquo;ILVA, tradisce <strong>la schizofrenia comportamentale della nostra comunit&agrave;</strong>, oseremmo dire il suo infantilismo istituzionale, secondo il quale &egrave; lecito ed eticamente sostenibile conferire i rifiuti prodotti in situ in altre regioni del Paese, mentre &egrave; illecito, scandaloso e incompatibile che i rifiuti provenienti da fuori provincia finiscano in idonee strutture autorizzate nel nostro territorio. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; text-indent: -1.2pt;"><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Com&rsquo;&egrave; noto, la bonifica, la messa in sicurezza di queste aree di Taranto, nonch&eacute; la loro riqualificazione &egrave; gestita dal Ministero per l&rsquo;Ambiente. Nel dibattito in corso, si trascura la chiarezza ed il senso di responsabilit&agrave; istituzionale, e cio&egrave; si trascura la circostanza che la discarica destinata a ricevere i rifiuti ILVA &egrave; autorizzata, gestita e legittimata a stoccare quel &lsquo;polverino d&rsquo;altoforno&rsquo; classificato rifiuto non pericoloso. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; text-indent: -1.2pt;"><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Se &egrave; vero che &egrave; <strong>scontata la compatibilit&agrave; della discarica a riceversi quel rifiuto</strong>, Amministratori veri, ambientalisti, sindaci veri, deputati veri, una seria stampa, all&rsquo;allarme suscitato, sentiti gli organi di controllo, avrebbero dovuto dare la unica semplice responsabile risposta possibile della compatibilit&agrave; dello smaltimento. Null&rsquo;altro.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; text-indent: -1.2pt;"><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Ed invece, si &egrave; assistito al silenzio assordante dei responsabili istituzionali, si &egrave; data <strong>la stura alla solita, facile, dannosa, ipocrita demagogia ambientalista.</strong></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; text-indent: -1.2pt;"><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">E cos&igrave; a seguito della protesta, il ministro per l&rsquo;Ambiente, per motivi di ordine pubblico, ha deciso di dirottare i rifiuti in qualche altra discarica della nostra penisola, nella speranza che questa volta non si alzi un altro polverone per lo smaltimento del polverino dell&rsquo;ILVA.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; text-indent: -1.2pt;"><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Per queste voci belle &egrave; <strong>coerente smaltire i rifiuti in qualsiasi posto purch&eacute; <em>not in my backyard</em></strong><em>.</em></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; text-indent: -1.2pt;"><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Rivendicazioni di retroguardia, antiche, dannose e perdenti che hanno condotto la nostra Regione al collasso dello smaltimento dei rifiuti ed al terreno fertile per la criminalit&agrave; ambientale.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; text-indent: -1.2pt;"><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Nessuna di queste voci belle di deputati, di cittadini impegnati, sindaci ed amministratori, ha sollevato doglianze negli ultimi cinquant&#8217;anni quando i nostri rifiuti industriali, quelli s&igrave; pericolosi, sono stati conferiti in discariche sparse in tutte le regioni e in altri paesi. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Basta ricordare dietro l&rsquo;angolo, <strong>i fanghi del depuratore consortile Ias</strong>, sessantamila tonnellate recentemente portati in Olanda. I rifiuti urbani di Napoli e dintorni a Dusseldorf &nbsp;per decenni, </span><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">gli autocompattatori nostrani in giro per l&rsquo;isola con percorsi di migliaia di chilometri per raggiungere le uniche discariche rimaste aperte di <strong>Bellolampo, Castellana e Siculiana</strong>, </span><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">e cos&igrave; via discorrendo.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; text-indent: -1.2pt;"><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Per questi facili salvatori del nostro ambiente &egrave; <strong>eticamente accettabile portare i nostri rifiuti fuori casa</strong>, diventa eticamente inaccettabile il contrario.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; text-indent: -1.2pt;"><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Ogni volta tutto si ripete uguale come se fossimo privi di memoria.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; text-indent: -1.2pt;"><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">La nave dei veleni, la Karen B ieri, oggi tocca al &lsquo;polverino d&#8217;altoforno ILVA&rsquo;, proveniente da Taranto.<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>Occasione, questa, per fare<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>leva a prezzo facile <strong>sulla emotivit&agrave; della opinione pubblica</strong>, disegnando aspettative in aperto conflitto con le procedure di legge, innescando il dissenso istituzionale e determinando un clima di tensioni e di sospetti, forti dell&#8217;assunto che lo smaltimento di rifiuti non pericolosi possa costituire dramma immanente per le popolazioni residenti.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; text-indent: -1.2pt;"><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Dimenticano irresponsabilmente che un&#8217;area industriale densa come la nostra, da cinquant&#8217;anni &egrave; rimasta priva di infrastrutture per il corretto smaltimento dei rifiuti, condizione prioritaria per definire i livelli di civilt&agrave; di una comunit&agrave;.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; text-indent: -1.2pt;"><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Carenza che ha consentito che <strong>la quasi totalit&agrave; dei rifiuti industriali prodotti, soprattutto quelli pericolosi, &egrave; stata conferita</strong> in parte in discariche situate in altre province, in parte in impianti esistenti in altre regioni e all&#8217;estero ed in parte, ovviamente, dispersi per il territorio.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; text-indent: -1.2pt;"><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Vale tornare a ricordare il caso IAS; i fanghi provenienti dall&#8217;impianto di depurazione, nel 1998, non esistendo pi&ugrave; soluzioni possibili per il loro smaltimento in prossimit&agrave; del luogo di produzione, e cio&egrave; nella nostra provincia di Siracusa, si conferirono <strong>in discariche calabresi e pugliesi</strong> senza che nessuna manifestazione di protesta fosse attuata da crotonesi, brindisini e tarantini n&eacute; lamentazioni di anime belle aretusee. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">In buona sostanza spediamo in altre regioni o all&rsquo;estero pi&ugrave; rifiuti che merci da esportazione, i cittadini pagano tasse salate e la magistratura spende pi&ugrave; tempo con i rifiuti che con mafia, camorra e ndrangheta messi insieme..</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; text-indent: -1.2pt;"><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">In ultimo, quello che dicevamo: qualche anno fa, sessantamila tonnellate furono conferiti in discariche situate in Olanda, certo in Olanda, talmente lontano da non turbare queste nostre coscienze sensibili cos&igrave; attente al nostro credito ambientale di quartiere. Quando torner&agrave; il buon senso sar&agrave; sempre troppo tardi. Intanto abbiamo goduto dell&rsquo;ennesima telenovela dicembrina.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sono stati i cittadini a bloccare il trasferimento del polverino Ilva</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2017/01/06/sono-stati-i-cittadini-a-bloccare-il-trasferimento-del-polverino-ilva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giambattista Totis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2017 11:51:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[discarica]]></category>
		<category><![CDATA[tumori]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
		<category><![CDATA[polverino]]></category>
		<category><![CDATA[Melilli]]></category>
		<category><![CDATA[smaltimento]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Decisivo anche l&#8217;intervento della Regione. Speriamo sia l&#8217;inizio di un rinnovato interventismo delle istituzioni sul problema ambientale&#160; &#160; La Civetta di Minerva, 23 dicembre 2016 Come &#232; noto, il polverino dell&#8217;Ilva da diversi mesi veniva trasferito da Taranto alla discarica Cismadi Melilli prima con carichi sbarcati nel porto di Augusta, poi con operazioni notturne nel &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><strong><em><span style="background: white; margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Decisivo anche l&rsquo;intervento della Regione. Speriamo sia l&rsquo;inizio di un rinnovato interventismo delle istituzioni sul problema ambientale</span></em></strong>&nbsp;</p>
<p>  <span id="more-8539"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="background: white; margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La Civetta di Minerva, 23 dicembre 2016</span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="background: white; margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Come &egrave; noto, il polverino dell&rsquo;Ilva da diversi mesi veniva trasferito da Taranto alla <strong>discarica Cisma</strong>di Melilli prima con carichi sbarcati nel porto di Augusta, poi con operazioni notturne nel porto di Catania. Questa singolare circostanza aveva allarmato ulteriormente la popolazione augustana che, gi&agrave; preoccupata per il <strong>carico oggettivamente dannoso</strong> che aggravava l&rsquo;inquinamento del territorio, si era insospettita per le nuove modalit&agrave; di trasporto che non facevano presagire nulla di positivo sulla reale natura di tale carico, tanto che giorni fa un nutrito gruppo di cittadini augustani ed ambientalisti aveva istituito, in segno di protesta<strong>, un presidio nel porto di Catania</strong> ostacolando l&rsquo;uscita dei camion e ponendo semplici e risolutive domande alle autorit&agrave; competenti, avanzando dubbi sulla eccezionalit&agrave; e sulla provvisoriet&agrave; dell&rsquo;operazione posto che, secondo </span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">gli ambientalisti, sarebbero state circa 32.000 le tonnellate di polverino smaltite nella discarica siciliana. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Precedentemente anche l&rsquo;amministrazione e alcuni parlamentari avevano <strong>protestato presso il ministero dell&rsquo;Ambiente</strong> per chiedere la fine dei trasferimenti e lo smaltimento del polverino presso la regione dove era prodotto. Ieri l&rsquo;altro, finalmente, il Ministro Galletti ha emesso il seguente comunicato: &ldquo;<span style="margin: 0px;">Il &#8216;polverino&#8217; proveniente dall&#8217;Ilva non sar&agrave; pi&ugrave; diretto alla discarica di Melilli&rdquo; aggiungendo: &ldquo;La decisione dei commissari dell&#8217;azienda &egrave; pienamente coerente con quanto detto da tempo, e cio&egrave; che il trasferimento al centro Cisma Ambiente, tra Melilli e Augusta, dei rifiuti industriali non pericolosi provenienti dallo stabilimento tarantino sarebbe stata solo una soluzione temporanea, comunque avvenuta in piena sicurezza e trasparenza&rdquo;. </span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Anche la commissione</span><span style="margin: 0px;"><span style="background: white; margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> legislativa Territorio e Ambiente della Regione siciliana sollecitata dai parlamentari siracusani, aveva approvato una risoluzione in cui si chiedevano informazioni e si indicava nella costituzione di <strong>un organismo formato da Arpa, Asp, Autorit&agrave; Portuale, Ente locale</strong> l&#8217;organismo di vigilanza, coordinamento e di informazione necessario a garantire controlli e tempi dell&rsquo;operazione. Appena una settimana fa, in Commissione fu richiesta l&#8217;immediata attuazione della risoluzione<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>e venne sollecitata l&#8217;Amministrazione Regionale .ad interloquire per il caso con il Ministero dell&#8217;Ambiente al fine di porvi termine. </span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px;"><span style="background: white; margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La mobilitazione svolta mei giorni scorsi e l&rsquo;intervento regionale hanno posto fine alla vicenda, il che fa ben sperare che la vigilanza delle popolazioni e degli enti locali sul tema dell&rsquo;inquinamento, se ben coordinata, possa produrre risultati: dopo tante proteste, finalmente un risultato che viene incontro alle richieste dei cittadini. Speriamo sia l&rsquo;inizio di un rinnovato interventismo delle istituzioni sul problema ambientale che inverta la pesante situazione della nostra e che dia riscontro alle proteste e alle preoccupazioni delle popolazioni dopo tanti anni di inerzia. </span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px;"><span style="background: white; margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Vinta questa battaglia, restano le <strong>problematiche aperte sulla qualit&agrave; dell&rsquo;acqua, dell&rsquo;aria e sulla bonifica del nostro porto</strong>.</span></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Differenziata, a Siracusa (6%) la raccolta più bassa in Sicilia</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2015/03/21/differenziata-a-siracusa-6-la-raccolta-piu-bassa-in-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvatore La Delfa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2015 19:18:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[smaltimento]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella Regione non ancora predisposta la VAS del Piano di Gestione dei Rifiuti, si va verso l’infrazione UE. Il quadro impiantistico siciliano è molto carente o del tutto inadeguato Il ministro dell&#8217;Ambiente Gian Luca Galletti è stato recentemente chiamato in audizione dalla Commissione Ambiente della Camera e lì ha fatto un focus sulla gestione dei &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><em></em></span></h2>
<h2 style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><em>Nella Regione non ancora predisposta la VAS del Piano di Gestione dei Rifiuti, si va verso l’infrazione UE. Il quadro impiantistico siciliano è molto carente o del tutto inadeguato</em></span></h2>
<p>  <span id="more-5680"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: Tahoma, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">I<span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">l </span></span><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong style="font-family: Tahoma, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">ministro dell&#8217;Ambiente Gian Luca Galletti</strong><span style="line-height: 1.3em;"> è stato recentemente chiamato in audizione dalla Commissione Ambiente della Camera e lì ha fatto un </span><strong style="font-family: Tahoma, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">focus sulla gestione dei rifiuti in Sicilia</strong><span style="line-height: 1.3em;">, in confronto con i dati nazionali. Di seguito i punti più importanti. In riferimento alla produzione dei rifiuti urbani, su scala nazionale si è osservato, tra il 2012 e il 2013, una diminuzione generalizzata della produzione regionale dei rifiuti urbani; per quanto riguarda la raccolta differenziata dei rifiuti urbani </span><strong style="font-family: Tahoma, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">le regioni Veneto e Trentino Alto Adige raggiungono entrambe una percentuale di raccolta differenziata pari al 64,6%</strong><span style="line-height: 1.3em;"> mentre prossima al 60% è la percentuale di raccolta differenziata del Friuli Venezia Giulia e superiore al 55% quella delle Marche; tra il 50% e il 55% si collocano Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong style="font-family: Tahoma, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Per le regioni del centro percentuali pari al 45,9% e al 42% si rilevano, rispettivamente, per l’Umbria e la Toscana</strong><span style="line-height: 1.3em;">, mentre al 26,1% si attesta il tasso di raccolta differenziata del Lazio. Al sud, l’Abruzzo e la Campania superano il 40 % di raccolta differenziata (44%) mentre al 25,8% e al 22% si attestano Basilicata e Puglia. </span><strong style="font-family: Tahoma, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Inferiori al 15% risultano, infine, i tassi di raccolta della regione Calabria (14,7%) e Sicilia (13,4%)</strong><span style="line-height: 1.3em;">. Siracusa negli ultimi anni è passata da un fittizio 3% di raccolta differenziata all’attuale (e soprattutto reale) 6%. Una percentuale, comunque, bassa se paragonata alla stessa media regionale (è la più bassa tra le province siciliane).</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong style="font-family: Tahoma, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Lo smaltimento dei rifiuti in discarica</strong><span style="line-height: 1.3em;"> complessivamente in Italia interessa il 37% dei rifiuti urbani prodotti, anche se nel 2013 è diminuito rispetto al 2012 di quasi 800 mila tonnellate, ciò dovuto sia al calo della produzione dei rifiuti urbani sia all’incremento della raccolta differenziata che raggiunge a livello nazionale la percentuale del 42,3%. In Sicilia, i dati sono più allarmanti ed indicano che circa il 91% dei rifiuti urbani prodotti viene smaltito senza alcun trattamento direttamente in discarica.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong style="font-family: Tahoma, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Nella nostra regione il quadro impiantistico è molto carente o del tutto inadeguato</strong><span style="line-height: 1.3em;">: la quasi totalità degli impianti presenti per la gestione dei rifiuti non rispetta la normativa comunitaria e nazionale (insufficienza di impermeabilizzazione del fondo delle discariche, inadeguatezza dei sistemi di captazione del biogas e del percolato, insufficienza dei sistemi di trattamento del percolato).</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><span style="line-height: 1.3em;">Il ministro Galletti richiede di adeguare urgentemente il sistema impiantistico siciliano in modo da conformarlo alle disposizioni comunitarie e nazionali vigenti. Invita, inoltre, ad avviare con determinazione la raccolta differenziata dei rifiuti </span><strong style="font-family: Tahoma, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">per sottrarre alla discarica tutte le frazioni che possono essere recuperate e/o riciclate.</strong><span style="line-height: 1.3em;"> Inoltre richiede di avviare tempestivamente i lavori per la realizzazione di tutti gli impianti di compostaggio già autorizzati in maniera tale da favorire la valorizzazione della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti urbani.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong style="font-family: Tahoma, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Un problema a parte riguarda il Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Sicilia</strong><span style="line-height: 1.3em;">. Il ministro Galletti ripercorre durante l’audizione le tappe fondamentali della mancata adozione del piano di Gestione dei Rifiuti. Il 9 luglio 2010, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, fu dichiarato lo stato di emergenza nel territorio della Regione Siciliana in materia di gestione dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi e, contestualmente, fu nominato il presidente della Regione Siciliana come Commissario delegato con il compito di predisporre l’adeguamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><span style="line-height: 1.3em;">Il Piano doveva essere adottato d’intesa con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri e, successivamente, approvato dal Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. L’11 luglio 2012 il Ministro dell’ambiente pro-tempore ha approvato con proprio decreto il Piano di gestione dei rifiuti della Regione Siciliana, invitando contestualmente il Commissario delegato a effettuare la procedura di </span><strong style="font-family: Tahoma, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">Valutazione Ambientale Strategica (VAS) che ancora non è stata predisposta</strong><span style="line-height: 1.3em;">. In una simile situazione si rischia che la Commissione europea apra una procedura d’infrazione.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong style="font-family: Tahoma, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">L’ultima emergenza rifiuti in Sicilia è stata dovuta all’ordinanza della regione del 30 dicembre 2014</strong><span style="line-height: 1.3em;">, che ha vietato il conferimento della spazzatura nei cassoni per 40 comuni della provincia di Palermo e per 24 nell&#8217;agrigentino, dando la possibilità ad altri comuni (della zona di Trapani e di Messina) di poter finalmente raccogliere la spazzatura bloccata dal 20 dicembre. Tutto ciò è stato dovuto </span><strong style="font-family: Tahoma, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 12.1599998474121px; line-height: 1.3em;">alla chiusura della discarica privata della Siculiana nei dintorni di Agrigento, che ha portato rapidamente al collasso la discarica di Catania</strong><span style="line-height: 1.3em;">. Da qui la decisione del turn-over nella raccolta dei rifiuti E così, in tutta la regione sono tornati a vedersi accumuli di rifiuti nelle vicinanze dei cassonetti.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Situazione critica potrebbe determinarsi anche a Siracusa per il ventilato sciopero da parte dei dipendenti IGM che vogliono rassicurazioni del mantenimento della forza lavoro da qualunque impresa si aggiudichi l’appalto dei rifiuti il cui bando scadrà il 19 di questo mese.</span></p>
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