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	<title>sì &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>Sinistra siracusana e referendum. Epistolario a più voci</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2016/11/30/sinistra-siracusana-e-referendum-epistolario-a-piu-voci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Oddo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2016 18:24:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Nazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[Sulla mailing list di Agire Solidale si confrontano Tati Sgarlata, Salvo Adorno, Rita Gentile, Roberto De Benedictis, Antonello Ferrara, Roberto Fai, Francesco Ortisi, Santina Giannone e Virgilio Gionfriddo &#160; Intanto una notazione del direttore, Franco Oddo. &#8220;Nel cartaceo della Civetta di Minerva, in edicola il 25 novembre, l&#8217;epistolario che vi proponiamo &#232; stato richiamato in &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: times new roman,times;"><strong><em><span style="margin: 0px; color: black; font-size: 12.5pt;">Sulla mailing list di Agire Solidale si confrontano</span></em></strong><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-size: 12.5pt;"> <em>Tati Sgarlata, Salvo Adorno, Rita Gentile, Roberto De Benedictis, Antonello Ferrara, Roberto Fai, Francesco Ortisi, Santina Giannone e Virgilio Gionfriddo</em></span></strong></span> </p>
<p>  <span id="more-8400"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Intanto una notazione del direttore, Franco Oddo. &ldquo;Nel cartaceo della Civetta di Minerva, in edicola il 25 novembre, l&rsquo;epistolario che vi proponiamo &egrave; stato richiamato in prima pagina col titolo<em>: A sinistra: Il renzismo ce l&rsquo;ha fatta a dividerci.</em> Accanto al titolo campeggiava la foto del prof. Salvo Adorno, sicch&egrave; il lettore poteva dedurre che a pronunciare queste parole fosse stato il noto intellettuale siracusano. Non &egrave; cos&igrave;, anche se di divisione provocata dal renzismo nell&rsquo;epistolario si &egrave; parlato. Ce ne scusiamo con l&rsquo;interessato e con i lettori&rdquo;. E adesso godiamoci questo confronto, molto interessante.</span></p>
<p>&nbsp; </p>
<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">TATI SGARLATA</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> &#8211; Cari amici, vorrei suggerirvi un interessante contributo che mi aiuta ad essere ancora pi&ugrave; convinto di votare NO al Referendum, una nota di Pio Russo Krauss (<span style="margin: 0px;">Perch&eacute; votare NO al Referendum sulle modifiche alla Costituzione).</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">SALVO ADORNO </span></strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&#8211; Salve, sempre in tema di costituzione io invece vi allego l&rsquo;intervista a Guido Crainz che smonta con una riflessione equilibrata tanti luoghi comuni del No e presenta le ragioni storiche del Si, e mi aiuta a essere ancora pi&ugrave; convinto di votare Si,&nbsp; Salvo&nbsp; Adorno.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">RITA GENTILE</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> &#8211; Grazie Salvo e<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>grazie Tati. Io sono ancora fra coloro (tanti) che vivono con grande confusione questo voto.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">ROBERTO DE BENEDICTIS</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> &#8211; Cara Rita, tanta confusione per nulla, mi verrebbe da dire. Confusione&nbsp;legittima, sia chiaro,&nbsp;e pi&ugrave; che comprensibile,&nbsp;data la materia. Ma caricata da un&#8217;ansia (per scelta di Renzi, soprattutto) del tutto sproporzionata rispetto ai contenuti propridella legge. Converr&agrave; pure Salvo, infatti,&nbsp;che questa riforma costituzionale inciderebbe assai poco nella&nbsp;qualit&agrave; del nostro&nbsp;sistema politico (provocando tuttavia&nbsp;effetti collaterali molto concreti), cos&igrave; come la sua&nbsp;bocciatura non pregiudicherebbe quasi nulla,&nbsp;se non sul piano dei rapporti politici in campo.</span></p>
<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Insomma, non &egrave; qui, neanche lontanamente,&nbsp;che &#8220;o si fa l&#8217;Italia o si muore&#8221;, come invece viene ossessivamente detto in ogni occasione. Sono invece i contenuti&nbsp;impropri&nbsp;della legge, quel che si vuol&nbsp;mandare a dire od ottenere attraverso di essa,&nbsp;che&nbsp;mettono confusione e ci dividono. Si, se c&#8217;&egrave; una cosa che non perdoner&ograve; mai a Renzi &egrave; di averci diviso per nulla. E a molti di&nbsp;noi&nbsp;di essere caduti in questo inganno.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">SALVO ADORNO</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> &#8211; Cari tutti, visto che il dibattito &egrave; partito vi propongo alcuni temi su cui riflettere:</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">a) Roberto dice che Renzi ci ha diviso. Io credo che la politicizzazione del referendum sia partita da tutti quelli che volevano colpire Renzi (destra, sinistra, centro, Brunetta, Travaglio, Salvini, potrei parlare con le date alla mano), e che lui &egrave; caduto nella trappola per eccesso di presunzione, per la convinzione di vincere su questo campo;</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">b) Condivido invece l&rsquo;opinione di chi dice che dopo il referendum non ci sar&agrave; la fine del mondo qualunque sia il risultato. Se vince il Si non torner&agrave; il fascismo, non ci saranno svolte autoritarie e il sistema politico si adeguer&agrave; per far funzionare al meglio le nuove regole; se vince il No non ci sar&agrave; una crisi catastrofica e i mercati non affonderanno l&rsquo;Italia e il sistema politico continuer&agrave; a funzionare come ha funzionato fino ad ora. Nel caso di vittoria del No io auspico che Renzi si dimetta e si dedichi al Partito, lasciando ai vincitori il compito di governare la transizione, mentre lui dovrebbe puntare a organizzarsi per le prossime (difficili) elezioni;</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">c) Il fronte del no &egrave; molto composito e al suo interno ci sono posizioni del tutto incompatibili e inconciliabili fra loro (posizioni presidenzialiste e maggioritarie della destra xenofoba di Salvini e Meloni, posizioni iper proporzionaliste e iper parlamentariste di sinistra italiana e dei grillini, io vedo in questo coacervo (che sinceramente non mi piace per nulla) un unico collante pericolosamente politico: fare cadere il governo attuale, arrivare alle elezioni e sostituirsi ad esso. E vengo al perch&eacute; la riforma &egrave; necessaria e questa mi va bene. Sar&ograve; per necessit&agrave; molto sintetico ma sono disponibile a discuterne con chi volesse anche in contraddittorio.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">1) Credo che la parte istituzionale (bicameralismo, parlamentarismo, proporzionalismo, sistema dei partiti) del sistema politico e costituzione abbia dato il meglio di s&egrave; fino a met&agrave; degli anni settanta, ovvero fino a quando il sistema dei partiti ha retto. Il nesso tra costituzione e sistema dei partiti (DC-PCI) &egrave; strettissimo (rimando su questo al saggio di Crainz che ho allegato). Dopo il fallimento del compromesso storico e dopo l&rsquo;assassinio di Moro, quel sistema si &egrave; rotto ma non si &egrave; avuta la forza e la volont&agrave; di cambiarlo, cos&igrave; &egrave; sopravvissuto a se stesso fino a implodere agli inizi degli anni 90. Dopo tangentopoli si &egrave; passati dal proporzionale al maggioritario, si &egrave; passati dai partiti di massa ai partiti con capi carismatici (Berlusconi, Di Pietro, Grillo, Renzi), si &egrave; passati a un ruolo pi&ugrave; incisivo dei governi (Berlusconi ma anche Amato, Prodi e Monti) e del Presidente della Repubblica (Cossiga, Scalfaro, Ciampi, Napolitano) rispetto ai parlamenti, ma la Costituzione &egrave; rimasta la stessa, anche se costantemente messa in discussione con tentativi di cambiarla. Voglio dire che secondo me le regole del gioco sono gi&agrave; cambiate sotto i nostri occhi negli ultimi 20 anni, mentre il regolamento &egrave; rimasto lo stesso.&nbsp;&nbsp;Io riconosco a Renzi di avere avuto il coraggio, la forza e la volont&agrave; di voler superare questa contraddizione, di aver capito che il sistema pu&ograve; ripartire solo ridefinendo il campo di gioco, adeguandolo alla realt&agrave;. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">2) la riforma interviene sulle strutture pi&ugrave; inadeguate della Costituzione: il bicameralismo, il rapporto stato regioni, la partecipazione popolare. Ha lo scopo di dare pi&ugrave; efficacia al sistema della decisione politica e di garantire una maggiore partecipazione diretta del popolo a questo sistema. Lo fa senza toccare i rapporti tra Presidente, Governo e Parlamento, in una linea di piena continuit&agrave; con la Costituzione del &lsquo;48. Rispetto alle ipotesi che hanno caratterizzato gli anni &lsquo;90 e 2000, che spingevano verso il presidenzialismo e il premierato a detrimento del ruolo del parlamento, quella di Renzi lascia strutturalmente inalterate le relazioni fra i tre organi (per questo mi danno particolarmente fastidio le accuse di svolta autoritaria). Interviene per&ograve; con intelligenza nel facilitare le procedure decisionali (abolizione del bicameralismo perfetto e leggi a scadenza fissa). In questa direzione va anche la ridefinizione del rapporto tra Stato e Regioni, con l&rsquo;eliminazione della competenze concorrenti e con una centralizzazione delle competenze strategiche nelle mani dello stato. I poteri sottratti alle regioni in sede di normativa decentrata vengono compensati costituzionalizzando il ruolo delle regioni e delle autonomie locali&nbsp; attraverso la loro presenza nel Senato, ovvero rendendole partecipi del processo decisionale in sede centrale. A fronte di questo moderato accentramento, si amplia in modo significativo la partecipazione popolare attraverso il rafforzamento dell&rsquo;istituto referendario e delle leggi di iniziativa popolare e si tengono invariati i contrappesi istituzionali, anzi nel caso dell&rsquo;elezione del Presidente della Repubblica si rafforzano. Io credo che sia una buona riforma.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">ROBERTO FAI</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> &#8211; Caro Salvo, oramai la &#8220;ferita politica&#8221; &egrave; avvenuta &#8211; ed &egrave; una ferita attribuibile a Renzi. E anche se alcuni aspetti delle argomentazioni del prof. Crainz possono sembrare pertinenti, analogamente lo sono le argomentazioni di Zagrebelski, Pace, Ferrajoli, Azzariti e altri, che non hanno mai messo in questione l&#8217;opportunit&agrave; di modificare la seconda parte della Costituzione. Purtroppo, come ben sai, alle argomentazioni pacate e giuridico-costituzionali di Zagrebelski (che, &egrave; vero, ha perso 2 a 0 con Renzi, nella famosa trasmissione&nbsp;della LA7) Renzi se ne usciva con le banalit&agrave;&nbsp;della &lt;lotta alla casta&gt; e la &lt;riduzione dei costi della politica&gt;. Uno sciocchezzaio che d&agrave; la misura del personaggio,&nbsp;dimostrando cos&igrave; il suo volto pi&ugrave; vero, quello di caricare e far suoi i toni&nbsp;del &#8220;neo-populismo&#8221; nel vivo di una profonda crisi di rappresentanza e legittimit&agrave; politica attuale, che tocca anche questo PD renziano. Non ne usciamo con il SI&rsquo;. Anzi, a parte l&#8217;Italicum che va messo nel conto, il SI&rsquo; non pu&ograve; che radicalizzare la&nbsp;strategia politica di Renzi. Mentre il NO, neutralizzando le sue pretese,&nbsp;riapre il conflitto anche dentro l&#8217;impasse di un centro-sinistra diviso. Questo &egrave; il punto che mi divide da Cacciari, il cui SI&rsquo; &egrave; l&#8217;unico che ha una sua dignit&agrave; rispetto alle scemenze della Boschi, anche se&nbsp;&egrave; mosso da una sorta di&nbsp;&#8220;realismo politico debole&#8221; (la riforma &egrave; una puttanata, ma per &#8220;patriottismo repubblicano&#8221; voto SI&rsquo; pur ritenendo Renzi un megalomane). Al 5 dicembre, l&#8217;esito.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin: 0px 0px 13px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">SALVO ADORNO</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> &#8211; Caro Roberto, capisco bene chi apre sul referendum il conflitto politico con Renzi da posizioni di destra, meno chi lo apre da sinistra pensando cos&igrave; di recuperare egemonia. Non vedo al momento alternative a Renzi e credo che una volta fatto fuori, la svolta a destra (ma la destra vera quella identitaria, razzista e autoritaria) sia la soluzione pi&ugrave; probabile. Non penso a catastrofi politiche ma a una &ldquo;genuina&rdquo; politica autoritaria e discriminante, molto pi&ugrave; lontana dalla mia cultura di quanto non lo sia il riformismo &ldquo;debole&rdquo; e &ldquo;populista&rdquo; (per usare le tue parole) di Renzi in cui al momento mi riconosco. Dentro il coacervo del no politico a Renzi, la sinistra porta acqua al mulino della destra.&nbsp; Spero di sbagliarmi.</span></p>
<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">ROBERTO DE BENEDICTIS</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> &#8211; Caro Salvo, mi pare debole il rapporto di consequenzialit&agrave; che tu stabilisci tra il cambiamento del nostro sistema politico negli anni &rsquo;90 e la necessit&agrave; di questa riforma costituzionale. Senza andare a Zagrebelsky, che ha ampiamente mostrato i limiti di questo ragionamento, io considero&nbsp;pi&ugrave; banalmente che la&nbsp;nostra regione ha da sempre un sistema parlamentare monocamerale, un meccanismo elettorale che &ldquo;la sera delle elezioni sai chi ha vinto&rdquo;, sperimenta da quindici anni governi stabilissimi e con maggioranze in aula quasi sempre solidissime. E poich&eacute; non mi pare che tutto ci&ograve; abbia garantito una maggiore qualit&agrave; ed efficienza del nostro sistema legislativo e politico in generale, non mi riesce di credere che questi stessi elementi&nbsp;possano&nbsp;avere in s&eacute; effetti taumaturgici sul piano nazionale.</span></p>
<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Ci&ograve; che dici sul merito della riforma invece non lo discuto, perch&eacute; citi argomenti tutti legittimi cos&igrave; come&nbsp;puntualmente contraddetti da autorevoli studiosi ed analisti nel dibattito in corso.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: #000000; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Il passo avanti sarebbe dunque, caro Salvo,&nbsp;che i due fronti si legittimassero. Negare ogni ragione e persino onest&agrave; intellettuale a chi voter&agrave; NO, liquidarlo come alleato della destra che vuole abbattere Renzi, non va in questa direzione. Tu sai infatti che la divisione a cui alludo non &egrave; infatti quella (gi&agrave; gravissima) in cui l&rsquo;Italia si trover&agrave; dopo il 5 dicembre, spaccata tra un SI e un NO&nbsp;alla riforma costituzionale. Bens&igrave; su quella pi&ugrave; profonda che &egrave; avvenuta nel &ldquo;nostro&rdquo; campo politico (Berlusconi, Salvini, Grillo&nbsp;qui non c&rsquo;entrano nulla) rispetto a una proposta e uno stile politico che ha voluto separare persone che semplicemente hanno idee diverse in&nbsp;<em>innovatori</em>&nbsp;o&nbsp;<em>gufi</em>,&nbsp;<em>salvatori</em>&nbsp;o&nbsp;<em>nemici&nbsp;</em>del Paese, uomini&nbsp;<em>per&nbsp;</em>o&nbsp;<em>contro</em>&nbsp;l&rsquo;Italia. Di questo il merito a me pare tutto di Renzi e di chi, anche tra di noi, ha seguito questa sprezzante &ldquo;narrazione&rdquo;.&nbsp;Non mi disperer&ograve; se il SI prevarr&agrave; e nutrir&ograve; speranza di essermi sbagliato, che sia quel passo in cui ora non credo. Di contro, se dovesse prevalere il NO, vorrei che considerassi in tutto questo anche le responsabilit&agrave; di Renzi, invece che della &ldquo;sinistra che porta acqua al mulino della destra&rdquo;. Cosa&nbsp;che francamente mi offende molto.</span></p>
<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-8398" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/11/images_Monica1_-ortisi.jpg" alt="" width="604" height="453" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/11/images_Monica1_-ortisi.jpg 604w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/11/images_Monica1_-ortisi-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 604px) 100vw, 604px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">FRANCESCO ORTISI</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> &#8211; Dopo mesi di discussione e di approfondimenti sul referendum le cose mi appaiono diversamente. Ora mi pare si possa dire che questa riforma, se passa, non sconvolge la Costituzione n&eacute; determina cambiamenti che metteranno a repentaglio la tenuta democratica del Paese (soprattutto se, come &egrave; probabile, si andr&agrave; ad una modifica anche dell&rsquo;Italicum); cos&igrave; come mi pare si possa dire che questa riforma non migliori in modo significativo l&rsquo;assetto generale delle nostre Istituzioni; anzi, prevede innovazioni confuse e contraddittorie (ad esempio, i sindaci-senatori), accanto ad alcune scelte condivise da tutti (ad esempio, l&rsquo;abolizione del fantomatico Cnel). Certo non &egrave; la mia riforma, la riforma che avrei voluto (io, ad esempio, sarei stato favorevole alla totale cancellazione del Senato); ma non mi piace neppure l&rsquo;idea che la prossima volta si torni a votare per eleggere due Camere fotocopia. Insomma, a giudicarla in s&eacute;, questa riforma non presenta (ai miei occhi) elementi che possano spingermi a considerare netta e chiara la divisione tra il S&igrave; e il No: ripeto, netta e chiara. Eppure sembra che l&rsquo;esito di questo referendum sia determinante per il futuro politico del Paese. A ben guardare, come ci ha ricordato Roberto De Benedictis, la posta in gioco &egrave; sproporzionata rispetto all&rsquo;oggetto del contendere. Per dirla esagerando: ci giochiamo tutto (molto) per una cosa da nulla (da poco). Se cos&igrave; &egrave;, il problema cambia: non si tratta tanto di decidere se con questa riforma miglioriamo o peggioriamo la Costituzione, il funzionamento delle Istituzioni; ma c&rsquo;&egrave; da capire quale scenario politico vorremmo contribuire a far emergere col nostro voto. E&rsquo; di questo che dovremmo ragionare. Chi sostiene Renzi non ha domande da porsi: non ha che da esprimere un &ldquo;s&igrave;&rdquo; secco: ne uscir&agrave; un leader rafforzato a livello nazionale ed internazionale; chi non lo sostiene, invece, di domande ne ha molte da farsi. E di non facile risposta. Io non sostengo Renzi; non mi riconosco nel PD gi&agrave; da prima che Renzi ne divenisse il segretario: esattamente da quando Bersani (che vota No) disse S&igrave; al governo con Berlusconi, rifiutandosi di votare Rodot&agrave; Presidente della Repubblica. Ma pur non sostenendo Renzi e non riconoscendomi nel PD, mi chiedo: quale scenario politico si aprir&agrave; con la vittoria dei NO? A chi affiderei il governo del Paese, se Renzi fosse sconfitto? E&rsquo; questa la domanda a cui oggi non so dare risposta e che mi mette nei guai. Perch&eacute; oggi non c&rsquo;&egrave; in campo nessuna forza che mi appaia rappresentativa delle istanze a cui mi sono sempre richiamato nel mio impegno politico.&nbsp;Quelli che si avvantaggeranno della vittoria del No sono molto pi&ugrave; distanti da me di quanto lo sia l&rsquo;attuale governo (non prendo infatti in considerazione l&rsquo;opzione Fassina o Sinistra italiana che considero elettoralmente e politicamente ininfluente sul piano nazionale). Tra l&rsquo;altro, se considero lo scenario internazionale che vede rafforzarsi enormemente il fronte populista e xenofobo non posso che vedere aumentare il tremore della mia mano che il 4 dicembre impugner&agrave; la matita dentro il seggio elettorale.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">SALVO ADORNO</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> &#8211; Cari amici, con la mia ultima non volevo offendere, e se l&rsquo;esito &egrave; stato questo mi scuso. Rispondevo a Roberto Fai che riteneva che la vittoria del Si avrebbe confermato il populismo di Renzi e che quella del No avrebbe avuto il merito di riaprire il conflitto per l&rsquo;egemonia nella sinistra.&nbsp; Ed &egrave; proprio questo che io ritengo un grave errore politico. Credo infatti che la vittoria del No andr&agrave; a tutto vantaggio di Salvini/Grillo. La cosa non mi aggrada, non tanto perch&eacute; temo che ritorni il fascismo, quanto perch&eacute; propone un modello di societ&agrave; molto lontana dai miei valori. A Roberto (De Benedictis questa volta) dico che posso anche riconoscere un pezzo di responsabilit&agrave; di tutto questo all&rsquo;arroganza di Renzi, ma credo che da Bersani&nbsp; a Fassina, passando per Speranza, D&rsquo;Alema e Fratantonio, sia venuta una risposta del tutto inadeguata, incapace di creare un&rsquo;alternativa a Renzi.&nbsp; Mi sta molto pi&ugrave; a cuore l&rsquo;altro tema proposto da Roberto ovvero la penetrazione del renzismo tra noi e la capacit&agrave; che ha avuto di divederci. A suo tempo ho accettato l&rsquo;invito di Tati a intervenire nel dibattito con Raniero La Valle unicamente per avere la possibilit&agrave; di esprimere il mio punto di vista a un mondo di amici che sapevo orientati diversamente, proprio perch&eacute; la mancanza del confronto con loro (ovvero con voi) &egrave; stata per me una perdita secca di ricchezza politica e umana. In me non c&rsquo;&egrave; nessuna intenzione di delegittimare, anzi tutt&rsquo;altro. Io credo che il renzismo non sia solo narrazione ma anche azione e se la sua narrazione anche a me provoca fastidio spesso insopportabile, la sua azione in pi&ugrave; punti mi sembra condivisibile. Pur facendo ormai tutti noi &ldquo;politica ai margini&rdquo;, mi piacerebbe molto un confronto su questi anni del governo Renzi e mi piacerebbe anche discutere della politica locale. Forse sar&agrave; possibile farlo pi&ugrave; facilmente dopo il 4 dicembre, per intanto questo spunto di discussione &ldquo;pubblica&rdquo;, dopo tanto tempo, mi rasserena.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">ANTONELLO FERRARA</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> &#8211; Questa mattina, solita levataccia alle 05.00. Alle 05,30 in metro nell&#8217;ora di dialetto italiano e di lingue straniere. L&#8217;ora dei lavoratori, non dei funzionari. Ascolto nitidamente il dialetto calabrese mischiato a una voce di Caltanissetta. Poco pi&ugrave; in l&agrave; polacchi e slavi vestiti da muratori, donne orientali immerse nei loro giacconi invernali. Se hanno cos&igrave; freddo a novembre, che ne sar&agrave; di loro a febbraio? Ci sono altri italiani, salgono a Flaminio e Valle Giulia in corrispondenza di due stazioni ferroviarie. Gente che si alza alle 4 per venire a Roma &nbsp;a lavorare. Nessuno indossa la giacca e la cravatta. Io amo scendere a Spagna, ci metto due minuti in pi&ugrave; di strada, ma vuoi mettere attraversare Piazza del Popolo all&#8217;alba?&nbsp; Arrivato a Palazzo accendo il computer e mentre leggo i giornali per la rassegna stampa, osservo le vostre e-mail. Leggendovi ho deciso di porvi due questioni: quanto questo referendum cambier&agrave; nella vita di coloro che prendono i mezzi nell&#8217;alba infreddolita di Roma, cittadini arrivati gi&agrave; stanchi ancor prima di cominciare a lavorare? Quali sono le ragioni per vedere almeno un punto che ci unisce ancora?&nbsp; Il dibattito non ci spaventa, anzi fa crescere. Tutti i vostri interventi non fanno che aumentare il mio rammarico di vedere istituzionalmente sprecato tanto &#8220;materiale politico&#8221;. Sprecato in questo momento cruciale, non solo per la citt&agrave; di Siracusa, ma per tutta la Sicilia, se non l&#8217;Italia. Leggendovi mi sono spaventato. Mi spaventa il fatto che da alcuni anni ci lasciamo prendere alla sprovvista dai fatti e l&#8217;unica soluzione &nbsp;che abbiamo trovato &egrave; dividersi e non ragionare insieme nel rispetto delle diversit&agrave;. Dieci anni fa, &nbsp;il tema sul quale ci saremmo confrontati &nbsp;sarebbe stato: &#8220;questa riforma aiuta a crescere il benessere di ogni cittadino, a partire dai pi&ugrave; poveri ed isolati?&#8221;. Ora facciamo discussioni degli altri. Abbiamo sempre pensato al bene dei cittadini, soprattutto degli ultimi, sapendo bene che la metro ci sar&agrave; anche alle 5,30 del mattino del 5 dicembre, e quei lavoratori, saranno sempre li, che vanno verso un lavoro che, ben che vada, li sfrutta. Non siamo fatti per il confronto rancoroso e banalmente schierato a favore di posizioni legate pro o contro. Siamo fatti per alzare lo sguardo e vedere le questioni con altre prospettive, nel rispetto delle idee di tutti, trovando un linguaggio comune per il Bene Comune.&nbsp;</span></p>
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<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">ROBERTO FAI</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> &#8211; Caro Salvo, figurati se non si possano condividere gli&nbsp;errori, limiti, incartamenti del gruppo dirigente del PD &#8220;pre-Renzi&#8221;, anche prima del voto del 2013. E figurati se non si riconosca, da parte mia e di altri qui,&nbsp;che &ldquo;l&#8217;unico campo politico egemone&rdquo; (ma che paradosso!) &egrave; quello rappresentato da Renzi e dal renzismo.&nbsp;Se non si parte tuttavia dal fatto che Renzi (la sua politica, la sua strategia) non&nbsp;&#8220;rappresenta&#8221;&nbsp;molti di noi &#8211; compresi&nbsp;quelli che hanno iniziato ad astenersi&nbsp;-, non si comprende l&#8217;impasse e la &#8220;ferita politica&#8221; che gi&agrave; s&#8217;&egrave; attivata nel corpo sociale e politico democratico. La condizione di una &#8220;politica ai margini&#8221; &#8211; come dici &#8211; &egrave; solo un episodio &#8220;personale&#8221; o, peggio&#8221;, di &#8220;localismo&#8221;, oppure altro non &egrave; che l&#8217;effetto&nbsp;di un nostro non riconoscimento&nbsp;nei confronti di quella &#8220;cultura politica&#8221;&nbsp;che Renzi incarna e porta avanti?&nbsp;Poi, certo, per chi intende fare politica nel nostro spazio politico-civile (e tralascio la palude in cui questo intero PD siracusano ha oramai trascinato la citt&agrave;) il mio rilievo critico &egrave; alla totale assenza di un progetto strategico-politico-culturale all&#8217;altezza della grave situazione e anche all&#8217;assenza di luoghi e spazi pubblici reali, oltre che di un clima di vera apertura alla citt&agrave; sui tanti temi&nbsp;sul tappeto, mentre si consolidano solo consorterie amicali nella presunzione di un renzismo epigonale. La tua sollecitazione e il tuo invito (che sono sempre benvenuti)&nbsp;potranno trovare occasioni e tempi quando la questione politico-elettorale per Siracusa si riaprir&agrave;. Sempre per chi intender&agrave; giocare ancora una partita aperta e disposta a confermare un impegno politico-culturale &#8211; e di generosit&agrave; &#8211; verso la citt&agrave;.</span></p>
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<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">TATI SGARLATA</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> &#8211; Amici, vorrei precisare che non ho nessuna posizione preconcetta e che voto NO non perch&egrave; voglio che Renzi si dimetta (anche se contesto varie iniziative governative e il suo stile di governo del partito e della nazione) ma perch&egrave; non mi convince questa riforma costituzionale. In questo momento penso, anzi, che sia un bene che lui concluda il suo lavoro fino al 2018 e che solo dopo lo si giudichi.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Vorrei per questo riprendere i punti dell&rsquo;intervento di Pio Russo Krauss, che riallego, e rimandare alla lettura del documento completo per l&rsquo;approfondimento:</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&nbsp;1) La costituzione non &egrave; una legge qualunque. E&rsquo; un patto tra cittadini che costituisce uno Stato, ha una funzione ordinatrice ed unificante. le Costituzioni moderne sono scritte da Assemblee Costituenti o da Parlamenti nel pieno delle loro funzioni e ad ampia maggioranza.&nbsp;</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">2) Il bicameralismo impedisce che possano essere approvate leggi sotto l&rsquo;emozione del momento, a furor di popolo, leggi blitz. Per es., grazie al bicameralismo si &egrave; evitato che Berlusconi realizzasse interventi devastanti come l&rsquo;eliminazione dell&rsquo;arresto cautelare per i reati di corruzione e concussione, come il ddl sulle intercettazioni etc.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">3) La riforma non abolisce il Senato e crea 10 procedimenti diversi per arrivare all&rsquo;approvazione di una legge.&nbsp;</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">4) Un nuovo pericoloso tipo di legge: la legge essenziale per l&rsquo;attuazione del programma di governo; deve essere approvata o bocciata entro 70 giorni. Il rischio &egrave; che il governo aumenter&agrave; di molto la sua funzione legislativa a scapito delle leggi ad iniziativa parlamentare</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">5) La doppia funzione di consiglieri regionali o di Sindaci di grandi citt&agrave; e di senatori &egrave; incompatibile con la possibilit&agrave; di potere svolgere bene entrambi i ruoli.&nbsp;</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">6) Su proposta del Governo la legge dello Stato pu&ograve; intervenire su materie di competenze regionale quando lo richieda la tutela dell&rsquo;interesse nazionale (per es. lo &ldquo;Sblocca Italia&rdquo; permette trivellazioni ed estrazioni petrolifere perfino nelle riserve naturali, in deroga a quanto deciso dalle Regioni competenti).</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">7) Il risparmio che avremmo con la riforma in termini economici &egrave; di qualche decina di milioni di euro. Se si volevano ridurre i costi della Politica bastava dimezzare deputati e senatori e/o i compensi a loro assegnati e il risparmio sarebbe stato ben maggiore.</span></p>
<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-8399" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/11/images_Monica1_-giannone.jpg" alt="" width="200" height="200" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/11/images_Monica1_-giannone.jpg 200w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/11/images_Monica1_-giannone-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 12.5pt;">SANTINA GIANNONE</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Arial','sans-serif'; font-size: 12.5pt;"> &#8211; </span><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Grazie Tati</span><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Garamond','serif'; font-size: 12.5pt;">, </span><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">la tua sintesi, analitica e lucida, mi permette di rafforzare i miei convincimenti e di poterli meglio esprimere nel dibattito.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">In particolare il punto 5, la&nbsp;<span style="margin: 0px;">coesistenza di carica di senatore e sindaco/consigliere regionale</span>, mi sembra la cosa pi&ugrave; parossistica e dannosa che in questo momento si possa proporre a un&rsquo;Italia dove, molte volte, sono proprio i sindaci ad essere rimasti l&rsquo;ultima frontiera sul territorio. Ritengo che i cittadini abbiano il diritto di eleggere un primo cittadino sapendo che per i prossimi anni la loro citt&agrave; sar&agrave; il primo e l&rsquo;unico pensiero di un&rsquo;amministrazione (e di chi la coordina), come anche di un deputato regionale per la Regione. La coesistenza delle cariche (con meccanismi che non sono ancora ben chiari nell&rsquo;attribuzione delle stesse) a mio parere appesantirebbe l&rsquo;azione amministrativa di ogni buon primo cittadino, scatenando d&rsquo;altra parte giochi e strategie di potere che l&rsquo;ambito romano inevitabilmente stimola (e richiede).&nbsp;</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Tante volte i sindaci sono stati recentemente insieme per fare fronte comune contro i disservizi del Governo; difficilmente cos&igrave; potrebbe essere per un primo cittadino che siede anche in Senato.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">No</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, su tutta la linea.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">VIRGILIO GIONFRIDDO</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> &#8211; Il confronto tra il SI e il NO finalmente si fa sentire in modo franco anche nella nostra realt&agrave;. E come avviene il pi&ugrave; delle volte a livello nazionale, nel nostro piccolo privilegiamo l&#8217;aspetto politico dell&#8217;evento rispetto al merito. Forse &egrave; opportuno cos&igrave; dal momento che non mi pare possibile che qualcuno a livello locale possa proporre delle originali novit&agrave; sulla riforma costituzionale.<br /> La&nbsp; madre di tutti gli scontri, da quelli pi&ugrave; composti a quelli pi&ugrave; esacerbati, &egrave; la parola Rottamazione con la quale Renzi ha firmato la sua ingombrante presenza nella politica nazionale. Se vogliamo comprendere in modo completo ci&ograve; che sta accadendo &egrave; con questa lente che dobbiamo guardare la realt&agrave; dello scontro. Riforme passate ben pi&ugrave; profonde non hanno prodotto tanto perch&egrave; nessuno ha detto chi doveva restare e chi doveva farsi da parte. Il conflitto si era fermato fino a un certo punto senza rompere equilibri consolidati. Chi ha vissuto un po&#8217; della storia del PCI PDS DS sa bene che gli scontri ci sono sempre stati e nascenti da divergenze ben pi&ugrave; profonde, ma nessun vincente aveva mai azzardato tanto. Una cosa &egrave; certa. Dietro il NO non c&#8217;&egrave; una coalizione politica che si candida a governare. E dietro il SI&#8217; non c&#8217;&egrave; un fronte omogeneo. Dietro il SI c&#8217;&egrave; in primo luogo Renzi e le sue idee per governare. Alcune di queste idee sono state messe in pratica e come in passato non tutto &egrave; condivisibile. Non &egrave; vero che se vince il NO si riapre il confronto a sinistra: al suo interno non vedo nessuno che possa portare a sintesi un chiaro progetto politico. Se vince il SI si incoraggia un cammino che pu&ograve; arginare il populismo della destra e il dilettantismo dei Cinque Stelle.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Le parole pi&ugrave; interessanti che ho letto sono quelle di chi invita ad approfittare del dibattito in corso per aprire un confronto franco all&#8217;interno della politica siracusana. </span></p>
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