<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>scelte in contrasto con impegni assunti &#8211; La Civetta di Minerva</title>
	<atom:link href="https://www.lacivettapress.it/tag/scelte-in-contrasto-con-impegni-assunti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lacivettapress.it</link>
	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Apr 2020 18:09:55 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>IAS, si lasci agli industriali l’onere della gestione</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2016/07/03/ias-si-lasci-agli-industriali-l-onere-della-gestione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ansaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jul 2016 19:25:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[politica ha fallito]]></category>
		<category><![CDATA[sistema osmosi inversa avrebbe consentito ripristino acque dolci]]></category>
		<category><![CDATA[mai stato controllo pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[opera bonifica zona industriale]]></category>
		<category><![CDATA[gestione pubblico/privata]]></category>
		<category><![CDATA[scelte in contrasto con impegni assunti]]></category>
		<category><![CDATA[interessi clientelari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lacivettapress.it/2016/07/03/ias-si-lasci-agli-industriali-l-onere-della-gestione/</guid>

					<description><![CDATA[Il depuratore consortile &#232; diventato nel tempo il luogo di un compromesso deteriore tra partners pubblici e privati &#160; La Civetta di Minerva, 24 giugno 2016 Il dibattito scaturito dalle scelte assunte in sede regionale in ordine agli assetti gestionali dell&#8217;IAS pu&#242; rappresentare una preziosa opportunit&#224; per affrontare una volta per tutte il problema degli &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><em><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Il depuratore consortile &egrave; diventato nel tempo il luogo di un compromesso deteriore tra partners pubblici e privati</span></em></strong></p>
<p>  <span id="more-7922"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">La Civetta di Minerva, 24 giugno 2016</span></span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Il dibattito scaturito dalle scelte assunte in sede regionale in ordine agli assetti gestionali dell&rsquo;IAS pu&ograve; rappresentare una preziosa opportunit&agrave; per affrontare una volta per tutte il problema degli strumenti pi&ugrave; idonei <strong>per condurre a buon fine la necessaria opera di bonifica della zona industriale</strong> o finire risucchiato miserevolmente tra le pieghe di polemiche di basso profilo politico. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Per evitare di incorrere in questo rischio, occorre operare una disamina approfondita ed obiettiva circa il ruolo che l&rsquo;IAS ha avuto nel corso di quasi 30 anni di esercizio, della sua concreta incidenza sull&rsquo;attivit&agrave; di riduzione dell&rsquo;impatto inquinante dei reflui industriali, dell&#8217;efficacia dei suoi interventi e pi&ugrave; in generale sui costi &ndash; benefici che ne sono derivati per la collettivit&agrave;. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Come &egrave; noto, <strong>l&rsquo;entrata in funzione, nel 1984</strong>, del depuratore biologico consortile, realizzato dalla Cassa del Mezzogiorno e ceduto poi alla Regione, ha indubbiamente prodotto alcuni vantaggi immediati: ha infatti razionalizzato l&rsquo;attivit&agrave; di trattamento dei reflui del polo chimico, fornendo un prezioso strumento agli industriali per non rimanere impigliati nelle rigorose indagini condotte dalla Pretura di Augusta. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Anche la scelta originaria della gestione comune pubblico&ndash;privata</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;"> rispondeva ad una comprensibile ragione di politica industriale: coinvolgere nell&rsquo;attivit&agrave; di risanamento soggetti a vario titolo interessati al problema. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Con il passare del tempo, per&ograve;, gli impegni formalmente assunti hanno rapidamente ceduto il passo a scelte nettamente in contrasto con le finalit&agrave; sbandierate e le ragioni istitutive della societ&agrave; di gestione. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">L&rsquo;IAS &egrave; diventata il luogo di un compromesso deteriore tra partners pubblici e privati, con il quale ciascuna delle parti rinunciava al corretto esercizio delle proprie prerogative pur di garantire un <strong>assetto compatibile con gli interessi clientelari della politica e quelli patrimoniali industriali</strong>. Il risultato di questo nefasto intreccio &egrave; stato plasticamente rappresentato, sino a pochi anni fa, da un pletorico consiglio di amministrazione, e a tutt&rsquo;oggi da un organico sovradimensionato, da discutibili scelte tecniche, da decisioni amministrative non convincenti e, conseguentemente e necessariamente, da un impianto ridotto al limite del suo funzionamento. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Occorre avere il coraggio di ammettere che la politica ha fallito</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">, creando l&rsquo;ennesimo carrozzone pubblico sul quale non a caso periodicamente si scatenano gli appetiti famelici dei politicanti nostrani. </span></p>
<p style="margin-right: -1.15pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Mancato l&rsquo;obiettivo di un intervento risolutore sul terreno del disinquinamento, mancato l&rsquo;obiettivo di realizzare una ottimizzazione del ciclo delle risorse idriche con il riutilizzo del</span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">le acque depurate dall&rsquo;impianto di Siracusa, </span><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">nulla &egrave; stato fatto per consentire il conferimento dei reflui tramite autobotte (dalle piccole e medie imprese)</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;"> <strong>e lo smaltimento del percolato proveniente dalle discariche dei vari comuni</strong>, costretti cos&igrave; a sobbarcarsi oneri esosi per conferirli in impianti oltre regione, mai realizzata la copertura delle vasche dell&#8217;impianto al fine di minimizzare l&#8217;esalazione di sostanze maleodoranti. </span></p>
<p style="margin-right: -1.05pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">La realizzazione del progetto di ottimizzazione delle risorse idriche, scorporo, trattamento e ripristino di acque dolci <strong>con il sistema dell&#8217;osmosi inversa, avrebbe consentito</strong> la separazione delle acque industriali dai reflui urbani provenienti dai comuni di Priolo e Melilli, recuperabili, e il loro riutilizzo nei cicli industriali. In poche parole il trattamento finale ad opera di questa struttura avrebbe prodotto acqua di qualit&agrave; uguale a quella prelevata dai pozzi trivellati. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Ebbene quelle <strong>opere furono realizzate, ultimate nel 2003, collaudate e rimaste inutilizzate</strong>. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">La stessa procedura adottata per lo smaltimento dei fanghi residuati dal processo di depurazione, sulla spinta e con il pretesto di discutibili indagini giudiziarie, vantata come fosse la &ldquo;madre di tutte le bonifiche&rdquo;, &egrave; stato <strong>il pi&ugrave; grande business della storia industriale degli ultimi anni</strong>. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Un appalto da 64 milioni di euro alla ricerca di un sito autorizzato in grado di accogliere <strong>rifiuti classificati per decenni da vari laboratori ufficiali come non tossici e nocivi, cio&egrave; non pericolosi, e improvvisamente ed incomprensibilmente divenuti &#8220;cautelativamente pericolosi&#8221;</strong>! Altre soluzioni, sicuramente con costi di gran lunga assai inferiore, erano possibili, ma forse proprio per questo non furono mai prese in considerazione. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">La politica deve, a questo punto, fare necessariamente un passo indietro, lasciare ai privati la responsabilit&agrave; piena degli oneri gestionali, in cambio di un congruo corrispettivo in favore delle comunit&agrave; locali e di precisi impegni in materia di interventi di risanamento del territorio. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Il controllo pubblico? Non c&rsquo;&egrave; stato per decenni</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">, come si evince da quanto detto, con la presenza maggioritaria negli organi gestionali di esponenti designati dalla politica, e non si comprende perch&eacute; dovrebbe essere assicurato in un prossimo futuro. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Bastano gli strumenti previsti dalla legge, a cominciare dall&rsquo;Agenzia Regionale per la Protezione dell&rsquo;Ambiente (ARPA), all&rsquo;attivit&agrave; della quale, nella persona di alcuni suoi indimenticabili e insostituibili professionisti (a cominciare dal dr. Angelo Stoli), si deve se la gestione politico &ndash; industriale in materia ambientale non ha provocato guasti irreparabili.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
