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	<title>sanità privata &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Wed, 28 Dec 2022 16:50:50 +0000</lastBuildDate>
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		<title>CI STANNO SFILANDO LA SANITÀ PUBBLICA &#8211; Già nelle regioni del nord Italia qualche milione di cittadini non ha il medico di famiglia</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2022/12/28/ci-stanno-sfilando-la-sanita-pubblica-gia-nelle-regioni-del-nord-italia-qualche-milione-di-cittadini-non-ha-il-medico-di-famiglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dino Artale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2022 16:48:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[sanità pubblica]]></category>
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		<category><![CDATA[Case di Comunità]]></category>
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					<description><![CDATA[La pandemia ha tolto le ultime maschere a chi non dice la verità ai cittadini. La sanità italiana era già da anni sotto il livello minimo di efficienza e di decenza. Come da chi scrive pubblicato più volte, dal 2007, ufficialmente anzi da qualche anno prima, l’Italia non aveva, e non ha ancora, un prodotto &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La pandemia ha tolto le ultime maschere a chi non dice la verità ai cittadini. La sanità italiana era già da anni sotto il livello minimo di efficienza e di decenza. Come da chi scrive pubblicato più volte, dal 2007, ufficialmente anzi da qualche anno prima, l’Italia non aveva, e non ha ancora, un prodotto interno lordo tale da sostenere e finanziare la sanità pubblica. Nessuno ha avuto l’onestà e il coraggio di <strong>dire agli italiani che gradualmente avrebbero dovuto pagare tutto</strong>. Questa notizia, comunicata ai medici siracusani in una affollata occasione congressuale, suscitò non poche contestazioni, soprattutto da chi aveva ruoli di governo nella sanità e nelle associazioni scientifiche di categoria locali. Eppure era fondata su dati di pubblico dominio, a riprova che nessuno ha voglia di affrontare la verità e di progettare salute a Siracusa. D’altronde fino a quando si percepisce reddito senza una reale misurazione degli obiettivi raggiunti conviene fare i sordi.</p>
<p><strong>La spesa sanitaria è tutta finanziata da prestiti e falcidiata da tagli regolari e continui negli anni, da parte di governi di ogni colore</strong>. Quando solo ora si comincia ad ammettere che mancano infermieri e medici, non si dice tutta la verità.</p>
<p><strong>Vige da molti anni un blocco delle assunzioni</strong> di queste figure. Quindi una precisa volontà di non assumere. Che poi qualcuno pensi che si possa fare sanità pubblica senza medici e infermieri sarà un fenomeno tipicamente italiano ma totalmente ridicolo per chi governa e peggio ancora per chi accetti la carica di ministro della salute (minuscolo!). Che si sia ignorato l’appello delle categorie e dei sindacati del settore che da anni sapevano dell’ondata di pensionamenti del personale che sta concretizzandosi in questi tempi recenti, è un’altra colpa grave che nessuno sconterà.</p>
<p>Come spesso capita, però, le responsabilità e gli inganni sono più vasti di quel che appare.</p>
<p>A causa del blocco delle assunzioni e del numero chiuso nelle università noi non abbiamo pensato al ricambio generazionale, abbiamo del tutto sbagliato le previsioni sul personale, abbiamo fatto emigrare, come solo noi potevamo fare, decine di migliaia di laureati insieme a medici e infermieri. Peraltro quelli che continuano a lavorare e quei pochissimi assunti con mille artifici, sono retribuiti così poco e male da non potersi confrontare con le altre nazioni europee.</p>
<p>Nelle grandi città italiane, addirittura, molti medici, impoveriti da tantissime condizioni che qui sarebbe lungo descrivere, fuggono all’estero o vanno dal privato. Grande desolazione ha suscitato negli operatori sanitari l’assistere alle dimissioni di personaggi di valore e visibilità mediatica che hanno persino rinunciato alla pensione pur di sfuggire a condizioni lavorative ed economiche ormai insostenibili.</p>
<p>Sulla loro scia moltissimi medici si stanno mettendo in pensione anticipata per lo stesso motivo. Già <strong>nelle regioni del nord Italia qualche milione di cittadini non ha il medico di famiglia.</strong> Tra il 2010 e il 2020 secondo i dati forniti dalla Federazione Cimo-Fesmed sono stati chiusi 111 ospedali, 113 PS e tagliati 3700 posti letto. Si calcola che tra ospedali e territorio <strong>manchino più di 20.000 medici</strong> (4.500 nei pronto soccorso, 10 mila nei reparti ospedalieri, 6.000 medici di medicina generale) e la situazione è destinata a peggiorare sia per i pensionamenti ordinari sia per quelli anticipati e soprattutto per il fenomeno dell’abbandono per dimissioni volontarie. Non si era mai verificato che in soli tre anni <strong>8000 medici si dimettessero dagli ospedali prima del tempo</strong>. La buona volontà e lo sfruttamento ignobile dei medici e infermieri residui non sono da tempo in grado di consentire il funzionamento delle strutture sanitarie. Aveva dato qualche speranza l’affermazione pubblica del ministro Schillaci, sacrosanta ma non mantenuta, che bisognava pagare di più medici e infermieri e assumerne moltissimi. Alla fine ha promesso un aumento ai medici dei Pronto Soccorso ma dal 2024 e basta! Con le norme vigenti non potrà assumere il personale. Dovrà rispettare le leggi derivate dai tagli precedenti <strong>ma non pensa ad abolirle</strong>. Crediamo, anzi, che la legge di bilancio appena licenziata abbia tolto alla sanità piuttosto che dare.</p>
<p>.<img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-24516" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/12/grafico-300x183.png" alt="" width="300" height="183" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/12/grafico-300x183.png 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/12/grafico-768x468.png 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/12/grafico.png 797w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È desolante considerare le posizioni che abbiamo raggiunto nel rapporto fra medici e infermieri.</p>
<p>Conviene meditare su quali siano i Paesi che fanno meglio di noi e preoccuparci. Abbiamo anche troppi anziani e i bisogni della popolazione di questo tipo sono molto grandi. Si delinea una malasanità progressiva e irreversibile.</p>
<p>Analizzando, senza riportarli, molti interventi del nuovo governo e del ministro della salute Schillaci, possiamo fin d’ora garantire che <strong>si va verso lo smantellamento della sanità pubblica,</strong> il definanziamento, la perdita dei grandi valori fondanti, cioè la universalità, verso una regionalizzazione spinta anche alla gestione dei fondi sanitari, addirittura, e pur di non assumere dipendenti, <strong>si favoriscono sanitari a partita Iva cui si regalano sconti fiscali</strong> se stanno sotto gli 85000 euro di ricavi annui. In sostanza continua la velenosa <strong>svendita ai privati del Servizio Sanitario Nazionale</strong> che avrebbe pochi medici e infermieri dipendenti stressati, malpagati e supertassati mentre quelli a partita IVA possono andare dove vogliono e, se riescono a stare sotto gli 85000 euro annui, pagano tasse ridicole.</p>
<p>Tutti si son riempiti la bocca del <strong>PNRR</strong> per risolvere qualcosa. Innanzitutto è importante precisare che esso in sanità serviva a creare nuove strutture inesistenti o malfunzionanti ma non a pagare il personale.</p>
<p>Quando l’Italia aveva uno sbilancio fra una sanità ospedalo-centrica e una sanità territoriale che girava attorno alla medicina di famiglia, travolta dalle malattie croniche e priva di ogni mezzo per affrontare le esigenze di una popolazione anziana e longeva, si pose la necessità di riprogettare un allocamento di risorse sulla sanità extraospedaliera, facendo dimagrire quella ospedaliera. <strong>Il territorio è paralizzato dalle liste di attesa e dalla mancanza di posti letto per malattie croniche</strong> riacutizzate, per cui in un primo tempo sembrò opportuno spogliare gli ospedali e rivestire il territorio di investimenti e strutture di piccolo ricovero, quasi più ad impronta infermieristica che medica. Così nacque l’idea delle “Case della salute”. Malgrado non si sia valutato appieno il fatto che tali strutture non si erano mai potute realizzare prima, l’immatura classe politica italiana ne ha progettato la realizzazione e ha convinto l’Europa a finanziarle con il PNRR. Sbagliando, anche l’Europa ha creduto in questo progetto farlocco.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-24512" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/12/Casa-di-comunita2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/12/Casa-di-comunita2-300x200.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/12/Casa-di-comunita2.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Peccato che l’incompetenza generale italiana non abbia considerato che una <strong>Casa di Comunità senza medici e infermieri</strong> è uno sputo in faccia alla logica. Così è accaduto che la famelica sanità lombarda, mantenendo un discutibile primato sulle altre regioni, abbia pensato di <strong>rinominare 16 vecchie strutture ospedaliere o ambulatoriali abbandonate targandole come Case di Comunità, lasciandole chiuse dopo averle inaugurate.</strong> Le aquile della politica avevano pensato di metterle in mano a qualche sparuto infermiere che scappa dagli ospedali impazziti e ai medici di famiglia, ritenuti in grado essere ubiquitari e con tanto tempo libero da poter gestire i propri ambulatori contemporaneamente alle case delle comunità. <strong>Di fatto si è fatta dimagrire oltremodo la sanità ospedaliera senza riuscire ad investire in quella extra ospedaliera.</strong></p>
<p>La Moratti e Fontana (assessora alla salute e presidente della regione Lombardia) chissà se conoscevano tutto quello che qui stiamo esponendo, cioè che mancano migliaia di medici di famiglia, che cercano di fuggire dalla professione per gli enormi carichi di lavoro, peraltro retribuiti così male da dimettersi anzitempo, che non si trovano infermieri, anche questi pagati malissimo? Si son fatti beccare da Report a inaugurare Case della Comunità chiuse e non funzionanti, a far promesse fondate sull’inganno dei cittadini.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>I DRAMMI SI CONSUMANO SULLA CARNE DEI MALATI E DEI FAMILIARI.</strong></p>
<p>Con una sanità completamente stravolta da mille problemi sono i malati a pagare un prezzo troppo alto. Impossibile trovare un ricovero se non per casi gravissimi. La regola è dover pagare per accedere alle cure, dover trascurare la propria salute e la prevenzione per le liste d’attesa e i ticket troppo alti. Passa sotto silenzio che in città come Siracusa l’aspettativa di vita alla nascita di un neonato è già più bassa rispetto a qualche anno fa e che i nostri anziani vivranno qualche anno meno degli altri italiani per non essersi curati adeguatamente.</p>
<p><strong>Da noi a Siracusa si chiudono i consultori familiari</strong>, altro che controllo delle nascite, educazione sessuale delle adolescenti e delle giovani, tutela della maternità, prevenzione dell’aborto e contraccezione! La <strong>tutela della salute mentale</strong> viene abbandonata a sé stessa e le famiglie con disabilità mentale sono disperate. Siracusa ha il <strong>primato italiano</strong> per i trattamenti sanitari obbligatori perché nessuno si cura della prevenzione della riacutizzazione delle malattie psichiatriche. Ed è solo l’inizio. Chi non potrà pagare già non si cura e non si curerà. Calate questi nuovi fatti nel contesto di crisi economica ed energetica attuale e <strong>avrete visto cosa si cela dietro il velo! </strong>È chiaro che solo una <strong>sollevazione popolare</strong> può reindirizzare la politica verso la difesa delle conquiste sociali del dopoguerra.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>COME REAGISCONO GLI ITALIANI? </strong>MALINCONICI, SPAVENTATI, RASSEGNATI: È IL RITRATTO DEGLI ITALIANI CHE EMERGE DAL RAPPORTO CENSIS DEL 2022.</p>
<p>Una popolazione sempre più povera e più vecchia, preoccupata sia dal presente che dal futuro ma restia a cambiare. Cresce il malcontento per le diseguaglianze sociali, ma non si registrano fiammate conflittuali o intense mobilitazioni collettive. <strong>Invece di</strong> <strong>attivarsi, gli italiani si chiudono. </strong></p>
<p><strong>E come non scendono in piazza, non vanno</strong> <strong>nemmeno a votare</strong>: l’astensionismo elettorale registratosi quest’anno è il più ampio nella storia della Repubblica.</p>
<p>Insomma così come improbabili personaggi sono ormai eletti nelle stanze del potere, allo stesso modo diventa possibile demolire i pilastri dello stato sociale, completando l’opera iniziata nel ’94 per sovvertire l’ordinamento dello Stato. Ai cittadini, rintontoniti dalle bugie dei media e confusi da beceri populismi si può dire di tutto e il suo contrario, nella convinzione che nessuno scenderà in piazza a cacciare i cattivi maestri e a difendere le conquiste sociali. Gli italiani sono sempre quelli: aspettano un nuovo duce e per ora si accontentano di una (ex) simpatizzante in gonnella e del suo carrozzone inverosimile.</p>
<p>P.S.</p>
<p>Qualcuno si irrita leggendo analisi impietose e critiche ai sistemi italiani come appena descritto. Vorrebbe soluzioni. Rispondiamo sempre che non tocca a chi scrive trovare le soluzioni. Mai. Retribuiamo anche troppo bene politici ed economisti e a loro spetta trovare le soluzioni. Noi possiamo solo sognare di vivere in un paese più civile e avanzato.</p>
<p>Quando uno stabile ha gravi vizi strutturali conviene demolirlo e ricostruirlo. A maggior ragione quando i vizi, pur importanti e gravi, sono dissimulati e ignorati. Da un po’ si è corrotto l’accesso alla politica. Persino il più disinvolto somaro della classe può accedere alle massime cariche pubbliche. Non è democrazia ma degenerazione morale, politica e sociale. Non dimentichiamo di citare l’ignoranza e la spocchia, ormai regola in tutta la nazione.</p>
<p>Purtuttavia anche noi abbiamo la presunzione di avere qualche proposta ma siamo stati sfortunati per la morte di Gino Strada. Alcune organizzazioni senza profitto ci insegnano che si può fare buona sanità con poco denaro. Anche mantenere in vita mezzi costosissimi come una nave per salvare le vite in mare. Anche in questi casi bisogna demolire e sapere ricostruire su nuove basi e principi.</p>
<p>Se il <strong>privato continua a far soldi in sanità</strong> vuol dire che non solo gli è possibile, grazie ad accordi col potere politico non confessabili, ma è possibile anche per altri. Questi poteri politici noti a tutti hanno la maggiore responsabilità sul default della sanità pubblica e in questo momento sono nel governo eletto.</p>
<p>Alla luce di quanto esposto ci sembra molto importante tenerci cari i demolitori e aprirci al futuro,</p>
<p>cominciando con il contrasto di alcune formazioni politiche ostili alla sanità pubblica dentro le istituzioni.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A Siracusa pericoloso ammalarsi se servono esami diagnostici</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2016/04/04/a-siracusa-pericoloso-ammalarsi-se-servono-esami-diagnostici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dino Artale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2016 15:29:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sanità privata]]></category>
		<category><![CDATA[coronarografia]]></category>
		<category><![CDATA[ingranaggio]]></category>
		<category><![CDATA[indebolire]]></category>
		<category><![CDATA[definanziamento]]></category>
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					<description><![CDATA[Ridurre alla met&#224; i letti ospedalieri, non sostituire i medici in pensione, non fare le assunzioni equivale a condannare qualcuno a morte. Spogliando di risorse e autorit&#224; i medici che lavorano fuori dagli ospedali si creano disparit&#224; &#160; Chi scrive &#232; un vecchio ingranaggio del sistema. Pur avendo una visione abbastanza vasta del mondo sanitario &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><em><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Ridurre alla met&agrave; i letti ospedalieri, non sostituire i medici in pensione, non fare le assunzioni equivale a condannare qualcuno a morte. Spogliando di risorse e autorit&agrave; i medici che lavorano fuori dagli ospedali si creano disparit&agrave;</span></em></strong></p>
<p>  <span id="more-7444"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Chi scrive &egrave; un vecchio ingranaggio del sistema</span></strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">. Pur avendo una visione abbastanza vasta del mondo sanitario regionale e provinciale, potrebbe avere una visione distorta dalla posizione che occupa.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">I giudizi pi&ugrave; autorevoli sulla sanit&agrave; siracusana sono e saranno sempre quelli degli utenti</span></strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">, cio&egrave; dei cittadini. Nessuno &egrave; autorizzato a pensare che qui appresso si voglia valutare negativamente qualcuno degli operatori sanitari. A suo modo, ciascuno fa quel che pu&ograve; e molti rendono molto pi&ugrave; di quel che ricevono. C&rsquo;&egrave;, anzi, un eroismo sempre pi&ugrave; diffuso nell&rsquo;affrontare il dolore e la sofferenza altrui con molti meno mezzi rispetto a certe realt&agrave; nazionali. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Bloccare le assunzioni per anni, incoraggiare il pensionamento di forti professionalit&agrave; consolidate, <strong>indebolire la popolazione infermieristica, non riuscire ad assicurare il funzionamento delle apparecchiature</strong>, non acquistare nuove tecnologie, muoversi nel pantano di una politica non qualificata, non poter e non saper esprimere forti personalit&agrave; nella leadership condanna il sistema a un fallimento preannunciato.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Non nego che queste mie valutazioni possano demotivare chi ogni giorno perde la salute per assicurare quel che si pu&ograve; a tutti.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Abbiamo un Direttore Generale che riesce a far sognare anche uno come me: gi&agrave; questo &egrave; dire tutto, per chi mi conosce. E&rsquo; circondato da uno staff con personaggi di valore, qualcuno anche sul piano nazionale. Dimostra ogni giorno che si pu&ograve; fare di pi&ugrave; avendo di meno. Tuttavia <strong>il continuo de-finanziamento delle sanit&agrave; italiane e siciliana</strong> ci priva non solo del futuro ma distrugge il poco che avevamo fin dall&rsquo;inizio. Prendete allora questo scritto come una premessa importante per leggere quello che accade troppo spesso agli ammalati. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Chi capisce per primo dove sta il guasto &egrave; quello che ha pi&ugrave; possibilit&agrave; di riavviare la macchina. D&rsquo;altronde passo i miei giorni sul territorio dove le macchine circolano (visito almeno 9.000 persone l&rsquo;anno e nessuno paga nulla). Non posso non accorgermi che molte di queste macchine non funzionano. Faccio qui, quindi, il ruolo del meccanico, cerco i guasti e non mi arrendo. Qualcuno deve trovare le risorse per pagare le riparazioni e non &egrave; assolutamente facile. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Non dovrebbe mai accadere che un medico scriva che la salvezza di un ammalato sta nell&rsquo;avere &ldquo;un buon retrotreno&rdquo;, un po&rsquo; di fortuna, insomma. <strong>Come dire che un meccanico &egrave; bravo perch&eacute; ha &ldquo;c..o&rdquo;</strong>. Si ride per non piangere e noi Siciliani siamo maestri di quest&rsquo;arte. Ma la salute &egrave; la salute e si tratta del destino di ognuno di noi e dei nostri cari. Ognuno deve fare la sua parte!</span></p>
<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-7442" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/04/images_-000sanpri.jpg" alt="" width="300" height="199" /></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Il culto del &ldquo;posteriore&rdquo; </span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Se c&rsquo;&egrave; qualcuno che ancora si fa illusioni sulla situazione sanitaria siracusana, non sprechi il suo tempo a leggere quello che segue.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Avere dimezzato in trent&rsquo;anni i posti letto in ospedale d&agrave; quotidianamente i suoi frutti. <strong>Avere appaltato alla sanit&agrave; privata</strong> qualcuno di questi posti letto, tagliati alla sanit&agrave; pubblica, avr&agrave; fatto la gioia degli amici degli amici, che hanno investito per anni sulle cliniche private, ma non accontenta le esigenze vere dei cittadini, quando cerchino risposte di salute con un&rsquo;accettabile qualit&agrave; e in tempi brevi. Forse per casi semplici, malattie non gravi, al di fuori di ogni emergenza, la spedalit&agrave; privata pu&ograve; fornire qualche illusoria comodit&agrave; alle persone ammalate (un bagno pi&ugrave; pulito, un po&rsquo; di privacy, un sorriso in pi&ugrave;, il decoro che altrove dovrebbe essere ed &egrave; scontato).</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">L&rsquo;asino casca appena accadono le disgrazie</span></strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">. Non occorre che si tratti di malattie rare, improvvise, minacciose. A volte, quello che altrove &egrave; routine e automatismo, qui &egrave; emergenza. Provate a pensare che il vostro medico di famiglia riesca a subodorare in tempo utile che qualcuna delle vostre coronarie stia per occludersi. Credo che anche il pi&ugrave; deficiente e irresponsabile dei cittadini pretenda di non perdere la vita o un bel pezzo del suo cuore, aspettando che si concreti un ricovero per una coronarografia e l&rsquo;impianto di qualche &ldquo;stent&rdquo; alle coronarie occluse.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Se la minaccia per il cuore viene colta da un medico del Pronto Soccorso e ritenuta d&rsquo;imminente pericolo per la vita, il paziente ha diritto a un ricovero</span></strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">, anche se un posto letto materialmente non &egrave; disponibile. Non ho mai capito se il criterio di urgenza, oltre che clinico, sia anche quello di evitare un procedimento penale nel caso che il paziente ci lasci le penne. Per non parlare, poi, di coscienza professionale. Leggendo pi&ugrave; oltre, queste affermazioni potranno essere comprese.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Il guaio viene quando il sospetto dell&rsquo;imminente pericolo che un cittadino possa rimetterci le penne nasce al di fuori del pronto soccorso</span></strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">. Ad esempio, nello studio del medico di famiglia o in quello dei cardiologi sul territorio che gli fanno le consulenze cardiologiche. Mettiamo che si riesca a conferire con un responsabile del reparto che si occupa di Cardiologia o emodinamica. Sapete tutti che &egrave; un&rsquo;impresa trovare chi risponda al telefono. Non &egrave; strafottenza: o si curano gli ammalati o si sta al telefono che squilla continuamente! Mettiamo che il collega ospedaliero si fidi del tuo acume clinico e dei tuoi esami strumentali, mettiamo che tutti non sottovalutino il grado dell&rsquo;emergenza, mettiamo che nessuno si trovi in condizioni di stress lavorativo, che si sia disponibili, cosa accade nella maggior parte delle volte?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Accade che il reparto dove il mio paziente, apparentemente ancora sano, deve andare non abbia mai un posto libero</span></strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">. Anche se lo avesse, deve tenerlo disponibile per quel povero disgraziato che l&rsquo;infarto lo ha gi&agrave; fatto e aspetta in pronto soccorso che il suo cuore possa limitare i danni con una coronarografia d&rsquo;urgenza, seguita immediatamente dall&rsquo;applicazione di qualche presidio intra-arterioso che assicuri un flusso di sangue ossigenato, sufficiente a tenere in vita il muscolo cardiaco che sta morendo. Il comportamento del collega ospedaliero &egrave; corretto, si deve fare cos&igrave;. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">La lista d&rsquo;attesa solo per galantuomini</span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Allora io e il mio paziente, apparentemente ancora sano, dobbiamo avere senso civico e pensare che ci sia chi sta peggio</span></strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">. Aspetteremo che la casualit&agrave; consenta che ci sia pi&ugrave; di un posto libero e che si possa far posto a chi, sembra, rischi un po&rsquo; meno la pelle rispetto agli altri.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">A volte le malattie obbediscono alle nostre previsioni. A volte provvede la pi&ugrave; grande e potente delle divinit&agrave; esistenti, che stia in cielo o chiss&agrave; dove o che stia nel retrotreno di ciascuno di noi, come pensano gli infedeli come me, fatto sta che la gente si salva lo stesso. <strong>Il vero problema sta nell&rsquo;avere senso civico, educazione e rispetto degli altri, in citt&agrave; come questa</strong>.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Mettiamo che <strong>l&rsquo;ultimo caso, in ordine di tempo, che mi &egrave; capitato</strong> sia quello di una persona stupenda e un galantuomo, cos&igrave; perbene da sopportare con civilt&agrave; l&rsquo;angoscia di sapere di essere in pericolo di vita imminente. Siamo stati fortunati entrambi. Era venuto per altri problemi, poi mi accenna vagamente che, malgrado sia dotato di grande resistenza, quando corre, a volte, deve rallentare perch&eacute; accusa un bruciore, un disagio vago al petto. Mi preoccupo subito e in pochi giorni scoppia una grana grossissima. Il suo elettrocardiogramma da sforzo parla chiarissimo a tutti. <strong>Ha qualche serio problema alle coronarie</strong>. Lo stesso cardiologo che esegue l&rsquo;esame si mette in contatto con qualcuno per <strong>avere immediatamente una coronarografia</strong>.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Non &egrave; possibile avere subito questa prestazione,<strong> vi &egrave; una lista d&rsquo;attesa</strong>, bisogner&agrave; aspettare una telefonata per il ricovero. Mettiamo che, per quanto ragionevole e educato, il galantuomo cominci a preoccuparsi vedendo che, da un giorno all&rsquo;altro, ha un&rsquo;angosciante sensazione di costrizione toracica ma, via via, anche a riposo o dopo un lievissimo sforzo. Mettiamo che anch&rsquo;io, sapendolo, mi cominci a turbare e tema che gli eventi se ne freghino della nostra educazione di saper aspettare il nostro turno. Mettiamo <strong>che gli educati, se sforniti di un &ldquo;posteriore fortunato&rdquo;, sono i primi a lasciarci le penne.</strong> Mettiamo che mi vergogni, alla mia et&agrave;, di essere sottovalutato quando segnalo a un collega che sono veramente preoccupato per la vita di una persona che sembra sana, ma corre rischi seri.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Mettiamo che, lavorando come un matto dalla mattina alla sera, non abbia la voglia e il tempo di chiedere per cortesia quello che &egrave; dovuto alle persone ammalate. Mettiamo che mi girino certi ammennicoli quando devo convincere qualcuno, magari pi&ugrave; giovane e meno esperto di me, che le mie valutazioni valgono almeno quanto le sue. Il bello &egrave; che lui ha le chiavi della porta dei ricoveri, io no!</span></p>
<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-7443" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/04/images_-00sani.jpg" alt="" width="1382" height="778" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/04/images_-00sani.jpg 1382w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/04/images_-00sani-300x169.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/04/images_-00sani-1024x576.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/04/images_-00sani-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1382px) 100vw, 1382px" /></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Una trappola senza uscita</span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Meno male che <strong>il galantuomo, pur curato con il massimo delle cure, si aggrava in pochi giorni</strong> e decide la cosa giusta. <strong>Ricorre al pronto soccorso di sera</strong> con un dolore al petto. Il medico di turno gli dice: &ldquo;Scusi ma lei &egrave; matto, sapendo di avere problemi alle coronarie, aspetta che le venga un infartoˮ? Si apre cos&igrave; immediatamente e d&rsquo;urgenza una porta chiusa. La <strong>coronarografia, immediatamente eseguita, svela una malattia coronarica avanzata</strong>. Nessuno l&rsquo;avrebbe mai sospettato in un&rsquo;et&agrave; cos&igrave; precoce e in uno sportivo di discrete capacit&agrave; fino a poche settimane prima.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Come avviene di regola, gli educati sono i primi a essere danneggiati dalla loro condizione. I medici dell&rsquo;ospedale, apparentemente ignari di essere circondati da un muro di gomma, quasi quasi se la prendono con i medici del territorio che non hanno insistito abbastanza per ricoverare il galantuomo. Il galantuomo, da par suo, educatamente fa notare che persino il cardiologo specialista aveva chiesto la &ldquo;cortesia&rdquo; di un ricovero e che io stesso, medico di famiglia, ero preoccupato dalla progressione dei sintomi e sollecitavo una rivalutazione cardiologica urgente (<strong>venga a visita fra due settimane, prima di allora non c&rsquo;&egrave; disponibilit&agrave;: una risposta scontata </strong>del Centro Unico Prenotazioni!) </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Qualche breve considerazione</span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">I medici non son tutti uguali per chi ha deciso di mettere la chiave d&rsquo;ingresso nelle degenze solo nelle mani di quelli che lavorano nei pronti soccorsi. <strong>Pur di risparmiare su tutto si creano delle mostruosit&agrave;</strong>. Nulla da recriminare sui giovani colleghi messi sulle barricate dei pronti soccorsi a rischiare in ogni momento di tutto. Sono veri eroi. Ci&ograve; non deve, per&ograve;, giustificare l&rsquo;arroganza di considerare poco o nulla il lavoro dei medici del territorio, quelli che non hanno le chiavi per entrare in ospedale. Anche noi rischiamo di essere coinvolti nella responsabilit&agrave; di non aver saputo evitare una morte evitabile o un&rsquo;invalidit&agrave; per tutta la vita. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">A volte basterebbe una telefonata fra colleghi</span></strong><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';"> per definire quello che in una frettolosa prestazione in emergenza non &egrave; possibile chiarire. D&rsquo;altronde, com&rsquo;&egrave; possibile &ldquo;perdere tempo al telefono&rdquo; quando la gente si accalca nei nostri ambulatori e sta soffrendo dietro la porta del pronto soccorso? </span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Nessuno si rende conto che, riducendo il personale, sovraccaricando di burocrazia i medici, facendoli lavorare in emergenza continua, alla fine ci scappa il morto? Qualcuno ha spiegato bene ai decisori politici (che aquile!) che <strong>i siracusani del 2016 sono molto pi&ugrave; ammalati di quelli degli anni &rsquo;70</strong>? Che l&rsquo;et&agrave; media dei cittadini &egrave; sbandata alla grande verso la vecchiaia, che non ci sono pi&ugrave; giovani, che i vecchi si ammalano pi&ugrave; di prima ma non muoiono pi&ugrave; in pochi mesi?</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Ridurre alla met&agrave; i letti ospedalieri, non sostituire i medici in pensione, non fare le assunzioni equivale a condannare qualcuno a morte. Spogliare di risorse e di autorit&agrave; i medici che lavorano fuori dagli ospedali crea disparit&agrave; e disagi paurosi!</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Volete sapere <strong>chi saranno i prossimi condannati a morte? Getto sul piatto la mia ipotesi: gli educati, i mansueti, gli innocenti</strong>, quelli che non hanno santi in paradiso, i poveri e, si sa, quelli sforniti di un valoroso &ldquo;derriere&rdquo;!!!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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