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	<title>Salvare Augusta &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>AMBIENTE, ASSEGNATO IL PREMIO ATTILA AL SINDACO DI AUGUSTA (seconda parte)</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2024/02/24/ambiente-assegnato-il-premio-attila-al-sindaco-di-augusta-seconda-parte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giambattista Totis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Feb 2024 09:40:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Provincia]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Regolatore]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Natura Sicula]]></category>
		<category><![CDATA[Salvare Augusta]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco augusta]]></category>
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					<description><![CDATA[Nei giorni scorsi abbiamo dato notizia dell’iniziativa di tre associazioni ambientaliste: Legambiente –Circolo di Augusta, Natura Sicula Onlus, coordinamento spontaneo denominato “Salvare Augusta”, che, nel corso di una conferenza illustrativa di un esposto presentato alla Regione e trasmesso per conoscenza alla Procura della Repubblica di Siracusa hanno assegnato al sindaco di Augusta il “premio Attila” &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi abbiamo dato notizia dell’iniziativa di tre associazioni ambientaliste: Legambiente –Circolo di Augusta, Natura Sicula Onlus, coordinamento spontaneo denominato “Salvare Augusta”, che, nel corso di una conferenza illustrativa di un <strong>esposto presentato alla Regione e trasmesso per conoscenza alla </strong><strong>Procura della Repubblica</strong> di Siracusa hanno <strong>assegnato al sindaco di Augusta il “premio Attila” partendo dalla </strong><strong>rilevazione che Augusta è risultata la seconda città siciliana per quantità di territorio consumato</strong> (+ 25 ettari in un solo anno) nonostante la L.R. 19/2020 disponga di operare nella revisione di quelli esistenti, a partire dalla riduzione del consumo di suolo, “limitandolo ai soli casi in cui non sussistano valide alternative”.. Il Comune ha dato l’incarico per il piano urbanistico generale (PUG) ma sono passati anni e ancora non si vede nulla mentre si continuano a creare stati di fatto difficilmente regolabili a posteriori.<br />
https://www.facebook.com/groups/557907998099515/permalink/1492581977965441/</p>
<p>Senza entrare nel merito tecnico delle 5 contestazioni per problemi di spazio, ci limitiamo a sintetizzare per sommi capi le principali osservazioni a supporto dell’esposto.<br />
1) nel primo Piano di lottizzazione citato, che opera di fronte al golfo di Brucoli su un’area di circa 17 ettari e prevede la realizzazione di una struttura turistico-alberghiera e di un complesso residenziale, l’esposto evidenzia che esso, in parte, ricade in zona territoriale omogenea “F dove, essendo trascorsi oltre cinquant’anni dall’approvazione del PRG, il vincolo pubblicistico risulta oramai decaduto, determinando, ipso facto, la classificazione di tali aree come “zone bianche”, ossia zone prive di destinazione urbanistica. Il documento ambientalista sottolinea che tali aree devono essere normate dal Consiglio comunale, cosa mai avvenuta, e rileva che l’area oggetto del piano è in parte soggetta<br />
al massimo livello di tutela paesaggistica (tutela 3) dove secondo il Piano paesaggistico regionale della provincia di Siracusa (PPRS) non dovrebbero essere consentiti interventi edificatori. Infine, sottolinea che ben tre commissari regionali, intervenuti per dirimere la questione, non hanno definito un bel nulla non rilasciando neppure un provvedimento in merito, il che non depone bene sul ruolo della Regione e lascia aperti dubbi e perplessità. Per questo e per un secondo piano di lottizzazione, sempre nella zona intorno a Brucoli, si rileva che, non essendo mai stato il prg sottoposto alla valutazione ambientale strategica (VAS), entrambi devono essere sottoposti alla valutazione d’impatto ambientale (VIA) pena l’illiceità delle autorizzazioni.<br />
2) Più in generale l’esposto evidenzia che è ormai prassi nelle zone B – sottozona BR/1 del PRG “Calandra”, di operare con permessi di costruzione “anomali” rispetto alle indicazioni del PRG, tanto da indurre lo stesso responsabile del Settore Urbanistico ad affermare che: “Nel nostro territorio l’attuazione del PRG spesso si è compiuta con lo strumento della Lottizzazione, che avrebbe dovuto essere una soluzione alternativa in via eccezionale, e che, invece, col tempo sono divenuti sempre più frequenti fino a sostituire di fatto gli strumenti ordinari previsti dal prg”.<br />
Nonostante a norma dell’art. 20 della L.R. 16/2016 nella Regione Siciliana il rilascio del permesso di costruire convenzionato è ammesso esclusivamente «nei lotti interclusi e nelle aree residue sottoposte dai piani urbanistici a pianificazione attuativa, fuori dagli ambiti di formazione dei comparti di cui all&amp;#39;articolo 11 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, in presenza delle opere di urbanizzazione primaria e qualora la redazione di un piano di lottizzazione non risulti utile per le ridotte dimensioni delle aree per urbanizzazione secondaria ovvero delle superfici da cedere in caso di lottizzazione»;<br />
3) Per un terzo piano di lottizzazione allocato presso Via Marina del Monte, dove si prevede la realizzazione di fabbricati residenziali per una cubatura complessiva di circa 3.200 mc all’interno di quattro lotti dalla superficie totale di oltre 11.000 mq, si osserva che il PRG “Calandra” consente ai proprietari di proporre un piano di lottizzazione “a condizione che esso sia esteso a tutto il comprensorio o parti di esso ritenute organiche dall’Amministrazione comunale, e aventi una superficie non inferiore a ha 3” e dove si prescrive “la realizzazione e la pubblicizzazione mediante essione gratuita al Comune di aree che, per il caso in specie, dovrebbero essere pari a 643 mq.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-27225" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/02/422660993_899477458849621_5668920798809104528_n-300x154.jpg" alt="" width="300" height="154" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/02/422660993_899477458849621_5668920798809104528_n-300x154.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/02/422660993_899477458849621_5668920798809104528_n.jpg 642w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Dalla delibera di giunta n. 129 del 23.06.2023,si evince che il Comune di Augusta ha approvato un piano di lottizzazione che non specifica l’estensione delle superfici oggetto di cessione gratuita”.<br />
L’esposto evidenzia, inoltre, che risultano aree da destinare a parcheggio per un totale di appena 368 mq e alla monetizzazione di altri 208 mq, in luogo della anzidetta “soglia minima (643 mq) di superficie da cedere per attrezzature pubbliche”. Infine si contesta “che l’area d’intervento rientri in una fascia costiera compresa tra gli 80 m e i 220 mt circa e che essa sia soggetta a vincolo di tutela 1 del Piano paesaggistico regionale della provincia di Siracusa” dove dovrebbe essere vietato addirittura “effettuare movimenti di terra che trasformino i caratteri morfologici e paesistici”….“ad eccezione di quelle mobili stagionali, realizzare serre provviste di strutture in muratura e ancorate al<br />
suolo con opere di fondazione”.<br />
Poi, nello stesso esposto, vengono contestate le pratiche in uso da parte dell’amministrazione comunale di Augusta, che, secondo gli esponenti, evidenzia “un indirizzo di politica urbanistica volto ad assentire, e in taluni casi addirittura a promuovere, la realizzazione di medie e grandi strutture commerciali private (supermercati, centri commerciali, fast-food etc.) in aree territoriali che il PRG comunale<br />
destina a zona F per attrezzature e impianti di interesse generale (parchi, attrezzature socioculturali e ricreative). Tale indirizzo politico, in netta antinomia rispetto alla ratio legis delle zone F, sta producendo la surrettizia conversione di tali zone d’interesse pubblico in aree ad uso commerciale e privato”. Vengono quindi richiamate le pratiche in corso: oltre a quella della cessione delle aree comunali per la realizzazione del progetto Mc Donald’s con diritto di superficie, avvenuta in assenza di deliberazione di Consiglio comunale, senza la previa indizione di un bando pubblico di gara e senza sottoporre l’intervento edilizio alle necessarie valutazioni ambientali (VAS e VINCA); come pure un<br />
intervento, assentito con delibera di giunta municipale n. 115 del 15/05/2021, per la realizzazione di un grande insediamento commerciale in contrada Pezzagrande, alle porte del cimitero comunale di circa 800 mq. L’opera edilizia ricadrebbe, secondo gli estensori dell’esposto, in massima parte nella fascia di rispetto cimiteriale (zona F) di 200 metri prevista dall’art. 338 del R.D. 27 luglio 1934 n. 1265 e successive modifiche; infine si segnalano altri interventi edilizi/commerciali nella zona di Brucoli fortemente impattanti sul territorio, nonostante, a tutt’oggi il comune, pur avendone dato l’incarico, non abbia ancora approvato il piano urbanistico commerciale come previsto dalle norme, creando così una serie di stati di fatto condizionanti il futuro.<br />
L’esposto poi, eccepisce, in uno con le osservazioni proposte, le scelte sul piano di utilizzo del demanio marittimo (di cui parleremo successivamente) che, di fatto, assegna alla libera fruizione del mare segmenti inutilizzabili della costa.<br />
A chiusura, per dovere di cronaca, va segnalato che il sindaco, in una diretta social, ha rivendicato per sé e la sua Giunta un’azione amministrativa assolutamente corretta e rispettosa delle normative vigenti anche però aggiungendo generiche e insinuanti considerazioni, senza puntualizzare ed esplicitare fatti e circostanze, su responsabilità pregresse in tema urbanistico, volte, come riteniamo, a inibire non solo legittime critiche al suo operato, ma anche lo stesso libero esercizio di informazione su argomenti che interessano l’intera comunità augustana. Ferma la nostra determinazione a voler continuare a dare spazio a tutte le voci del dibattito cittadino, seguiremo con attenzione gli sviluppi dell’intera vicenda con puntuali resoconti nella convinzione che le verità a senso unico non siano consone ad un sistema civile e democratico bensì a regimi di ben altra natura.</p>
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		<title>Augusta: dal Mc Donald al destino delle zone F di interesse generale”.</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2022/05/23/22953/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2022 10:18:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Piano Terra]]></category>
		<category><![CDATA[Punta Izzo]]></category>
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					<description><![CDATA[Costituire un coordinamento di associazioni e cittadini per far valere la propria voce, in favore di una gestione del territorio che dia risposte all’esigenza di tutela e che possa proporsi di “Salvare Augusta”, è questa l’idea nata nel contesto della conferenza organizzata ad Augusta dall’associazione “Piano Terra”, impegnata in azioni di tutela e valorizzazione del &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Costituire un coordinamento di associazioni e cittadini per far valere la propria voce, in favore di una gestione del territorio che dia risposte all’esigenza di tutela e che possa proporsi di “<strong>Salvare Augusta</strong>”, è questa l’idea nata nel contesto della conferenza organizzata ad Augusta dall’associazione “<strong>Piano Terra</strong>”, impegnata in azioni di tutela e valorizzazione del territorio e presieduta da <strong>Andrea Tringali</strong>, e intitolata “<strong>Parliamone: dal Mc Donald al destino delle zone F di interesse generale</strong>”.</p>
<p>Mossa dal clamore suscitato dalla scelta dell’amministrazione comunale di Augusta di concedere uno spazio pubblico per la realizzazione di uno dei tanti negozi della nota catena di fast food, la conferenza è andata ben oltre, affrontando il tema della pianificazione del territorio di Augusta e i tanti problemi che abusivismo e gestione speculativa delle aree urbane hanno creato negli ultimi decenni.</p>
<p>Problemi che le associazioni ambientaliste non intendono far passare in secondo piano, ma che al contrario vogliono mettere al centro del dibattito pubblico soprattutto a seguito della recentissima approvazione in Giunta comunale delle linee guida al PUG, il Piano Urbanistico Generale che, come strumento di programmazione urbana, sostituisce il Piano regolatore.</p>
<p>Relatori dell’incontro sono stati <strong>Enzo Parisi, dirigente regionale di “Legambiente</strong>” e <strong>Gianmarco Catalano di “Punta Izzo Possibile</strong>”, dai cui interventi è emersa un’analisi cruda e preoccupante della situazione attuale.</p>
<p>“Abbiamo diffidato il comune di Augusta dal proseguire con il progetto della <strong>realizzazione di un fast food</strong> nell’area nei pressi del Palajonio – spiega Enzo Parisi &#8211; intanto perché quell’area verde è stata realizzata anche con il contributo dei ragazzi delle scuole, ma soprattutto perché l’area ricade nelle zone F destinate ad attività di interesse generale e non ad attività di interesse commerciale. Abbiamo anche sostenuto che questa iniziativa contrasta con l’esigenza di ridurre il consumo di suolo.</p>
<p>Inoltre, queste poche zone classificate come F prima nel piano Marcon e poi in quello Calandra (i due PRG al momento in vigore ad Augusta, ndr), sono state pensate come zone cuscinetto o barriera alla espansione della città verso Brucoli. Abbiamo sollecitato l’elaborazione del piano urbanistico generale PUG e proprio pochi giorni fa è stato pubblicato un atto di indirizzo con cui si avvia l’iter di predisposizione del piano. Adesso, i cittadini di Augusta devono intervenire e far valere le proprie ragioni per costruire una città adeguata ai tempi e alla dimensione umana”.</p>
<p>Spetta a Gianmarco Catalano spiegare ai presenti, attraverso la proiezione di cartografie dei piani regolatori attualmente in essere, dove sono collocate le zone F e quale ne potrebbe essere il destino.</p>
<p>“Per il piano Calandra – inizia Catalano &#8211; sono aree da utilizzare per l’interesse generale di natura non commerciale, nelle quali ogni intervento è riservato alla pubblica amministrazione. Queste aree sarebbero dovute essere espropriate per realizzare spazi pubblici, scuole, ospedali, parchi, di cui la città è priva, e anche a preservare le bellezze naturalistiche.</p>
<p>Il piano, risalente a metà degli anni ’70, era lungimirante e prevedeva anche la <strong>realizzazione di due parchi marini pubblici al Faro Santa Croce e a Campolato.</strong> Questo non è avvenuto e queste zone adesso sono divenute zone bianche, visto che il Comune non ha realizzato il vero e proprio esproprio.</p>
<p>Il problema ulteriore è che, a parte la questione del McDonald, vi sono altri progetti che rischiano di trasformare le aree F individuate alla Scardina e nei pressi del cimitero in zone commerciali. Contro questi progetti noi come associazione abbiamo presentato delle osservazioni per sottolinearne l’incompatibilità con i caratteri della zona F, il problema di fondo è che il Comune, al contrario, ritiene che queste attività commerciali si possano realizzare, contraddicendo quanto sostenuto anche da un orientamento giurisprudenziale che risale almeno al 2012.</p>
<p>Manca una visione di insieme, una visione generale e se il Comune non porta avanti l’attività di programmazione necessaria, anche con la collaborazione dei cittadini, si continuerà a consumare suolo e la città sarà sempre priva di quei servizi di base che oggi le mancano”.</p>
<p>Su questo tema si esprime anche Parisi sottolineando che “il territorio di Augusta è ormai più che cementificato, noi <strong>abbiamo un eccesso di costruzioni rispetto le necessità dei residenti</strong>, abbiamo bisogno di un piano regolatore che decementifichi il territorio e restituisca parti dello stesso alla cittadinanza. Le zone F di contrada Scardina e del Cimitero sono aree che ricadono nella vecchia perimetrazione delle saline di Augusta, il fondo delle aree è argilloso e questo favorisce gli allagamenti che ad Augusta ben conosciamo. Anche questo problema si affronta con la rinaturalizzazione delle aree e gli spazi in cui si vorrebbero realizzare le attività commerciali diventano essenziali in questa direzione. L’auspicio è che le linee guida al nuovo PUG, formulate dalla Giunta, non diventino occasione per favorire, al contrario, nuove occasioni di cementificazione. Contro questa prospettiva occorre che la città si muova e che professionisti, cittadini e associazioni, si pongano l’obiettivo di salvare la città. L’atto di indirizzo al PUG forse è stato presentato con troppo fretta, manca ad esempio una chiara <strong>perimetrazione delle saline,</strong> inoltre non è chiaro il destino delle aree che saranno liberate dalla ferrovia grazie al progetto di bypass ferroviario che allontana i binari e la stazione dalla città. Sarebbe il caso di realizzare uno spazio ciclabile e pedonale sul modello di quello di Siracusa, che attraversi le saline. Di questo abbiamo bisogno, non di nuove costruzioni. Un altro punto di approfondimento sarebbe quello relativo alla vecchia darsena, oggi del tutto chiusa e inaccessibile, che andrebbe riaperta alla città”.</p>
<p>Di grande interesse nel corso del dibattito, l’intervento del professor Giambattista Totis, secondo il quale “occorre evitare speculazioni, vincolando le aree F ed evitando che possano essere privatizzate, poi l’amministrazione deve impegnarsi per saldare tra loro i vari strumenti di programmazione che saranno prodotti nei prossimi mesi, come il piano regolatore del porto e il piano delle zes, garantendo una visione d’insieme. L’amministrazione deve manifestare la propria volontà di confrontarsi con la cittadinanza, realizzando un’operazione verità, mettendo sul piatto le iniziative che intende portare avanti”.</p>
<p>Accogliendo gli spunti proposti dal professor Totis, Parisi rilancia chiedendo “<strong>un confronto in sede istituzionale su questi temi</strong> e una moratoria affinché, in attesa che vengano prodotti i nuovi strumenti di programmazione, non si modifichino le destinazioni d’uso ma si rispettino le indicazioni previste nel piano Calandra”.</p>
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