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	<title>riscaldamento globale &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Sun, 11 May 2025 08:07:39 +0000</lastBuildDate>
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	<item>
		<title>IL COSTO DELL’INAZIONE NELLE ALTERAZIONI CLIMATICHE</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2021/10/06/21483/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Pantano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2021 12:13:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[G. Parisi]]></category>
		<category><![CDATA[ener2crowdaea]]></category>
		<category><![CDATA[Pm10]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il nuovo premio Nobel per la fisica, Giorgio Parisi, a proposito del riscaldamento globale e delle conseguenti disastrose alterazioni climatiche, ha affermato: “….è urgente  prendere decisioni forti, dobbiamo agire ora”. La perdita o riduzione dei valori di scambio e dei servizi resi dalla natura comporta enormi danni non solo all’economia e alla biodiversità, ma ha &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo premio Nobel per la fisica, Giorgio Parisi, a proposito del riscaldamento globale e delle conseguenti disastrose alterazioni climatiche, ha affermato: “….è urgente  prendere decisioni forti, dobbiamo agire ora”.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-21485 alignright" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/10/giorgio-parisi-2-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/10/giorgio-parisi-2-300x169.jpeg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/10/giorgio-parisi-2.jpeg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>La perdita o riduzione dei valori di scambio e dei servizi resi dalla natura comporta enormi danni non solo all’economia e alla biodiversità, ma ha gravi conseguenze sanitarie, occupazionali o di emigrazione.</p>
<p>La produzione del cibo, di acqua dolce, di legno, di fibre, di risorse genetiche, la rigenerazione del suolo, il ciclo dei nutrienti, la purificazione dell’acqua, la regolazione del clima, gli scambi di energia e di materia tra i differenti elementi degli ecosistemi, la produzione organica primaria (cioè la capacità di piante e batteri di generare nuova materia), la biodiversità, la fotosintesi clorofilliana, il mare ed i laghi (con la pesca o la facilitazione dei trasporti), le montagne (riserve di acqua dolce), gli alberi (che ci danno i frutti, la mitigazione della temperatura, l’ossigeno dell’aria, ecc.), le risorse del sottosuolo ed infine il valore estetico, spirituale educativo, ricreativo dei paesaggi, offrono all’intera umanità servizi (oltre quelli “immateriali” incalcolabili) che sono stati quantificati da prestigiose ed autorevoli istituzioni con degli algoritmi superiori più volte il Prodotto Interno Lordo mondiale; se vogliamo ancora usare quest’indicatore incompleto e desueto ciò ci limita nel misurare la vera performance economica completa.</p>
<p><strong>LA BIODIVERSITA’ È IN PERICOLO</strong></p>
<p>Gli organismi scoperti finora (comprendendo piante, animali e microrganismi) sono 1,8 milioni ma circa altri 10 milioni attendono ancora di essere scoperti; in questo contesto le sparizioni ed estinzioni hanno un ritmo preoccupante:</p>
<ul>
<li>Dal 1960 a oggi i piccioni viaggiatori sono scesi da centinaia di milioni a zero;</li>
<li>47 delle 51 specie di anfibi sono in via d’ estinzione; il 32,5% di tutti gli anfibi sono a rischio così come il 12% di rettili, il 23% dei mammiferi e la stessa percentuale di uccelli;</li>
<li>in Cina, l’80% dei 50 mila km. di corsi d’acqua più grandi non può più ospitare pesci di alcun tipo;</li>
<li>la grande barriera corallina australiana si è ridotta negli ultimi 40 anni del 50%;</li>
<li>il ritmo di estinzione negli ecosistemi di acqua dolce è di 100 volte più elevato di quello presente prima dell’entrata in scena dell’Homo Sapiens.</li>
</ul>
<p><strong>LE CAUSE DI QUESTO DECLINO </strong></p>
<p>Al primo posto il riscaldamento globale (Global Warming) con le conseguenti devastanti alterazioni climatiche; poi a seguire: perdita di habitat (Habitat loss); Specie aliene dannose (Invasive species); Inquinamento (pollution); Sfruttamento eccessivo tramite caccia e pesca (Overharvesting).</p>
<p>Il costo in vite umane della CO<strong><sub>2</sub></strong> arriverà a sommare, a livello globale, 90 milioni di persone da qui al 2050. Così calcola Ener2Crowd.com, la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding ambientale ed energetico. In termini matematici, <strong>a determinare una perdita umana bastano 4,5 tonnellate di emissioni climalteranti oltre i valori del 2020</strong>.<strong> La quantità generata appunto 4 italiani ogni anno</strong>. La stima di Ener2Crowd tiene conto delle morti collegate all’incidenza della CO<strong><sub>2</sub></strong> sulla salute, ma anche quelle legate all’aumento delle temperature, alle ondate di calore, agli incendi, alle alluvioni e alle altre conseguenze dirette dei gas a effetto serra.</p>
<p><strong>Un milione di tonnellate di emissioni ha un «costo di mortalità» pari a ben 240 persone</strong>, calcola Ener2Crowd. «Si tratta dell’equivalente delle emissioni annuali di 220 mila automobili». Così osserva <strong>Niccolò Sovico</strong>, co-fondatore di Ener2Crowd, che nel 2020 è stato scelto da Forbes come uno dei 100 talenti del futuro under-30. Ma a produrle, sempre in un anno, bastano appena 35 aerei di linea. «Una sola centrale a carbone, invece, ne produce quattro volte tanto. 4 milioni di tonnellate con un costo di mortalità pari a 960 persone». Così puntualizza <strong>Giorgio Mottironi</strong>, co-fondatore di Ener2Crowd, nonché chief analyst del <a href="https://greenvestingforum.it/" target="_blank" rel="noopener">GreenVestingForum.it</a>, il forum della finanza alternativa verde. Chiaramente l’incidenza varia da Paese a Paese. Ma <strong>l’Italia non naviga proprio in buone acque</strong>.<strong> Tanto che tra le città più inquinate d’Europa, 4 sono italiane</strong>. <strong>Cremona, Pavia, Brescia e Vicenz</strong><strong>a</strong>, dove la qualità dell’aria che si respira «molto scarsa», ovvero poco salubre, secondo l’<a href="https://www.eea.europa.eu/it" target="_blank" rel="noopener">Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA)</a>.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-7052 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/02/images_-inquinamento-urbano-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/02/images_-inquinamento-urbano-300x225.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/02/images_-inquinamento-urbano.jpg 680w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>LE CITTA’ ITALIANE </strong></p>
<p>Sono già <strong>11 le città italiane che questo settembre hanno sforato, con almeno una centralina, il limite previsto per le polveri sottili</strong>. Ossia la soglia smog dei 35 giorni nell’anno solare. Con una media di PM<strong><sub>10</sub></strong> giornaliera superiore ai 50 microgrammi/metro cubo. <strong>La maglia nera va a Verona e Venezia</strong> con 41 giorni di sforamenti. Seguono Vicenza con 40, Avellino e Brescia con 39, Cremona e Treviso con 38, Alessandria, Frosinone e Napoli con 37, Modena con 36. «<strong>Ogni 115 mila appartamenti italiani producono ogni anno un milione di tonnellate di emissioni</strong>» puntualizzano gli analisti di Ener2Crowd. E 15 milioni di italiani vivono ancora oggi in abitazioni dalle caratteristiche energetiche più arretrate con un enorme spreco per la loro cattiva gestione energetica.</p>
<p>Si potrebbero <strong>salvare molte vite umane riducendo le emissioni di gas a effetto serra e si potrebbe salvare il Pianeta, poiché il riscaldamento globale uccide anche le piante e gli animali e NESSUNA SPECIE SI SALVA DA SOLA. </strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sempre più nubifragi e riscaldamento globale</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2018/11/05/sempre-piu-nubifragi-e-riscaldamento-globale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Lanaia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2018 20:58:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[disastri ambientali]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[allerta meteo]]></category>
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					<description><![CDATA[Ma governi, imprese, persone non rinunciano a nulla. Il futuro? Scenari apocalittici non troppo inverosimili, teorie climatico-cospirazioniste e disincanto &#160; La Civetta di Minerva, novembre 2018 Nel tran tran quotidiano, fatto di lavoro, scuola, bollette, ingorghi, week-end e nuovi luned&#236;, non ci fermiamo mai a pensare, a pensare veramente e a riflettere sulla strada che &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><em><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 14pt;">Ma governi, imprese, persone non rinunciano a nulla</span></em></strong></span><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">.</span> <em>Il futuro? Scenari apocalittici non troppo inverosimili, teorie climatico-cospirazioniste e disincanto</em></span></strong></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>  <span id="more-11314"></span>  </p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;">La Civetta di Minerva, novembre 2018</span></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;">Nel tran tran quotidiano, fatto di lavoro, scuola, bollette, ingorghi, week-end e nuovi luned&igrave;, non ci fermiamo mai a pensare</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;">, a pensare veramente e a riflettere sulla strada che stiamo imboccando. Non lo facciamo, probabilmente, come individui e non lo facciamo, sicuramente, come appartenenti al genere umano. Questa &egrave; l&rsquo;unica spiegazione plausibile all&rsquo;indifferenza collettiva nei confronti delle allerta, che provengono da pi&ugrave; voci, circa il cambiamento climatico globale; quest&rsquo;ultimo, che in passato sembrava un concetto impalpabile, distante, quasi irreale, ha lanciato i primi segni tangibili, tramite gli acquazzoni violenti che si sono riversati sulla nostra isola, nelle ultime settimane.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;">La soluzione, secondo autorevoli esperti, &egrave; invertire la rotta, farlo subito</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;">, drasticamente e, forse, nemmeno questo, ormai, sar&agrave; pi&ugrave; sufficiente. Realisticamente, ci&ograve; non accadr&agrave;: &egrave; inverosimile che i grandi del mondo &ndash; coloro che reggono le fila dell&rsquo;economia, pi&ugrave; che quelle della politica &ndash; siano disposti ad azzerare le emissioni tossiche, a bloccare processi di deforestazione, ad investire nel <em>green </em>e nel rinnovabile. Non solo questo non accadr&agrave; mai, ma, se anche accadesse, troppe sarebbero le proteste per le inevitabili perdite occupazionali del breve periodo e &ndash; Priolo docet &ndash; &egrave; preferibile un lavoro oggi a un tumore domani.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;">Cos&igrave;, non riusciremo a contenere l&rsquo;aumento del riscaldamento globale sotto i temuti due o tre gradi centigradi</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;">. Che sar&agrave; mai? saremmo portati a commentare, giudicando i numeri nel loro valore assoluto ed aggiungendo queste esigue cifre alle temperature stagionali. Quello che &egrave; calcolato, tuttavia, &egrave; un aumento medio, che non considera i valori posti alle estremit&agrave; della scala delle temperature: per cui, anche solo un paio di gradi significano danni irreparabili e scenari apocalittici.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;">Questi ultimi ci sembrano scenari lontani, pi&ugrave; appropriati a film di fantascienza, come quello che usc&igrave; nelle sale nel 2012, che al mondo che conosciamo noi, capace di riprendersi e di rigenerarsi. I fenomeni atmosferici di questi giorni, per&ograve;, ci fanno iniziare a dubitare. &Egrave; solo un autunno caldo e piovoso (e al diavolo le teorie climatico-cospirazioniste) o siamo davvero di fronte ai primi segnali concreti di un cambiamento? </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;">Poco importa quello che pensiamo noi, poco importano i nostri atteggiamenti virtuosi</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;">, la raccolta differenziata, il risparmio dell&rsquo;acqua, le scelte eco-responsabili: il mondo va in un&rsquo;altra direzione. Lo dimostra la vittoria, in Brasile, del candidato Bolsonaro, che fa parlare di s&eacute; per tanti motivi e che &egrave; pronto a distruggere la foresta amazzonica, in nome di un insano progresso economico. Lo dimostra la scelta del presidente statunitense Trump, che fa anch&rsquo;egli parlare di s&eacute; per tanti motivi, di ritirarsi dagli accordi sul clima, in nome di folli speculazioni. Lo dimostra l&rsquo;insensibilit&agrave; nei confronti dei migranti &ndash; su carovane pedestri o barconi &ndash; anche laddove siano persone che fuggono da cambiamenti climatici che hanno alterato gli equilibri agricoli e da un inconsulto utilizzo del territorio che ha reso inservibili intere aree del pianeta.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;">La fine di Gaia non arriver&agrave;, cantava Caparezza</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 14pt;">. Questo non possiamo sostenerlo, ma siamo certi che, se ci&ograve; avvenisse, ci coglierebbe su un SUV roboante, con l&rsquo;aria condizionata o il riscaldamento &ldquo;a palla&rdquo;, mentre mangiamo del cibo OGM, avvolto da spessi involucri di plastica.<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Manca poco a Natale, ma di piumone non si ha voglia</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2016/12/04/manca-poco-a-natale-ma-di-piumone-non-si-ha-voglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Monica Lanaia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Dec 2016 14:31:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[World]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[xfactor]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento globale]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Daiana Lou]]></category>
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					<description><![CDATA[La Civetta liscia le piume e si abbandona a chiacchiere da salotto. Da XFactor al referendum, passando dal caldo degli orsi polari &#160; La Civetta di Minerva, 25 novembre 2016 Ogni tanto (ma solo ogni tanto) capita anche a noi di parlare di argomenti soft. Di quelli che si affrontano a tavola, tra una portata &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La Civetta liscia le piume e si abbandona a chiacchiere da salotto. Da XFactor al referendum, passando dal caldo degli orsi polari</span></em></strong> </p>
<p>  <span id="more-8405"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La Civetta di Minerva, 25 novembre 2016</span></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Ogni tanto (ma solo ogni tanto) capita anche a noi di parlare di argomenti soft. Di quelli che si affrontano a tavola, tra una portata e l&rsquo;altra, di quelli che nutrono le chiacchiere da salotto , di quelli che si affastellano nelle telefonate tra adolescenti. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">I reality, per esempio. E l&rsquo;influenza che hanno (o che ricevono) dalla realt&agrave; (senza ipsilon).</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">E, restando nell&rsquo;esempio: <strong>XFactor, il fortunato format</strong> che promette di sfornare cantanti nuovi di zecca; e alcuni, bisogna ammetterlo, hanno spiccato un bel balzo da quel trampolino in onda in prima serata su Sky e, prima ancora, su Rai Due. Ha fatto &ldquo;scalpore&rdquo; (&egrave; d&rsquo;obbligo usare le virgolette per contornare questo sostantivo) <strong>la decisione dell&rsquo;intonato duo Daiana Lou </strong>di lasciare la competizione, all&rsquo;esito della quarta puntata. La ragione addotta dai due giovani &egrave; quella della loro inadattabilit&agrave; alle dure regole televisive. &ldquo;Non si pu&ograve;&rdquo;, hanno dichiarato, &ldquo;commemorare una morte (quella di un precedente concorrente di Xfactor, avvenuta a Roma, in circostanze ancora da chiarire, ndr) e, subito dopo, pubblicizzare delle patatine&rdquo;. E hanno rincarato: &ldquo;Noi abbiamo trovato altrove la nostra felicit&agrave;, non nel successo&rdquo;.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Al di l&agrave; delle motivazioni probabilmente mediatiche di questa scelta, qualche riflessione ne &egrave; sicuramente scaturita. Le esigenze della diretta in TV, della iper-connettivit&agrave; dei social e, in generale, di <strong>un mondo a velocit&agrave; FFW</strong> (il Fast Forward dei videoregistratori, per i non anglofoni, i non tecnologici e per chi non ama gli acronimi) ci hanno forse privato della capacit&agrave; di fermarci, tirare un sospiro e meditare? Questa societ&agrave; ci vuole cos&igrave; tanto votati al successo da farci credere che esso sia la panacea di tutti i mali?</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">E, sempre al di l&agrave; della &ldquo;salvifica epifania&rdquo; (cos&igrave; l&rsquo;ha efficacemente definita &ldquo;Il Fatto Quotidiano&rdquo;) delle due aspiranti star di &ldquo;XFactor&rdquo;, gli sponsor, le pubblicit&agrave; subliminali, i product placement <strong>ci hanno forse depredato della capacit&agrave; di libera autodeterminazione</strong>, indirizzando le nostre scelte (di consumo, vestiario e sembianze)?</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Non c&rsquo;&egrave; tempo per rifletterci su. Ecco un&rsquo;altra notizia apparentemente &ldquo;soft&rdquo; e che, sempre apparentemente, potrebbe non interessare noi, isolani di spirito e corpo: annullate le gare sciistiche che dovevano tenersi a Lake Louise, in Canada, e a Beaver Creek, in Colorado. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Il motivo? Non c&rsquo;&egrave; e, secondo le previsioni meteorologiche, non ci sar&agrave; abbastanza neve. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Fa caldo, fa davvero caldo</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">: manca un mese a Natale, spuntano gi&agrave;, qua e l&agrave;, le prime lucine intermittenti color rosso Santa Claus, eppure di maglioni di lana e piumini pesanti non abbiamo proprio voglia. E, talvolta, piove, ma &egrave; una pioggia colma di <em>muddura</em>, di quell&rsquo;umidit&agrave; che lascia i capelli gonfi e le ossa anchilosate.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Meno male che il nuovo presidente degli Stati Uniti ci ha rassicurati: il riscaldamento globale &egrave; tutta una bufala o, peggio ancora, un&rsquo;invenzione made in China. In realt&agrave;, gli orsi polari ringraziano l&rsquo;uomo perch&eacute;, di inverni rigidi, non ne potevano pi&ugrave;. E pure noi siamo contenti perch&eacute;, <strong>adesso, si va a mare fino a novembre inoltrato</strong> (almeno in potenza, perch&eacute; in sostanza si lavora e si va a scuola) e il Mediterraneo &egrave; tiepido come una vasca da bagno.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Inoltre, con buona pace degli amici orsi (che, adesso, cominciano a boccheggiare un poco per il caldo), noi abbiamo la coscienza a posto: abbiamo pure cominciato la raccolta differenziata porta a porta (Come dite? Triangolo della morte? Ma cosa ne sapete, voi, dal Polo Nord?).</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Attenzione: oltre ai gas serra, ora dobbiamo preoccuparci pure dei vapori aromatizzati alla benzina e degli <strong>effluvi di diesel che si adagiano delicatamente sul fondo dei nostri polmoni</strong>. L&rsquo;Agenzia europea per l&rsquo;ambiente conta quasi cinquecentomila morti premature, ogni anno, su tutto il territorio del nostro vecchio continente. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Troppe, davvero troppe riflessioni. E poi fa ancora troppo caldo per riflettere. Magari, durante la cena di Natale si potr&agrave; riprendere il discorso &hellip;</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Ma, ben prima di quella data, c&rsquo;&egrave; un appuntamento importantissimo: quello con le urne referendarie. Prima di lasciarsi rabbonire (o, al contrario, imbestialire) da politici e politicanti di turno, si dovr&agrave; pur leggere questo benedetto testo della riforma. Perch&eacute; non si potr&agrave; mica prendere una decisione a scatola chiusa (a quello ci pensano gi&agrave; i protagonisti del reality-con-la-ipsilon &ldquo;Matrimonio a prima vista&rdquo;, che si sposano senza conoscere in anticipo il proprio partner). </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Ma noi non siamo in un format televisivo (e, se vi fossimo, magari ne vorremmo uscire, come i Daiana Lou); la nostra realt&agrave; &egrave; ben diversa e, lasciando da parte imbonitori (politici) e insultatori (sempre politici), dovremmo formare una precisa idea sulla scelta del 4 dicembre.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">E, per farlo, <strong>leggere il nuovo, ipotetico testo dell&rsquo;articolo 70 della Costituzione</strong>. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Ma quante righe, quante parole. No: fa ancora troppo caldo per continuare a fare chiacchiere da salotto, figuriamoci per leggere. E dire che, noi, non siamo orsi polari.</span></p>
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