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	<title>Punta Cugno &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>Gnl, ambientalisti: “Ancora nessun parere dal Comune di Augusta”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Oct 2021 15:41:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News Provincia]]></category>
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		<category><![CDATA[Convenzione di Arhus]]></category>
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		<category><![CDATA[G. di mare]]></category>
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					<description><![CDATA[“Il processo istruttorio relativo all’esame di fattibilità tecnico amministrativa dell’istanza relativa al procedimento inerente alla Realizzazione e gestione di un deposito di stoccaggio di Gnl nel porto di Augusta, per gli adempimenti di specifica competenza di questa Amministrazione, si sono esauriti, essendo stato fissato il termine del prossimo 20 settembre per l’acquisizione dei pareri da &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Il processo istruttorio relativo all’esame di fattibilità tecnico amministrativa dell’istanza relativa al procedimento inerente alla Realizzazione e gestione di un deposito di stoccaggio di Gnl nel porto di Augusta, per gli adempimenti di specifica competenza di questa Amministrazione, si sono esauriti, essendo stato fissato il termine del prossimo 20 settembre per l’acquisizione dei pareri da parte delle Amministrazioni alle varie sedute di Conferenza dei Servizi e di sicurezza”.</p>
<p>Questo avevamo riportato in un articolo dopo l’ultima Conferenza dei Servizi alla quale non erano state invitate alcune associazioni ambientaliste (Decontaminazione Sicilia innanzitutto) pur avendone fatto richiesta. Ad oggi sono trascorsi 20 giorni, ma non è dato ancora sapere quale sia il parere del Comune di Augusta sul deposito costiero di Gnl. In questo frangente, il sindaco Giuseppe Di Mare che aveva dichiarato trasparenza, fin dall’inizio della sua elezione, non si sta distinguendo.</p>
<p><strong>Riguardo a ciò, il Coordinamento Punta Izzo possibile e l’associazione Natura Sicula scrivono in una nota</strong>: “La totalità delle associazioni ambientaliste siracusane, dai comitati civici locali alle maggiori organizzazioni di rilievo nazionale, ha espresso una netta contrarietà al progetto di deposito di Gnl proposto per l’area del pontile consortile a Punta Cugno. Entro il 20 settembre scorso il Comune di Augusta avrebbe dovuto far pervenire all’Autorità portuale il proprio parere sulla fattibilità del deposito di Gnl. Eppure, benché sia ampiamente decorso tale termine, ad oggi non è dato conoscere la posizione ufficialmente assunta dall’Amministrazione Di Mare per conto e nell’interesse dei cittadini augustani. A dispetto degli obblighi d’informazione e consultazione popolare, a cui il Comune è tenuto ad adempiere, <strong>nessuna comunicazione è stata diramata dal primo cittadino e neppure dagli assessori comunali.</strong> Le due associazioni fanno presente che i dettami della Convenzione di Arhus (trattato internazionale sull&#8217;accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l&#8217;accesso alla giustizia in materia ambientale volto a garantire all&#8217;opinione pubblica e ai cittadini il diritto alla trasparenza e alla partecipazione in materia ai processi decisionali di governo locale, nazionale e transfrontaliero concernenti l’ambiente) non viene rispettata. È chiaro che la costruzione dell’impianto incide sull’ambiente e sulle condizioni di vita delle persone tenendo in considerazione che il deposito costiero andrebbe, sul volere fermo dell’azienda al fine di non lievitazione dei costi, costruito in rada vicino alla città in una zona altamente sismica. Infine, <strong>l’associazione Natura Sicula e il Coordinamento Punta Izzo Possibile, chiedendo al sindaco Di Mare di rendere pubblico il parere espresso dal Comune di Augusta e inviato all’Autorità portuale,</strong> ribadiscono la loro contrarietà al progetto di Punta Cugno. In virtù dei molteplici rischi che caratterizzano l’area portuale di Augusta. Contravvenendo anche all’assenza di valutazioni d’impatto ambientale e d’incidenza rispetto al SIC/ZCS/ZPS Saline di Augusta”.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-21516 alignright" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/10/webmarte_650x350_2022-300x162.png" alt="" width="300" height="162" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/10/webmarte_650x350_2022-300x162.png 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2021/10/webmarte_650x350_2022.png 650w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Purtroppo ancora una volta si constata che il fare chiarezza è surclassato dai grossi interessi che provengono da fuori. Ci sono ripensamenti del sindaco rispetto all’intenzione di dire un sì definitivo? L’evidente intento della società Restart Consulting s.r.l. è quello di giungere velocemente alla conclusione della fase “burocratica di lacci e lacciuoli” non solo per iniziare a fare profitto nel rifornire una buona parte della Sicilia di Gnl (gas fossile), ma perché sa che ulteriori ripensamenti farebbero forse propendere piuttosto verso i dettami dell’Ue che chiede, non fra qualche anno ma fin d’adesso, un cambiamento di rotta per raggiungere il traguardo ambizioso del 2030 e poi del 2050. Tutta l’Europa si sta già attrezzando. Qui si rimane terra di conquista e d’ignoranti che possono essere raggirati in vari modi</p>
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		<title>“Le piattaforme per le trivellazioni possono rilanciare i poli metalmeccanici”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2014/12/14/le-piattaforme-per-le-trivellazioni-possono-rilanciare-i-poli-metalmeccanici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Concetta La Leggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Dec 2014 22:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Marina di Melilli]]></category>
		<category><![CDATA[Filctem]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[Rosario Crocetta]]></category>
		<category><![CDATA[idrocarburi]]></category>
		<category><![CDATA[Vega B]]></category>
		<category><![CDATA[pettolio]]></category>
		<category><![CDATA[Punta Cugno]]></category>
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					<description><![CDATA[Rizzuti (Filctem Cgil): “La produzione della Vega A è scesa a 2000 barili al giorno e alla piattaforma rimangono 5/6 anni di vita. Ma ce un’altra sacca con almeno 30/35 milioni di barili. Se la Regione non firma per la Vega B, c’è il rischio di perdere un investimento di 500 milioni” Maurizio Landini, alter &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Rizzuti (Filctem Cgil): “La produzione della Vega A è scesa a 2000 barili al giorno e alla piattaforma rimangono 5/6 anni di vita. Ma ce un’altra sacca con almeno 30/35 milioni di barili. Se la Regione non firma per la Vega B, c’è il rischio di perdere un investimento di 500 milioni”</span></strong></p>
<p>  <span id="more-5293"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Maurizio Landini</strong><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">, alter ego della segretaria Camusso, qualche giorno fa ha dichiarato che se non viene messo in discussione l’equilibrio ambientale non è da buttare l’idea </strong><span style="line-height: 1.3em;">di nuove attività di </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">ricerca di idrocarburi offshore e onshore.</strong><span style="line-height: 1.3em;"> In fondo se Italia e Sicilia non danno le necessarie autorizzazioni il rischio è che gli investitori si spostino altrove con un nocumento economico ed occupazionale per il nostro territorio. Certo ognuno rimarrà con le proprie posizioni: ambientalisti e deputati contro le trivellazioni, Renzi e Crocetta a favore. Lo Sblocca Italia, peraltro contestatissimo a livello politico e nazionale, all&#8217;art. 38, </span><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">misure urgenti in fatto di energia,</em><span style="line-height: 1.3em;"> recita &#8220;Al fine di valorizzare le risorse energetiche nazionali e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti del Paese, </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi</strong><span style="line-height: 1.3em;"> e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale rivestono carattere di </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">interesse strategico</strong><span style="line-height: 1.3em;"> e sono di pubblica utilità, urgenti e indifferibili&#8221; tant’è che i critici del decreto lo hanno subito ribattezzato con il nome di sblocca-trivellazioni.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><span style="line-height: 1.3em;">In Sicilia sulla stessa scia di Renzi si muove il presidente </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Crocetta</strong><span style="line-height: 1.3em;"> che </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">da poco ha chiuso accordi con Eni e altri petrolieri internazionali, convinto che in tal modo vi siano le basi per creare nuovi posti di lavoro e risanare il bilancio regionale. Di contro gli ambientalisti e l’Ars, che ha</strong><span style="line-height: 1.3em;"> votato una mozione sulla sospensione delle autorizzazioni per le trivellazioni impegnando il governo a sospendere tutte le autorizzazioni di ricerca e prelievo di idrocarburi e di coltivazione di campi geotermici in corso di Via e già rilasciate. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><span style="line-height: 1.3em;">Ma quali ricadute comporterà ciò sul nostro territorio? “Il rischio concreto &#8211; ci spiega </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Mario Rizzuti</strong><span style="line-height: 1.3em;">, segretario provinciale </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Filctem Siracusa</strong><span style="line-height: 1.3em;"> &#8211; è che si perda la possibilità di un ulteriore investimento per circa 500 milioni, nella realtà di Siracusa, che la joint venture </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Edison</strong><span style="line-height: 1.3em;"> (60%) ed </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Eni</strong><span style="line-height: 1.3em;"> (40%) per la costruzione della </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Vega B</strong><span style="line-height: 1.3em;"> intende realizzare. Tutte le autorizzazioni sono state già da tempo concesse eppure i documenti giacciono sul tavolo del ministro Territorio ed Ambiente con il rischio che la società francese dirotti i propri soldi in altre zone del Mediterraneo. La costruzione della Vega B peraltro è necessaria perché fino a circa 30 anni fa l’estrazione giornaliera della Vega A era di circa 8/9 mila barili di petrolio.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><span style="line-height: 1.3em;">Oggi la produzione è scesa a 2000 barili al giorno e alla piattaforma rimangono 5/6 anni di vita. Accanto alla sacca principale di petrolio però ve n’è un’altra che contiene circa 30/35 milioni di barili di petrolio e la nuova piattaforma, più piccola della prima ed a questa agganciata, sarebbe in grado di estrarre le angolature che la maggiore non riesce a raggiungere. Ciò vuol dire un </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">ritorno all’estrazione di 8000 barili di petrolio al giorno per circa 30 anni di attivit</strong><span style="line-height: 1.3em;">à. L’investimento previsto dalla joint venture per la costruzione della Vega B è di 250 milioni ai quali vanno aggiunti altri investimenti per agganciarla alla piattaforma madre per un totale di 500 milioni di euro”.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><span style="line-height: 1.3em;">Ciò determinerebbe un </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">incremento occupazionale fisso di cento unità</strong><span style="line-height: 1.3em;"> sulla piccola piattaforma oltre al mantenimento dei 300 lavoratori attualmente impegnati sulla Vega A. “Inoltre – aggiunge il segretario Filctem &#8211; circa </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">500 metalmeccanici sarebbero impegnati per almeno 3 anni nella costruzione dei moduli della Vega B</strong><span style="line-height: 1.3em;"> che verrebbe affidata a un cartello di aziende locali pronte a costruire i moduli della piattaforma”.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><span style="line-height: 1.3em;">La Vega B potrebbe essere la prima di una serie di piattaforme da costruire a </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Punta Cugno e Marina di Melilli </strong><span style="line-height: 1.3em;">consentendo il rilancio delle due aree di eccellenza. “Nel Mediterraneo – ci spiega Rizzuti – è prevista la costruzione e l’istallazione di </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">6/7 piattaforme di varie grandezze</strong><span style="line-height: 1.3em;"> richieste da vari gruppi industriali mondiali che consentirebbero il rilancio dei nostri poli metalmeccanici di eccellenza che potrebbero partecipare ai bandi di gara per l’acquisizione anche delle altre commesse”.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">La Filctem ci crede e ritiene che anche questa sia una giusta strada per creare lavoro, portare investimenti e rilanciare i nostri siti metalmeccanici di eccellenza. In verità tutto è in bilico soprattutto a causa dello stesso governo che da un lato propone e accetta le trivellazioni, dall’altro però, con il gioco delle tre carte, non firma le autorizzazioni ad Edison ed Eni e blocca il tutto da 8 mesi. E non vorremmo essere dei gufi ma la situazione ci ricorda molto da vicino quella del rigassificatore, investimento da 1000 milioni di euro mai realizzato perché il coraggio della politica deve essere quello di saper dire o sì o no ma dire!</span></p>
<h2 style="text-align: justify;"> </h2>
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