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	<title>Procura di Siracusa &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>IL “DISASTRO” ANNUNCIATO DEL POLO INDUSTRIALE AL COLLASSO</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2025/08/16/il-disastro-annunciato-del-polo-industriale-al-collasso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ansaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Aug 2025 17:15:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
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					<description><![CDATA[Affrontare la storia quarantennale dell&#8217;Impianto Biologico Consortile (IBC) di Priolo significa immergersi nella storia del nostro territorio e delle complesse politiche industriali che lo hanno segnato. Tuttavia, questo intervento si concentra sulle recenti vicende giudiziarie, a partire dal sequestro dell&#8217;impianto da parte della magistratura avvenuto nel giugno 2022. L&#8217;obiettivo è circoscritto ma non meno arduo, &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Affrontare la storia quarantennale dell&#8217;<strong>Impianto Biologico Consortile (IBC) di Priolo</strong> significa immergersi nella storia del nostro territorio e delle complesse politiche industriali che lo hanno segnato. Tuttavia, questo intervento si concentra sulle recenti vicende giudiziarie, a partire dal sequestro dell&#8217;impianto da parte della magistratura avvenuto nel giugno 2022. L&#8217;obiettivo è circoscritto ma non meno arduo, data l&#8217;estrema complessità della problematica e la mole imponente di documenti prodotti in questi anni di inchieste. È fondamentale chiarire che quanto segue rappresenta la mia personale valutazione, un&#8217;opinione che mira a gettare luce sulle responsabilità ineludibili emerse da questa drammatica vicenda.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Le recenti azioni giudiziarie che hanno portato al <strong>sequestro dell&#8217;impianto di depurazione</strong> industriale (IBC) di Priolo Gargallo hanno squarciato il velo su decenni di inerzia e compromessi. Non si tratta solo della <strong>IAS S.p.A</strong>., ma di una responsabilità condivisa che coinvolge la Regione e le stesse aziende del polo chimico. Questi tre anni di blocco, unitamente a COVID-19 e guerra in Ucraina, hanno spinto l&#8217;intero comparto produttivo sull&#8217;orlo del baratro, evidenziando una fragilità sistemica e l&#8217;assoluta incapacità della classe dirigente di fronteggiare le criticità emerse. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">La chiusura dell&#8217;impianto di etilene da parte di <strong>Versalis</strong> che ha inferto un colpo durissimo al polo chimico industriale di Priolo ha peggiorato ulteriormente la situazione produttiva del Polo. L&#8217;etilene è una materia prima essenziale per molte altre produzioni svolte dagli insediamenti e la sua mancanza ha innescato una reazione a catena devastante.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">La situazione occupazionale è drammatica: la chiusura diretta comporta una <strong>riduzione significativa dei posti di lavoro</strong>, ma l&#8217;effetto si estende a tutto l&#8217;indotto. Le aziende che dipendevano dall&#8217;etilene di Priolo si trovano ora a dover affrontare costi maggiori per l&#8217;approvvigionamento o a rivedere la propria operatività, con il rischio concreto di ulteriori tagli di personale o, peggio, di chiusure definitive. Dal punto di vista economico, il polo sta vivendo una crisi profonda. La perdita di una produzione così strategica mina la sua competitività e attrattività, compromettendo investimenti futuri e la capacità di generare ricchezza per il territorio. Si teme una progressiva deindustrializzazione dell&#8217;area, con conseguenze sociali ed economiche a lungo termine per l&#8217;intera provincia di Siracusa.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;impianto di depurazione di Priolo Gargallo è stato ed è una struttura vitale per l&#8217;industria siracusana, concepita per garantire il corretto smaltimento dei reflui e la continuità produttiva. Realizzato con i fondi della Cassa per il Mezzogiorno ed entrato in funzione nel 1983, rappresentava all&#8217;epoca una promessa. Permise agli industriali di gestire correttamente i reflui, un&#8217;attività che in passato era stata più volte sanzionata dalla magistratura. La stessa scelta iniziale di una gestione pubblico-privata, apparentemente logica, mirava a coinvolgere tutti gli attori nel risanamento.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma questa promessa si è tramutata in una disattenzione colpevole. Con il passare del tempo, gli impegni formali sono stati spesso sistematicamente ignorati, sostituiti da scelte in netto contrasto con le finalità sbandierate. L’ <strong>IAS è diventata la quintessenza di un compromesso deteriore tra pubblico e privato</strong>: un patto scellerato in cui ciascuna parte ha deliberatamente rinunciato alle proprie prerogative pur di preservare un assetto che nutriva interessi clientelari della politica e sordidi interessi patrimoniali degli industriali. Il risultato di questo nefasto intreccio è stato un disinteresse gestionale che ha condotto inevitabilmente al colpevole malfunzionamento dell&#8217;impianto.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">E non è una novità: il depuratore consortile e la sua società di gestione sono stati ripetutamente <strong>sotto la lente d&#8217;ingrandimento della Procura di Siracusa.</strong></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Le responsabilità Istituzionali</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>L’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) è stata rilasciata con grave ritardo</strong>, compromettendo la gestione legale ed efficace dell’impianto. Le responsabilità della Regione Siciliana sono riconducibili a diverse criticità:</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; Inerzia istituzionale: Nonostante fosse proprietaria dell’impianto, la Regione ha tollerato per anni l’uso di autorizzazioni obsolete, senza promuovere un aggiornamento conforme alle normative ambientali e sanitarie.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; Conflitto di competenze: L’iter per il rinnovo dell’AIA è stato bloccato da una lunga controversia tra Ministero dell’Ambiente e Regione, senza che quest’ultima intervenisse con decisione per risolvere il nodo giuridico.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; Gestione inefficace della IAS S.p.A.: Pur detenendo la maggioranza nella società mista che gestisce l’impianto, la Regione non ha imposto interventi di manutenzione e adeguamento. Il mancato investimento pubblico e l’inerzia dei soci privati hanno generato un “patto scellerato” che ha eluso le responsabilità di entrambe le parti.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; Disattenzione verso le sollecitazioni giudiziarie: Nonostante le ripetute segnalazioni della Procura e il sequestro dell’impianto nel 2019, non sono stati realizzati interventi fondamentali come le coperture delle vasche, contribuendo, con le emissioni di sostanze tossiche, all’inquinamento atmosferico.</span></span></p>
<p align="justify"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7919" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/07/images_foto_articoli_ANTONIO_0-ias-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/07/images_foto_articoli_ANTONIO_0-ias-300x208.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/07/images_foto_articoli_ANTONIO_0-ias-768x532.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/07/images_foto_articoli_ANTONIO_0-ias-110x75.jpg 110w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/07/images_foto_articoli_ANTONIO_0-ias.jpg 900w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cronologia di un “Disastro” Annunciato</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Per comprendere appieno la situazione, ripercorriamo le tappe cruciali dal sequestro dell&#8217;impianto, accusato di disastro ambientale, un grave reato definito dal Codice Penale come alterazione irreversibile o alterazione gravemente onerosa dell&#8217;equilibrio di un ecosistema, o come offesa alla pubblica incolumità per la vastità del danno o il numero delle persone colpite.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>15 Giugno 2022</b></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">: La Procura della Repubblica di Siracusa, su ordine del GIP, sequestra l&#8217;impianto biologico consortile (IBC) di Priolo Gargallo, quote e patrimonio di IAS S.p.A. L&#8217;accusa è di <strong>disastro ambientale aggravato</strong> per un inquinamento atmosferico e marino stimato in 77 tonnellate/anno di sostanze nocive in aria (inclusi cancerogeni come il benzene) e oltre 2.500 tonnellate/anno di idrocarburi in mare. Reati &#8220;tuttora in corso di consumazione&#8221; per un impianto riconosciuto &#8220;totalmente inadeguato&#8221; ai reflui industriali. Vertici IAS e &#8220;grandi aziende utenti&#8221; (Versalis, Sonatrach, Esso, Sasol, Isab, Priolo Servizi) vengono sospesi per un anno. L&#8217;impianto è autorizzato solo per reflui domestici.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>11 Luglio 2022</b></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">: Viene rilasciata l&#8217;Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Pur riconoscendo una conformità pre-sequestro, impone condizioni drastiche e urgenti interventi di adeguamento basati sulle Migliori Tecniche Disponibili (BAT) per ridurre emissioni in aria (odori e benzene), in acqua e per la gestione dei fanghi. Un progetto di adeguamento doveva essere presentato entro 3 mesi.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Dicembre 2022</b></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">: Iniziano a emergere le preoccupazioni del Governo per la potenziale interruzione della continuità produttiva di siti industriali strategici a seguito dei sequestri. Viene emanato un decreto interministeriale che cerca di bilanciare le esigenze di produzione e occupazione con la tutela ambientale. La Procuratrice capo di Siracusa, la Dott.ssa Gambino, in un&#8217;intervista a Report, sottolinea la necessità di interventi di risanamento non di competenza della magistratura.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>5 Gennaio 2023</b></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">: Entra in vigore il Decreto Legge n. 2/2023 (successivamente convertito in legge, noto anche come &#8220;Decreto Salva ISAB/IAS&#8221;). Questo decreto autorizza il Governo, in caso di sequestro di stabilimenti strategici, a disporre la prosecuzione delle attività attraverso un amministratore giudiziario, con l&#8217;obiettivo di garantire continuità produttiva e occupazione, ma con l&#8217;obbligo di realizzare il risanamento ambientale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>3 Febbraio 2023 e 12 Settembre 2023</b></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">: Vengono emanati ulteriori provvedimenti amministrativi (D.P.C.M. e decreto interministeriale) per dare attuazione al D.L. 2/2023.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Novembre 2023</b></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">: La Procura della Repubblica di Siracusa solleva dubbi di legittimità costituzionale sulla disposizione di legge che ha consentito al Governo di dettare direttamente misure per la prosecuzione delle attività, temendo che potessero portare a un abbassamento del livello di tutela ambientale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>13 Giugno 2024</b></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">: La Corte Costituzionale, con sentenza n. 105, accoglie la questione di costituzionalità sollevata dalla Procura. La Corte conferma la possibilità per il Governo di intervenire in caso di sequestri di impianti strategici per garantire la continuità produttiva, ma ribadisce che tali misure devono essere temporanee, conformi alla legislazione vigente e finalizzate a un rapido risanamento ambientale, senza consentire una prosecuzione indefinita tramite l&#8217;abbassamento della tutela ambientale e della salute.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>31 Marzo 2025</b></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">: I periti nominati nell&#8217;ambito dell&#8217;incidente probatorio (avviato su richiesta della Procura e disposto dal GIP nel procedimento penale n. 975/19) depositano la loro consulenza tecnica. Questa consulenza, conferma in larga parte le carenze dell&#8217;impianto (soprattutto per le emissioni in aria e la gestione dei fanghi industriali) ma rileva anche che i valori di scarico in acqua erano generalmente conformi alla normativa vigente. Si rileva la coerenza tra le conclusioni dei periti e le prescrizioni dell&#8217;AIA del 2022, sottolineando però che l&#8217;AIA non è stata ancora attuata dall&#8217;Amministratore Giudiziario di IAS, in attesa proprio del completamento delle attività legate all&#8217;incidente probatorio.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">In sintesi, dopo il sequestro del 2022 e le pesanti accuse di disastro ambientale, si è dipanato un iter giudiziario e amministrativo complesso. L&#8217;AIA del 2022 ha imposto un rigoroso percorso di adeguamento basato sulle BAT, ma l&#8217;intervento legislativo governativo ha cercato un equilibrio con la continuità produttiva. La Corte Costituzionale ha posto un paletto invalicabile, sentenziando che qualsiasi misura di &#8220;salvataggio&#8221; deve prioritariamente mirare al risanamento e non può compromettere la salute e l&#8217;ambiente indefinitamente. La consulenza peritale del 2025 ha solo ribadito una verità già nota: <strong>le soluzioni erano state individuate, ma non attuate</strong>.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>La Consulenza Peritale 2025</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">La consulenza tecnica depositata il 31 marzo 2025 dal collegio di esperti (<strong>Dott. Chim. Fabrizio Martinelli, Prof. Ing. Francesco Pirozzi, Prof. Ing. Piero Sirini</strong>) fornisce un quadro scientifico inequivocabile:</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Capacità di Depurazione dell&#8217;Impianto: L&#8217;impianto di depurazione di Priolo Gargallo <strong>non è pienamente adeguato a trattare le acque reflue industriali</strong> provenienti dal polo petrolifero siciliano. La sua configurazione è più simile a quella di un impianto per reflui civili. Tuttavia è possibile adeguare l’impianto alla depurazione dei reflui industriale se realizzati fasi cruciali come la filtrazione (prevista per garantire limiti sui solidi sospesi) e la flottazione (raccomandata dalle Migliori Tecniche Disponibili &#8211; BAT &#8211; per la raffinazione di petrolio e gas come pretrattamento) e tutti gli altri interventi strutturali previsti nelle prescrizioni dell’AIA non ancora attuate. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Nonostante queste carenze strutturali e il cattivo stato di manutenzione di alcune vasche, l&#8217;impianto funziona con portate di reflui inferiori del 50% rispetto alla potenzialità di progetto e questo ha un effetto attenuante.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Le indagini hanno comunque mostrato che i reflui depurati in uscita dall&#8217;impianto sono generalmente conformi agli standard normativi e regolamentari vigenti per lo scarico, anche per quanto riguarda gli inquinanti di origine petrolifera, immessi nel mare Ionio tramite la condotta sottomarina. Le indagini a mare vicino al punto di scarico non hanno rilevato una compromissione significativa.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Emissioni di Inquinanti in atmosfera: La situazione è diversa per le emissioni in atmosfera. All&#8217;interno dell&#8217;impianto, sono stati frequentemente rilevati livelli elevati di idrocarburi volatili, in particolare benzene. Sono stati osservati frequenti superamenti del limite di 5 µg/m3 (media annua per il benzene) in campioni di breve durata, soprattutto nelle aree prossime alle vasche di omogenizzazione, di ossidazione. Sono state stimate le emissioni di benzene e toluene in atmosfera dalle vasche dell&#8217;impianto che risultano prive di copertura e di impianti di deodorizzazione e di convogliamento degli idrocarburi leggeri.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Destino degli Inquinanti: Gli idrocarburi leggeri (più volatili e biodegradabili) tendono a volatilizzare o a essere degradati dai microrganismi nell&#8217;impianto. Le loro concentrazioni nell&#8217;acqua depurata e nei fanghi sono risultate molto basse. Ma il dato più allarmante riguarda gli idrocarburi pesanti che arrivano all&#8217;impianto in quantità elevate (centinaia di tonnellate all&#8217;anno), la loro esatta ripartizione è difficile da determinare per mancanza di dati specifici sulla loro biodegradabilità e volatilità. Tuttavia, le misurazioni dimostrano che la loro concentrazione nell&#8217;acqua depurata è quasi sempre molto bassa, indicando che non vengono riversati in quantità significative in mare. Al contrario, i dati mostrano concentrazioni molto elevate nei fanghi di risulta, raggiungendo decine di migliaia di mg per Kg di fango. Questo pone interrogativi gravissimi sulla gestione e smaltimento di tali rifiuti.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Impatto sulla Salute Pubblica: Non sono state eseguite misurazioni specifiche sull&#8217;impatto sulla salute. Tuttavia, è stato osservato che le concentrazioni di inquinanti nell&#8217;aria ambiente diminuiscono rapidamente allontanandosi dal confine dell&#8217;impianto, come confermato anche da studi modellistici precedenti, tuttavia hanno rappresentato e rappresentano una minaccia diretta per i lavoratori.</span></span></p>
<p align="justify"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8265" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/11/images_Tonino_ias_2_12-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/11/images_Tonino_ias_2_12-300x211.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/11/images_Tonino_ias_2_12.jpg 675w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Una responsabilità Ineludibile e un futuro Incerto</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">La consulenza peritale, benché parte di un contesto penale, fornisce un quadro scientifico impietoso. Conferma che <strong>l&#8217;impianto presenta lacune strutturali e funzionali</strong> macroscopiche, in particolare per le emissioni in atmosfera (odori nauseabondi e benzene) e per la gestione degli idrocarburi pesanti che avvelenano i fanghi. Il punto cruciale è che le soluzioni e gli obblighi per risolvere questi problemi erano noti da tempo e persino previsti nell&#8217;AIA del 2022. La chiave ora non è la scoperta, ma l&#8217;implementazione concreta, URGENTE e non più rinviabile di tali prescrizioni. Le indagini mostrano una problematica significativa e gravissima per la qualità dell&#8217;aria all&#8217;interno e nelle immediate vicinanze dell&#8217;impianto.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">La consulenza peritale, </span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><u><b>pur rendendo forse più difficile contestare un &#8220;disastro ambientale&#8221;</b></u></span></span><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"> in senso stretto, smonta ogni alibi. Le violazioni alle autorizzazioni, alla normativa ambientale e una gestione fallimentare sono evidenti e innegabili. I ritardi nella realizzazione di infrastrutture vitali per l&#8217;efficienza depurativa sono incomprensibili e colpevoli. Le carenze strutturali sollevate dai periti erano note da decenni. La magistratura è intervenuta più volte, sollecitando la realizzazione degli impianti per l&#8217;abbattimento delle emissioni dalle vasche di depurazione. Sarebbe stato sufficiente agire negli ultimi decenni per evitare la grave situazione che ha portato al sequestro giudiziario. Era noto, ad esempio, che le coperture delle vasche, essenziali per convogliamento e deodorizzazione, non erano operative. Le indagini hanno ribadito una pericolosa distanza tra le BAT e le condizioni operative, con l&#8217;impianto privo di fondamentali accorgimenti contro le emissioni diffuse. Ne consegue che i Composti Organici Volatili (VOC) venivano dispersi impunemente in atmosfera, disattendendo completamente le condizioni autorizzative del 2009.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Sono trascorsi tre anni dal sequestro, e ora si attende l’esito dell&#8217;incidente probatorio. Ma nel frattempo, gli industriali hanno annunciato la <strong>decisione di realizzare impianti autonomi con scarichi propri,</strong> abbandonando l&#8217;impianto consortile. Sono scelte già operate, autorizzate dalla Regione e in fase di realizzazione che pongono ormai una grossa ipoteca sul futuro e sulla funzione dell’impianto consortile IAS. Ci chiediamo: è questa una scelta saggia e funzionale e a quale logica è improntata? Quali sono le reali motivazioni dietro questo dietrofront? È lampante che l&#8217;impianto consortile non possa essere utilizzato solo per i reflui civili di Priolo e Melilli, per ragioni sia tecniche che economiche. La soluzione più logica e razionale, sino ad oggi adottata, per la gestione dei reflui industriali, piccoli e grandi, del nostro territorio consiste in un impianto centralizzato che raccoglie tutti i reflui provenienti dai singoli insediamenti industriali e una volta trattati secondo legge, li smaltisce al largo della rada di Augusta tramite una condotta sottomarina di 1800 metri ad una profondità di 35 metri con diffusore terminale. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Considerazioni conclusive</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Ho vissuto una breve stagione all&#8217;interno di quell&#8217;impianto come Presidente del CdA nel 1998. Ho visto con i miei occhi: l&#8217;impianto era al servizio di alcune utenze industriali che scaricavano i loro reflui tossici al di fuori dei limiti contrattuali senza pretrattamento nell’impianto IAS creando notevoli sofferenze ai microrganismi responsabili del trattamento biologico delle acque reflue che non riuscivano a svolgere efficacemente la loro funzione depurativa. Successivamente e nottetempo, venivano illegalmente smaltiti senza alcuna depurazione. Una pratica conosciuta da gestori e industriali. Tutti ne traevano vantaggi illeciti, finché queste gravi violazioni non furono denunciate alla Procura. <strong>Un processo durato sette anni, concluso per decorrenza dei termini prescrittivi, nonostante gli indagati fossero tutti rei confessi.</strong></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Da questa esperienza, si poteva e si doveva sperare in una nuova etica di responsabilità da parte della classe dirigente delle nuove generazioni. Ma sono passati decenni, e la storia si è ripetuta, in modo ancora più grave. E così, anziché risanare l&#8217;esistente, si cerca oggi una nuova verginità scaricando le responsabilità sul passato. Invece di migliorare l&#8217;impianto IAS, il &#8220;salvataggio di coscienza&#8221; della classe politico-dirigente si traduce in un nuovo futuro frammentato, fatto di tanti impianti autonomi e altrettanti scarichi di reflui, seppur depurati, nella rada di Augusta, senza condotte di allontanamento adeguate.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">La continua incapacità di affrontare i problemi ambientali con serietà e trasparenza è un tradimento della fiducia della comunità e una minaccia costante per il futuro del nostro territorio.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">Questo momento di crisi profonda deve diventare un catalizzatore per un cambiamento radicale. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;">È necessario ora un&#8217;attenta assunzione di responsabilità, non solo sul piano legale ma anche etico e gestionale, da parte di tutti gli attori coinvolti. Soltanto attraverso uno sforzo congiunto di cittadini consapevoli, istituzioni efficaci e un&#8217;industria orientata alla sostenibilità potremo impostare un percorso di risanamento credibile e realizzabile.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>La tutela del nostro ambiente e la salvaguardia della salute delle future generazioni rappresentano un dovere primario</strong>. Attraverso una gestione trasparente, l&#8217;applicazione rigorosa delle normative vigenti, l&#8217;adozione delle migliori tecnologie disponibili e un costante impegno verso l&#8217;innovazione sostenibile, potremo avviare il recupero del nostro territorio. </span></span></p>
<p align="justify">
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quei magistrati arrestati per presunta corruzione a Trani</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2019/02/03/quei-magistrati-arrestati-per-presunta-corruzione-a-trani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Feb 2019 11:23:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Descalzi]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Savasta e Michele Nardi]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia di Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Procura di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[procura di Trani]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
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					<description><![CDATA[Citt&#224; nella quale si form&#242; il dossier contro l&#8217;AD dell&#8217;ENI e dove fissarono la sede legale alcune societ&#224; amaracentriche. &#160;&#160;C&#8217;&#232; stato un asse con Siracusa? &#160; La Civetta di Minerva, 26 gennaio 2019 &#8220;Carneade! Chi era costui?&#8221; ruminava tra s&#233; Don Abbondio poco prima di vivere uno dei momenti pi&#249; drammatici della sua tranquilla esistenza. &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><em><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Citt&agrave; nella quale si form&ograve; il dossier contro l&rsquo;AD dell&rsquo;ENI e dove fissarono la sede legale alcune societ&agrave; amaracentriche.</span></em></strong><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> <span style="margin: 0px;">&nbsp;&nbsp;</span><em>C&rsquo;&egrave; stato un asse con Siracusa? </em></span></strong></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;">&nbsp;</p>
<p>  <span id="more-11645"></span>  </p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">La Civetta di Minerva, 26 gennaio 2019</span></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><em><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">&#8220;Carneade! Chi era costui?&#8221;</span></em></strong><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> <em>ruminava tra s&eacute; Don Abbondio</em></span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> poco prima di vivere uno dei momenti pi&ugrave; drammatici della sua tranquilla esistenza. Un nome che non gli diceva nulla, di cui cercava tracce nei meandri della sua erudizione &#8211; non certo cultura, come evidenzia Manzoni -, in cui al massimo poteva trovare un suo posto solo la figura di Archimede, troppo noto per essere ignorato da chicchessia. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">E con la stessa perplessit&agrave;, con la stessa &#8220;ignoranza&#8221;, in un articolo dell&#8217;aprile del 2017 ci chiedevamo: &#8220;Trani! Ma perch&eacute; proprio Trani?&#8221; </span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Come mai proprio la Procura di Trani era stata la destinataria, nel gennaio 2015, della registrazione di una conversazione, inviata da un anonimo, dalla quale ha preso il via il singolare caso di un presunto complotto contro l&#8217;amministratore delegato dell&#8217;Eni Claudio Descalzi? Funzionari Eni, agenti dei servizi segreti nigeriani e iraniani, altri personaggi collegati alla finanza internazionale e ad importanti aziende italiane, avrebbero cercato di estromettere Descalzi a vantaggio di Umberto Vergine, amministratore delegato di un&#8217;altra azienda del settore petrolifero, la Saipem. Questo proprio mentre Descalzi veniva indagato a Milano perch&eacute; accusato di aver versato, a politici nigeriani, una maxi tangente da 1,2 mld per l&#8217;acquisto di un giacimento petrolifero. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">A seguito di questa &#8220;segnalazione&#8221;, pur se anonima, il procuratore capo di Trani</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> Carlo Maria Capistro affidava cos&igrave; le indagini ai pubblici ministeri Antonio Savasta e Alessandro Donato Pesce che, grazie a una perquisizione presso l&#8217;abitazione di Massimo Gaboardi, un tecnico del settore petrolifero (&egrave; lui, nel nastro, a parlare del complotto con un misterioso interlocutore che &#8220;a sua insaputa&#8221; registrerebbe), trovavano addirittura un dossier &#8220;prova&#8221; dell&#8217;esistenza di un complotto internazionale in cui avrebbero avuto un ruolo di primo piano, oltre a Umberto Vergine, anche due consiglieri Eni: il famoso economista Luigi Zingales e Karima Litvak.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Ma la Guardia di Finanza, i</span></strong><strong><span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">ncaricata di cercare riscontri a quanto riportato nel dossier</span></strong><span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">, non riuscendo a saperne di pi&ugrave;, suggeriva di inviare l&#8217;ormai corposo fascicolo (il dossier pi&ugrave; altra documentazione intanto acquisita) a Milano dove il pm Fabio De Pasquale stava indagando appunto sulla maxi tangente; si faceva strada l&#8217;idea che tutto non fosse altro che un polverone alzato per altre finalit&agrave;. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Ma il fascicolo, invece, veniva inviato alla Procura di Siracusa</span></strong><span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">, &#8220;affidato&#8221; al sostituto Giancarlo Longo. Il motivo c&#8217;era: il luogo in cui avrebbe preso forma l&#8217;intrigo internazionale era proprio Siracusa e qui Gaboardi </span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">veniva infatti indagato </span><span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">per aver &ldquo;posto in essere, in concorso con pubblici ufficiali italiani e nigeriani, un complesso di attivit&agrave; fraudolente finalizzate a tentare di condizionare le scelte del governo italiano nell&rsquo;indicazione dell&rsquo;ad di Eni e a diffondere notizie false sui vertici dell&rsquo;Eni con l&rsquo;obiettivo di delegittimarne l&rsquo;operato.&nbsp;</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Reato commesso in Siracusa in data antecedente e prossima al 1&deg; luglio 2015&rdquo;<strong>. </strong></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Un dossier in verit&agrave; gi&agrave; noto alla procura aretusea</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> perch&eacute; gi&agrave; un altro, identico, le era stato recapitato, questa volta per&ograve; consegnato brevi manu, di persona. Non pi&ugrave; un anonimo, ma un nome, un volto: Alessandro Ferraro, il braccio destro dell&#8217;avvocato Piero Amara, legale Eni, con studi nei luoghi chiave degli affari petroliferi in Europa. L&#8217;occasione per il pm Longo di avviare le indagini e chiamare a testimoniare i personaggi a vario titolo coinvolti.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="background: white; margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">I risvolti di questa vicenda sono stati chiariti recentemente dalla Procura di Messina</span></strong><span style="background: white; margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> nell&#8217;ampia indagine sulla corruzione giudiziaria nella Procura di Siracusa, grazie anche alla confessione dello stesso sostituto procuratore Giancarlo Longo, e comunque, gi&agrave; nel novembre 2017, anche a Milano i</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">l gip Stefania Pepe disponeva l&#8217;archiviazione del procedimento per diffamazione aperto nei confronti di Zingales, Litvak e Vergine, ipotizzando di rimando il depistaggio messo in piedi a Siracusa (come poi confermato da Messina).</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Quindi, in qualche modo, forse, un asse Siracusa Trani?</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> &Egrave; possibile ipotizzare un qualche collegamento tra le due Procure ora che anche gli uffici pugliesi vengono travolti da una nuova inchiesta sulla al momento presunta corruzione, insieme ad altri, di due magistrati, Antonio Savasta e Michele Nardi, arrestati il 14 gennaio? Ancora una volta<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>una squallida vicenda di mazzette, di collusioni tra magistrati e mondo imprenditoriale: nell&#8217;ordinanza di arresto del gip di Lecce Giovanni Gallo l&#8217;ipotesi di un sistema illecito scandito da sentenze comprate in cambio di soldi, tanti soldi, diamanti e gioielli, viaggi (sempre Dubai), favori di altro genere; un&#8217;associazione a delinquere che vedrebbe coinvolti magistrati, avvocati, un ispettore di polizia e imprenditori con amicizie politiche importanti </span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">per fatti commessi tra il 2014 e il 2018 quando i due magistrati, ambedue attualmente a Roma, erano in servizio a Trani</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="background: white; margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">&#8220;Un quadro di malaffare, tale da rendere triste e desolante</span></strong><span style="background: white; margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> constatare di volta in volta con quale spregiudicatezza tre uomini dello Stato abbiano abusato con abitudine dei poteri loro attribuiti, senza rispetto alcuno per la legalit&agrave; e la giustizia, dei quali dovrebbero essere custodi e difensori&#8221;; un&#8217;inchiesta ancora piena di omissis che probabilmente ha ancora molto da mettere in luce.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Dunque, solo una vicenda speculare a quella di Siracusa o qualcosa di pi&ugrave;? Certo che sarebbe anche da comprendere come mai, improvvisamente, il sistema Amara si sia sentito attratto dalla terra pugliese dove sono state trasferite, a Martina Franca, provincia di Taranto, da Augusta o Palermo, le sedi legali di diverse delle societ&agrave; collegate, per esempio la Da.Gi, l&#8217;Entropia Energy, la A.R. Law Company, la P&amp;G Corporate.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Cio&egrave; quelle coinvolte nell&#8217;inchiesta romana dell&#8217;aprile 2017</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> per frode fiscale attraverso fatturazioni per operazioni inesistenti. Come inesistente era il complotto.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Casse comunali salvate dalle Procure, non dal sindaco”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2017/07/12/casse-comunali-salvate-dalla-procure-non-dal-sindaco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Franco Oddo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 14:51:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Procura di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco Garozzo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il deputato regionale del M5S, Stefano Zito: &#8220;E&#8217; merito dei magistrati di Roma e di Palermo. Comunque, i 340 milioni di euro di contenzioso pendente che la Corte di Conti segnala come criticit&#224; fanno emergere come il Comune sia stato male amministrato nel tempo&#8221; &#160; La Civetta di Minerva, 30 giugno 2017 A distanza di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Il deputato regionale del M5S, Stefano Zito: &ldquo;E&rsquo; merito dei magistrati di Roma e di Palermo. Comunque,</span> <span style="margin: 0px;">i 340 milioni di euro di contenzioso pendente che la Corte di Conti segnala come criticit&agrave; fanno emergere come il Comune sia stato male amministrato nel tempo&rdquo;</span></span></em></strong> </p>
<p>  <span id="more-9607"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: 13pt; line-height: 115%;">La Civetta di Minerva, 30 giugno 2017</span></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">A distanza di poco tempo dall&rsquo;ultima decapitazione della Procura di Siracusa, il CSM &egrave; intervenuto ancora una volta in provincia di Siracusa per cercare di reintrodurre nell&rsquo;erogazione della giustizia i livelli di correttezza, terziet&agrave;, sereno e disinteressato svolgimento delle indagini che sarebbero stati appannati da comportamenti di singoli magistrati, talora non corretti dai vertici degli uffici. Nonostante il clamore suscitato nell&rsquo;opinione pubblica, si ha l&rsquo;impressione che tutto ci&ograve; sia avvenuto au dehors de la ville, senza che i partiti politici, le forze imprenditoriali, le organizzazioni sociali abbiano tentato un&rsquo;anamnesi di quanto stava accadendo, incidendo con le proprie valutazioni nel ripristino della &ldquo;normale&rdquo; amministrazione della giustizia. A cosa si deve la scelta di stare al di fuori di quanto accadeva e accade, come se le problematiche del giusto processo, specie nei casi in cui esse coinvolgono non solo gli interessi dei singoli ma anche quelli delle istituzioni e quindi dei cittadini, fossero problema altro rispetto agli interessi collettivi della provincia?</span></strong></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">I temi che riguardano la giustizia sono delicatissimi e difficili da trattare senza rischiare di dare giudizi sbagliati. Il caso Siracusa verr&agrave; affrontato dal CSM in tutti i suoi aspetti e di certo con equilibrio, senza condizionamento alcuno. E proprio per la delicatezza dei contenuti ritengo opportuno fare considerazioni di carattere generale che riguardano l&#8217;intero Paese ma che ben si attagliano alla nostra citt&agrave;. Ad oggi si ha la sensazione che chi &egrave; potente riesce ad arrivare ovunque o a qualunque cosa. Il &ldquo;sistema&rdquo; della corruzione e del malaffare in Italia &egrave; un sistema nodale ma con una fittissima rete di contatti. Ognuno nel proprio &ldquo;nodo&rdquo; (sanit&agrave;, informazione, pubblica amministrazione, immigrazione, giustizia, sociale, ecc) fa affari, carriere o gestisce il potere con una &ldquo;indipendenza dinamica&rdquo; ma, quando uno di questi nodi &egrave; sotto i riflettori, la rete di contatti si infittisce e i nodi stringono i ranghi per autoproteggersi. L&#8217;indipendenza dinamica sta proprio nel fatto che tendenzialmente ogni settore ha la sua autonomia ma le nomine, le promozioni e le carriere rispondono anche ad ingerenze esterne che rendono possibile la scelta della persona &ldquo;giusta&rdquo; che, senza che nessuno le dica nulla, sa cosa fare. Se poi a questo si aggiunge una dose massiccia di corruzione, il gioco &egrave; fatto. Questo &egrave; il &ldquo;Sistema Italia&rdquo;: un intreccio tra politica, affaristi senza scrupoli e mafia. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Per quanto poi riguarda il &ldquo;giusto processo&rdquo;, purtroppo &egrave; obiettivo ben lontano da molte aule dei tribunali italiani, principalmente per colpa di una politica che non d&agrave; ai magistrati gli strumenti idonei. Ci sono giudici che, onestamente e con grande spirito di abnegazione, cercano di mettere i contrappesi in quella bilancia che ad oggi vede uno sbilanciamento verso chi la legge non la rispetta.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Al netto delle valutazioni che possono essere pi&ugrave; o meno critiche nei confronti dell&#8217;operato dell&#8217;attuale amministrazione, allo stato dei fatti il sindaco Garozzo con pochi altri (tra i quali l&#8217;onorevole Sofia Amoddio) risulta essere il politico/amministratore pi&ugrave; risoluto nel denunciare il clima di pesante condizionamento della vita cittadina dovuto alle situazioni anzidette. Risulta che abbia presentato non poche denunce per attirare su Siracusa l&#8217;attenzione dei massimi organismi giudiziari e non ha mostrato codardia nel porre anche forti rilievi sull&#8217;attivit&agrave; di alcuni giudici del locale Tribunale. Ritiene che fosse dovere del primo cittadino assumere tali iniziative oppure no? Essendo in gioco la stabilit&agrave; finanziaria del Comune non ritiene che abbia agito correttamente?</span></strong></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Dovremmo ipotizzare che Garozzo, per affermare in pubblico determinate accuse, ha proprie attendibili informazioni, e lo stesso varrebbe per la consigliera Princiotta, ma per entrambi i casi non ci sono al momento elementi certi per dire chi abbia ragione in questa guerra. Sicuramente se entrambi hanno rilevato anomalie o malaffare hanno fatto bene a denunciare. Ma se le casse del Comune si salveranno sar&agrave; grazie alle inchieste della Procura di Roma e della Procura di Palermo pi&ugrave; che per Garozzo. Una cosa certa &egrave; che la stabilit&agrave; del Comune &egrave; comunque sempre a rischio: i 340 milioni di euro di contenzioso pendente che la Corte di Conti segnala come criticit&agrave; fanno emergere come il Comune sia stato mal amministrato nel tempo. I deputati nazionali dovrebbero chiedere con forza un potenziamento dell&#8217;organico dei Tribunali e delle Procure proprio perch&eacute; sapere che c&#8217;&egrave; una giustizia che funziona velocemente intimorirebbe chiunque. A livello locale invece la colpa non pu&ograve; essere data solo alla politica in quanto essa &egrave; solo lo specchio della societ&agrave;. Peraltro, rivendico anche alle convocazioni fatte dal mio gruppo in commissione antimafia ragionale e nazionale l&#8217;attenzione su Siracusa, certo con qualche ostacolo di troppo, come per esempio la richiesta di audizione degli avvocati di Legambiente e del presidente del CGA in commissione antimafia regionale che purtroppo non ha avuto seguito.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Le indagini della Procura di Roma sulla &ldquo;corruzione in atti giudiziari&rdquo; stanno portando alla luce situazioni che, se provate, dovrebbero preoccupare le istituzioni locali e il mondo della sana imprenditoria. Anche stavolta gli articoli coraggiosi dei giornalisti Trocchia e Fittipaldi sull&rsquo;Espresso avrebbero dovuto indurre a riflessioni condivise e pubblicamente espresse. Non ritenete che questo silenzio finisca per alimentare i populismi e i sommari processi sui social, che allontanano ulteriormente dalle urne i cittadini onesti?</span></strong></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Le inchieste della Procura di Roma e della Procura di Palermo qualora venissero confermate nei loro impianti accusatori aprirebbero scenari inquietanti e darebbero forza a quell&#8217;ipotesi di &ldquo;sistema nodale&rdquo; a cui facevo riferimento. L&#8217;informazione che vogliamo &egrave; proprio questa, quella che riesce a giocare d&#8217;anticipo ed essere di supporto alla magistratura. Purtroppo viviamo in un&#8217;epoca in cui i giornalisti seri ed onesti, che amano fare il vero giornalismo d&#8217;inchiesta, vengono vessati con querele prive di fondamento come se fossero atti intimidatori che mettono un freno anche ai giovani giornalisti che vorrebbero seguire le loro orme. Molte inchieste grosse sono partite da altre procure (da Milano sull&#8217;ospedale di Siracusa, da Catania per i Rifiuti e le infiltrazioni mafiose, da Roma e Palermo per il CGA per diverse sentenze) e in molti casi siamo stati l&igrave; pronti ad accendere i riflettori. I cittadini che si allontanano dalle urne non capiscono che fanno un favore al sistema che ha la sua forza nel consenso clientelare.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Negli ultimi anni si &egrave; accentuato in questa citt&agrave; un clima di sospetto generalizzato, che ha indotto alcuni a far politica con il registratore in mano. Il fenomeno, se da una parte ha prodotto risultati positivi consentendo di far luce su episodi inquietanti della cattiva amministrazione, dall&rsquo;altra ha ammorbato l&rsquo;articolazione delle relazioni politiche e umane inceppando l&rsquo;attivit&agrave; delle amministrazioni. Qualcuno, scherzando, dice che nel kit del futuro eletto siracusano in qualsiasi<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>consesso ci saranno sensibilissimi strumenti di registrazione delle conversazioni private, in modo che tutti registrino tutti. Non temono i partiti che tutto questo conduca a uno svilimento ulteriore<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>della politica, che gi&agrave; non gode di grande fiducia?</span></strong></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La fiducia la politica l&#8217;ha persa giorno dopo giorno distruggendo il futuro di almeno una o due generazioni e riconquistarla sar&agrave; difficile. Io non penso che sia colpa di un registratore se le cose vanno male ma di un sistema in cui tutti sanno, compresi i cittadini, e nessuno parla. Imprenditori, dipendenti della pubblica amministrazione, semplici cittadini e tutte le persone oneste devono iniziare a denunciare. Il sistema in Italia va affrontato con tutti gli strumenti possibili, anche un po&#8217; &ldquo;casarecci&rdquo;, ma il vero strumento per cambiare questo paese &egrave; la cultura. Ci vorr&agrave; almeno una generazione ma penso che sia meglio investire sulla cultura di una nuova generazione che perderla definitivamente. Ripeto: la politica &egrave; solo lo specchio della societ&agrave;, quindi solo migliorando il nostro senso civico, la nostra cultura e la nostra voglia di combattere per ottenere un futuro migliore potremmo essere in grado di scegliere al meglio chi ci rappresenta. </span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tribunale e complotti, il mondo giudiziario va in tilt</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2017/04/26/tribunale-e-complotti-il-mondo-giudiziario-va-in-tilt/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Apr 2017 18:03:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[complotti]]></category>
		<category><![CDATA[Procura di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[risarcimento danni]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Longo]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo lo sfogo del sostituto Longo finisce a carte quarantotto l&#8217;invito alla calma del Procuratore Generale Scalia &#160; La Civetta di Minerva, 21 aprile 2017 E cos&#236;, alla fine, nonostante il tentativo del Procuratore Generale di Catania Salvatore Scalia di calmare le acque e far abbassare i toni, il mondo giudiziario della Procura di Siracusa &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="background: white; margin: 0px 0px 9px; text-align: justify;"><strong><em><span style="margin: 0px; color: windowtext; font-size: 12.5pt;">Dopo lo sfogo del sostituto Longo finisce a carte quarantotto l&rsquo;invito alla calma del Procuratore Generale Scalia</span></em></strong></p>
<p>  <span id="more-9138"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="background: white; margin: 0px 0px 9px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; color: windowtext; font-size: 12.5pt;">La Civetta di Minerva, 21 aprile 2017</span></span></p>
<p style="background: white; margin: 0px 0px 9px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: windowtext; font-size: 12.5pt;">E cos&igrave;, alla fine, nonostante il tentativo del Procuratore Generale di Catania Salvatore Scalia di calmare le acque e far abbassare i toni, il mondo giudiziario della Procura di Siracusa sembra essere andato in tilt, soprattutto dopo le ultime dichiarazioni del neo indagato sostituto procuratore Giancarlo Longo che, con un dejavu, torna a parlare di complotti. </span></p>
<p style="background: white; margin: 0px 0px 9px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; color: windowtext; font-size: 12.5pt;">Complotto inesistente nel 2011 (anno della prima grande inchiesta sulla Procura aretusea) e difficile da ipotizzare anche oggi</span></strong><span style="margin: 0px; color: windowtext; font-size: 12.5pt;">. Una teoria che, almeno con sicurezza per quel che riguarda il 2011, ci sembra non possa reggere anche solo per un ineludibile fondamentale fattore: affinch&eacute; un gruppo di individui, che siano tutti incontrovertibilmente concordi tra loro, si organizzi per ordire un attacco pretestuoso e strumentale nei confronti di qualcuno, perch&eacute; si possa quindi individuare una bieca volont&agrave; complottista, &egrave; necessario, quale condicio sine qua non, che siano false le accuse che vengono mosse, che ne sostengono la trama. Cos&igrave; non &egrave; stato nel 2011, come dimostrato dalle<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>risultanze processuali successive e soprattutto dalle attuali indagini della Guardia di Finanza di Roma nei confronti di avvocati, imprenditori e altri soggetti, allora coinvolti a vario titolo in quei fatti; e per l&#8217;oggi, in verit&agrave;, ci stupirebbe appurare che all&#8217;improvviso si organizzi nel Palazzo di Giustizia una fronda interna, immotivata, contro uno solo, stimato amico fino al giorno prima. </span></p>
<p style="background: white; margin: 0px 0px 9px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; color: windowtext; font-size: 12.5pt;">Al momento, d&#8217;altra parte, non si hanno riscontri certi dell&#8217;esposto contro il dottor Longo</span></strong><span style="margin: 0px; color: windowtext; font-size: 12.5pt;"> che si dice essere stato condiviso da otto magistrati, e non solo contro di lui, mentre &egrave; un dato sicuro l&#8217;iscrizione nel registro degli indagati dello stesso Longo il quale avr&agrave; senz&#8217;altro modo di provare l&#8217;infondatezza delle accuse, per ora solo ipotesi, mossegli dai colleghi di Messina. </span></p>
<p style="background: white; margin: 0px 0px 9px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; color: windowtext; font-size: 12.5pt;">Destituita dunque di ogni fondamento l&#8217;illazione del complotto</span></strong><span style="margin: 0px; color: windowtext; font-size: 12.5pt;">, ci&ograve; che a nostro avviso costituirebbe una vera auspicabile svolta nel racconto di quanto &egrave; accaduto e accade nella Procura di Siracusa sarebbe la eliminazione definitiva di alcune formule che si continuano a leggere nelle cronache locali e che vengono ripetute come un mantra ormai senza alcun senso, date le verit&agrave; acquisite: <strong>polveroni, fantasmi che cospargono veleni sul e nel palazzaccio, occulte regie, attacchi alla Procura, romanzi criminali, strategie destabilizzanti, e via dicendo</strong>. Refrain che si ritrovano in ricostruzioni a volte cos&igrave; contorte e ritorte su se stesse con effetto ridondante (in modo che da un solo semplice dato scaturiscano 4 o 5 fili della stessa matassa) da generare solo confusione e offuscare la evidenza dei fatti reali nella loro piena razionale oggettivit&agrave;: la illiceit&agrave; di alcune decisioni, l&#8217;illogicit&agrave; di alcune scelte.</span></p>
<p style="background: white; margin: 0px 0px 9px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: windowtext; font-size: 12.5pt;">Il quadro generale ci appare di facile lettura, speculare a quello dell&#8217;Italia tutta: il sistema, risalente negli anni, non trasparente e spesso gravemente corrotto della pubblica amministrazione &#8211; non solo a livello locale -, che si avvale dei colletti bianchi per aggirare norme e legalit&agrave; e di un uso distorto della funzione giudiziaria, sempre pi&ugrave; spesso scoperta a non mantenere quel ruolo di terziet&agrave; che ne fa il baluardo della democrazia e della libert&agrave; dei cittadini. </span></p>
<p style="background: white; margin: 0px 0px 9px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: windowtext; font-size: 12.5pt;">Poi, sull&#8217;altro versante, verifichiamo che <strong>&egrave; comunque vero ci&ograve; che afferma il procuratore Scalia</strong>: il sistema giudiziario, in genere (ma ci sono gravissime eccezioni e i tempi dell&rsquo;accertamento della verit&agrave; possono diventare devastanti), sa difendersi dagli attacchi esterni come dalle anomalie che si annidano nel suo interno &#8211; &#8220;I<span style="margin: 0px;">l nostro sistema processuale rende impossibile ad un singolo magistrato, sia esso Pm o Giudice, di decidere alcunch&eacute; in ordine ad una indagine o ad un processo e comunque, laddove vi siano elementi che possano fare ritenere men che corretto il comportamento di un magistrato, esistono vie istituzionali, peraltro gi&agrave; percorse, che consentono di fare valere le proprie ragioni e credo che la magistratura abbia dimostrato di essere attenta e capace di individuare eventuali responsabilit&agrave; anche al proprio interno ponendovi rimedio&#8221; -, </span>ma bisogna non permettere che le distorsioni attecchiscano e radichino. </span></p>
<p style="background: white; margin: 0px 0px 9px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: windowtext; font-size: 12.5pt;">Avevamo gi&agrave; letto infatti in questa direzione la sua presenza a Siracusa il 29 novembre scorso.</span></p>
<p style="background: white; margin: 0px 0px 9px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: windowtext; font-size: 12.5pt;">Si era detta una visita &#8220;di normale routine&#8221;, istituzionale, in una delle procure del distretto di Catania, ma per quel che ci risulta non &egrave; accaduto lo stesso per le altre sedi di Ragusa Modica e Caltagirone e non era mai successo dall&#8217;aprile 2015, cio&egrave; da quando Scalia &egrave; stato nominato procuratore generale in sostituzione di Giovanni Tinebra, sottoposto a un procedimento disciplinare di cui non conosciamo gli esiti. E d&#8217;altra parte <strong>&egrave; lo stesso Scalia a definire quanto accade a Siracusa</strong> &ndash; in &#8220;<span style="margin: 0px;">un crescendo di reciproche accuse, di &ldquo;amicizie&rdquo; tra magistrati e politici che influirebbero sulle indagini e sui processi favorendo ora l&rsquo;uno ora l&rsquo;altro dei contendenti &#8230; attacchi che minano la credibilit&agrave; della magistratura aretusea assumendo l&rsquo;esistenza di &ldquo;anomalie&rdquo; all&rsquo;interno del Palazzo di Giustizia&#8221; &#8211; <strong>&#8220;un unicum nel panorama nazionale&#8221;</strong>.</span></span></p>
<p style="background: white; margin: 0px 0px 9px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: windowtext; font-size: 12.5pt;">Nel suo comunicato &egrave; possibile individuare quanto accaduto in questi mesi, lontano dai riflettori dei media: i diversi contendenti (immaginiamo si tratti dei vertici dell&#8217;amministrazione comunale da una parte e dell&#8217;onorevole Zappulla e della consigliera Princiotta dall&#8217;altra) pi&ugrave; volte da lui ricevuti che gli hanno comunicato le proprie perplessit&agrave; in ordine in particolare &#8220;al sospetto che le indagini nei confronti di determinati soggetti venissero intenzionalmente affidate sempre allo stesso, o agli stessi magistrati, amici ora dell&rsquo;uno e ora dell&rsquo;altro&#8221;; l&#8217;adozione da parte sua di tutte &#8220;le misure previste dall&rsquo;ordinamento per evitare, unitamente al Procuratore della Repubblica, anche il semplice sospetto di deviazioni dal regolare iter delle indagini&#8221;; la verifica che si trattasse di mere insinuazioni attraverso la lettura documentale &#8220;dei registri di segreteria della Procura della Repubblica dai quali si trae che le indagini in questione sono state condotte da pi&ugrave; magistrati designati in base a criteri automatici e predeterminati ed il Procuratore della Repubblica ed il Procuratore Aggiunto si sono fatti carico della diretta trattazione di alcune di esse; l&rsquo;esito delle indagini &egrave; stato il pi&ugrave; vario in quanto ciascuno dei &ldquo;contendenti&rdquo; ha visto in alcun casi l&rsquo;archiviazione della propria posizione e in altri il rinvio a giudizio&#8221;. </span></p>
<p style="background: white; margin: 0px 0px 9px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; color: windowtext; font-size: 12.5pt;">Insomma tutto in regola e da qui il monito del procuratore Scalia</span></strong><span style="margin: 0px; color: windowtext; font-size: 12.5pt;">: &#8220;&Egrave; assolutamente inaccettabile che accuse ed insinuazioni, provenienti peraltro da soggetti titolari di funzioni istituzionali o politiche, siano generiche, e coinvolgano tutta la magistratura aretusea, creando sconcerto nell&rsquo;opinione pubblica e una caduta della credibilit&agrave; della istituzione-giustizia che essi, proprio per la loro posizione, dovrebbero invece tutelare&#8221;. Ma infatti non su questi aspetti sembrerebbero concentrarsi le ipotesi di reato a carico del sostituto Giancarlo Longo bens&igrave;, a quanto parrebbe, sul caso Open Land, da anni la spina nel fianco dell&#8217;amministrazione comunale e quindi dell&#8217;intera comunit&agrave; siracusana che gi&agrave;, per questo, sta contribuendo a un &#8220;risarcimento danni&rdquo; pari a 2.800.000 euro.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Del processo Oro blu si sta pian piano perdendo il ricordo</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2016/11/25/del-processo-oro-blu-si-sta-pian-piano-perdendo-il-ricordo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2016 19:02:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Procura di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Sai8]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[concussione]]></category>
		<category><![CDATA[scandali insabbiati]]></category>
		<category><![CDATA[Magma]]></category>
		<category><![CDATA[fideiussione]]></category>
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					<description><![CDATA[Le indagini sembravano dover scardinare il marciume in citt&#224;, con arresti eccellenti. Uno scandalo che continua a tenere sulla brace chi, forse, ne verr&#224; fuori innocente &#160; La Civetta di Minerva, 11 novembre 2016 Ci sono processi che si perdono nella notte dei tempi. Che bisogna andare a ripescare negli archivi, tra gli innumerevoli file &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'times new roman', times;"><strong><em><span style="font-size: 12.5pt;">Le indagini sembravano dover scardinare il marciume in citt&agrave;, con arresti eccellenti.</span></em></strong><span style="font-size: 12.5pt;"> </span><strong><span style="font-size: 12.5pt;"><em>Uno scandalo che continua a tenere sulla brace chi, forse, ne verr&agrave; fuori innocente</em></span></strong></span> </p>
<p>  <span id="more-8376"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Times New Roman', serif;">La Civetta di Minerva, 11 novembre 2016</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ci sono processi che si perdono nella notte dei tempi. Che bisogna andare a ripescare negli archivi, tra gli innumerevoli file che si infittiscono negli anni, tra i ricordi pi&ugrave; lontani, per poterli riportare alla luce. Alla luce e all&#8217;attenzione. Di tutti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Times New Roman', serif;">&Egrave; il caso del processo Oro blu (connesso per altro alle inchieste di Magma e nostre su magistrati e avvocati siracusani e non solo). E ci si stupisce quando si confronta <strong>il silenzio che improvvisamente lo ha avvolto quasi per proteggerlo</strong>, o per nasconderlo?, con il chiasso, il frastuono, la rilevanza che ha avuto al suo nascere. Una bagarre che sembrava dover avere chiss&agrave; quali conseguenze e che invece &egrave; rimasto caos, e dolore, solo nella mente di chi lo ha vissuto sulla propria pelle. Su chi, chiss&agrave; se, e quando, verr&agrave; dichiarato incolpevole. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Times New Roman', serif;">Gli altri, gli spettatori, hanno dimenticato. Lo hanno rimosso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Times New Roman', serif;">Uno scandalo quasi impensabile nella sonnacchiosa Siracusa</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Times New Roman', serif;">, nella citt&agrave; che &egrave; turbine solo nelle sue viscere profonde, e che solo ogni tanto &egrave; costretta a scuotersi anche se poi fa in fretta a dimenticare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Times New Roman', serif;">Arresti, domiciliari, eccellenti ma presto revocati dal tribunale del riesame</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Times New Roman', serif;">: Gino Foti, l&#8217;eminenza grigia di sempre, Giuseppe Marotta, amministratore della Sogeas, azienda &#8220;cittadina&#8221;, e pesanti sospetti di un coinvolgimento diretto per l&#8217;allora presidente della provincia, e dell&#8217;autorit&agrave; d&#8217;ambito per le acque, Nicola Bono.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Times New Roman', serif;">La Procura della Repubblica protagonista indiscussa. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Times New Roman', serif;">Sembrava che si dovesse far piazza pulita di tutto il marciume nascosto, finalmente emerso grazie a <strong>intercettazioni telefoniche e ambientali</strong> &#8211; &#8220;un faldone di quattrocento pagine&#8221; &#8211; e indagini. Individuato il &#8220;puparo&#8221; Gino Foti (cos&igrave; il procuratore Ugo Rossi) e i suoi adepti e conniventi, si sarebbe spazzata via la feccia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Times New Roman', serif;">A originare tutto due denunce</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Times New Roman', serif;">, e forse qui l&#8217;anello debole, quello che non tiene. O forse che ha tenuto, ma a dirlo, prima o poi, saranno gli inquirenti. Perch&eacute;, prima o poi, la parola fine dovr&agrave; pur essere scritta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Times New Roman', serif;">Le misure cautelari richieste dai pm venivano avallate dal dottor Rossi perch&eacute; &#8220;frutto di oltre un anno di indagini sviluppate nell&rsquo;ambito della gestione del servizio idrico integrato in &nbsp;provincia, partite dopo la denuncia presentata nel 2010 dal rappresentante della Saccecav (Giorgi Mirco), societ&agrave; che con Sogeas si &egrave; fusa per costituire Sai 8&#8221;. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Times New Roman', serif;">A giudizio degli inquirenti, gli indagati <strong>ricorrevano alla minaccia della risoluzione del contratto d&#8217;appalto del servizio</strong> se non fossero state esaudite alcune loro richieste relative non solo ad assunzioni ma soprattutto alla rinuncia della Saceccav ad eseguire alcuni lavori (un cantiere da 64 milioni di euro: un campo pozzi a Siracusa e il nuovo acquedotto di Augusta) nonch&eacute; alla riscossione delle bollette insolute da affidare, con impropria esternalizzazione, alla Teleservizi di Caserta, con un aggio fuori mercato del 15%, solo perch&eacute; indicata da Gino Foti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Times New Roman', serif;">Emergevano poi altri illeciti<strong>: la fideiussione da 4 milioni di euro con una societ&agrave; fantasma</strong>, l&#8217;Omnia&nbsp; spa, non iscritta ad alcun albo (come denunciato dalla stessa Civetta) e pagamenti in favore della Saceccav a danno di altre societ&agrave; (quest&#8217;ultima accusa confermata nella successiva dichiarazione di fallimento della SAI8).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Times New Roman', serif;">Critiche all&#8217;adozione delle misure cautelari venivano espresse da Roberto Centaro, ex presidente della commissione nazionale antimafia, del parere che non ci potesse essere pi&ugrave; alcun rischio di inquinamento delle prove dal momento che i fatti risalivano al 2010 e nessuno degli indagati appariva nelle condizioni di poter ancora intervenire sui fatti (&#8220;Foti non ricopre alcuna carica &nbsp;istituzionale, Marotta &egrave; stato estromesso da ruoli dirigenziali sia da Sai 8 che da Sogeas, Bono ha correttamente denunciato l&rsquo;inadempimento palese e fuori discussione di Sai 8 in merito al contratto stipulato&#8221;) e comunque il gip non convalidava la richiesta di divieto di dimora (!) per Bono mentre <strong>il reato di concussione contestato a Foti e Marotta veniva derubricato a tentata estorsione</strong>. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ci&ograve; che si evidenziava dall&#8217;indagine era un deja vu che non stupiva nessuno perch&eacute; tipico dell&#8217;italico costume: la &#8220;prepotente ingerenza di esponenti di varie aree politiche nel lucroso settore degli appalti di pubblici servizi e la &#8216;cattiva politica&#8217; che si infiltra insidiosamente nei pi&ugrave; svariati settori del tessuto imprenditoriale&#8221; ma senza alcuna prevaricazione o pressione dell&#8217;uno sull&#8217;altro. Dalle intercettazioni (cos&igrave; negli atti del riesame) emergeva che &#8220;i protagonisti discutono su un piano di parit&agrave; di progetti e aspettative complementari&#8221;, <strong>si parla apertamente &#8220;di spartizione di affari in settori redditizi&#8221;</strong> in cui le &#8220;continue richieste di assunzioni di persone delle quali la societ&agrave; non aveva realmente bisogno&#8221; appaiono quasi uno scotto da dover pagare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Times New Roman', serif;">Il 3 luglio 2013 la SAI8 si costituisce parte civile nel processo che vede ormai quali indagati solo Foti e Marotta perch&eacute;, nel frattempo, Bono, &#8220;indagato per la legalit&agrave;&#8221; (sua dichiarazione), ha dimostrato la propria totale estraneit&agrave; da quanto addebitatogli inizialmente dalla Procura.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Times New Roman', serif;">Nicola Bono, nella conferenza stampa del 5 gennaio 2013 in cui annunciava che il gip dott. Consiglio aveva accolto la richiesta di archiviazione del procedimento a suo carico presentata dai sostituti Bisogni e Boschetto, affermava: &#8220;Nonostante sin dal 9/01/2012 il gip, dott. Panebianco, avesse dichiarato, dopo avere rilevato <span style="font-family: 'times new roman', times;">&ldquo;<em>non cristallinamente credibili</em>&rdquo; le dichiarazioni dei querelanti che<em> &ldquo;In nessuna delle numerose conversazioni intercettate tra Bono Nicola ed i suoi collaboratori della Provincia egli fa mai qualcosa di diverso dal dare l&rsquo;ordine preciso e perentorio di perseguire inesorabilmente la finalit&agrave; della risoluzione del contratto con SAI 8, il che, come gi&agrave; notato, si pone in contraddizione logica con la ipotesi che egli perseguisse soltanto strumentalmente detta strada, con l&rsquo;intento preciso di fare marcia indietro se SAI 8 avesse aderito alle sue richieste&rdquo;, </em>in data 2/02/2011 l&rsquo;allora Procuratore Ugo Rossi, in pubblica conferenza stampa dichiarava</span><em><span style="font-family: 'times new roman', times;"> &ldquo;in tutta questa storia ballano affari per 64 milioni di euro. E Bono, sempre per la Procura, &egrave; coinvolto in toto. Il Gip, al riguardo, la pensa diversamente. Per questo ha rigettato la nostra richiesta. Ma noi andremo avanti per dimostrare come stanno realmente le cose. E cio&egrave; che questi politici a Siracusa non erano al servizio della collettivit&agrave;, bens&igrave; brigavano soltanto per fare i propri interessi&#8221;</span>. </em><strong>Un preconcetto teorema, destituito totalmente da qualsiasi veridicit&agrave;</strong>, oltre che da ogni fondamento probatorio, che gi&agrave; allora era stato rinnegato dal gip e che oggi finalmente una libera e rinnovata Procura ha smentito totalmente, ma che per anni mi ha ingiustamente perseguitato consentendo ad altri, nel frattempo, di trarre lucrosi ed indebiti vantaggi&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ma da allora sembra che tutto si sia cristallizzato e di quei fatti, in cui i nomi eccellenti erano tanti, si sta piano piano perdendo il ricordo.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Escavatori della Procura nell’azienda Prestigiacomo: si cercano veleni interrati</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2015/01/30/escavatori-della-procura-nell-azienda-prestigiacomo-si-cercano-veleni-interrati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ciccio Magnano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2015 15:13:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Prestigiacomo]]></category>
		<category><![CDATA[Procura di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Ved]]></category>
		<category><![CDATA[Priolo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Prestigiacomo]]></category>
		<category><![CDATA[pm Maurizio Musco]]></category>
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					<description><![CDATA[( foto da archivi Internet) Il processo, avviato dal pm Maurizio Musco si chiuse per prescrizione dei reati. Secondo la tesi accusatoria, la direzione della Ved, a causa dell&#8217;alto costo dello smaltimento dei residui di lavorazione delle resine, avrebbe scavato all&#8217;interno dell&#8217;azienda una discarica abusiva dall&#8217;incalcolabile potenziale inquinante Aria nuova in Procura?&#160; Hanno fatto la &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><em></em></span></h2>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><em>( foto da archivi Internet) </em></span></p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><em>Il processo, avviato dal pm Maurizio Musco si chiuse per prescrizione dei reati. Secondo la tesi accusatoria, la direzione della Ved, a causa dell&rsquo;alto costo dello smaltimento dei residui di lavorazione delle resine, avrebbe scavato all&#8217;interno dell&#8217;azienda una discarica abusiva dall&#8217;incalcolabile potenziale inquinante</em></span></h2>
<p>  <span id="more-5461"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Aria nuova in Procura?&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Hanno fatto la loro comparsa alla <strong>Ved Prestigiacomo gli escavatori voluti dalla Procura di Siracusa</strong>. Dirette dalla dr.ssa Bonfiglio,&nbsp; e sotto l&#8217;impulso del Procuratore Capo dr. Giordano, sono infatti&nbsp; iniziate&nbsp; ieri mattina le <strong>ispezioni sotterranee negli impianti della Ved,</strong> l&rsquo;azienda Prestigiacomo di Cava Sorciaro a Priolo. <strong>Presenti, assieme al nucleo della Procura, gli esperti dell&#8217;Arpa.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Dopo quindici anni dall&#8217;avvio delle prime indagini, finalmente la Procura di Siracusa imprime una nuova accelerazione <strong>all&#8217;inchiesta infinita sull&#8217;accusa di disastro ambientale relativa al presunto interramento di silos da 10 tonnellate,</strong> contenenti resina catalizzata, diluenti e scarti di lavorazione. Secondo i testimoni oculari, prima del 2000 la Ved conferiva ad un autotrasportatore di Priolo, tale Lombardo, il trasferimento dei residui della lavorazione delle resine. Gli accusatori della Ved sostengono che gli alti costi del trasferimento degli inquinanti avrebbero indotto allo <strong>smaltimento illegale nel vallone della neve, un canyon al confine dell&#8217;area Ved</strong>, che degrada verso il mare.&nbsp;I pastori tortoriciani accusarono allora Prestigiacomo per <strong>la moria di capi di bestiame che in quella zona venivano condotti al pascolo.</strong>&nbsp; A questo punto, sempre secondo la tesi accusatoria, la direzione Ved avrebbe scelto la strada pi&ugrave; economica ma devastante, scavare&nbsp; all&#8217;interno dell&#8217;azienda una discarica abusiva dall&#8217;incalcolabile potenziale inquinante.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Nel 2008, con l&#8217;allora sostituto procuratore della Repubblica <strong>Maurizio Musco e dopo svariate udienze e decine di deposizioni di testimoni oculari, il processo si chiude per prescrizione dei reati</strong>. Oggi,&nbsp;a distanza di quindici anni, si riprende un&#8217;inchiesta che, se confermasse le dichiarazioni testimoniali, svelerebbe uno degli ennesimi misfatti contro l&#8217;ambiente. Parafrasando la storiella del calzolaio con le scarpe rotte, potremmo concludere che<strong> avevamo un ministro dell&#8217;Ambiente accusato con la sua famiglia di disastro ambientale.&nbsp;</strong></span></p>
<h2 style="text-align: justify;">&nbsp;</h2>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Inchiesta Procura. Il Gip di Messina: “Non ci fu diffamazione”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2014/12/12/inchiesta-procura-il-gip-di-messina-non-ci-fu-diffamazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione La civetta press]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2014 22:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sistema Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Procura di Siracusa]]></category>
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					<description><![CDATA[Decreto di archiviazione delle denunce sporte da 18 tra magistrati, avvocati, soci di srl, di cui abbiamo scritto negli articoli de La Civetta. La dott.ssa Daniela Urbani: “Per quanto pungenti, il giornalista non ha travalicato i limiti del diritto di critica” “Non si apprezzano,nelle condotte denunciate,estremi di reato poiché le espressioni ‘incriminate’non possono ritenersi direttamente lesive dell’onore o &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><em></em></span></h2>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><em>Decreto di archiviazione delle denunce sporte da 18 tra magistrati, avvocati, soci di srl, di cui abbiamo scritto negli articoli de La Civetta. La dott.ssa Daniela Urbani: “Per quanto pungenti, il giornalista non ha travalicato i limiti del diritto di critica”</em></span></h2>
<p>  <span id="more-5240"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">“</span><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Non si apprezzano,</em><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">nelle condotte denunciate,</em><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">estremi di </em><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">reato poiché le espressioni ‘incriminate’</em><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">non possono ritenersi </em><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">direttamente lesive dell’onore </em><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">o espressioni che comunque </em><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">possano assumere valenza concretamente </em><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">diffamante, essendo </em><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">esse piuttosto particolarmente </em><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">pungenti ed incisive, ma non </em><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">travalicanti i limiti dell’esercizio </em><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">del diritto di critica esercitato nei confronti di soggetti (magistrati e avvocati) certamente noti e di interesse pubblico, dovendosi per altro considerare che le questioni attenzionate dagli articoli giornalistici incriminati sono strettamente connesse a quelle che hanno determinato l’avvio di ispezioni ministeriali e di procedimenti disciplinari nei confronti di taluni magistrati</em><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Con queste parole il </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Messina, dottoressa Daniela Urbani</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">, ha disposto, il 30 ottobre scorso, </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">l’archiviazione del procedimento penale</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;"> avviato nei confronti dei giornalisti </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Franco Oddo</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;"> e </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Marina De Michele</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">, direttore e vicedirettore de La Civetta di Minerva, a seguito della denuncia presentata, all’indomani dell’inchiesta sulla Procura di Siracusa del 2 dicembre 2011, da </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Andrea Campisi, Sebastiano Miano, Angela Formica, Carmelo Musco, Pasqua Musco, Carlo Lena, Francesco Saraceno, Roberto Formica, Lucia Patania, Vincenzo Navanteri, Domenica Caramagno, Rosario Salmeri, Davide Venezia, Giuseppe Calafiore, Piero Amara, Paolo Lena, Diego Calafiore, Roberto Campisi</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Il nutrito plotone di 18 persone – un magistrato, avvocati, amministratori e soci delle srl le cui visure camerali furono da noi pubblicate per comprovare taluni rapporti assai discutibili tra giudici in servizio alla Procura di Siracusa e legali che talora erano controparte nei processi (inchiesta che ci valse il Premio Mario Francese 2012) &#8211; era rappresentato da sei legali: gli avvocati del foro di Siracusa </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Maria Spurio, Giancarlo Rodante e Giuseppe Calafiore</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">, di Messina </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Alberto Gullino</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;"> e </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Silvio Pellicane</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;"> e di Catania </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Alessandra Geraci</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">I querelanti non avevano gradito di ritrovare il loro nome pubblicato sulla Civetta quando, puntando sull’evidenza dei fatti, sulla oggettività della documentazione, ci eravamo limitati a riportare il nome delle società facenti parte di quella che abbiamo definito come “</span><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">la galassia dell’avvocato Piero Amara</em><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">”: le </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">tantissime società in cui i 18 risultavano essere amministratori, soci, avvocati</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Quindi, da parte nostra, nulla più che dati di fatto e poche sobrie parole di commento, di chiarimento per i lettori. Eppure la denuncia &#8211; a scopo meramente intimidatorio, ci eravamo detti, certi della nostra deontologia professionale &#8211; era ovviamente partita.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Una vicenda che avrebbe dovuto essere chiusa mesi prima dal momento che l’accusa già era stata ritenuta insussistente dal </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">pubblico ministero Fabrizio Monaco</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">. Ma, anche in questo passaggio, era da ritenersi scontato il tentativo dei 18 di opporsi all’archiviazione con conseguente proseguimento delle indagini.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">In merito a questo, così scrive il gip Urbani nel disporre la definitiva archiviazione: “</span><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">L’indicazione degli ulteriori elementi di prova ritenuti necessari, contenuti negli atti di opposizione, seppure formalmente presente, si risolve nella mera critica alla impostazione accusatoria e alle argomentazioni del pm e nella proposizione di atti di indagine e di mezzi di prova superflui e non pertinenti in riferimento alle concrete emergenze di atti</em><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">”. E conclude: “</span><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Richiamate tutte le argomentazioni svolte dal pm che qui si condividono, si dispone l’archiviazio</em><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;"><em>ne</em>”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Nel procedimento il direttore della Civetta è stato difeso dall’</span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">avv. Glauco Reale</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;"> del foro di Siracusa, il vicedirettore dall’</span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">avv. Fabio Repici</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;"> del foro di Messina.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><span style="line-height: 1.3em;"> </span></span></em></p>
<h2 style="text-align: justify;"> </h2>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“La soluzione adottata dal Comune in via Adorno è inopportuna e antieconomica”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2014/12/12/la-soluzione-adottata-dal-comune-in-via-adorno-e-inopportuna-e-antieconomica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2014 16:59:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Procura di Siracusa]]></category>
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					<description><![CDATA[I residenti in Procura: “L’agorà sarebbe stato logico farla in una delle aree libere della zona.Perché demolire una strada e costruirne una tortuosa a pochi metri di distanza?” Se qualcuno ha pensato che il tempo, alcune azioni di evidente impatto (come la costruzione della cosiddetta &#8216;agorà&#8217;: uno schiaffo ai nostri avi), l&#8217;indifferenza alle loro istanze &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><em></em></span></h2>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><em>I residenti in Procura: “L’agorà sarebbe stato logico farla in una delle aree libere della zona.</em></span><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Perché demolire una strada e costruirne una tortuosa a pochi metri di distanza?”</em></h2>
<p>  <span id="more-5232"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Se qualcuno ha pensato che il tempo, alcune azioni di evidente impatto (come la costruzione della cosiddetta &#8216;agorà&#8217;: uno schiaffo ai nostri avi), l&#8217;indifferenza alle loro istanze e il silenzio degli amministratori alle richieste di incontri li avrebbero fiaccati e vinti, in questi giorni si starà ricredendo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">I residenti dei condominii che insistono nell&#8217;area un tempo servita dalla <strong>via Achille Adorno</strong> (chiusa nell&#8217;ultimo tratto con ordinanza comunale il 23 gennaio 2013) non hanno alcuna intenzione di darsi per vinti, di deporre le armi civiche degli esposti e delle denunce. E così, dopo il ricorso straordinario presentato alla Regione per l&#8217;annullamento, o la riforma, di un <strong>piano di riqualificazione urbana datato 2003</strong> e ormai, trascorsi inutilmente tre anni, fuori termine ma riesumato all&#8217;occorrenza, si sono rivolti non solo alla <strong>Procura di Siracusa</strong> ma anche, per essere più sicuri di un riscontro, alla <strong>Procura Generale di Catania</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">In ormai due anni si è perso il conto delle tantissime lettere di protesta inviate a tutti gli organismi di controllo e gestione del territorio per <strong>chiedere un intervento risolutivo ai tanti disagi determinati dalla  improvvida decisione del Comune. Tra questi, non di poco conto, quelli creati dal quadrato di cemento bianco che fa bella mostra di sé a ridosso dei palazzi.</strong> Una teoria di lamentele: bande di giovani che vi scorrazzano a tutte le ore con moto impennanti, schiamazzi turpiloqui esplosioni di petardi nel cuore della notte, amplessi amorosi sotto gli occhi dei bambini affacciati ai balconi, capannelli di tossicodipendenti e spacciatori.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">&#8220;Hanno sempre detto che questo era un quartiere difficile, pericoloso. Ma noi abbiamo vissuto qui per 20 anni senza alcun problema, nel silenzio e nella tranquillità. Sono stati loro a farci sprofondare nell&#8217;inferno&#8221; chiosa <strong>una combattiva Gabriella Dotto del comitato di base</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Ma in <strong>più l&#8217;inutile &#8216;anfiteatro&#8217; non è altro che una diga al deflusso dell&#8217;acqua</strong> e non sono necessari i 200 mm di pioggia caduti al nord in questi giorni per trasformare la rotatoria confinante in una piscina. Basta una pioggia normale per dimostrare <strong>l&#8217;incompetenza di frettolosi &#8216;progettisti&#8217; e l&#8217;insipienza della pubblica amministrazione.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Si guarda con ostilità alla strada che <strong>la Progefin srl</strong> (<strong>la ditta del costruttore Mangiafico</strong> concessionario di tutta l&#8217;area per 99 anni) sta realizzando in alternativa all&#8217;altra &#8211; un cantiere aperto in difformità alle norme di sicurezza, senza sorveglianza e irrispettoso degli orari di sospensione dei lavori, hanno denunciato &#8211; e invocano l&#8217;intervento di qualsiasi autorità possa far luce su ciò che ritengono essere uno spreco di denaro pubblico.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">E non sbagliano, dal momento che le risorse utilizzate sono parte di quegli oneri di urbanizzazione che il costruttore avrebbe dovuto versare al Comune, quindi alla collettività, o utilizzare per opere veramente utili e non semplicemente sostitutive di ciò che già c&#8217;era e che per giunta era di piena soddisfazione per tutti. Quasi <strong>222mila euro per una strada tortuosa </strong>&#8211; che, a quanto raccontano, ha già dovuto subire una modifica per eliminare una strettoia a gomito che sarebbe risultata pericolosa -, e per spostare tutti i collegamenti fognari, di acqua luce gas, che passavano sotto la strada che si è voluto cancellare. Una viabilità tutta da inventare, sempre in variante, quella di ieri come quella di oggi, rispetto alle previsioni del piano regolatore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">&#8220;Ora però improvvisamente nelle determine dirigenziali si scrive che quest’ultima soluzione progettuale sarebbe conforme allo strumento urbanistico vigente &#8211; commenta caustico uno dei referenti del comitato, <strong>Luciano Brancato </strong>-. Se principio del buon andamento della Pubblica Amministrazione è l&#8217;economicità delle scelte, è palese che interrompere la viabilità, costruire un manufatto del tutto inutile e rendere inservibile la rete fognaria, vanno in ben altra direzione. Gli oneri di urbanizzazione andrebbero regolarmente versati, poiché <strong>la realizzazione di opere superflue, specialmente in un momento in cui le casse comunali non sono floride,</strong> non può certo costituire un congruo mezzo per garantire lo svolgimento di quelle funzioni e servizi di cui la collettività necessita. La soluzione adottata dal Comune è inopportuna  ed antieconomica. Perché demolire una strada per costruirne una  parallela a pochi metri di distanza, laddove anziché avere un percorso regolare in linea retta si viene a creare una sorta di gincana? Se proprio doveva realizzarsi questa struttura pubblica (impropriamente chiamata agorà) non sarebbe stato logico costruirla non sopra i collettori delle fogne, non a ridosso dei balconi, non sulla sede stradale, ma in una delle innumerevoli aree libere che si trovano nella  stessa zona e si prestano meglio allo scopo?&#8221;</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong>Risposte che i residenti attendono</strong> sia dalla Procura, chiamata in causa per valutare se vi sia un illecito nell&#8217;utilizzare per finalità non di interesse generale oneri di urbanizzazione che dovrebbero avere un destinazione sociale, sia dalla Regione cui è stato inviato un ricorso straordinario per l&#8217;annullamento di una serie di atti così come dell&#8217;ultima delibera dell&#8217;amministrazione comunale viziata dalla <strong>incompetenza dell&#8217;organo deliberante, cioè la giunta</strong>, in quanto viene prevista una variante al prg, competenza in capo al consiglio comunale, e non <strong>una modifica variante del PRU approvato.</strong></span></p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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