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	<title>Priolo G &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Sun, 11 May 2025 13:37:04 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Rita Gentile (AccoglieRete): “Dei 35 affidi, ben 26 a famiglie di Augusta”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2015/06/08/rita-gentile-accoglierete-dei-35-affidi-ben-26-a-famiglie-di-augusta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Concetta La Leggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2015 14:27:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Solidale]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Augusta]]></category>
		<category><![CDATA[Priolo G]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Normali nuclei familiari, anche single, hanno aperto le porte delle loro case ai giovani migranti.&#160;Finora, salvo rare eccezioni, i servizi sociali non sono stati presenti&#8221; Che la Sicilia, nonostante la sua povert&#224; economica, sia una terra di cuore non &#232; certo una novit&#224; e l&#8217;essere stata luogo di incontro tra culture e civilt&#224; diverse nei &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height: 115%; text-align: justify;" align="center"><strong><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">&ldquo;Normali nuclei familiari, anche single, hanno aperto le porte delle loro case ai giovani migranti.&nbsp;</span></strong><strong style="line-height: 115%; font-size: 12.1599998474121px;"><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Finora, salvo rare eccezioni, i servizi sociali non sono stati presenti&rdquo;</span></strong></p>
<p>  <span id="more-6073"></span>  </p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 115%; text-align: justify;" align="center"><strong>Che la Sicilia, nonostante la sua povert&agrave; economica, sia una terra di cuore non &egrave; certo una novit&agrave;</strong><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';"> e l&rsquo;essere stata luogo di incontro tra culture e civilt&agrave; diverse nei secoli ha consentito un&rsquo;apertura mentale non sempre riscontrabile, come insegnano alcuni avvenimenti attuali, in altre parti della penisola. Parliamo di un fenomeno che ci riguarda proprio da vicino: quello dei minori stranieri non accompagnati.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">&ldquo;La questione dei minori non accompagnati &#8211; ci spiega Rita Gentile, referente per la parte sociale dell&#8217;associazione </span>&#8220;<strong>AccoglieRete</strong>&#8220;<span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">&#8211; investe il nostro territorio dal 2013 e ha creato un movimento di grande sensibilit&agrave; e attenzione da parte della societ&agrave; civile e delle realt&agrave; ecclesiali che si sono mobilitati in spontanea sinergia nel cercare di dare risposte che le istituzioni, impreparate a far fronte ad un fenomeno tanto consistente, tardavano a organizzare&rdquo;. </span><strong>Nell&#8217;estate del 2013 i minori stranieri, dopo lo sbarco, venivano &lsquo;posteggiati&rsquo; in realt&agrave; improvvisate</strong>,<span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';"> senza alcuna interlocuzione individualizzata (v. istituto Umberto I a Siracusa) e ci&ograve; causava, come unica risposta ai loro bisogni, l&rsquo;allontanamento volontario, la fuga dal territorio con un evidente rischio di trovarsi coinvolti in circuiti di tratta e di devianza. Come &egrave; noto, si affronta un viaggio che dura in media da uno a due anni nel corso del quale le tappe pi&ugrave; pericolose e difficili sono rappresentate dall&#8217;attraversamento del deserto del Sahara, dalla permanenza in Libia, segnata nella generalit&agrave; dei casi da una dura carcerazione, e infine dalla difficile e pericolosa traversata in mare.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 115%;"><strong>Al loro sbarco, alcuni hanno chiaro un progetto migratorio</strong><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">, ad esempio i Siriani e i Somali che tendono ad allontanarsi nel tentativo di raggiungere le comunit&agrave; di appartenenza quasi sempre collocate nel nord Europa. </span><strong>Altri, come i ragazzi della fascia sub sahariana e gli Egiziani, arrivano smarriti</strong><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';"> alla ricerca, come bisogno primario, di una regolarizzazione, nel timore di un possibile rimpatrio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">&ldquo;In questo quadro si &egrave; pensato &#8211; continua la Gentile &#8211; gi&agrave; nell&#8217;estate del 2013, che</span><strong> la figura del tutore poteva rappresentare lo strumento giuridico utile</strong><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';"> a far uscire questi ragazzi</span><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; letter-spacing: -.2pt; mso-fareast-language: IT;"> da una condizione di anonimato, a essere riconosciuti con un nome, con una storia, con un proprio progetto migratorio e, ove possibile, a essere aiutati a ricongiungersi con familiari gi&agrave; presenti sul territorio italiano. Nel periodo trascorso&nbsp; dall&#8217;avvio&nbsp; dell&#8217;esperienza abbiamo verificato la bont&agrave; di tale&nbsp; intuizione in quanto </span><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">la presenza del </span><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; letter-spacing: -.2pt; mso-fareast-language: IT;">tutore ha permesso concretamente </span><strong>l&#8217;avvio delle procedure per la regolarizzazione dei ragazzi sul territorio italiano</strong><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; letter-spacing: -.2pt; mso-fareast-language: IT;">, ha attenzionato il minore rispetto ad eventuali patologie che all&#8217;interno di un controllo sanitario di massa non erano&nbsp; facilmente rilevabili, e infine ha permesso un&rsquo;interlocuzione con i servizi finalizzata al loro trasferimento dai centri di prima accoglienza alle comunit&agrave; ove poter avviare un progetto educativo individualizzato. </span><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">&ldquo;Accanto alla presenza dei tutori sono nate in maniera del tutto imprevedibile e </span><strong>spontanea una molteplicit&agrave; di esperienze di accoglienza</strong><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">, che hanno visto dei normali nuclei familiari, cos&igrave; pure dei single, aprire le porte delle proprie case. Nuclei familiari che attraverso l&#8217;incontro con questi ragazzi si sono sentiti investiti personalmente tanto da decidere di accoglierli per accompagnarli verso un percorso di autonomia e integrazione. </span><strong>Parliamo di persone comuni, coppie con figli e altre senza figli, single</strong> <span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">che sino a quel momento non avevano pensato di vivere una tale esperienza ma che si sono lasciati interrogare e coinvolgere dalle storie di Lamin, Kalim e tanti altri. </span><strong>Sono ragazzi di 16 &#8211; 17 anni</strong> <span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">con una loro identit&agrave; familiare chiara e con un grande desiderio di conoscere e sperimentarsi nella nuova realt&agrave; territoriale e culturale ove sono giunti dopo tanta sofferenza&rdquo;. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">Insieme a queste esperienze &egrave; nata, con la medesima spontaneit&agrave;, l&#8217;accoglienza sperimentata da due comunit&agrave; parrocchiali. &ldquo;</span><strong>La parrocchia Santa Lucia in Augusta</strong><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';"> &ndash; conclude la referente per la parte sociale di AccoglieRete &#8211; </span><strong>ha fatto da apri pista e poi &egrave; seguita la parrocchia di Priolo Santa Chiara</strong><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">; in entrambe le realt&agrave;, le comunit&agrave; parrocchiali si sono fatti carico rispettivamente di tre ragazzi curando non solo il loro mantenimento ma soprattutto seguendo un progetto individualizzato d&#8217;integrazione.</span><strong>Complessivamente, attraverso il giudice tutelare, abbiamo seguito circa 35 collocamenti</strong> <span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';">di cui 26 ad Augusta. A oggi, salvo rare eccezioni, i servizi sociali non sono presenti e noi continuiamo con forza a batterci affinch&eacute; questi affidi fruiscano degli stessi diritti che regolano l&#8217;accoglienza dei minori italiani. Constatiamo con amarezza che, a fronte di varie enunciazioni o vari appelli all&rsquo;accoglienza da parte delle istituzioni, nei fatti registriamo una grande latitanza da parte di chi dovrebbe essere preposto a promuovere, a sostenere e a valorizzare queste incredibili disponibilit&agrave;&rdquo;<strong>.</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 115%; text-align: justify;" align="center">&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; letter-spacing: -.2pt; mso-fareast-language: IT;"></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nello smaltimento dei fanghi IAS anche una srl di Mafia Capitale</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2015/01/24/nello-smaltimento-dei-fanghi-ias-anche-una-srl-di-mafia-capitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[De Michele Oddo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2015 15:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Depuratore Consortile (Ias)]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Melilli]]></category>
		<category><![CDATA[Augusta]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia Capitale]]></category>
		<category><![CDATA[Priolo G]]></category>
		<category><![CDATA[IAS]]></category>
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					<description><![CDATA[  L’appalto per lo stoccaggio delle 257 mila tonnellate di rifiuti industriali assegnato a un’Ati con dentro TreErre, intestata a Riccardo Mancini indagato a Roma.Il mistero delle scorie passate da “non pericolose” a “cautelativamente” pericolose, più che duplicando i costi  Mafia Capitale raggiunge anche Siracusa con i suoi tanti tentacoli, e c&#8217;era da prevederlo. Ma &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><em> <img decoding="async" class=" size-full wp-image-5395" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2015/01/images_foto_articoli_paesaggi_assonometria.jpg" border="0" alt="" width="751" height="403" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2015/01/images_foto_articoli_paesaggi_assonometria.jpg 751w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2015/01/images_foto_articoli_paesaggi_assonometria-300x161.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2015/01/images_foto_articoli_paesaggi_assonometria-310x165.jpg 310w" sizes="(max-width: 751px) 100vw, 751px" /></em></span></h2>
<h2 style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><em>L’appalto per lo stoccaggio delle 257 mila tonnellate di rifiuti industriali assegnato a un’Ati con dentro TreErre, intestata a Riccardo Mancini indagato a Roma.</em><em>Il mistero delle scorie passate da “non pericolose” a “cautelativamente” pericolose, più che duplicando i costi </em></span></h2>
<p>  <span id="more-5396"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong style="font-family: Tahoma, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 1.3em;">Mafia Capitale raggiunge anche Siracusa</strong><span style="line-height: 1.3em;"> con i suoi tanti tentacoli, e c&#8217;era da prevederlo.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Ma non solo nei centri per immigrati sono da ricercarsi i collegamenti tra Siracusa e gli uomini di Mafia Capitale, l&#8217;inchiesta che negli ultimi mesi dell&#8217;anno appena conclusosi ha squarciato il velo sulla fitta trama di interessi connivenze e affari che unisce politici imprenditori esponenti della banda della Magliana mondo delle cooperative rosse e delinquenti. Non solo nel complesso sistema dell&#8217;accoglienza, che vedrebbe infiltrazioni nel centro di <strong>Melilli</strong> e forse di <strong>Priolo</strong>, come nell&#8217;approvvigionamento di carburante delle navi in stazionamento ad <strong>August</strong>a, base logistica dell&#8217;operazione Mare Nostrum (<strong>11 milioni di litri di gasolio per la Victory affondata da anni</strong>, una frode da 7 milioni di euro che ha investito uomini della Marina Militare) andranno individuati eventuali referenti locali, testa d&#8217;ariete per consolidare sul nostro territorio l&#8217;ingerenza di quel malaffare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Le intercettazioni e <strong>le indagini aprono un nuovo fronte</strong> nel campo, sensibilissimo, dei rifiuti, come dei carotaggi nella rada di Augusta e forse anche dello smaltimento dei fanghi del depuratore consortile di Priolo, lo IAS, per la presenza in particolare di una società intestata a uno dei personaggi di spicco del nuovo scandalo: <strong>Riccardo Mancini</strong>, da tempo chiacchierato e al centro di inchieste giornalistiche.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Sua la società <strong>Treerre- Recupero Riciclaggio Riutilizzo</strong> (acquistata nel 2003 e ceduta nel 2012 a Emilia Fiorani, compagna di Carlo Pucci, anche lui indagato) che, in associazione temporanea di imprese<strong>, insieme alla capogruppo FCC Ambito, con sede a Madrid, e la Società Generale Rifiuti (la Sogeri) costituita nel 2009 a Siracusa, sede in piazza Adda 9</strong>, si è aggiudicata nella primavera del 2010 la gara per lo smaltimento delle 257mila tonnellate di fanghi che lo Ias aveva deciso di smaltire, grazie a una procedura basata sul criterio dell&#8217;offerta economicamente più vantaggiosa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">L&#8217;importo complessivo stabilito dallo Ias di 64 milioni 250mila euro, per il prezzo unitario di 250 euro a tonnellata, si era ridotto così ai 60milioni 266mila (234,50 euro a tonnellata) offerto dall&#8217;Ati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Va quindi probabilmente riletta alla luce di questa ingombrante presenza <strong>una delle vicende più emblematiche della storia locale</strong>, quella recentemente richiamata all&#8217;attenzione dall&#8217;esponente dei 5 stelle Marco Ortisi, candidato a sindaco nelle ultime amministrative,* con un video su you tube e raccontata da noi nel lontano luglio 2008, nell’articolo, che pubblichiamo accanto, corredato dall&#8217;intervista al professore Pippo Ansaldi, presidente dello Ias per un anno e mezzo, estensore di una denuncia per sversamenti illeciti dello stesso IAS. E anche in questo caso occorrerebbe aprire una parentesi lunghissima su un <strong>processo durato 7 anni, consunto per prescrizione</strong>, senza alcun rinvio a giudizio nonostante la testimonianza di rei confessi. Ma è un&#8217;altra storia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Occorrerà forse chiarire come mai i fanghi prodotti dall&#8217;impianto di depurazione consortile considerati da sempre come rifiuti non pericolosi (stoccati in due bacini del depuratore dal 1984 al 1991) siano diventati &#8216;cautelativamente&#8217; (sic!) pericolosi in <strong>una perizia del 2006</strong> facendo raddoppiare i costi dello smaltimento, sollecitato dall&#8217;allora sindaco di Priolo per questioni di sicurezza, <strong>da 28 milioni di euro (110 euro a tonnellata) a 64 (250 euro a tonnellata</strong>). Una perizia disposta in sede di incidente probatorio <strong>dalla Procura di Siracusa</strong> che solo a seguito della stessa concesse il &#8216;nulla osta&#8217; (sic!) alla rimozione dei fanghi, così come si legge nella comunicazione inviata dallo Ias agli enti competenti per informare della firma del contratto d&#8217;appalto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Nel tornare a quei fatti il professore Ansaldi ha anche ricordato di essere stato chiamato a testimoniare dall&#8217;<strong>ispettore Francesco Marino</strong> nell&#8217;ambito di un&#8217;indagine avviata dalla Dia proprio sullo smaltimento dei fanghi (nell&#8217;intervista del 2008 quanto avrebbe in sostanza dichiarato). Un&#8217;indagine di cui il professore non seppe più nulla per l&#8217;impossibilità di rimettersi in contatto con Marino, forse perché intanto coinvolto in disavventure giudiziarie che hanno eco nel procedimento ancora non concluso su magistrati della stessa procura siracusana.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">E d&#8217;altra parte, <strong>tra le società citate nella nostra inchiesta impropriamente chiamata “veleni in Procura”</strong> del 2 dicembre 2011, troviamo proprio <strong>la Treerre, unica proprietaria della Progeco (sede in piazza Adda 9) </strong>incorporata nel 2012 dalla Sogeri che trasferisce la sede a Roma nel 2010. Una società quest&#8217;ultima che articoli di cronaca citano <strong>insieme all&#8217;IGM e alla sua costola Loto Impianti </strong>per esempio nella vicenda dell&#8217;inceneritore di Terni. Proprio a <strong>Sebastiano Longo</strong>, che detiene il 50% delle quote azionarie della Loto, vennero conferiti nel 2010 tutti i poteri in ordine alla gestione del contratto di smaltimento dei fanghi Ias. Ma gli intrecci societari, su cui sta lavorando in maniera certosina il Movimento 5 Stelle di Siracusa a preparazione di un&#8217;azione politica del deputato regionale <strong>Stefano Zito</strong>, portano anche, attraverso la <strong>Terni Scarl</strong>, altra società di Mancini oggi al centro della bufera, alla <strong>Bellolampo Scarl</strong> interessata alla realizzazione a Palermo (contrada Bellolampo) di un impianto di trattamento meccanico e biologico di rifiuti, così come all&#8217;ati costituita da <em>PRECON Srl &#8211; TREERRE Spa &#8211; </em>Loto Impianti Srlcon un ribasso addirittura del 47%, il 17 marzo scorso, è stato aggiudicato dalla Regione Sicilia l&#8217;appalto (inizialmente di 6milioni 350mila euro) per la progettazione esecutiva e l&#8217;esecuzione di tutte le opere per la <strong>discarica in contrada Cardona</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Naturalmente <strong>spetta alla Procura di Siracusa indagare su quanto va emergendo</strong>, verificando nel dettaglio gli atti prodotti da queste società e la liceità o meno di ciò che è stato realizzato, valutando anche quanto si è prodotto in questa provincia negli anni bui in cui sono mancati i controlli delle istituzioni preposte, quali sono stati i collegamenti con il livello politico e in che modo si è estesa la rete della società di mezzo, che sembra ormai avere inquinato non soltanto le grandi capitali economiche del paese ma anche i territori che prima venivano chiamati “babbi”, Siracusa compresa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"> * Gentile Redazione de La Civetta,</span></p>
<div class="text_exposed_show">
<p>apprendo che, nell&#8217;interessante articolo relativo agli intrecci di mafia capitale pubblicato nell&#8217;ultimo numero del vostro quindicinale, sono stato menzionato in qualità di esponente locale del MoVimento 5 Stelle. Questo non corrisponde a verità poichè da oltre 1 anno ho abbandonato la partecipazione a meetup e meetuppini.</p>
<p>Vi pregherei pertanto di smentire, con la prima occasione utile, la mia appartenenza al suddetto movimento in quanto non desidero in alcun modo essere più associato ai soggetti che lo compongono.</p>
<p>Distinti saluti<br />Marco Ortisi</p>
</p></div>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p><em> </em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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