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	<title>Piano d&#8217;ambito idrico &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Tue, 26 Oct 2021 15:30:30 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Piano d’Ambito Idrico: a rischio i fondi del PNRR se non si approva in tempi brevi. Intervista all’ex commissario Azzarello</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2021/10/26/piano-dambito-idrico-a-rischio-i-fondi-del-pnrr-se-non-si-approva-in-tempi-brevi-intervista-allex-commissario-azzarello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvatore La Delfa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Oct 2021 14:23:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Piano d'ambito idrico]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Azzarello]]></category>
		<category><![CDATA[acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[ATI Siracusa]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche se il ddl n. 1066 “Regolazione unitaria del servizio idrico integrato nella Regione Siciliana. Istituzione dell&#8217;Autorità Idrica Siciliana” deliberato dalla giunta Musumeci il 7 settembre 2021 con l’atto n. 383 ed attualmente all&#8217;esame della IV Commissione Ambiente, sembra scompaginare e sconfessare, identificando un Ambito Territoriale Unico comprendente l’intero territorio regionale, l’attuale legge regionale vigente &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se il <strong>ddl n. 1066</strong> “<em>Regolazione unitaria del servizio idrico integrato nella Regione Siciliana. Istituzione dell&#8217;Autorità Idrica Siciliana</em>” deliberato dalla <strong>giunta Musumeci il 7 settembre 2021</strong> con l’atto n. 383 ed attualmente <strong>all&#8217;esame della IV Commissione Ambiente</strong>, <strong>sembra scompaginare e sconfessare</strong>, identificando un Ambito Territoriale Unico comprendente l’intero territorio regionale, <strong>l’attuale legge regionale vigente</strong> (19/2015) di “<em>Disciplina in materia di risorse idriche</em>”, <strong>procede l’attività per l’approvazione/adozione del Piano d’Ambito</strong> da parte l&#8217;Assemblea dei Sindaci dell’<strong>ATI di Siracusa</strong>.</p>
<p>Per comprendere a che punto sia l’iter di approvazione/adozione del Piano d’Ambito abbiamo sentito <strong>Giorgio Azzarello</strong>, l<strong>’ex commissario regionale</strong>, funzionario del <strong>Dipartimento dell’Acqua e dei Rifiuti dell’Assessorato dell&#8217;Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità</strong> della Regione Sicilia. Il 30 gennaio 2020 fu nominato dal governatore Musumeci commissario ad acta dell’ATI Siracusa. Dopo la proroga del 30 luglio 2020 ha concluso il suo mandato il 15 luglio 2021.</p>
<p><strong>Sappiamo che lei ha trasmesso, come ultimo atto del suo incarico di commissario ad acta, all&#8217;Assemblea dei Sindaci dell’ATI di Siracusa il Piano d’Ambito redatto dal Raggruppamento Temporaneo di Imprese (R.T.I.) </strong></p>
<p>Si. La R.T.I. incaricata (Laboratorio Utilities &amp; Enti Locali Srl e Blueworks srls) dopo aver completato, nel rispetto dei tempi concordati, la redazione del Piano d’Ambito  ha provveduto il 14 luglio 2021 ad inviarmi il Piano che io il giorno dopo ho girato a tutti i sindaci di Siracusa affinché l&#8217;Assemblea dei Sindaci dell’ATI potesse provvedere all&#8217;adozione/approvazione. Il Piano d’Ambito era stato già presentato da me e dai progettisti incaricati il 9 luglio 2021  in occasione della Assemblea plenaria del piano. Durante quella riunione sono stati illustrati tutti i punti presenti nel Piano (ricognizione delle infrastrutture,  programma degli interventi, modello gestionale e organizzativo, piano economico finanziario).</p>
<p><strong>Come mai l’Assemblea non lo ha ancora approvato e adottato?</strong></p>
<p>Il 12 novembre 2020 si tenne  una riunione in video conferenza dell&#8217;Assemblea: erano presenti, oltre a me, anche due rappresentanti del Forum siciliano delle associazioni per l’acqua e i beni comuni. Durante la riunione, come è noto, l’Assemblea ha optato per una gestione interamente pubblica e partecipativa della gestione dell’acqua, decidendo  all’unanimità una forma di gestione unica provinciale del Servizio Idrico Integrato attraverso la costituzione di una “azienda speciale consortile”, un ente di diritto pubblico partecipato da tutti i Comuni della provincia a totale capitale pubblico.</p>
<p>In seguito a questa decisione, l’ATI di Siracusa da aderito alla proposta dell’allora Ministero dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare, MATTM (oggi Ministero della Transizione Ecologica, MITE), di stipulare una convenzione a tre (Ministero, ATI, Regione) per un accompagnamento dell’iter di approvazione del Piano d’Ambito, con una valutazione da parte di Sogesid, la società di ingegneria del Ministero, degli atti redatti dalla R.T.I. incaricata. Così a luglio 2021, il Piano d’Ambito è stato inviato a Sogesid che ha provveduto solamente la settimana scorsa a dare un feedback. La società di ingegneria del Ministero ha evidenziato la necessità di ampliare alcuni paragrafi, di chiarire meglio i rapporti del Piano d’Ambito con il piano regionale dell’Autorità di Bacino, di chiarire meglio alcuni aspetti relativi alla tariffazione, in accordo con quanto previsto dall’ARERA.</p>
<p><strong>Chi dovrà effettuare questo aggiornamento del Piano d’Ambito, tenendo conto della valutazione di Sogesid, e quanto tempo sarà necessario?</strong></p>
<p>L’aggiornamento è a cura della R.T.I. incaricata (nel contratto iniziale era già stata prevista la possibilità di effettuare una revisione del Piano d’Ambito). E’ stata già fatta una riunione con la società e con il RUP, geometra Ricciardi, a cui ho presenziato anch’io, e si è concordato di eseguire le modifiche entro un mese.</p>
<p><strong>A quel punto il Presidente dell’Assemblea Territoriale Idrica di Siracusa potrà procedere a convocare l’Assemblea per l’adozione del Piano?</strong></p>
<p>Si, l’adozione del Piano da parte dell’Assemblea del Piano deve essere anche accompagnata dalla approvazione della relazione preliminare alla procedura di Valutazione Ambientale Strategia (VAS), redatta dalla società Blueworks srls, appartenente alla R.T.I. incaricata, a cui avevo dato io direttamente mandato di seguire la procedura VAS. Si parla di adozione proprio per questo: l’Assemblea dei Sindaci adotta il Piano d’Ambito in attesa che la procedura VAS vada a buon fine e ciò permetterà la definitiva approvazione. I tempi della procedura VAS dipendono dalla normativa, circa 110 giorni.</p>
<p><strong>Perché è importante procedere all’adozione/approvazione del Piano d’Ambito in tempi brevi?</strong></p>
<p>E’ importante perché in questo modo è possibile accedere ai bandi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Per accedere a questi fondi vengono richiesti l’approvazione del Piano d’Ambito, l’approvazione dello Statuto dell’ATI, la gestione unica e il progetto esecutivo.</p>
<p><strong>Lo Statuto dell’Azienda Speciale Consortile è stato già approvato?</strong></p>
<p>Ad agosto 2021, durante l’ultima riunione dell’Assemblea dell’ATI, i sindaci hanno licenziato la bozza di Statuto che deve essere ora approvata da tutti i consigli comunali dei comuni afferenti all’ATI.</p>
<p><strong>Da luglio a ottobre sono passati tre mesi e altro tempo passerà per l’aggiornamento del Piano con le “prescrizioni” di Sogesid e per l’approvazione dello Statuto da parte dei consigli comunali . Si potevano accorciare questi tempi?</strong></p>
<p>Ritengo che i tempi siano quelli giusti. Tenga conto che ci sono state anche le elezioni amministrative in 7 comuni della Provincia su 21 (i sindaci uscenti hanno atteso che fossero i nuovi sindaci a procedere all’adozione/approvazione), che c’è stata l’emergenza rifiuti e il periodo estivo.</p>
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		<title>Arranca l’aggiornamento del Piano d’Ambito Idrico per la provincia di Siracusa. Una scatola vuota il sito dell’Assemblea Territoriale, “organo di governo”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2020/08/10/arranca-laggiornamento-del-piano-dambito-idrico-per-la-provincia-di-siracusa-una-scatola-vuota-il-sito-dellassemblea-territoriale-organo-di-governo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2020 13:34:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Piano d'ambito idrico]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea territoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Zito M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Musumeci]]></category>
		<category><![CDATA[Lealtà & Condivisione]]></category>
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					<description><![CDATA[Non è per niente una sorpresa il fatto che anche quest’anno, come accade da tempo, il team di Goletta Verde abbia accertato il grave inquinamento delle acque del Porto Grande, classificandolo tra i 15 luoghi più inquinati della Sicilia. Che il Grimaldi, canale di raccolta, e scolo, dei reflui “depurati” (ma non sempre) dall’impianto di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è per niente una sorpresa il fatto che anche quest’anno, come accade da tempo, il team di <strong>Goletta Verde</strong> abbia accertato il <strong>grave inquinamento delle acque del Porto Grande</strong>, classificandolo <strong>tra i 15 luoghi più inquinati della Sicilia.</strong> <br />
Che il Grimaldi, canale di raccolta, e scolo, dei reflui “depurati” (ma non sempre) dall’impianto di Contrada Canalicchio, ne sia la prima e più importante causa con i suoi circa 6 milioni di metri cubi annui di acque convogliate a mare lo si sa da anni. E da anni si sente ripetere il solito refrain: “<em>Anche se fossero davvero depurati i reflui causerebbero i fenomeni di eutrofizzazione tipici di un bacino chiuso; gli interventi risolutivi non si possono far attendere; sono a rischio anche gli ecosistemi vicini come quelli della riserva Ciane Saline</em>” e via in un interminabile cahiers de doléances.</p>
<p>A cercare di fare definitiva chiarezza sulle criticità del nostro sistema idrico – sia per quanto riguarda la depurazione dei reflui che per l’approvvigionamento idrico (pozzi insalinati, acqua solo parzialmente potabile, ecc) &#8211; <strong>nel dicembre scorso</strong> si è tenuto un importante <strong>convegno organizzato da Lealtà &amp; Condivisione</strong> dopo il quale ci si aspettava un cambio di passo, in primis da parte dell’Amministrazione Comunale; eppure, almeno per quanto ufficialmente si sia saputo, nulla è stato fatto.<br />
Un grave errore perché sembrerebbe proprio questo il momento giusto per segnare una svolta, per finalmente andare a risolvere problemi annosi le cui possibili soluzioni, come si è detto a dicembre, esistono già mentre “<strong>a mancare è solo la volontà politica</strong>”.<br />
L’occasione di metter mano all’intero sistema idrico potrebbe/dovrebbe infatti essere “semplicemente” l’espletare le procedure previste dalle nuove norme soprattutto ora, dopo i chiarimenti della Corte Costituzionale relativi ad alcuni aspetti della legge siciliana. </p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-18655" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/08/italia-bandiera-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/08/italia-bandiera-300x186.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/08/italia-bandiera-768x477.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/08/italia-bandiera.jpg 950w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>I <strong>ritardi</strong>, fin qui accumulati nell’obbligatorio aggiornamento dei Piani d’ambito, sono come sempre <strong>incredibili</strong>. Impossibile ripercorrere sinteticamente qui quanto accaduto dalla promulgazione della legge regionale n.19/2015, il nuovo punto di ripartenza, in relazione agli aspetti più specificatamente giuridici; meglio partire dallo stato di fatto.<br />
La l<strong>egge regionale 19/2015</strong> ha fissato (rifissato perché era già così) in nove gli ATO (ambiti territoriali ottimali), coincidenti con i confini delle ex province, e ha posto quale loro organo di governo le ATI (assemblee territoriali idriche, quella di Siracusa si è data uno statuto nell’aprile 2016) con un primo obbligo: appunto l’<strong>aggiornamento del Piano d’Ambito</strong>.</p>
<p>Per assolvere a tale compito il Comune di Siracusa, come da mandato dell’ATI previa una specifica convenzione, ha indetto una <strong>gara pubblica</strong> per assegnare l’incarico di progettazione. Ne è risultato vincitore, grazie al maggior punteggio ottenuto per il ribasso del 29,40% rispetto agli 80mila euro fissati nel bando (il primo rti si è fermato al 12,50% sebbene avesse ottenuto migliori punteggi per tutti gli altri profili) il raggruppamento temporaneo di imprese <strong>Laboratorio Utilities Enti Locali srl</strong>, costituito da due società di Bologna.<br />
Bene! Nonostante <strong>la gara espletata, dal luglio 2018 la procedura è rimasta “sospesa”</strong> e per quel che ci risulta l’amministrazione comunale non ha neanche mai adottato il provvedimento formale di aggiudicazione rischiando una condanna, se il rti aggiudicatario avesse fatto causa, per la mancata definizione della gara entro termini ragionevoli.</p>
<p><strong>A paralizzare l’intero processo</strong> ci sarebbero stati paradossalmente il pensionamento del RUP incaricato delle procedure di appalto, non meglio specificate problematiche di ordine organizzativo e motivi “di ordine strettamente amministrativo e contabile”. In realtà sembrerebbe che le due amministrazioni, la comunale e la provinciale, sebbene avessero stipulato una convenzione ad hoc (Giunta Garozzo), non siano state in grado di strutturare il servizio assegnando personale e risorse. Per la responsabilità di chi non è chiaro.<br />
A un rapido esame il sito ufficiale dell’ATI si presenta come una scatola vuota ed è d’altra parte lo stesso <strong>commissario Azzarello</strong> a mettere nero su bianco che l’ATI “non dispone di una struttura tecnico-amministrativa-contabile né di personale per gli atti di gestione che si occupi del procedimento”!</p>
<p>Tutto fermo quindi a Siracusa mentre intanto, nell’agosto 2019, il Ministero dell&#8217;Ambiente pone quale termine per l&#8217;affidamento del Servizio Idrico Integrato a regime, nel rispetto dalla normativa comunitaria e nazionale vigente, il <strong>primo gennaio 2021</strong>, condicio sine qua non per utilizzare le risorse finanziarie programmate allo scopo per il periodo 2021/2027 e conseguentemente, nel dicembre 2019, la Giunta regionale autorizza l’uso dei fondi del Patto per il Sud, pari a due milioni di euro, per i nove ATO. Di <strong>159.689 euro la somma spettante all’ATO di Siracusa</strong>.</p>
<p>Da tale perdurante inadempienza del Comune di Siracusa la necessità per il governatore Musumeci di nominare, il <strong>30 gennaio scorso, il commissario ad acta Giorgio Azzarello</strong>: sua mission provvedere, entro il 31 luglio, alla redazione o aggiornamento del piano d’ambito, necessario per il successivo affidamento a un gestore unico e trasmetterlo, una volta redatto, all’assemblea dei sindaci presieduta dal sindaco di Siracusa Francesco Italia per l’approvazione entro 30 giorni o, in sua mancanza, approvare egli stesso il documento. Termini, come è evidente, già inutilmente trascorsi.</p>
<p>In teoria! In realtà, le cose sono andate un po’ diversamente. <strong>Il 18 giugno scorso</strong> infatti il <strong>commissario Azzarello ha delegato nuovamente al Comune di Siracusa l’affidamento</strong> per l’incarico di progettazione dopo però aver contattato egli stesso, il 22 maggio, la società individuata come potenziale aggiudicataria nella gara del 2018 e averne acquisito la disponibilità a riprendere da dove si era rimasti alle stesse condizioni.</p>
<p>Tutto risolto allora? Neanche per sogno, e d’altra parte ci sfugge il perché dovrebbe risolversi ora ciò che non è riuscito due anni fa. Si procede a rilento. Di concreto c’è solo la nomina, il 26 giugno scorso, del <strong>nuovo Direttore Generale dell’ATI</strong> nella persona del <strong>dottor Lorenzo Milazzo</strong>, ingegnere capo del settore Affari tecnici del Comune di Solarino. Per il resto &#8211; al di là di altri problemi che pare si siano riscontrati nell’individuare le “giuste competenze” per realizzare un vecchio progetto nato nell’ambito delle strategie atte a fronteggiare il <strong>dissesto idrogeologico</strong> della zona Pantanelli -, per saperne di più restiamo in attesa delle risposte alle domande che abbiamo già rivolto all’assessorato comunale competente.</p>
<p>Nel frattempo registriamo le <strong>iniziative del deputato regionale del M5S Stefano Zito</strong> che ha effettuato in questi giorni un controllo sullo stato dei canali di deflusso delle acque nell’area ex Carrefour preoccupato sia per i danni provocati a Palermo dal recente nubifragio, di monito per Siracusa, sia per i nuovi episodi di inquinamento nel Porto Grande. <br />
“Troppi ancora gli adempimenti da compiere – ha commentato il deputato che ha anche predisposto un accesso agli atti per capire meglio cosa l’Amministrazione stia facendo -. Conclusa la procedura, chiaramente alla società aggiudicataria servirà del tempo per consegnare gli elaborati nei termini previsti; sarà poi necessario arrivare all’approvazione del Piano d’Ambito e quindi avviare e completare la gara per individuare il nuovo gestore del servizio idrico integrato, condizione imprescindibile per i finanziamenti del 2021-2027. <strong>Difficile pensare che, come vorrebbe la norma, si riesca a far tutto entro il primo gennaio 2021.</strong> Noi abbiamo intenzione di seguire in prima persona tutto l’iter perché i ritardi sono divenuti ormai intollerabili. Vorremmo che questa fosse l’occasione per affrontare una volta per tutte le criticità del nostro sistema idrico sia per quanto riguarda l’approvvigionamento della risorsa acqua, che deve essere potabile per tutti e non solo per pochi quartieri della città, sia per quel che concerne la depurazione. Un recente sopralluogo ci ha lasciati perplessi in relazione ad alcuni profili. Contiamo tra l’altro su un percorso condiviso anche con le altre forze politiche che si sono dimostrate più sensibili alla problematica che naturalmente non riguarda solo il capoluogo ma l’intero territorio siracusano”.</p>
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