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	<title>nervi &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>Crollo del ponte a Genova, non sparate sull’ing. Morandi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[vincenzo arancio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2018 15:53:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ha indignato l&#8217;immediata ed unanime lapidazione &#8211; alla memoria, per fortuna &#8211; del progettista del ponte crollato, l&#8217;ing. Riccardo Morandi, che con l&#8217;ing. Pier Luigi Nervi &#232; stato il pi&#249; grande strutturista italiano del &#8216;900, di fama mondiale &#160; La Civetta di Minerva, ottobre 2018 Non c&#8217;era bisogno certamente della tragedia di Genova per scoprire &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Ha indignato l&rsquo;immediata ed unanime lapidazione &ndash; alla memoria, per fortuna &ndash; del progettista del ponte crollato, l&rsquo;ing. Riccardo Morandi, che con l&rsquo;ing. Pier Luigi Nervi &egrave; stato il pi&ugrave; grande strutturista italiano del &lsquo;900, di fama mondiale</span></em></strong><em></em></p>
<p style="text-align: justify;"> <span id="more-11308"></span> </p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">La Civetta di Minerva, ottobre 2018</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Non c&rsquo;era bisogno certamente della tragedia di Genova per scoprire che l&rsquo;Italia &egrave; un Paese semiserio o del tutto non serio</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">. Alla stregua, si parva licet &hellip;, dei ricorrenti rovesci della squadra nazionale di calcio, quando tutti ci sentiamo grandi allenatori e selezionatori, detentori &ndash; ex post &ndash; della formazione giusta per vincere contro chiunque.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Mentre ancora si scavava alla ricerca delle povere vittime, c&rsquo;era gi&agrave; chi &ldquo;l&rsquo;aveva detto!&rdquo;, chi indica gi&agrave; il colpevole</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">, e via discorrendo, tutti ingegneri, tutti strutturisti, tutti giuristi e amministrativisti, tutti urbanisti, ecc., invidiabili padroni di &ldquo;certezze&rdquo;, sul passato, sul presente e sul futuro: &ldquo;ricostruiremo in sei mesi, in un anno&rdquo;, &ldquo;lo rifaremo in muratura, come i romani&rdquo;, &ldquo;in acciaio, come Brooklyn&rdquo;, &ldquo;in&hellip; plastica, che &egrave; indistruttibile&rdquo;! Alle Vittime, solo la retorica, immancabile e &ldquo;bipartizan&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Ci&ograve; che pi&ugrave; mi ha indignato, per&ograve;, &egrave; stata l&rsquo;immediata ed unanime lapidazione &ndash; alla memoria, per fortuna &ndash; del progettista del ponte crollato, (l&rsquo;ing. Riccardo Morandi, che con l&rsquo;ing. Pier Luigi Nervi &egrave; stato il pi&ugrave; grande strutturista italiano del &lsquo;900, di fama mondiale), come ha fatto un giovane professore di strutture, <strong>affermando in TV, oggi (anno 2018), che &ldquo;i calcoli del ponte Morandi erano sbagliati&rdquo;, o come ha fatto l&rsquo;insigne architetto, pard&ograve;n, archistar Renzo Piano</strong>, dicendo che &ldquo;i ponti non crollano per fatalit&agrave;&rdquo;, frase di per s&eacute; vuota di significato, ma che sottintende, nel tono, un non pronunciato &ldquo;io so perch&eacute;&rdquo;. Per non parlare della fantomatica, istantanea, commissione d&rsquo;inchiesta governativa, durata quanto una meteora, composta da quasi tutti i (presunti) responsabili del crollo, per la serie &ldquo;scannatevi tra voi&rdquo;. E per non parlare ancora della indegna sceneggiata del fulmineo &ldquo;progetto &ndash; dono&rdquo;, abbellito da 43 bandierine con nomi e cognomi, una nostrana Spoon River fuori luogo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Il Professor Renzo Piano, senatore a vita, sa bene che non potr&agrave; essere Lui a riprogettare il ponte e che questo non si potr&agrave; ricostruire n&eacute; fra un anno, n&eacute; fra due e passa. Anche perch&eacute;, in questo caso, il classico assioma &ldquo;ricostruiremo com&rsquo;era e dov&rsquo;era&rdquo; risulta improponibile, come presto si vedr&agrave;. &nbsp;&nbsp;Sulla annunciata durata del nuovo ponte &ndash; &ldquo;durer&agrave; mille anni&rdquo; &ndash; non mi pronuncio per prudenza, voglio verificare! Lascio poi ai semiologi commentare l&rsquo;esilarante, quanto involontaria, fine del modellino in &ldquo;balsa&rdquo; appena presentato, fra le risate dei presenti. Per la serie: &ldquo;una risata vi seppellir&agrave;&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Detto questo, siccome &egrave; uno sport nazionale, provo a dire anche la mia sul ponte, affidandola per&ograve; non ai socials, perch&eacute; non ho followers da coltivare, ma alla cara e vecchia carta stampata &#8211; scripta manent &ndash; e ai miei dieci lettori, familiari compresi. Partendo per&ograve;, se mi &egrave; consentito, da lontano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Ai primi anni &rsquo;60 del secolo scorso Genova, citt&agrave; da cui ebbe inizio il famoso &ldquo;boom economico &rsquo;50-&lsquo;70&rdquo;, aveva gi&agrave; interamente cementificato la stretta lingua di suolo fra il mare e la montagna</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;"> e i genovesi, non sapendo pi&ugrave; come andare da una parte all&rsquo;altra della citt&agrave;, costruirono la famosa &ldquo;sopraelevata di Genova&rdquo; (poi venne anche quella di Roma), vanto della citt&agrave; perch&eacute; faceva tanto &ldquo;America&rdquo;. L&rsquo;ing. Morandi fu poi chiamato a risolvere il problema dell&rsquo;attraversamento simultaneo del torrente Polcevera, dell&rsquo;area ferroviaria adiacente, e soprattutto del &ldquo;sorvolo&rdquo;, a 40 metri di altezza, di alcuni palazzi che non si potevano abbattere perch&eacute; costruiti di recente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">L&rsquo;ing. Morandi risolse il problema con un&rsquo;opera di alta ingegneria</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">, utilizzando cemento e acciaio con una tecnica innovativa (ponte strallato) che consentiva di superare grandi luci (m. 110 circa in quel caso). Quella tecnica &egrave; stata poi replicata su scala mondiale in innumerevoli opere di ingegneria. Per&ograve;, l&rsquo;ambiente in cui l&rsquo;opera venne inserita era (ed &egrave; rimasto per tanti anni) un concentrato di inquinamento (aria marina con salsedine, fumi industriali prima delle leggi antinquinamento, camini industriali e civili da riscaldamento, scarichi da traffico automobilistico con marmitte&hellip; euro-0): un coacervo di fattori generalmente ed obiettivamente ostativi ad una impegnativa opera di cemento e acciaio. La soluzione del ponte solo metallico fu scartata per i costi proibitivi, soprattutto della manutenzione ambientale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Gi&agrave; nei primi 20 anni di vita, quando ancora il traffico non era intenso, il ponte Morandi (&egrave; documentato) sub&igrave; i primi danni occulti</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">, ed ha avuto nel tempo un invecchiamento precoce con comprensibile riduzione di resistenza mentre, d&rsquo;altra parte, il traffico e lo stress (dei materiali) si &egrave; decuplicato, innescando il micidiale processo: riduzione di capacit&agrave;-aumento d&rsquo;uso, processo che conosce un solo esito. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Ora, &egrave; noto che l&rsquo;inquinamento atmosferico &egrave; nemico delle opere di ingegneria o architettoniche in genere.</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;"> Si chiudono al traffico i centri storici delle citt&agrave; per salvaguardare i monumenti dallo &ldquo;smog&rdquo; da traffico, e non si pensa che anche i ponti, che sono costruiti proprio per il traffico, sono opere di ingegneria soggette a degrado ambientale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Che cosa c&rsquo;entra allora l&rsquo;ing. Morandi e i suoi calcoli con le scelte politiche sul territorio?</span></strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;"> Un ponte con i &ldquo;calcoli sbagliati&rdquo;, nell&rsquo;ipotesi, crolla dopo sei mesi, se non addirittura durante il collaudo (che serve proprio per questo), e non dopo 60 anni di stress pazzesco.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Si cerchino allora i responsabili, che ci sono e sono tanti, e si facciano processi seri e non sceneggiate in tivv&ugrave;. </span></p>
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