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	<title>Musciarà &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Sat, 16 May 2026 08:22:59 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Gestione coste: tra carenza di bagnini e vuoti normativi, la stagione riparte nel caos</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/05/16/gestione-coste-tra-carenza-di-bagnini-e-vuoti-normativi-la-stagione-riparte-nel-caos/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 06:53:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comune di Siracusa]]></category>
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					<description><![CDATA[È alle porte la stagione balneare e si rinfocolano proteste comunque mai sopite, neanche in inverno, grazie alla costante, e instancabile, azione di denuncia sugli accessi al mare negati di Marco Gambuzza, esponente del PCI locale, e Giorgio Nanì La Terra per l’associazione Love Arenella. E domenica 24 si riparte con la manifestazione allo Sbarcadero &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È alle porte la stagione balneare e si rinfocolano proteste comunque mai sopite, neanche in inverno, grazie alla costante, e instancabile, azione di denuncia sugli <em>accessi al mare negati</em> di <strong>Marco Gambuzza</strong>, esponente del PCI locale, e <strong>Giorgio Nanì La Terra</strong> per l’associazione Love Arenella.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-40667 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/il-mare-non-ha-padroni-300x157.jpg" alt="" width="300" height="157" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/il-mare-non-ha-padroni-300x157.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/il-mare-non-ha-padroni.jpg 526w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />E <strong>domenica 24</strong> si riparte con la <strong>manifestazione allo Sbarcadero Santa Lucia</strong> all’insegna dello slogan &#8220;<strong><em>Il mare non ha padroni</em></strong>”. E noi proprio da qui vogliamo aprire la nostra riflessione, da un episodio di piccola cronaca ma di grande disagio e preoccupazione per chi ne è stato protagonista, il nostro concittadino Angelo La Manna.</p>
<p>La Manna la scorsa estate, scivolando sulla scaletta del solarium dello Sbarcadero per entrare in acqua (precedenti segnalazioni ne avevano denunciato la pericolosità per il materiale ‘<em>antiscivolo</em>’ (!) usato), si frattura una spalla e presenta successivamente alla compagnia assicurativa del Comune di Siracusa la denuncia di sinistro per un risarcimento danni. La risposta dell’assicurazione è netta<strong>: il solarium ha solo funzione elioterapica</strong>, nell’intera area c’è il <strong>divieto di balneazione</strong>, la scaletta non può essere usata dai bagnanti bensì, avendo un uso specifico per un’eventuale manutenzione, soltanto dal personale incaricato. Il diritto al risarcimento di La Manna viene negato. Ma la risposta dell&#8217;assicurazione è come il grido nella favola: <strong><em>Il re è nudo!</em></strong></p>
<p>Siamo certi che le ragioni di La Manna prevarranno in sede giudiziaria, ma ciò su cui vogliamo porre l’attenzione è proprio la bolla di ipocrisia e leggerezza, ma fors’anche di spregiudicatezza, in cui galleggia l’amministrazione comunale e con essa l’intera cittadinanza per quanto riguarda la fruibilità del mare siracusano.</p>
<p>La questione della <strong>balneabilità</strong> là dove si installano i solarium, così come quella del <strong>servizio di salvataggio</strong>, è rimasta irrisolta da tempo, non si vuole affrontare con serietà e determinazione una volta per tutte ed è causa di situazioni paradossali e incongruenti tra loro che sconfinano nell’illegalità.</p>
<p>I solarium a Siracusa città, fino all’estate scorsa, erano cinque, se si considera anche quello ‘neonato’ della Turba che quest’anno dovrebbe essere pienamente ‘attivo’. E recentemente un atto di indirizzo del Consiglio comunale ne ha prospettato un altro alla <strong>Tonnara di Santa Panagia</strong>.</p>
<p><strong>Doverosa premessa a scanso di commenti inutili</strong>. A Siracusa i solarium sono una grande risorsa per residenti e turisti, un valore aggiunto. Nessuno pensa che se ne potrebbe fare a meno ma, ovviamente, devono garantire sicurezza a tutti sotto ogni punto di vista. Sollevare questioni di regolarità/legalità non vuole generare l’effetto, che sarebbe incomprensibile e inaccettabile, di far mettere divieti ovunque. Tutt’altro. È solo voler sollecitare le istituzioni a eliminare ostacoli, pericoli, illegalità. A garantire davvero a tutti, soprattutto ai meno abbienti, o a chi non può allontanarsi dalla città, il diritto al mare.</p>
<p><strong>Il nodo da sciogliere è quindi quale funzione abbiano solarium e stabilimenti balneari</strong>: solo ‘elioterapica’ o nascono per favorire la fruizione del mare?</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-40669 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/musciara-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/musciara-225x300.jpeg 225w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/musciara-787x1050.jpeg 787w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/musciara-768x1024.jpeg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/musciara-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/musciara.jpeg 1530w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />Fino a qualche anno fa lungo il periplo di Ortigia erano presenti cartelli di divieto di balneazione, a tutela della salute pubblica, a causa di scarichi fognari o per la vicinanza ad aree portuali. Ormai sono scomparsi e l’<strong>ordinanza della Capitaneria di Porto per la sicurezza balneare, la n.46/2025</strong>, tuttora vigente, considera balneabile, in Ortigia, il tratto di costa <strong>dai bastioni di Forte San Giovannello fino a Calarossa</strong> ma non così il mare antistante la <strong>spiaggetta Aretusa e </strong>quello dello<strong> Sbarcadero</strong> esterno al molo di sopraflutto (come, a buon ragione, quello interno al porticciolo).</p>
<p>Avvisi di <strong>pericolo di frane</strong> si trovano (a volte) lungo la costa più a nord, <strong>lungo Riviera Dionisio il Grande fino alla Tonnara</strong>, quest’ultima vicina al pontile Isab, e quindi a una fonte di inquinamento (!).</p>
<p>Nelle istanze di concessioni demaniali si legge di tutto, che si tratti di stabilimento privato o pubblico. Ma che si trovi o meno la definizione ‘elioterapico’ poco conta: c’è per gli stabilimenti privati (<strong>Musciarà, Zen e Zefiro</strong> che forse altrimenti non avrebbero ottenuto la concessione), non compare per i solarium pubblici. Il <strong>bagno si fa ovunque</strong>, anche nelle aree considerate non balneabili per un motivo o per un altro.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-40668 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/talete-solarium-in-costruz-300x135.jpeg" alt="" width="300" height="135" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/talete-solarium-in-costruz-300x135.jpeg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/talete-solarium-in-costruz-1024x461.jpeg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/talete-solarium-in-costruz-768x346.jpeg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/talete-solarium-in-costruz-1536x691.jpeg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/talete-solarium-in-costruz.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />E, sebbene – incomprensibilmente – sui media non si parli dei tanti progetti in campo al <strong>Talete</strong>, si sa se sarà consentita (ufficialmente) la balneazione per le<strong> tre strutture</strong> (solarium del Comune e due stabilimenti &#8211; più un punto di ristoro &#8211; di privati) per le quali sono state presentate le richieste di concessione demaniale sul lato est e ovest del molo di levante ?</p>
<p>Dopo mesi di lotte e polemiche di chi rivendica il diritto al mare, dover aspettare ancora – come dichiarato dall’<strong>assessore alla risorsa mare Giuseppe Casella</strong> &#8211; che si <strong>perfezionino i ‘<em>passaggi formali</em>’</strong> per certificare la balneabilità per esempio allo Sbarcadero, è la prova dell’inadempienza (annosa) della pubblica amministrazione. L’assessore ha già avviato sì o no la necessaria, indispensabile, interlocuzione con le altre istituzioni, assessorato e capitaneria, per fare chiarezza?</p>
<p>Ma non basta. Come indicavamo in un nostro articolo del luglio dell’altr’anno <a href="http://Caos solarium. Tra ritardi, contraddizioni, mancata informazione e qualche ‘incredibile’ novità - La Civetta di Minerva">http://Caos solarium. Tra ritardi, contraddizioni, mancata informazione e qualche ‘incredibile’ novità &#8211; La Civetta di Minerva  </a>anche ad altro il Comune deve provvedere per ‘avere le carte in regola’.</p>
<p>A riscontro di una circolare della Capitaneria di un paio di mesi fa, che ha sollecitato ad avere <strong>maggiore attenzione per la sicurezza </strong>dei bagnanti (la Regione ha anche stanziato dei fondi ad hoc), l’assessore <strong>Casella</strong> ha informato che per la prossima estate sarà attivato un <strong>servizio di salvataggio per due solarium,</strong> ai Due Frati e a Forte Vigliena.</p>
<p><strong>La norma è chiara</strong> ed è dettata, oltre che dall&#8217;ordinanza di sicurezza balneare della Capitaneria di Porto di Siracusa, anche dal decreto, annuale, dell&#8217;Assessorato regionale Territorio e Ambiente. <strong>Negli stabilimenti privati l&#8217;obbligo di servizio di salvataggio è assoluto</strong>. Il concessionario deve garantire bagnini brevettati, postazioni rialzate e dotazioni di primo soccorso. Se manca il bagnino, il lido non può aprire. <strong>Sulle spiagge libere e solarium la questione si complica</strong>. La legge regionale delega ai Comuni l&#8217;onere di organizzare il servizio di vigilanza e salvataggio. Tuttavia, <strong>esiste una &#8220;<em>scappatoia</em>&#8221; normativa</strong>: se il Comune non ha fondi, può limitarsi a segnalare l&#8217;assenza del servizio.</p>
<p>Il ‘paradosso’ a Siracusa – come spesso segnalato da <strong>Nanì La Terra</strong> – è che, per i solarium installati dal Comune previa autorizzazione regionale, è per la maggior parte &#8216;consentita&#8217; la balneazione ma, essendo posizionati e programmati ogni anno, dovrebbero prevedere la presenza di bagnini (per lo più non presenti per ritardi nei bandi o mancanza di budget), e comunque, <strong>obbligatoriamente, la cartellonistica</strong> ben visibile, in più lingue, con la dicitura: &#8220;<em>Attenzione, balneazione non sicura per mancanza di servizio di salvataggio</em>&#8220;.</p>
<p>Se però il privato, in quanto concessionario di un bene demaniale, viene meno agli obblighi di sicurezza, può vedersi sospendere immediatamente l’attività dalla Capitaneria di Porto in violazione dei termini contrattuali sottoscritti; per il Comune, che agisce per funzione istituzionale, non c&#8217;è eguale automatismo, l&#8217;illecito è amministrativo. E tuttavia, nonostante ciò, ‘<em>favorendo</em>’ l’accesso al mare con la realizzazione dei solarium, installando scale, boe e infrastrutture, che ovviamente generano nel cittadino la convinzione che il luogo sia sicuro, <strong>si accresce il dovere di vigilanza</strong> (art. 2051 C.C.). E secondo la Cassazione (n. 22527/2019) <strong>un semplice cartello non basta</strong> a esonerare la Pubblica Amministrazione se il pericolo è intrinseco alla struttura o se l&#8217;afflusso di pubblico è elevato. Insomma, <strong>la sicurezza dei cittadini </strong>dovrebbe essere messa sempre <strong>al primo posto</strong>. Comunque.</p>
<p>E, per chiudere con la serie dei chiarimenti necessari, <strong>la ciliegina sulla torta</strong>. Nelle istanze di concessione, specie per gli stabilimenti privati, viene indicato un uso turistico/ricreativo ‘<strong><em>vario</em></strong>’. Sappiamo di <strong>solarium/stabilimenti che di notte si trasformano in locali</strong>. La domanda è solo se sia tutto a norma, se ci siano le previste  indispensabili autorizzazioni sia in origine che nel prosieguo. Sempre solo e unicamente in nome delle regole e delle norme.</p>
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		<title>Sbarcadero Santa Lucia. Storie di prevaricazione e di un lotto intercluso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 06:09:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abusi]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel contesto sempre più fosco di vere o presunte concessioni demaniali in cui, almeno dai documenti resi disponibili, sembra non si possa che riconoscere la veridicità di quanto ipotizzato da Marco Gambuzza – “La concessione demaniale (forse) in possesso del Musciarà riguarda una parte ben più ridotta di quanto di fatto abbia occupato” &#8211; (‘forse’ &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel contesto sempre più fosco di vere o presunte concessioni demaniali in cui, almeno dai documenti resi disponibili, sembra non si possa che riconoscere la veridicità di quanto ipotizzato da <strong>Marco Gambuzza</strong> – “<em>La concessione demaniale</em> (forse) <em>in possesso del Musciarà riguarda una parte ben più ridotta di quanto di fatto abbia occupato</em>” &#8211; (‘forse’ perché ancora si devono conoscere le ultime concessioni autorizzate dal demanio marittimo), torna di attualità una vicenda che ha anch’essa la sua <strong>origine nel 2004</strong>, proprio quando la prima concessione demaniale venne data alla società L’Una.</p>
<p><strong> <img decoding="async" class=" wp-image-31873 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/07/lotto-300x225.jpg" alt="" width="325" height="244" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/07/lotto-300x225.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/07/lotto-1024x768.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/07/lotto-768x576.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/07/lotto-1536x1152.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/07/lotto.jpg 2000w" sizes="(max-width: 325px) 100vw, 325px" />Protagonista suo malgrado il dottor Attilio Bongiovanni</strong>, direttore del Dipartimento di Ostetricia, Ginecologia e Pediatria dell&#8217;Azienda Sanitaria di Modena, oggi in pensione, proprietario di un terreno ormai chiuso tra due proprietà del titolare del Musciarà  Salvatore Pallone. Tutta la sua sofferta esperienza siracusana è stata inevitabilmente condizionata dalla lontananza e quindi dall’impossibilità di venire subito a conoscenza, ogni volta, di quanto accadeva a Siracusa. Una sua condizione personale di cui tener conto se si vogliono davvero comprendere ritardi e difficoltà nel reagire ai ‘soprusi’ che ha dovuto subire, e la necessità di doversi affidare sempre a qualcun altro per tutelare i propri interessi, con tutto ciò che questo comporta.</p>
<p>Nell’ottobre 2004, informato a Modena che la Capitaneria di Porto stava delimitando i confini tra le proprietà private e quelle demaniali nel Porto Piccolo, Bongiovanni aveva scritto immediatamente al Comandante per far presente il rischio che il proprio terreno venisse privato dell’ “<em>antico, attuale, naturale e comodo accesso da Riva Porto Lachio”</em> e di fatto intercluso, evidenziando che, a termini di legge, in quanto persona interessata, avrebbe dovuto essere preavvertito e diffidava quindi dal creare una qualsiasi servitù a suo danno.</p>
<p>La risposta del <strong>comandante Antonino Munafò</strong> era stata rassicurante: “<em>Si rappresenta che non è in atto <strong>alcuna procedura di delimitazione</strong> disposta da questa Autorità Marittima ai sensi dell’art.32 C.N. <strong>bensì semplicemente una ricognizione</strong> del confine demaniale marittimo finalizzata all’apposizione di termini che ne rendano evidente l’ubicazione. Pertanto è chiaro che un’attività del genere non determina il sorgere di situazioni nuove ma è diretta ad accertare e a porre in maggiore evidenza il limite attuale del demanio marittimo e non certo a modificarlo. In merito alle paventate ipotesi di costituzioni di servitù prediali si evidenzia come il sorgere di tali diritti attenga a problematiche di natura civilistica che, qualora se ne presenti la necessità, i proprietari dei fondi coinvolti potranno dirimere nelle sedi opportune </em>(sic!)”.</p>
<p>Sfugge oggi anche a noi quale differenza si dovesse fare tra ‘<em>delimitazione</em>’ e ‘<em>ricognizione finalizzata all’apposizione di termini</em>’ di un’area già demaniale, se non per il fatto, non indifferente, che, nel primo caso, il dottor Bongiovanni <strong>avrebbe dovuto essere coinvolto</strong>.</p>
<p><strong>Rilevano comunque due date</strong>: quella della<strong> risposta della Capitaneria, 8 ottobre 2004, </strong>e quella della<strong> concessione </strong>rilasciata al privato dallo stesso Ente, il<strong> 24 marzo 2004</strong>.</p>
<p><strong>Risultato? D’allora il lotto risulta intercluso e gravato da una servitù di passaggio</strong> ottenuta, per di più, per via giudiziaria. Ne parliamo tra un attimo, dopo la <strong>storia di una recinzione</strong>… che non nacque.</p>
<p><strong><img decoding="async" class="size-medium wp-image-31869 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/07/disegno-inferriata-169x300.jpg" alt="" width="169" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/07/disegno-inferriata-169x300.jpg 169w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/07/disegno-inferriata-591x1050.jpg 591w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/07/disegno-inferriata-768x1365.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/07/disegno-inferriata-864x1536.jpg 864w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/07/disegno-inferriata.jpg 1152w" sizes="(max-width: 169px) 100vw, 169px" />Nel 2008</strong> il dottor Bongiovanni <strong>ottiene dalla sezione edilizia privata del Comune l’autorizzazione</strong> a recintare il proprio terreno dal lato fronte mare. Un’elegante recinzione in ferro pieno, ancorata a un cordolo di base a 10 mt dal confine demaniale (l’ormai famigerata particella n.4145), per un’altezza di 1,20 (in tutto quindi dal suolo un metro e 40, indicazione fondamentale!), con un passaggio per l’accesso al lotto largo 3 mt.</p>
<p><strong>Era marzo</strong>: viene realizzato il cordolo ma <strong>a luglio</strong> il dottor Bongiovanni ha due brutte sorprese: non solo davanti al suo terreno è stata realizzata una palizzata in legno di altezza maggiore rispetto a quanto a lui consentito (una barriera alta mt 2,80!) ma per di più gli viene negato il passaggio, prima possibile, attraverso un varco su via Porto Lachio.</p>
<p>A conclusione della successiva causa promossa da Bongiovanni per il reintegro in possesso e del diritto di veduta, <strong>il giudice, nel dicembre dello stesso anno, ordina alla società l’Una</strong> di “<em>reintegrare i ricorrenti</em> (Bongiovanni) <em>nel possesso della <strong>servitù di transito sulla particella demaniale </strong>mediante consegna della copia delle chiavi della serratura del cancello messo in opera dal lato della via Porto Lachio”, </em>e ordinava anche “<em>la reintegrazione nella servitù di veduta, con rimozione immediata della palizzata</em>”.</p>
<p>“<em>Noi tutti eredi dei proprietari del terreno indiviso (ma nell’atto di divisione del 1946, meticolosamente assegnato ai 4 fratelli) in origine, entravamo dal terreno demaniale per tutta la sua lunghezza </em>&#8211; ricorda il dottor Attilio Bongiovanni -. <em>Dopo la lottizzazione del terreno, a termini di legge, ho chiesto di poter procedere alla recinzione del mio lotto come attestano i documenti che le ho mostrato. Ottenuta l’autorizzazione si è potuto procedere alla costruzione del cordolo cementizio sul quale fissare la cancellata con al centro il passo carraio largo tre metri. Ed è stato a questo punto che Pallone ha costruito la sua altissima palizzata e abbiamo così ‘scoperto’ che aveva ottenuto la concessione demaniale. Da qui la corsa di mia sorella all’urbanistica (inutili le proteste) e il ricorso al tribunale civile visto che la concessione era stata data anni prima a nostra insaputa e non era possibile impugnarla. E sorvoliamo sui toni e le minacce</em>”.</p>
<p><strong>L’ordinanza del 2008 viene però riformata nel maggio 2009 </strong>a seguito del<strong> ‘</strong><em>reclamo</em>’ di Pallone: viene rigettata la domanda per la servitù di veduta ma confermato quanto deciso nel 2008 sulla servitù di passaggio sebbene in riferimento ‘<em>solo</em>’ al dottor Bongiovanni e non alla sua società in quanto, secondo il giudice, &#8220;<em>priva di legittimazione attiva</em>” (Incredibilmente, da quel ‘<em>solo</em>’, il o i proprietari del Musciarà hanno dedotto e cercato di far valere che soltanto Bongiovanni, e non altri, potesse (e tuttora possa) entrare nel suo lotto. Come negare che si possa invitare a casa propria degli amici. Esilarante!)</p>
<p>La palizzata quindi non deve più essere abbattuta perché non viene riconosciuto il diritto di veduta così come ribadito in una nuova successiva causa dove si chiarirà che “<em>secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione</em>… <em>tale diritto non sussiste tra due fondi posti sullo stesso livello</em>”. Neanche se uno dei fondi non è di proprietà ma in concessione? Neanche se la concessione demaniale recita che “<em>il concessionario non potrà indurre alcuna servitù nelle aree attigue a quella concessagli”</em>? E saranno state verificate tutte le autorizzazioni relative alle opere che poi Pallone ha realizzato?</p>
<p>E così, sebbene il dottor Bongiovanni fosse stato autorizzato a recintare il suo lotto con tanto di apertura di 3 mt sul fronte mare, si trova invece davanti una barriera di legno, priva anche di un minimo passaggio pedonale: il suo lotto resta ‘cieco’, chiuso tra palizzata, due lotti di proprietà di Pallone a destra e a sinistra e il muro di via Riviera Dionisio il Grande. Uno sfregio. Anche la grande tamerice presente nel suo terreno a un certo punto sparirà!</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-31870 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_0396-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_0396-300x225.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_0396-1024x768.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_0396-768x576.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_0396-1536x1152.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_0396-2048x1536.jpg 2048w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/07/IMG_0396-scaled.jpg 2560w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Oggi, l’unico passaggio ‘concesso’ a Bongiovanni resta quello su via Porto Lachio, che dovrebbe avere una larghezza “<em>almeno di mt 1,20 a spese della resistente</em> (la società L’Una)” e dovrebbe avere anche, quanto meno, un cancello ‘<em>agibile</em>’ da poter aprire da soli quando si vuole con piena libertà e facendo entrare chi si vuole, proprio come si fa normalmente in casa propria. Invece, a sbarrare l’accesso, una grossolana massiccia staccionata in legno che l’ultima volta è stata aperta da due persone &#8211;  impossibile che ci riesca chiunque, figurarsi un ottantenne – e per giunta a terra una fila di blocchi di tufo che rende ancora più difficile il passaggio. Una grave limitazione della libertà di usare i propri beni per il dottor Bongiovanni, la lesione dei suoi più elementari diritti se deve chiedere il permesso per entrare in casa sua. Se a casa sua entrano persone non autorizzate e fanno ciò che vogliono.</p>
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		<title>RIAPRIAMO IL MARE DA VIA ICETA. AL VIA LA RACCOLTA FIRME PER LIBERARE L&#8217;ACCESSO</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2025/04/01/riapriamo-il-mare-da-via-iceta-al-via-la-raccolta-firme-per-liberare-laccesso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 12:53:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[diritto veduta]]></category>
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					<description><![CDATA[Via Iceta. Da qualche mese è stata anche lanciata una petizione per riaprire l’accesso al mare da questa via, uno dei tanti che da Riviera Dionisio il Grande consentono/consentivano di raggiungere la scogliera attraverso scale realizzate tantissimi anni fa, quando ancora si riconosceva a tutti la possibilità di godere di una delle ricchezze naturali della &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Via Iceta</strong>. Da qualche mese è stata anche lanciata <strong>una petizione per riaprire l’accesso al mare</strong> da questa via, uno dei tanti che da <strong>Riviera Dionisio il Grande</strong> consentono/consentivano di raggiungere la scogliera attraverso scale realizzate tantissimi anni fa, quando ancora si riconosceva a tutti la possibilità di godere di una delle ricchezze naturali della città, bene comune, inalienabile. Così abbiamo ritenuto per tanto tempo.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-30581" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/6-300x135.jpg" alt="" width="320" height="144" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/6-300x135.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/6-1024x462.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/6-768x346.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/6-1536x692.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/6.jpg 2048w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /> <img decoding="async" class="alignnone  wp-image-30580" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/muretto-300x169.jpg" alt="" width="256" height="144" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/muretto-300x169.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/muretto.jpg 400w" sizes="(max-width: 256px) 100vw, 256px" /></p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-30588 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/civico-74-138x300.jpg" alt="" width="138" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/civico-74-138x300.jpg 138w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/civico-74.jpg 307w" sizes="(max-width: 138px) 100vw, 138px" />Uno dei tanti ma anche <strong>quello forse più ‘interessante’ perché di accesso alla spiaggetta del civico 74</strong>, da tempo di uso esclusivo dei pochissimi residenti, privatizzata e negata agli altri cittadini. E qualcuno chiede con quali permessi sia stato costruito su metà del muretto che chiude via Iceta un box-garage che prima non c’era.</p>
<p>“<em>Ha provato a fare l’anagramma del nome?</em> – mi chiede <strong>Fabrizio Iocolano</strong> che con <strong>Lucia Giarrizzo</strong> ha riaperto la questione e lanciato la petizione – <em>Etica, viene fuori etica. Ma qual è l’etica di un’Amministrazione, di questa come di quelle precedenti, che nega diritti ‘co-sti-tu-zio-na-li</em>’ – scandisce &#8211; <em>ai cittadini?”</em></p>
<p>Ma <strong>potremmo anche non scomodarla l’etica. La pubblica amministrazione ha doveri</strong> che le vengono imposti da norme specifiche che vanno rispettate, e fatte rispettare, anche se non si dovesse condividerle perché lontane dall’<em>etica</em> a cui si ispirino sindaco e assessori.</p>
<p>Senza bisogno di sintetizzare qui tomi di letteratura giurisprudenziale, è indiscutibile, assodato e consolidato, che <strong>il diritto al libero accesso al mare è, e rimane sempre, inviolabile</strong> perché deriva dalla stessa funzione di uso pubblico del demanio marittimo, bene comune, a prescindere dalla proprietà. Anzi, come si legge in una recente sentenza del Consiglio di Stato, “<em>La migliore scienza giuridica e la giurisprudenza prevalente sembrano concordare nel ritenere che il mare territoriale non costituisca un bene demaniale o patrimoniale dello Stato, ma sia una res communis omnium, che tutti possono utilizzare per i loro bisogni</em>”.</p>
<p>Al più, quindi, potrebbe costituire <strong>argomento di discussione stabilire di volta in volta di chi sia la competenza</strong>, chi tra le varie autorità di controllo debba agire affinché questo diritto sia rispettato nel caso di una sua violazione, di questi tempi purtroppo all’ordine del giorno. Ma <strong>per via Iceta</strong> almeno <strong>questo dubbio non c’è</strong> perché <strong>già risolto nel lontano 2006 dall’allora comandante della Capitaneria di Porto Antonino Munafò.</strong></p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-30596 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/lettera-169x300.jpg" alt="" width="169" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/lettera-169x300.jpg 169w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/lettera-591x1050.jpg 591w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/lettera-768x1365.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/lettera-864x1536.jpg 864w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/lettera.jpg 900w" sizes="(max-width: 169px) 100vw, 169px" />L’<strong>esposto</strong> relativo alla chiusura della libera discesa al mare di via Iceta era arrivato al Comando il <strong>4 dicembre 2005</strong>. Il 12 il comandante aveva disposto un sopralluogo al seguito del quale si verificava che effettivamente &#8211; né più né meno rispetto a come è ora &#8211; la porzione terminale della strada risulta(va) chiusa da un cancello metallico e da un muretto in calcestruzzo con sopra un’inferriata che impedivano l’accesso alla sottostante area demaniale marittima. Ma – evidenziava Munafò – <strong>la chiusura era realizzata su suolo comunale e quindi non di competenza della Capitaneria. </strong>“<em>Alla luce di quanto sopra, si prega codesto Comune voler attuare i necessari provvedimenti/interventi finalizzati alla rimozione delle opere di cui sopra al fine di poter garantire la libera fruizione dell’attigua scogliera</em>” concludeva il comandante Munafò.</p>
<p><strong>Vent’anni! Sono passati vent’anni nell’inerzia</strong> dei nostri amministratori: di qualsiasi colore politico siano stati, nessuno ha fatto alcunché <strong>consentendo che crescesse il senso di impunità</strong> nel violare la legge. E infatti con medesima arroganza, <strong>nella stessa zona, si sono chiusi altri accessi:</strong> per esempio nel corso di alcune ristrutturazioni di immobili privati sono stati<strong> ‘privatizzati’ anche gli antichissimi pozzetti dello scoglio Quadarella</strong> in cui si preparava il garum, ora spettacolo esclusivo di pochi.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-30585 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/10488339_736014223103275_2475364222992323307_n-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/10488339_736014223103275_2475364222992323307_n-300x225.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/10488339_736014223103275_2475364222992323307_n-768x576.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/10488339_736014223103275_2475364222992323307_n.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Ed <strong>è stato violato il ‘diritto di veduta’</strong> impedendo la vista del mare <strong>da Riviera Dionisio il Grande</strong> con fitte reti, proprio come se anche la strada fosse una proprietà privata, lungo il marciapiede, per di più ultimamente aggiungendo altri metri ai precedenti 80, <strong>nella totale, persistente, colpevole indifferenza della Polizia Municipale</strong>. Negato il panorama a chi percorra quella strada e deprezzato il valore delle abitazioni a piano terra degli edifici al di là della via.</p>
<p><strong>Nel Porto Lachio</strong> sono stati tirati su <strong>imponenti <em>detrattori, </em></strong>palizzate e cabine costruite sugli scogli &#8211; che tra l&#8217;altro dovrebbero essere smontate a ogni fine stagione -, che hanno alterato irrimediabilmente (se nessuno interverrà) la visione prospettica della un tempo splendida insenatura grazie (si dice) a permessi o concessioni, la cui liceità andrebbe verificata, nel <strong>silenzio e acquiescenza di tutte le istituzioni, anche della Soprintendenza.</strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-30587" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/scoglio-quadrella-300x210.jpg" alt="" width="223" height="156" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/scoglio-quadrella-300x210.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/scoglio-quadrella-1024x718.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/scoglio-quadrella-768x539.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/scoglio-quadrella.jpg 1429w" sizes="(max-width: 223px) 100vw, 223px" />    <img decoding="async" class="alignnone wp-image-30598" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/strada--300x225.jpg" alt="" width="202" height="152" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/strada--300x225.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/strada--768x576.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/strada-.jpg 960w" sizes="(max-width: 202px) 100vw, 202px" /></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-30599" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/musciara-300x225.jpg" alt="" width="263" height="197" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/musciara-300x225.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/musciara-1024x768.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/musciara-768x576.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/musciara-1536x1152.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/musciara.jpg 2000w" sizes="(max-width: 263px) 100vw, 263px" />  <img decoding="async" class="alignnone wp-image-30600" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/cabine-300x193.jpg" alt="" width="298" height="192" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/cabine-300x193.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/cabine-1024x657.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/cabine-768x493.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/cabine-1536x986.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/04/cabine.jpg 1600w" sizes="(max-width: 298px) 100vw, 298px" /></p>
<p><strong>Nel 2009 il <em>Comitato per la spiaggia libera</em> raggiunse in breve 2000 firme</strong> per poter tornare a fruire della spiaggetta di Riviera Dionisio il Grande. In un primo tempo era stato previsto un passaggio per tutti, si lottò per garantire i diritti dei disabili ma presto la chiusura è diventata totale. E tutti zitti.</p>
<p><strong>Ora</strong> riparte <strong>questa petizione</strong> per “<em>dare un ulteriore slancio e nuova visibilità presso le autorità locali della tematica che interessa tutta la cittadinanza</em>”.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/share/p/1BvtcWW8dt/" target="_blank" rel="noopener">https://www.facebook.com/share/p/1BvtcWW8dt/</a></p>
<p><strong>È giusto riprovarci.</strong> Sperare che possa essere intanto cambiato qualcosa, che ci sia una diversa attenzione presso almeno alcune delle istituzioni che potrebbero/dovrebbero intervenire. Ma intanto continuare a usare il termine ‘<em>riviera</em>’, mentre si estendono barriere e si chiudono i varchi al mare, genera un profondo senso di impotenza, di smarrimento.</p>
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