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	<title>multinazionali &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>Diabete col veleno in coda. Che un farmaco costi poco è un difetto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dino Artale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Dec 2018 17:04:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[complotti]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[diabete]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
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		<category><![CDATA[costi pubblici sanità]]></category>
		<category><![CDATA[bocca della verità]]></category>
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					<description><![CDATA[Le nuove medicine possono sforare, per un mese, cento euro a confezione. Poich&#233; solo gli specialisti li prescrivono, si agisce su di essi per incrementarne la vendita La Civetta di Minerva, 24 novembre 2018 Come gi&#224; descritto negli articoli precedenti, il diabete dilaga, i nuovi farmaci sono molto promettenti, i diabetologi sono sempre in diminuzione, &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><strong><em><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Le nuove medicine possono sforare, per un mese, cento euro a confezione. Poich&eacute; solo gli specialisti li prescrivono, si agisce su di essi per incrementarne la vendita </span></em></strong></p>
<p>  <span id="more-11460"></span>  </p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La Civetta di Minerva, 24 novembre 2018</span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Come gi&agrave; descritto negli articoli precedenti, il diabete dilaga, i nuovi farmaci sono molto promettenti, i diabetologi sono sempre in diminuzione, le liste d&rsquo;attesa sfiorano il paradosso, tra il comico e il tragico.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Gi&agrave; l&rsquo;ammissione di tutti i responsabili delle cure di avere tra le mani un grosso problema sanitario, sociale ed economico costituirebbe un atto di onest&agrave; intellettuale<strong>: il denaro scarseggia, i malati aumentano, il sistema sanitario &egrave; in buona parte collassato</strong>. Invece accade che qualcuno approfitti della situazione per fare il proprio gioco.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Ci siamo ormai rassegnati che tutti i nuovi farmaci abbiano prezzi molto alti. In generale la causa che ne determina il costo elevato risiede nella lunghezza delle procedure per rendere sicuro il nuovo farmaco. <strong>Passano oltre dieci anni dalla sintesi delle molecole alla commercializzazione</strong> e i grandi investimenti iniziali possono vanificarsi se il farmaco fallisce o si dimostra pericoloso. La competizione fra i produttori ha perso molti protagonisti minori dell&rsquo;imprenditoria del farmaco. Ci vogliono investimenti anche miliardari per seguire lo sviluppo di una molecola e queste cifre richiedono l&rsquo;unione delle forze finanziarie che solo le multinazionali possono fare.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Dopo le titaniche fatiche di partorire farmaci nuovi e di successo, si tratta di recuperare gli investimenti</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">. Trattandosi di sostanze che possono sfiorare o anche superare i cento euro per confezione, il target commerciale delle multinazionali sono le ricche nazioni europee, americane e i paesi dell&rsquo;oriente asiatico.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Poich&eacute; solo i medici prescrivono i farmaci, &egrave; su di essi che si agisce per incrementare la vendita dei nuovi presidi. Sulle societ&agrave; scientifiche, sui governi, su tutti i portatori d&rsquo;interesse (stake-holders, si dice tra di noi) e su tutti i singoli medici specialisti di quella specifica area di uso del farmaco, saranno <strong>esercitate pressioni di ogni sorta con inviti a congressi, visite d&rsquo;informatori scientifici</strong>, pubblicazioni. E&rsquo; naturale e consequenziale che chi &egrave; incaricato di provare, sperimentare, monitorare il nuovo farmaco abbia rapporti di vicinanza con il produttore. Difficilmente metter&agrave; in luce i lati oscuri o svantaggiosi di questo uso.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La potenza facilitatrice delle multinazionali &egrave; leggendaria</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">. Il mondo scientifico viene sostenuto dal denaro elargito da loro. Le societ&agrave; scientifiche dipendono da esse per molte delle attivit&agrave; culturali e di ricerca che, altrimenti, non troverebbero altro finanziamento. Avviene cos&igrave; che molte delle mode scientifiche e, addirittura, molte delle linee guida per curare le persone risentano di questa potentissima spinta. Dato per certo che l&rsquo;intelletto dei veri uomini di scienza non &egrave; mai in vendita e che l&rsquo;autonomia culturale di chi &egrave; vincolato dal Giuramento di Ippocrate non conosce particolarit&agrave;, bisogna ammettere che siamo pur sempre uomini.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Avviene cos&igrave; che quando gli organismi che governano il &rdquo;bene Farmaco&rdquo; nelle varie nazioni mettono paletti per limitare l&rsquo;uso a spese della collettivit&agrave; di alcuni nuovi farmaci troppo costosi, c&rsquo;&egrave; sempre chi ha <strong>interesse a forzare le regole. Cos&igrave; avviene per i nuovi farmaci per il diabete</strong>, prescrivibili solo dai diabetologi di struttura pubblica. Vezzeggiati e molto corteggiati dalle aziende che commercializzano queste sostanze, devono barcamenarsi tra i piani terapeutici online creati dall&rsquo;Agenzia italiana del farmaco (AIFA) e sposati dal Ministero della Salute e la spinta dei pazienti, ormai cresciuti oltremisura, tanto che parliamo di un&rsquo;epidemia di diabete.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Una condizione lavorativa lacerante se si pensa alla responsabilit&agrave; personale dei medici verso lo Stato quando si prescrivono a carico della comunit&agrave; farmaci carissimi, alla discriminazione che si esercita tutte le volte che, per qualsiasi motivo, si pongono ostacoli all&rsquo;accesso alle cure dei cittadini, respinti dalle liste d&rsquo;attesa. Una lotta quotidiana. Sfibrante per i medici e per i pazienti.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Per chi vive in mezzo agli eventi scientifici e ai congressi (come chi vi scrive che ha, ahim&egrave;, il pelo bianco e il vello nello stomaco) <strong>qualche dubbio diventa naturale davanti agli entusiasmi eccessivi di un medico</strong> rispetto ai farmaci e ai presidi per il diabete. Girano grossi capitali e avere l&rsquo;esclusiva della prescrizione li mette in una posizione di enorme vantaggio sia sugli altri medici sia sui cittadini.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Sentir dire a fior di colleghi che si dovrebbe liberalizzare l&rsquo;uso di questi farmaci a tutti quelli che potrebbero averne necessit&agrave; mi sorprende, m&rsquo;insospettisce, mi irrita. Perch&eacute;? <strong>Il tutto a tutti &egrave; una bestialit&agrave; gravissima in chi amministra denaro</strong>. Entusiasmarsi sulle premesse e sulle promesse di un nuovo farmaco &egrave; un segno inequivocabile in un medico di leggerezza e di scarsa capacit&agrave; critica. Non &egrave; per noi una novit&agrave; scoprire, anche decine di anni dopo la commercializzazione di un farmaco, che esso possa produrre effetti sconosciuti e anche pericolosi. Un medico avveduto ed eticamente solido ha una naturale circospezione nell&rsquo;uso di nuovi farmaci. Attendere che i nuovi farmaci facciano il necessario rodaggio &egrave; un valore in medicina. Se un medico non sa valutare che nessuna assicurazione, privata o pubblica, darebbe tutto a tutti senza valutarne il costo, qualche sospetto viene.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La riprova di quanto vorrei divulgare sta nell&rsquo;attacco su molti fronti a una famiglia di farmaci che hanno fatto la storia della cura del diabete: le sulfaniluree. Da quando fu commercializzata la prima categoria di nuovi farmaci contro il diabete, i Glitazoni, si alz&ograve; un coro di accuse verso questi farmaci, ancor ora in commercio e fra i pi&ugrave; usati in Italia e al mondo. Qualcuna di queste accuse pu&ograve; avere un senso e ne abbiamo preso atto, altre sono pi&ugrave; teoriche che pratiche, pi&ugrave; strumentali che reali.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Si deve capire che oggi costare troppo poco &egrave; un difetto grave</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">. C&rsquo;&egrave; troppo poco margine per vezzeggiare chiss&agrave; chi. E cos&igrave; si tracciano nuove barriere tra chi &egrave; povero e costretto a curarsi con le sulfaniluree, contornate da sospetti di effetti collaterali cardiocircolatori e di gravi ipoglicemie (??), e chi pu&ograve; concedersi il lusso di farmaci da cento euro al mese.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Sono brutti i tempi dove la verit&agrave; bisogna saperla cercare, tanto &egrave; ben nascosta! Altrettanto brutti i tempi in cui le gambe della verit&agrave;, anche scientifica, sono messe in moto dal capitale. E&rsquo; urgente che torni il tempo del rigore e dei valori etici. Per ora accontentiamoci di quel che passa il convento, sperando di superare l&rsquo;inverno della politica e delle coscienze.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Dire la verit&agrave; &egrave; un esercizio rischioso, anche fra uomini di scienza</span></strong></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Ho deciso, da ormai troppo tempo, da quale parte stare. Cos&igrave;, quando sono chiamato a rappresentare scientificamente, in tutti i consessi, la mia categoria di medici di famiglia, ho deciso di analizzare le responsabilit&agrave; dei successi e degli insuccessi miei e dei miei colleghi, mettendo sullo stesso piano entrambe le situazioni. <strong>Mi sembra onesto ammettere i propri insuccessi. Sicuramente pi&ugrave; conveniente che nascondere la polvere sotto i tappeti</strong>, arrogandosi capacit&agrave; e risultati che nessuno coglie e vede. Sono spesso solidali con me molti dei colleghi che vengono ad ascoltarmi.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Ebbene, &egrave; la regola che i colleghi con responsabilit&agrave; sindacali, scientifiche e politiche si sentano toccati da questa mia attitudine, tanto da cercare di prendere le distanze, a volte dileggiandomi, altre dissentendo. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Penso che cercare di vendersi al meglio, per loro, sia un valore ben pi&ugrave; grande della semplice verit&agrave;. E&rsquo; proprio vero che con l&rsquo;et&agrave; si perde il contatto con i valori che vanno di moda. Ho deciso di non seguire le mode. Non ho nulla da vendere. Dico le cose come stanno. Sulla verit&agrave; si pu&ograve; edificare, sulle menzogne abbiamo gi&agrave; esperienze deludenti.</span></p>
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