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	<title>Marina di Melilli &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>Intitolazione di via Gurreri. “Grave dimenticare l’impegno di chi ha portato a questo obiettivo” (Marco Gambuzza)</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2022/11/16/intitolazione-di-via-gurreri-grave-dimenticare-limpegno-di-chi-ha-portato-a-questo-obiettivo-marco-gambuzza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2022 11:44:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zona Industriale]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina di Melilli]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia.]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Gurreri]]></category>
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					<description><![CDATA[Polemiche a margine della cerimonia, svoltasi ieri, 15 novembre, per l’intitolazione di una strada a Salvatore Gurreri, ultimo abitante di Marina di Melilli, assassinato nel 1992. A scriverci Marco Gambuzza del Movimento Aretuseo per il lavoro, la sicurezza e le bonifiche, e segretario regionale del Partito Comunista Italiano. “Non posso che stigmatizzare quanto accaduto ieri &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Polemiche a margine della cerimonia, svoltasi ieri, 15 novembre, per l’intitolazione di una strada a Salvatore Gurreri, ultimo abitante di Marina di Melilli, assassinato nel 1992.</p>
<p>A scriverci Marco Gambuzza del Movimento Aretuseo per il lavoro, la sicurezza e le bonifiche, e segretario regionale del Partito Comunista Italiano.</p>
<p>“Non posso che stigmatizzare quanto accaduto ieri sia nell’organizzare la cerimonia per Salvatore Gurreri sia nel corso della stessa. In primo luogo ritengo grave che non siano stati invitati tutti coloro che hanno contribuito a riportare all&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica la figura di Gurreri. Don Palmiro Prisutto e i tanti Movimenti che con instancabile impegno hanno operato perché sia sempre ricordato un personaggio emblema di un popolo che fu deportato da Fondaco Nuovo per cedere il passo all&#8217;industrializzazione selvaggia e per niente rispettosa della Nostra Terra: il Movimento Aretuseo, il Comitato Stop Veleni, Siracusa Rebelde, Officina Rebelde Catania, Legambiente Melilli con la instancabile Emilia Ferrari e altri ancora.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-24242" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/11/via-Gurreri-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/11/via-Gurreri-300x225.jpeg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/11/via-Gurreri-768x576.jpeg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/11/via-Gurreri.jpeg 905w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Ed altrettanto grave che abbia dovuto quasi impormi per poter fare un intervento nel corso della cerimonia, proprio per ribadire l’impegno di tutti, senza il quale probabilmente quella intitolazione non sarebbe mai avvenuta. Nei pochissimi minuti che mi sono stati, faticosamente, concessi dall’assessore Fabio Granata ho avuto modo di ringraziare dal profondo del cuore i fantastici Street Art, che hanno realizzato gratuitamente un bellissimo murale raffigurante Gurreri, e anche gli studenti e i professori per il lavoro fatto. Ho anche colto l’occasione per invitare tutti a condividere la necessità di unire lavoratori della zona industriale e popolazioni per costruire insieme un futuro migliore, nel quale pretendere il giusto rispetto, lavoro dignitoso ma nessun compromesso al ribasso su salute, ambiente e dignità; ho evidenziato gli esempi virtuosi presenti nel Nord Europa, dove insediamenti industriali come il nostro sono stati gestiti nel massimo rispetto dei lavoratori, delle popolazioni e dell&#8217;ambiente. Da qui l’invito ad essere tutti presenti alla manifestazione di venerdì sulla zona industriale, al corteo che partirà alle nove da Piazzale Marconi; un invito rivolto in particolare ai giovani che sono l&#8217;energia sana e libera che può essere determinante per dare un futuro diverso alla nostra terra devastata e saccheggiata.</p>
<p>Ma, nei tempi strettissimi ‘concessimi’, ho voluto anche evidenziare che, non essendoci stato messo a disposizione, nonostante più volte richiesto, un punto acqua, al netto di qualche pianta grassa e una palma non abbiamo potuto mantenere a verde l&#8217;area che abbiamo creato per stimolare le istituzioni alla bonifica, alla riqualificazione e al ricordo dei drammi dell’intero paesino, Fondaco Nuovo, della Marina di Melilli.</p>
<p>E mi chiedo, infine, con amarezza come mai di tutto questo non sia stato fatto cenno nel comunicato passato alla stampa o da chi era presente alla cerimonia. Una cronaca, se è parziale, non rende un buon servizio ai lettori”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>“Le piattaforme per le trivellazioni possono rilanciare i poli metalmeccanici”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2014/12/14/le-piattaforme-per-le-trivellazioni-possono-rilanciare-i-poli-metalmeccanici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Concetta La Leggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Dec 2014 22:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Marina di Melilli]]></category>
		<category><![CDATA[Filctem]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[Rosario Crocetta]]></category>
		<category><![CDATA[idrocarburi]]></category>
		<category><![CDATA[Vega B]]></category>
		<category><![CDATA[pettolio]]></category>
		<category><![CDATA[Punta Cugno]]></category>
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					<description><![CDATA[Rizzuti (Filctem Cgil): “La produzione della Vega A è scesa a 2000 barili al giorno e alla piattaforma rimangono 5/6 anni di vita. Ma ce un’altra sacca con almeno 30/35 milioni di barili. Se la Regione non firma per la Vega B, c’è il rischio di perdere un investimento di 500 milioni” Maurizio Landini, alter &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Rizzuti (Filctem Cgil): “La produzione della Vega A è scesa a 2000 barili al giorno e alla piattaforma rimangono 5/6 anni di vita. Ma ce un’altra sacca con almeno 30/35 milioni di barili. Se la Regione non firma per la Vega B, c’è il rischio di perdere un investimento di 500 milioni”</span></strong></p>
<p>  <span id="more-5293"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Maurizio Landini</strong><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">, alter ego della segretaria Camusso, qualche giorno fa ha dichiarato che se non viene messo in discussione l’equilibrio ambientale non è da buttare l’idea </strong><span style="line-height: 1.3em;">di nuove attività di </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">ricerca di idrocarburi offshore e onshore.</strong><span style="line-height: 1.3em;"> In fondo se Italia e Sicilia non danno le necessarie autorizzazioni il rischio è che gli investitori si spostino altrove con un nocumento economico ed occupazionale per il nostro territorio. Certo ognuno rimarrà con le proprie posizioni: ambientalisti e deputati contro le trivellazioni, Renzi e Crocetta a favore. Lo Sblocca Italia, peraltro contestatissimo a livello politico e nazionale, all&#8217;art. 38, </span><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">misure urgenti in fatto di energia,</em><span style="line-height: 1.3em;"> recita &#8220;Al fine di valorizzare le risorse energetiche nazionali e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti del Paese, </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi</strong><span style="line-height: 1.3em;"> e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale rivestono carattere di </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">interesse strategico</strong><span style="line-height: 1.3em;"> e sono di pubblica utilità, urgenti e indifferibili&#8221; tant’è che i critici del decreto lo hanno subito ribattezzato con il nome di sblocca-trivellazioni.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><span style="line-height: 1.3em;">In Sicilia sulla stessa scia di Renzi si muove il presidente </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Crocetta</strong><span style="line-height: 1.3em;"> che </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">da poco ha chiuso accordi con Eni e altri petrolieri internazionali, convinto che in tal modo vi siano le basi per creare nuovi posti di lavoro e risanare il bilancio regionale. Di contro gli ambientalisti e l’Ars, che ha</strong><span style="line-height: 1.3em;"> votato una mozione sulla sospensione delle autorizzazioni per le trivellazioni impegnando il governo a sospendere tutte le autorizzazioni di ricerca e prelievo di idrocarburi e di coltivazione di campi geotermici in corso di Via e già rilasciate. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><span style="line-height: 1.3em;">Ma quali ricadute comporterà ciò sul nostro territorio? “Il rischio concreto &#8211; ci spiega </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Mario Rizzuti</strong><span style="line-height: 1.3em;">, segretario provinciale </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Filctem Siracusa</strong><span style="line-height: 1.3em;"> &#8211; è che si perda la possibilità di un ulteriore investimento per circa 500 milioni, nella realtà di Siracusa, che la joint venture </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Edison</strong><span style="line-height: 1.3em;"> (60%) ed </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Eni</strong><span style="line-height: 1.3em;"> (40%) per la costruzione della </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Vega B</strong><span style="line-height: 1.3em;"> intende realizzare. Tutte le autorizzazioni sono state già da tempo concesse eppure i documenti giacciono sul tavolo del ministro Territorio ed Ambiente con il rischio che la società francese dirotti i propri soldi in altre zone del Mediterraneo. La costruzione della Vega B peraltro è necessaria perché fino a circa 30 anni fa l’estrazione giornaliera della Vega A era di circa 8/9 mila barili di petrolio.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><span style="line-height: 1.3em;">Oggi la produzione è scesa a 2000 barili al giorno e alla piattaforma rimangono 5/6 anni di vita. Accanto alla sacca principale di petrolio però ve n’è un’altra che contiene circa 30/35 milioni di barili di petrolio e la nuova piattaforma, più piccola della prima ed a questa agganciata, sarebbe in grado di estrarre le angolature che la maggiore non riesce a raggiungere. Ciò vuol dire un </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">ritorno all’estrazione di 8000 barili di petrolio al giorno per circa 30 anni di attivit</strong><span style="line-height: 1.3em;">à. L’investimento previsto dalla joint venture per la costruzione della Vega B è di 250 milioni ai quali vanno aggiunti altri investimenti per agganciarla alla piattaforma madre per un totale di 500 milioni di euro”.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><span style="line-height: 1.3em;">Ciò determinerebbe un </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">incremento occupazionale fisso di cento unità</strong><span style="line-height: 1.3em;"> sulla piccola piattaforma oltre al mantenimento dei 300 lavoratori attualmente impegnati sulla Vega A. “Inoltre – aggiunge il segretario Filctem &#8211; circa </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">500 metalmeccanici sarebbero impegnati per almeno 3 anni nella costruzione dei moduli della Vega B</strong><span style="line-height: 1.3em;"> che verrebbe affidata a un cartello di aziende locali pronte a costruire i moduli della piattaforma”.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><span style="line-height: 1.3em;">La Vega B potrebbe essere la prima di una serie di piattaforme da costruire a </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Punta Cugno e Marina di Melilli </strong><span style="line-height: 1.3em;">consentendo il rilancio delle due aree di eccellenza. “Nel Mediterraneo – ci spiega Rizzuti – è prevista la costruzione e l’istallazione di </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">6/7 piattaforme di varie grandezze</strong><span style="line-height: 1.3em;"> richieste da vari gruppi industriali mondiali che consentirebbero il rilancio dei nostri poli metalmeccanici di eccellenza che potrebbero partecipare ai bandi di gara per l’acquisizione anche delle altre commesse”.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">La Filctem ci crede e ritiene che anche questa sia una giusta strada per creare lavoro, portare investimenti e rilanciare i nostri siti metalmeccanici di eccellenza. In verità tutto è in bilico soprattutto a causa dello stesso governo che da un lato propone e accetta le trivellazioni, dall’altro però, con il gioco delle tre carte, non firma le autorizzazioni ad Edison ed Eni e blocca il tutto da 8 mesi. E non vorremmo essere dei gufi ma la situazione ci ricorda molto da vicino quella del rigassificatore, investimento da 1000 milioni di euro mai realizzato perché il coraggio della politica deve essere quello di saper dire o sì o no ma dire!</span></p>
<h2 style="text-align: justify;"> </h2>
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