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	<title>Luigi Luzzatti &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>Nel convegno di SRR affascinante excursus sull’economia italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2017 16:43:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Siracusa Resiliente]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Zero]]></category>
		<category><![CDATA[Arci]]></category>
		<category><![CDATA[massoneria]]></category>
		<category><![CDATA[aggiotaggio]]></category>
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		<category><![CDATA[Luigi Luzzatti]]></category>
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		<category><![CDATA[Banca Etica]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;economista Giovanni Zero ricostruisce fatti e personaggi che hanno segnato la storia del Paese. Tra questi Filippo Cordova, che nel 1868 disse: &#8220;Se consentite a una banca privata, senza corrispettivo aureo, di stampare banconote ne far&#224; tante da comprare il Parlamento&#8221; &#160; La Civetta di Minerva, 7 aprile 2017 Il 30 marzo all&#8217;Arci si &#232; &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">L&rsquo;economista Giovanni Zero ricostruisce fatti e personaggi che hanno segnato la storia del Paese. Tra questi Filippo Cordova, che nel 1868 disse: &ldquo;Se consentite a una banca privata, senza corrispettivo aureo, di stampare banconote ne far&agrave; tante da comprare il Parlamento&rdquo;</span></em></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"><strong> <br /></strong></span></p>
<p>  <span id="more-9073"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">La Civetta di Minerva, 7 aprile 2017</span></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">Il 30 marzo all&#8217;Arci si &egrave; svolto un <strong>seminario di SRRS tenuto da Giovanni Zero, economista scomodo</strong>, come gli piace farsi definire. La sua trattazione era improntata a percorrere un tragitto storico economico che &egrave; partito dall&#8217;unit&agrave; d&#8217;Italia fino al 1936 attraverso <strong>il pensiero e le azioni di grandi economisti dell&#8217;epoca, quasi tutti meridionali</strong>, i cui studi e applicazioni furono valutati positivamente solo all&#8217;estero. In quel periodo il giovane Stato aveva un estremo bisogno di azioni lungimiranti in grado di far decollare economicamente un Paese tutto da costruire, invece con la scusa e le promesse del nuovo vento liberista agirono sfacciatamente speculatori, imprenditori e banchieri improvvisati con le nefaste conseguenze che seguirono. Continuando, Zero ha ricordato che pure <strong>gli enormi progressi acquisiti in campo economico-sociale dal regno delle due Sicilie furono spazzati dai &#8220;liberatori&#8221; al soldo della massoneria</strong>. Una premessa importante &egrave; da considerare: &#8220;I nostri problemi sono sempre stati geopolitici e militari. Se nell&#8217;ottocento c&#8217;era l&#8217;impero inglese, nel novecento &egrave; subentrato quello americano, oggi si parla di multipolarismo tendente a est, Cina e India. L&#8217;Italia rimane pur sempre un crocevia importantissimo per la sua posizione strategica&#8221;. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">In estrema sintesi: dal 1861 con l&#8217;unit&agrave; d&#8217;Italia, <strong>l&#8217;unificazione monetaria comport&ograve; il travaso dell&#8217;enorme debito pubblico del nord in quello, quasi nullo, del sud</strong>; inoltre si avviarono il liberismo daziario e l&#8217;anarchia creditizia che sfociarono nella fame delle masse dei contadini meridionali con effetti dirompenti su tutta l&#8217;economia meridionale, causa principale del brigantaggio e di una vera guerra civile al sud, per anni conseguenza poi dell&#8217;emigrazione di massa. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">C&#8217;era un fenomeno che il grande economista Giovanni Corvaja nel 1868 denunciava, era <strong>l&#8217;influenza terribile dell&#8217;aggiotaggio</strong>. Egli affermava: l&#8217;aggiotaggio &egrave; il giro della carta moneta e del commercio della rendita (debito pubblico/titoli di stato) ristretto a poche classi di societ&agrave; che comporta conseguenze gravissime (anche per un intero Stato). Ricordiamo che l&#8217;aggiotaggio &egrave; il reato di chi, al fine di turbare il mercato dei valori o delle merci, pubblica o divulga notizie false, esagerate o tendenziose per provocare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci nel pubblico mercato. Ultimamente se n&rsquo;&egrave; avuto un uso sfacciato da parte dei poteri forti verso l&#8217;Italia, nel gennaio 2012, quando si &egrave; voluta la caduta del governo Berlusconi. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">Analizzando il <strong>presunto liberalismo piemontese, dietro c&#8217;era la mano francese e inglese</strong> con i loro debiti pubblici, contratti con i Rothschild e stanziati alle borse di Londra e di Parigi: possiamo dire che quella giovane Italia appena formatasi si trov&ograve; doppiamente incatenata. &Egrave; da constatare che questi uomini, che si dichiararono alfieri della libert&agrave; rispetto alla presunta oppressione borbonica di quel Regno, <strong>distrussero uno Stato senza debiti, con poche tasse, con una forza innovatrice in tanti settori economico-sociali, quasi alla pari con le potenze industriali europee</strong>, con pochi debiti economici internazionali. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">Zero si &egrave; soffermato su un&#8217;affermazione: &#8220;Queste situazioni, che ieri come oggi accadono nei sedicenti Paesi democratici, ci convincono sempre pi&ugrave; che la democrazia &egrave; una parola vuota; &egrave; solo un&#8217;idea come quella dell&#8217;uguaglianza innanzi alla legge. L&#8217;usciere che abbiamo eletto come democratici si &egrave; posto gi&agrave; come aristocratico, perch&eacute; &egrave; un&#8217;autorit&agrave; che pu&ograve; intimarci l&#8217;arresto&#8221;. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">Continuando nel suo panorama ha poi ritratto un&#8217;altra interessante figura quella di <strong>un imprenditore, patriota e politico, Alessandro Rossi</strong>, che in parlamento il 7 ottobre del 1867 dichiarava: &#8220;Il Parlamento dunque accettando unanime la massima del prestito (da altre banche, ndr) e a maggioranza, del prestito anche forzato (verso i pi&ugrave; ricchi, ndr), dia segno di buona volont&agrave; e di patriottismo. Quanto a me, non vedo innanzi a noi che due vie: l&#8217;una che comincia col sacrifizio, con l&#8217;abnegazione, col patimento, e a forza di volont&agrave;, di energia, di lavoro, di fratellanza, di patriottismo ci condurr&agrave; alla prosperit&agrave; e alla dignit&agrave; di nazione. L&#8217;altra, che comincerebbe col primo miliardo di carta a corso forzoso io, Italiano, non ve la voglio descrivere&#8221;. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">Chiaramente la legge non fu approvata. Fu cosi che nacque l&#8217;inestinguibilit&agrave; del debito pubblico. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">Altra grande figura, meridionale, da ricordare &egrave; quella di Filippo Cordova</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">, gi&agrave; ministro delle Finanze nella rivoluzione del 1848, utilizzatore della magia della carta moneta di Stato con cui addirittura elimin&ograve; l&#8217;odiosa tassa sul macinato; dimissionario e reintegrato a furor di popolo (caso unico nella storia di un politico). Dopo il decreto dell&#8217;1 maggio 1866 che istituiva il corso forzoso (obbligo di accettazione e impossibilit&agrave; al cambio in moneta vera) fu nominato Presidente della successiva Commissione d&#8217;inchiesta nel nuovo governo italiano, ma fu probabilmente avvelenato nel settembre 1868 non riuscendo a discutere e far approvare l&#8217;eliminazione immediata del corso forzoso. Prima di passare a miglior vita, ebbe a dichiarare: &#8220;Consentite a una banca privata di emetter banconote senza la rispettiva riserva aurea e questa banca ne stamper&agrave; tanta da comprare tutto il parlamento&#8221;.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">Luigi Luzzatti</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">, altro personaggio fondamentale in quegli anni, spiegava bene quanto difficile fosse lo sfruttamento della magia del credito e della carta moneta specialmente se essa fosse imposta d&#8217;autorit&agrave; da istituzioni private e non in maniera lineare dallo stato. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">Citando vari personaggi in questo lungo periodo storico scopriamo che <strong>molti sono ammazzati dai servizi segreti o dalla mafia</strong>, <strong>per conto di potenze o finanze italiane e straniere</strong>, insomma ci si ritrova in un ginepraio totalmente differente rispetto a quello tanto edulcorato studiato sui libri di storia. Oggi con la ricerca di tanti studiosi la storia italiana di quel periodo &egrave; stata del tutto ribaltata. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">Avviene nel 1893, con <strong>l&#8217;omicidio di Notarbartolo, Direttore del Banco di Sicilia</strong>, che l&#8217;aveva risanato e reso concorrente rispetto alle altre banche, il primo accordo fra mafia e politica che durer&agrave; fino ai giorni d&#8217;oggi. In quello stesso periodo 1892-94 vi sono i grandi scandali bancari (Banca Romana, fusione tra Banca Nazionale nel Regno e le due Banche Toscane). </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">Ed ecco che <strong>fra il 1896 e il 1908 la Nazione vive un periodo ineguagliato di sviluppo economico</strong> con il contributo fondamentale delle casse di risparmio e le banche popolari, si comprende l&#8217;importanza del modello tedesco, delle banche miste con il Credito italiano e la Banca Commerciale Italiana che saranno poi nazionalizzate con legge nel 1936. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">A seguire, <strong>nel 1912 nasce l&#8217;INA</strong> e poi nel 1926 la prima legge sulla tutela del risparmio; cos&igrave; si comincia a capire quanto sia sacro e importante il risparmio e il controllo. <strong>La crisi del 1929 &egrave; avvertita poco dall&#8217;Italia</strong> (Paese poco industrializzato) rispetto ad altri paesi molto pi&ugrave; industrializzati. <strong>Nel 1931 nasce l&#8217;IMI</strong>, l&#8217;istituto mobiliare italiano (finanziamento industriale a medio lungo termine). Poi <strong>nel 1933 nasce l&#8217;IRI</strong> istituto ricostruzione industriale e nel 1936 con la Legge Bancaria scritta da Beneduce, Menichella e Saraceno si ha l&#8217;istituzionalizzazione della terza via cio&egrave; il compromesso tra liberismo e comunismo. Questo modello sar&agrave; quello che garantir&agrave; lo sviluppo economico che ha fatto diventare la Nazione la quinta potenza economica mondiale. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">Quale proposta davanti a questo scenario storico economico<strong>? Zero propone la costituzione di una Banca Comunale</strong> da regolare con i soggetti e le istituzioni che agiscono sul territorio insieme ai cittadini. &Egrave; una proposta che SRRS deve inquadrare e ben presentare con una moneta complementare locale. In tal modo termina la relazione trattata fluidamente. A seguire vi &egrave; stato un intenso dibattito segno d&#8217;interesse da parte del numeroso pubblico. Un socio di Banca Etica, anche probiviro nazionale, Nuccio Aliotta, ha dichiarato che Banca Etica da quando &egrave; nata si muove nella linea e con gli indirizzi che auspicava l&#8217;economista pertanto si trovava in perfetto accordo su quanto enunciato. </span></p>
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