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	<title>ISTAT &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>Siracusa, la paralisi di una generazione: viaggio tra declino demografico, record di scoraggiamento ed esodo dei giovani laureati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvo Adorno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 08:49:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anzianità]]></category>
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		<category><![CDATA[Qualità della vita]]></category>
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					<description><![CDATA[1. Le fonti della crisi Questo viaggio nei numeri della condizione giovanile a Siracusa è partito dalla semplice impressione di una profonda crisi del mondo giovanile siracusano, che mi ha spinto a cercare una verifica attraverso un lavoro di analisi sulle fonti, conclusosi con la conferma dell’impressione iniziale. In questo breve scritto mi limiterò a &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;"><b>1. Le fonti della crisi</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">Questo <strong>viaggio nei numeri della condizione giovanile a Siracusa</strong> è partito dalla semplice impressione di una profonda crisi del mondo giovanile siracusano, che mi ha spinto a cercare una verifica attraverso un lavoro di analisi sulle fonti, conclusosi con la conferma dell’impressione iniziale. In questo breve scritto mi limiterò a descrivere quanto ho trovato sulla Provincia, con qualche approfondimento, laddove i dati lo permettevano, sulla città capoluogo, lasciando ad altre occasioni la possibilità di una riflessione più ampia. I dati analizzati sono stati infatti elaborati incrociando i dati storici e congiunturali dell&#8217;<strong>ISTAT</strong>, i report macroeconomici dello <strong>Svimez</strong>, le indagini territoriali della <strong>CGIL Sicilia</strong> e gli indicatori degli indici generazionali del <strong>Il Sole 24 Ore Lab</strong>. Un quadro di fonti parziale ma credo abbastanza significativo. Da questo incrocio emerge la fotografia nitida di una crisi di sistema che sta progressivamente bloccando il ricambio generazionale del territorio. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;"><b>2. Il declino demografico e la &#8220;bomba previdenziale&#8221;</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Concentriamoci sul capoluogo</b></span><span style="font-size: large;">. La parabola demografica di Siracusa descrive un progressivo e inesorabile svuotamento. </span><span style="font-size: large;"><b>La città ha toccato il suo picco storico nel 1991 con 125.941 residenti</b></span><span style="font-size: large;">. Da quella data è iniziato un declino costante e mai arrestatosi: i residenti sono scesi a 123.657 nel 2001, a 118.385 nel 2011, fino a toccare gli attuali 115.435 abitanti, con una contrazione continua della popolazione.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">Questo crollo si accompagna a un invecchiamento della popolazione che sta alterando gli equilibri sociali ed economici della città. Oggi, gli anziani dai 65 anni in su rappresentano il 24% della popolazione, mentre la fascia giovanile tra i 20 e i 39 anni è ridotta ad appena il 21,8%. I giovani e minori (da 0 a 19 anni) sono il 17,05 %, di cui i giovanissimi fino a 14 anni sono circa il 12 %. Gli adulti in età lavorativa (40-64 anni ) sono il 36,7%.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-42964 alignright" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/giovani-anziani-demografia-8789-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/giovani-anziani-demografia-8789-300x200.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/giovani-anziani-demografia-8789-768x512.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/giovani-anziani-demografia-8789.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Dal punto di vista socio-demografico, Siracusa si trova oggi con il doppio degli anziani rispetto ai giovanissimi fino ai 14 anni</b></span><span style="font-size: large;">. Ancora nel 1991 c’erano più giovanissimi che anziani. Se il dato di invecchiamento di Siracusa è in linea con quello nazionale è invece più accentuato rispetto a quello regionale, il che significa che </span><span style="font-size: large;"><b>la città ha azzerato il vantaggio demografico che storicamente caratterizzava il Sud Italia</b></span><span style="font-size: large;">. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">Le radici di questa inversione di tendenza affondano negli ultimi trent&#8217;anni e configurano una vera e propria &#8220;bomba demografica previdenziale&#8221;. </span><span style="font-size: large;"><b>A</b></span> <span style="font-size: large;"><b>livello provinciale</b></span> <span style="font-size: large;"><b>l&#8217;indice di ricambio (ovvero il rapporto tra i lavoratori over 45 e i giovani occupati tra i 15 e i 29 anni) è letteralmente esploso</b></span><span style="font-size: large;">: è passato dal 153,7% del 1991 al 278,2% del 2011 ed è andato continuamente ad aumentare </span><span style="font-size: large;"><b>soprattutto nel capoluogo</b></span><span style="font-size: large;">. Questo significa che </span><span style="font-size: large;"><b>oggi in città, per ogni giovane che entra nel mercato del lavoro locale, almeno tre lavoratori si apprestano a uscirne</b></span><span style="font-size: large;">. Una contrazione della coorte attiva che mette a serissimo rischio la tenuta del welfare locale e la trasmissione stessa delle competenze professionali sul territorio.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;"><b>3. L&#8217;universo dei NEET e lo spaccato provinciale</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">In questo contesto si inserisce la crescita del bacino dei </span><span style="font-size: large;"><b>NEET</b></span><span style="font-size: large;"> (</span><span style="font-size: large;"><i>Not in Education, Employment, or Training</i></span><span style="font-size: large;">), termine che definisce </span><span style="font-size: large;"><b>la percentuale di giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non sono inseriti in alcun percorso di formazione</b></span><span style="font-size: large;">. Questo indicatore non misura solo l&#8217;inattività economica, ma certifica l&#8217;erosione del capitale psicologico di un&#8217;intera generazione.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">Il confronto territoriale è impietoso:</span></span></p>
<ul>
<li>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;"><b>In Europa</b></span></span><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;"> il tasso medio di NEET è fermo al </span></span><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;"><b>13,1%</b></span></span><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;">.</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;"><b>In Italia</b></span></span><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;"> la media nazionale si attesta al </span></span><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;"><b>23,1%</b></span></span><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;">.</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;"><b>La Sicilia</b></span></span><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;"> maglia nera registra un drammatico </span></span><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;"><b>32,1%</b></span></span><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;">.</span></span></span></p>
</li>
</ul>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">All&#8217;interno di questo scenario, Siracusa si colloca in una posizione di profonda sofferenza, occupando il </span><span style="font-size: large;"><b>100° posto su 107</b></span><span style="font-size: large;"> nella graduatoria nazionale della condizione giovanile. Già nel 2012 la provincia registrava </span><span style="font-size: large;"><b>16.185 giovani NEET in termini assoluti</b></span><span style="font-size: large;">. Nel 2019, </span><span style="font-size: large;"><b>il dato della sola città di Siracusa si è attestato tra il 31% e il 32%</b></span><span style="font-size: large;"> (collocandosi tra i 15 capoluoghi peggiori d&#8217;Italia), il che significa che </span><span style="font-size: large;"><b>circa 1 giovane siracusano su 3 vive in uno stato di inattività totale</b></span><span style="font-size: large;">.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">La mappa provinciale dei NEET rivela una profonda spaccatura geografica in tre macro-aree:</span></span></p>
<ol>
<li>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;"><b>Il Polo Industriale (Nord):</b></span></span><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;"> Comuni come Augusta, Melilli e Priolo Gargallo riescono storicamente a mitigare il fenomeno. Qui la presenza del petrolchimico e dell&#8217;indotto portuale offre un bacino d&#8217;impiego tecnico che trattiene e assorbe una quota maggiore di diplomati.</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;"><b>Il Polo Agricolo e Turistico (Sud):</b></span></span><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;"> Centri come Noto, Pachino e Rosolini registrano tassi NEET superiori a quelli del capoluogo. In queste aree l&#8217;abbandono scolastico precoce è più marcato e l&#8217;economia si regge su lavori fortemente stagionali, gonfiando il numero di giovani inattivi per ampi periodi dell&#8217;anno.</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;"><b>Il Capoluogo (Siracusa Città):</b></span></span><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;"> Si colloca esattamente nel mezzo. Essendo una realtà prevalentemente di servizi e commercio, risente dell&#8217;altissima instabilità dei contratti legati al turismo culturale, in particolare nel centro storico di Ortigia.</span></span><img decoding="async" class="size-medium wp-image-42966 alignright" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/518714089_18018310517734013_5827792403097296909_n-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/518714089_18018310517734013_5827792403097296909_n-300x300.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/518714089_18018310517734013_5827792403097296909_n-1024x1024.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/518714089_18018310517734013_5827792403097296909_n-150x150.jpg 150w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/518714089_18018310517734013_5827792403097296909_n-768x768.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/518714089_18018310517734013_5827792403097296909_n.jpg 1440w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
</li>
</ol>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">Ma il dato in assoluto più allarmante per Siracusa è il suo </span><span style="font-size: large;"><b>&#8220;indice di scoraggiamento&#8221;, che raggiunge il valore del 58,6%: il più alto d&#8217;Italia</b></span><span style="font-size: large;">. Più della metà dei giovani inattivi siracusani ha smesso persino di cercare un impiego, convinta che il territorio non abbia nulla da offrire. Una rinuncia collettiva di fronte alla quale la macchina pubblica arranca: i Centri per l&#8217;Impiego (CPI) siracusani registrano un carico insostenibile di </span><span style="font-size: large;"><b>147 NEET per singolo addetto</b></span><span style="font-size: large;">, rendendo di fatto impossibile l&#8217;erogazione di percorsi personalizzati.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;"><b>4. Disoccupazione e la trappola del precariato</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">Il lavoro non c&#8217;è, e quel poco che c&#8217;è è precario. La </span><span style="font-size: large;"><b>disoccupazione giovanile (15-34 anni) a Siracusa tocca il 24,9%</b></span><span style="font-size: large;">, collocando la provincia al </span><span style="font-size: large;"><b>103° posto in Italia</b></span><span style="font-size: large;"> (a fronte di una media nazionale dell&#8217;11,7%).</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">Questo dramma si lega a doppio filo a un mercato del lavoro locale caratterizzato da una cronica assenza di stabilità. Le </span><span style="font-size: large;"><b>trasformazioni contrattuali a tempo indeterminato</b></span><span style="font-size: large;"> (i passaggi da un rapporto a termine a uno stabile) sono ridotte al lumicino: </span><span style="font-size: large;"><b>appena lo 0,3 per mille maggiorenni</b></span><span style="font-size: large;"> (43° posto in Italia).</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">Senza contratti duraturi, l&#8217;indice di soddisfazione per il proprio lavoro tra i giovani occupati (20-34 anni) scivola a </span><span style="font-size: large;"><b>7,5</b></span><span style="font-size: large;"> (95° posto nazionale). La mancanza di tutele reali spegne l&#8217;entusiasmo e impedisce qualsiasi pianificazione di vita indipendente, cronicizzando lo stato di inattività totale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-42967 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/la-crisi-demografica-non-si-ferma-persi-seimila-giovani-in-dieci-anni-e-a-rischio-la-tenuta-del-sistema-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/la-crisi-demografica-non-si-ferma-persi-seimila-giovani-in-dieci-anni-e-a-rischio-la-tenuta-del-sistema-300x226.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/la-crisi-demografica-non-si-ferma-persi-seimila-giovani-in-dieci-anni-e-a-rischio-la-tenuta-del-sistema-1024x773.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/la-crisi-demografica-non-si-ferma-persi-seimila-giovani-in-dieci-anni-e-a-rischio-la-tenuta-del-sistema-768x579.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/la-crisi-demografica-non-si-ferma-persi-seimila-giovani-in-dieci-anni-e-a-rischio-la-tenuta-del-sistema-1536x1159.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/la-crisi-demografica-non-si-ferma-persi-seimila-giovani-in-dieci-anni-e-a-rischio-la-tenuta-del-sistema-2048x1545.jpg 2048w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/la-crisi-demografica-non-si-ferma-persi-seimila-giovani-in-dieci-anni-e-a-rischio-la-tenuta-del-sistema.jpg 2200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;"><b>5. Il paradosso dei laureati: dalla terza media alla fuga preventiva</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">A Siracusa l&#8217;istruzione vive un paradosso drammatico. La provincia è all&#8217;</span><span style="font-size: large;"><b>ultimo posto in Italia (107° su 107) per tasso di laureati (25-39 anni), fermo ad appena il 15,2%</b></span><span style="font-size: large;"> rispetto al target europeo del 45% e alla media nazionale del 28,7%.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">La crisi dell&#8217;apprendimento, tuttavia, affonda le radici in tempi precoci. Già alla </span><span style="font-size: large;"><b>terza media</b></span><span style="font-size: large;">, i dati denunciano livelli di povertà educativa tra i peggiori d&#8217;Italia: </span><span style="font-size: large;"><b>il 52,2% degli studenti presenta competenze alfabetiche inadeguate</b></span><span style="font-size: large;"> (99° posto nazionale) e </span><span style="font-size: large;"><b>il 63,2% mostra competenze numeriche non adeguate</b></span><span style="font-size: large;"> (103° posto). Questo gap è fortemente influenzato dallo status economico familiare: meno della metà degli studenti provenienti da contesti urbani svantaggiati aspira all&#8217;Università, contro i due terzi dei giovani benestanti.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">Questo deserto formativo alimenta un&#8217;</span><span style="font-size: large;"><b>emorragia selettiva del capitale umano, il cosiddetto </b></span><span style="font-size: large;"><i><b>brain drain</b></i></span><span style="font-size: large;">. Anche se Siracusa non è la provincia da cui si emigra di più in assoluto in Sicilia, essa soffre di una fuga selettiva letale: </span><span style="font-size: large;"><b>chi decide di studiare lascia la provincia a 18 anni</b></span><span style="font-size: large;"> (fuga preventiva verso gli atenei del Centro-Nord) e non vi fa più ritorno, poiché il mercato locale non offre sbocchi per figure qualificate al di fuori del settore petrolchimico-manifatturiero.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">I numeri di questo esodo sono spaventosi: </span><span style="font-size: large;"><b>tra il 2019 e il 2026, la provincia ha registrato una perdita netta di 7.160 residenti nella sola fascia d&#8217;età tra i 18 e i 35 anni</b></span><span style="font-size: large;">, di cui è possibile stimare che circa un terzo migri dal solo capoluogo. E’ come se l’intero comune di Solarino si fosse svuotato. Tra chi parte, la percentuale di laureati è triplicata nell&#8217;ultimo ventennio, passando dal 20% del 2002 a circa il </span><span style="font-size: large;"><b>60%</b></span><span style="font-size: large;"> attuale.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">Nel capoluogo si consuma il paradosso più grande: </span><span style="font-size: large;"><b>la percentuale di esodo dei giovani laureati residenti nel solo Comune di Siracusa supera il 65%</b></span><span style="font-size: large;">. Chi si laurea cancella Siracusa dal proprio futuro.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">Questa dinamica presenta una forte </span><span style="font-size: large;"><b>connotazione di genere</b></span><span style="font-size: large;">. </span><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;">Le giovani donne siracusane ottengono diplomi e lauree con voti più alti e in tempi più rapidi rispetto ai maschi. Tuttavia, il tasso di disoccupazione femminile giovanile (15-34 anni) è più alto di quello maschile. Più di 3 giovani donne su 4 non hanno un lavoro regolare. Questa barriera spinge le ragazze a emigrare in massa: </span></span><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;"><b>il 54% dei flussi migratori in uscita dal Comune di Siracusa ( tra i 24-30 anni) è composto da donne</b></span></span><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;">.</span></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">Chi migra è dunque giovane, altamente istruito, e per lo più donna. </span><span style="font-size: large;"><b>E chi parte non torna quasi mai</b></span><span style="font-size: large;">: la quota di rientro si attesta ad appena </span><span style="font-size: large;"><b>1 giovane su 5</b></span><span style="font-size: large;">. Quei pochissimi che rientrano lo fanno quasi esclusivamente grazie alla Pubblica Amministrazione nel capoluogo (concorsi in sanità, scuola, uffici locali) o per i vantaggi dello </span><span style="font-size: large;"><i>smart working</i></span><span style="font-size: large;"> (South working) con aziende settentrionali, mentre il rientro nel settore privato avanzato locale è praticamente pari a zero.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;"><b>La frammentazione urbana: quartieri a confronto nel capoluogo</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">Le medie statistiche nascondono profonde disuguaglianze interne alla città:</span></span></p>
<ul>
<li>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;"><b>Grottasanta e Tiche</b></span></span><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;"> sono le aree a maggiore presenza giovanile, ma sono anche i quartieri che soffrono il più alto disagio economico e una prevalenza di occupazione medio-bassa.</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;">Al contrario, </span></span><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;"><b>Neapolis, Acradina ed Epipoli</b></span></span><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;"> registrano una minore presenza giovanile ma concentrano le professioni a media e alta specializzazione.</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;"><b>Ortigia e la Borgata</b></span></span><span style="color: #303030;"><span style="font-size: large;"> si caratterizzano invece per un&#8217;occupazione medio-bassa, una forte presenza di residenti stranieri e il minor accesso alla proprietà della casa (con un mercato dominato dagli affitti brevi turistici a Ortigia).</span></span><img decoding="async" class="size-medium wp-image-42965 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Giosef-siracusa-times-620x264-1-300x128.jpg" alt="" width="300" height="128" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Giosef-siracusa-times-620x264-1-300x128.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Giosef-siracusa-times-620x264-1.jpg 620w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
</li>
</ul>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;"><b>6. Il peso del deserto culturale e ricreativo</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">A trattenere i giovani non contribuiscono neanche le infrastrutture materiali e l&#8217;offerta per il tempo libero, ridotte ai minimi termini storici.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">La provincia offre appena </span><span style="font-size: large;"><b>1,2 mq di aree sportive per abitante</b></span><span style="font-size: large;"> (nella fascia 18-35 anni), posizionandosi al </span><span style="font-size: large;"><b>94° posto in Italia</b></span><span style="font-size: large;"> (la media nazionale è di 12,1 mq). L&#8217;offerta culturale è ugualmente asfittica: si registrano solo </span><span style="font-size: large;"><b>105,8 spettacoli ogni mille giovani</b></span><span style="font-size: large;"> under 35 (92° posto in Italia) e appena </span><span style="font-size: large;"><b>25,6 concerti ogni 10mila abitanti</b></span><span style="font-size: large;"> (100° posto nazionale). Anche la partecipazione civile nel terzo settore è ridottissima, con soli </span><span style="font-size: large;"><b>6,6 dipendenti non-profit per mille residenti</b></span><span style="font-size: large;"> (91° posto).</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">Senza spazi per lo sport, senza eventi culturali e senza tutele lavorative, Siracusa si conferma una città straordinariamente bella da visitare, ma incredibilmente difficile in cui restare a progettare il proprio futuro. La situazione dei giovani nel capoluogo e in provincia appare dunque sofferente perché priva di prospettive. Chi è fornito di laurea (pochi) migra con poca speranza e volontà di ritorno, chi ha un titolo di studio medio basso (i più) si rifugia nella colonia dei NEET alimentando lo scoramento e l’immobilismo. Non tutti ovviamente si trovano in questa situazione, ma questa situazione detta la cifra del sentire giovanile </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;"><b>7. Per concludere </b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">Mentre la popolazione giovanile autoctona vive una drammatica emorragia (con la provincia che ha perso </span><span style="font-size: large;"><b>7.160 residenti under 35</b></span><span style="font-size: large;"> tra il 2019 e il 2026 a causa del </span><span style="font-size: large;"><i>brain drain</i></span><span style="font-size: large;">, e con una città capoluogo in declino demografico costante dal 1991), la componente straniera under 18 è l&#8217;unico indicatore in crescita verticale (</span><span style="font-size: large;"><b>+271%</b></span><span style="font-size: large;">). Senza questo apporto, la contrazione della scuola dell&#8217;obbligo e delle coorti di futuri lavoratori sarebbe già insostenibile. Gli stranieri non sono più un fenomeno &#8220;emergenziale&#8221; o di transito, ma una presenza stabilizzata: oltre la metà degli studenti stranieri in Sicilia è ormai </span><span style="font-size: large;"><b>nata in Italia (seconde generazioni)</b></span><span style="font-size: large;">, con una crescita record del </span><span style="font-size: large;"><b>121,3%</b></span><span style="font-size: large;"> nell&#8217;ultimo decennio.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">Il paradosso risiede nel destino lavorativo e formativo di questa nuova linfa. Da un lato, il sistema produttivo siracusano incanala quasi interamente i lavoratori immigrati in </span><span style="font-size: large;"><b>segmenti a bassa qualifica</b></span><span style="font-size: large;"> (come l&#8217;agricoltura e i servizi domestici e di cura), spesso caratterizzati da forte precarietà e infiltrazioni di lavoro sommerso.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">Dall&#8217;altro, questa stessa dinamica rischia di riprodursi sulle seconde generazioni: nelle scuole superiori siciliane, ben il </span><span style="font-size: large;"><b>64,9% degli studenti di origine straniera viene indirizzato verso istituti tecnici e professionali</b></span><span style="font-size: large;"> (contro il 47,5% degli italiani). Si assiste a una &#8220;canalizzazione precoce&#8221; basata sulla nazionalità che rischia di tarpare le ali a ragazzi nati in Italia, impedendo loro l&#8217;accesso all&#8217;istruzione universitaria in un territorio che è già il fanalino di coda nazionale per quota di laureati.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">In una provincia dove, come abbiamo visto, l&#8217;indice di ricambio occupazionale è letteralmente saltato, l&#8217;esclusione o la sotto-qualificazione dei giovani stranieri è un suicidio economico. Se la nuova forza lavoro giovanile rimane intrappolata in impieghi a basso salario o nel lavoro nero, il suo contributo al fisco e alla previdenza locale rimarrà minimo, accelerando l&#8217;esplosione della </span><span style="font-size: large;"><b>bomba previdenziale e assistenziale</b></span><span style="font-size: large;">. Inoltre, la frustrazione delle aspettative spinge anche i giovani stranieri a cadere nella trappola dell&#8217;inattività (il tasso NEET degli stranieri in Sicilia è al </span><span style="font-size: large;"><b>35,6%</b></span><span style="font-size: large;">, superiore a quello degli italiani al 32,1%) o a fuggire a loro volta verso il Nord Europa.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="font-size: large;">Oggi i giovani stranieri rappresentano l&#8217;unico, vitale &#8220;polmone demografico&#8221; di Siracusa. Tuttavia, finché il territorio li tratterà solo come manodopera sostitutiva a basso costo nei campi o nell&#8217;assistenza agli anziani, senza valorizzarne i percorsi educativi e l&#8217;integrazione professionale, Siracusa continuerà a sprecare il proprio futuro, disperdendo l&#8217;unica risorsa giovanile rimasta a presidiare il territorio.</span></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Benessere equo e sostenibile nella provincia di Siracusa</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2025/05/27/il-benessere-equo-e-sostenibile-nella-provincia-di-siracusa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pino Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 09:09:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità della vita]]></category>
		<category><![CDATA[ISTAT]]></category>
		<category><![CDATA[BesT]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[Annualmente l’Istat pubblica un report sul Benessere equo e sostenibile dei territori (BesT). Il report delinea, attraverso 70 indicatori, il divario esistente tra i territori, nel contesto regionale e nazionale; conoscere tali diseguaglianze “di benessere” può essere utile ad orientare le politiche locali. Un primo quadro di sintesi è stato ottenuto valutando la frequenza con &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Annualmente l’Istat pubblica un report sul Benessere equo e sostenibile dei territori (BesT). Il report delinea, attraverso 70 indicatori, il divario esistente tra i territori, nel contesto regionale e nazionale; conoscere tali diseguaglianze “di benessere” può essere utile ad orientare le politiche locali.</p>
<p>Un primo <strong>quadro di sintesi</strong> è stato ottenuto valutando la frequenza con cui ciascuna provincia occupa posizioni migliori o peggiori nell’ordinamento delle province italiane; tali frequenze sono state misurate considerando la distribuzione degli indicatori provinciali di benessere relativo, divisi in cinque classi (bassa, medio-bassa, media, medio-alta e alta) definite per ciascun indicatore. I dati sono riferiti all’ultimo anno disponibile (per i vari indicatori) e ci restituiscono un quadro in deciso peggioramento della provincia di Siracusa dove aumenta la classe bassa dal 31,7 al 34,4 (% degli indicatori) e diminuiscono le classi medio-alta e alta rispettivamente dal 16,7 al 14,1 e dal 10,0 al 4,7. Andamento quasi sovrapponibile a quello di Siracusa, viene registrato complessivamente anche per la regione.</p>
<p>Il primo “Dominio” esaminato dal report è quello della <strong>Salute</strong> che utilizza diversi indicatori, tra i quali la Speranza di vita alla nascita è quello che resta sempre al di sotto del valore nazionale di confronto. Dopo una lieve ripresa nel 2022 e nel 2023, rimbalzo post-covid, nel 2024 Siracusa con 79,6 anni negli uomini si pone al terzultimo posto preceduta in negativo da Caserta e Napoli, mentre per le donne con 83,4 anni si classifica ultima tra le province italiane a “pari merito” con Napoli.</p>
<p>La provincia di Siracusa si conferma anche come la provincia siciliana con il più alto tasso di mortalità per tumore (20-64 aa.), sebbene con un trend in miglioramento. Stranamente, Siracusa è anche la provincia più colpita nell’anno in esame (2022) per tasso di mortalità da incidente stradale.</p>
<p>Il secondo Dominio analizzato è quello <strong>dell’Istruzione e della Formazione</strong>, dove quasi tutti gli indicatori risultano in Sicilia su livelli di benessere inferiori a quelli del Mezzogiorno e soprattutto ai corrispettivi valori medi nazionali. L’unica eccezione riguarda la partecipazione al sistema scolastico dei bambini di 4-5 anni, dove il livello è lievemente superiore alla media nazionale. La Sicilia infine è leggermente più avvantaggiata rispetto al resto del Mezzogiorno per il passaggio all’università dei neodiplomati. Anche Siracusa segue questo andamento non lusinghiero, ed in particolare nella percentuale di NEET (giovani che non lavorano e non studiano) che raggiunge il 33,7% (media nazionale 16,1 %) è superata in negativo solo da Caltanissetta (33,8%). Buona invece la percentuale di bambini che hanno usufruito dei servi comunali per l’infanzia che si attesta all’11,2, la più alta della Sicilia ma lontana dal 16,8 della media nazionale.</p>
<p>Nel <strong>Dominio Lavoro e conciliazione dei tempi di vita</strong> il profilo della Sicilia è caratterizzato da livelli di benessere decisamente inferiori alla media nazionale e più bassi rispetto anche al resto del Mezzogiorno.</p>
<p>All’interno della regione si registrano ampi divari territoriali, e le province con il risultato migliore si posizionano generalmente ben al di sotto della media-Italia.</p>
<p>Gli indicatori più rilevanti mostrano anche in questo caso una situazione particolarmente precaria della provincia di Siracusa; il Tasso di Occupazione (20-64 aa.) raggiunge il 47,7% contro una media nazionale del 66,3%; il Tasso di infortuni mortali e inabilità permanenti si attesta al 12% nei confronti di una media nazionale del 10% (ma in questo caso solo Palermo tra le province siciliane ha una percentuale migliore); il Tasso di Occupazione giovanile (15-29 aa.) fa registrare (nel 2023) una percentuale del 20,3 a fronte di una media nazionale del 34,7; non disprezzabile però il lieve miglioramento rispetto al 2022 con un aumento dal 19,4 al 20,3.</p>
<p>Nell’ambito del <strong>Dominio Benessere Economico</strong> si rilevano in Sicilia livelli di benessere generalmente in linea con quelli del Mezzogiorno, ma molto più bassi della media-Italia. In generale, tutte le misure presentano miglioramenti rispetto ai livelli precedenti la crisi pandemica del 2020, ma non sufficienti a recuperare il gap con l’Italia.</p>
<p>Due gli indicatori più interessanti che riguardano la provincia di Siracusa; il primo è relativo al reddito medio annuo disponibile pro-capite (2022) che è di € 16.152, quasi 5.000 € in meno della media nazionale; il secondo si riferisce al Tasso di ingresso in sofferenza dei prestiti bancari alle famiglie, che nel 2023 posiziona Siracusa all’ultimo posto tra le province siciliane e soprattutto del 250% superiore a quello medio nazionale.</p>
<p>Nel <strong>Dominio Politica e Istituzioni</strong> vi sono luci ed ombre sia a livello regionale che provinciale. L’ombra più scura è sicuramente quella della partecipazione elettorale misurata sull’ultima tornata delle Europee 2024. Un trend negativo dell’astensionismo che è diffuso a livello regionale e nazionale, ma che è particolarmente accentuato in provincia di Siracusa dove i votanti sono stati il 34,1 % degli aventi diritto. Dato peggiore di quello siciliano del 38% e di quello nazionale del 49,7%.</p>
<p>Altrettanto oscuro risulta il tasso di affollamento degli istituti di pena, che nella provincia di Siracusa raggiunge il 127,4%, più di un quarto superiore alla capienza massima.</p>
<p>Luci si registrano invece, a sorpresa, per alcuni indicatori tutti al di sopra della media nazionale: donne elette nelle amministrazioni comunali (anno 2023), amministratori comunali con meno di 40 anni (anno 2023), capacità di riscossione dei Comuni (anno 2021). Nel primo caso, Siracusa raggiunge il 36,2% contro un 33,4 nazionale; nel secondo, gli amministratori comunali con meno di 40 anni sono il 27,6% a fronte di un dato nazionale del 24,0%, la capacità di riscossione dei Comuni è del 76,2% complessivamente nella provincia e del 75,5% a livello nazionale.</p>
<p>Non mancano le sorprese anche nel <strong>Dominio Sicurezza</strong> dove la provincia di Siracusa, dopo quella di Agrigento, fa registrare il Tasso (per 100.000 abitanti) più alto di omicidi volontari, nel 2022: 1,6 contro 0,6 nazionale; dato in netto peggioramento rispetto al 2019. Al contrario tutti i dati (anno 2022) relativi ai reati contro il patrimonio (furti, borseggi, rapine) sono discretamente migliori di quelli nazionali, anche se più alti della media regionale. I reati contro il patrimonio sono anche in miglioramento rispetto al 2019.</p>
<p>Nel <strong>Dominio Paesaggio e patrimonio culturale </strong>il report esplora la Densità e la rilevanza del patrimonio museale, la Diffusione delle aziende agrituristiche e la Densità del verde storico. Rilevante, in tale contesto, è il notevole aumento delle aziende agrituristiche registrato tra il 2019 e il 2022 con un sostanziale raddoppio delle stesse. Ottima anche la densità e la rilevanza del patrimonio museale per la quale Siracusa risulta, in proporzione, la prima provincia siciliana. Nessuna variazione per quanto riguarda il verde storico per il quale la provincia si colloca a metà della classifica regionale. Da sottolineare come nell’anno 2022 i visitatori dei musei siano stati, nella provincia di Siracusa, per il 49,3% stranieri. Percentuale più alta sia della media regionale (41,5%) sia di quella nazionale (42,2%).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa cambia nella qualità della vita a Siracusa? Poche luci e tante ombre</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2025/04/11/cosa-cambia-nella-qualita-della-vita-a-siracusa-poche-luci-e-tante-ombre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 07:47:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità della vita]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sole 24ore]]></category>
		<category><![CDATA[ISTAT]]></category>
		<category><![CDATA[ispra]]></category>
		<category><![CDATA[indicatori statistici]]></category>
		<category><![CDATA[enti di ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche nell’ultima graduatoria del 2024 sulla qualità della vita stilata dal Sole 24ore riguardante le 107 province italiane, la nostra provincia persiste nel rimanere fra le ultime. Nel 2011 era posta in 81° posizione, poi è scesa sempre più fino a raggiungere e rimanere stabile alla 104° posizione. Sappiamo che l&#8217;indagine è basata su criteri &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche nell’ultima graduatoria del 2024 sulla qualità della vita stilata dal Sole 24ore riguardante le 107 province italiane, la nostra provincia persiste nel rimanere fra le ultime. Nel 2011 era posta in 81° posizione, poi è scesa sempre più fino a raggiungere e rimanere stabile alla 104° posizione. Sappiamo che l&#8217;indagine è basata su criteri obiettivi del Sole 24ore ed è lo specchio fedele del benessere/disagio materiale, immateriale e di salute mentale dei cittadini. È chiaro che la graduatoria non riguarda solo la città capoluogo bensì l’intera provincia, ma è da considerare che il capoluogo pesa abbastanza dato che contiene 115.600 abitanti su 383.320 dell’intera provincia (oltre il 30% &#8211; Istat dic. 24). Le statistiche descrittive se studiate a fondo rivelano tanto. Ecco il quadro riassuntivo delle provincie siciliane cosa evidenzia.</p>
<table style="border-collapse: collapse; width: 46.7049%;">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 8.9542%; text-align: center;" width="113">Provincia</td>
<td style="width: 33.7563%; text-align: center;" width="142">Variazioni 2024/2025</td>
<td style="width: 21.8219%; text-align: center;" width="142">Posizioni su 107 provincie</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 8.9542%; text-align: left;" width="113"><strong>Palermo </strong></td>
<td style="width: 33.7563%; text-align: left;" width="142"><strong>-5</strong></td>
<td style="width: 21.8219%; text-align: left;" width="142">100°</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 8.9542%; text-align: left;" width="113">Catania</td>
<td style="width: 33.7563%; text-align: left;" width="142">+9</td>
<td style="width: 21.8219%; text-align: left;" width="142">  83°</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 8.9542%; text-align: left;" width="113"><strong>Messina </strong></td>
<td style="width: 33.7563%; text-align: left;" width="142"><strong>-2</strong></td>
<td style="width: 21.8219%; text-align: left;" width="142">  91°</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 8.9542%; text-align: left;" width="113"><span style="color: #ff0000;">Siracusa</span></td>
<td style="width: 33.7563%; text-align: left;" width="142"><span style="color: #ff0000;">&#8212;-</span></td>
<td style="width: 21.8219%; text-align: left;" width="142"><span style="color: #ff0000;">104°</span></td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 8.9542%; text-align: left;" width="113">Ragusa</td>
<td style="width: 33.7563%; text-align: left;" width="142">+5</td>
<td style="width: 21.8219%; text-align: left;" width="142">  81°</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 8.9542%; text-align: left;" width="113"><strong>Agrigento </strong></td>
<td style="width: 33.7563%; text-align: left;" width="142"><strong>-2</strong></td>
<td style="width: 21.8219%; text-align: left;" width="142">  96°</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 8.9542%; text-align: left;" width="113"><strong>Enna </strong></td>
<td style="width: 33.7563%; text-align: left;" width="142"><strong>-7</strong></td>
<td style="width: 21.8219%; text-align: left;" width="142">  97°</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 8.9542%; text-align: left;" width="113">Caltanissetta</td>
<td style="width: 33.7563%; text-align: left;" width="142">+8</td>
<td style="width: 21.8219%; text-align: left;" width="142">  98°</td>
</tr>
<tr>
<td style="width: 8.9542%; text-align: left;" width="113">Trapani</td>
<td style="width: 33.7563%; text-align: left;" width="142">+14</td>
<td style="width: 21.8219%; text-align: left;" width="142">  85°</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Si conoscono i problemi che attanagliano le grandi città siciliane, ma anche queste o mantengono una posizione superiore a Siracusa o aumentano nelle variazioni.</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Già il <strong>consumo di farmaci antidepressivi</strong> (dati 2023) al 12° posto mostra la situazione della salute mentale (Milano grande metropoli al 12° posto nella classifica generale è in 41° posizione). Inoltre l’indice esclude gli antipsicotici il cui consumo è aumentato dal 2014 al 2021 del 20% ovunque. Anche il dato sulle <strong>persone sole</strong>: 26° posto (34,6%) insieme al 102° posto della provincia per <strong>posti letto nelle Rsa (ogni 1.000 abitanti over 65 anni</strong>) pongono <strong>la speranza di vita degli over 65</strong> alla 105° posizione (Istat 2023). È un quadro che parla da solo.</span></p>
<p>Un argomento da rivedere è quello sull’incremento turistico. Infatti andando a una comparazione fra i dati delle altre provincie siciliane <span style="color: #0000ff;"><strong>l’indicatore sulle presenze turistiche</strong> (var. % annua da elaborazione dati Istat, 2023 rispetto al 2022) fa ritrovare Siracusa al 65° posto, superata da Palermo (62°) Trapani (54°) e Ragusa (45°).</span></p>
<p>Osservando il versante socioeconomico i dati svelano ciò che è evidente a tutti: una bassa<span style="color: #ff00ff;"><strong> retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti</strong> (elab. dati Inps del 2022) che pone al <strong>74° posto la provincia con una media di 17.598 euro</strong> (la media italiana è di 20.328 euro) e <strong>un indicatore Isee</strong> (famiglie con Isee &lt; 7mila euro &#8211; in % sul totale dei nuclei con Isee &#8211; elab. su dati Inps, 2023) che <strong>pone al 99° posto la provincia.</strong> È la denuncia di una realtà povera</span>. <strong>Ma allora perché l’inflazione sui beni alimentari è lo stesso alta?</strong> Tutto ciò lascia pensare che è meglio fare la spesa possibilmente non ai supermarket: dall’ortolano e nelle botteghe, macellerie, pescherie si è più sicuri per la qualità, e sul prezzo si può contrattare. È anche da considerare che spendere nei supermercati significa tanto denaro portato via ogni giorno dalla provincia, deposto in grandi banche che fanno affari anche con le fabbriche d’armi. Infine queste grandi distribuzioni organizzate non investono quasi nulla in provincia per far girare l’economia locale dando poco e sudato lavoro e rischiando il minimo per i vari franchising esistenti.</p>
<p>Una parte del dossier espone indici statistici attinenti ai giovani. Il relativo indice generale pone la provincia all’88° posto. Infatti un fattore positivo è che la provincia è al 21° posto per Nuzialità (rapporto tra il numero di matrimoni celebrati nell’anno e l’ammontare medio della popolazione residente ogni 1.000 nel 2023), invece in negativo abbiamo tutta una serie importante di indicatori. C’è la <strong>disoccupazione giovanile (30,5%), </strong>l’indicatore sulla:<strong> trasformazione a tempo indeterminato di quelli indeterminati</strong> che si trova (93° posto) e gli indici relativi ai settori culturali e sportivi (concerti, aree sportive, ecc.) tutti intorno alla <strong>100° posizione</strong>. Anche <span style="color: #ff0000;"><strong>l’indice di lettura, </strong>96° posizione (diffusione media di quotidiani, mensili e settimanali &#8211; copie ogni 100 abitanti dato da Ads/Istat, 2023) è fra i più bassi della regione. Da precisare che è un indicatore sempre basso da decine e decine di anni. Un altro elemento preoccupante è <strong>l’uscita precoce dal sistema d’istruzione e formativo </strong>(analfabeti, senza titolo di studio, con licenza elementare o media. in % 25-49 anni &#8211; Istat, 2022)<strong> che pone la provincia al 92° posto.</strong> È una strada di un ritorno all’analfabetismo.</span></p>
<p><strong>Anche sull’efficienza della rete di distribuzione acque (100° posto)</strong> c’è da osservare che la provincia sta al di sotto di tutte le altre siciliane (Me: 92; Rg: 74; Ct: 60. . .). Altre negatività rispetto al resto della Sicilia sono la partecipazione elettorale (102° posizione) e l’illuminazione pubblica 82° posizione (punti luce a led, in % sul totale nel comune capoluogo &#8211; Istat, 2021).</p>
<p>Sul versante economico continua a rimanere alto (3° posizione)<span style="color: #008000;"> l’indice di “quota export sul Pil” (è il rapporto in % fra esportazioni di beni verso l’estero e valore aggiunto). Ciò significa che la provincia esporta quasi tutto (prodotti petroliferi, agricoli, ecc.) a basso valore aggiunto lasciando sul territorio meno denaro e più inquinamento.</span> Il report dà notizia anche dell’indice Istat sul tasso d’occupazione (% età 20-64 anni dati 2023) che pone la provincia al 100° posto, cioè il 47,7% della popolazione attiva lavora. <span style="color: #ff0000;">Ciò denota lavoro nero data la massa monetaria maggiore in circolazione ma anche il gran numero di cassa integrati: <strong>l’indice sul numero di ore della cassa integrazione guadagni si trova in 9° posizione nazionale</strong>.</span></p>
<p>Dati interessanti si ricavano dalle pensioni. L’Inps dichiara che nel 2023 al settore privato per le <span style="color: #808000;"><strong>pensioni di vecchiaia che rappresentano il 38,49% ha emesso un importo medio mensile di 1.342 euro</strong>, al rimanente (ben 61,51%) l’importo variava da 720 a 484 euro</span>. Invece in quello <span style="color: #00ff00;"><strong>pubblico il 67.82% otteneva un importo medio mensile di 2.254 euro</strong></span>, ma anche la rimanente percentuale (pensioni invalidità) erano con importi elevati (superiori a 1.000 euro). Ciò dà l’evidenza che <span style="color: #3366ff;">dopo le riforme pensionistiche il settore privato compresi gli ex dipendenti da imprese petrolchimiche (turnisti, lavori usuranti) sono scesi non tanto coperti dall&#8217;inflazione e con l’applicazione dell’ultima riforma le nuove pensioni caleranno di parecchio</span>. L’Inps fa osservare che la percentuale di pensionati sulla popolazione provinciale è giunta al 36,34% (popolazione superiore ai 18 anni).</p>
<p>Per gli indicatori ambientali è da sottolineare <strong>il <span style="color: #ff0000;">rischio frana</span></strong><span style="color: #ff0000;"> (popolazione in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata &#8211; Ispra, 2021) che pone la provincia al 26° posto</span>. Un fattore positivo emerge dall’indice <span style="color: #339966;"><strong>Densità di tutti gli impianti fotovoltaici</strong> (numero per 10 Kmq nel Comune capoluogo &#8211; Tagliacarne, 2022) dove troviamo la provincia al 45° posto.</span></p>
<p>Ci sarebbero molti altri indicatori da analizzare (verde pubblico, rifiuti, riqualificazioni energetiche ecc.) che saranno esaminate in dettaglio in un prossimo articolo.</p>
<p>Nel confronto anche con altri indicatori che l’elemento “cultura” è essenziale. Esso porta a conoscere, sensibilizzare, protestare contro una realtà troppo negativa, in cui i cittadini devono fare la loro parte. Non è un caso che in Comuni quali Canicattini con il festival internazionale jazz, Portopalo con il cinema di frontiera e altri, ci si trova una qualità di vita più alta.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Una lotta per il lavoro a Siracusa. Possiamo riscattarci?</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2025/03/31/una-lotta-per-il-lavoro-a-siracusa-possiamo-riscattarci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 08:15:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zona Industriale]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[n. fratoianni]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[ISTAT]]></category>
		<category><![CDATA[s. zappulla]]></category>
		<category><![CDATA[a. mannino]]></category>
		<category><![CDATA[p. montalto]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Dalla crisi industriale alla lotta per il lavoro”. È questo il titolo che si è dato il partito Sinistra italiana per un confronto pubblico con la partecipazione del suo segretario regionale Pierpaolo Montalto, il segretario regionale della Cgil Alfio Mannino e il segretario nazionale del partito Nicola Fratoianni. Il segretario provinciale Seby Zappulla ha esordito con un’analisi sulla situazione economica del Paese che da ventiquattro mesi è in pesante calo di produzione puntando l’attenzione sul Polo industriale. <em>“Qualunque altro governo avrebbe capito che di fronte a uno scenario del genere bisognava essere preoccupati, invece loro pensano ad altro. Anche le altre zone industriali siciliane sono in una condizione drammatica. Ma anche in questo caso il tema di questa classe di governo siciliana è in tutt’altra direzione. Si rischia di rimanere con un territorio inquinato e le tante aziende che qui hanno sfruttato falde, territorio, costa e popolazione ricevendo anche risorse importanti dallo Stato possono permettersi di andar via lasciando dietro di sé solo devastazione”. </em></p>
<p><img decoding="async" class="alignright wp-image-30572 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/seby-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/seby-225x300.jpg 225w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/seby-788x1050.jpg 788w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/seby-768x1024.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/seby-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/seby.jpg 1536w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p><em>“Solo con la decisione Eni per la chiusura della Versalis sono spuntate le crisi delle altre grandi aziende in special modo quella della sudafricana Sasol. Ma del depuratore consortile Ias non si ha nessuna notizia da parte della regione”</em>. La sua analisi lo ha portato a dire che <em>“abbiamo davanti una crisi di sistema di portata nazionale”, </em>evidenziando come la classe politica del territorio abbia pensato di risolvere le crisi<em>: “Ogni sindaco è andato per i fatti propri chi con telefonate, chi facendo altro. <strong>È la fine della politica</strong>. Mentre qui il problema occupazionale s’allarga. In questa provincia vivono 400 mila persone e più o meno 80.000 persone sono disoccupate. La zona industriale dà occupazione a circa 10.000 persone, parliamo del sostentamento di 40.000 persone se guardiamo al nucleo familiare e di un livello di retribuzione più alto rispetto ad altri settori quali quell&#8217;edile, dell&#8217;agricoltura e del terziario dove si registra una maggiore precarietà come del turismo dove i livelli di retribuzioni sono i più bassi e precari”. </em></p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-30569 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/mann-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/mann-225x300.jpg 225w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/mann-788x1050.jpg 788w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/mann-768x1024.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/mann-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/mann.jpg 1200w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p>Terminando il segretario provinciale ha ribadito: <em>“Dobbiamo essere onesti nel dire che la zona industriale così com&#8217;è non va da nessuna parte, ha gli anni contati e noi <strong>dobbiamo renderci conto che una decisione va presa e condivisa”. </strong></em></p>
<p>Il segretario regionale della Cgil Mannino ha sottolineato l’importanza di un piano industriale complessivo per tutti i quattro siti industriali dell’isola che sono quasi tutti in crisi. Ha ribadito il sindacalista: <em>“A questo governo la crisi industriale non interessa tanto, anzi ora si sono inventati la possibilità di utilizzare i fondi del Pnrr per riconvertire Termini Imerese in una fabbrica d’armi. Non hanno capito quali sono le cause che hanno scatenato questa crisi industriale del Paese. Non hanno un&#8217;idea di sviluppo, non gliene frega niente della transizione energetica, il problema è quello di ridimensionare e provare a trasformare ciò che si può secondo le nuove intenzioni per spendere miliardi in armi”. </em></p>
<p>Fratoianni ha poi aperto il suo intervento chiarendo: <em>“Quando diciamo crisi dobbiamo dare un senso a questa parola, perché la crisi di cui parliamo noi è crisi di lavoro che pagano i lavoratori con il territorio inquinato, saccheggiato e depredato. <strong>Ma non è affatto la crisi degli azionisti.</strong> Io dico che bisogna rifiutare la rassegnazione e organizzare una risposta. <img decoding="async" class="alignright wp-image-30570 size-medium" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/frat-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/frat-225x300.jpg 225w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/frat-788x1050.jpg 788w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/frat-768x1024.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/frat-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/03/frat.jpg 1200w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></em></p>
<p><em><strong>Occorre una proposta politica in grado di indicare una via.</strong> Questa crisi fa la fotografia delle enormi responsabilità che hanno le multinazionali. C’è l’Eni in parte pubblica che ha tratto enormi profitti in questi anni, ma il governo non ha mai posto il tema di una tassazione sui suoi extra profitti. Si tratta di risarcimenti nei confronti di un territorio che è stato umiliato per troppo tempo. C’è la transizione che è questione di competitività per questo Paese, l’ha capito il sindacato ed è dovere della politica e del governo accompagnare la transizione evitando che vengano scaricati i suoi costi sulle spalle dei lavoratori. Meloni festeggia il fatto che il suo governo si avvicina ad essere il quinto più longevo, mentre nello stesso giorno <strong>l’Istat pubblicava le statistiche sulla povertà ed esclusione sociale per il biennio 2023-24 dalle quali emergeva che quasi un quarto della popolazione italiana, poco più di 13,5 milioni di persone, ricade in tale condizione.</strong> Si tratta del 23,1% degli italiani nel 2024, un dato in lieve rialzo rispetto al 22,8% dell’anno precedente. È un peggioramento rispetto al 2023 che attesta come le politiche del governo Meloni abbiano fallito”</em>. Infine Fratoianni ha ribadito i temi che il partito porta avanti da tempo come il salario minimo e la diminuzione dell’orario di lavoro, affermando che è un’emergenza nazionale trovarsi davanti a stipendi da fame. <em>“Arrivare a una riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario è stato effettuato in altri Paesi con successo”</em> &#8211; ha dichiarato il segretario – <em>“davanti a una riorganizzazione dei tempi di lavoro è stato visto che c’è un aumento di produttività. Così si moltiplicano le ore di tempo libero che portano a una migliore qualità della vita”</em>.</p>
<p>A conclusione ha fatto un appello a tutti nell’impegno per la stagione referendaria ad andare a votare per i cinque referendum, quattro sulle questioni del lavoro, sicurezza, tutela del posto del lavoro e quello sulla cittadinanza.</p>
<p><em>“<strong>Sono cinque occasioni per dire con un sì che si può cambiare e che si può rifiutare la rassegnazione. Io penso che questa campagna debba diventare una grande occasione per iniziare una mobilitazione. Non possiamo avere questa classe dirigente all&#8217;infinito</strong>: si può cambiare costruendo anche una Sicilia diversa”</em>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Report sui dati del Sole 24ore sulla qualità della vita in Italia: il caso di Siracusa e provincia</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2022/11/24/report-sui-dati-del-sole-24ore-sulla-qualita-della-vita-in-italia-il-caso-di-siracusa-e-provincia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2022 17:59:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura generale]]></category>
		<category><![CDATA[Fttc]]></category>
		<category><![CDATA[Ftth]]></category>
		<category><![CDATA[Sole 24ore]]></category>
		<category><![CDATA[ISTAT]]></category>
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					<description><![CDATA[Com’è la qualità di vita nella provincia di Siracusa? O meglio, come si vive, vi sono servizi pubblici adeguati e quelli privati quali alloggi, bar, ecc. in che maniera soddisfano? Tante questioni e problematiche sociali esistono nella nostra società oramai molto più complessa rispetto a decenni fa, per cui è necessario chiarire. Se andiamo a &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Com’è la qualità di vita nella provincia di Siracusa?</strong> O meglio, come si vive, vi sono servizi pubblici adeguati e quelli privati quali alloggi, bar, ecc. in che maniera soddisfano? Tante questioni e problematiche sociali esistono nella nostra società oramai molto più complessa rispetto a decenni fa, per cui è necessario chiarire. Se andiamo a fare domande alla popolazione della provincia troveremo risposte diverse. C’è chi dice che si trova bene chiudendosi in casa, parlando con pochi e godendosi il sole che c’è quasi sempre (<strong>la provincia è la 1° su tutte le 106 d’Italia per l’alto grado di soleggiamento</strong>). Per altri tutto va male perché il capoluogo è sporco, intasato da troppe auto, con quartieri malfamati e tantissimi problemi mai risolti dalle varie amministrazioni che si sono succedute. Se passiamo agli abitanti residenti nei Comuni della provincia il giudizio cambia. Nei Comuni montani si afferma il vivere a misura d’uomo anche se mancano parecchi servizi, in quelli più grandi i servizi ci sono e anche la qualità per molte persone venute da grandi città che hanno trovato piacevole lavorare e/o soggiornare lì. Poi, ci sono gli istituti di ricerca pubblici come l’Istat, le università e quelli privati che raccolgono dati con vari indicatori dando una visione più completa del capoluogo e dell’intera provincia. Questa statistica descrittiva fa emergere numeri che parlano indicando sinteticamente i lati positivi e negativi di un territorio. <strong>L’ultimo report sulla qualità della vita pubblicato dal Sole 24ore sui dati dell’anno 2021 pone la provincia al 98° posto su 106 provincie. ciò rappresenta una variazione di +7 rispetto al 2020 (era in105esima posizione)</strong>. Ma è dal 1990 che la provincia si trova annualmente agli ultimi posti nella classifica generale: solo nel 1994 raggiunse il 65° posto poi è rimasta sempre giù con <strong>una media di posizione 91esima in 26 anni</strong>. Bisogna precisare che non c’è da stupirsi se altri report emessi da altri istituti, usando una diversa metodologia e ponendo anche altri indicatori, giungono a risultati differenti ma la tendenza è la stessa: nella provincia e capoluogo la qualità di vita è molto bassa. Inoltre è da ribadire che sui risultati finali incidono sempre e di parecchio quelli del capoluogo sia perché alcuni servizi esistono solo a Siracusa (es. trasporto urbano dove l’indicatore dichiarato solo per Siracusa, auto in circolazione, Prezzo medio di vendita delle case) sia perché il capoluogo è la città più popolata (circa un terzo della provincia). Nel report non mancano punti di contrasto evidenti. Infatti osserviamo che si è <strong>primi come migliore performance nella banda ultra larga (Fttc) che rappresenta la Fibra fino all&#8217;armadietto &gt;=100 Mbit/s &#8211; % copertura edifici (Agcom, 2021). Al contrario c’è anche la peggiore performance (105° classifica generale) per i depositi bancari delle famiglie consumatrici &#8211; in euro pro capite (dati Banca d&#8217;Italia/Istat).</strong> Entrando più nello specifico troviamo</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-24329 alignright" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/11/Screenshot-2022-11-20-at-13-05-00-Qualita-della-vita-2021-la-classifica-delle-province-italiane-dove-si-vive-meglio.-Trieste-la-migliore-nel-2021-Il-Sole-24-ORE-300x152.png" alt="" width="300" height="152" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/11/Screenshot-2022-11-20-at-13-05-00-Qualita-della-vita-2021-la-classifica-delle-province-italiane-dove-si-vive-meglio.-Trieste-la-migliore-nel-2021-Il-Sole-24-ORE-300x152.png 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/11/Screenshot-2022-11-20-at-13-05-00-Qualita-della-vita-2021-la-classifica-delle-province-italiane-dove-si-vive-meglio.-Trieste-la-migliore-nel-2021-Il-Sole-24-ORE-768x389.png 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/11/Screenshot-2022-11-20-at-13-05-00-Qualita-della-vita-2021-la-classifica-delle-province-italiane-dove-si-vive-meglio.-Trieste-la-migliore-nel-2021-Il-Sole-24-ORE.png 1005w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="802">il macro indicatore <strong>“ricchezza e consumi”</strong> che proviene dal calcolo di 11 sotto indicatori fra cui il valore aggiunto pro capite, la spesa delle famiglie, debiti, ecc. <strong>questo è al 100° posto</strong> in classifica generale facendo <strong>discendere la provincia di 6 posizioni rispetto al 2020</strong>.</td>
</tr>
<tr>
<td width="802">il macro indicatore <strong>“affari e lavoro”</strong>, <strong>posto a quota 87esima</strong>, fra i suoi 15 sotto indicatori figurano: tasso di occupazione, infortuni, giovani neet, ecc. indicatori negativi, ma ciò che non ha fatto scendere di più questo macro indicatore è dovuto alla qualità delle strutture ricettive (Numero medio di stelle delle strutture alberghiere, elab. Tagliacarne su dati Istat, 2020) elevata e al rapporto % tra esportazioni di beni verso l&#8217;estero e valore aggiunto (Prometeia, 2020). In pratica la provincia esporta tutto e principalmente dalla zona industriale.</td>
</tr>
<tr>
<td width="802">Altro macro indicatore è <strong>“giustizia e sicurezza”</strong> da anni sempre abbastanza negativo, sintomo di forte criminalità in essere. <strong>Esso pone la provincia alla 99° posizione</strong> con una variazione annuale di meno 8 (nel 2020 era alla 91° posizione). Fra i suoi 15 sotto indicatori spiccano in aumento i reati legati agli stupefacenti, la mortalità per incidenti stradali, le estorsioni e i furti di autovetture.</td>
</tr>
<tr>
<td width="802">Appare anche il macro indicatore <strong>“demografia e società”</strong>. In questo vengono racchiusi altri 15 sotto indicatori importanti come il saldo migratorio totale (la differenza tra iscritti e cancellati dai registri anagrafici per trasferimento di residenza, Istat, 2020), il consumo di farmaci per depressione, la speranza di vita alla nascita, cioè il numero medio di anni (Istat, 2020). <strong>L’assegnazione alla provincia è in 93° posizione</strong> nella classifica delle 106 provincie, ciò dovrebbe far riflettere.</td>
</tr>
<tr>
<td width="802">C’è <strong>“ambiente e servizi”</strong> contenente 15 indicatori. È un’area più complicata da leggere perché contiene sia indicatori semplici (raccolta differenziata, piste ciclabili, auto in circolazione ogni 100 abitanti, nel Comune capoluogo, sia altri sub indicatori raggruppati è il caso della “<strong>Qualità della vita dei bambini</strong>” indice basato su 12 parametri (asili nido, aree giochi, pediatri, studenti per classe e scuole accessibili o con giardini e palestre, elab. Sole 24 Ore, 2021) in <strong>81esima posizione</strong>.</p>
<p>La “<strong>Qualità della vita dei giovani</strong>” indice su 12 parametri (aree sportive all&#8217;aperto, età media del primo figlio, concerti, discoteche, elab. Sole 24 Ore, 2021) in <strong>68esima</strong>.</p>
<p>“<strong>Qualità della vita degli anziani</strong>” indice su 12 parametri (importo pensioni, assistenza domiciliare, infermieri, biblioteche, orti urbani, elab. Sole 24 Ore, 2021) in <strong>90esima posizione</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-24330" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/11/Screenshot-2022-11-20-at-13-08-27-Qua-300x143.png" alt="" width="300" height="143" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/11/Screenshot-2022-11-20-at-13-08-27-Qua-300x143.png 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/11/Screenshot-2022-11-20-at-13-08-27-Qua-1024x488.png 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/11/Screenshot-2022-11-20-at-13-08-27-Qua-768x366.png 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/11/Screenshot-2022-11-20-at-13-08-27-Qua.png 1077w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></td>
</tr>
<tr>
<td width="802">In ultimo la macro zona “<strong>cultura e tempo libero</strong>” che si presenta <strong>al 66esimo posto</strong>. In quest’area si osservano: il patrimonio museale (18° posto), l’indice di lettura, al 92° posto (diffusione media di quotidiani, mensili e settimanali &#8211; copie ogni 100 abitanti dato da Ads/Istat, 2020) palestre, piscine (ogni 10mila abitanti inclusi i centri per il benessere, Infocamere/Istat) le Offerta culturale di spettacoli (95° posto, Siae/Istat, 2020) spesa dei Comuni per la cultura 82° posizione (euro pro capite elab. Tagliacarne su dati Siope, 2020). Nonostante bassi valori di parecchi indicatori quella posizione è dovuta da indicatore quali: ristoranti (un numero superiore alla media nazionale) la diffusione della banda ultra larga – Fttc e banda ultra larga Ftth (Agcom, 2021).</p>
<p><strong>Un dato interessante è quello che fuoresce dall’importo pensionistico</strong>. Il reddito medio da pensione di vecchiaia in euro all&#8217;anno (Inps, 2020) <strong>si trova in 17esima posizione</strong> e un <strong>importo medio di 20.813€</strong> che supera la media nazionale <strong>(</strong><strong>19.244,3€)</strong> però la maggioranza delle pensioni (vecchiaia/invalidità) sono con importi molto bassi. Ciò evidenzia l’esistenza di un gruppo di pensionati che percepisce grandi importi (specialmente ex dipendenti pubblici e della sanità). Invece la retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti (Istat, 2019) è di 17.018€ che pone la provincia al 72 posto rispetto alla media nazionale di 19.523€.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Riguardo l’indicatore dei beneficiari di reddito di cittadinanza, i dati Inps luglio 2022 dichiarano, per Siracusa e provincia, che i beneficiari sono 40.066 per un importo medio mensile di 565,87 euro.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-24331 alignright" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/11/386553_1-300x192.jpg" alt="" width="300" height="192" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/11/386553_1-300x192.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/11/386553_1-768x491.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/11/386553_1.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Inoltre il Sole 24ore ha emesso anche il <strong>29esimo rapporto “Ecosistema urbano di Legambiente e Ambiente Italia”</strong> che si basa su 18 parametri raggruppati in 5 macro aree (aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente).</p>
<p>Esso dà una classifica che fotografa con i dati relativi al 2021 le performance ambientali di 105 città fra cui Siracusa. <strong>la città si pone nella classifica generale in 96esima posizione sulle 105 città</strong>.</p>
<p>Nello specifico riprendendo alcuni indicatori abbiamo in 78esima “alberi in aree di Proprietà pubblica” (alberi/100 abitanti), cala alla 99esima posizione per il verde pubblico, mentre è al 6° posto per l’alta concentrazione di O<strong><sub>3 </sub></strong>(ozono) fattore inquinante. È terz’ultima per dispersione della rete idrica, peggio sono solo Belluno e Catania. Rispetto a questo indicatore c’è <strong>“la potenza installata in kW su edifici pubblici ogni mille abitanti” che pone Siracusa al 28° posto</strong>. Mentre l’indicatore rifiuti differenziati (percentuale di rifiuti differenziati, frazioni recuperabili, sul totale dei rifiuti urbani prodotti) afferma la sua risalita, ma con molto cammino da fare (è <strong>all’84° posizione generale)</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sterile polemica sul reddito di cittadinanza mentre aumentano poveri e neet come rilevato dall’Istat</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2022/07/10/sterile-polemica-sul-reddito-di-cittadinanza-mentre-aumentano-poveri-e-neet-come-rilevato-dallistat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2022 08:59:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[L’ultimo rapporto annuale dell’Istat presentato in Parlamento riferisce che, senza il reddito di cittadinanza, nel 2021 la nazione avrebbe avuto un milione di poveri in più a fronte di altri dati sconfortanti, come quello sui 4,5 milioni di lavoratori che percepisce uno stipendio di mille euro lordi (700 netti) e quello sui 5,6 milioni di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’ultimo rapporto annuale dell’Istat presentato in Parlamento riferisce che, senza il reddito di cittadinanza, nel 2021 la nazione avrebbe avuto un milione di poveri in più a fronte di altri dati sconfortanti, come quello sui 4,5 milioni di lavoratori che percepisce uno stipendio di mille euro lordi (700 netti) e quello sui 5,6 milioni di poveri, il 10% della popolazione quindi. </strong></p>
<p>Un quadro desolante di cui la maggioranza delle forze politiche si disinteressa, e accade così che <strong>questo rapporto Istat non abbia neanche avuto la dovuta rilevanza sui grandi giornali nazionali</strong> dove invece infuria la polemica sul reddito di cittadinanza visto solo in negativo laddove sarebbero solo necessari alcuni ritocchi per migliorarne l’efficacia ed eliminare quanto non abbia funzionato.</p>
<p>Collegato ai dati sulla povertà e sul lavoro povero che interessa milioni di italiani privi di diritti c’è un altro indice, quello del <strong>NEET</strong>, Not Education, Employment or Training, cioè le persone che non studiano né lavorano né ricevono una formazione. <strong>In statistica sono anche note come persone inattive</strong>. La fascia che viene presa in esame è quella dei giovani fra i 16 e i 34 anni e anche i dati regionali non lasciano ben sperare, come rilevano i report annuali sulla qualità della vita del Sole 24ore e di Italia oggi. <strong>In Sicilia oltre 1,5 milioni di popolazione nella fascia tra i 15 e i 64 anni risultano inattivi, afferma il QdS, nella provincia di Siracusa sono quasi la metà di chi potenzialmente potrebbe studiare, formarsi o lavorare (il 46%).</strong> È uno scenario tristemente noto che sembra non cambiare. Nel luglio 2020 avevamo intervistato Alessia Incontro, che lavora nella ristorazione: era piena di risentimento verso i ristoratori e i suoi colleghi che continuavano a farsi sfruttare. Ci diceva: “Sono una ragazza di 38 anni che lavora da 20 come cameriera e ora ha raggiunto il culmine dopo un continuo e intenso sfruttamento. Lo sai qual è la mia paga? Finora dagli imprenditori ho ricevuto 3,5 € l’ora per dieci ore al giorno senza diritti, ma solo tante vessazioni. Inoltre, dopo tutto questo periodo, ho solo quattro anni di contributi versati. Dov’è il nostro futuro?”</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-18449 alignright" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/alessia-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/alessia-300x300.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/alessia-150x150.jpg 150w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/alessia.jpg 455w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Oggi si è trasferita e lavora in una struttura sul Lago Maggiore.</p>
<p>«Sto lavorando qui e mi trovo bene: mi pagano 1.800 euro e sono soddisfatta degli orari e del lavoro. A Siracusa lavoravo il doppio ed ero pagata molto meno, oltre ad essere trattata male, ma se parli con i giovani di qua, ti dicono che per loro questa paga è bassa. Infatti, i miei colleghi nella struttura sono del sud e stranieri, nessuno del centronord».</p>
<p><strong><em>La situazione a Siracusa è cambiata?</em></strong></p>
<p>«Affatto, è solo peggiorata al punto tale che una grande maggioranza di giovani è andata via, chi al nord come me, chi in Europa (Francia, Germania, Svizzera, ecc.) dove ricevono una migliore retribuzione e sono trattati bene. <strong>Da noi molti non vogliono più essere sfruttati e se non riescono ad andare via, se ne stanno a casa». </strong></p>
<p><strong><em>Imprenditori e politici dicono che è colpa del Rdc</em></strong></p>
<p>«Cosa? Per avere il Rdc per single dovresti avere un massimo di 6mila euro lordi all’anno, ci riesci a campare anche a Siracusa di questi tempi? Neppure puoi pensare di fare un’attività in nero e prenderti il Rdc, sono tutte falsità. La verità è che <strong>i ristoratori siracusani arrancano e sono in difficoltà</strong>, non so come facciano, forse ricorrono ai soli familiari, ma non cambiano la mentalità di trattare il personale in maniera dignitosa. Per questo ti dico che sono perplessa e negativamente <strong>vedo un’Italia destinata a fallire. </strong></p>
<p><strong><em>Cosa significa quello che dici? </em></strong></p>
<p>Nella struttura in cui lavoro il 90% dei clienti è straniera, pochi o assenti i clienti italiani e potrebbero essere di più del cosiddetto ricco nord. Anche qui oltre al sud osserviamo la crisi, poi <strong>fra noi giovani del sud c’è più intraprendenza, quel nati qua non hanno le spalle forti come le nostre dopo tante esperienze amare</strong>. Una mia amica di Siracusa che lavorava al casinò di Malta con la venuta del Covid ha cambiato attività, ora lavora in smart working dando assistenza, non so di preciso com’è il suo lavoro, per grandi marchi come la Ferrero e altre di questo tipo, e guadagna molto bene. Anche in questo settore non esistono tanti industriali del nord, è molto in mano a imprese straniere. <strong>Con la venuta del Covid si è avuta una visione diversa da parte di noi giovani lavoratori del sud</strong>, ci siamo adeguati alle nuove possibilità offerte sempre perché partivamo da basi differenti rispetto agli altri del nord».</p>
<p><strong>Rimarrai a nord? </strong></p>
<p>«Si, è mi dispiace dirlo, perché <strong>amo la mia città, ma noi giovani non ci possiamo vivere, non accettiamo più d’essere sfruttati</strong>. Qui il lavoro è stagionale, la struttura chiude da Ottobre a Marzo e il paesino di 900 abitanti si svuota di turisti, ma non ci sono problemi, esistono due banche oltre all’ufficio postale: significa che il denaro circola, puoi andare in altri posti di lavoro e <strong>le opportunità in Europa non mancano</strong>».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Lotta alla corruzione: in vigore la norma che tutela chi denuncia</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2018/02/20/lotta-alla-corruzione-in-vigore-la-norma-che-tutela-chi-denuncia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giambattista Totis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2018 11:50:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi Europei]]></category>
		<category><![CDATA[commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[fake news]]></category>
		<category><![CDATA[ISTAT]]></category>
		<category><![CDATA[legge sul whistleblowing]]></category>
		<category><![CDATA[norma di civiltà]]></category>
		<category><![CDATA[Autorità nazionale anticorruzione]]></category>
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					<description><![CDATA[Spesso chi si espone e adisce l&#8217;Anac viene mobbizzato, licenziato oppure subisce ritorsioni. La recente legge prevede la tutela dell&#8217;identit&#224;, oltre alla garanzia di nessuna ritorsione sul lavoro e tantomeno di atti discriminatori &#160; La Civetta di Minerva, 2 febbraio 2018 Nell&#8217;Italia delle fake news e delle notizie sensazionali si &#232; dato pochissimo spazio a &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="background: none; margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><em><span style="background: white; margin: 0px; color: black; font-size: 13pt;">Spesso chi si espone e adisce l&rsquo;Anac viene mobbizzato, licenziato oppure subisce ritorsioni. La recente legge prevede la tutela dell&rsquo;identit&agrave;, oltre alla garanzia di nessuna ritorsione sul lavoro e tantomeno di atti discriminatori</span></em></strong> <br /></span></p>
<p>  <span id="more-10324"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="background: none; margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">La Civetta di Minerva, 2 febbraio 2018</span></span></span></p>
<p style="background: none; margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Nell&rsquo;Italia delle fake news e delle notizie sensazionali si &egrave; dato pochissimo spazio a una legge che pu&ograve; contribuire a ridurre i fenomeni di corruzione che inquinano la nostra democrazia</span></strong></span><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">. Solo ai pi&ugrave; faziosi o ai pi&ugrave; disinformati pu&ograve; passare per la testa che il fenomeno sia di esclusiva competenza della politica. Come<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>migliaia di episodi piccoli e grandi hanno dimostrato, essa &egrave; un cancro che attraversa la societ&agrave; in lungo ed in largo, in basso e in alto. Riguarda la politica, l&rsquo;economia, le professioni e cos&igrave; via fino ad incunearsi nelle piccole vicende quotidiane diventando un fenomeno di massa che, appunto, costituisce un cancro mortale per la nostra democrazia poich&eacute; settorializzando il fenomeno solo ad alcune categorie, enucleandolo dal nostro vivere quotidiano lo esorcizziamo decretando che non riguarda il nostro modo di vivere e di rapportarci con gli altri. Abbaiando alla luna evitiamo di concentrarci sul da fare in concreto anche nel nostro piccolo quotidiano poich&egrave; il problema, a giudizio dei pi&ugrave;, non ci riguarda ed &egrave; riferibile sempre e solo agli altri. </span></span></p>
<p style="background: none; margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Il parlamento prima di sciogliersi ha, finalmente, varato una norma utile</span></strong></span><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">, che pu&ograve; concorrere concretamente a scoperchiare il fenomeno nell&rsquo;unico modo possibile: proteggendo chi dice no e aumentando le<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>tutele per chi denuncia i corrotti; lo ha fatto con</span></span><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> la legge sul whistleblowing che protegge chi segnala corruzione o le irregolarit&agrave; sul posto di lavoro. Un passo importante per l&rsquo;affermazione della legalit&agrave;, oltre le chiacchiere e le dichiarazioni di principio. </span></span></p>
<p style="background: none; margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Che il fenomeno sia diffuso &egrave; testimoniato dai dati pubblicati dall&rsquo;ISTAT</span></strong></span><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> in seguito ad uno specifico e puntuale studio del fenomeno effettuato nel 2016. Cos&igrave;, oltre alla percezione che ciascuno di noi ha, veniamo a sapere con documenti oggettivi che il numero di famiglie coinvolte in episodi di corruzione almeno una volta &egrave; stato il 7.9% della popolazione (ben </span></span><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">1.742.000 persone) e che negli ultimi tre anni il fenomeno ha riguardato il </span></span><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">2</span></span><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">,</span></span><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">7</span></span><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">% (ovvero </span></span><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">597.000 persone) e</span></span><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> negli ultimi 12 mesi ben l&rsquo;</span></span><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">1</span></span><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">,</span></span><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">2</span></span><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">% (ovvero </span></span><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">255.000 persone) . Ovviamente i dati riguardano fenomeni accertati e documentati che, ovviamente, sono solo la punta dell&rsquo;iceberg. Ebbene, il 3,2% dei casi si sono verificati nel settore lavorativo (concorsi, avvio attivit&agrave;, ricerca di lavoro), il 2,4% in ambito sanitario (visite mediche specialistiche o accertamenti diagnostici, ricoveri o interventi) e il 2,1% quando queste persone si sono rivolte agli uffici pubblici.</span></span></p>
<p style="background: none; margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Non sar&agrave; popolare di questi tempi in cui a parlar bene di qualcuno si rischia il linciaggio, ma va riconosciuto che</span></span><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> <strong>la legge sul whistleblowing &egrave; un&#8217;altra &ldquo;norma di civilt&agrave;&rdquo; varata da questo vituperato parlamento</strong> (dopo quella sul fine vita, sull&rsquo;omofobia, sulla diversit&agrave; di genere e cos&igrave; via); &egrave; una legge utile che si preoccupa di non lasciare solo chi segnala illeciti di cui &egrave; venuto a conoscenza sul luogo di lavoro come ha opportunamente<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>sottolineato il presidente dell&rsquo;Autorit&agrave; nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, il 15 novembre scorso quando la Camera ha approvato in via definitiva la legge per la tutela di chi segnala reati oppure irregolarit&agrave; nel lavoro, pubblico o privato, a partire da casi di corruzione.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">La legge prevede, infatti, la tutela dell&rsquo;identit&agrave;, oltre alla garanzia di nessuna ritorsione sul lavoro e tantomeno di atti discriminatori.</span><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> <span style="margin: 0px; color: black;">Infatti, non &egrave; raro che chi si espone e denuncia viene mobbizzato, licenziato oppure subisce ritorsioni. La nuova legge dovrebbe impedire tutto ci&ograve;<strong>. Il dipendente, pubblico o privato, che segnala all&rsquo;Autorit&agrave; anticorruzione </strong></span></span><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">(</span></strong><span style="margin: 0px; font-size: 13pt;"><a href="https://www.anac.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong><span style="margin: 0px; color: #0066cc; font-family: 'Times New Roman','serif';">www.anac.it</span></strong></a></span><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">) </span></strong><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">o denuncia all&rsquo;autorit&agrave; giudiziaria condotte illecite</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">, di cui sia venuto a conoscenza grazie al proprio rapporto di lavoro, non pu&ograve; essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa che potrebbe avere effetti negativi. Inoltre, non hanno alcun valore eventuali atti discriminatori oppure ritorsivi</span><span style="margin: 0px;"></span><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">adottati dal datore di lavoro. Se ci&ograve; avviene, spetter&agrave; al datore di lavoro dimostrare che le misure discriminatorie siano motivate da ragioni estranee alla segnalazione da parte del dipendente.<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Per la lotta all&rsquo;inquinamento questa norma potrebbe essere un valido aiuto per far uscire dal silenzio quei dipendenti che, costretti con minacce o ricatti, magari di notte, o con la complicit&agrave; di chi poi ne subir&agrave; le conseguenze in termini di salute propria<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>o dei propri congiunti, supportano la dispersione nell&rsquo;aria o nel suolo di scarti della produzione inquinanti</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">La Commissione europea ha stimato che il whistleblowing pu&ograve; valere 50 miliardi di euro per le casse pubbliche</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> grazie al maggior numero di denunce perch&egrave; &ldquo;la corruzione ruba il futuro ai giovani e scoraggia le imprese sane&rdquo;. Ormai &egrave; accertato, chi segnala gli illeciti &egrave; chi vuole rimettere in sesto il Paese; le chiacchiere valgono zero.</span></p>
<p style="background: none; margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt; font-weight: normal;">Questa come le altre decine di leggi che si preoccupano, in concreto, di cambiare le cose nel nostro paese non sono state oggetto di attenzione n&eacute; di menzione sul social dove impazza la sagra delle fake news e della superficialit&agrave;. </span><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"><strong>Fenomeno quello delle fake che ha concorso ad alterare il confronto democratico </strong></span><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt; font-weight: normal;">(come emerge con sempre pi&ugrave; chiarezza) nel pi&ugrave; potente paese del mondo e che ha, finalmente, richiamato l&rsquo;attenzione dell&rsquo;Unione europea <span style="background: white; margin: 0px;">che ha avviato sul sito </span></span><span style="margin: 0px; font-size: 13pt;"><a href="https://www.ec.europa.eu/" target="_blank" rel="noopener"><span style="margin: 0px; color: #0066cc; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-weight: normal;">www.ec.europa.eu</span></a></span><span style="background: white; margin: 0px; color: black; letter-spacing: -0.5pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt; font-weight: normal;">una </span><span style="background: white; margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt; font-weight: normal;">consultazione pubblica sul tema, <span style="margin: 0px; letter-spacing: -0.5pt;">un </span>questionario a cui si pu&ograve; rispondere <span style="margin: 0px; letter-spacing: -0.5pt;">fino al 23 </span>febbraio. I risultati, insieme al <span style="margin: 0px; letter-spacing: -0.5pt;">lavoro </span>di un team di esperti, aiuteranno a capire l&#8217;efficacia delle misure anti-bufale messe in atto dalle big del web come Facebook e Google e a definire nuove mosse dell&rsquo;Ue.</span></p>
<p style="background: none; margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Il fenomeno delle fake news, probabilmente, condizioner&agrave; anche le prossime elezioni politiche in Italia poich&eacute; il fenomeno si &egrave; esteso e dilatato oltre misura.</span><span style="margin: 0px;"></span></strong><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt; font-weight: normal;">Risulta infatti, da</span></span><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt; font-weight: normal;">l 51esimo Rapporto sulla situazione sociale del Paese del Censis,</span></span><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> </span></span><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt; font-weight: normal;">che</span></span><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> </span></span><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt; font-weight: normal;">al 52,7% (pi&ugrave; della met&agrave; degli italiani) &egrave; capitato di credere a notizie false circolate in rete. La percentuale sale al 58,8% tra i pi&ugrave; giovani che dichiarano di crederci spesso nel 12,3% dei casi. Il rapporto registra quanto i social abbiano avuto una forte espansione anche come fonte di informazione: Facebook, uno dei social pi&ugrave; sotto accusa per la diffusione di false news, &egrave; utilizzato per questo scopo dal 35% degli italiani e la percentuale sale al 48,8% tra i giovani. Aumenta per&ograve; anche la percezione del problema: per il 77,8%<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span></span></span><span style="background: white; margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"><strong>quello delle fake <span style="margin: 0px; letter-spacing: -0.5pt;">news &egrave; un </span>fenomeno pericoloso. </strong></span><span style="background: white; margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt; font-weight: normal;">Soprattutto le persone pi&ugrave; istruite pensano che esse siano create ad hoc per inquinare <span style="margin: 0px; letter-spacing: -0.5pt;">il </span>dibattito pubblico <span style="margin: 0px; letter-spacing: -0.5pt;">(74,1%) </span>e che favoriscono il populismo <span style="margin: 0px; letter-spacing: -0.5pt;">(69,4%). <span style="margin: 0px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></span></p>
<p style="background: none; margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="background: white; margin: 0px; color: black; letter-spacing: -0.5pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt; font-weight: normal;">Infatti il web sempre pi&ugrave; &egrave; occupato da veri e propri </span><span style="background: white; margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt; font-weight: normal;">odiatori seriali</span><span style="background: white; margin: 0px; color: black; letter-spacing: -0.5pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt; font-weight: normal;"> che spingono le persone che hanno qualcosa da dire <span style="margin: 0px;">a</span></span><span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px;"><span style="background: white; margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt; font-weight: normal;"> lasciarne</span></span></span><span style="margin: 0px;"><span style="background: white; margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt; font-weight: normal;"> o a<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>limitarne l&rsquo;uso </span></span><span style="background: white; margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt; font-weight: normal;">perch&eacute;, sempre di pi&ugrave;, navigando su Fb alla ricerca di amici e conoscenti, nonostante si cerchi di affrontare, sia pure sinteticamente,<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>discussioni e riflessioni con tono dialogante, anche se a volte caustico e ironico, si ricevono risposte tutte perentorie ed estremiste, improntate a un astio e una rabbia di fondo sempre meno comprensibile in un confronto che vorrebbe essere civile e reciprocamente utile. </span></p>
<p style="background: none; margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="background: white; margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt; font-weight: normal;">Purtroppo quella che poteva essere un&#8217;occasione di allargamento della democrazia </span><span style="background: white; margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"><strong>&egrave; diventata una maschera per coprire le proprie frustrazioni</strong></span><span style="background: white; margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt; font-weight: normal;"> e l&rsquo;odio verso tutti, in puro stile Napalm 51, il personaggio dell&#8217;odiatore </span><span style="background: white; margin: 0px; color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt; font-weight: normal;">seriale inventato da Maurizio Crozza. Per parte mia l&#8217;odio social neanche mi sfiora, &egrave; qualcosa che avviene su un pianeta nel quale non ho mai messo piede, n&eacute; vorr&ograve; mai metterlo. Il tempo &egrave; breve, le cose da fare tante, le nostre parole preziose. E le persone, sono convinto, sono migliori di come appaiono sui social.</span></p>
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