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	<title>interviste &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Thu, 07 Mar 2024 07:27:31 +0000</lastBuildDate>
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		<title>I figli dei chiodi: intervista ad Alessandro Morbidelli</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2024/03/06/i-figli-dei-chiodi-intervista-ad-alessandro-morbidelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Lucia Riccioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2024 21:54:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura generale]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Vallecchi Editore Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Morbidelli]]></category>
		<category><![CDATA[I figli dei chiodi]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Chiodi. Strumenti per costruire, strumenti per ferire. Ferro e sangue, ruggine e sudore. Il romanzo di Alessandro Morbidelli, “I figli dei chiodi”, edito da Vallecchi, prestigiosa e storica casa fiorentina, ne fa mezzo di affiliazione, simbolo di legame a un destino come a una tavola di tortura. Potranno i personaggi crocifissi da odi atavici &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.ibs.it/images/9788882521912_0_536_0_75.jpg" alt="I figli dei chiodi - Alessandro Morbidelli - copertina" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chiodi.</p>
<p>Strumenti per costruire, strumenti per ferire.</p>
<p>Ferro e sangue, ruggine e sudore.</p>
<p>Il romanzo di Alessandro Morbidelli, “I figli dei chiodi”, edito da Vallecchi, prestigiosa e storica casa fiorentina, ne fa mezzo di affiliazione, simbolo di legame a un destino come a una tavola di tortura.</p>
<p>Potranno i personaggi crocifissi da odi atavici e spietata modernità affrancarsi dai legami di sangue – in tutti i sensi – ? come si potranno sbullettare le vite inchiavardate a un destino apparentemente ineluttabile in cui si “nasce merda e si muore merda”? fuga e vendetta sono la soluzione per sfuggire al dolore?</p>
<p>Mina e Cosimo, le cui vicende alternano 1989 e 2018, sono bambini che la sorte martella insieme a Rosa e Vito, in una Puglia ferina e in una Milano claustrofobica di alberghi e locali sordidi, tra moquette e privè, odore di stantio e carne. Carne in vendita, carne invecchiata e pronta a marcire, carne bruciata.</p>
<p>Destini ferrigni, che sanno di ruggine e ferite.</p>
<p>Mancano l’aria e l’acqua, in questo universo terragno, apparentemente irredimibile.</p>
<p>La musica – oltre ai rumori, ai suoni di questo romanzo “sensoriale”, che ci dona notazioni tattili, olfattive, materiche –  contrappunta la narrazione fin dall’esergo: la citazione di un brano dei Death, “Symbolic”, rivela quella che forse è la chiave di volta del romanzo, il grimaldello che aprirà i cuori fissati con la sparachiodi al male, alla cattiveria, al sangue: “innocence”.</p>
<p>L’innocenza, sì. Quella perduta da Cosimo e Mina, da Sergio, Carlino e da Rosa, Lisa Stansfield bellissima e sventurata, punita per la sua purezza violata che si è ribellata ai draghi sputafuoco, alle belve spietate.</p>
<p>Michael Andrews, Raf, Vasco Rossi, Giovanardi e i La Crus e altri musicisti e compositori, le sigle dei cartoni animati e dei programmi musicali degli anni Ottanta contrappuntano le pagine di Morbidelli. Il brano “My Body is a Cage” di Peter Gabriel, ad esempio, contiene interessanti spunti per comprendere meglio la danza paranoica – reale e allucinata – di Sandra, ballerina quarantenne frustrata, nevrotica mamma di Giacomo: e davvero tutti i personaggi del romanzo vivono una gabbia di paure, condizionamenti, riflessi istintivi, oppressione, insignificanza.</p>
<p>Potremmo quindi seguire i riferimenti musicali del testo come una vera e propria playlist che accompagni e segua la lettura del libro.</p>
<p>I continui rimpalli tra presente e passato riportano a galla quella che è (stata) la nostra storia recente, le ferite di un Sud dimenticato, le storture di un Nord spaesante.</p>
<p>Le voci dei protagonisti si alternano – Mina, Cosimo, Sandra, ognuno dei quali parla in prima persona, quasi a far penetrare come un chiodo il proprio punto di vista.</p>
<p>Lo stile è asciutto, senza concessioni al sentimentalismo, spesso brachilogico. Frasi brevi, spezzate, dialoghi serrati, che però si distendono in certe descrizioni di paesaggi naturali e dell’anima o nelle rivelazioni delle verità della trama.</p>
<p>Il romanzo è anche una sorta di risarcimento letterario, di omaggio in forma di storia a Palmina Martinelli, arsa viva a soli quattordici anni per essersi ribellata a chi voleva farla prostituire.</p>
<p>Palmina attende ancora giustizia, dopo anni di depistaggi.</p>
<p>La scrittura è forse l’unico chiodo sul muro, lo stilo sulla cera, il bastoncino sulla sabbia che può provare a riempire di parole e verità il silenzio.</p>
<p>“La Civetta di Minerva” ha intervistato Alessandro Morbidelli per voi.</p>
<p>Parafrasando una delle epigrafi in esergo al romanzo, com’è nata questa storia così ferina e “ferrosa”?</p>
<p>“I figli dei chiodi” è il romanzo che volevo scrivere e che avevo bisogno di scrivere. Nasce dal desiderio di raccontare l’infanzia tradita dagli adulti, come anche l’amore verso i più piccoli possa essere pericoloso, come arrivi sempre, per chiunque, la possibilità di imboccare una via laterale e diventare qualcosa di terribile, perché a volte è davvero facile lasciarsi andare. E poi volevo in qualche modo tenere viva la memoria di una bambina alla quale questo romanzo è dedicato, vittima del malaffare pugliese dei primi anni ’80: Palmina Martinelli. Il romanzo non racconta la sua storia, ma quella di cinque ragazzini, legati da una fortissima amicizia: due, fratello e sorella, sono figli di un capocosca, gli altri tre sono figli di quelle famiglie che sono a servizio della mafia perché sono sottomesse.</p>
<p>Spiegaci l’ambientazione, che contrasterebbe con le terre in cui vivi.</p>
<p>Sono convinto che raccontare una terra significhi in qualche modo riuscire a entrare in contatto con il <em>genius loci</em> che la vive e caratterizza. La cosa più semplice sarebbe attingere a ciò che si conosce, agli ambienti dove si è cresciuti. Tuttavia credo che un vero narratore debba essere in grado di effettuare un’operazione mimetica, di adattamento, in un contesto che non gli appartiene ma che, magari, lo affascina e lo convince che sia l’unico luogo possibile per la sua storia. Così è stato per me, scegliere una certa parte di Puglia, dove la mafia non è strutturata ma il malaffare era in mano a famiglie che si contendevano il territorio in faide epocali. In comune con la mia terra c’è lo sbocco sull’Adriatico, e il vento che racconta le storie.</p>
<p>L&#8217;idea di chiodo lascia spazio e speranza in una resurrezione o è una crocifissione definitiva?</p>
<p>Non esiste una cesura netta tra la parola “crocifissione” e “resurrezione”. Sono simbolicamente legate, in un gioco di significati che va oltre l’interpretazione episodica. Tra la prima e la seconda, però, c’è il dolore, la sconfitta, e solo alla fine la possibilità che si biforca: o tornare alla vita o scomparire. E non è detto che le due cose non possano coincidere.</p>
<p>Nel romanzo è presente una profonda riflessione sulla questione della violenza di genere, per cui sei stato anche invitato a iniziative a riguardo. C’è una soluzione, secondo te?</p>
<p>La riflessione sulla violenza prevaricatrice dell’uomo sulla donna credo sia da tenere sempre viva a prescindere dalle risonanze culturali, penso al film di Cortellesi, e di cronaca recenti, che magari potrebbero far pensare che il discorso riguardi un trend attuale ma momentaneo. La violenza di genere ha e ha sempre avuto molte forme. Da quella più evidente, fisica, chiara negli attentati all’incolumità della persona, a quelle più subdole: morale, con la svalutazione e il maltrattamento verbale; economica, con il controllo delle finanze e la non accettazione di un portafoglio indipendente; simbolica, con il semplice sfregio verso un oggetto che si ha a cuore, e questo è un atteggiamento molto più violento di quanto si possa pensare, e mi vengono in mente certi ometti che dopo la fine di una relazione, quando la controparte femminile se ne va di casa, fanno passare anni prima di restituire effetti personali, anche di prima necessità, tipo abiti o coperte. È un discorso molto complesso, ma se di soluzione dobbiamo parlare, credo si debba prestare la massima attenzione all’educazione dei ragazzi e al tempo stesso bisogna agire con forza contro chi questa educazione non l’ha avuta ed è prevaricatore.</p>
<p>Da anni ormai scrivi, sei curatore di volumi&#8230; come giudichi il tuo percorso? Cosa intravedi nel tuo futuro prossimo a proposito della scrittura?</p>
<p>Scrivo perché sento una grande necessità di trasformare le idee e le emozioni in storie. Quando leggo mi lascio trasportare dalle parole e vorrei che accadesse la stessa cosa a chi mi legge. Non amo la produzione forzata, per questo può passare parecchio tempo tra una mia pubblicazione e un’altra. Per me pubblicare con un editore storico e importante come Vallecchi è un punto di arrivo, una situazione che spero possa protrarsi nel tempo. Ho sempre scritto quello che volevo scrivere e con il piacere di farlo, credo sia una grandissima fortuna.</p>
<p>Gli autori a cui ti ispiri? C&#8217;è anche molta musica in questo libro: quale spazio occupa nella tua vita e ispirazione?</p>
<p>Leggo tantissimo. Ogni romanzo che finisco, perché ce ne sono tanti di cui mi bastano poche righe, mi lascia qualcosa. Non riesco a ispirarmi in maniera consapevole a qualcuno. C’è ammirazione, questo non lo nego, e di sicuro c’è anche una voce letteraria che si costruisce nel tempo, assimilando suoni ascoltati altrove. Non voglio sembrare nessun altro se non me stesso. Per quanto riguarda la musica, non credo di poter vivere senza: adoro certe atmosfere minimaliste d’atmosfera, mi piace lasciare l’orecchio teso verso il nord (ho adorato l’ultimo album degli islandesi Sigur Rós) e verso il caos, ritmato da sfuriate metal ed elettroniche. Ogni nota mi aiuta a pensare a una scena. Ogni scena può diventare un pezzo di storia. Ogni storia va raccontata.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Don Maggi: “Venne da Tommaso, l’apostolo  la più alta professione di fede di tutti i Vangeli”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2018/05/10/don-maggi-venne-da-tommaso-l-apostolo-la-piu-alta-professione-di-fede-di-tutti-i-vangeli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 May 2018 11:07:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiesa e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[giorno di Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[vangelo di Giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso apostolo incredulo]]></category>
		<category><![CDATA[se non vedo non credo]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;La comunit&#224; cristiana non deve trasmettere una dottrina, ma essere espressione dell&#8217;amore di Dio&#8221; &#160; Nel giorno di Pasqua si &#232; letto a messa il vangelo di Giovanni, capitolo 20 paragrafo 19-31. &#200; un passo fondamentale per i credenti, perch&#233; segna l&#8217;inizio dell&#8217;evangelizzazione degli apostoli. Eppure tutto questo da sempre &#232; stato visto in altro &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><em><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">&ldquo;La comunit&agrave; cristiana non deve trasmettere una dottrina, ma essere espressione dell&rsquo;amore di Dio&rdquo;</span></em></strong></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>  <span id="more-10758"></span>  </p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Nel giorno di Pasqua si &egrave; letto a messa il vangelo di Giovanni, capitolo 20 paragrafo 19-31. &Egrave; un passo fondamentale per i credenti, perch&eacute; segna l&#8217;inizio dell&#8217;evangelizzazione degli apostoli. Eppure tutto questo da sempre &egrave; stato visto in altro modo. Ci spieghi il perch&eacute;. </span></strong></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Giovanni scrive che la sera dell&rsquo;ottavo giorno dopo la resurrezione, mentre i discepoli erano in un luogo a porte chiuse, venne Ges&ugrave; e stette in mezzo. &Egrave; importante l&#8217;indicazione che d&agrave; l&rsquo;evangelista sulla posizione di Ges&ugrave;. Quando Ges&ugrave; si manifesta si mette al centro. Cio&egrave; Ges&ugrave; non si mette avanti gli altri, non si colloca neanche in alto, il che presupporrebbe che alcuni potrebbero essere pi&ugrave; vicini a lui, no Ges&ugrave; si mette al centro. Cio&egrave; nell&rsquo;eucarestia non ci sono gerarchie, ma tutti sono uguali attorno a Ges&ugrave;. Inoltre, Ges&ugrave; dal centro non assorbe i suoi, non li attira verso di s&eacute;, ma da l&igrave; comunica il suo amore, potenzia il suo amore ai suoi per mandarne con lui e come lui verso gli altri. Una volta che Ges&ugrave; si pone al centro, pronuncia le parole che vengono ripetute per ben tre volte in questo brano, il tre significa completo, definitivo: Pace a voi! Quelle di Ges&ugrave; non sono un invito o un augurio, Ges&ugrave; non dice &ldquo;La pace sia con voi&rdquo;, ma un dono. Nell&rsquo;eucarestia la presenza di Ges&ugrave; comporta un dono. Pace, lo sappiamo, nel mondo ebraico ha un significato molto ricco, indica tutto quello che concorre al benessere degli uomini. Ebbene a Ges&ugrave; sta a cuore il benessere dei suoi discepoli e lui glielo dona. Ma quelle di Ges&ugrave; non sono parole, sono fatti. Scrive l&rsquo;evangelista che, detto questo, quindi dopo aver donato loro la pace, mostr&ograve; loro le mani e il fianco che portano i segni della passione. Ebbene, mostrare le mani e il fianco con i segni della passione vuol dire che quell&rsquo;amore che ha spinto Ges&ugrave; a dare la vita, la sua stessa vita per i suoi discepoli rimane per sempre. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Quindi per la comunit&agrave; c&#8217;&egrave; questo dono della pace, della sicurezza, della presenza di un amore del Signore che &egrave; per sempre, un amore che protegge, un amore che avvolge, un amore che segue e accompagna i suoi discepoli</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">? </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Certamente. Scrive l&rsquo;evangelista che i discepoli gioirono nel vedere il Signore. Pensiamo a quando ci sentiamo tanto amati. Non c&rsquo;&egrave; un&rsquo;espressione che adoperiamo quando diciamo: &#8220;Siamo nelle mani del Signore&rdquo;. Essere nelle mani del Signore non &egrave; soltanto la tappa finale di un momento di difficolt&agrave;, ma &egrave; l&rsquo;esperienza costante del credente della comunit&agrave; cristiana, che si &egrave; nelle mani d&rsquo;amore del Signore. Poi Ges&ugrave; torna di nuovo a ripetere questo dono della pace ma questa volta aggiunge &ldquo;come il Padre ha mandato me&hellip;&rdquo; </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Come ha mandato il Padre al figlio?</span></strong></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Per manifestare il suo amore, la sua tenerezza incondizionata, un amore che non dipende dai meriti delle persone, ma dai loro bisogni. C&#8217;&egrave; una considerazione importante di Ges&ugrave; quando afferma che il Padre non ha mandato il figlio a trasmettere una dottrina su di lui, ma a manifestare il suo amore, la sua tenerezza. Quindi Ges&ugrave; dice: come il Padre ha mandato me, anch&rsquo;io mando voi. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Cos&igrave; il vero compito dei credenti sarebbe di estendere nel mondo con il loro amore quello stesso amore del Padre e del figlio che &egrave; stato loro riversato, non una dottrina, un&#8217;istruzione su Dio. </span></strong></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Infatti, &egrave; cos&igrave;. La comunit&agrave; cristiana non deve trasmettere una dottrina, ma essere espressione del suo amore. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Come si esprime il suo amore? </span></strong></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Attraverso la carezza. La carezza &egrave; un gesto di tenerezza che tutti quanti possono comprendere. Poi l&rsquo;evangelista scrive che, detto questo, egli soffi&ograve;; questa espressione la troviamo nel libro della Genesi quando &egrave; il momento della creazione dell&rsquo;uomo, ma in questo caso Ges&ugrave; disse loro: ricevete, non lo Spirito Santo, ma ricevete Spirito Santo. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Perch&eacute; non lo Spirito Santo?</span></strong></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Ges&ugrave; aveva detto che dava lo Spirito senza misura. Da parte di Dio la comunicazione di vita &egrave; senza misura, la misura la mette la persona. Quelle parti che sono ancora occupate da risentimenti, rancori ed egoismi sono tutte parti dove lo Spirito non pu&ograve; arrivare. Ma dove questo Spirito &egrave; accolto in pienezza s&#8217;innesca un dinamismo di amore ricevuto e amore comunicato. Tanto pi&ugrave; grande &egrave; la capacit&agrave; del discepolo di comunicare amore, tanto pi&ugrave; grande sar&agrave; la capacit&agrave; di ricevere questo Spirito da parte di Dio. C&rsquo;&egrave; poi l&rsquo;indicazione di Ges&ugrave; sul condono dei peccati che non &egrave; un&rsquo;importante carica che Ges&ugrave; d&agrave; ad alcuni, ma &egrave; la responsabilit&agrave; per tutti. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Infatti, si &egrave; sempre pensato che gli apostoli fossero investiti dell&#8217;autorit&agrave; di assolvere chi vive nel peccato. </span></strong></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Chiariamo questo punto: Innanzitutto, il termine peccato indica direzione sbagliata di vita e riguarda il passato. Per quelli che vivendo nel peccato si sentono attratti dalla luce di quest&#8217;amore e ne entrano a far parte il loro passato viene completamente cancellato. Ges&ugrave; aveva detto &ldquo;Chi fa il male odia la luce, rimane nelle tenebre&rdquo;, pur vedendo la luce di quest&#8217;amore se ne ritrae, su questi rimane, incombe la presenza della loro colpa e del loro peccato. Pertanto non &egrave; un potere per alcuni, ma un&rsquo;enorme responsabilit&agrave; della comunit&agrave; di essere la luce dell&rsquo;amore del Padre. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Quindi sarebbe: ricevete la luce dell&#8217;amore di Ges&ugrave;. Tutt&#8217;altra cosa. C&#8217;&egrave; da chiarire anche la famosa figura di Tommaso passata oramai alla storia in tante espressioni. </span></strong></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">&Egrave; uno strano destino quello di Tommaso, additato come l&#8217;apostolo incredulo. Analizziamo meglio il brano. Tommaso &egrave; indubbiamente il discepolo pi&ugrave; importante del Vangelo di Giovanni; il suo nome viene ripetuto per ben sette volte, il numero sette significa &lsquo;la totalit&agrave;, la completezza&rsquo; e per ben tre volte il suo nome &egrave; accompagnato dall&rsquo;espressione D&igrave;dimo, che significa gemello. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Perch&eacute; Tommaso &egrave; chiamato &lsquo;il gemello di Ges&ugrave;&rsquo;?</span></strong></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Se pensiamo al momento di avviarsi da Lazzaro per risuscitarlo, i discepoli s&#8217;impauriscono, dicono a Ges&ugrave; di non tornare in Giudea dove cercavano di ammazzarlo, invece &egrave; Tommaso, unico fra loro, che comprende e dice &ldquo;andiamo anche noi a morire con lui&rdquo;. Tommaso ha compreso quello che gli altri discepoli non hanno capito, che non c&rsquo;&egrave; da dare la vita per Ges&ugrave;, ma con lui e come lui dare la propria vita. Allora da quel momento Tommaso viene chiamato &lsquo;il D&igrave;dimo&rsquo;, cio&egrave; il gemello di Ges&ugrave;, quello che gli somiglia nel dono della vita. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Allora cosa vuole provare l&#8217;espressione di questo discepolo &laquo;Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo&raquo;. </span></strong></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Essa esprime il suo disperato bisogno di credere nella risurrezione di Ges&ugrave; con quell&#8217;espressione che anche noi usiamo quando diciamo: &#8220;Non ci posso credere, non &egrave; possibile, &egrave; troppo bello!&rdquo; Infatti, &ldquo;otto giorni dopo&rdquo;, quando la comunit&agrave; si riunisce di nuovo nella celebrazione dell&rsquo;Eucaristia appare Ges&ugrave; sempre in mezzo a loro e sempre esprimendo l&#8217;invito alla felicit&agrave; piena con &laquo;Pace a voi!&raquo;. Poi dice a Tommaso quelle famose frasi: &laquo;Metti qui il tuo dito&hellip; e non essere incredulo ma credente!&raquo;. Il vangelo scrive che Tommaso si guarda bene dal farlo, sono i pittori che l&#8217;hanno rappresentato cos&igrave;. Anzi, rispose Tommaso: &laquo;Mio Signore e mio Dio!&raquo;. Se pensiamo che Pietro aveva riconosciuto in Ges&ugrave; &lsquo;il figlio del Dio vivente&rsquo;, Tommaso arriva a riconoscere Ges&ugrave; &ldquo;Mio Signore e mio Dio&rdquo;, che &egrave; la pi&ugrave; alta professione di fede di tutti i Vangeli. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">&Egrave; paradossale! </span></strong></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Gi&agrave;, perch&eacute; pronunciata da quello che la tradizione ha presentato come il discepolo incredulo. </span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scalorino: “Senza un’opposizione così, avrei fatto il doppio delle cose”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2016/12/16/scalorino-senza-un-opposizione-cosi-avrei-fatto-il-doppio-delle-cose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giambattista Totis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2016 09:09:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Provincia]]></category>
		<category><![CDATA[Floridia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[carnevale]]></category>
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					<description><![CDATA[Colloquio con il sindaco di Floridia: &#8220;Gran parte delle mie azioni amministrative sono state possibili utilizzando fondi esterni al bilancio comunale&#8221;. A breve la realizzazione del palazzo della cultura nell&#8217;edificio Raeli dove sar&#224; anche allocata la biblioteca comunale &#160; La Civetta di Minerva, 10 dicembre 2016 Una telefonata inattesa mi raggiunge alle 8.30, all&#8217;altro capo &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span><strong><em><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Colloquio con il sindaco di Floridia: &ldquo;Gran parte delle mie azioni amministrative sono state possibili utilizzando fondi esterni al bilancio comunale&rdquo;.</span></em></strong></span><em><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> <strong><span>A breve la realizzazione del palazzo della cultura nell&rsquo;edificio Raeli dove sar&agrave; anche allocata la biblioteca comunale</span> </strong></span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>  <span id="more-8498"></span>  </p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La Civetta di Minerva, 10 dicembre 2016</span></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Una telefonata inattesa mi raggiunge alle 8.30, all&rsquo;altro capo del telefono il sindaco di Floridia Scalorino mi chiama perch&eacute; ha saputo che sono stato nominato consulente (a titolo gratuito) dall&rsquo;assessore regionale alla pubblica istruzione Marziano per supportarlo nel dimensionamento delle istituzioni scolastiche della Provincia. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Il colloquio &egrave; breve, vorrebbe incontrarmi per confrontarsi su alcune proposte per le scuole del suo comune; fissato l&rsquo;appuntamento per le 10, lo incontro ad Augusta. Dopo aver discusso sulle proposte che vorrebbe fare, in particolare per rafforzare l&rsquo;offerta formativa dello scientifico, gli chiedo come mai si fosse scomodato a venire a trovarmi per una istituzione che &egrave; nella competenza della provincia. La risposta mi incuriosisce perch&eacute; assolutamente non usuale per un sindaco: tutto <strong>ci&ograve; che riguarda la scuola e il futuro dei miei giovani concittadini &egrave; in cima al mio impegno </strong>amministrativo/politico; il futuro si costruisce attraverso loro ed io devo governare la mia citt&agrave; nel presente ma con lo sguardo verso il futuro. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Decisamente inusuale. In genere gli amministratori locali considerano la scuola un fardello che crea solo problemi, inutile da un punto di vista elettorale e difficile da governare per le molteplici competenze che vi operano. Quest&rsquo;approccio mi incuriosisce e, quindi, la discussione prende un&rsquo;altra strada rispetto al motivo del nostro colloquio. Cos&igrave; gli chiedo dell&rsquo;ultimo consiglio comunale che ha bocciato il bilancio e della sua esperienza a capo di una citt&agrave; problematica come Floridia. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Esordisce osservando che <strong>da quattro anni opera con un consiglio comunale ostile</strong>, dove sulla carta &egrave; minoranza e che si &egrave; caratterizzato per contrapposizioni aprioristiche che gli hanno un po&rsquo; tarpato le ali. Appare una persona molto determinata e piena di risorse. Cos&igrave; mi testimonia che gran parte delle sue azioni amministrative sono state possibili utilizzando fondi esterni al bilancio comunale e le snocciola rapidamente: 2,4 milioni di euro acquisiti per la <strong>costruzione di una nuova scuola grazie alla legge 7</strong> (quella della cosiddetta &ldquo;Buona scuola&rdquo;) e che altri 5 milioni di euro sono stati acquisiti per la <strong>riqualificazione dei quartieri Marchesa e Santuzzo</strong> mentre 900 mila euro sono stati ottenuti dalla Regione grazie alla legge sul social housing che ha permesso di acquistare <strong>6 appartamenti in favore di famiglie in difficolt&agrave;</strong>, mentre dai fondi P.A.C. sono arrivati circa 300mila euro per <strong>un asilo nido</strong>; sempre dalla stessa fonte di finanziamento si rischia di perderne altri 150 mila euro utili per la sua gestione a causa della mancata approvazione in consiglio del relativo regolamento di gestione cosa che, invece, accadr&agrave; per i fondi (circa 2,5 milioni) resi disponibili dalla protezione civile per <strong>realizzare un centro COM<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>e un centro COC</strong> per le necessit&agrave; funzionali alle esigenze dii protezione civile della popolazione. Mi chiarisce, infatti, che il Consiglio Comunale ha, in contrapposizione alla proposta della Giunta, localizzato il possibile investimento in un luogo non ritenuto idoneo dalla protezione civile che, conseguentemente ha ritirato la proposta di finanziamento. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Particolarmente indispettito appare quando ricorda <strong>le cause della bocciatura del bilancio</strong> determinato dall&rsquo;approvazione in consiglio di 13 emendamenti (gi&agrave; cassati dai revisori e dagli uffici comunali) sul servizio idrico. Nell&rsquo;enfasi del discorso confessa che se non avesse avuto<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>la costante contrapposizione strumentale e pregiudiziale del consiglio avrebbe potuto fare il doppio delle cose realizzate e qui torna a parlare della Scuola e della Cultura, che rivendica quale principale oggetto della sua azione amministrativa. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Cos&igrave;, rivela che a breve Floridia vedr&agrave; la realizzazione del palazzo della cultura (grazie all&rsquo;attribuzione in comodato d&rsquo;uso dai proprietari) nel palazzo Raeli dove sar&agrave; anche allocata la biblioteca comunale; continua rivendicando un&rsquo;azione decisa a favore dei suoi studenti pendolari (sostituendo l&rsquo;AST che forniva un servizio pessimo con una societ&agrave; terza che ha garantito puntualit&agrave; e efficienza) nel <strong>servizio di trasporto alunni</strong> utilizzando i fondi regionali e parte di fondi del bilancio comunale. Ricorda, inoltre, <strong>la rinascita del carnevale floridiano</strong> e il rilancio di festivit&agrave;<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>sentite nel suo Comune come il Natale e la festa dell&rsquo;Ascensione. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Lo interrompo in questo suo appassionato report dell&rsquo;agenda amministrativa per chiedergli se il comune abbia assunto iniziative per contrastare la criminalit&agrave; che, nell&rsquo;immaginario collettivo, sembrerebbe essere uno dei problemi centrali di Floridia. Confuta subito questa immagine affermando che il problema nel suo comune &egrave; analogo a quello di altri e che, comunque il comune ha realizzato, a sostegno delle attivit&agrave; delle forze dell&rsquo;ordine<strong>, un sistema di videosorveglianza di tutto il perimetro esterno della citt&agrave;</strong> il che ha consentito, in almeno due casi, di aiutare a risolvere due omicidi, e che analoga copertura &egrave; stata realizzata a tutela della popolazione scolastica contro lo spaccio e il vandalismo. Rivela, infine, che il Comune ha acquisito ben <strong>tre immobili requisiti dalla magistratura alla criminalit&agrave; destinandoli a sede dell&rsquo;antiracket e a scopi sociali</strong>. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Continuerebbe a parlare se il telefonino non lo rincorresse prenotandolo per altri impegni nel corso della mattinata; cos&igrave; mi saluta correndo verso la sua Floridia e lasciandomi l&rsquo;immagine di un amministratore attivo, foriero di impegno concreto e di speranza per una citt&agrave;, tutto sommato, marginale nel novero delle citt&agrave; celebrate della provincia. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Un dato , comune a molte realt&agrave; comunali, comunque, emerge da questa chiacchierata: una efficace azione amministrativa non pu&ograve; prescindere da un ripensamento sulla legge elettorale vigente in Sicilia; cos&igrave; come &egrave; fatta permette una disarmonia grave, fin dall&rsquo;inizio del mandato, tra giunta e Consiglio comunale. Situazione che andrebbe corretta al pi&ugrave; presto per evitare che l&rsquo;azione dei sindaci eletti dai cittadini possa essere frustrata da consigli comunali prevenuti, che non discutono sul merito delle proposte bens&igrave; fondano la loro azione sul presupposto di operare al fine di sovvertire il risultato elettorale in una continua, defatigante gara verso l&rsquo;inefficienza strutturale dei Comuni, causa non secondaria della disaffezione dei cittadini verso la politica.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Giovanni Cafeo: “Nutro ancora affetto per il sindaco Garozzo”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2016/12/16/giovanni-cafeo-nutro-ancora-affetto-per-il-sindaco-garozzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ciccio Magnano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2016 08:32:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Vermexio]]></category>
		<category><![CDATA[comune]]></category>
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		<category><![CDATA[inchieste]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ex capo di gabinetto a Palazzo Vermexio: &#8220;Le difficolt&#224;, il peso dell&#8217;amministrare, l&#8217;incapacit&#224; di fare squadra hanno allontanato il primo cittadino dai siracusani&#8221;, &#8220;Tutti sanno che questo non &#232; un Comune di delinquenti o di malfattori&#8221; &#160; La Civetta di Minerva, 10 dicembre 2016 Giovanni Cafeo, la carriera politica che ti si apriva ancora qualche &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><span style="margin: 0px; color: #222222; font-size: 12.5pt;">L&rsquo;ex capo di gabinetto a Palazzo Vermexio: &ldquo;Le difficolt&agrave;, il peso dell&#8217;amministrare, l&#8217;incapacit&agrave; di fare squadra hanno allontanato il primo cittadino dai siracusani&rdquo;, &ldquo;Tutti sanno che questo non &egrave; un Comune di delinquenti o di malfattori&rdquo;</span></em></strong></p>
<p>  <span id="more-8484"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="background: white; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; color: #222222; font-size: 12.5pt;">La Civetta di Minerva, 10 dicembre 2016</span></span></p>
<p style="background: white; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; color: #222222; font-size: 12.5pt;">Giovanni Cafeo, la carriera politica che ti si apriva ancora qualche anno fa sembrava inarrestabile. Poi improvvisamente qualcosa ha interrotto la sua ascesa. Crocetta da un lato, la magistratura dall&#8217;altro. Accuse che poi magari si tradurranno in un nulla di fatto. Intanto sei stato messo all&#8217;angolo. Perch&eacute;?</span></strong></p>
<p style="background: white; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: #222222; font-size: 12.5pt;">Non ho mai fatto politica per fare carriera. Faccio politica dall&#8217;et&agrave; di 18 anni nell&#8217;associazionismo, nel partito e nelle istituzioni. Ho perso, ho vinto, sono stato in prima fila e nelle retrovie. 25 anni di impegno non si giustificano per convenienza ma per passione e servizio. A maggior ragione oggi con questo clima l&#8217;unica cosa che giustifica l&#8217;impegno in politica sono le persone e la costruzione di un futuro migliore. La tua domanda si giustifica solo per lo scenario che da di se la politica a livello locale e nazionale tutta concentrata sul futuro e la carriera di chi fa politica invece di essere rivolta alle persone e fatta con le persone. La magistratura fa il suo lavoro, bene o male non sta a me giudicare. Sono convinto di dimostrare la mia innocenza e spero di potermi difendere al pi&ugrave; presto, magari prima delle prossime regionali. Molti considerano il fatto che mi sono dimesso da capo di gabinetto e sospeso dalla segreteria regionale un essere messo all&#8217;angolo ma io non la penso cosi. Quando si fa politica per un progetto e come servizio a un&rsquo;idea &egrave; giusto fare un passo indietro quando &egrave; necessario. Aver mostrato rispetto per le istituzioni e per il partito ritengo che alla lunga mi ripagher&agrave;.</span></p>
<p style="background: white; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; color: #222222; font-size: 12.5pt;">Come nella migliore tradizione politica, mutano le condizioni e con esse le alleanze. Ovviamente ci riferiamo a Garozzo. Eppure era una bella squadra.</span></strong></p>
<p style="background: white; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: #222222; font-size: 12.5pt;">Non rinnego mai le mie scelte n&egrave; le mie amicizie e Giancarlo &egrave; una persona per cui continuo a nutrire affetto. Ho contribuito alla sua elezione a capogruppo del PD, litigai con De Benedictis per la scelta del gruppo. Avendo fatto un buon lavoro da capogruppo convinsi il mio gruppo a sceglierlo come candidato alle primarie. Con Garozzo abbiamo vinto le primarie contro tutto il resto del partito e tutti i deputati anche contro Di Marco e Amoddio che oggi difendono le sue scelte. Giancarlo &egrave; sempre stato libero di fare le sue scelte prima e dopo che diventasse sindaco. Essere il suo Capo di Gabinetto &egrave; stata un esperienza formativa ma ci siamo resi conto di avere un diverso modo di intendere la politica e l&#8217;amministrazione. Mi spiego meglio, per me l&#8217;ascolto ed il confronto sono arricchimento per lui perdite di tempo o dimostrazione di debolezza. Lei parla di squadra, io non vedo nessuna squadra. Vedo tante &ldquo;carriere&rdquo;, tante individualit&agrave; talmente concentrate sul loro futuro da perdere di vista sia il concetto di squadra che di servizio. Chi invece crede alla squadra ed al servizio della politica si sente solo e vede vanificato il suo impegno. Oggi c&#8217;&egrave; bisogno di fare squadra con la giunta, con i dipendenti, con il consiglio, con il territorio, con le persone. La mia personale opinione &egrave; che le difficolt&agrave; incontrate, il peso dell&#8217;amministrare e l&#8217;incapacit&agrave; di fare squadra abbiano allontanato Garozzo e questa amministrazione dalla citt&agrave; e da quello che pensavo fosse il progetto che potevamo portare avanti. Un progetto ambizioso si &egrave; trasformato in una sfida solitaria di pi&ugrave; soggetti che non riescono neanche a parlare con la citt&agrave;. Oggi pi&ugrave; che mai amministrare e fare politica significa avere la capacit&agrave; di fare squadra con il territorio e individuare un&rsquo;idea di futuro da perseguire insieme. Spiegare le difficolt&agrave; e indicare strategie e soluzioni condivise.</span></p>
<p style="background: white; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; color: #222222; font-size: 12.5pt;">Se scrivo su Google Giovanni Cafeo, appaiono articoli di cronaca locale, ma anche de La Repubblica e del<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>Fatto Quotidiano. La quinta colonna del comune di Siracusa ha esportato il marchio aretuseo ovunque in Italia. Cosa ne pensi?</span></strong></p>
<p style="background: white; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: #222222; font-size: 12.5pt;">Non so se esistono complotti consapevoli e quinte colonne. So che se fossimo riusciti a fare squadra con la citt&agrave; e il territorio oggi Garozzo non sarebbe cosi solo e non sarebbe una sua battaglia personale verso &ldquo;i poteri forti&rdquo; ma una battaglia della citt&agrave; a difesa del suo sindaco. Amministrare Siracusa non &egrave; come amministrare qualunque altro comune della provincia. Tutti i riflettori sono sul capoluogo e sul suo sindaco, a maggior ragione se si svolge o si pensa di svolgere un ruolo nelle dinamiche politiche regionali e nazionali. Tutti sanno che questa non &egrave; un&rsquo;amministrazione di delinquenti n&egrave; di malfattori ed &egrave; ovvio che attorno al capoluogo girano tanti interessi legittimi e diffusi e tanti interessi personali o di categorie. Alla politica spetta il ruolo di indirizzare entrambi all&#8217;interno di un progetto di sviluppo della comunit&agrave; e del futuro. &Egrave; difficile, quasi impossibile e si corre il rischio di diventare il capo espiatorio di tutti gli errori del passato. Se il sindaco pensa che c&#8217;&egrave; qualcuno che vuole mettere le mani sulla citt&agrave; &egrave; perch&eacute; la considera una cosa sua e sbaglia. Il sindaco &egrave; il leader politico, deve testimoniare anche con il linguaggio che non sta vivendo una sua battaglia o una sua sfida ma che sta pensando a costruire il futuro della comunit&agrave; in cui vive ed opera. Non su un progetto o ambizione personale ma sul progetto della citt&agrave; deve riuscire o quanto meno provare a fare squadra. Deve trasformare tante individualit&agrave; e tanti interessi personali funzionali a un&rsquo;idea di crescita e di sviluppo. Oggi c&#8217;&egrave; bisogno che i cittadini sentano la citt&agrave; la loro e che abbiano voglia tutti insieme di metterci le mani. La situazione attuale invece induce chiunque a pensare a se stesso dando il peggio di s&egrave;. Si vive per dare la colpa agli altri, il tessuto sociale &egrave; sfibrato, sfiduciato, smarrito ed arrabbiato. Non sono preoccupato per quello che spunta su Google ma per quello che vedo ogni giorno in citt&agrave;. Oggi la citt&agrave; cerca una via di uscita, una speranza, un progetto da condividere ed &egrave; stufa della sua classe dirigente tutta, politica e non.</span></p>
<p style="background: white; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; color: #222222; font-size: 12.5pt;">Mani pulite siracusana &egrave; una sorta di Caccia a Ottobre Rosso. Un grande fake in cui tutto &egrave; completamente diverso da quello che sembra. Un lavoro sotterraneo per spodestare il sindaco Garozzo, cos&igrave; come sostiene lui?</span></strong></p>
<p style="background: white; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: #222222; font-size: 12.5pt;">Ripeto lavoro pi&ugrave; o meno sotterraneo, fake o verit&agrave;, poteri pi&ugrave; o meno forti, se si &egrave; costruito con la citt&agrave; e con la sua parte sana, spodestarne il primo cittadino sarebbe pi&ugrave; difficile.<br /> Quando avr&ograve; la possibilit&agrave; di dimostrare la mia innocenza, se ti far&agrave; piacere, ti racconter&ograve; il mio punto di vista su tutte queste vicende. Non immagini quanto mi piacerebbe spiegare il mio punto di vista. Mi piacerebbe raccontare alla citt&agrave; quante belle persone ci sono tra gli assessori, tra i consiglieri, tra il personale del comune e soprattutto quante belle risorse umane ci sono nella societ&agrave;. La politica &egrave; responsabilit&agrave;, la politica &egrave; guardare le cose come sono e pensare come potrebbero essere. Se il comportamento di ognuno di noi avesse alla base la consapevolezza dell&#8217;effetto che produce nella comunit&agrave; in cui vive staremmo tutti meglio. Questo vale per la politica, per il giornalismo, per i sindacati, per i dipendenti pubblici, per le imprese, per i professionisti, per la magistratura e per tutti i cittadini. La consapevolezza del ruolo di ognuno nella societ&agrave; sono convinto che ci renderebbe tutti pi&ugrave; responsabili e pi&ugrave; rispettosi del ruolo degli altri. Oggi &egrave; difficile fare politica come lo &egrave; fare impresa, come lo &egrave; fare il giornalista o il magistrato. Oggi &egrave; tutto pi&ugrave; difficile, il clima che stiamo vivendo, la crisi economica e sociale, l&#8217;incertezza del futuro rendono tutto pi&ugrave; difficile. Nell&#8217;era dei social network e nella realt&agrave; virtuale come si fa distinguere il vero dal falso? Alfredo Foti &egrave; finito insieme a me nel trita carne dell&#8217;informazione e dei tweet, per molti rimarr&agrave; colpevole anche se la sua posizione &egrave; stata archiviata.<br /> Non posso farci niente, sono un ottimista per natura, ho fiducia nelle persone e nelle potenzialit&agrave; del nostro territorio. La nostra comunit&agrave; &egrave; piena di belle risorse umane con tanta voglia di sentirsi parte e tanto bisogno di sentirsi valorizzate ed &egrave; per questo che continuo il mio impegno in politica.</span></p>
<p style="background: white; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; color: #222222; font-size: 12.5pt;">Res, cosa come e perch&eacute;?</span></strong></p>
<p style="background: white; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: #222222; font-size: 12.5pt;">Res? &Egrave; un progetto di impegno civile e politico. Res &egrave; rimettere al centro la persona ed il suo rapporto con le &ldquo;cose&rdquo;. Res &egrave; il frutto del lavoro collettivo di chi vuole credere in un nuovo modo di considerare la politica. Non pi&ugrave; chiusa e concentrata su se stessa ma aperta, capace di costruire relazioni e processi, riconoscendo in s&egrave; la responsabilit&agrave; di cittadini e di classe dirigente.<br /> Come? Partendo dal nostro essere parte di una comunit&agrave;, dal riconoscere l&#8217;altro come una risorsa, partendo dalla condivisione e dal confronto. Provando ad essere dei promotori di comunit&agrave;, promotori di crescita sociale, culturale ed economica.<br /> Perch&eacute;? Oggi la politica ha l&rsquo;obbligo di proporre un paradigma diverso che parli di azioni comuni, di difficolt&agrave; e di coerenza ma anche di comunit&agrave; e di speranza, a rischio la perdita di credibilit&agrave; nella rappresentanza politica, sindacale e associativa.<br /> E la soluzione non &egrave; certo il populismo che pu&ograve; raccogliere consensi, senza un progetto politico vero ma screditando gli altri o un No legato pi&ugrave; al bloccare gli avversari e all&rsquo;incapacit&agrave; di confrontarsi per il bene della comunit&agrave;.<br /> La soluzione deve nascere dall&rsquo;analisi dei nostri limiti di classe dirigente, superando gli schemi della continua contrapposizione. Tutti insieme, un passo per volta, nella stessa direzione. Nell&#8217;era in cui non esistono pi&ugrave; certezze curiamo l&#8217;unica cosa certa su cui possiamo contare, insieme a cui affronteremo le sfide future: le persone, le nostre comunit&agrave; e il nostro territorio.<br /> Questo &egrave; l&rsquo;impegno che noi &ndash; donne, uomini, organizzazioni e movimenti &ndash; ci prendiamo nei confronti di noi stessi e della nostra comunit&agrave;. E&#8217; tempo di prendersi il disturbo.</span></p>
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