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	<title>Inquinamento e salute umana: il caso studio della Rada di Augusta &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Mon, 20 Apr 2020 14:21:36 +0000</lastBuildDate>
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		<title>CNR: “I fanghi nella rada di Augusta si possono spostare”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2018/04/20/cnr-i-fanghi-nella-rada-di-augusta-si-possono-spostare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giambattista Totis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2018 10:46:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Provincia]]></category>
		<category><![CDATA[CNR]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento e salute umana: il caso studio della Rada di Augusta]]></category>
		<category><![CDATA[Cisas]]></category>
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					<description><![CDATA[Ad affermarlo &#232; stato Fabrizio Bianchi, dell&#8217;Istituto di Fisiologia Clinica del Centro Nazionale Ricerche, nel convegno su &#8220;Inquinamento e salute umana&#8221;. Tutto il contrario di quanto si scrisse in una sentenza del 2007: &#8220;Dragare &#232; rischioso&#8221;.. &#160; La Civetta di Minerva, 13 aprile 2018 Dopo la pubblicazione nel 2015&#160; di &#8220;Inquinamento e salute umana: il &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Ad affermarlo &egrave; stato Fabrizio Bianchi, dell&rsquo;Istituto di Fisiologia Clinica del Centro Nazionale Ricerche, nel convegno su &ldquo;Inquinamento e salute umana&rdquo;. Tutto il contrario di quanto si scrisse in una sentenza del 2007: &ldquo;Dragare &egrave; rischioso&rdquo;..</span> </span></strong></p>
<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;">&nbsp;</p>
<p>  <span id="more-10664"></span>  </p>
<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">La Civetta di Minerva, 13 aprile 2018</span></span></p>
<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Dopo la pubblicazione nel 2015<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>di &ldquo;Inquinamento e salute umana: il caso studio della Rada di Augusta&rdquo;, CNR Edizioni, che suscit&ograve; tanto interesse e di cui abbiamo pi&ugrave; volte parlato in questo giornale, in ideale continuazione di quello studio,<span style="background: white; margin: 0px;"> marted&igrave; 27 marzo</span> presso il salone </span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">&ldquo;Rocco Chinnici&rdquo; del Municipio di <strong>Augusta, organizzato dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr)</strong>, si &egrave; svolto un convegno di presentazione del progetto del <span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext;">Cisas (Centro internazionale di studi avanzati su ambiente, ecosistema e salute umana), finanziato dal Miur</span>&nbsp;e a cui collaborano</span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> moltissimi enti tra cui Arpa, Asp e universit&agrave; siciliane. <strong>Il convegno, intitolato </strong></span><strong><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">&ldquo;Ambiente e salute nella rada di Augusta: una relazione da conoscere&rdquo;</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">,</span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">ha presentato i primi dati di una complessa azione di ricerca scientifica&nbsp;finalizzata alla comprensione dei fenomeni di inquinamento ambientale e del loro impatto sull&rsquo;ecosistema e la salute umana. </span></p>
<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Si partir&agrave; da un numero, statisticamente significativo, di <strong>casi studio, tra i quali Augusta-Melilli-Priolo, ma anche Milazzo e Crotone</strong>. <span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext;">Mario Sprovieri, dell&rsquo;Istituto per l&rsquo;ambiente marino costiero del Cnr,</span> ha spiegato che il progetto <span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext;">mira a comprendere quali siano i processi di interazione del contaminante dall&rsquo;ambiente sulla salute dell&rsquo;uomo</span> e ha rivelato che <strong>sono state<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>eseguite analisi di sedimenti della rada, del prodotto ittico, ma anche sui capelli, il sangue e le urine di un gruppo importante di augustani</strong>: &ldquo;Abbiamo cominciato con il mercurio, ma cercheremo di verificare anche come altri inquinanti passino dal pesce all&rsquo;organismo umano e dall&rsquo;ambiente all&rsquo;uomo e come questi contaminanti interferiscono con il metabolismo a livello cellulare dei tessuti e che tipo di malattie generino&rdquo;.</span></p>
<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"><strong><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Il progetto che ha la durata di tre anni, &egrave; stato avviato nell&rsquo;ottobre del 2016</span></strong><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> ed &egrave; in fase avanzata per il comparto ambiente mentre &egrave; ancora nella fase iniziale per quello epidemiologico (a buon punto, invece, &egrave; quella relativa al reclutamento delle mamme selezionate alla trentaquattresima settimana di gestazione e seguite fino al primo anno di et&agrave; del bambino; gli accertamenti prevedono al momento del parto il prelievo del cordone ombelicale e della placenta per verificare se su questo target di popolazione ci sono fenomeni di impatto dei contaminanti dalle matrici diverse, dal cibo, dall&rsquo;aria sulla salute del feto e della mamma). <strong><span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext;">&ldquo;</span></strong><span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext;">Uno </span>degli aspetti pi&ugrave; interessanti del lavoro in corso &ndash; continua il ricercatore &#8211; &egrave; quello legato all&rsquo;aria, soprattutto perch&eacute;, guardando la normativa, tutto sommato ci troviamo in condizioni non estreme con i parametri rilevati. Lo studio che stiamo portando avanti &egrave; quello <strong>di accertare eventi di contaminazione su una parte del particolato presente nell&rsquo;aria</strong> e quindi gli eventuali effetti di questa componente sulla salute della popolazione, studio che finora non era mai stato fatto e dove sono evidenti fenomeni di impatto delle polveri pi&ugrave; sottili presenti in atmosfera che possono avere un impatto rilevante sulla salute dell&rsquo;uomo e in particolare nell&rsquo;apparato respiratorio&rdquo;. </span></p>
<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Per quanto riguarda i risultati prodotti dalle centraline presenti sul territorio &egrave; stata riscontrata una corrispondenza pari all&rsquo;80% dei dati trasmessi dai vari enti. &ldquo;Al termine del progetto &egrave; probabile che ci saranno gli elementi necessari affinch&eacute; il decisore politico agisca; &hellip;&rdquo;si sta cercando di andare al di l&agrave; di quelle che sono le debolezze di una classica indagine ambientale che presenta tanti buchi, spesso legati al fatto che la norma non &egrave; perfettamente in linea con le necessit&agrave; di un territorio; in questo caso stiamo focalizzando l&rsquo;attenzione su un territorio specifico e lo stiamo guardando nella maniera pi&ugrave; profonda possibile e <strong>io credo che il decisore politico o la magistratura faranno ci&ograve; che sar&agrave; pi&ugrave; opportuno</strong>, non potendosi pi&ugrave; trincerare dietro l&rsquo;indimostrabilit&agrave; della correlazione tra inquinamento e danni alla salute e all&rsquo;ambiente&rdquo;.</span></p>
<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"><span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">L&rsquo;ideale, secondo Sprovieri, sarebbe una revisione della normativa legata alle diverse matrici ambientali: aria, suolo, mare, in un&rsquo;area a rischio come questa, ma anche ottenere azioni che permettano di incidere determinando <strong>il controllo epidemiologico continuo che consenta di capire<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>lo stato di un territorio e della sua popolazione</strong>.</span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">&nbsp;&ldquo;La caratteristica di essere stata un petrolchimico rende unica l&rsquo;area industriale di Augusta-Priolo e Melilli rispetto a quelle di Milazzo e Crotone, ci&ograve; per la presenza di un numero rilevante di composti organici di diversa tipologia, anche perch&eacute; si continua a sversare dentro la rada, materiale non depurato anche da terra visto che siamo in assenza di un sistema di depurazione civile. <strong>Ad Augusta si produce il 37% del pil della Sicilia e il 5% del pil dell&rsquo;Italia </strong>quindi &egrave; un territorio ben osservato e questa attenzione deve determinare un maggior impegno nell&rsquo;operare la necessaria bonifica della rada. Noi stiamo dicendo che &nbsp;una delle sorgenti di impatto &egrave; certamente <strong>la contaminazione storica presente all&rsquo;interno della rada di Augusta. 700 mila metri cubi da spostare, cosa che si pu&ograve; fare</strong>.</span></p>
<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Dopo la relazione di Mario Sprovieri sono intervenuti:&nbsp;<span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext;">Fabrizio</span>&nbsp;<span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext;">Bianchi </span>dell&rsquo;Istituto Fisiologia clinica del Cnr,&rdquo;&nbsp;<span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext;">Fabio Cibella,</span>&nbsp;dell&rsquo;istituto di Biomedicina e Immunologia molecolare del Cnr;&nbsp;<span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext;">Andrea De Gaetano</span>&nbsp;dell&rsquo;Istituto di Analisi dei sistemi e informatica &ldquo;Antonio Ruberti&rdquo; del Cnr che hanno illustrato vari aspetti della<span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext;"> ambiziosa sfida nella quale sono impegnati i ricercatori dei quattro istituti del Cnr</span>&nbsp;insieme a un numerosissimo gruppo di collaboratori appartenenti alle pi&ugrave; importanti istituzioni legate al mondo della ricerca italiano; tutti impegnati ad investigare i fenomeni di inquinamento ambientale e il relativo impatto sull&rsquo;ecosistema e sulla salute umana, partendo dalle aree di Augusta/Priolo, Milazzo e Crotone, identificate come Siti di interesse nazionale.</span></p>
<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"><span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Un allarme &egrave; stato lanciato dal convegno posto che, </span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">nonostante la stretta vigilanza operata dalla Capitaneria di porto, <strong>continua a essere praticata la pesca di frodo nella rada</strong> che alimenta un mercato sotterraneo nella zona di Augusta e di Priolo, per cui le persone, spesso&nbsp; ignare, <strong>si cibano di prodotto ittico seriamente contaminato</strong> anche dai farmaci sversati a mare per l&rsquo;assenza del depuratore.</span></p>
<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Al convegno sono intervenuti anche&nbsp;Achille Cernigliaro, del Dipartimento attivit&agrave; sanitarie e osservatorio epidemiologico dell&rsquo;assessorato regionale della Salute, Franco Tisano<strong>,</strong>&nbsp;responsabile del registro tumori dell&rsquo;Asp,<strong>&nbsp;</strong>Corrado Regalbuto&nbsp;della struttura territoriale di Siracusa di Arpa Sicilia. </span></p>
<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"><span style="background: white; margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Non era previsto in scaletta, ma &egrave; intervenuto anche il procuratore capo di Siracusa,&nbsp;<strong><span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext;">Francesco Paolo Giordano</span></strong>, su cui abbiamo riferito nel numero precedente del giornale e che<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>ha rivelato una sconvolgente notizia e cio&egrave; che </span><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">quando si insedi&ograve; come procuratore ha trovato &ldquo;<span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext;">una sorta di ospedale da campo per interventi-tampone nei casi di emergenza</span>&rdquo; nulla di sistematico n&eacute; di organico all&rsquo;accertamento dello status<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>ambientale, tanto che si &egrave; visto costretto ad organizzare<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>un&nbsp;<span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext;">gruppo di lavoro sia di polizia giudiziaria sia di magistrati</span>, sostenuto da &ldquo;<span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext;">una task force di consulenti nazionali</span>&rdquo;. </span></p>
<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Quanto asserito getta <strong>una nuova luce, inquietante, sulla richiesta </strong></span><strong><span style="background: white; margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">di archiviazione del 13.1.2007 di un filone dell&rsquo;inchiesta denominata Mare Rosso</span></strong><span style="background: white; margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> quando si scrisse che la presenza di mercurio nei pesci della rada, per quanto grave, fosse nella media &ldquo;&hellip;<span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px;">non tale conseguentemente da integrare il delitto di avvelenamento contestato&rdquo; e</span></span> sull&rsquo;affermazione conseguente secondo cui: <span style="margin: 0px;"><span style="margin: 0px;">&ldquo;La baia si &egrave; autopulita e dragarla &egrave; rischioso</span></span>&rdquo;. A questo punto, stando alle dichiarazioni del Procuratore, &egrave; lecito chiedersi in base a quali elementi si pervenne a quelle conclusioni.</span></p>
<p style="background: white; margin: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"><span style="margin: 0px; color: black; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Oggi si &egrave; affermato esattamente il contrario di quanto sostenuto allora. Ad affermarlo &egrave; stato <strong>Fabrizio Bianchi, dell&rsquo;Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr</strong>, secondo il quale non si pu&ograve; perdere pi&ugrave; tempo per l&rsquo;area Sin (acronimo di Sito di interesse nazionale) di Priolo, che deve essere necessariamente bonificata, indipendentemente dall&rsquo;impatto che esso ha direttamente sulla salute. &rdquo;La bonifica del sito &egrave;, infatti, una prevenzione primaria che eliminerebbe quei fattori che portano alla malattia&ldquo;. A questo punto, una considerazione &egrave; sacrosanta: <strong>continuino pure le ricerche scientifiche, si moltiplichino pure i convegni, ma si proceda subito con la bonifica del porto</strong>; altrimenti<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>allarmi, manifestazioni, dichiarazioni saranno solo il corollario ad un mare di chiacchiere il cui obiettivo sar&agrave; quello di testimoniare un interesse ed un impegno di facciata che &egrave; buono solo a &ldquo;fare cinema&rdquo; da parte dei rappresentanti politici del territorio.</span></p>
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