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	<title>impianto depurazione &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>Cgil: “Per l’IAS serve una convenzione regionale trentennale”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2016/12/04/cgil-per-l-ias-serve-una-convenzione-regionale-trentennale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Concetta La Leggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Dec 2016 14:42:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zona Industriale]]></category>
		<category><![CDATA[impianto depurazione]]></category>
		<category><![CDATA[Augusta]]></category>
		<category><![CDATA[Filctem]]></category>
		<category><![CDATA[IAS]]></category>
		<category><![CDATA[zona industriale]]></category>
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		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
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					<description><![CDATA[Mario Rizzuti, segretario della Filctem: &#8220;L&#8217;impianto &#232; il pesce pulitore dell&#8217;area industriale. No a soluzioni ambigue&#8221;, &#8220;57 impiegati diretti e altri nell&#8217;indotto non possono rimanere sulla graticola&#8221; &#160; La Civetta di Minerva, 25 novembre 2016 Si &#232; fermato per ora lo sciopero dei lavoratori dell&#8217;Ias: un minimo di parvenza di tranquillit&#224; in attesa di capire &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">Mario Rizzuti, segretario della Filctem: &ldquo;L&rsquo;impianto &egrave; il pesce pulitore dell&rsquo;area industriale. No a soluzioni ambigue&rdquo;, </span></em></strong><strong><span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">&ldquo;<em>57 impiegati diretti e altri nell&rsquo;indotto non possono rimanere sulla graticola&rdquo;</em></span></strong> </p>
<p>  <span id="more-8409"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="background: white; text-align: justify; line-height: 115%; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0pt; vertical-align: baseline;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">La Civetta di Minerva, 25 novembre 2016</span></span></p>
<p style="background: white; text-align: justify; line-height: 115%; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0pt; vertical-align: baseline;"><span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">Si &egrave; fermato per ora lo sciopero dei lavoratori dell&rsquo;Ias: un minimo di parvenza di tranquillit&agrave; in attesa di capire cosa accadr&agrave; a breve. </span></p>
<p style="background: white; text-align: justify; line-height: 115%; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0pt; vertical-align: baseline;"><span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">&ldquo;L&rsquo;Ias &egrave; il pesce pulitore dell&rsquo;area industriale &ndash; ci spiega Mario Rizzuti, segretario Filctem Cgil &#8211; ma anche del territorio provinciale visto che <strong>gli scarichi urbani di Melilli, Priolo e Siracusa alta in confluiscono in questo depuratore</strong>. Eppure, nonostante accolga i reflui di industrie e Comuni, l&rsquo;impianto non lavora al massimo regime tanto &egrave; vero che pi&ugrave; volte &egrave; stato sollevato il problema Augusta. Seconda solo a Siracusa per numero di abitanti e citt&agrave; che dovrebbe avere a cuore il tema ambientale, Augusta non ha un depuratore ma in cassetto 2 vecchi progetti: la costruzione del depuratore specifico per la citt&agrave; o il collegamento con l&rsquo;Ias. Qualche settimana fa l&rsquo;assessore alle politiche ambientali e commissaria dei rifiuti in Sicilia, la Contraffatto, messa dinanzi alla<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>possibilit&agrave; di collegare la citt&agrave; all&rsquo;impianto attualmente funzionante (meccanismo peraltro pi&ugrave; semplice ed economico) ha <strong>insistito sulla creazione di un impianto specifico per Augusta</strong>. Progetto che prevedeva 33 milioni (fondi UE) gi&agrave; lievitati nella fase di fattibilit&agrave; a 50 milioni di euro. Una scelta discutibile visto che con una cifra molto inferiore<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>sarebbe intanto possibile realizzare l&rsquo;allaccio con l&rsquo;Ias e<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>mettere Augusta in condizione di disporre di un impianto depurativo immediato. Inoltre questo aumenta l&rsquo;importanza del depuratore IAS con miglioramento dell&rsquo;ambiente e del territorio, come accaduto nell&rsquo;ultimo trentennio, attraverso <strong>controlli ferrei e costanti sull&rsquo;acqua in uscita</strong>, sia da parte della stessa IAS che dagli organi competenti in materia come l&rsquo;Arpa e altri enti preposti&rdquo;. </span></p>
<p style="background: white; text-align: justify; line-height: 115%; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0pt; vertical-align: baseline;"><span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">Se immaginiamo per un attimo che l&rsquo;impianto dei reflui non ci sia pi&ugrave; o si fermi, <strong>lo scenario diviene apocalittico</strong> per il territorio perch&eacute; significherebbe avere un&rsquo;area industriale e cittadina indietro di 30 anni quando il mare assumeva colori diversi in base a quello che si scaricava. A parte il fatto che fortunatamente oggi le leggi lo vietano&hellip;apocalittico &egrave; il fatto che le aziende se non attrezzate si dovrebbero fermare<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>con possibili conseguenze sia sull&rsquo; ambiente ma anche sulla sicurezza. </span></p>
<p style="background: white; text-align: justify; line-height: 115%; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0pt; vertical-align: baseline;"><span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">&ldquo;La convenzione trentennale &egrave; scaduta il 31 dicembre del 2015 &ndash; aggiunge Rizzut i- e da un anno si tenta di far ragionare gli enti regionali. L&rsquo;Ias &egrave; per il 70% pubblico ma con una gestione mista, visto che <strong>il 30% &egrave; rappresentato da aziende che scaricano nell&rsquo;impianto</strong>. Tant&rsquo;&egrave; che il consiglio di amministrazione &egrave; composto da rappresentanti pubblici e privati ma il presidente dell&rsquo;Ias &egrave; appena stato nominato dalla Regione. Questo in parte tranquillizza il sindacato poich&eacute; appare chiara la volont&agrave; politica di <strong>mantenere l&rsquo;Ias sotto controllo pubblico</strong>. Per evitare che i privati da controllati divengano anche controllori il sindacato ritiene <strong>fondamentale la presenza forte e costante della Regione </strong>ed un rinnovo trentennale della convenzione&rdquo;<strong>. </strong>Il sindacato aveva cominciato gi&agrave; 6 mesi prima la scadenza della convenzione i viaggi della speranza a Palermo cercando di arrivare ad un rinnovo in tempi certi. Eppure per tutto il 2016 si &egrave; proceduto di proroga in proroga. &ldquo;Fortunatamente l&rsquo;idea del bando di gara sembra sia<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>stata abbandonata &ndash; spiega Rizzuti &#8211; ma rimane <strong>impellente il rinnovo della convenzione</strong> secondo le nuove direttive e norme. </span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">L&rsquo;obiettivo sarebbe chiudere tutto entro l&rsquo;anno ma con tutta probabilit&agrave;, dati i tempi della politica, si rischia un&rsquo;ulteriore proroga che per&ograve; sarebbe l&rsquo;ultima possibile&rdquo;. </span></p>
<p style="background: white; text-align: justify; line-height: 115%; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0pt; vertical-align: baseline;"><span style="margin: 0px; padding: 0cm; border: 1pt windowtext; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">Peraltro l&rsquo;Ias &egrave; l&rsquo;unico ente che paga(va) un canone alla Regione di 500 mila euro l&rsquo;anno seppur &egrave; vero che da un po&rsquo; non versa nulla nelle casse dell&rsquo;IRSAP (ex ASI) di Siracusa. &ldquo; Il problema &egrave; reale &ndash; conclude il segretario Filctem &ndash; ed &egrave; cresciuto con <strong>il fallimento della Sai 8 che avrebbe dovuto pagare al depuratore consortile<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>un canone che ammonta a 2 milioni e mezzo</strong> di euro. Ci&ograve; comporta un ammanco che impedisce all&rsquo;Ias di attuare operazioni di ristrutturazione e manutenzione delle quali</span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;"> l&rsquo;impianto ha necessariamente bisogno. Il problema potrebbe essere risolto utilizzando una parte dei soldi che l&rsquo;Ias deve all&rsquo;Irsap, assieme a fondi da chiedere all&rsquo;UE attraverso progetti che possano consentire il rilancio e la ristrutturazione dell&rsquo;impianto. Ecco perch&eacute; i lavoratori si sono mobilitati: vogliono certezze lavorative. 57 impiegati diretti e altri nell&rsquo;indotto non possono rimanere sulla graticola per mesi, quindi il sindacato ha<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>chiesto <strong>un incontro con il neo Presidente per sollecitare la stipula della nuova convenzione</strong>&rdquo; e trovare immediatamente i fondi per la manutenzione dell&rsquo;impianto. Ma si sa Palermo &egrave; lenta e la politica nostrana sempre incerta. Mentre i mesi passano&hellip;</span></p>
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