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	<title>idrocarburi &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Jun 2022 08:36:24 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Caso Ias: è sicura la balneazione lungo il litorale da Marina di Melilli e Marina di Priolo?</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2022/06/17/caso-ias-e-sicura-la-balneazione-lungo-il-litorale-da-marina-di-melilli-e-marina-di-priolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Imbrò]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2022 08:36:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[impianti industriali]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[idrocarburi]]></category>
		<category><![CDATA[IAS]]></category>
		<category><![CDATA[comune melilli]]></category>
		<category><![CDATA[Comune Priolo]]></category>
		<category><![CDATA[spiagge]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla luce delle recenti gravi notizie circa il sequestro degli impianti di depurazione IAS, da parte del Tribunale di Siracusa, dove si parla di circa 77 tonnellate di sostanze nocive immesse annualmente in atmosfera e di oltre 2.500 tonnellate di idrocarburi rilasciate in mare tra il 2016 ed il 2020 (… e si potrebbe dunque &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla luce delle recenti gravi notizie circa il sequestro degli impianti di depurazione IAS, da parte del Tribunale di Siracusa, dove si parla di circa <strong>77 tonnellate di sostanze nocive</strong> <strong>immesse annualmente in atmosfera </strong>e di oltre <strong>2.500 tonnellate di idrocarburi rilasciate in mare</strong> tra il 2016 ed il 2020 (… e si potrebbe dunque supporre che il rilascio in mare sia proseguito fino ai giorni scorsi …), risultano alquanto contraddittorie le notizie che ogni anno si ripetono puntuali e che parlano di un <strong>mare cristallino e pulitissimo, lungo il litorale che va da Marina di Melilli e Marina di Priolo, certificato addirittura dall’ASP </strong>territoriale. Più di una volta i Sindaci dei Comuni interessati hanno rivendicato l&#8217;assoluta qualità di quei litorali, pur <strong>conoscendo bene gli impianti insediati in quelle zone e le decennali problematiche anche di ordine ambientale &#8230; </strong></p>
<p>A questo punto è lecito chiedersi: è davvero così sicura la balneazione lungo tutto il litorale reso balneabile e presentato come le nuove Seychelles? I campionamenti vengono fatti lungo tutta la costa? I parametri di ricerca riguardano esami delle acque a largo spettro?</p>
<p>Ora, ammesso che la forza rigeneratrice delle nostre coste sia tale da compensare l’inquinamento prodotto, ritengo che dovremmo quantomeno essere più cauti nei proclami nei quali si decantano addirittura veri e propri lembi di paradiso terrestre e marino, allorquando in quegli stessi luoghi insistono <strong>impianti che non trattano certo acqua sorgiva ma convogliano “slop” e reflui industriali che probabilmente non vengono filtrati e trattati come si dovrebbe.</strong></p>
<p>Sicuramente ci saranno colpe ed omissioni che dovranno trovare responsabilità precise, evitando di procedere in tondo e liberando tutti. Altrimenti sarà inutile ed anzi dannoso che la Giustizia provi a correggere gli errori commessi.</p>
<p>Io mi auguro che il mare di tutto il litorale possa mantenersi pulito e vitale ma i proclami che inneggiano ad angoli di paradiso potrebbero far passare un messaggio sbagliato: cioè che si possano tollerare impianti irregolari, che sia possibile scaricare liquami in mare e che questa pratica sia compatibile con il mantenimento di acque pure e cristalline.</p>
<p>Una vera promozione del territorio non può prescindere da una politica ambientale seria a 360 gradi. Qui invece, paradossalmente, si vantano bellezze naturali a ridosso di insediamenti industriali che da più lustri hanno caratterizzato negativamente le aree di pertinenza. Si attuino allora le <strong>bonifiche che attendono da anni</strong> di essere portate avanti, con un chiaro programma di destinazione e di recupero di aree e zone di effettivo interesse, perché no, anche turistico ma solo dopo aver compiuto un cambio di destinazione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Petrolio, in 7 giorni dati altri 5 permessi di scavi a mare</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2016/11/07/petrolio-in-7-giorni-dati-altri-5-permessi-di-scavi-a-mare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Pantano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2016 10:26:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cop21]]></category>
		<category><![CDATA[idrocarburi]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza attiva]]></category>
		<category><![CDATA[egoismo o ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[scavi petroliferi]]></category>
		<category><![CDATA[referendum 4 dicembre]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; la partecipazione dal basso che sceglie e indirizza i modelli di sviluppo di un territorio. Referendum. Il vero quesito &#232;: &#8220;potere piramidale&#8221; o &#8220;democrazia circolare&#8221;? La Civetta di Minerva, 28 ottobre 2016 Le proposte di riforma (forse sarebbe il caso di chiamarla ‟contro-riforma&#8221;), se approvate col referendum del 4 dicembre, potrebbero cambiare la &#8220;filosofia&#8221; &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; color: #1d2129;">E&rsquo; la partecipazione dal basso che sceglie e indirizza i modelli di sviluppo di un territorio. </span></strong></em><em><span></span></em><strong><em><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; color: #1d2129;">Referendum. Il vero quesito &egrave;: &ldquo;potere piramidale&rdquo; o &ldquo;democrazia circolare&rdquo;?</span></em></strong> </p>
<p>  <span id="more-8317"></span>  </p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="margin: 0px; color: #1d2129; line-height: 150%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"></span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; color: #1d2129;">La Civetta di Minerva, 28 ottobre 2016</span></span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 16.35pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; color: #1d2129;">Le proposte di riforma (forse sarebbe il caso di chiamarla ‟contro-riforma&rdquo;), se approvate col referendum del 4 dicembre, potrebbero cambiare la &ldquo;filosofia&rdquo; costituzionale. Infatti, si modificherebbero, a nostro parere, i riferimenti culturali della Costituzione con un sistema diverso di intendere i rapporti di partecipazione e di potere e le modalit&agrave; di esercizio dello stesso. Siamo, naturaliter, a favore della &ldquo;democrazia circolare&rdquo;, partecipata, pi&ugrave; vicina alle problematiche del territorio, molto ben espressa nell&#8217;art. 118 della Costituzione (principio di sussidiariet&agrave;) e pertanto siamo contrari alla &ldquo;proposta piramidale&rdquo;, verticistica di Renzi &amp; c., che ci riporta indietro di 80 anni.</span></span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 16.35pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; color: #1d2129;">DEMOCRAZIA CIRCOLARE E BIOECONOMIA &#8211; </span></strong><span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; color: #1d2129;">Nella &ldquo;democrazia circolare&rdquo; vi &egrave; bilanciamento ed equilibrio dei poteri, non vi &egrave; accentramento apicale ed autoreferenziale. Vi &egrave;, a nostro modo di vedere, una collimazione e correlazione tra biologia e le leggi dell&rsquo;economia, tanto che vi &egrave; una branca specializzata della scienza chiamata appunto &ldquo;bioeconomia&rdquo;. Nella visione biocentrica tutti gli esseri viventi sono importanti per una buona economia degli ecosistemi, per una pi&ugrave; partecipativa azione di ognuno, per un coinvolgimento maggiore, per una pi&ugrave; equa distribuzione delle responsabilit&agrave; e<span>&nbsp; </span>degli eventuali benefici ottenuti dalla collegialit&agrave; e condivisione ed eventualmente una maggiore propensione a sopportare meglio le incidenze comuni negative se dovessero intercorrere. Le specie che resistono di pi&ugrave; alle avversit&agrave;, e che si adattano meglio, sono quelle che consumano meno energia, che collaborano di pi&ugrave; una con l&rsquo;altra e che cercano condizioni migliori senza sfruttare eccessivi spazi (il che comporterebbe, appunto, maggiore spreco di energia). A differenza, la visione antropocentrica riconduce a un individualismo ed egoismo profondo per cui<span>&nbsp; </span>tutto deve essere al servizio dell&rsquo;uomo, pertanto si possono distruggere risorse naturali, per suo vantaggio.</span></span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 4.9pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; color: #1d2129;">ESEMPI CONCRETI DI CITTADINANZA ATTIVA</span></strong><span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; color: #1d2129;"> &#8211; Il fondamento dell&rsquo;economia circolare biocentrica &egrave;, invece, il principio di sussidiariet&agrave;, per cui si possono meglio risolvere i problemi e le criticit&agrave; quanto si &egrave; pi&ugrave; vicini ad essi. Non &egrave; un principio astratto e possiamo portare tanti esempi di attivazione concreta di tale concetto. <strong>Paradigmaticala questionedelle autorizzazioni regionali per la ricerca e prospezioni petrolifere nel Val di Noto</strong>, cio&egrave; in territori compresi nell&rsquo;Heritage List dell&rsquo;Unesco. I Comuni dell&rsquo;intera zona, le associazioni ecologiste e culturali, la Curia Vescovile, i Comitati No Triv e i Verdi in prima linea, si ribellarono a questa imposizione calata dall&rsquo;alto e si blocc&ograve; l&rsquo;incombente rischio di scempio. </span></span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 4.9pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; color: #1d2129;">Ricordiamo che nel disciplinare per la coltivazione degli idrocarburi era t</span></span><span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">estualmente riportato: <span><em><span><span style="color: black;">&ldquo;&hellip;la concessione per la coltivazione degli idrocarburi comprende anche il diritto a costruire, esercire e mantenere un sistema, parziale o completo di serbatoi e di condotte&hellip;&#8221;&#8230;&rdquo;tale sistema di condotte pu&ograve; comprendere, fra l&rsquo;altro, le stazioni di spinta iniziale o intermedie e i relativi serbatoi, macchinari annessi, le condotte principali e secondarie&hellip;&rdquo;.</span></span></em></span><span style="color: black;"><span><span> Si trattava, quindi, di realizzare nel Val di Noto, per 747 Kmq., in una zona &ldquo;Patrimonio dell&rsquo;Umanit&agrave;&rdquo;, una zona industriale come quella di Priolo.</span> </span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 4.9pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; color: black;">L</span></span><span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">a corsa al petrolio (bloccata nella terraferma, dove appunto i Comuni e il territorio possono far leva sul principio di sussidiariet&agrave;) per&ograve; continua senza sosta nei mari italiani con la politica energetica del governo Renzi: nuove attivit&agrave; di ricerca, estrazione e prospezione continuano a mettere a rischio il mar Adriatico, il mar Ionio, il Canale di Sicilia e il mar di Sardegna. A conferma di ci&ograve; &egrave; arrivato il via libera del Ministero dell&#8217;Ambiente che, recentemente e in una sola settimana, <strong>ha emesso ben 5 procedimenti riguardanti attivit&agrave; geofisiche a scopi petroliferi nei mari italiani</strong>, e precisamente una nel mar Adriatico al largo delle coste pugliesi per circa 1.500 kmq (della societ&agrave; Global Petroleum);<span>&nbsp; </span>due istanze di permesso di ricerca nel mar Ionio per ulteriori 1.500 kmq (per la Global Med) e una istanza di prospezione sempre nello Ionio per ben 4.000 kmq (per la Schlumberger). </span></span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 4.9pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">A questi cinque <strong>si aggiunge un permesso di ricerca nel mar di Sicilia al largo di Gela, per 456 kmq</strong> di mare, di propriet&agrave; Edison Eni. Le attivit&agrave; di ricerca e prospezioni petrolifere in mare saranno eseguite sempre con la tecnica dell&rsquo;air gun che provoca danni alla fauna marina poich&eacute; tali attivit&agrave;, a quanto ci risulta, saranno esercitate in alcune zone per il ripopolamento ittico delle specie ittiche del Mediterraneo (nurseries), con <strong>danni economici alle attivit&agrave; di pesca, oltre che al turismo ed all&rsquo;economia locale</strong>. Una tecnica criticata non solo dalle associazioni ecologiste, ma anche dalla comunit&agrave; scientifica, da molte comunit&agrave; locali e da cittadini che hanno sottoscritto, in pi&ugrave; di 70mila, la petizione #StopOilAirgun, lanciando un appello a Governo e Parlamento per vietare l&rsquo;utilizzo di questa impattante tecnica per la ricerca di idrocarburi. </span></span></p>
<p style="margin-top: 0cm; margin-right: 4.9pt; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: 115%;"><span><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%;">Il &ldquo;via libera&rdquo; dal Ministero dell&rsquo;Ambiente, purtroppo, <strong>conferma la politica del governo Renzi a favore delle fonti fossil</strong>i e contraddice gli impegni presi alla Cop21 di Parigi, proprio nel giorno in cui arriva il s&igrave; della Camera alla ratifica dell&rsquo;accordo. Il nostro Paese possiede risorse naturali e opportunit&agrave; per puntare a un futuro rinnovabile grazie alle fonti alternative oggi realmente competitive. Il Governo abbia dunque il coraggio di percorrere questa strada attraverso una politica lungimirante e interventi innovativi che mettano al centro un&rsquo;economia sostenibile e l&rsquo;ambiente, avviando una nuova stagione incentrata sul risparmio energetico e sulle fonti rinnovabili, ma sta anche a noi, esprimendoci nel referendum, contribuire a far cambiare la politica per un futuro veramente sostenibile e durevole.</span> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Le piattaforme per le trivellazioni possono rilanciare i poli metalmeccanici”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2014/12/14/le-piattaforme-per-le-trivellazioni-possono-rilanciare-i-poli-metalmeccanici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Concetta La Leggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Dec 2014 22:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[pettolio]]></category>
		<category><![CDATA[Punta Cugno]]></category>
		<category><![CDATA[Marina di Melilli]]></category>
		<category><![CDATA[Filctem]]></category>
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		<category><![CDATA[Rosario Crocetta]]></category>
		<category><![CDATA[idrocarburi]]></category>
		<category><![CDATA[Vega B]]></category>
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					<description><![CDATA[Rizzuti (Filctem Cgil): “La produzione della Vega A è scesa a 2000 barili al giorno e alla piattaforma rimangono 5/6 anni di vita. Ma ce un’altra sacca con almeno 30/35 milioni di barili. Se la Regione non firma per la Vega B, c’è il rischio di perdere un investimento di 500 milioni” Maurizio Landini, alter &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Rizzuti (Filctem Cgil): “La produzione della Vega A è scesa a 2000 barili al giorno e alla piattaforma rimangono 5/6 anni di vita. Ma ce un’altra sacca con almeno 30/35 milioni di barili. Se la Regione non firma per la Vega B, c’è il rischio di perdere un investimento di 500 milioni”</span></strong></p>
<p>  <span id="more-5293"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Maurizio Landini</strong><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">, alter ego della segretaria Camusso, qualche giorno fa ha dichiarato che se non viene messo in discussione l’equilibrio ambientale non è da buttare l’idea </strong><span style="line-height: 1.3em;">di nuove attività di </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">ricerca di idrocarburi offshore e onshore.</strong><span style="line-height: 1.3em;"> In fondo se Italia e Sicilia non danno le necessarie autorizzazioni il rischio è che gli investitori si spostino altrove con un nocumento economico ed occupazionale per il nostro territorio. Certo ognuno rimarrà con le proprie posizioni: ambientalisti e deputati contro le trivellazioni, Renzi e Crocetta a favore. Lo Sblocca Italia, peraltro contestatissimo a livello politico e nazionale, all&#8217;art. 38, </span><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">misure urgenti in fatto di energia,</em><span style="line-height: 1.3em;"> recita &#8220;Al fine di valorizzare le risorse energetiche nazionali e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti del Paese, </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi</strong><span style="line-height: 1.3em;"> e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale rivestono carattere di </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">interesse strategico</strong><span style="line-height: 1.3em;"> e sono di pubblica utilità, urgenti e indifferibili&#8221; tant’è che i critici del decreto lo hanno subito ribattezzato con il nome di sblocca-trivellazioni.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><span style="line-height: 1.3em;">In Sicilia sulla stessa scia di Renzi si muove il presidente </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Crocetta</strong><span style="line-height: 1.3em;"> che </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">da poco ha chiuso accordi con Eni e altri petrolieri internazionali, convinto che in tal modo vi siano le basi per creare nuovi posti di lavoro e risanare il bilancio regionale. Di contro gli ambientalisti e l’Ars, che ha</strong><span style="line-height: 1.3em;"> votato una mozione sulla sospensione delle autorizzazioni per le trivellazioni impegnando il governo a sospendere tutte le autorizzazioni di ricerca e prelievo di idrocarburi e di coltivazione di campi geotermici in corso di Via e già rilasciate. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><span style="line-height: 1.3em;">Ma quali ricadute comporterà ciò sul nostro territorio? “Il rischio concreto &#8211; ci spiega </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Mario Rizzuti</strong><span style="line-height: 1.3em;">, segretario provinciale </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Filctem Siracusa</strong><span style="line-height: 1.3em;"> &#8211; è che si perda la possibilità di un ulteriore investimento per circa 500 milioni, nella realtà di Siracusa, che la joint venture </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Edison</strong><span style="line-height: 1.3em;"> (60%) ed </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Eni</strong><span style="line-height: 1.3em;"> (40%) per la costruzione della </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Vega B</strong><span style="line-height: 1.3em;"> intende realizzare. Tutte le autorizzazioni sono state già da tempo concesse eppure i documenti giacciono sul tavolo del ministro Territorio ed Ambiente con il rischio che la società francese dirotti i propri soldi in altre zone del Mediterraneo. La costruzione della Vega B peraltro è necessaria perché fino a circa 30 anni fa l’estrazione giornaliera della Vega A era di circa 8/9 mila barili di petrolio.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><span style="line-height: 1.3em;">Oggi la produzione è scesa a 2000 barili al giorno e alla piattaforma rimangono 5/6 anni di vita. Accanto alla sacca principale di petrolio però ve n’è un’altra che contiene circa 30/35 milioni di barili di petrolio e la nuova piattaforma, più piccola della prima ed a questa agganciata, sarebbe in grado di estrarre le angolature che la maggiore non riesce a raggiungere. Ciò vuol dire un </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">ritorno all’estrazione di 8000 barili di petrolio al giorno per circa 30 anni di attivit</strong><span style="line-height: 1.3em;">à. L’investimento previsto dalla joint venture per la costruzione della Vega B è di 250 milioni ai quali vanno aggiunti altri investimenti per agganciarla alla piattaforma madre per un totale di 500 milioni di euro”.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><span style="line-height: 1.3em;">Ciò determinerebbe un </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">incremento occupazionale fisso di cento unità</strong><span style="line-height: 1.3em;"> sulla piccola piattaforma oltre al mantenimento dei 300 lavoratori attualmente impegnati sulla Vega A. “Inoltre – aggiunge il segretario Filctem &#8211; circa </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">500 metalmeccanici sarebbero impegnati per almeno 3 anni nella costruzione dei moduli della Vega B</strong><span style="line-height: 1.3em;"> che verrebbe affidata a un cartello di aziende locali pronte a costruire i moduli della piattaforma”.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><span style="line-height: 1.3em;">La Vega B potrebbe essere la prima di una serie di piattaforme da costruire a </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Punta Cugno e Marina di Melilli </strong><span style="line-height: 1.3em;">consentendo il rilancio delle due aree di eccellenza. “Nel Mediterraneo – ci spiega Rizzuti – è prevista la costruzione e l’istallazione di </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">6/7 piattaforme di varie grandezze</strong><span style="line-height: 1.3em;"> richieste da vari gruppi industriali mondiali che consentirebbero il rilancio dei nostri poli metalmeccanici di eccellenza che potrebbero partecipare ai bandi di gara per l’acquisizione anche delle altre commesse”.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">La Filctem ci crede e ritiene che anche questa sia una giusta strada per creare lavoro, portare investimenti e rilanciare i nostri siti metalmeccanici di eccellenza. In verità tutto è in bilico soprattutto a causa dello stesso governo che da un lato propone e accetta le trivellazioni, dall’altro però, con il gioco delle tre carte, non firma le autorizzazioni ad Edison ed Eni e blocca il tutto da 8 mesi. E non vorremmo essere dei gufi ma la situazione ci ricorda molto da vicino quella del rigassificatore, investimento da 1000 milioni di euro mai realizzato perché il coraggio della politica deve essere quello di saper dire o sì o no ma dire!</span></p>
<h2 style="text-align: justify;"> </h2>
]]></content:encoded>
					
		
		
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