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	<title>Gutta cavat lapidem &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>A proposito di debito indebito e di democrazia a rischio…</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2017/11/27/a-proposito-di-debito-indebito-e-di-democrazia-a-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Concetto Rossitto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 10:59:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[BCE]]></category>
		<category><![CDATA[bufale e verità]]></category>
		<category><![CDATA[valore della cartamoneta]]></category>
		<category><![CDATA[Gutta cavat lapidem]]></category>
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					<description><![CDATA[Poich&#233; la cartamoneta deriva dalle leggi degli Stati, ad essi si dovrebbe prestare a tasso zero il denaro, non alle banche &#160; La Civetta di Minerva, 17 novembre 2017 Intendere vuol dire discernere criticamente bufale e verit&#224;. Vuol dire esaminare, alla luce della ragione, le seguenti affermazioni, proposte in forma giornalisticamente apodittica ma necessarie di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><em><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Poich&eacute; la cartamoneta deriva dalle leggi degli Stati, ad essi si dovrebbe prestare a tasso zero il denaro, non alle banche</span></em></strong></span> </p>
<p>  <span id="more-10057"></span>  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La Civetta di Minerva, 17 novembre 2017</span></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Intendere vuol dire discernere criticamente bufale e verit&agrave;</span></strong></span><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">. Vuol dire esaminare, alla luce della ragione, le seguenti affermazioni, proposte in forma giornalisticamente apodittica ma necessarie di verifica: illusi i signoraggisti, ignari i cittadini, ignavi i politici, indebita (perch&eacute; frutto soltanto di interessi indebiti) una parte del debito pubblico, irrazionale il sistema di monetazione, increscioso e intollerabile il degrado della democrazia, imperdonabile l&rsquo;ottusit&agrave; degli indifferenti, ineludibile la ricerca di rimedi, ingenua la scappatoia di delegare tutto alla competenza di studiosi, in gran parte gravemente condizionati dal pensiero dominante o dalla mentalit&agrave; corrente (mainstream). </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Sostengono i signoraggisti che la differenza di valore (aggiunto) alla cartamoneta</span></strong></span><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> (pochi centesimi per carta filigranata, inchiostri speciali e stampa) verrebbe incamerata dall&rsquo;istituto emittente. Ed hanno buon gioco i sostenitori dell&rsquo;ordine costituito a gridare che si tratta di una bufala. Certo che &egrave; una bufala: la banca emittente &ldquo;presta&rdquo; la cartamoneta prodotta alle banche richiedenti (al tasso di sconto, oggi pari a zero) e quindi ne ricava solo titoli debitori cartacei da parte delle banche che ottengono in prestito quella cartamoneta di nuova creazione. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Tutto regolare dunque? S&igrave;. Tutto legittimo. Tutto corrispondente alle norme</span></strong></span><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> e ai regolamenti vigenti. Ma&hellip; qualcuno potrebbe ragionevolmente spiegare perch&eacute; le banche siano titolate a ricevere valore pecuniario in prestito a tasso di favore (o tasso di sconto, oggi pari addirittura a zero) e gli Stati non possano ricorrere direttamente alla stessa fonte di prestito e alle stesse condizioni di favore? Oltretutto il valore deriva alle banconote non da una riserva aurea sottostante ma dalla legge dello Stato o degli Stati dell&rsquo;Unione<strong>. </strong>&Egrave; la legge a punire (giustamente!) eventuali produttori abusivi e spacciatori di banconote false. Sono i regolamenti vigenti a riconoscere alla BCE la facolt&agrave; di emettere moneta nella quantit&agrave; necessaria e sufficiente a mantenere l&rsquo;inflazione prossima e non superiore al 2%. Ma sono anche gli attuali regolamenti a non consentire alla BCE di prestare moneta direttamente agli Stati, prendendo in cambio titoli del debito pubblico (BOT, BUND o CCT). La BCE di Draghi sta rilevando titoli del debito pubblico (e gliene siamo grati) sul mercato secondario: non pu&ograve; finanziare direttamente gli Stati; non pu&ograve; prestare moneta direttamente ad essi. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Tutto regolare? S&igrave;. Tutto razionale? No. Forse bisognerebbe porsi il problema</span></strong></span><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> di rivedere i regolamenti vigenti<strong>.</strong> Giacch&eacute; il valore della cartamoneta deriva dalla legge degli Stati, forse sarebbe pi&ugrave; razionale che ogni nuova immissione monetaria (nella misura autonomamente decisa dalla BCE) venisse effettuata mediante consegna delle banconote create agli Stati, in proporzione alla loro consistenza demografica. O venisse prestata (a tasso zero) agli Stati e non alle banche private. Lo chiedono i politici attuali? No. Si guardano bene persino dal porsi il problema. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Sono protagonisti di un complotto assieme ai banchieri, come sostengono i signoraggisti? No</span></strong></span><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">.</span> Certo che no. Un complotto viene ordito segretamente e contro l&rsquo;ordine costituito. In questo caso la procedura di emissione monetaria &egrave; legittimamente realizzata secondo norme e alla luce di esse. Semmai&hellip; all&rsquo;insaputa dei cittadini degli stati democratici dell&rsquo;Unione e di molti politici per caso (o per grazia o nomina ricevuta da capi o padrini dei partiti). Ma &egrave; probabile cha anche tali capi o, in certi casi, padroni di forze politiche siano piuttosto ignari della questione o preferiscano rimanerlo per non inimicarsi poteri troppo forti per loro. Ma questo &egrave; un problema che riguarda la degenerazione della democrazia, non la legittimit&agrave; del sistema di monetazione.<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>Nessun complotto, dunque, ma tanta ignoranza in giro, tanta irrazionalit&agrave; nel sistema, tanta ignavia nei pochi che si rendono conto della questione ma preferiscono non affrontarla, tanta irresponsabilit&agrave; di fronte alle conseguenze di un sistema di questo genere<strong>.</strong> Conseguenze che sono: la progressione del debito pubblico (dovuta pi&ugrave; al montare degli interessi che alla prodigalit&agrave; della spesa e al sovraccosto della corruzione, che va stroncata) e la progressiva sottomissione del potere politico ai diktat di chi pu&ograve; mettere in ginocchio gli Stati sempre pi&ugrave; gravemente indebitati. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="color: #999999; font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="background: white; margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Jyrki </span></strong></span><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Katainen, attuale</span> <span style="background: white; margin: 0px; color: #222222;"></span><span style="background: white; margin: 0px;">vicepresidente della&nbsp;Commissione europea&nbsp;per il lavoro</span></span></strong><span style="background: white; margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, la crescita, gli investimenti e la competitivit&agrave; nella&nbsp;Commissione Juncker</span><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, &egrave; solo uno fra i vari personaggi che possono esercitare tale potere di dettare ordini. L&rsquo;ex banchiere Juncker, indegno presidente della Commissione europea, &egrave; un altro. Oggi abbiamo una classe politica al guinzaglio dei poteri economici e finanziari. E, in parte, gi&agrave; sostituita da esponenti di quei poteri, come appunto nel caso di Juncker.<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>Basta poco (qualche manovra per fare innalzare gli interessi e una letterina di aut aut) per mandare a gambe all&rsquo;aria un governo. Si dir&agrave; che nel 2011 si trattava di un governo cialtrone ed impresentabile. Verissimo. Ma rimane il fatto che la democrazia &egrave; oggi sotto tutela, sotto un forte potere di condizionamento, sotto ricatto. Non si tratta di un complotto, si tratta di una dinamica perversa che va smontata per via di scelte democratiche<strong>.</strong> Non di un crimine perpetrato in segreto da perseguire giudiziariamente. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Una volta cambiate le regole</span></strong></span><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> (senza terremoti che inneschino effetti catastrofici o che intacchino il legittimo interesse dei risparmiatori a vedersi restituito, cogli interessi, ci&ograve; che hanno prestato agli stati), <strong>sar&agrave; possibile ridurre in modo indolore il debito pubblico</strong> ed evitare che esso cresca in futuro per dinamiche perverse ed irrazionali.<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>Lo sostiene Siracusa Resiliente con un suo documento in Otto Proposte per l&rsquo;avvenire. Che &egrave; stato presentato e discusso con vari politici locali<strong>.</strong> Ed anche inviato a qualche politico nazionale. Il documento ha riscosso vari apprezzamenti dai politici locali, in modo differenziato per le varie proposte. Prima tra tutte, il necessario ripristino della distinzione netta di ruoli tra banche di affari e banche di credito/risparmio (Glass-Steagall Act). Ma nessuna risposta dai politici nazionali. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Gutta cavat lapidem. SRRS insister&agrave;</span></strong></span><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> affinch&eacute; anche i politici locali si diano da fare per inserire nel dibattito politico nazionale almeno le proposte che avranno ritenuto condivisibili. Basteranno le pressioni di SRRS ad ottenere che certi temi emergano nel dibattito politico? Lo si spera, ma non ci si illude troppo. Ma si ritiene doveroso tentare in ogni modo di avviare, a qualsiasi livello, quello che alcuni, spregiativamente, considerano un dibattito sui massimi sistemi. Ovviamente si ha consapevolezza della solidit&agrave; di certi interessi<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>e dell&rsquo;arrendevolezza di una classe politica in gran parte troppo incline ai compromessi con ogni potere che conti. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; font-size: 12.5pt;">Il dibattito sar&agrave; necessario ma forse, da solo, non baster&agrave;</span></strong></span><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">.</span> Forse, per una revisione delle regole, c&rsquo;&egrave; anche bisogno, prioritariamente, di un notevole cambiamento della classe politica. Ma non si pu&ograve; attendere all&rsquo;infinito una palingenesi totale, che l&rsquo;establishment impedir&agrave; in ogni modo: anche cambiando le regole del sistema elettorale. E allora forse &egrave; pi&ugrave; realistico auspicare (e suggerire) un patto di programma tra quei politici che appaiano pi&ugrave; idealisti (o meno compromessi col sistema) e un nuovo ardimentoso movimento, desideroso di cambiamenti ma forse un tantino velleitario nella titanica presunzione di poter fare tutto da solo. Illusione adolescenziale, dalla quale lo dovrebbe liberare la constatazione di quanto facilmente esso possa essere infiltrato da intrusi lupi, camaleontescamente camuffati da agnellini. </span></p>
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