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	<title>Flc Sicilia &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>“Scuola-lavoro, il modo sia scelta dal collegio docenti”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2017/04/05/scuola-lavoro-il-modo-sia-scelta-dal-collegio-docenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Festa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2017 10:28:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[ore in azienda]]></category>
		<category><![CDATA[manodopera gratuita]]></category>
		<category><![CDATA[Flc Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[alternanza scuola lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[legge 107/2015]]></category>
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					<description><![CDATA[Graziamaria Pistorino, segretaria di Flc Cgil Sicilia: &#8220;Non pu&#242; diventare un obbligo di 400 e 200 ore. I percorsi devono essere caratterizzati sul percorso elaborato dal consiglio di classe per quella specifica classe, con un monte ore individuato sulla base delle specifiche esigenze&#8221; &#160; La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017 Valore aggiunto o inutile &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><em><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Graziamaria Pistorino, segretaria di Flc Cgil Sicilia: &ldquo;Non pu&ograve; diventare un obbligo di 400 e 200 ore. I percorsi devono essere caratterizzati sul percorso elaborato dal consiglio di classe per quella specifica classe, con un monte ore individuato sulla base delle specifiche esigenze&rdquo;</span></em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>  <span id="more-9038"></span>  </p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La Civetta di Minerva, 24 marzo 2017</span></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Valore aggiunto o inutile perdita di tempo? L&rsquo;alternanza scuola&ndash;lavoro, che ha mobilitato pi&ugrave; di un milione e mezzo di studenti, non sempre e non ovunque &egrave; stata accolta con entusiasmo dagli addetti ai lavori. <strong>Ad essere criticate sono soprattutto quelle parti del comma 33 della legge 107/2015</strong> che impongono l&rsquo;obbligatoriet&agrave; agli studenti dei licei e degli istituti tecnici di svolgere, nel triennio, rispettivamente 200 e 400 ore in azienda. &Egrave; diventato anche concreto il rischio, come aveva ipotizzato la Cgil recentemente, che soprattutto al centro-sud <strong>l&rsquo;alternanza si potesse trasformare in un serbatoio di manodopera gratuito</strong>, come testimoniano le notizie riportate da alcune testate nazionali di studenti impegnati a servire caff&egrave; negli autogrill o a pulire i bagni nei McDonalds. Ma senza andare troppo lontano, anche in Sicilia, come ci racconta Graziamaria Pistorino, segretaria generale della Flc Cgil Sicilia, <strong>gli alunni di un istituto tecnico turistico di Messina sono stati &lsquo;impiegati&rsquo; per sbigliettare i biglietti al cinema</strong>. Casi limite, ovviamente, che per&ograve; denunciano una difficolt&agrave; nella produzione di percorsi seri e qualificanti e che dovrebbero invitare a riflettere su cosa sia effettivamente l&rsquo;alternanza scuola-lavoro e su quali criticit&agrave; sia necessario lavorare. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">&ldquo;La Cgil &ndash; afferma la segretaria generale Flc Sicilia &ndash; <strong>&egrave; sempre stata favorevole all&rsquo;alternanza scuola-lavoro</strong>, perch&eacute; &egrave; nelle radici della nostra elaborazione immaginare dei percorsi educativi che siano orientati all&rsquo;inserimento, alla comprensione delle dinamiche dentro un luogo di lavoro. Per&ograve; questo non pu&ograve; diventare, come invece &egrave; diventato con la legge 107, un obbligo, una necessit&agrave; quantificata in 400 e 200 ore. I percorsi di alternanza devono essere caratterizzati sul percorso educativo elaborato dal consiglio di classe per quella specifica classe, con un monte ore individuato sulla base delle specifiche esigenze.&rdquo;</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 12.5pt;">Anche gli istituti tecnici</span></strong></span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">, che da sempre fanno alternanza scuola-lavoro, <strong>stanno incontrando non poche difficolt&agrave;</strong> nel gestire le 400 ore imposte dalla legge anche perch&eacute; ci sono alcuni passaggi che le scuole non hanno compreso, e cio&egrave; che il percorso in alternanza potrebbe essere non tutto svolto dentro un luogo di lavoro ma realizzato <strong>anche con moduli didattici dentro la classe</strong> in continuit&agrave; rispetto all&rsquo;attivit&agrave;. &ldquo;In un primo momento &ndash; continua la Pistorino &ndash; l&rsquo;alternanza non era stata contemplata cos&igrave;, si parlava di percorsi di alternanza da svolgersi interamente in azienda, ma non &egrave; obbligatorio che le ore debbano svolgersi tutte fuori. Anche perch&eacute; <strong>il percorso andrebbe calato nel percorso didattico, nel curriculo di classe, altrimenti non ha alcun senso</strong>. &Egrave; questo che noi come Cgil contestiamo. Noi non vogliamo eliminare l&rsquo;alternanza, ma cambiare la modalit&agrave;. Alternanza non significa prendere i ragazzi da scuola per portarli a lavoro, ma far comprendere meglio attraverso il lavoro quello che si studia a scuola.&rdquo; </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">In altre parole, sviluppare competenze, che non si creano attraverso il lavoro ma attraverso l&rsquo;approfondimento e lo studio. L&rsquo;alternanza, quindi, dovrebbe <strong>insegnare agli studenti come trovare soluzioni a problemi nuovi</strong>, comprendere come sul luogo di lavoro si possano applicare delle tecniche che hanno appreso in classe in base al percorso di studio. La scuola, insomma, deve educare al pensiero e non, come afferma la segretaria della Flc Sicilia, &ldquo;[&hellip;] essere subordinata all&rsquo;impresa. L&rsquo;impresa deve utilizzare i cervelli che ci sono e trovare in queste teste pensanti germi per fare migliore ricerca. Il profilo dell&rsquo;Italia &egrave; quello di competere con il know how, con le competenze. Questo significa <strong>competere con un livello alto di conoscenza, non con un livello a basso costo di manodopera</strong>. Quindi, prendere dei ragazzi di un liceo scientifico e portarli a fare la mitilicultura, come &egrave; avvenuto a Messina, non li adegua al mondo del lavoro. Non &egrave; vero che i ragazzi, come diceva la ministra Fornero, sono schizzinosi. Il problema &egrave; che c&rsquo;&egrave; scarso investimento in ricerca.&rdquo;</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Lo scarso investimento non riguarda solo la ricerca, ma anche l&rsquo;alternanza: bench&eacute; sia stato stanziato un finanziamento annuo di 100milioni di euro, non &egrave; insolito che <strong>le scuole chiedano una quota parte agli studenti per partecipare alle attivit&agrave; del percorso formativo</strong> in alternanza, e nell&rsquo;ultimo anno c&rsquo;&egrave; stato un fiorire di agenzie di viaggio che si sono &lsquo;specializzate&rsquo; in viaggi studio all&rsquo;estero come alternanza. Un&rsquo;attivit&agrave; obbligatoria, oggetto di valutazione e propedeutica all&rsquo;ammissione degli esami di stato, pu&ograve; essere a pagamento? In regioni economicamente depresse come la Sicilia &egrave; giusto gravare in questo modo sulle famiglie? &Egrave; questo l&rsquo;abbattimento delle differenze della buona scuola dell&rsquo;inclusivit&agrave;? &ldquo;Questo &egrave; uno Stato &ndash; conclude Graziamaria Pistorino &ndash; che continua a mantenere le differenze di opportunit&agrave; in base ai diversi punti di partenza. <strong>L&rsquo;alternanza scuola&ndash;lavoro &egrave; un valore aggiunto, ma deve ritornare alla sovranit&agrave; del collegio dei docenti</strong>, che deve avere la possibilit&agrave; di scegliere se farlo o meno, stabilire il monte ore sulla base dei percorsi didattici elaborati, sulle possibilit&agrave; degli studenti e non deve pesare sulle famiglie. Per questo gli attacchi che abbiamo posto sulla 107 sono tutti in campo e non demorderemo.&rdquo; </span></p>
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