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	<title>farmaci generici &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Mon, 20 Apr 2020 17:19:18 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Lasciare mezza pensione in farmacia? Oggi è possibile, specie in Sicilia</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2015/02/06/lasciare-mezza-pensione-in-farmacia-oggi-e-possibile-specie-in-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dino Artale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2015 14:35:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci generici]]></category>
		<category><![CDATA[Paracetamolo]]></category>
		<category><![CDATA[SSN]]></category>
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					<description><![CDATA[Il retaggio atavico della &#8220;marca&#8221; offusca le menti pi&#249; deboli e ingrassa i fatturati dei soliti furbetti.&#160;Come confondere anche gli esperti vendendo lo stesso farmaco a prezzi diversi Credo che nessuno potr&#224; negare che la quota che i cittadini pagano sui farmaci diventa sempre pi&#249; alta. La nostra amata Sicilia, depredata accuratamente negli anni scorsi &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><em></em></span></h2>
<h2 style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><em>Il retaggio atavico della &ldquo;marca&rdquo; offusca le menti pi&ugrave; deboli e ingrassa i fatturati dei soliti furbetti.&nbsp;</em></span><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Come confondere anche gli esperti vendendo lo stesso farmaco a prezzi diversi</em></h2>
<p>  <span id="more-5492"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Credo che nessuno potr&agrave; negare che </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">la quota che i cittadini pagano sui farmaci diventa sempre pi&ugrave; alta</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">. La nostra amata Sicilia, depredata accuratamente negli anni scorsi tramite accordi tra politica e interessi mafiosi e no nella sfera sanitaria (pensate alle mille e pi&ugrave; cliniche private convenzionate solo in Sicilia a fronte delle 800 circa in tutta Italia), paga i ticket su farmaci, esami di laboratorio e strumentali, pi&ugrave; alti della nazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Cessata l&rsquo;epoca in cui i debiti si scaricavano su &ldquo;Pantalone&rdquo;, da molti anni i siciliani ripagano di tasca loro quanto altri, siciliani e no, hanno sottratto per altri usi. Ecco uno dei motivi per cui diventa sempre pi&ugrave; oneroso ammalarsi o aver bisogno della sanit&agrave; pubblica. Una storia crudele che vuole insegnare ai posteri come una classe d&rsquo;irresponsabili cicale (la mia generazione!) abbia pregiudicato la sanit&agrave; delle future generazioni, </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">lasciando il bene grande della salute agli appetiti insaziabili </strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">di personaggi che a mala pena dalle cronache si possono individuare.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Quando un farmaco ha perso il brevetto, chiunque pu&ograve; produrlo e commercializzarlo</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">. Sebbene i procedimenti e le potenzialit&agrave; industriali per farlo siano di altissima complessit&agrave;, esistono un folto numero d&rsquo;industrie, in Italia e nel mondo, capaci di produrre farmaci con standard pari o superiori a quelli del detentore del brevetto. Spesso le stesse multinazionali del farmaco hanno fabbriche dedicate alla produzione di molte sostanze che hanno perso il brevetto e sono commercializzate (dal 1965!) in tutte le parti del mondo, con ottimi guadagni e riconoscimenti internazionali. Peraltro il concetto di marca per il farmaco non esiste in molte nazioni del mondo e le denominazioni si rifanno alla molecola chimica.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Il fenomeno dei farmaci equivalenti o, peggio definiti, &ldquo;generici&rdquo; &egrave; vecchio di cinquant&rsquo;anni. </strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Come mai gli italiani l&rsquo;hanno conosciuto da cos&igrave; poco tempo?</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Per brevit&agrave; dir&ograve; che negli anni trascorsi a qualcuno, molto in alto, gli equivalenti non convenivano. Allo stesso modo, mentre il mondo era conquistato dalla perfezione giapponese, fino agli anni &lsquo;80 i veicoli giapponesi non potevano entrare in Italia per veti politici, notoriamente indotti da interessi ben precisi che ne temevano la concorrenza. </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Acquistare a prezzi quasi dimezzati le stesse molecole avrebbe consentito al Sistema Sanitario Nazionale risparmi di miliardi di lire</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">. Una certa classe politica, ben variegata, aveva piazzato qualcuno all&rsquo;interno dell&rsquo;ente regolatore che aveva il compito di decidere i prezzi dei farmaci e che rendeva conto di ci&ograve; ai suoi mandanti politici.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Di fatto, per tanti anni, importanti aziende italiane hanno venduto farmaci provenienti da ricerca altrui. La loro funzione sostanziale era quella di commercializzarli, avendo&rdquo; ottenuto&rdquo; prezzi ministeriali che lasciavano margini ampi e remunerativi per qualcuno che non era certo il cittadino. </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Il primo inganno&nbsp;</strong><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">consisteva nel fatto che, quindi, dietro la marca italiana non ci fosse altro che un commerciante che comprava all&rsquo;estero i farmaci o li produceva per conto del proprietario per poi commercializzarli con un nome di fantasia</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">. Accadeva spesso che la stessa sostanza avesse tre o quattro nomi di fantasia e fosse commercializzata sia dal proprietario sia da altre aziende italiane ed estere. Nulla di male, se il prezzo fosse stato quello equo.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Il processo a Poggiolini, responsabile della struttura che determinava la mutuabilit&agrave; e i prezzi dei farmaci, non &egrave; ancora finito e dimostra che </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">i soldi nostri, spesi per i farmaci, hanno ingrassato branchi di pescecani</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">, non escluso qualche appartenente alla mia categoria professionale, dove gli squali non mancano. Insomma il nostro sistema sanitario pagava un prezzo pi&ugrave; alto per i farmaci e allo stesso proprietario del brevetto conveniva gestire il commercio del suo farmaco insieme a ditte italiane. Queste ultime avevano entrature ministeriali tali da ottenere un prezzo pi&ugrave; alto del dovuto, lasciando oboli e premi a tutti i facilitatori.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Questo sistema di lobby fra politici, industriali o, meglio commercianti, del farmaco ha impedito per lunghissimi anni che noi pagassimo il giusto prezzo per il farmaco.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Leggendario l&rsquo;esempio del Paracetamolo</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;"> (</span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">nomi commerciali&nbsp;</strong><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Tachipirina, Efferalgan</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">) </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">e delle vitamine</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">, sostanze che hanno brevetti vecchi di un secolo e che in Italia sono venduti a circa sei volte e pi&ugrave; del loro costo negli stati esteri. Anche i produttori di &ldquo;generici o equivalenti&rdquo;, per quei farmaci il cui prezzo non &egrave; imposto dall&rsquo;ente regolatore italiano (Aifa, Agenzia italiana per il Farmaco, uno dei migliori al mondo per controlli di qualit&agrave;), per la cosiddetta &ldquo;classe C&rdquo;, cio&egrave; i farmaci non dispensati dalla mutua italiana, praticano prezzi maggiorati per il mercato italiano, di certo alterato dalla presenza di lobby che si rifiutano di applicare il prezzo reale della molecola.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">La tendenza a fare cartello per i farmaci da banco e non dispensati dalla mutua</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;"> appare evidente a chiunque sia abituato a consumare farmaci che hanno anzianit&agrave; di brevetto prossima ai trenta &#8211; cinquanta anni: il loro prezzo, confrontato con quello iniziale, &egrave; lievitato a livelli scandalosi, pur essendo sempre la stessa la loro composizione e uguali a zero le spese per la ricerca.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Tornando alla sanit&agrave; siciliana, fatta salva la condizione di aggravio speciale in cui il cittadino ripiana, con<strong> i ticket rialzati, il buco economico lasciato dai precedenti governi regionali</strong>, il resto della spesa per i ticket in farmacia scaturisce dalla differenza tra un prezzo di riferimento, stabilito dalle autorit&agrave; competenti su base europea e nazionale, e i prezzi che ciascun produttore assegna alla propria medicina.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Correttamente il <strong>Servizio Sanitario Nazionale (SSN)</strong> rimborsa solo il prezzo di riferimento per un farmaco che abbia perso il brevetto. Un cittadino, che non abbia esenzioni per malattia o reddito, paga quattro o quattro euro e cinquanta, secondo il prezzo di partenza del farmaco (superiore o inferiore a 25 euro)&nbsp; quando questo &egrave; di marca e non scaduto di brevetto; due o due euro e cinquanta, se si tratta di farmaci generici o equivalenti. A questo punto &egrave; facile capire che, se si assumono molti farmaci, la spesa per i ticket diventa alta.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">A parit&agrave; di sostanza attiva, un cittadino siciliano</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">, che voglia solo farmaci di marca originale, </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">pu&ograve; pagare due o tre euro in pi&ugrave; per ogni confezione, oltre al &nbsp;ticket dovuto per legge.</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;"> Si possono, cos&igrave;, raggiungere i sette euro per ogni confezione. Una iattura se, come spesso accade, si hanno pi&ugrave; malattie croniche!</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Se, alla sfortuna di appartenere a una regione penalizzata dai ticket pi&ugrave; alti d&rsquo;Italia, si aggiunge quella di avere dei medici o specialisti inspiegabilmente affezionati solo alle marche e ferocemente avversi ai farmaci generici, la frittata &egrave; fatta!</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Mi sovviene il caso di una coppia di pensionati molto anziani, invalidi al 100%, ammalati di una lunga serie di malattie gravi e croniche. Sono costretti a ricorrere cure di numerosi medici specialisti che si accavallano fra loro nelle prescrizioni e non prescrivono mai gli equivalenti. Hanno entrambi impiegato tutti i loro risparmi per curarsi, pur essendo invalidi totali ed esentati dai ticket ordinari, a causa delle differenze fra il prezzo minimo rimborsato e quello di marca dei farmaci dispensati dalla mutua, dal prezzo pagato per intero dei farmaci non mutuabili, pi&ugrave; i vari integratori, secondo le recenti tendenze sempre pi&ugrave; prescritti.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Sopportati, in silenzio, per anni, esborsi per entrambi fino a cento euro per volta, hanno avuto il coraggio di parlarne con me per vedere di poter salvare almeno un po&rsquo; delle due piccole pensioni falcidiate in farmacia. Sono riuscito a ridurre dei 4/5 la spesa, rivedendo tutte le prescrizioni e trasformandole in farmaci equivalenti e abolendo i vari integratori. Ho cos&igrave; scoperto che persino i farmaci equivalenti non sempre sono allineati al prezzo minimo di riferimento, che le medicine prescritte da specialisti o da medici ospedalieri </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">spessissimo sono solamente di marca</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;"> anche quando &egrave; disponibile l&rsquo;equivalente, che, a parit&agrave; di classe terapeutica, il </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">medico specialista preferisce spesso il farmaco pi&ugrave; caro</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">. Inoltre &egrave; frequentissimo che, a fronte di situazioni cliniche non modificabili dai farmaci, fossero massicciamente prescritti integratori, cio&egrave; alimenti e derivati vegetali, privi di azioni farmacologiche.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Se mi &egrave; consentito suggerire dei rimedi ai cittadini, il primo &egrave; di chiedere se &egrave; possibile la sostituzione con gli equivalenti al proprio medico o, in subordine, al farmacista.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Se mai potessi avere un ascendente sui miei colleghi medici, suggerirei di diffidare dell&rsquo;informazione scientifica fatta dalle aziende i cui farmaci, perdendo il brevetto, entrano in concorrenza con gli equivalenti, di non confondere composizione con biodisponibilit&agrave;, di fidarsi del sistema di controllo sul farmaco dell&rsquo;Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e del Nucleo Antisofisticazioni dei Carabinieri (NAS). Di riflettere sul fatto che </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">i farmaci equivalenti sono usati da cinquant&rsquo;anni in tutto il mondo,</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;"> senza mai aver rilevato problemi di sorta.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Ai tetragoni colleghi, sostenitori della qualit&agrave; della marca e della non equivalenza con i generici suggerirei, se potessi averne l&rsquo;autorit&agrave;, di assumersi la responsabilit&agrave; di confermare le loro &ldquo;intuizioni&rdquo; compilando una scheda per reazione avversa da farmaci (&egrave; obbligo di legge farlo, quando si pensi che un farmaco non funzioni o non sia perfettamente equivalente), tutte quelle volte che sono convinti di non potersi fidare di un equivalente. Sar&agrave; obbligo degli enti preposti al controllo fornire conferma o meno sui sospetti di non equivalenza. Scoprirebbero che, finora, non &egrave; mai stato riscontrato alcun problema di adulterazione sulla qualit&agrave; e sulle quantit&agrave; dichiarate. Che nessuno pu&ograve; improntare un&rsquo;officina farmaceutica, rispondente alle norme europee e internazionali, in un sottoscala partenopeo perch&eacute; &egrave; molto pi&ugrave; facile e conveniente comprare le sostanze attive, standardizzate e garantite, presso produttori e mercati specializzati in diverse parti del mondo. Che i controlli sulle sostanze farmaceutiche che provengono dall&rsquo;estero sono molteplici, a partire dal luogo di produzione fino alla commercializzazione in Italia. </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Che la chimica farmaceutica non &egrave; elastica come la cultura scientifica media degli Italiani</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">. Che il fatto che queste sostanze costino anche la met&agrave; del farmaco originatore sicuramente </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">pregiudica la capacit&agrave; di guadagno</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;"> sia di chi produce farmaci sia di chi li vende, ingenerando, nei pi&ugrave; spregiudicati, la volont&agrave; di confondere le menti pi&ugrave; fragili </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">con leggende metropolitane</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">, allo scopo inventate, (il sottoscala partenopeo, la provenienza cinese, la quantit&agrave; di farmaco minore, etc..). Sarebbe traumatico scoprire che alcune cosiddette aziende farmaceutiche, italiane e no, non hanno mai prodotto direttamente i farmaci commercializzati, acquistandoli presso lo stesso produttore che poi fornisce anche gli equivalenti o che, per tagliare spese e posti di lavoro, chiudono le produzioni e i centri di ricerca in Italia, per acquistare all&rsquo;estero a prezzi pi&ugrave; bassi gli stessi farmaci che prima producevano.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Ai cari concittadini raccomando di usare queste righe come un manuale di sopravvivenza in una regione e in uno stato che hanno la febbre alta e che cercano una via di salvezza dopo decenni di malgoverno e mancata tutela dei pi&ugrave; deboli.</span></p>
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