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	<title>F. Granata &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 Sep 2026 19:37:35 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Siracusa capitale della cultura Francescoitalica a-la-Carte</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/09/15/siracusa-capitale-della-cultura-francescoitalica-a-la-carte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Maiorca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 19:36:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache Satiriche d'annata]]></category>
		<category><![CDATA[Amministrazione Comunale]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[F. Granata]]></category>
		<category><![CDATA[f. italia]]></category>
		<category><![CDATA[g. carta]]></category>
		<category><![CDATA[m. zappulla]]></category>
		<category><![CDATA[a. di mauro]]></category>
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					<description><![CDATA[Il sindaco Francesco Italia per orientarsi tra i meandri del sapere e le politiche culturali da scegliere e sostenere, ha un preciso punto di riferimento: lui medesimo in persona personalmente. Senza alcuna falsa modestia egli si apprezza, si stima e sa di poter contare su sé stesso. Infatti, dopo l’uscita dalla giunta comunale dell’ex assessore &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sindaco Francesco Italia per orientarsi tra i meandri del sapere e le politiche culturali da scegliere e sostenere, ha un preciso punto di riferimento: lui medesimo in persona personalmente. Senza alcuna falsa modestia egli si apprezza, si stima e sa di poter contare su sé stesso.</p>
<p>Infatti, dopo l’uscita dalla giunta comunale dell’ex assessore Fabio Granata, dal luglio 2025 fino a oggi, con una visione a tutto tondo scultorea e tridimensionale, si è occupato da par suo delle attività culturali. E non solo di quelle, poiché nel rimpastino degli assessori di un anno fa lo Special One di Palazzo Vermexio decise di mantenere ad interim (“temporaneamente”, si fa per dire) una folta rubrica di deleghe comprendente, oltre alla Cultura: Università, Unesco, Sport e Turismo, Periferie, Servizio Idrico e Pnrr (riguardante la gestione dei progetti e dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza post Covid).</p>
<p>Settori certo associati al grande balzo in avanti (degno &#8211; metaforicamente parlando &#8211; di un salto in lungo di Larissa Iapichino) che ha registrato la qualità della bella-vita di origine controllata e garantita. Situazione che a Siracusa è sotto gli occhi di tutti…coloro che sanno vedere al di là delle apparenze &#8211; come ebbero a dire Edipo a Colono e il filosofo contemplativo Gaspare Puleo detto Sanguinello della Scuola di Francofonte.</p>
<p>Pertanto, è con soddisfazione e appagamento per il lavoro s/fatto che Francesco Italia ha passato adesso il testimone delle deleghe alla Cultura e al Turismo all’assessore Marco Zappulla.</p>
<p>Il quale ha dichiarato (fonte: comunicato stampa del Comune): “Abbiamo un patrimonio straordinario, una storia conosciuta nel mondo…” ecc. ecc., “La sfida è mettere sempre più a sistema tutto questo, creando una relazione ancora più forte tra turismo, cultura e città”, ed altri originalissimi concetti: tutt’altro che frasi fatte, banali e trite e ritrite, come di primo acchito si potrebbe pensare.</p>
<p>A proposito della distribuzione delle deleghe ai componenti della giunta comunale di Siracusa, i periodici rimescolamenti apparentemente ad muzzum, secondo l’autorevole rivista Mistery &amp; Minkiate O’ Scur sarebbero invece frutto di una metodologia ideata dallo stesso sindaco utilizzando e accorpando:</p>
<p>1) i titoli delle deleghe assessoriali scritti su foglietti introdotti e poi estratti da un sacchetto della tombola;</p>
<p>2) la lettura dei tarocchi;</p>
<p>3) le richieste dei leader e dei singoli consiglieri dei partiti che sostengono Italia in consiglio comunale, ma solo quelli che non gli stanno sulle palle.</p>
<p>In occasione dell’ultimo mini rimpastino con formati monodose riciclabili, il neo assessore alla cultura, turismo ed altro, Marco Zappulla ha dovuto lasciare l’assessorato alle Politiche sociali, nell’afflizione generale in quanto, a detta dei suoi estimatori, avrebbe lavorato bene (e allora perché spostarlo? &#8211; si chiederà qualche ingenuo).</p>
<p>Lui, comunque, si è detto “sereno  nel sapere che questo percorso proseguirà con Giovanna Porto, collega del mio partito…”, ossia la consigliera comunale (a suo tempo eletta con Fratelli d’Italia) e adesso neo assessora alle Politiche sociali di Grande Sicilia: il partito del deputato regionale e sindaco di Melilli Giuseppe Carta che al Comune di Siracusa conta su ben tre assessori in giunta – oltre ai già citati Zappulla e Porto, il riservato Luciano Aloschi che è assessore all’igiene urbana, verde pubblico e cimitero (settori popolarissimi in città) &#8211; e su 5 consiglieri comunali, fra cui Alessandro Di Mauro che del civico consesso è il presidente.</p>
<p>Insomma, pure a Siracusa e col beneplacito dell’alleato sindaco Italia, il sindaco di Melilli Carta fa il bello e il cattivo tempo, a causa &#8211; sostengono i ricercatori della Repubblica Indipendente dell’Isola dei Cani &#8211; dei cambiamenti climatico/partitici nell’area AERS (Area a Elevato Rischio di Sautafossi).</p>
<p>Un territorio irto di insidie, tant’è che lo smaliziato Carta già da qualche mese ha nominato commissario provinciale di Grande Sicilia addirittura Enzo Vinciullo: ex deputato regionale ed ex di tutto un po’, che giusto con Francesco Italia fino a pochi anni fa aveva un rapporto così estremamente cordiale e di stima ca ci mancàvunu sulu i lignàti.</p>
<p>(fine prima puntata)</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>“SIRACUSA. L’ANTICO È CONTEMPORANEO”. Conferenza presso l’Ipogeo di Piazza Duomo per il ventennale Unesco</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2025/05/21/siracusa-lantico-e-contemporaneo-conferenza-presso-lipogeo-di-piazza-duomo-per-il-ventennale-unesco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione La civetta press]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 12:48:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ortigia]]></category>
		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Beni Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[F. Granata]]></category>
		<category><![CDATA[Artemision]]></category>
		<category><![CDATA[ipogeo-ortigia]]></category>
		<category><![CDATA[arch. v. latina]]></category>
		<category><![CDATA[a. lutri]]></category>
		<category><![CDATA[Strigae]]></category>
		<category><![CDATA[Unesco]]></category>
		<category><![CDATA[Stenopos (antico tracciato greco di fondazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Venerdì 6 giugno 2025, alle ore 19,00, presso l’Ipogeo di Piazza Duomo, a Siracusa, Vincenzo Latina &#8211; architetto di fama internazionale, professore della Struttura Didattica Speciale di Siracusa in Architettura e Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Catania – terrà una conferenza su alcune sue opere realizzate in Ortigia. Molti i riconoscimenti nazionali e internazionali &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venerdì 6 giugno 2025, alle ore 19,00, presso l’Ipogeo di Piazza Duomo, a Siracusa, Vincenzo Latina</strong> &#8211; architetto di fama internazionale, professore della Struttura Didattica Speciale di Siracusa in Architettura e Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Catania – <strong>terrà una conferenza</strong> su alcune sue opere realizzate in Ortigia. Molti i riconoscimenti nazionali e internazionali per la qualità delle opere dell’architetto Latina, tra i quali La Medaglia d’Oro dell’Architettura Italiana della Triennale di Milano, (2012) e Architetto dell’Anno (2015) del Consiglio Nazionale degli Architetti.</p>
<p>A introdurre l’incontro <strong>l’assessore Fabio Granata</strong> e <strong>il soprintendente Antonio Lutri</strong>. Presenta la relazione dell’architetto, che qui proponiamo, l’<strong>archeologo Lorenzo Guzzardi.</strong></p>
<p>&#8220;La conferenza nell’Ipogeo di Piazza Duomo, allo stesso modo della mostra di Architettura, tra antiche cisterne e cavità del sottosuolo che hanno nutrito per millenni il soprassuolo, fa parte delle molteplici iniziative culturali del ventennale dell&#8217;inserimento tra i siti UNESCO di Siracusa e Pantalica e offre una riflessione su Siracusa, città dalle vicende millenarie, su come l’Antico diventi linfa attiva e propulsiva del Contemporaneo, anche in Architettura.</p>
<p>A Siracusa la città antica riaffiora in diversi modi nella città moderna, essendo somma di molteplici contemporaneità. È auspicabile che i progetti di rigenerazione dei centri urbani siano in continuità non formale, ma ideale, con la vocazione rigenerativa e la suggestione immaginativa della stessa città.</p>
<p>Il contemporaneo non va interpretato come novità fine a se stessa, fenomeno di moda, ma è la risultante della millenaria capacità rigenerativa della città. Con profondità e attenzione, ma anche con distacco, vanno compresi i caratteri di alcuni luoghi nei quali persiste la dimensione evocativa, quella invisibile.</p>
<p>Ogni periodo storico ha risposto con il contemporaneo alle millenarie molteplici vicissitudini di ogni genere, guerre, cataclismi, e l’architettura del proprio tempo, il contemporaneo del momento, attraverso il recupero, la ricostruzione: la rigenerazione è stata la risposta della città, una forma di rinnovo della persistenza, della permanenza delle comunità.</p>
<p>A Siracusa evidente è la sintesi di straordinari eventi millenari sedimentati nel tempo, allo stesso modo di molte città storicizzate, quello che a prima vista può sembrare un <em>unicum</em> in realtà è una sequenza di fratture ed assestamenti, simile ad un continuo bradisismo. Alcuni progetti realizzati hanno cercato di rafforzare i caratteri di identità nella discontinuità ed unicità della città. Alcune aree in apparenza degradate dovuto al decennale abbandono, o ad una cieca applicazione ostativa dei vincoli, si sono rivelate delle opportunità e, a differenza dei centri monumentali consolidati, si possono assimilare a dei “tessuti molli” in cui proporre interventi mirati che interagiscano, integrino e rivelino i vari approcci al progetto.</p>
<p><strong>Tre interventi contemporanei nell’isola di Ortigia, Siracusa</strong></p>
<p>Tre progetti realizzati nell’isola di Ortigia, la <em>Corte di Bottari</em>, il <em>Giardino di Artemide</em> e il <em>Padiglione d’ingresso agli scavi dell’Artemision</em> sono interventi “minimali” che cercano di scoprire nelle profonde faglie le discontinuità dei tessuti urbani attraverso le quali è possibile ripercorrere alcune straordinarie quanto mai alterne vicende degli eventi umani, secondo un susseguirsi millenario di guerre, carestie, cataclismi e rinascite.</p>
<p>I citati progetti, immaginati nel solco della ricostruzione avvenuta nei millenni, sono in parte scaturiti dallo studio delle testimonianze dell’ambiente fisico, delle tracce visibili assunte a “patrimonio materiale” (i flessi murari, le tracce del sottosuolo, i resti del passato), ma una cifra importante deriva dal “patrimonio immateriale”, quello invisibile (il mito, le tradizioni, la letteratura) che costituisce l’immaginario comune dei luoghi, particolarmente avvertito in alcune città, anche a Siracusa. Senza rinunciare in alcun modo alla discontinuità che richiede l’intervento contemporaneo.</p>
<p><strong>Nella <em>Corte dei Bottari</em> (1997-2001)</strong> si è intervenuti all’interno del tessuto urbano di tipo <em>Ippodameo</em>, ordinato per <em>Strigae</em> (strade urbane di fondazione greca della misura di 10 piedi dorici , circa 3 metri che scandiscono isolati di 25 metri, caratterizzanti alcuni quartieri di Ortigia). L’assunzione della topografia archeologica della città come risorsa, anche attraverso lo scavo archeologico, fa in modo che l’antico e contemporaneo si “intreccino” pur mantenendo imprescindibilmente valori e aspetti distinti. Lo <em>Stenopos</em> (antico tracciato greco di fondazione) viene fatto riaffiorare in superfice, viene ritracciato, è passante per i cortili, intercettando le strutture esistenti, assume valenza di misura del fluire delle stratificazioni presenti e ricomponendo gli aspetti frammentari, diventa metafora della storia millenaria dell’isolato (Fig. 1).</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-31034 size-large" title="Figura 1 Corte dei Bottari, vista della corte interna con la traccia dello Stenopos. Foto di Maurizio Montagna" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/1-1024x1015.jpg" alt="Figura 1 Corte dei Bottari, vista della corte interna con la traccia dello Stenopos. Foto di Maurizio Montagna" width="1024" height="1015" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/1-1024x1015.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/1-300x297.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/1-150x150.jpg 150w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/1-768x761.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/1.jpg 1474w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><strong><em>Figura 1 Corte dei Bottari, vista della corte interna con la traccia dello Stenopos. Foto di Maurizio Montagna</em></strong></p>
<p>«L’intervento ha puntato al recupero delle potenzialità dell’area attraverso la demolizione mirata delle superfetazioni recenti e il riuso delle rovine condotto con operazioni di spolio, che hanno visto alcuni blocchi celati sotto le macerie ritornare in “gioco” come materiale da costruzione, un palinsesto in cui operare tra preesistenze e nuovo.</p>
<p>Altrettanta attenzione è stata rivolta alle suggestioni scaturite dalle presenze invisibili ed evocative dei centri antichi, quello che definiamo come patrimonio immateriale della città mediterranea. Tale aspetto, con grande sintesi, riguarda: le fonti letterarie, quelle storiche, le tradizioni, i riti e particolarmente il Mito, che permane nella memoria dei luoghi come sublimazione di eventi umani e naturali<a href="#_edn1" name="_ednref1">[i]</a>».</p>
<p><strong>Il <em>Giardino di Artemide</em> (2004-2005)</strong> è stato immaginato come una rievocazione contemporanea di una offerta alla dea Artemide, ciò è dovuto all’immediata vicinanza dei resti del Tempio del V sec. a.C. a Lei dedicato. Artemide nell’immaginario mitologico è rappresentata come Dea vergine della fertilità, protettrice delle belve feroci, dei boschi, dei ruscelli e delle ninfe.</p>
<p>Il cretto di acciaio struttura un lato di un terrapieno che dà forma al recinto, opera con la natura e sulla natura, evidenziandone la centralità: tra i giunti dei pannelli d’acciaio, che regolano delle “attese”, si è immaginato che al suo interno le essenze vegetali indigene potessero sbucare, per poi ciclicamente sparire in un gioco di ombre provocato dalle folte fronde di alcuni arbusti.</p>
<p>Come una metafora visiva, si fa rivivere il racconto mitico di Artemide, dea vergine della fecondità e dei boschi, che con il gemello Apollo parte verso il Paese degli Iperborei all’inizio dell’autunno per tornare con il bel tempo (Fig. 2).</p>
<p>Nel 2013 il giardino è stato adottato dal FAI di Siracusa che lo ha trasformato in uno dei <em>luoghi del cuore</em> della città con la messa a dimora di essenze vegetali legate alla narrazione antica degli Epigrammi di siracusani illustri.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-31035 size-large" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/2-1024x688.jpg" alt="" width="1024" height="688" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/2-1024x688.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/2-300x201.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/2-768x516.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/2-110x75.jpg 110w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/2.jpg 1471w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><strong><em>Figura 2 Giardino di Artemide, vista del cretto di acciaio e delle essenze arboree autoctone. Foto di Lamberto Rubino</em></strong></p>
<p><strong>Il <em>Padiglione di ingresso agli scavi dell’Artemision</em> (2007-2013)</strong> ricuce un “vuoto urbano” mediante la realizzazione di un edificio al suo interno “cavo” che contiene il percorso sotterraneo per la fruizione dei resti archeologici delle fondazioni del tempio di Artemide e degli edifici successivi edificati in sito. L’intervento contemporaneo nell’antico su piazza Minerva, a 18,40 metri della colonna d’angolo del Tempio Dorico e del peristilio inglobato nelle mura della Cattedrale, ha assunto come valore aggiunto il “silenzio”. Ossia la ricerca del non altisonante, per cui, la Cattedrale è il solista assoluto e il padiglione invece fa parte degli orchestrali, del coro urbano.</p>
<p>«Il Padiglione di accesso al tempio Ionico è stato immaginato come una peculiare ricostruzione della continuità del paramento murario catalano. Mi piace immaginare l’architettura come ricostruzione. Ovvero la costruzione come processo culturale, come sintesi di esperienze, emozioni e di alcuni modelli o parti di opere sperimentate, opere sedimentate, le quali a loro volta ritrovano forma, attraverso la rilettura critica (anche inconscia).</p>
<p>Ricostruire è rigenerare, simile ad “un nuovo inizio”. Tale approccio è da estendere non soltanto alla città consolidata ma anche agli interventi ex novo, in altre aree<a href="#_edn1" name="_ednref1">[i]</a>» (Fig. 3).</p>
<p><a href="#_ednref1" name="_edn1"></a> <img decoding="async" class="alignnone wp-image-31036 size-large" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/3-1024x1024.jpg" alt="" width="1024" height="1024" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/3-1024x1024.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/3-300x300.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/3-150x150.jpg 150w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/3-768x768.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/05/3.jpg 1339w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><em><strong>Figura 3 Padiglione di accesso agli scavi dell&#8217;Artemision visto da piazza Minerva. Foto di Lamberto Rubino</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="#_ednref1" name="_edn1"></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il teatrino di Sgarbi in “onore” di Fabio Granata</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2021/03/25/il-teatrino-di-sgarbi-in-onore-di-fabio-granata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Scifo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Mar 2021 10:17:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[F. Granata]]></category>
		<category><![CDATA[V. Sgarbi]]></category>
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					<description><![CDATA[Sette minuti di risate a crepapelle, di arte oratoria irrazionale e aleatoria, di toni teatrali, talora leggeri, spesso forzati e sempre accompagnati dallo sguardo folle e a tratti feroce sullo sfondo di dipinti che lui, l’uomo dai tanti ruoli come ama definirsi, il politico, l’opinionista, il tuttologo a tempo pieno, il critico d’arte, sviscera nel &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sette minuti di risate a crepapelle, di arte oratoria irrazionale e aleatoria, di toni teatrali, talora leggeri, spesso forzati e sempre accompagnati dallo sguardo folle e a tratti feroce sullo sfondo di dipinti che lui, l’uomo dai tanti ruoli come ama definirsi, il politico, l’opinionista, il tuttologo a tempo pieno, il critico d’arte, sviscera nel profondo e “possiede fino alle budella dell’Autore”.</p>
<p> Stiamo parlando dell’orazione di Vittorio Sgarbi in difesa di Fabio Granata, caotica al punto giusto, nello stile dell’oratore che trascurando la “dispositio”, l’ordine logico e temporale degli eventi, punta teatralmente sulla “elocutio” e “l’actio” per generare il pathos e fare breccia nei suoi spettatori contro il Bruto del giorno (il Bonomo).</p>
<p>Il colto Vittorio contro l’incolto Bonomo, brutalmente invitato a studiare, e che ha avuto l’orrida, zelante, illiberale  idea di avventarsi contro  l’opinione del Granata,  libero pensatore al quale, nonostante i gravosi impegni pubblici, nel pieno di una drammatica Pandemia che ha provocato la morte  in Italia  di  106.000  persone e nel mondo quella di oltre due milioni e settecentocinquantamila persone, non mancano il tempo e l’occasione  per  postare  memorabili commenti traendo spunto dai festini modaioli organizzati in barba alle norme antiassembramento da due note autorità del settore, le sorelle Rodriguez. </p>
<p>La terribile Sindemia (termine riproposto da Richard Horton su Lancet e citazione a beneficio del colto Vittorio): la doppia spaventosa crisi sanitaria ed economico-sociale dell’annus horribilis 2020, secondo il Granata pensiero è una scelta di chi ha governato il nostro Paese (ma anche, aggiungiamo noi, la Germania, la Francia, gli Usa, il Regno Unito e il resto del mondo).</p>
<p>Fabio Granata avrebbe sicuramente gestito la Pandemia in modo diverso dal ministro Speranza da lui definito con sgarbiano “allure” demente (ricordate il sottosegretario Sgarbi contro il ministro Urbani di una ventina d’anni addietro?). Non avrebbe tenuto conto del Comitato Tecnico Scientifico, ma puntato tutto sul parere delle sorelle Rodriguez e di qualche giornalista che a giugno 2020 pubblicava titoli a sei colonne del tipo “Il virus è morto”.</p>
<p>Granata, assessore cui non difetta la conoscenza della Genetica (anche se non oso chiedergli se conosca a pieno la differenza tra DNA ed RNA messaggero) lancia degli allarmi sulla utilizzazione dei vaccini genetici. Nonostante le perplessità dell’assessore siracusano alla cultura, la tecnica messa a punto da Katalin Karikò ed Andrew Weissman rivoluzionerà la produzione dei vaccini contro la maggior parte delle infezioni e già rappresenta uno storico passo avanti della ricerca scientifica.</p>
<p>Granata è libero di non vaccinarsi, per  nostra fortuna non è un operatore del sistema sanitario addetto all’assistenza di soggetti  anziani, fragili ed esposti al rischio di infezione, e noi diversamente dal maligno Vittorio che augura al povero Bonomo la morte di un congiunto per effetto della vaccinazione anti -Covid, non gli auguriamo un’infezione da SARS CoV-2 complicata da polmonite interstiziale grave, epatizzazione del polmone, endotelite trombotica  dei vasi polmonari, insufficienza respiratoria acuta grave e necessità di ventilazione meccanica.</p>
<p>Granata però non è libero di schernire e insultare gli “eroici novantenni” e gli “eroici infermieri”.</p>
<p>Gli eroici novantenni sono i nostri padri e i nostri nonni, sono i nostri affetti e la storia della nostra vita e del nostro Paese, e sono caduti tragicamente spesso nella fredda solitudine di letti ospedalieri anonimi senza il sostegno dei loro cari.</p>
<p>Essi meritano rispetto e non lo scherno spregiativo di un assessore “anaffettivo” e festaiolo.</p>
<p>Quanto agli eroici infermieri e aggiungo anche gli eroici medici, farmacisti e   operatori sociosanitari, Granata porti rispetto a coloro che rischiando la pelle e, lasciando innumerevoli morti sul campo, hanno curato migliaia di ammalati e consentito la gestione dell’emergenza sanitaria nel nostro Paese. Hanno salvato tante vite e hanno assistito con abnegazione anche quelli che non ce l’hanno fatta.  Tutti hanno dimostrato sul campo di meritare la gratitudine dell’intero Paese.</p>
<p>E intanto che infermieri, medici, farmacisti, operatori socio sanitari si spendevano senza risparmiarsi, alcuni  “ingrati” erano impegnati a postare commenti  insensati   e persino nocivi  per il bene comune della nostra società ed altri consegnavano alla storia di questo Paese indelebili immagini di menefreghismo e comportamento antisociale mentre venivano espulsi dal Parlamento da schiere di fattorini ansimanti  e venivano immortalati come nuovi esemplari di  “stockfish”,  non maturato al freddo  secco  e ventoso delle isole Lofoten ma ammalorato  nelle torride aule di Montecitorio.</p>
<p>P.S. Giulio Giorello, filosofo della scienza e grande studioso che ha insegnato matematica, scienze e filosofia, prima di essere abbattuto dal virus SARS CoV-2, ha rivendicato fino all’ultimo i principi del metodo scientifico checché ne dica il capo comico Vittorio Sgarbi.</p>
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