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	<title>ex idroscalo De Filippis &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>Idroscalo De Filippis: dal servizio postale alla &#8216;Protezione Sociale&#8217;. E i ricordi di Enrico Piazza</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/05/01/idroscalo-de-filippis-dal-servizio-postale-alla-protezione-sociale-e-i-ricordi-di-enrico-piazza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 18:02:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Comune di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Ex idroscalo]]></category>
		<category><![CDATA[Storia di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[logistica e protezione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Circolo Canottieri Ortigia]]></category>
		<category><![CDATA[ex idroscalo De Filippis]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel riacceso interesse per l’ex idroscalo De Filippis grazie all’ambizioso (ma non velleitario) obiettivo di comitati civici, associazioni e liberi cittadini, di restituire l’intera area alla città per una fruizione pubblica, con lo scopo di riaffermare la verità storica sugli usi cui è stata finalizzata nel tempo quella ‘base’, oggi sede del Distaccamento Aeronautico di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel <strong>riacceso interesse per l’ex idroscalo De Filippis</strong> grazie all’ambizioso (ma non velleitario) obiettivo di comitati civici, associazioni e liberi cittadini, di <strong>restituire l’intera area alla città per una fruizione pubblica</strong>, con lo scopo di riaffermare la verità storica sugli usi cui è stata finalizzata nel tempo quella ‘base’, oggi sede del Distaccamento Aeronautico di Siracusa, <strong>proponiamo il ricordo di Enrico Piazza</strong>, personaggio noto a moltissimi siracusani per il suo passato sportivo e di istruttore di nuoto nonché, da alcuni anni, portavoce del Comitato di riqualificazione dello sbarcadero di Santa Lucia nato per garantire a tutti un accesso libero e gratuito al solarium che lì ogni anno viene montato.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-40244 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/A-idroscalo-1926-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/A-idroscalo-1926-300x195.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/A-idroscalo-1926.jpg 710w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />“<em>Lontani ricordi della mia infanzia, suffragati da qualche foto e articoli della stampa dell’epoca, mi permettono di affermare che, alla fine degli anni quaranta, gli spazi dell’idroscalo di via Elorina erano divisi in due settori.</em></p>
<p><em>La parte più ampia era occupata da un grande edificio di colore rossiccio, in cui abitavano alcuni ufficiali e sottufficiali con le loro famiglie, e pochi avieri di leva. L’ingresso di questo edificio, che dava su via Elorina, era preceduto da un grande giardino con palme e alcune aiuole ben curate. Quella restante, circa il 40%, era occupata da un caseggiato in unico blocco che si allungava dalla via Elorina verso il mare. La parte di questo caseggiato più vicina alla strada veniva utilizzata come segreteria e sala riunioni della più antica società sportiva siracusana, di cui mio padre era uno dei 7 soci fondatori: l’odierno <strong>Circolo Canottieri Ortigia</strong>. Gli altri spazi venivano utilizzati come abitazione dal custode, Nino Luca con la moglie Rosa e la figlia Rosetta. Scendendo verso il mare, c’era un orticello con la cuccia di Lola, simil pastore tedesco.</em></p>
<p><em>Seguiva il grande capannone in cui trovavano riparo le imbarcazioni per gli allenamenti e le regate (2 imbarcazioni a due vogatori con timoniere, altre 2 a quattro e l’ammiraglia ad otto, sempre con timonieri). Docce e servizi per gli atleti occupavano una striscia nel margine di questo capannone. Immaginate quanto fossero ampi questi locali.</em></p>
<p><em>Infine si arrivava al mare, dove stazionava una grande zattera utilizzata per mettere in acqua le yole.</em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-40245" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/A-idrov-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/A-idrov-300x225.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/A-idrov.jpg 365w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />    <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-40246" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/A-idrovol-300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/A-idrovol-300x164.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/A-idrovol.jpg 650w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><em>Da bambini mio fratello Dante ed io andavamo spesso a giocare con i figli dei militari e a volte ci fermavamo a dormire nella casa dei custodi, persone molto care a me e alla mia famiglia. La convivenza fra militari e civili era infatti improntata al massimo rispetto e cordialità e non erano rare le serate danzanti molto eleganti, organizzate dal Circolo Canottieri Ortigia o dagli ufficiali. Anche per noi ragazzini era possibile scegliere quella sede per qualche festicciola. Posso dire che in tutte quelle occasioni abbiamo visto volare sopra le nostre teste soltanto gli aquiloni che ci piaceva costruire con carta oleata e sezioni flessibili di canne. Mai elicotteri o idrovolanti di alcun tipo. </em></p>
<p><em>Per quello che so il servizio dei radar è sempre stato vicino al villaggio Miano, dove oggi alcune palazzine ospitano le famiglie di chi è stato militare. Nella parte del complesso limitrofa a viale Epipoli restano i ruderi dei vecchi edifici, ormai diruti. Insomma, ascolto con sorpresa le nostalgie di chi rievoca usi che datano ormai quasi un secolo</em>”.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-40241 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/Marco-Occhipinti-1536x1024-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/Marco-Occhipinti-1536x1024-1-300x200.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/Marco-Occhipinti-1536x1024-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/Marco-Occhipinti-1536x1024-1-768x512.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/05/Marco-Occhipinti-1536x1024-1.jpg 1536w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Si sa che<strong> l’ex idroscalo, realizzato nel 1923</strong>, venne <strong>inaugurato il 28 ottobre 1928</strong> “<em>con il volo della S.A.N.A. (Società Anonima Navigazione Aerea) Roma – Siracusa – Tripoli, anche se a Siracusa non si poté proseguire per Tripoli a causa del maltempo e il volo venne quindi rinviato di qualche giorno</em>”. Così scrive <strong>Marco Occhipinti</strong>, filatelico e collezionista di lettere, cartoline e storia postale, in uno dei suoi racconti presenti nel sito <strong><em>Sfizi di Posta</em></strong> che vi invitiamo a conoscere. È proprio la cartolina di due innamorati, con il bollo postale di partenza da Siracusa con la dicitura “<em>SIRACUSA IDROPORTO</em>”, che gli suggerisce il ricordo di “<strong><em>Quando a Siracusa ammaravano gli idrovolanti</em></strong>”: “<em>Per accedere all’idroscalo gli idrovolanti dovevano portarsi nel settore di rilevamento compreso tra 263° e 280° del fanale verde di Punta Maniace e da qui procedere all’ammaraggio…</em>”</p>
<p>Nel 1929 “<em>la linea (</em>del postale, ndr<em>) divenne trisettimanale, mentre più avanti sulla rotta Roma – Napoli – Siracusa – Tripoli operò l’Ala Littoria. Gli idrovolanti utilizzati erano i Dornier Do R Superwal. L’idroscalo fu interessato da traffico aereo anche militare sino alla Seconda guerra mondiale (189ª Squadriglia dell’83º Gruppo ricognizione marittima, poi 83º Centro C/SAR). L&#8217;incremento del traffico aereo rese necessaria anche l’installazione all’idroscalo di un ufficio postale. Inizialmente, venne quindi attivato un “MMp”, ovvero un ufficio telegrafico dipendente dal Ministero della Marina, con denominazione “SIRACUSA &#8211; IDROSCALO”, con servizio anche per i privati…</em>”.</p>
<p>Occhipinti, con lo scrupolo del ricercatore, aggiunge dettagli su dettagli su questi aspetti per poi concludere che la cartolina ‘<em>galeotta</em>’ dell’agosto 1933 riportava già la nuova dicitura “SIRACUSA – IDROPORTO”, definizione presente ancora nell’elenco degli uffici postali del 1943. “<em>Successivamente non se ne ha più notizia, non è presente nell’elenco del 1962, e quindi in quel lasso di tempo venne chiuso. La cartolina di Lucio per Gina, quindi, viaggiò con un idrovolante, dall’idroscalo di Siracusa all’idroscalo di Como. Emozionante, vero?”</em></p>
<p>Altre ampie interessanti informazioni sulle sole <strong>funzioni logistiche</strong> a cui fu destinato il De Filippis dopo la guerra – quando assicurò servizi di ricognizione e soccorso ma subì anche numerosi bombardamenti e mitragliamenti, in uno morirono 5 avieri – si trovano in uno scritto del <strong>tenente colonnello Paolo Tredici</strong> in occasione del  novantesimo compleanno della base, in cui si legge che “<em>oltre alla funzione di supporto logistico-amministrativo alla squadriglia di Mezzo Gregorio</em>” si aggiunse nel <strong>2012</strong> anche la <strong>gestione dell’organismo di Protezione Sociale</strong>, cioè “<em>una struttura destinata a fornire servizi aggregativi, socio-ricreativi e sportivi, a favore del personale militare e civile dell’Amministrazione Difesa e relative famiglie</em>”. Non solo: “<em>rimasta l’unica istituzione militare della città … in un’ottica di massima valorizzazione delle strutture, è stato individuato nel Distaccamento una sede di allenamento per gli atleti della Federazione italiana di atletica leggera</em>”.</p>
<p>Perché l’aggettivo <em>&#8216;<strong>sociale&#8217;</strong></em> si sia trasformato in <em>&#8216;<strong>civile&#8217;</strong></em> si spiega con la <strong>volontà dell&#8217;Aeronautica di mantenere il possesso (non ne ha la proprietà) di quei 40mila mq che appartengono ai Siracusani. Tutti. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://assoaeronauticasiracusa.it/AAA-SR_doc/Brochure-Idroscalo-DF-Siracusa-2015.pdf" target="_blank" rel="noopener">Brochure-Idroscalo-DF-Siracusa-2015.pdf</a></p>
<p><em><strong>In copertina la foto dell&#8217;Archivio di Archimede Piazza di una yole a otto con timoniere </strong></em></p>
<p>Equipaggio C .C. Ortigia, anni 50, nel porto di Siracusa: <strong>Alberto Scarselli, Alfredo Risita, Andrea Mauceri, 4 voga non identificato, Giuseppe Monteforte Cocuzza, Silvio Guido, Pupetto Reale, Luigino Vinci, Archimede Piazza (timoniere).</strong></p>
<p>Foto storiche dal sito di Antonio Randazzo</p>
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		<title>Ex idroscalo. Non serve la concessione di 50 anni ma un protocollo d’intesa e l’accordo di programma</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/04/26/ex-idroscalo-non-serve-la-concessione-di-50-anni-ma-un-protocollo-dintesa-e-laccordo-di-programma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 08:29:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Rigenerazione urbana]]></category>
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					<description><![CDATA[Qual è l’assunto di quella parte dell’Amministrazione comunale, sindaco in testa, che ritiene ‘inevitabile’ e anche ‘conveniente’ lasciare spazio al progetto di concessione cinquantennale (di fatto una privatizzazione) dell’ex idroscalo De Filippis così come proposto da Difesa Servizi? Viene ripetuto, ormai come un mantra, che sarebbe l’unico modo per avere le risorse necessarie alla riqualificazione &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Qual è l’assunto</strong> di quella parte dell’Amministrazione comunale, sindaco in testa, che ritiene ‘<em>inevitabile</em>’ e anche ‘<em>conveniente</em>’ lasciare spazio al progetto di <strong>concessione cinquantennale</strong> (di fatto una privatizzazione) <strong>dell’ex idroscalo De Filippis così come proposto da Difesa Servizi?</strong></p>
<p>Viene ripetuto, ormai come un mantra, che sarebbe <strong>l’unico modo</strong> per avere le risorse necessarie alla riqualificazione almeno di una parte, circa la metà, dell’intera area riservandosi, con un successivo accordo con il concessionario, la possibilità di ‘lasciare’, ‘consentire’, alla fruizione pubblica quanto meno il passaggio verso il mare e il diritto a una ‘passeggiata’ su un lembo del Porto Grande.</p>
<p><strong>Ma l’affermazione che non ci siano (e che non ci siano state) altre strade non risponde alla verità.</strong></p>
<p><strong>Lo strumento della concessione</strong> – cinquantennale, cioè un tempo congruo a far sì che il concessionario sia messo nelle condizioni di raggiungere l’equilibrio economico-finanziario del piano degli investimenti e della connessa gestione &#8211; <strong>è solo una delle possibilità in campo</strong>. Certo la più conveniente per lo Stato e per le logiche speculative privatistiche. In questo modo infatti l’investitore privato non solo si avvantaggia di immobili che rimangono di proprietà pubblica e che quindi non deve acquistare, ma nel caso specifico, quello degli idroscali, ha in dotazione cubature sul mare, o su specchi d’acqua, ormai impossibili da ottenere alla luce dei piani paesaggistici così come dei vincoli su aree storiche. Dal canto suo lo Stato, oltre ad incassare un canone per l’intera durata della concessione, si libera dei costi di vigilanza, custodia, messa in sicurezza, manutenzione ecc. degli stessi immobili. E in tale contesto evidenziare il vantaggio, a concessione scaduta (ma quante le concessioni prorogate all&#8217;infinito?), di rientrare nella piena disponibilità di immobili riconvertiti, riqualificati grazie alla manutenzione ordinaria e straordinaria, appare null’altro che un pretesto: cosa se ne fa lo Stato di un albergo, o di un residence, se non riconcederlo di nuovo, per altri 50 anni, al privato?</p>
<p>Ma in questo tipo di procedura <strong>c’è chi ci perde</strong> ed è ovviamente <strong>la comunità cittadina</strong> che deve accontentarsi delle briciole, che viene privata del proprio diritto di decidere liberamente sul luogo che abita e di cui, almeno così dovrebbe essere, migliora qualità e vivibilità con tasse e tributi. Con i propri soldi, quindi. Oltre il danno la beffa.</p>
<p>Eppure, con <strong>Difesa Servizi</strong>, per aiutarla a svolgere la ‘<em>mission</em>’ di cui si vanta sul sito ufficiale – <em>riattivare circuiti virtuosi di trasformazione urbana e sviluppo territoriale, contribuire alla crescita economica, sociale e culturale dei territori, favorendo la rigenerazione urbana, lo sviluppo di buone pratiche e della buona amministrazione</em> (sic!) – <strong>è invece possibile</strong>, in quanto espressamente previsto, <strong>attivare – da subito – diverse forme di collaborazione</strong> e accordi di cui, in giro per l’Italia, sono diversi gli esempi virtuosi come i protocolli d&#8217;intesa e gli accordi di programma che si sottoscrivono tra Ministero della Difesa, Agenzia del Demanio e Comuni. In realtà, la strada intrapresa nel 2023 proprio dal sindaco Italia.</p>
<p><strong>L’elenco è ampio ma ne vogliamo citare uno dei più recenti</strong>, del luglio 2023. In questo caso sono stati protagonisti il Ministero della Difesa – ma non l’Aeronautica militare bensì la Marina militare (forse più generosa e disponibile?) -, <strong>il Comune di Napoli</strong>, l’Autorità di sistema portuale Mar Tirreno Centrale e l’Agenzia del Demanio. Un intervento da <strong>circa 6 milioni di euro</strong> per la restituzione alla città e la valorizzazione dello ‘<em>spettacolare</em>’ <strong>Molo San Vincenzo </strong>della darsena borbonica, una passeggiata di due chilometri sul mare, da sempre precluso alla fruizione pubblica, con (udite, udite) il recupero dell’eliporto “<em>come terrazza panoramica aperta alla città e il restauro di una porzione del muro borbonico, che fungerà da intervento pilota per il recupero dell’intera murazione, subordinato alla disponibilità di ulteriori finanziamenti</em>”, un progetto naturalmente condiviso dalla Soprintendenza. Addirittura i Napoletani sono stati chiamati a partecipare con le proprie proposte ‘progettuali’ tramite whatsapp.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-40061" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/molo-san-vincenzo-napoli-300x167.webp" alt="" width="300" height="167" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/molo-san-vincenzo-napoli-300x167.webp 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/molo-san-vincenzo-napoli-1024x571.webp 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/molo-san-vincenzo-napoli-768x428.webp 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/molo-san-vincenzo-napoli.webp 1536w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />    <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-40060" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/molo-san-vincenzo-300x161.webp" alt="" width="300" height="161" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/molo-san-vincenzo-300x161.webp 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/molo-san-vincenzo-1024x550.webp 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/molo-san-vincenzo-768x412.webp 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/molo-san-vincenzo-1536x825.webp 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/molo-san-vincenzo-310x165.webp 310w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/molo-san-vincenzo.webp 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>E le risorse, i 6 milioni, da dove sono arrivate? <strong>Fondi pubblici</strong> del Contratto Istituzionale di Sviluppo denominato “<em>Napoli &#8211; Centro storico</em>&#8221; sottoscritto da diversi Ministeri, una strada percorribile da qualsiasi amministrazione attivando tutte le varie e diverse fonti di finanziamento possibili. Perché <strong>non sono le risorse a mancare bensì la capacità di individuarle e di utilizzarle bene, sulla base di priorità.</strong></p>
<p>Diversi anni fa un gruppo di lavoro Difesa &#8211; <strong>Comune di Roma</strong> ha individuato i beni militari non più necessari al Ministero tali da rientrare nei processi di trasformazione urbanistica e nel 2024 un protocollo d’intesa tra l’Assessorato romano Sport e Salute e Difesa Servizi ha avuto quale obiettivo la valorizzazione di aree militari, anche ad uso duale, per realizzare impianti sportivi fruibili da tutti grazie al protocollo del 2020 sottoscritto dalla stessa società con l&#8217;Istituto per il Credito Sportivo. Ma gli esempi sarebbero molteplici.</p>
<p><strong>In tutti questi casi però</strong>, allorquando si mira a progetti che siano frutto di una sinergica collaborazione inter istituzionale, <strong>gli accordi sono a monte non a valle</strong>. Ciò che appare inaccettabile e non percorribile a chi da mesi lotta per la restituzione del De Filippis alla città è un’impostazione da procedura al buio, la delega ad altri (Difesa Servizi) di ogni decisione per poi pietire un eventuale micro spazio. Vale la pena di ricordare ancora una volta che solo i ricorsi delle associazioni in campo hanno impedito che l’area fosse ormai assegnata al raggruppamento di imprese che già si è appropriato degli altri 4 idroscali messi a bando <a href="https://www.lacivettapress.it/2025/11/14/idroscalo-de-filippis-allorizzonte-le-fauci-di-un-rti-che-preoccupa-non-meno-delle-nuove-funzioni-militari-prospettate/">https://www.lacivettapress.it/2025/11/14/idroscalo-de-filippis-allorizzonte-le-fauci-di-un-rti-che-preoccupa-non-meno-delle-nuove-funzioni-militari-prospettate/</a></p>
<p><strong>Inoltre non regge neanche l’obiezione “</strong><em><strong>Non c’è alcuna volontà di smilitarizzazione</strong> e dunque prendiamoci quel che possiamo</em>”. <strong>Il bando di Difesa Servizi</strong>, soprattutto nella modifica dell’area interessata alla proclamata ‘<em>valorizzazione</em>’, ridotta rispetto alla proposta originaria, <strong>contempla ormai solo la metà non interessata agli usi militari, una parte pertanto già smilitarizzata.</strong> Le “<em>opportunità di investimento diversificate</em>” proposte agli stakeholders privati dalla società &#8211; <em>immobili pronti per una valorizzazione già definita, come palazzi storici idonei ad essere trasformati in uffici di prestigio o alberghi di “charme” o quelli da trasformare insieme alle aree da edificare</em> – a Siracusa non riguardano la porzione dell’idroscalo confinante con l’ex Spero, quella con la piazzola elicotteri, ma soltanto l’altra.</p>
<p>Coloro che preferiscono restare in attesa delle decisioni calate dall’alto aggiungono inoltre che, rispetto al 2022, le esigenze sarebbero oggi diverse ‘<em>dato il mutato contesto internazionale’</em>, cioè le spinte bellicistiche, eppure subito dopo si affrettano a negare l’uso militare della base ribadito nell’ultimo<strong> decreto del gen. Antonio Conserva.</strong> Una contraddizione che nasconde <strong>un rischio reale per l’Aeronautica</strong>: se le esigenze fossero di sola natura civile cadrebbero alcuni presupposti per mantenere la titolarità di quell’area.</p>
<p>Essi parlano delle esigenze di protezione civile e soccorso Sars &#8211; assolutamente condivisibili e nel nostro Paese magistralmente supportate dall’Aeronautica militare -, ma quando si ricorda loro che, in una città che attende da anni la predisposizione dell’area destinata alle attività della Protezione Civile, attendamenti e containers, esiste <strong>ai Pantanelli un eliporto ad hoc</strong>, ribadiscono che è “<em>abbandonato e usato per voli privati</em>” (!). Così si è infatti giostrato il <strong>delegato del sindaco Giovanni Di Lorenzo</strong> in un‘intervista a FM Italia in cui ha tra l’altro attaccato improvvidamente la già ministro <strong>Stefania Prestigiacomo</strong>, “<em>capelli biondi ed</em> <em>eschimo</em>” (a cui va la piena solidarietà degli organizzatori dell’assemblea pubblica), colpevole di non aver agito opportunamente quando in carica – dimenticando che <strong>nel 2022 proprio lei e Paolo Ficara, deputato del M5S</strong>, sono stati <strong>parte attiva nella questione idroscalo</strong> – e con un volo pindarico in qualche modo ricondotta all’<strong>albergo ‘sospeso’ di via Elorina</strong> (davanti al supermercato Lidl) di proprietà secondo una falsa vulgata cittadina della stessa Prestigiacomo che ha sempre smentito la circostanza (vedi nota a margine).</p>
<p><strong> <img decoding="async" class="size-medium wp-image-40064 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/b-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/b-300x222.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/b-1024x758.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/b-768x568.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/b-1536x1137.jpg 1536w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/b.jpg 2040w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Per concludere</strong>: appare <strong>evidente la necessità che l’Amministrazione comunale, a supporto delle associazioni ricorrenti, ascoltando le istanze dei cittadini, si intesti un’azione a doppio fronte</strong>. Da una parte l’interlocuzione propositiva, programmatica, con Difesa Servizi perché rinunci a un bando non gradito alla città &#8211; e ormai fondato su presupposti radicalmente mutati che ne inficiano la correttezza – accogliendo un <strong>accordo inter istituzionale</strong> che rispetti le volontà diffuse di un armonico sviluppo urbanistico della città. Dall’altra percorrere le strade opportune per <strong>individuare un’altra area per le attività operative dell’Aeronautica militare, </strong>quali che siano<strong>,</strong> <strong>come proposto nel 2022</strong>, ferma restando la possibilità di rispettare alcune eventuali esigenze logistiche dell’Arma nell’area dell’idroscalo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>NOTA</strong></p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-40062 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/albergo-prest-300x172.png" alt="" width="300" height="172" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/albergo-prest-300x172.png 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/albergo-prest-1024x586.png 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/albergo-prest-768x439.png 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/04/albergo-prest.png 1101w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />L’albergo di via Elorina, davanti al Lidl, di proprietà prima della <strong>Etna Kore srl</strong>, è stato <strong>venduto il 7 agosto 2018 all’Ortigia Gestinvest srl</strong>, società a cui Prestigiacomo è estranea (il suo nome non compare nelle visure camerali delle due società, anzi anche di una terza, come abbiamo accertato). La concessione edilizia originaria n.309 dell’11 febbraio 2008 è stata rinnovata il 17 luglio 2017 (la n.145). Data la scadenza della concessione dopo 3 anni dovrebbe già esserci stato più di un rinnovo ma di questo potrà senz’altro accertarsi lo stesso Di Lorenzo, se interessato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un decreto (tardivo) autorizza i voli militari all&#8217;ex idroscalo. Uno schiaffo alla città</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/04/07/un-decreto-tardivo-autorizza-i-voli-militari-allex-idroscalo-uno-schiaffo-alla-citta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 06:54:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Comune di Siracusa]]></category>
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		<category><![CDATA[Sindaco Francesco Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Capitale Europea della Cultura 2033]]></category>
		<category><![CDATA[gen. Antonio Conserva]]></category>
		<category><![CDATA[deputato Luca Cannata]]></category>
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					<description><![CDATA[Chissà se il Generale Antonio Conserva, capo dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, nell’incontro riservatissimo con il primo cittadino di Siracusa il 12 marzo scorso, dopo i consueti convenevoli e amenità varie, semmai andando via, all’ultimo momento, non abbia ritenuto indispensabile quanto meno comunicare al più alto rappresentante della comunità siracusana la propria intenzione di riproporre &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chissà se il <strong>Generale Antonio Conserva, capo dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare</strong>, nell’<strong>incontro riservatissimo con il primo cittadino di Siracusa il 12 marzo scorso</strong>, dopo i consueti convenevoli e amenità varie, semmai andando via, all’ultimo momento, non abbia ritenuto indispensabile <strong>quanto meno comunicare</strong> al più alto rappresentante della comunità siracusana la propria intenzione di riproporre in maniera irrevocabile per l<strong>’ex idroscalo De Filippis</strong>, nel pieno cuore della città, le <strong>funzioni militari</strong> attive all’inizio del secolo… scorso. Oppure se non abbia ritenuto superflua tale informazione che noi altri apprendiamo solo nell’ambito dei <strong>procedimenti promossi avanti al Tar Catania da tre associazioni (</strong>il Comitato per la rigenerazione urbana, Legambiente e l’Associazione Porto di Siracusa Anna Maria Lepik).</p>
<p>E chissà<strong> se il sindaco Italia, e l’on. Luca Cannata</strong> &#8211; che tanto si sarebbe attivato per favorire questo incontro e il sopralluogo a Siracusa “<em>per verificare sul posto la situazione dell’area e valutare tutte le possibilità operative … e mettere attorno allo stesso tavolo le esigenze della Difesa, quelle del Comando locale e le richieste avanzate dal Comune e dai comitati civici, che da tempo chiedono una prospettiva chiara per un’area strategica del nostro waterfront </em>(sic!) (comunicato del novembre 2025)” – stringendo la mano del Generale per accomiatarsi, non abbiano fatto altro se non sorridere in segno di accondiscendenza a tale autorevole decisione (se comunicata) <strong>senza avere nulla da aggiungere.</strong></p>
<p>E <strong>chissà cosa penseranno ora i Siracusani</strong> della grande considerazione in cui viene tenuto in conto il reale interesse della città, di quale rilevanza sia data al loro parere sul futuro urbanistico di una parte di Siracusa certamente non periferica, a un passo dal centro storico, di quanto importi ai più alti in grado del loro desiderio di ritornare padroni del proprio water front ed esercitare il <strong>legittimo diritto di rivendicare un rapporto con il proprio mare</strong> negato da decenni, ma in ben altro contesto, in ben altre situazioni.</p>
<p>La volontà dello Stato Maggiore dell’Aeronautica di riavvolgere il nastro della storia e far tornare l’idroscalo base militare (tra l’altro con conseguenze non prevedibili in questi tempi di guerra reale, e non giocata su uno scacchiere da wargame) fa il paio con quella che appare <strong>un’imposizione neocolonialista</strong> di un governo che offende la nostra Città e <strong>fa strame di decenni di civiltà giuridica</strong> a partire dal principio di sussidiarietà orizzontale sancito dall’art. 118 della Costituzione, di democrazia partecipativa e amministrazione condivisa, di programmi di pianificazione urbanistica che non possono più essere prerogativa del solo ente pubblico quanto piuttosto dell’intera comunità, di Cittadini  che devono, non che potrebbero, essere chiamati ai processi decisionali, piuttosto che essere trattati come sudditi; che devono, non che eventualmente potrebbero, essere informati e ascoltati quando si fanno scelte che attengono alla qualità della loro vita, del loro territorio, del loro ambiente.</p>
<p>La convinzione delle alte sfere militari – che si deve pensare, se non indotta, favorita da un certo lassismo della nostra classe dirigente – di poter agire con ‘disinvoltura’ sulla pelle delle comunità locali è provata dalla superficialità e dall’<strong>approssimazione con cui, sin dall’inizio, è stata condotta l’operazione di Difesa Servizi </strong>quale fosse padrona indiscussa di quell&#8217;area. A quanto già evidenziato da noi nel tempo – schede approssimative sui luoghi prive delle indicazioni del regime vincolistico che tutela il Porto Grande; variazione improvvisa degli obiettivi a monte del progetto come fosse una modifica ininfluente, non tale da inficiarne l’intera impostazione; conoscenza parziale dello stato di fatto e di quanto è in itinere –<strong> si aggiunge da ultimo il tardivo decreto del 26 marzo scorso</strong> <strong>che autorizza</strong> <strong>“<em>lo svolgimento di attività di volo militare sulla piazzola elicotteri dell’ex idroscalo De Filippis</em>”. </strong>Tardivo perchè tutto era già stato deciso con procedure quanto meno discutibili.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-38603 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/idrovolanti-ex-idroscalo-300x242.jpg" alt="" width="300" height="242" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/idrovolanti-ex-idroscalo-300x242.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/idrovolanti-ex-idroscalo-768x620.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/idrovolanti-ex-idroscalo.jpg 986w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />L&#8217;atto è stato infatti formalmente sottoscritto<strong> l’ultimo giorno utile</strong> per presentare eventuali altri documenti nei giudizi promossi avanti al Tar dalle associazioni ambientaliste (da tempo impegnate nel progetto di restituzione dell’area alla città) che avevano segnalato tale anomalia tra i motivi dei loro ricorsi. E tutto questo per un’area che appartiene da sempre e ancora al demanio, non all&#8217;Aeronautica militare, e che pertanto avrebbe dovuto essere riconsegnata alla Regione, e quindi alla città, una volta cessati, anni fa, gli usi propriamente militari.</p>
<p>La domanda di fondo è perchè, nella follia collettiva dei ‘giochi di guerra’ in corso, debba essere coinvolta in qualche modo anche una parte essenziale di <strong>Siracusa, città di pace solo nei discorsi vuoti che ne promuovono la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il link per firmare la petizione sulla smilitarizzazione del sito:</p>
<p><a href="http://Il link per firmare la petizione sulla smilitarizzazione del sito:  https://www.change.org/p/smilitarizzazione-e-restituzione-alla-citt%C3%A0-area-ex-idroscalo-in-siracusa-via-elorina?recruited_by_id=d3a28da0-092d-11f1-a52f-eb807dc43e9e&amp;utm_source=share_petition&amp;utm_campaign=psf_combo_share_initial&amp;utm_term=psf&amp;utm_medium=whatsapp">http://Il link per firmare la petizione sulla smilitarizzazione del sito: https://www.change.org/p/smilitarizzazione-e-restituzione-alla-citt%C3%A0-area-ex-idroscalo-in-siracusa-via-elorina?recruited_by_id=d3a28da0-092d-11f1-a52f-eb807dc43e9e&amp;utm_source=share_petition&amp;utm_campaign=psf_combo_share_initial&amp;utm_term=psf&amp;utm_medium=whatsapp</a></p>
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		<title>Ex idroscalo De Filippis. Tra assenza di presupposti, dual-use e nostalgia del ventennio</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/02/23/ex-idroscalo-de-filippis-tra-assenza-di-presupposti-dual-use-e-nostalgia-del-ventennio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 10:23:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comune di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Ex idroscalo]]></category>
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		<category><![CDATA[Salvo Ferlita]]></category>
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		<category><![CDATA[Associazione Territorio Protagonista Siracusa 2016]]></category>
		<category><![CDATA[base militare]]></category>
		<category><![CDATA[Area aeronautica via Elorina. Ministero della Difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel nostro precedente contributo al ‘disvelamento’ dell’operazione messa in campo da Difesa Servizi nel 2024, &#8211; all’origine quella di “sviluppare un’iniziativa diffusa su scala nazionale per la valorizzazione degli ex idroscali, con l’obiettivo di recuperare il patrimonio storico e realizzare una rete che consenta il collegamento aereo, mediante idrovolanti, per finalità turistiche, culturali, sportive e &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel nostro precedente contributo al ‘<strong><em>disvelamento</em></strong>’ dell’operazione messa in campo da <strong>Difesa Servizi nel 2024</strong>, &#8211; all’origine quella di “<em>sviluppare un’iniziativa diffusa su scala nazionale per la <strong>valorizzazione degli ex idroscali</strong>, con l’obiettivo di recuperare il patrimonio storico e realizzare una <strong>rete </strong>che consenta il<strong> collegamento aereo, mediante idrovolanti, per finalità turistiche, culturali, sportive e ricreative</strong></em>” -, abbiamo evidenziato <strong>l’inconsistenza della prospettiva</strong>, certo ‘abbagliante’ per alcuni, di fare di Siracusa una meta ambita nel redditizio settore dell’avioturismo. Una perla da aggiungere allo sviluppo crocieristico nello scrigno chiuso, dagli <strong>equilibri ecologici estremamente fragili, del Porto di Siracusa,</strong> patrimonio Unesco!</p>
<p>Un obiettivo non veritiero, quello di Difesa Servizi, come <strong>‘certificato’ dallo stesso Distaccamento dell’Aeronautica </strong>che così si esprime con una formulazione ‘creativa’: “<strong><em>Il concetto di accesso al mare è solo apparente essendoci pescaggio di circa 3 cm per diversi metri</em></strong>”. Non l’unica criticità individuata perché si evidenzia anche, in relazione al <strong>progetto del Marina di Siracusa</strong> (il Porto Spero), la realizzazione di una <strong>‘passerella’ di 10 mt</strong> che passerebbe all’interno del Distaccamento “<em>tagliando l’accesso al mare per tutto il perimetro sud oltre alla creazione di un braccio di 500 mt nel Porto Grande che partirebbe proprio dalla passerella nel punto, interno all’area, dove sfocia il Canale Galermi</em>” (e da qui la nostra convinzione che sia impossibile qualsiasi intervento laddove non ci sia una visione complessiva del futuro del Porto Grande per il quale manca un prg dal 1919).</p>
<p>La <strong>prima domanda</strong> da porsi <strong>a monte</strong> sarebbe quindi <strong>come possa stare ancora in piedi l’intera progettualità </strong>di Difesa Servizi per Siracusa dal momento che <strong>ne sono venuti meno gli stessi presupposti</strong>, che di idrovolanti non si può più parlare.</p>
<p>Una questione che neanche sfiora chi, in questi giorni, è intervenuto, <em>nostalgicamente</em>, per rievocare il <em>glorioso</em> passato storico dell’idroscalo nel <strong>ventennio fascista</strong> anche postando una serie di foto davvero interessanti per misurare quanto le due realtà siano inconciliabili e, per fortuna dal nostro punto di vista, non più proponibile quella di un secolo fa.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-38603 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/idrovolanti-ex-idroscalo-300x242.jpg" alt="" width="300" height="242" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/idrovolanti-ex-idroscalo-300x242.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/idrovolanti-ex-idroscalo-768x620.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/idrovolanti-ex-idroscalo.jpg 986w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />L’immagine degli <strong>idrovolanti schierati davanti al De Filippis – </strong>dove oggi la profondità del mare è di <em>circa 3 cm per diversi metri</em>, è assolutamente <strong>emblematica</strong>. Le dichiarazioni del Distaccamento dell’Aeronautica <strong>una pietra tombale</strong>.</p>
<p>Di fronte al seducente sogno della <em>grandeu</em>r del duce, <strong>altre questioni vengono de plano ignorate</strong>. Ne poniamo solo <strong>due tra tante</strong>: quella dell’<strong>idoneità degli spazi</strong> per trasformare una base, da decenni con <strong>funzioni unicamente logistiche e amministrative</strong>, in una ‘operativa’ con spazi di atterraggio, e quindi sorvolo, per più velivoli “<em>in occasione di <strong>rischieramenti addestrativi massicci</strong> nell’area</em>”, e quella delle caratteristiche richieste <strong>per le attività di protezione civile</strong>. L’obiettivo anche questo poco realistico, dal nostro punto di vista, dello sbandierato, e auspicato, anzi osannato, <strong><em>dual-use</em></strong> che, dal nostro punto di vista, non è altro che un escamotage per mantenere la base sotto il controllo militare. Come d’altra parte è già successo.</p>
<p>Quando <strong>per la prima volta</strong> in città si è guardato all’area dell’ex idroscalo di via Elorina come luogo ormai sottoutilizzato e in sostanziale dismissione (e lo ha fatto il <strong>professore Roberto Fai</strong>), notizia allora smentita con determinazione dall’addetto stampa, maggiore Tredici, <strong>era il 2008</strong>.  E così, in vista della <strong>riorganizzazione del 34° Gruppo Radar</strong> nella 137ª Squadriglia radar remota e del <strong>trasferimento a</strong> <strong>Mezzogregorio (Noto)</strong> – che avverrà nel <strong>2012</strong> -, per ribadirne l’utilità da subito, già nel <em>novembre 2011</em> il Distaccamento Aeronautico di Siracusa chiese di divenire “<em>base alternata di atterraggio e rischieramento per elicotteri dell’Aeronautica militare e di tutte le componenti militari e civili che ne facciano richiesta”</em>.</p>
<p>Poi la stasi. Non ne sapeva nulla nel 2022 il sottosegretario Mulè, allora possibilista riguardo a un accordo con l’Amministrazione. E <strong>solo nell’ottobre 2023</strong>, dopo (o meglio <strong>a seguito) della richiesta del sindaco di Siracusa</strong> di restituire l’area alla città, le acque hanno iniziato a riagitarsi. È stata quindi fatta istanza per l’autorizzazione allo svolgimento di <strong>attività di volo militare</strong> e successivamente avviate le pratiche e l’adeguamento della piazzola per ottenere la <strong>certificazione</strong> “<em>per l’atterraggio, lo stazionamento e il decollo elicotteri di classe H/M (HH-101/HH-139)</em>”. Questa volta a non saperne nulla c’era Difesa Servizi, resa edotta dai ricorsi presentati dai cittadini. <strong>Il dual-use</strong>, l’utilizzazione a fini di protezione civile degli elicotteri, evidentemente da affiancare a quello che già c’è, ha per noi il sapore di <strong>un <em>edulcorante</em></strong>, la bandierina pacifista da sventolare.</p>
<p>Spetta certo <strong>agli esperti certificare la piena idoneità dell’area</strong> per le funzioni militari, e civili, ma le vicende sul Ponte di Messina, per portare un esempio emblematico, suggeriscono in ogni caso la necessità della vigilanza dal basso, se non altro per avere la certezza che non ci siano sviamenti, che non si sia di fronte solo alla volontà di mantenere i pieni diritti su un’area che andrebbe restituita alla città ma soprattutto non concessa a mire speculative o per diventare banalmente un punto di atterraggio solo per vip e personalità di rango (!) proprio nel cuore della città.</p>
<p><strong>Un’area di atterraggio per elicotteri ha caratteristiche rigorosamente normate</strong>, dimensioni ben determinate, superficie in asfalto (e sembra che da poco questo si sia fatto nel De Filipis); oltre alla piazzola vera e propria, occorre una zona di rispetto libera da ostacoli per garantire un atterraggio sicuro. Ed egualmente le <strong>linee guida della Protezione civile nazionale indicano</strong> come si debbano individuare le <strong>aree idonee</strong> a garantire la sicurezza dei soccorritori e della popolazione in caso di eventi calamitosi, di qualsiasi genere essi siano. <strong>L’ “<em>efficienza logistica</em>”</strong> consiste nella scelta di aree esse stesse esenti da rischi naturali o antropici come inondazioni, frane, liquefazione dei terreni, crollo di strutture adiacenti e ormai anche di innalzamento del livello del mare; ampi spazi per la sosta e la manovra di mezzi pesanti, autobus e automobili (almeno 3.000 mq per aree di ammassamento); preferibilmente la prossimità con arterie stradali principali o autostrade e su percorsi liberi da eventuali ostacoli per garantirne una facile accessibilità per i mezzi di soccorso, con elisuperfici distanti da tralicci, alberi. E zone abitate.</p>
<p>Il <strong>Piano di Protezione civile comunale</strong> già ne ha individuato due: una di 80.000 mq in c.da Canalicchio/Tremilia (su cui ci sono ritardi di allestimento mostruosi), l’altra di 9000 mq vicino all’<strong>eliporto dei Pantanelli</strong>, presente nell’elenco delle strutture regionali, su cui varrebbe la pena di concentrarsi senza distrazioni di sorta.</p>
<p>Dal nostro punto di vista, mettere insieme <strong>traffico elicotteristico militare/air taxi e droni per usi civili</strong>, paragonare l’immenso porto commerciale di <strong>Barcellona e la Rambla de mar al De Filippis</strong>, e indicare il <strong>modello Sigonella-Fontanarossa</strong> &#8211; una base militare in cui sono impiegati tra i 4 mila e i 5 mila uomini a secondo delle “crisi” politiche e militari nell’area del Mediterraneo e medio orientale, e un aeroporto da oltre 12 milioni di passeggeri (dati del 2024) &#8211; come riferimento per l’auspicato <strong>sistema integrato Cassibile &#8211; De Filippis</strong> (così abbiamo letto) è quanto meno azzardato (e chissà se le immagini di Google Earth non possano essere più esplicite&#8230;).</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-38599" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/de-filippis-300x178.png" alt="" width="300" height="178" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/de-filippis-300x178.png 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/de-filippis-1024x607.png 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/de-filippis-768x456.png 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/de-filippis.png 1106w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />    <img decoding="async" class="alignnone wp-image-38601" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/porto-barcellona-300x193.png" alt="" width="288" height="185" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/porto-barcellona-300x193.png 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/porto-barcellona-768x494.png 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/porto-barcellona.png 1022w" sizes="(max-width: 288px) 100vw, 288px" /></p>
<p>Area aeronautica ex idroscalo De Filippis      Porto di Barcellona e Rambla de mar</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-38598" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/base-di-Sigonella-300x176.png" alt="" width="300" height="176" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/base-di-Sigonella-300x176.png 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/base-di-Sigonella-1024x602.png 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/base-di-Sigonella-768x452.png 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/base-di-Sigonella.png 1109w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />  <img decoding="async" class="alignnone wp-image-38600" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/fontana-rossa-Catania-300x185.png" alt="" width="289" height="178" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/fontana-rossa-Catania-300x185.png 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/fontana-rossa-Catania-1024x631.png 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/fontana-rossa-Catania-768x473.png 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/02/fontana-rossa-Catania.png 1054w" sizes="(max-width: 289px) 100vw, 289px" /></p>
<p>Base militare di Sigonella                                 Aeroporto Fontanarossa Catania</p>
<p>È altresì per noi difficile comprendere il ragionamento di chi, sull’onda della considerazione (indiscutibile) che “<em>La guerra del XXI secolo è asimmetrica e urbana: Ucraina, Gaza, Yemen, Siria ci mostrano che si combatte nei centri abitati, colpendo proprio le infrastrutture strategiche</em> (<strong>Salvo Ferlita</strong> del direttivo <strong>Associazione Territorio Protagonista Siracusa 2016</strong>)” e che “<em>Le città strategiche vengono attaccate, che ci siano militari visibili o no</em>” auspica un’infrastruttura strategica proprio in centro città (per essere immediato obiettivo così non se ne parla più, forse?).</p>
<p><strong>Nessuno è contrario all’innovazione</strong> (l’esercizio retorico degli ‘<em>stantii ambientalisti</em>’ crediamo abbia fatto il suo tempo) ma proprio perché non si tratti di discorsi vuoti, prospettive chimeriche, essa andrebbe pensata in grande, strutturata, e non <strong>chiusa in spazi asfittici</strong>, per mille motivi inidonei, sottratti a uno sviluppo ben più consono alle loro ‘naturali’ caratteristiche.</p>
<p>P.S</p>
<p>Se poi qualcuno ha voglia di una rispolverata sui progetti per l’aeroporto di Siracusa, può rileggere quest’articolo di Libertà del 12 agosto 2023</p>
<p><a href="https://www.libertasicilia.it/siracusa-aeroporto-turistico-e-incapacita-politica-o-altro/" target="_blank" rel="noopener">https://www.libertasicilia.it/siracusa-aeroporto-turistico-e-incapacita-politica-o-altro/</a></p>
<p>Una petizione, che comprendeva anche altri temi, lanciata su change.org da CambiAmo Siracusa il 30 gennaio 2016, e aggiornata negli anni seguendo la cronaca, raccolse 130 firme.</p>
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