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	<title>erosione marina &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>Ciane, le associazioni stroncano la relazione del Libero Consorzio: &#8220;Solo difese d&#8217;ufficio&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ansaldi e Carmelo Iapichino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 15:41:42 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Libero Consorzio Provinciale]]></category>
		<category><![CDATA[Riserva Naturale Ciane Saline]]></category>
		<category><![CDATA[Michlangelo Giansiracusa]]></category>
		<category><![CDATA[rogo estivo]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra algoritmi e incarichi su carta, il Libero Consorzio elude il crollo degli argini e la morte del papiro. La replica delle associazioni all’intervento del Presidente Libero Consorzio nella seduta al Consiglio Comunale di Siracusa. di Giuseppe Ansaldi e Carmelo Iapichino (Legambiente, Comitato Parchi, LIPU e Italia Nostra) La seduta aperta del Consiglio Comunale di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tra algoritmi e incarichi su carta, il Libero Consorzio elude il crollo degli argini e la morte del papiro. La replica delle associazioni all’intervento del Presidente Libero Consorzio nella seduta al Consiglio Comunale di Siracusa.</strong></p>
<p><strong>di Giuseppe Ansaldi e Carmelo Iapichino</strong></p>
<p><em>(Legambiente, Comitato Parchi, LIPU e Italia Nostra)</em></p>
<p><strong>La seduta aperta del Consiglio Comunale di Siracusa avrebbe dovuto segnare un momento di verità</strong> e l&#8217;inizio di una decisa inversione di rotta per la Riserva Naturale Orientata “Fiume Ciane e Saline di Siracusa”. Purtroppo, la memoria scritta depositata dal Presidente del Libero Consorzio Comunale (LCC), Michelangelo Giansiracusa, ha confermato il peggiore dei timori: di fronte a un ecosistema al collasso, <strong>l’Ente gestore sceglie la via di una rigida difesa d&#8217;ufficio, infarcita di proclami tecnologici e giustificazioni contabili, eludendo sistematicamente le domande più scottanti.</strong></p>
<p>La ferita più grave e visibile continua a essere <strong>trattata con disarmante sufficienza</strong>: <strong>l’erosione marina che sta cancellando le antiche Saline.</strong> L’erosione marina, negli ultimi anni, ha abbattuto gli argini residui ed è avanzato di oltre settanta metri all&#8217;interno delle vasche, distruggendo la zonazione idraulica e parte delle vasche salanti. Lo stesso Libero Consorzio ammette nei propri atti che, senza opere di difesa, la costa arretrerà di un intero chilometro. Eppure, di fronte a un&#8217;assegnazione straordinaria di <strong>5,5 milioni di euro di fondi europei</strong> (PR FESR 2021-2027), <strong>non è stato stanziato un solo centesimo per ricostruire la barriera a mare e le relative chiuse!</strong></p>
<p>L’Ente disponeva già di un <strong>progetto di massima elaborato sei anni fa</strong> per la difesa costiera: anziché aggiornarlo e trasformarlo in un cantiere operativo, si è preferito destinare oltre 276 mila euro a incarichi per la progettazione, senza alcuna garanzia di copertura per realizzare le opere. Si continua a teorizzare sulla carta mentre la riserva annega.</p>
<p><strong>Altrettanto grave è la metamorfosi subita dallo stesso finanziamento comunitario</strong>. Dopo la bocciatura della proposta iniziale da parte della Regione per l&#8217;assenza del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica prescritto dalla legge, l&#8217;Ente ha operato un discutibile maquillage contabile: la quota riservata ai lavori fisici è stata compressa ad appena il 18,5% (€ 719.000), mentre la voce &#8220;servizi e forniture&#8221; è lievitata all&#8217;81,5%. Un contenitore frammentato, piegato a input esterni estranei alle priorità del sito, nel quale <strong>spiccano 1,5 milioni di euro per un incubatoio ittico nell&#8217;ex centrale Mezzabotte</strong>: una struttura che avrebbe dovuto accogliere un moderno polo museale, laboratori per le scuole e un centro visite all&#8217;altezza della storia di Siracusa.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-44298 alignleft" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/ciane-papiri-invasi-257x300.jpg" alt="" width="257" height="300" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/ciane-papiri-invasi-257x300.jpg 257w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/ciane-papiri-invasi-901x1050.jpg 901w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/ciane-papiri-invasi-768x895.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/ciane-papiri-invasi.jpg 1152w" sizes="(max-width: 257px) 100vw, 257px" />In questo quadro, l&#8217;annuncio del Presidente di voler richiedere un p<strong>arere preventivo all&#8217;ANAC</strong> appare <strong>un tardivo tentativo di mettere le mani avanti:</strong> una mossa formalizzata solo d<strong>opo che le associazioni hanno depositato un circostanziato esposto alla stessa Autorità Anticorruzione e alla Corte dei Conti</strong> per denunciare lo spezzettamento degli incarichi professionali e l&#8217;anomala procedura adottata.</p>
<p><strong>Non meno allarmante è la ricostruzione fornita dall&#8217;Ente sul disastroso rogo del 30 agosto scorso</strong>. Sostenere che la Zona A sia una &#8220;riserva integrale&#8221; dove qualunque taglio della vegetazione costituirebbe reato svela una confusione normativa imperdonabile. Il Ciane non è una riserva integrale, ma una Riserva Naturale <strong>Orientata</strong> (L.R. 98/1981). La dicitura stessa impone la gestione attiva dell&#8217;uomo: il canneto senescente e la biomassa subacquea vanno diradati con sfalci selettivi per consentire il deflusso idraulico e far respirare i rizomi del papiro. <strong>Un canneto abbandonato a se stesso</strong>, oltre a strozzare il corso d&#8217;acqua e allagare i campi a monte, si trasforma inevitabilmente in un’enorme polveriera estiva. In tutto il mondo le zone umide si tutelano curandole, non abbandonandole al degrado per poi scaricare la responsabilità sui privati frontisti della Zona B o sull&#8217;assenza di vigilanza.</p>
<p><strong>E crolla anche la narrazione rassicurante sulla vigilanza</strong>: se davvero sul campo operano costantemente tre addetti e quattro collaboratori tecnici per soli 300 ettari, <strong>com&#8217;è stato possibile che quel 30 agosto – in piena allerta rossa di protezione civile per caldo estremo e pericolo incendi – non vi fosse alcun presidio preventivo in servizio attivo?</strong> Il personale in reperibilità è intervenuto a incendio ormai divampato, confermando che i protocolli appesi alle bacheche non salvano gli habitat.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-44293" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/incendio-ciane-1-300x271.jpeg" alt="" width="247" height="223" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/incendio-ciane-1-300x271.jpeg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/incendio-ciane-1-1024x924.jpeg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/incendio-ciane-1-768x693.jpeg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/incendio-ciane-1.jpeg 1197w" sizes="(max-width: 247px) 100vw, 247px" />       <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-44294" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/incendio-ciane-2-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/incendio-ciane-2-300x225.jpeg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/incendio-ciane-2-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/incendio-ciane-2-768x576.jpeg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2026/10/incendio-ciane-2.jpeg 1440w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Mentre la presidenza si perde in <strong>narrazioni suggestive</strong> su server dotati di Intelligenza Artificiale, droni e monitoraggi satellitari, ammette candidamente poche righe dopo di non avere le risorse correnti per togliere la spazzatura dalle banchine, ripristinare i cartelli distrutti o stampare materiale divulgativo, arrivando persino a presentare una normale asfaltatura di bordo strada lungo il Mammaiabica come un traguardo di riqualificazione ecologica.</p>
<p><strong>Dopo oltre quarant&#8217;anni di rinvii e occasioni perdute, la gestione di una riserva naturale non può ridursi alla stesura di documenti burocratici o alla difesa d&#8217;ufficio dell&#8217;indifendibile</strong>. Servono competenze idrauliche, visione biologica, inventiva e rispetto profondo per il bene comune. Se il Presidente Giansiracusa vuole dimostrare una discontinuità autentica, rinnovi l&#8217;organigramma e la catena di comando tecnico-gestionale della riserva e pretenda immediatamente la <strong>rimodulazione dei 5,5 milioni FESR</strong> verso la sola direzione irrinunciabile: l&#8217;apertura dei cantieri per salvare gli argini a mare e lo sfalcio del fiume. Senza questa determinazione, la politica locale sarà ricordata solo come l&#8217;esecutrice passiva della fine del Ciane.</p>
<p>&nbsp;</p>
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