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	<title>elezioni &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Mon, 10 Jun 2024 12:49:27 +0000</lastBuildDate>
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		<title>L&#8217;alternanza tra vecchia e nuova generazione avverrà: la imporrà il tempo</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2022/08/06/lalternanza-tra-vecchia-e-nuova-generazione-avverra-la-imporra-il-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Costa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Aug 2022 07:07:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[centro sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Vecchia Guardia]]></category>
		<category><![CDATA[consisiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[nuova generazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Partiamo da questo presupposto: essere annoverato tra i papabili di un fantomatico ‘dream team giovanile’ per un consiglio comunale di centro sinistra è una lusinga a cui è difficile rimanere indifferenti, ma è soprattutto un piacere.  È una lusinga perché viene da una persona di esperienza come Aldo Castello, che tante ne ha viste e &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Partiamo da questo presupposto: essere annoverato tra i papabili di <strong>un fantomatico ‘dream team giovanile’ </strong>per un consiglio comunale di centro sinistra <strong>è una lusinga a cui è difficile rimanere</strong> <strong>indifferenti</strong>, ma è soprattutto un piacere.  È una lusinga perché viene da una persona di esperienza come Aldo Castello, che tante ne ha viste e tante ne ha sentite. È un piacere <strong>perché viene dopo anni di impegno più o meno costante (sono sincero) sul territorio.</strong></p>
<p>Solo per questa invocazione in causa, mi permetto di intervenire sul dibattito che si è aperto sulle colonne di questo giornale<strong> in merito alla c.d. alternanza tra vecchia e nuova generazione</strong>.</p>
<p>Mi sento di mettere in chiaro le cose da subito.</p>
<p><strong>Questa questione rischia di essere un falso problema</strong>. Anzitutto rischia di esserlo perché con o senza un formale passaggio di testimone, <strong>questa alternanza verrà. La imporrà il tempo</strong>, la imporrà la sedimentazione delle nostre vite in questa città; la imporrà la necessaria presa di coscienza che ne deriverà. Ignorando le discussioni sui sistemi macro (crisi dei corpi intermedi, crisi dei partiti o dei sindacati etc.), io mi sento di portare a questo dibattito la mia personale <strong>esperienza di ex “spatriato”, per dirla con Mario Desiati. </strong></p>
<p>L’esperienza cioè <strong>di uno che – come tanti – a 18 anni ha dovuto abbandonare la sua città d’origine per andare fuori, al Nord,</strong> a studiare quando si è fortunati, o a lavorare, direttamente.</p>
<p>Sì, perché mi sento di fare da sponda <strong>all’argomento di Luca Castello, quando dice che della ‘nostra generazione’ (sic!) pochissimi sono i giovani che rimangono</strong> e ancora meno sono quelli che conosciamo. Mi sembra evidente che <strong>le migliori energie della città vengono proiettate in una dimensione ulteriore rispetto a Siracusa. Al nord, all’estero</strong>, o chissà dove.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-23672" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/08/costa-2-300x173.jpg" alt="" width="300" height="173" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/08/costa-2-300x173.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/08/costa-2-1024x589.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/08/costa-2-768x442.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/08/costa-2.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Il ritorno alla realtà cittadina avviene solo dopo, e allora – non potendo intervenire su questi aspetti di sistema – <strong>il dibattito cittadino dovrebbe coinvolgere quei pochi che restano</strong> e quelli che rientrano dopo anni di peregrinazioni.</p>
<p>I primi non rientrano nella mia area di competenza, semplicemente perché io non lo sono stato. Per questo, mi permetto di dare un suggerimento sugli ex spatriati, che come me hanno scelto di ritornare.  Se, e solo se, <strong>ci si può concedere il lusso di tornare, lo si fa dopo gli studi, a 24 o 25 anni</strong> nel migliore dei casi. È a questo punto che <strong>occorre riconnettersi con una realtà cittadina che si trova invecchiata e più stanca di quanto non si ricordi dai 18 anni</strong>.</p>
<p>A mio modestissimo parere, questo esercizio di riconnessione deve essere il punto fondamentale per riavere i giovani alla politica cittadina. Ed è su questo che si deve insistere.</p>
<p>Nella mia esperienza, <strong>i luoghi dell’aggregazione sono state le realtà associative, a cominciare dall’Arci, fino a Lealtà &amp; Condivisione</strong>. Tutti passaggi che io considero fondamentali nel mio percorso umano e di sviluppo personale. <strong>Tutti passaggi, in cui, però, la differenza anagrafica rispetto alla maggior parte dei componenti è stato un elemento non sempre semplice con cui confrontarsi.  </strong></p>
<p>Certo, sarebbe stato più facile se le attività organizzate sul territorio fossero state più attrattive. Sarebbe stato più facile coinvolgere i miei coetanei e amici se non li avessi invitati al convegno sulle magagne della giunta; alla discussione sul piano regolatore o ad un altro evento con connotati da addetti ai lavori della politica. Avrei ricevuto forse meno rifiuti (sono stati tanti) se li avessi potuti invitare ad una lezione, alla proiezione di un film con dibattito, ad un altro tipo di evento, anche con connotati ricreativi e non solo direttamente politici; ma che – a mio avviso – della politica costituiscono il sale. Perché, per com’è oggi, <strong>la politica dovrebbe essere prima di tutto luogo di incontro,</strong> anche con chi si affaccia con occhi giovani sul mondo.</p>
<p>Ma qui veniamo al famoso cane che si morde la coda: solo i giovani che mancano in queste realtà possono organizzare attività attrattive per i loro coetanei. Questo è l’unico elemento su cui mi sento di insistere, mettendo come sempre a disposizione le mie energie.</p>
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<p>Ciononostante, una cosa – come Luca – mi sento di puntualizzare.  <strong>Come sempre, sorrido quando mi si indica come giovane. A trent’anni o poco più</strong>, in epoche a noi molto prossime, saremmo stati considerati una persone nel pieno della propria maturità, senza lo sguardo indulgente (o incosciente) di chi ancora ci considera giovinotti bisognosi di fare esperienza, quale – purtroppo – non mi sento.</p>
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		<title>Kintsugi, vasi comunicanti e buona politica  (ancora sul passaggio di testimone)</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2022/08/05/kintsugi-vasi-comunicanti-e-buona-politica-ancora-sul-passaggio-di-testimone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Turlà]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 17:32:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[scontro generazionale]]></category>
		<category><![CDATA[passaggio di testimone]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni malessere trova il suo angolo di respiro: un malessere economico trova supporto di sopravvivenza nell’arte di arrangiarsi, fuggire in cerca di o restare in cerca di, sono aspetti della medesima medaglia. È quell’arte che genera forza e trova spesso spinta e supporto nell’altro, un amico, un vicino, un genitore, uno sconosciuto, un volontario: oro &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni malessere trova il suo angolo di respiro: un malessere economico trova supporto di sopravvivenza nell’arte di arrangiarsi, fuggire in cerca di o restare in cerca di, sono aspetti della medesima medaglia. È <strong>quell’arte che genera forza e trova spesso spinta e supporto nell’altro</strong>, un amico, un vicino, un genitore, uno sconosciuto, un volontario: oro che ripara il malessere.</p>
<p>Ogni malessere sociale trova supporto di sopravvivenza nell’arte di arrangiarsi, il percepire solitudine e sconforto, in compagnia di o in solitaria, sono gli aspetti della medesima medaglia. È un modo di arrangiarsi silente, dignitoso che genera naturalmente forza e richiama l’altro: <strong>un sorriso, un confronto ed uno sguardo senza rumore o urlato, diventano oro che ripara il malessere.</strong></p>
<p>Ogni malessere è benessere al contempo, è insita nella natura <span style="font-size: 10pt;">umana</span> questa netta contrapposizione. L’uomo la porta in dote nella sua comunità familiare, amicale, sociale e politica.</p>
<p><strong>Ma per far sì che il malessere non prevalga, bisogna creare equilibrio</strong>.</p>
<p>L’equilibrio è una forza che trova riparo nell’istinto del dare, del curare. Equilibrio è armonia che non conosce secondi fini, personalismi individuali o collettivi, è sintonia col sentire, predisposizione all’ascolto, ma è soprattutto crescita economica, sociale, civile e rimane ombra visibile là dove la luce non filtra, espandendosi. Ogni singola vita è un po’ arte di arrangiarsi ma esistono delle precise responsabilità che ci appartengono e che richiedono disciplina ma prima ancora studio e osservazione su tutto ciò che è considerato un comportamento sbagliato.</p>
<p>È necessaria, quindi, un’analisi di coscienza individuale e collettiva che nasca da un vissuto personale, per attuare un confronto in uno spazio simile o diametralmente opposto e correggere i meccanismi inceppati.</p>
<p><strong>Tutte le esperienze generazionali sono un’ottima palestra per cambiare le norme</strong>, per correggere azioni nocive e obsolete <strong>perfettamente mutabili in un mondo che non può essere statico</strong> per sua natura, pena l’estinzione.</p>
<p><strong>Parlare di scontro generazionale non serve</strong>: focalizzare questo punto ed estrapolarlo fuori dal suo naturale contesto familiare è un’operazione utilizzata da chi sul malessere economico e sociale costruisce la propria campagna elettorale (giusto per aprire gli occhi sugli inquietanti giorni che stiamo vivendo in questa torrida estate).</p>
<p>Usare lo scontro generazionale, da parte soprattutto della politica, come grimaldello per aprire porte virtuali fa solo sorridere chi, come sopra, ha già imparato dal proprio vissuto, dai confronti, dalla solitudine e dalla disperazione che l’oro comunque sarà <strong>sempre pronto ad aggiustare una tazza rotta: oro che ripara il malessere</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-23667" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/08/vaso-rotto-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/08/vaso-rotto-300x200.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/08/vaso-rotto-768x511.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/08/vaso-rotto.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><span style="font-size: 10pt;">arte del Kintsugi</span></p>
<p>Ma è solo chi ha già imparato, aprendosi ad una visione intelligente e diligente, avulso da condizionamenti o personalismi, che merita ascolto, spazio. <strong>Chiedere da parte loro non è atto di ribellione ma un atto dovuto.</strong></p>
<p>Lo scontro generazionale in politica esiste nella misura in cui continua ad esistere una convergenza di pensiero che riguarda solo alcuni, giovani e meno giovani che hanno la stessa visione sorpassata e opportunistica sulle cose: i primi restano al seguito dei secondi, eterodiretti, in attesa di una pacca sulla spalla ed un piccolo evanescente angolo di gloria, i secondi non riescono a fare i conti con un presente che è totalmente diverso dal loro passato, ricco di importanti lotte ed intense ribellioni ma dagli stessi gerarchicamente imborghesito.</p>
<p><strong>Chi della illuminata generazione precedente invece quelle lotte le ha realmente fatte proprie</strong> riuscendo a tramandarle, raccontando e portando sul filo di una nuova modernità la propria esperienza, <strong>merita ascolto, rispetto e spazio</strong>. Così come quello stesso spazio devono averlo naturalmente, con un’apertura delle acque biblica, <strong>quei ragazzi</strong>, giovani e un po’ meno giovani<strong> che mostrano con orgoglio le fratture sui loro corpi “riparate con l’oro”</strong>, perché hanno tanto da dire, da raccontare<strong>, perché sono ribelli nel senso nobile e profondo del termine, perché saranno buoni maestri per le generazioni future</strong> e al pari, mai subalterni, con la generazione precedente <strong>creando dei vasi comunicanti che si muovono in equilibrio</strong> <strong>ed armonia</strong>.</p>
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<p><span style="font-size: 10pt;">foto copertina di Elliot Erwitt</span></p>
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		<title>Moschella sul Passaggio di Testimone: “ La politica è il problema o la soluzione ? “</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2022/08/05/moschella-sul-passaggio-di-testimone-la-politica-e-il-problema-o-la-soluzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Moschella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 08:11:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[lealtà e Condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[centro sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Generazioni a confronto]]></category>
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					<description><![CDATA[Caro Luca, comincio da qui, da questa domanda che prendo a prestito dal documento congressuale dei Giovani Democratici del PD, il mio partito: La politica è il problema o la soluzione ? Nel tuo articolo ti soffermi sul conflitto politico generazionale. Lo fai con molte ragioni che condivido. Meno con altre e per cercare di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Luca,</p>
<p>comincio da qui, da questa domanda che prendo a prestito dal <strong>documento congressuale dei Giovani Democratici</strong> del PD, il mio partito: <strong>La politica è il problema o la soluzione ?</strong></p>
<p>Nel tuo articolo ti soffermi sul conflitto politico generazionale. Lo fai con molte ragioni che condivido. Meno con altre e per cercare di sfuggire al paternalismo, proverò ad allargare il campo delle riflessioni.</p>
<p>Di conflitti generazionali è piena la storia e non solo quella contemporanea. Nella famiglia, nella società, nel lavoro, nella politica. Nulla di nuovo ad eccezione, ovviamente, del contesto in cui si esprimono.</p>
<p>D’altra parte <strong>la politica è conflitto. La democrazia è conflitto. Anche generazionale.</strong></p>
<p>Tuttavia, questo è il punto, non credo abbia radici esclusivamente anagrafiche. Nasce da ragioni culturali, sociali e politiche. Oggi siamo di fronte ad un distacco profondo tra giovani e politica. E non solo tra i giovani, come evidenziano i fenomeni astensionistici.</p>
<p><strong>Un giovane su due non si reca alle urne</strong>. L’impegno politico dei ragazzi ha intensità scostante e socialmente limitata (Friday for future, pace, solidarietà umanitaria ). <strong>Greta Thunberg, le Sardine sono un’eccezione</strong> peraltro lontana dalle periferie sociali.</p>
<p>Il dato anagrafico? Smontato dalle statistiche. <strong>Mai tanti nuovi politici in parlamento, nell’Assemblea Siciliana.</strong> <strong>L’ultimo Consiglio Comunale della città di Siracusa era formato per metà da giovani</strong>. Cos’è cambiato?</p>
<p>Te la prendi con il PD che certo ha responsabilità ma osservo che <strong>Fausto Raciti, parlamentare del PD nella nostra circoscrizione, è stato eletto a 34 anni. Peppe Provenzano, ministro a 37.</strong>  Enrico Letta presidente del consiglio a 47 anni. Matteo Renzi a 39.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-23661" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/08/friday-future-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/08/friday-future-300x225.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/08/friday-future-768x576.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/08/friday-future.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Il dato anagrafico come vedi non è di per sé sufficiente. C’è un problema di qualità della politica e di qualità della vita dei partiti. Su questo sono molto d’accordo con te.</p>
<p>I partiti non sono mai stati così respingenti come oggi. D’altra parte verso i partiti da vent’anni a questa parte si combatte una guerra ideologica pesante alla quale i partiti tutti, non hanno saputo reagire. Mani Pulite è lo spartiacque. Di Pietro, Berlusconi, Bossi, fino a Renzi, Grillo, oggi Salvini e Meloni.  <strong>Partiti di plastica e personali, senza legami con la storia</strong>. Gli ultimi vent’anni, segnati dal populismo, sono stati politicamente devastanti per le nuove generazioni. E il presente e il futuro prossimo non promettono niente di buono, forse anche per via dell’<strong>impedimento del voto elettronico per i fuorisede (4,9 milioni di elettori).</strong></p>
<p>La vicenda politica italiana è stata peraltro accompagnata da cambiamenti spesso regressivi. Penso alla scuola, alla lacerazione tra formazione umanistica e professionale. Al ritardo di competenze dei nostri diplomati e laureati rispetto ad altri paesi europei. Penso al mondo del lavoro precario, nero, delle partite Iva. Alle politiche di welfare. Alla difficoltà di realizzare i propri progetti di vita, di rendersi autonomi dalla famiglia, di poterne crearne una propria. Se aggiungiamo i modelli culturali e di consumo contemporanei il quadro è completo. <strong>La politica ha perso partita e campionato.</strong></p>
<p>Ma se perde la politica va in crisi la democrazia, le istituzioni disegnate dalla costituzione, la partecipazione, si allontana l’idea di un patto tra le generazioni.</p>
<p><strong>Hanno vinto l’economia e la finanza</strong> per effetto delle distorsioni di una globalizzazione senza governo. La politica ha perso la sua “onnipotenza“ anche per via del profondo deficit di leadership nello scenario internazionale (Trump, Biden, Putin, Johnson, Le Pen, Orban). L’Italia con il voto del 25 settembre prossimo potrebbe iscriversi al club.</p>
<p>Ma non voglio buttarla in questioni macro. Nel tuo articolo fai un riferimento di natura personale attribuendomi la responsabilità di avere <strong>ostacolato il cambiamento rappresentato da Giovanni Randazzo</strong>.</p>
<p>Giovanni è una bella persona che ha scoperto l’impegno politico per una brevissima stagione della sua vita. Lodevole eccezione di una borghesia siracusana quasi sempre annoiata dall’interesse pubblico.</p>
<p>Io a sedici anni ho cominciato ad attaccare di notte i manifesti del movimento studentesco, da allora non ho smesso più. Nel 2018, in una assemblea pre elettorale della nascente <strong>Lealtà e Condivisione</strong>  sono intervenuto sostenendo che la candidatura di Giovanni Randazzo <strong>aveva senso se accompagnata da più liste</strong>, partiti, movimenti civici, pena l’impossibilità di competere in considerazione della legge elettorale siciliana. Inascoltato.</p>
<p><strong>La mia coalizione metteva insieme partiti e civismo: PD,</strong> Siracusa Futura (Sinistra Italiana, Liberi e Uguali, Rifondazione Comunista, Radicali), Prossima, Presenza Cittadina. Sono stato l’<strong>unico candidato sottoscrittore del patto di responsabilità sociale</strong> redatto da  associazioni d’impresa e sindacati. Io divisivo?</p>
<p>Concludo. Il tuo articolo porta con sé il senso di un appello alla mia generazione. Se permetti questo è un errore. A me sinceramente <strong>piacerebbe una contaminazione tra le diverse generazioni</strong>. Non servono appelli, <strong>prendetevi la politica, prendetevi i partiti, non delegate. Portate i vostri valori e le vostre idee. La politica non è il problema, è  la soluzione.</strong></p>
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		<title>Garozzo: escludo mia candidatura alle amministrative. Resto disponibile per le competizioni nazionali</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2022/07/19/garozzo-escludo-mia-candidatura-alle-amministrative-resto-disponibile-per-le-competizioni-nazionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aldo Castello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2022 18:17:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[Garozzo]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Viva Sr]]></category>
		<category><![CDATA[Azione SR]]></category>
		<category><![CDATA[PD SR]]></category>
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					<description><![CDATA[In un precedente articolo de La Civetta hai contestato l’accostamento di Gaetano Cutrufo ad altri personaggi estranei al PD ma che aspirano alla candidatura regionale Non sono a mio agio a parlare di partiti dove non milito, su Gaetano però posso tranquillamente affermare che ha una tradizione familiare di lungo corso che lo ha visto &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un precedente articolo de La Civetta hai contestato l’accostamento di <strong>Gaetano Cutrufo</strong> ad altri personaggi estranei al PD ma che aspirano alla candidatura regionale</p>
<p><em>Non sono a mio agio a parlare di partiti dove non milito,<strong> su Gaetano però posso tranquillamente affermare che ha una tradizione familiare di lungo corso che lo ha visto sempre schierato</strong> nel campo del centro sinistra fin da quando appena ventenne fu eletto al consiglio di quartiere nel Partito Comunista. Più recentemente Cutrufo ha preso la tessera del PD nel 2015, e aveva già votato Cafeo alle regionali del 2012 e Marziano alle regionali del 2007. Suo fratello Graziano fu candidato nel Pd nel 2008 a sostegno di De Benedictis sindaco e ha votato me a sindaco nel 2013. Si era già candidato nel centrosinistra alle regionali del 2017 ( segato dal PD ha dovuto optare per altra lista ma sempre nel centrosinistra). <strong>L’esclusione dalla lista del PD alle regionali provocò in lui tanta amarezza che  lo portò a sostenere Reale a sindaco nel 2018</strong>. Ma se si guarda alla sua storia mi pare abbastanza chiaro dove si colloca politicamente da sempre.</em></p>
<p>Appunto, stai citando soltanto candidature. Nel partito ci sono i circoli, le assemblee, gli incontri tematici, la costruzione dei programmi. C&#8217;è chi sostiene che non si è mai visto e per tanti rimane comunque un corpo estraneo</p>
<p><em>Anch’io ero considerato un corpo estraneo nel Pd da alcuni resta sempre il grande tema da chi sei considerato un corpo estraneo e viceversa da chi vieni apprezzato</em>.</p>
<p>Passiamo ad altro, non è Cutrufo l&#8217;oggetto dell’intervista</p>
<p><em>Meglio, sono d’accordo</em></p>
<p>Parliamo di Italia Viva, come si sta muovendo in vista delle regionali di autunno?</p>
<p><em><strong>Italia Viva</strong> non ha vincoli di coalizione con nessuno, <strong>abbiamo più volte rilanciato l’ipotesi del governo istituzione sul modello Draghi, ma in Sicilia è di difficile attuazione</strong>. Quello che posso tranquillamente affermare e che non sosterremo nè candidati a Presidente populisti, nè sovranisti.</em></p>
<p>Ma presenterete una lista alle regionali, avete candidati?</p>
<p><em><strong>L’ipotesi è quella di fare una lista con altri soggetti</strong> o partecipare ad eventuali liste del Presidente. In provincia di Siracusa sarà candidato uno dei due coordinatori provinciali: <strong>Saverio Bosco</strong> ex sindaco di Lentini.</em></p>
<p>Qualcuno suppone che appoggerete singoli candidati di altre liste</p>
<p><em>Saverio Bosco rappresenta Italia Viva, mi pare evidente.</em></p>
<p>Dunque almeno Saverio Bosco ma a sostegno di quale schieramento, quale Presidente?</p>
<p><em>Ho già risposto a questa domanda. Dipende molto da cosa propongono gli schieramenti in campo dalla figura che non può essere <strong>nè populista nè sovranista</strong> e da cosa sono disponibili a recepire nei programmi di governo.</em></p>
<p><strong>Passiamo al Comune, anche qui le elezioni sono ormai vicine</strong></p>
<p><em><strong>Italia Viva al comune di Siracusa farà la propria lista</strong>. In questo momento non c’è grande fermento, tutt’altro. Dico solo che siamo disponibili al <strong>dialogo con tutti quelli che sono stati all’opposizione</strong> di questa Amministrazione</em>.</p>
<p>Avete un candidato sindaco?</p>
<p><em>Italia Viva ha tante donne e uomini che  possono ricoprire con dignità e prestigio il ruolo di sindaco. Questo però non significa, che dobbiamo necessariamente indicare un candidato, siamo disponibili a trovare soluzioni che non prevedano una nostra candidatura a Sindaco. <strong>A noi interessano più i programmi</strong>. </em></p>
<p>Tu sarai della partita, tornerai nell&#8217;agone cittadino o … su altri fronti?</p>
<p><em>Io alle amministrative non sarò candidato. Personalmente<strong> escludo inequivocabilmente un mio impegno diretto per le amministrative del 2023.</strong> <strong>Resto come sempre a disposizione di Italia Viva qualora ce ne sia bisogno per eventuali competizioni nazionali.</strong></em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-23514" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/07/4-amici-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/07/4-amici-300x150.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2022/07/4-amici.jpg 660w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Il tuo percorso politico è segnato da alcune figure: <strong>Giovanni Cafeo, tuo Capo di Gabinetto (poi passato alla Lega); Francesco Italia, tuo vice sindaco (poi passato ad Azione)</strong>. Come commenti queste divisioni, come le vivi?</p>
<p><em>Più che divisioni sono scelte politiche, che non condivido ma rispetto.</em></p>
<p>Non pensi che ormai in politica sia finito il tempo delle ideologie, delle militanze e che si guardi ai partiti soltanto come opportunità per proprie candidature?</p>
<p><em>La “politica” di oggi non prevede nè gavette nè militanza, nulla del genere, purtroppo! Io appartengo alla vecchia scuola, gavetta e militanza prima di fare il sindaco ne ho fatta e parecchia. La mia scelta di aderire a Italia Viva è proprio legata ai valori e alla coerenza, i temi del merito, della giustizia e della politica che fa le cose, questo per me incarna Renzi. Italia Viva è il mio contenitore naturale nonostante andare via dal PD non sia stato semplice per me. Però mi rendo conto di essere una nota stonata, <strong>oggi le scelte vengono fatte, dalla stragrande maggioranza, più per opportunità che per “credo”.</strong></em></p>
<p>Ultimamente c&#8217;è stata la fuoriuscita di Donatella Lo Giudice, Mirella Abela, Maria D’Andrea, Francesco Magnano (tutte persone abbastanza impegnate nel sociale e conosciute). Le accuse riportate sono abbastanza gravi. Non avete smentito ma minimizzato. Qual è il tuo pensiero, sono stati commessi errori, c&#8217;è mancanza di dialogo e confronto in I. V. ? Perdere questi pezzi vi ha danneggiato?</p>
<p><strong>Su </strong><em><strong>questa domanda passo</strong>. Non interessa a me e sono convinto che non riscuota  l’interesse di chi legge.</em></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>RINNOVO CONSIGLIO ORDINE DEI MEDICI: PERCHÉ MADEDDU CHIAMA ALLE URNE IN URGENZA I MEDICI PROPRIO A FERRAGOSTO?</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2020/08/27/rinnovo-consiglio-ordine-dei-medici-perche-madeddu-chiama-alle-urne-in-urgenza-i-medici-proprio-a-ferragosto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dino Artale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2020 18:16:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Ordine dei Medici]]></category>
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					<description><![CDATA[Non ha suscitato apprezzamento nella categoria dei medici l’inaspettata, improvvida decisione dell’uscente presidente dell’Ordine Anselmo Madeddu. Troppo poche e fiacche le reazioni di fronte a una convocazione dell’Assemblea elettorale per il rinnovo dei massimi organismi rappresentativi, fuori dai tempi normalmente da tutti immaginati: il prossimo novembre. Non vogliamo qui mettere in dubbio che questa chiamata &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non ha suscitato apprezzamento nella categoria dei medici l’inaspettata, improvvida decisione dell’uscente presidente dell’Ordine Anselmo Madeddu. Troppo poche e fiacche le reazioni di fronte a una convocazione dell’Assemblea elettorale per il rinnovo dei massimi organismi rappresentativi, fuori dai tempi normalmente da tutti immaginati: il prossimo novembre. Non vogliamo qui mettere in dubbio che questa chiamata alle elezioni sia ai sensi di legge, ma non possiamo nemmeno pensare che sia un atto di buonsenso convocare elezioni nel periodo di ferragosto, cioè nel momento peggiore dell’anno. Complici le altissime temperature e l’impressionante tenore di umidità, vuoi vedere che la proverbiale indolenza siracusana sarà complice di cattive scelte fatte controvoglia e senza adeguata preparazione?</p>
<p>Comunicare con pec ai circa 2500 medici di Siracusa e provincia, alla vigilia di Ferragosto (il 13) di avere pochi giorni per preparare eventuali liste e candidature alternative ai rappresentanti uscenti significa, secondo noi, avere scarso rispetto sia per i colleghi, molti dei quali in meritate ferie, sia per gli stessi principi di democrazia, trasparenza, partecipazione attiva, diritto a una rappresentanza di qualità e legittima alternanza nelle cariche direttive.</p>
<p>Gli adempimenti burocratici per questi processi sono abitualmente complessi e farraginosi ma risultano esserlo ancora di più quest’anno a seguito delle importanti essenziali modifiche di legge per queste nuove elezioni che, tra l’altro, hanno portato i tempi degli incarichi da tre a quattro anni. La necessità di fare più che mai scelte oculate è anche in questa importante variazione.</p>
<p>A rendere più complesse le procedure, in particolare, la novità relativa a questa tornata: l’autenticazione delle firme di chi intenda proporsi, diversamente da quanto accaduto in passato, quando tale obbligo non era previsto. Ovviamente le illazioni sul perché di tale decisione da parte del presidente uscente sono piuttosto scontate anche se non si dovrebbe avanzare il dubbio che tutto sia stato determinato dal tentativo di restare in carica per il terzo mandato se si ricorda che, già in occasione del primo incarico, il dottor Madeddu aveva dichiarato che non avrebbe assunto la carica per una seconda volta, cosa che poi non si è avverata. Questa sarebbe la terza, una sorta di primazia di lunga durata avallata da una categoria che, evidentemente, non crede nell’opportunità di quel “ricambio generazionale nella rappresentanza” auspicato dalla Federazione degli Ordini dei Medici chirurghi e degli odontoiatri, insieme all’invito a “favorire l’equilibrio di genere” che ci sembra assolutamente doveroso.</p>
<p>Abbiamo chiesto all’attuale presidente dell’ordine dei medici del perché abbia guastato a molti colleghi il ferragosto con una convocazione il 13 agosto per il 14. Anche questa volta il Covid 19 ha fatto vittime. Pare (ma non lo possiamo dimostrare) che sia stato consigliato dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici questo grosso anticipo sulla data attesa per la paura di un nuovo lockdown o per norme restrittive che sconsiglino le scadenze elettorali. In caso di mancate elezioni il Consiglio attualmente insediato sarebbe stato prorogato al nuovo anno.</p>
<p>Confermiamo, dunque, la impressione che i tempi ristretti non consentiranno alcuna composizione di liste avversarie e che il fine non era volutamente proditorio. Sarebbe stato molto meglio, comunicare in tempo questo grande anticipo sulla normale scadenza e consentire così elezioni al di fuori di ogni sospetto, ma tant’è.</p>
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		<title>L’assenza del Consiglio Comunale rappresenta un vuoto di democrazia? Ultimo capitolo della nostra intervista multipla. La parola a Renata Piazza, dell’Associazione Ortigia Sostenibile</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2020/08/04/lassenza-del-consiglio-comunale-rappresenta-un-vuoto-di-democrazia-ultimo-capitolo-della-nostra-intervista-multipla-la-parola-a-renata-piazza-dellassociazione-ortigia-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aldo Castello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2020 14:59:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#160; Diamo per scontato che la mancanza di una rappresentanza popolare riconosciuta e l’assenza di un luogo istituzionale dove dibattere e decidere la gestione di una città rappresenti un indubbio limite, almeno in linea di principio. Ma guardiamo alla realtà, nello specifico, a cosa e perché è successo, e alle conseguenze. Ultimo capitolo della nostra &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Diamo per scontato che la mancanza di una rappresentanza popolare riconosciuta e l’assenza di un luogo istituzionale dove dibattere e decidere la gestione di una città rappresenti un indubbio limite, almeno in linea di principio. Ma guardiamo alla realtà, nello specifico, a cosa e perché è successo, e alle conseguenze.</p>
<p><em>Ultimo capitolo della nostra intervista multipla. La parola a </em><strong>Renata Piazza</strong>, <strong>dell’Associazione Ortigia Sostenibile.</strong></p>
<p>Queste le nostre domande:</p>
<p><strong>Senza Consiglio Comunale questa città, oggi, viene veramente penalizzata? E come, quanto, in cosa?</strong></p>
<p>S<strong>econdo alcuni potrebbe invece dimostrarsi (almeno in certe situazioni) un bene, un vantaggio, un risparmio economico. Una opportunità per svincolarsi da lacci e laccetti, inutili dibattiti, procedure e condizionamenti da partiti se non da  singoli consiglieri per velocizzare procedure e realizzare programmi. Lo ritiene possibile?</strong></p>
<p><strong>I consiglieri comunali sono vittime di una Legge sbagliata, di un complotto o di ignoranza? Dato che lo scioglimento è una eventualità prevista e regolamentata dalla Legge, perché non accettarlo come conseguenza naturale di una libera scelta invece di gridare allo scandalo e cercare scorciatoie, è corretto e  logico cercare di tornare indietro? Era, almeno questo, un C.C. da rimpiangere?</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Le reiterate richieste al sindaco di dimissioni, gli appellativi a lui rivolti (Podestà, Monarca, Un uomo solo al comando …) addirittura il ricorso legale avanzato da alcuni consiglieri rappresentano azioni obiettive ed opportune? Gli autori le avrebbero poste ugualmente se invece di questo sindaco ci sarebbe stato un loro rappresentante? Potrebbe sembrare un ulteriore colpo di coda di chi battuto dalle elezioni, dai ricorsi, dalle sentenze, non vuole arrendersi né accettare le ragioni di una sconfitta? Il sindaco Italia sta approfittando di questa opportunità o cercherà un reale e proficuo confronto con la Città? Meglio che si dimetta?</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Spesso il Consiglio Comunale, da più parti, è stato accusato di non lavorare, di essere costituito da incapaci o ignoranti, di sprecare soldi pubblici (le tristi vicende dei gettoni di presenza finite sulle cronache giudiziarie e dello spettacolo). Ora è diventato improvvisamente l’unico baluardo a difesa della democrazia? È così? Si può partecipare e contribuire alla gestione amministrativa e politica di una città anche senza Consiglio Comunale? In che modo? Le Leggi e lo Statuto Comunale consentono la possibilità della partecipazione dal basso, sarà sufficiente? Quale forma, tra quelle proposte in questi giorni, o da proporre, le appare più valida?</strong></p>
<p><strong> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-18432" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/consiglio-comunale-sr-300x157.jpg" alt="" width="300" height="157" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/consiglio-comunale-sr-300x157.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/consiglio-comunale-sr.jpg 669w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong></p>
<p> Questa la risposta di <strong>Renata Piazza, per Ortigia Sostenibile</strong></p>
<p>A nome della Presidenza Condivisa del Comitato Ortigia Sostenibile, rispondo brevemente alle domande inoltrateci dal Suo giornale.</p>
<p>Fermo restando che la nostra è per statuto un’associazione apartitica e che quindi non compete a noi prendere una posizione come collettivo a proposito di una querelle di parte come quella sul Consiglio Comunale, e ancor meno nei termini da voi posti, consideriamo che, in base alle leggi attuali e alla situazione che de facto si è creata dopo le dimissioni del Consiglio Comunale, per consentire una più democratica e inclusiva partecipazione alle decisioni, ma anche alle responsabilità amministrative della nostra città, sarebbe auspicabile un’attiva partecipazione a tali incombenze delle varie associazioni e categorie professionali presenti sul territorio. Crediamo che, approfittando delle molte opportunità di rigenerazione urbana, sociale ed economica che il post crisi Covid-19 ci offre, si dovrebbe dare più peso a dette entità locali e non, perché  si facciano promotrici e collaborino nell’ Implementazione di iniziative di innovazione sociale e sostenibilità, che aiutino l’attuale sindaco e la sua giunta a camminare in modo deciso verso un vero cambio di rotta che permetterebbe, a lungo termine, la rinascita della città.</p>
<p>Presidenza Condivisa</p>
<p><strong>Comitato Ortigia Sostenibile </strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>L’assenza del Consiglio Comunale rappresenta un vuoto di democrazia? Continua la nostra intervista multipla, oggi è la volta di Salvo Adorno, segretario provinciale del Partito Democratico</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2020/07/28/lassenza-del-consiglio-comunale-rappresenta-un-vuoto-di-democrazia-continua-la-nostra-intervista-multipla-oggi-e-la-volta-di-salvo-adorno-segretario-provinciale-del-partito-democratico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aldo Castello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2020 14:49:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Diamo per scontato che la mancanza di una rappresentanza popolare riconosciuta e l’assenza di un luogo istituzionale dove dibattere e decidere la gestione di una città rappresenti un indubbio limite, almeno in linea di principio. Ma guardiamo alla realtà, nello specifico, a cosa e perché è successo, e alle conseguenze. &#160; Senza Consiglio Comunale questa &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Diamo per scontato che la mancanza di una rappresentanza popolare riconosciuta e l’assenza di un luogo istituzionale dove dibattere e decidere la gestione di una città rappresenti un indubbio limite, almeno in linea di principio. Ma guardiamo alla realtà, nello specifico, a cosa e perché è successo, e alle conseguenze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Senza Consiglio Comunale questa città, oggi, viene veramente penalizzata? E come, quanto, in cosa?</strong></p>
<p>Non ho dubbi che la mancanza del Consiglio Comunale rappresenti un limite alla democrazia, perché viene meno la funzione del controllo. Il fatto è che nel caso specifico di Siracusa è stato il Consiglio Comunale a scegliere di autoeliminarsi con un voto di bocciatura al Bilancio. Lo ha fatto &#8211; se dobbiamo credere alle parole dei protagonisti &#8211; nella piena consapevolezza delle conseguenze del suo gesto politico, anche in presenza di una legge ambigua e paradossale. Quindi il Consiglio Comunale ha scelto autonomamente e con consapevolezza non solo di auto sciogliersi ma anche di rinunciare alla sua funzione di controllo.</p>
<p><strong>Secondo alcuni potrebbe invece dimostrarsi (almeno in certe situazioni) un bene, un vantaggio, un risparmio economico. Una opportunità per svincolarsi da lacci e laccetti, inutili dibattiti, procedure e condizionamenti da partiti se non da  singoli consiglieri per velocizzare procedure e realizzare programmi. Lo ritiene possibile?</strong></p>
<p>Se sarà meglio o peggio, lo diranno i fatti. Certamente la responsabilità della buona amministrazione oggi ricade tutta sul Sindaco, sulla giunta e sugli uffici. Dovranno moltiplicare la capacità di ascolto nei confronti della città che non sarà più mediata dal Consiglio. Dovranno assumersi l’onere gravoso di una comunicazione diretta con gli interessi legittimi e con le parti politiche. Io preferirei mille volte l’interlocuzione con un consiglio rissoso ma istituzionalmente riconosciuto alla mancanza della sua mediazione nei confronti della realtà. Ma ripeto è il consiglio che si è auto eliminato. Il sindaco si trova in una posizione di necessità non di scelta.</p>
<p><strong>Le reiterate richieste al sindaco di dimissioni, gli appellativi a lui rivolti (Podestà, Monarca, Un uomo solo al comando …) addirittura il ricorso legale avanzato da alcuni consiglieri rappresentano azioni obiettive ed opportune? Gli autori le avrebbero poste ugualmente se invece di questo sindaco ci sarebbe stato un loro rappresentante? Potrebbe sembrare un ulteriore colpo di coda di chi battuto dalle elezioni, dai ricorsi, dalle sentenze, non vuole arrendersi né accettare le ragioni di una sconfitta? Il sindaco Italia sta approfittando di questa opportunità o cercherà un reale e proficuo confronto con la Città? Meglio che si dimetta?</strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-18432" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/consiglio-comunale-sr-300x157.jpg" alt="" width="300" height="157" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/consiglio-comunale-sr-300x157.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/consiglio-comunale-sr.jpg 669w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Guardo con molto distacco alle narrazioni politiche che si costruiscono in città. Solo qualche anno addietro Garozzo veniva descritto come il capo malfamato del Sistema Siracusa, poi si scoprì che il vero Sistema Siracusa era quello che attaccava Garozzo, il quale sua volta aveva resistito a garanzia della legalità. Un paradosso della comunicazione che ha inquinato drammaticamente la vita politica cittadina. Oggi abbiamo il sindaco “Monarca”, ma chi gli ha dato lo scettro assoluto sono proprio gli stessi consiglieri che lo accusano. Il Sindaco deve solo fare uno sforzo sincero di condivisione dei programmi e delle scelte e smontare così la narrazione che l’opposizione gli vuole cucire addosso. Se posso dargli un consiglio deve eliminare ogni traccia di autoreferenzialità, per togliere ogni alibi agli avversari. Per il resto procedere svelto e determinato nel programma di governo. La città ha bisogno di riforme a partire dalla rigenerazione della macchina amministrativa, per passare ai temi della mobilità, della sostenibilità ambientale e del welfare.  Su questo l’amministrazione si deve confrontare e poi deve decidere.</p>
<p><strong> </strong><strong>Spesso il Consiglio Comunale, da più parti, è stato accusato di non lavorare, di essere costituito da incapaci o ignoranti, di sprecare soldi pubblici (le tristi vicende dei gettoni di presenza finite sulle cronache giudiziarie e dello spettacolo). Ora è diventato improvvisamente l’unico baluardo a difesa della democrazia? È così? Si può partecipare e contribuire alla gestione amministrativa e politica di una città anche senza Consiglio Comunale? In che modo? Le Leggi e lo Statuto Comunale consentono la possibilità della partecipazione dal basso, sarà sufficiente? Quale forma, tra quelle proposte in questi giorni, o da proporre, le appare più valida?</strong></p>
<p>Lo statuto comunale prevede molte forme di democrazia partecipativa, che andrebbero tutte attivate. Per il resto i partiti e i movimenti che erano presenti in giunta devono dimostrare di essere in grado di assumersi fino in fondo il ruolo di rappresentanza degli interessi diffusi della città. Paradossalmente questa situazione può rigenerare il ruolo politico dei partiti come elaboratori di idee e come strumento di partecipazione. Per quanto mi riguarda, il Partito Democratico accetta questa sfida e si muove in questa direzione.</p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’assenza del Consiglio Comunale rappresenta un vuoto di democrazia? Risponde Agata Messina, portavoce del Movimento OLTRE</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2020/07/25/lassenza-del-consiglio-comunale-rappresenta-un-vuoto-di-democrazia-risponde-agata-messina-portavoce-del-movimento-oltre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aldo Castello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2020 14:51:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Diamo per scontato che la mancanza di una rappresentanza popolare riconosciuta e l’assenza di un luogo istituzionale dove dibattere e decidere la gestione di una città rappresenti un indubbio limite, almeno in linea di principio. Ma guardiamo alla realtà, nello specifico, a cosa e perché è successo, e alle conseguenze. Senza Consiglio Comunale questa città, &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Diamo per scontato che la mancanza di una rappresentanza popolare riconosciuta e l’assenza di un luogo istituzionale dove dibattere e decidere la gestione di una città rappresenti un indubbio limite, almeno in linea di principio. Ma guardiamo alla realtà, nello specifico, a cosa e perché è successo, e alle conseguenze.</p>
<p><strong>Senza Consiglio Comunale questa città, oggi, viene veramente penalizzata? E come, quanto, in cosa?</strong></p>
<p>Certamente la mancanza del Consiglio Comunale priva la dialettica all’interno dell’amministrazione pubblica, pur tenendo conto dell’esistenza del commissario ad acta che sostituisce il contraddittorio che avrebbe dovuto svolgere il dimissionario consiglio comunale</p>
<p><strong>Secondo alcuni potrebbe invece dimostrarsi (almeno in certe situazioni) un bene, un vantaggio, un risparmio economico. Una opportunità per svincolarsi da lacci e laccetti, inutili dibattiti, procedure e condizionamenti da partiti se non da  singoli consiglieri per velocizzare procedure e realizzare programmi. Lo ritiene possibile?</strong></p>
<p>Riteniamo che il Sindaco stia attuando la legge nel miglior modo possibile; il nostro movimento nel ribadire il pieno sostegno a Franceso Italia, valuta come straordinaria opportunità per la città i tre anni di governo che verranno; anni nei quali si potrà delineare il volto di una Città, innovativa e colta.</p>
<p><strong>I consiglieri comunali sono vittime di una Legge sbagliata, di un complotto o di ignoranza? Dato che lo scioglimento è una eventualità prevista e regolamentata dalla Legge, perché non accettarlo come conseguenza naturale di una libera scelta invece di gridare allo scandalo e cercare scorciatoie, è corretto e  logico cercare di tornare indietro? Era, almeno questo, un C.C. da rimpiangere?</strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-18432" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/consiglio-comunale-sr-300x157.jpg" alt="" width="300" height="157" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/consiglio-comunale-sr-300x157.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/consiglio-comunale-sr.jpg 669w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La legge in questione sicuramente andrebbe rivista ma i consiglieri erano consapevoli delle conseguenze che la loro votazione avrebbe provocato, bocciando tra l’altro il bilancio consuntivo (e non preventivo) che non aveva nulla a che vedere con l’attuale amministrazione.</p>
<p><strong>Le reiterate richieste al sindaco di dimissioni, gli appellativi a lui rivolti (Podestà, Monarca, Un uomo solo al comando …) addirittura il ricorso legale avanzato da alcuni consiglieri rappresentano azioni obiettive ed opportune? Gli autori le avrebbero poste ugualmente se invece di questo sindaco ci sarebbe stato un loro rappresentante? Potrebbe sembrare un ulteriore colpo di coda di chi battuto dalle elezioni, dai ricorsi, dalle sentenze, non vuole arrendersi né accettare le ragioni di una sconfitta? Il sindaco Italia sta approfittando di questa opportunità o cercherà un reale e proficuo confronto con la Città? Meglio che si dimetta?</strong></p>
<p>Non riteniamo che Franceso Italia si stia comportando da Podestà; non è solo al comando ma la giunta è composta da validi assessori che adesso finalmente dopo la fine dei ricorsi, potrà lavorare con serenità e proficuità. Nonostante ciò il nostro movimento per primo è stato promotore di una iniziativa politica che faccia dialogare l’amministrazione con la Città per raccogliere idee, progetti e perché no riflettere su critiche e scelte sbagliate, chiedendo al Sindaco di istituire un Forum cittadino con il coinvolgimento di forze politiche, civiche, sociali, associazionistiche proponendo quale sede di incontro l’Urban Center per aprire un dialogo politico programmatico e mettere da parte sterili critiche.</p>
<p><strong>Spesso il Consiglio Comunale, da più parti, è stato accusato di non lavorare, di essere costituito da incapaci o ignoranti, di sprecare soldi pubblici (le tristi vicende dei gettoni di presenza finite sulle cronache giudiziarie e dello spettacolo). Ora è diventato improvvisamente l’unico baluardo a difesa della democrazia? È così? Si può partecipare e contribuire alla gestione amministrativa e politica di una città anche senza Consiglio Comunale? In che modo? Le Leggi e lo Statuto Comunale consentono la possibilità della partecipazione dal basso, sarà sufficiente? Quale forma, tra quelle proposte in questi giorni, o da proporre, le appare più valida?</strong></p>
<p>Non ci permettiamo di etichettare come incapaci o ignoranti i consiglieri dimissionari, questo saranno gli elettori a deciderlo. Ovvio che il Forum che proponiamo  dovrà servire ad avanzare progetti e proposte, non a fornire un nuovo pulpito per attacchi pieni di pregiudizio e a volte fondati su pure invenzioni</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’assenza del Consiglio Comunale rappresenta un vuoto di democrazia?  Per la nostra intervista multipla oggi è la volta di Roberto Fai, Collegio Siciliano di Filosofia</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2020/07/23/lassenza-del-consiglio-comunale-rappresenta-un-vuoto-di-democrazia-per-la-nostra-intervista-multipla-oggi-e-la-volta-di-roberto-fai-collegio-siciliano-di-filosofia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aldo Castello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2020 07:41:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura generale]]></category>
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		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Senza Consiglio Comunale questa città, oggi, viene veramente penalizzata? E come, quanto, in cosa? È evidente a tutti che i sistemi democratici si reggono su “contrappesi” istituzionali che non solo garantiscono la dialettica tra le diverse “parti” politiche, ma in tal modo assicurano quella trasparenza informativa sulle diverse proposte che amministratori e partiti intendono dare &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Senza Consiglio Comunale questa città, oggi, viene veramente penalizzata? E come, quanto, in cosa? </strong></p>
<p>È evidente a tutti che i sistemi democratici si reggono su “contrappesi” istituzionali che non solo garantiscono la dialettica tra le diverse “parti” politiche, ma in tal modo assicurano quella trasparenza informativa sulle diverse proposte che amministratori e partiti intendono dare alla soluzione dei problemi dei territori, consentendo peraltro il formarsi consapevole dell’opinione pubblica. Da qui, è evidente riconoscere che lo scioglimento o il venir meno del Consiglio comunale – di là dalle cause, atti e norme che lo hanno determinato – apre un problema sia amministrativo che politico. Senza dubbio non di “illegittimità” degli Organi di governo che permangono, altrimenti se ne dovrebbe dedurre che le norme regionali che lo hanno consentito sarebbero <em>contra legem</em>: certamente possono essere “viziate” o sconclusionate, ma non illegittime.</p>
<p><strong>Secondo alcuni potrebbe invece dimostrarsi (almeno in certe situazioni) un bene, un vantaggio, un risparmio economico. Una opportunità per svincolarsi da lacci e laccetti, inutili dibattiti, procedure e condizionamenti da partiti se non da  singoli consiglieri per velocizzare procedure e realizzare programmi. Lo ritiene possibile? </strong></p>
<p>Ritenere che il venir meno di un presidio di democrazia e pluralismo politico – come il Consiglio comunale – possa rappresentare un “risparmio economico” o una liberazione da “lacci e lacciuoli”, risponde, purtroppo, a una tendenza che le culture populiste hanno alimentato in questi decenni. Ciò è solo un esempio del prevalere di “ideologie della crisi”.</p>
<p><strong><img decoding="async" class="size-medium wp-image-18432 aligncenter" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/consiglio-comunale-sr-300x157.jpg" alt="" width="300" height="157" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/consiglio-comunale-sr-300x157.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/consiglio-comunale-sr.jpg 669w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong></p>
<p><strong>I consiglieri comunali sono vittime di una Legge sbagliata, di un complotto o di ignoranza? Dato che lo scioglimento è una eventualità prevista e regolamentata dalla Legge, perché non accettarlo come conseguenza naturale di una libera scelta invece di gridare allo scandalo e cercare scorciatoie, è corretto e  logico cercare di tornare indietro? Era, almeno questo, un C.C. da rimpiangere?</strong></p>
<p>Nessun complotto, trattandosi di una norma regionale preesistente. Di certo si è affermata una profonda ignoranza all’interno della maggioranza dei consiglieri, dal momento che lo scioglimento del C. C. è stato l’esito conseguente di una norma regionale, a seguito della “decisione” presa nel voto sull’approvazione o meno del Bilancio consuntivo del 2018. Il ricorso di una parte dei consiglieri comunali contro gli effetti dello scioglimento dell’Organo è ascrivibile al prevalere di quella sorta di “via giudiziaria” che è la faccia speculare di una condizione di profonda crisi della “politica” che viviamo a Siracusa, e altrove, da parecchio tempo. Non mi pare che dal luglio 2018 il Consiglio comunale – sia nelle componenti di opposizione alla Giunta che di maggioranza (tranne rare eccezione) – sia stato capace di esprimere nel rapporto con l’opinione pubblica una “sfida” politico-amministrativa significativa e tale da rappresentare un riferimento strategico alto.</p>
<p><strong>Le reiterate richieste al sindaco di dimissioni, gli appellativi a lui rivolti (Podestà, Monarca, Un uomo solo al comando …) addirittura il ricorso legale avanzato da alcuni consiglieri rappresentano azioni obiettive ed opportune? Gli autori le avrebbero poste ugualmente se invece di questo sindaco ci sarebbe stato un loro rappresentante? Potrebbe sembrare un ulteriore colpo di coda di chi battuto dalle elezioni, dai ricorsi, dalle sentenze, non vuole arrendersi né accettare le ragioni di una sconfitta? Il sindaco Italia sta approfittando di questa opportunità o cercherà un reale e proficuo confronto con la Città? Meglio che si dimetta?</strong></p>
<p>Il ricorso a categorie fuori luogo, o ascrivibili ad altri contesti storico-politici – Podestà, Monarca, “uomo solo al comando”, ecc. – rivolte al Sindaco, fanno parte del campionario di un declino del “linguaggio” politico e sono segno di una profonda povertà culturale e “narrativa”, anch’essa ascrivibile al clima improduttivo dell’attuale fase politica che stiamo vivendo. Ripeto, il Sindaco non s’è trovato di fronte a una condizione di “illegalità” o illegittimità del suo ruolo. Semmai, grazie al venir meno di un C.C. in cui era quasi sempre in minoranza, s’è trovato di fronte a una condizione “amministrativa” che gli consente una maggiore accelerazione decisionale – dovendo sottoporre le delibere principali al Commissario regionale. Ma al tempo stesso, di fronte ad un&#8217;inedita condizione “istituzionale” che richiederebbe, da parte sua (e della Giunta), la capacità “politica” di saper costruire con l’opinione pubblica – corpi sociali, forze intermedie, organi professionali, ecc. – una dialettica produttiva, al fine di arricchire il tema di un “governo democratico”, specialmente a partire da questa fase segnata dal Covid e dalle opportunità che il “post-Covid” potrà determinare per una strategia di progetti di modernizzazione civile e sociale della città, sulla base di risorse finanziarie che dall’U.E. e dai Governi naz. e reg. arriveranno. Questo è il vero tema della politica a partire da questi mesi.</p>
<p><strong> </strong><strong>Spesso il Consiglio Comunale, da più parti, è stato accusato di non lavorare, di essere costituito da incapaci o ignoranti, di sprecare soldi pubblici (le tristi vicende dei gettoni di presenza finite sulle cronache giudiziarie e dello spettacolo). Ora è diventato improvvisamente l’unico baluardo a difesa della democrazia? È così? Si può partecipare e contribuire alla gestione amministrativa e politica di una città anche senza Consiglio Comunale? In che modo? Le Leggi e lo Statuto Comunale consentono la possibilità della partecipazione dal basso, sarà sufficiente? Quale forma, tra quelle proposte in questi giorni, o da proporre, le appare più valida?</strong></p>
<p>Siamo tutti – Sindaco, partiti, forze sociali e culturali, ecc. – di fronte a una fase inedita non solo per il venir meno del Consiglio comunale, bensì per le conseguenze dell’azione e della fase catastrofica aperta dal Virus. Spero lo si capisca. O cogliamo tutti la necessità di un radicale “passaggio di fase” – d’altra parte, non è proprio questo il significato letterale della parola “catastrofe”? –, che richiede di elevare il livello della “sfida” politica (aperta, libera, competente, progettuale, ecc., vivificandola a stretto contatto con l’opinione pubblica, o altrimenti i segni di un “declino” di Siracusa e della nostra provincia rischiano di essere alle porte. Per queste ragioni ho auspicato l’avvio di una larga fase “Costituente” che rimetta al centro la politica come ambito decisivo di governo produttivo della città, del suo territorio, del suo “distretto” provinciale.        L’urgenza non scaturisce semplicemente dal quadro di impoverimento democratico e di plurale coinvolgimento, determinato dal “vuoto” del Consiglio comunale, bensì da ragioni più profonde che scandiscono da tempo la stessa crisi della “dimensione democratica” di città e Istituzioni, sino a quel senso di frustrazione che pervade oramai un’opinione pubblica che, nel corso di questo decennio, è stata catturata dal principio «uno vale uno», dietro l’illusione ideologica di una democrazia immediata e “diretta”. Certo, inevitabile effetto di una reazione ostile dettata dalle pessime prove offerte dal “Palazzo” in questi ultimi decenni. Ma è poi vero che la “forma rappresentativa” della democrazia trova un ulteriore punto di precipitazione anche nella crisi di “legittimazione” dei partiti politici e nella fine di una seria selezione del ceto dirigente, a seguito di quelle dinamiche globali che hanno inevitabilmente indebolito la “sovranità” nazionale a discapito di un dominio finanziario “oltre lo Stato”. Forse, oggi si può capire che per l’Italia «l’Europa politica è il nostro destino». Che lo scarto, lo iato, tra Istituzioni e “popolo”,  Élite e cittadini – magari vi fossero davvero delle autorevoli Élite? – possa essere risollevato attraverso ireniche ipotesi di una “democrazia del sorteggio”, sì da impegnare categorie e fasce sociali casualmente e di volta in volta scelte a sorte nelle “deliberazioni” delle questioni prioritarie di una comunità, oltre ad apparire solo un patetico vagheggiamento di un’inesistente “polis” degli antichi – come se nel frattempo non ci fosse stato, nel primo ‘900, Max Weber a dirci che il plesso “sapere/potere” avrebbe segnato il “destino” dell’epoca –, sembrano non cogliere l’intreccio di complessità che, in special modo negli ultimi decenni, è venuto scandendo funzioni e attività di governo e i fili di una intricato intreccio tra specialismi “tecnici” e ambiti delle “decisioni” politico-istituzionali. Ecco che l’unica via percorribile diviene così l’apertura, libera ed aperta di una “Costituente democratica” che rimetta in gioco e in relazione il corpo sociale della città. C’è da augurarsi che il PD riesca a rinvigorire la sua azione dopo quasi un decennio di strutturale debolezza ed esasperate divisioni, ma l’auspicio è che tutte le “parti” politiche sappiano lanciare una “sfida reciproca” per il bene di Siracusa.                                         </p>
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		<title>L’assenza del Consiglio Comunale rappresenta un vuoto di democrazia? A rispondere oggi alla nostra intervista multipla è la giornalista Laura Valvo</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2020/07/22/lassenza-del-consiglio-comunale-rappresenta-un-vuoto-di-democrazia-a-rispondere-oggi-alla-nostra-intervista-multipla-e-la-giornalista-laura-valvo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aldo Castello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2020 06:57:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio comunale di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[News Siracusa]]></category>
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					<description><![CDATA[Diamo per scontato che la mancanza di una rappresentanza popolare riconosciuta e l’assenza di un luogo istituzionale dove dibattere e decidere la gestione di una città rappresenti un indubbio limite, almeno in linea di principio. Ma guardiamo alla realtà, nello specifico, a cosa e perché è successo, e alle conseguenze. Senza Consiglio Comunale questa città, &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Diamo per scontato che la mancanza di una rappresentanza popolare riconosciuta e l’assenza di un luogo istituzionale dove dibattere e decidere la gestione di una città rappresenti un indubbio limite, almeno in linea di principio. Ma guardiamo alla realtà, nello specifico, a cosa e perché è successo, e alle conseguenze.</p>
<p><strong>Senza Consiglio Comunale questa città, oggi, viene veramente penalizzata? E come, quanto, in cosa? </strong></p>
<p>Questo lo capì anche re Pelasgo che ne “Le supplici” di Eschilo ice alle Danaidi che non comanda lui ma la città, la sola che deve decidere se accoglierle. Il Consiglio comunale rappresenta la città, la Giunta la sua maggioranza. Peraltro il Consiglio è titolato ad adottare delibere che non spettano né alla Giunta né al sindaco: sono quelle delibere che hanno un maggior peso sulla città. Il Consiglio decaduto non ha dato bella prova di sé, dal momento che è stato esautorato per non aver soddisfatto uno dei suoi adempimenti primari, il varo del Bilancio. Perciò il primo organo ad avere penalizzato duramente la città è stato proprio il Consiglio. Riaverne uno litigioso e improduttivo sarebbe peggio che non averlo</p>
<p><strong>Secondo alcuni potrebbe invece dimostrarsi (almeno in certe situazioni) un bene, un vantaggio, un risparmio economico. Una opportunità per svincolarsi da lacci e laccetti, inutili dibattiti, procedure e condizionamenti da partiti se non da  singoli consiglieri per velocizzare procedure e realizzare programmi. Lo ritiene possibile? </strong></p>
<p>Ben vengano i dibattiti, che però non siano dibattimenti e interminabili piazzate. Se lo scopo è la deregulation, si può allora pensare di fare a meno della Giunta se non del sindaco, ma ritengo che il problema non sia chi buttare dalla montagna ma come rendere efficaci Consiglio, Giunta e sindaco<img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-18432" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/consiglio-comunale-sr-300x157.jpg" alt="" width="300" height="157" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/consiglio-comunale-sr-300x157.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/consiglio-comunale-sr.jpg 669w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong> </strong><strong>I consiglieri comunali sono vittime di una Legge sbagliata, di un complotto o di ignoranza? Dato che lo scioglimento è una eventualità prevista e regolamentata dalla Legge, perché non accettarlo come conseguenza naturale di una libera scelta invece di gridare allo scandalo e cercare scorciatoie, è corretto e  logico cercare di tornare indietro? Era, almeno questo, un C.C. da rimpiangere?</strong></p>
<p>Lo scioglimento è stato un atto d’imperio e non una libera scelta.Ogni commissariamento è un colpo inferto al sistema democratico fondato sulla libera scelta. I consiglieri sono stati mandati a casa per incapacità, sicché i siracusani dovranno tenere conto di questo quando voteranno. Ma accettare ciò come conseguenza naturale mi sembra innaturale: ripeto, un Consiglio deve esserci e tale che svolga al meglio le sue funzioni</p>
<p><strong>Le reiterate richieste al sindaco di dimissioni, gli appellativi a lui rivolti (Podestà, Monarca, Un uomo solo al comando …) addirittura il ricorso legale avanzato da alcuni consiglieri rappresentano azioni obiettive ed opportune? Gli autori le avrebbero poste ugualmente se invece di questo sindaco ci sarebbe stato un loro rappresentante? Potrebbe sembrare un ulteriore colpo di coda di chi battuto dalle elezioni, dai ricorsi, dalle sentenze, non vuole arrendersi né accettare le ragioni di una sconfitta? Il sindaco Italia sta approfittando di questa opportunità o cercherà un reale e proficuo confronto con la Città? Meglio che si dimetta?</strong></p>
<p>Azioni più opportunistiche che opportune, come l’idea di istituire un Consiglio-ombra,    buona per tener desta la questione, non certo per risolverla. E’ vero che un sindaco da solo al   timone non deve dividere il comando con nessuno se non con i suoi uomini di Giunta, ma  non sono certa che sia un vantaggio, perché di ogni errore non può accusare nessun altro che  se stesso.</p>
<p>Gli autori” dobbiamo immaginarli come persone responsabili. Non credo a un pregiudizio nei confronti di Italia cavalcato sul risentimento personale. E’ giusto e sacrosanto che un politico non si arrenda mai e che provi in tutti i modi di arrivare al potere e scalzare chi lo     detiene: non per sé ma per quanti lo hanno votato. E’ la democrazia che richiede questi  “colpi di coda. Se si dimette chiama un altro commissario, quindi un’altra disdetta sulla città. Se non si dimette appare come un nuovo Dionigi. Mi aspetto che interloquisca con il  Consiglio ombra in programma: sarà un modo per parlare con la città, anche se attraverso un simulacro.</p>
<p><strong> </strong><strong>Spesso il Consiglio Comunale, da più parti, è stato accusato di non lavorare, di essere costituito da incapaci o ignoranti, di sprecare soldi pubblici (le tristi vicende dei gettoni di presenza finite sulle cronache giudiziarie e dello spettacolo). Ora è diventato improvvisamente l’unico baluardo a difesa della democrazia? È così? Si può partecipare e contribuire alla gestione amministrativa e politica di una città anche senza Consiglio Comunale? In che modo? Le Leggi e lo Statuto Comunale consentono la possibilità della partecipazione dal basso, sarà sufficiente? Quale forma, tra quelle proposte in questi giorni, o da proporre, le appare più valida?</strong></p>
<p>Il Consiglio è un baluardo per istituzione. Sono i consiglieri a non fare da paladini. Se si  sono resi colpevoli di un inadempimento, mi aspetto che non si ricandidino e soprattutto che i siracusani si sentano i veri responsabili della classe rappresentativa che hanno insediato a Palazzo Vermexio.</p>
<p>Distinguerei una gestione dall’altra. Quella politica la svolge ogni cittadino che parli con un altro della città. La piazza non delibera, ma emette una voce che gli amministratori devono saper ascoltare soprattutto in mancanza dei rappresentanti consiliari. In questa fase è la   piazza a fare le veci del Consiglio, che in sostanza si tiene permanente in piazza. L’auspicio è che si torni presto all’ordinarietà. La partecipazione dal basso non è alternativa ma       complementare e dovrebbe aversi al di là delle crisi. Ma oggi assistiamo a una situazione  nella quale i partiti non riescono a farsi sentire fuori dall’aula consiliare. Zittiti i consiglieri,  sono rimasti zitti anche i partiti. Temo che la crisi sia più profonda di quella che appare.</p>
<p>Sentire cosa ne pensano i siracusani sarebbe un modo di tastare il polso alla città. Un referendum consultivo promosso dalle parti sociali, sindacati e imprenditori, per un   “Progetto Siracusa” darebbe risposte concrete in vista di proposte altrettanto concrete.</p>
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