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	<title>disaster manager &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>“Protezione Civile depotenziata, vecchi i piani di emergenza”</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2016/12/07/protezione-civile-depotenziata-vecchi-i-piani-di-emergenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aldo Castello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2016 15:10:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Protezione civile]]></category>
		<category><![CDATA[terremoti]]></category>
		<category><![CDATA[sisma]]></category>
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		<category><![CDATA[sicurezza territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[Il disaster manager Roberto Tarantello: &#8220;Il Comune di Siracusa da un po&#8217; di tempo &#232; distratto. L&#8217;ultimo strumento &#232; stato elaborato nel 2011 ma va sempre rivisto e riapprovato dal Consiglio perch&#233; la citt&#224; cambia&#8221; &#160; La Civetta di Minerva, 25 novembre 2016 Terremoti, eventi calamitosi, disastri ambientali, emergenza sociale. Argomento pi&#249; che mai attuale &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Il disaster manager Roberto Tarantello: &ldquo;Il Comune di Siracusa da un po&rsquo; di tempo &egrave; distratto. L&rsquo;ultimo strumento &egrave; stato elaborato nel 2011 ma va sempre rivisto e riapprovato dal Consiglio perch&eacute; la citt&agrave; cambia&rdquo;</span></em></strong> </p>
<p>  <span id="more-8437"></span>  </p>
<p style="margin: 0px;"><em>&nbsp;</em></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La Civetta di Minerva, 25 novembre 2016</span></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Terremoti, eventi calamitosi, disastri ambientali, emergenza sociale. Argomento pi&ugrave; che mai attuale non abbastanza dibattuto e affrontato se non a ridosso del fenomeno per poi passare nel dimenticatoio. Eppure la previsione, la prevenzione, l&rsquo;informazione e la pianificazione di un efficace sistema di intervento e di soccorso dovrebbero essere al primo posto nell&rsquo;agenda degli Enti preposti alla sicurezza del territorio e dei suoi cittadini. Qual &egrave; la situazione della macchina organizzativa nella nostra citt&agrave;? Ne abbiamo parlato con Roberto Tarantello, Disaster Manager ex Responsabile del Servizio di Protezione Civile del Comune di Siracusa, adesso impegnato come volontario<em>.</em></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Come funziona la Protezione Civile a Siracusa?</span></strong></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Come in tanti comuni d&rsquo;Italia. In questi ultimi anni le amministrazioni comunali, compreso il Comune di Siracusa, hanno perso la memoria e considerano gli uffici di protezione civile come una struttura a cui ricorrere solo in presenza di reali emergenze, non considerando che la funzione primaria &egrave; la previsione e la prevenzione. Di fatto la struttura comunale &egrave; stata depotenziata al punto da non consentire all&rsquo;ufficio di aggiornare i piani di emergenza che invece devono essere dinamici e aggiornati costantemente. Attualmente gli uffici di protezione civile, in quasi tutti i comuni, sono relegati a ruoli marginali, quasi isolati, mentre dovrebbero essere al di sopra di tutti gli altri settori, dovrebbero essere al centro dell&rsquo;attenzione di tutta l&rsquo;amministrazione perch&eacute; una Amministrazione seria e responsabile dovrebbe avere a cuore, come obiettivo primario, la sicurezza dei propri cittadini.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Cosa sono i Piani di Emergenza Comunale e il Piano di Protezione Civile?</span></strong></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">I piani di emergenza comunali servono in particolare per affrontare le singole emergenze che dovessero verificarsi nel territorio. Riguardano soprattutto la capacit&agrave; di reagire seguendo le procedure (i protocolli) individuate nei modelli di intervento predisposti per ogni singola emergenza. Il Piano di Protezione civile, in sintesi<span style="text-decoration: underline;">,</span> comprende le pianificazioni per ogni singola emergenza partendo dall&rsquo;analisi del territorio, dei rischi che vi sono presenti, delle risorse di cui si pu&ograve; disporre, per poi individuare i &ldquo;Modelli di Intervento&rdquo; che rappresentano le procedure di soccorso da seguire per ogni singolo intervento. </span><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Con il Piano di Emergenza il comune di Siracusa ha individuato, sulla base delle caratteristiche e dei rischi presenti nel territorio comunale, una serie di situazioni verificatesi nel tempo quali: i rischi <span style="margin: 0px;">idrogeologico, sismico, chimico industriale, esondazione diga, incendio della vegetazione autoctona. </span></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Il Piano, sulla base </span><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">delle necessit&agrave;, specifica e contiene: gli organi e le strutture comunali di Protezione Civile;</span></p>
<p style="margin: 0px; line-height: normal; text-indent: 0cm; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">le aree di emergenza, quali aree di attesa, aree di ricovero della popolazione, le aree per l&rsquo;assembramento dei soccorritori e delle risorse e la viabilit&agrave; primaria;</span></p>
<p style="margin: 0px; line-height: normal; text-indent: 0cm; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">la predisposizione aggiornata della cartografia, delle mappe con la delimitazione del territorio, dell&rsquo;uso del suolo e varie carte tecniche indicanti l&rsquo;armatura territoriale comunale, la rete viaria, l&rsquo;indicazione dei percorsi alternativi e dei manufatti presenti, nonch&eacute; la individuazione degli edifici tattici, strategici e sensibili, e le aree critiche;</span></p>
<p style="margin: 0px; line-height: normal; text-indent: 0cm; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">le modalit&agrave; di allertamento e di attivazione del personale e degli organi comunali preposti alle attivit&agrave; di Protezione Civile, con particolare riferimento alle responsabilit&agrave; dei dirigenti preposti;</span></p>
<p style="margin: 0px; line-height: normal; text-indent: 0cm; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">le modalit&agrave; di condivisione e pubblicizzazione alla cittadinanza, e l&rsquo;informazione sui modi comportamentali distinti per tipo di emergenza (in mancanza di questo i Piani possono considerarsi inefficaci, nulli).</span></p>
<p style="margin: 0px; text-indent: 0cm; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">L&rsquo;efficacia del Piano &egrave; subordinata alla pronta operativit&agrave; di coloro ai quali sono assegnati precisi compiti e chiare responsabilit&agrave;, sia del personale comunale tutto, per cui &egrave; stato predisposto un piano di mobilitazione, sia del mondo del volontariato. Importantissimo il ruolo del Volontariato, componente operativa del sistema nazionale, molto presente nel nostro territorio, che va valorizzato sicuramente e che va coinvolto in tutte le fasi della pianificazione (previsione, prevenzione, soccorso e ritorno alla normalit&agrave;). </span></p>
<p style="margin: 0px; text-indent: 0cm; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Come<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>viene redatto un Piano di protezione civile?</span></strong></p>
<p style="margin: 0px; line-height: normal; text-indent: 0cm; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Una buona pianificazione una &eacute;quipe in grado di fare previsione, prevenzione, che sappia come affrontare le emergenze mettendo al sicuro la vita delle persone ed anche i beni e che conduca nel pi&ugrave; breve tempo possibile al ritorno alla normalit&agrave;.</span></p>
<p style="margin: 0px; line-height: normal; text-indent: 0cm; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Il Piano redatto secondo il &ldquo;metodo Augustus&rdquo;, chiamato cos&igrave; in memoria di Augusto, deve avere le caratteristiche di semplicit&agrave; e flessibilit&agrave;, cio&egrave; deve avere la possibilit&agrave; di adattarsi alla evoluzione della emergenza, perch&eacute; queste non sono mai uguali fra loro.</span></p>
<p style="background: white none repeat scroll 0% 0%; margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; letter-spacing: -0.25pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Nella prima fase della pianificazione di protezione civile prevede la conoscenza di alcune informazioni fondamentali: tempo di ricorrenza di un evento; conformazione geologica; tessuto produttivo, tessuto urbano, tessuto suburbano; la formazione geologica e l&rsquo;archeologia particolare del nostro territorio per la presenza di percorsi sotterranei, catacombe,<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>ipogei, antiche cisterne; la presenza nel territorio limitrofo di industrie, di depositi di gas, ed altro ancora. Successivamente si passa alla fase delle analisi per la valutazione della pericolosit&agrave; e della vulnerabilit&agrave; del territorio, degli edifici pubblici e privati, in particolare degli istituti scolastici e delle chiese, della rete viaria, dei corsi d&rsquo;acqua, delle coste marine.</span></p>
<p style="background: white none repeat scroll 0% 0%; margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; letter-spacing: -0.25pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Sulla base di queste conoscenze si delineano gli scenari che indicano le criticit&agrave;, cio&egrave; gli scenari di quello che potrebbe accadere,<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>per le quali occorre predisporre una serie di attivit&agrave; quali la realizzazione di una rete di monitoraggio, la pulizia degli alvei dei fiumi, dei cigli stradali, delle caditoie e dei canali di raccolta delle acque meteoriche stradali ed agricole, l&rsquo;adeguamento sismico delle strutture e delle infrastrutture ed altro ancora. Poi al verificarsi di un evento occorre reagire con il &ldquo;Modello di Intervento&rdquo;.</span></p>
<p style="background: white none repeat scroll 0% 0%; margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; letter-spacing: -0.25pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Cos&rsquo;&egrave;?</span></strong></p>
<p style="background: white none repeat scroll 0% 0%; margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; letter-spacing: -0.25pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Il modello di intervento contiene una serie di protocolli definiti in fase di pianificazione e condivisi con tutti gli operatori del settore e con la cittadinanza. Esso risponde a quattro domande particolari: chi fa, dove, cosa fa e con chi.<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>In pratica si tratta di reagire con sicurezza, tempestivit&agrave; e con una buona dose di resilienza all&rsquo;evento calamitoso che &egrave; occorso dando subito assistenza alla popolazione secondo le procedure individuate nella fase di pianificazione.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-indent: 0cm; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">I cittadini sono informati, preparati?</span></strong></p>
<p style="margin: 0px; line-height: normal; text-indent: 0cm; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Negli anni scorsi &egrave; stato pubblicato un depliant nel quale era stato riportato una sintesi del piano con le informazioni necessarie per indicare alla popolazione i comportamenti da tenere per i principali rischi, inviato per posta a casa di tutte le famiglie residenti in Siracusa, inoltre &egrave; stato pubblicato sul sito internet del Comune. Ripeto, &egrave; fondamentale che al Piano sia data la massima diffusione sia attraverso i sistemi di informazione tradizionale, sia attraverso i sistemi informatici. Nella diffusione una particolare attenzione deve essere rivolta al personale comunale che ne dovr&agrave; prendere ufficialmente atto, alle scuole di ogni ordine e grado, agli ordini professionali che comunque possono dare il loro contributo fin dalla fase dell&rsquo;analisi dei rischi presenti nel territorio, alle associazioni di categoria, con particolare attenzione alle associazioni sociali che si occupano di soggetti svantaggiati. Copia dei piani di emergenza deve essere inviata a tutti quegli Enti ed Organismi, Forze dell&rsquo;Ordine, ed a quanti saranno chiamati a fornire concorso di personale, mezzi e materiali per gli interventi operativi in caso di calamit&agrave;. </span></p>
<p style="margin: 0px; line-height: normal; text-indent: 0cm; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">La diffusione dei piani non pu&ograve; prescindere dalle esercitazioni periodiche da effettuare con gli operatori ma anche con la popolazione. Le esercitazioni oltre a verificare l&rsquo;efficienza degli operatori servono anche a testare la bont&agrave; di una pianificazione ancora di pi&ugrave; se viene coinvolta la popolazione.</span></p>
<p style="background: white none repeat scroll 0% 0%; margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Il Comune di Siracusa &egrave; dotato di un Piano?</span></strong></p>
<p style="background: white none repeat scroll 0% 0%; margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; letter-spacing: -0.25pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">L&rsquo;ultimo Piano di Emergenza Comunale risale al 2011. Riguarda una serie di rischi per i quali</span><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;"> sono state disposte singole pianificazioni, alcune direttamente dalla protezione civile comunale (emergenza sismica, idrogeologica, incendi) altre predisposte in collaborazione con altri enti ed amministrazioni pubbliche. Del Piano Comunale fanno parte anche i piani di emergenza scolastici degli istituti comprensivi che da sempre vengono consegnati e verificati all&rsquo;ufficio di protezione civile. Ovviamente questi piani devono essere costantemente aggiornati e periodicamente approvati in Consiglio Comunale. </span></p>
<p style="background: white none repeat scroll 0% 0%; margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Ci sono Comuni che non hanno ancora adempiuto</span></strong><em><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">?</span></em></p>
<p style="background: white none repeat scroll 0% 0%; margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Il Dipartimento Regionale di Protezione Civile dichiara che quasi il 50% dei Comuni non ha approvato i Piani di Emergenza.</span></p>
<p style="background: white none repeat scroll 0% 0%; margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Siamo in regola con le disposizioni vigenti, cosa manca?</span></strong></p>
<p style="background: white none repeat scroll 0% 0%; margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Una delle informazioni primarie che manca in tantissimi comuni, compreso il nostro, &egrave; il &ldquo;Fascicolo del Fabbricato&rdquo; cio&egrave; lo strumento che consentirebbe di conoscere il grado di vulnerabilit&agrave; degli edifici e la pericolosit&agrave; degli agglomerati. Comunque i piani non sono mai definitivi perch&eacute; il territorio &egrave; in continua evoluzione ed i piani dovrebbero essere aggiornati costantemente, ma purtroppo &hellip; </span></p>
<p style="background: white none repeat scroll 0% 0%; margin: 0px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Punti di forza e punti di debolezza, cosa fare ancora e meglio?</span></strong></p>
<p style="background: white none repeat scroll 0% 0%; margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Punto di forza &egrave; sicuramente il mondo del Volontariato di Protezione Civile sempre pronto in qualsiasi emergenza, che per&ograve; richiede costante formazione ed esercitazione.</span></p>
<p style="background: white none repeat scroll 0% 0%; margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12.5pt;">Punto di debolezza &egrave; proprio l&rsquo;Amministrazione Comunale che da un po&rsquo; di tempo &egrave; distratta non sembra agire secondo una programmazione chiara, ma inseguendo interessi e guerre personali. Solo ritornando a fare la giusta programmazione dei lavori necessari per l&rsquo;aggiornamento dei piani di emergenza e la formazione del personale e dei cittadini, solo attivando tutti i canali operativi, solo rimettendo al centro della attivit&agrave; amministrativa la sicurezza dei cittadini si potr&agrave; superare questo punto di debolezza. </span></p>
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