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	<title>dimensionamento scolastico &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Sat, 09 Mar 2024 09:19:00 +0000</lastBuildDate>
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		<title>L’insostenibile dimensionamento della scuola, tra moltiplicarsi di nuovi indirizzi ed emergenze quotidiane</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2024/03/09/linsostenibile-dimensionamento-della-scuola-tra-moltiplicarsi-di-nuovi-indirizzi-ed-emergenze-quotidiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simonetta Arnone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Mar 2024 09:15:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[dimensionamento scolastico]]></category>
		<category><![CDATA[Liceo del Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[proliferare indirizzi]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è un luogo, in un Paese evoluto, che andrebbe sempre rispettato, valorizzato, protetto, ascoltato, un luogo che rimane, in ogni frangente, baluardo formativo e sociale. Quel luogo si chiama Scuola, e dovrebbe essere sacro, sottratto ad ogni forma di mercificazione culturale e mai oggetto di astuti giochi politici e abili compromessi economici. Eppure la scuola, &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un luogo, in un Paese evoluto, che andrebbe sempre rispettato, valorizzato, protetto, ascoltato, un luogo che rimane, in ogni frangente, baluardo formativo e sociale. Quel luogo si chiama <strong>Scuola, e dovrebbe essere sacro, sottratto ad ogni forma di mercificazione culturale e mai oggetto di astuti giochi politici</strong> e abili compromessi economici.<br />
Eppure la scuola, nel silenzio generale, rischia di divenire il luogo dove si consumano le contraddizioni insite nelle norme e nei decreti, che, a fronte di misure atte a fronteggiare la dispersione e i divari, tra Nord e Sud, tra classi sociali, tra dispersi e laureati, a promuovere la digitalizzazione del sistema formativo e dei suoi attori chiave, a sostenere la transizione ecologica, a incentivare l’educazione civica, ad orientare i nostri giovani, destinandole somme imponenti del PNRR con l’obiettivo di colmare la distanza che la separa, a vari livelli, dagli standard europei, ‘dimensiona’ la rete scolastica sino all’inverosimile, <strong>concede in un delirio pletorico indirizzi su indirizzi di studio alle scuole di II grado. </strong>E dove? Qui, soprattutto al Sud, dove cerchiamo di realizzare <strong>laboratori innovativi troppo spesso in locali fatiscenti </strong>e freddi<strong>,</strong> dove <strong>ex Province e Comuni, non di rado in dissesto se non commissariati, non riescono a sostenere i costi della manutenzione ordinaria</strong> dei locali scolastici né ad utilizzare i fondi destinati alla riqualificazione degli edifici ed al loro efficientamento energetico; fondi che non di rado tornano tristemente in Europa, la stessa Europa che li stanzia per colmare i divari e che si aspetterebbe un salto di qualità sostanziale, strutturale e complessivo del nostro sistema scolastico.<br />
E dentro l’emergenza quotidiana, fatta di adempimenti amministrativi e monitoraggi che si avvicinano pericolosamente alle molestie burocratiche, tra una telefonata all’Ente proprietario per un’aula che perde intonaco e un bagno che non funziona, chi opera ogni giorno nel mondo della scuola tenta di portare avanti con fatica e nel segno della qualità, efficacia ed efficienza l’offerta formativa, magari provando a non dimenticare che i veri protagonisti sono proprio gli studenti, a cui è nostro dovere trasmettere conoscenze, competenze, coerenza e valori, memori del fatto che non sono numeri né target, ma futuri cittadini.</p>
<p>Tutto questo mentre le scuole, nel tentativo di <strong>salvarsi dalle scure della razionalizzazione della rete scolastica</strong>, resa più drastica dal Decreto n.127 del 30 giugno 2023 (per quanto gli effetti siano stati leggermente attenuati per il corrente anno scolastico dal Decreto Milleproroghe), finiscono con l’essere <strong>costrette a cercare iscritti come fossero acquirenti, proponendo sempre nuovi indirizzi, alcuni dei quali ancora privi di indicazioni nazionali e curriculi definiti,</strong> e frammentando l’offerta in modo non sempre rispondente alle esigenze dei territori, in barba alla natalità che diminuisce, al piano di dimensionamento che si abbatte su quella stessa offerta formativa che pure prolifera con buona pace del raziocinio, trasformando la scuola in competitor e snaturando il suo ruolo di pubblica agenzia educativa, il cui dovere è innovarsi dentro un sistema di saldi valori socio-educativi, tramite strumenti formativi, strutture e mezzi qualitativamente alti, coerenti e salubri.<br />
Eppur si muove, se nonostante le contraddizioni e le disfunzioni, nonché una certa resistenza all’innovazione  alla sperimentazione, ancora si riesce ad avviare progettualità, esperienze orientative, valori democratici, contenuti disciplinari di qualità e competenze spendibili nel territorio di appartenenza e non solo; se <strong>la scuola, anche e soprattutto grazie agli operatori</strong> che ogni giorno si spendono per garantire un’offerta formativa che risponda alle esigenze dei nostri ragazzi, alle loro scelte e alla loro maturazione,<strong> rimane ancora un baluardo sociale di indubbia forza valoriale</strong> e grande importanza sociale.<br />
Ed è per questo che la sua voce e i suoi bisogni andrebbero ascoltati di più, senza dimenticare mai che <strong>un sistema scuola capace di funzionare</strong> in modo realmente efficace ed efficiente, nel segno della crescita, dell’innovazione e della consapevolezza critica, <strong>consente ad un Paese democratico ed evoluto di investire nei suoi giovani</strong> e nello sviluppo socio-economico e culturale egualitario dell’intera Nazione, e non solo della parte economicamente più avvantaggiata.</p>
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		<title>Eccesso di nuovi corsi di studio, a Siracusa ben 9 scuole a indirizzo turistico</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2015/01/07/eccesso-di-nuovi-corsi-di-studio-a-siracusa-ben-9-scuole-a-indirizzo-turistico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giambattista Totis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2015 14:06:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[dimensionamento scolastico]]></category>
		<category><![CDATA[Ocse]]></category>
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					<description><![CDATA[Troppi anche Amministrazione finanza e marketing e Relazioni internazionali per il marketing. La politica dovrà “governare” i processi: finora si è limitata ad amministrarli, accogliendo in maniera indiscriminata ogni proposta lasciando che sia il “mercato” degli alunni a fare da regolatore Dopo che la Regione ha istituito l’anno scorso 74 nuovi indirizzi negli istituti superiori siciliani, &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"></h2>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><em>Troppi anche </em><em>Amministrazione finanza e marketing e Relazioni internazionali per il marketing. </em><em>La politica dovrà “governare” i processi<strong>:</strong></em> <em>finora si è limitata ad amministrarli, accogliendo in maniera indiscriminata ogni proposta lasciando che sia il “mercato” degli alunni a fare da regolatore</em></span></h2>
<p>  <span id="more-5364"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><span style="line-height: 1.3em;">Dopo che la Regione ha istituito l’anno scorso </span><strong>74 nuovi indirizzi negli istituti superiori siciliani</strong><span style="line-height: 1.3em;"><strong>,</strong> a Siracusa siamo alle solite. In questo periodo, le scuole cominciano la maratona per richiedere nuovi indirizzi e nuovi corsi di studio. Se non ci sarà una sterzata rispetto alle scelte del passato, ancora una volta, in questa provincia, si produrrà un’offerta formativa non ben distribuita e ponderata, con “sprechi” di competenze e perplessità nelle scelte di genitori e alunni. Tutto questo, inevitabilmente, darà un contributo al fenomeno della dispersione scolastica che, come è noto, è uno dei primati negativi del nostro meridione.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong>La politica dovrà “governare” i processi</strong><span style="line-height: 1.3em;">: finora si è limitata ad amministrarli, accogliendo in maniera indiscriminata ogni proposta per accontentare, apparentemente, tutti; ma, di fatto, lascerà che sia il “mercato” degli alunni a fare da regolatore; continuerà, inesorabile, il processo di dequalificazione dell’Istruzione nella nostra provincia.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><span style="line-height: 1.3em;">Come è noto, a Siracusa ben quattro Istituti offrono un indirizzo turistico con, conseguente quanto indecente, </span><strong>”caccia” allo studente per sopravvivere</strong><span style="line-height: 1.3em;"><strong>;</strong> se poi tali indirizzi  li rapportiamo a quelli autorizzati in provincia (ben altri cinque) risulta una indecente sovrabbondanza rispetto ai bisogni del territorio; ciò vale pure per i quattro  indirizzi</span><strong style="font-family: Tahoma, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 1.3em;">: ”</strong><span style="line-height: 1.3em;">amministrazione finanza e marketing”</span><strong style="font-family: Tahoma, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 1.3em;"> e “</strong><span style="line-height: 1.3em;">relazioni internazionali per il marketing” che, sommati a quelli autorizzati in provincia, creeranno un eccesso di offerta e, inevitabilmente, una dispersione di energie. E si potrebbe continuare con altre storie, come ad esempio l’innaturale </span><strong>aggregazione del Nautico con il Rizza o dell’Alberghiero con l’IPSIA</strong><span style="line-height: 1.3em;"> e altre “amenità” inconcludenti dello stesso genere….</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><span style="line-height: 1.3em;">La triste verità è che la politica considera il <strong>dimensionamento scolastico</strong> come questione “secondaria” perché ritiene il “problema scuola” di astratto interesse generale, non “utile” ai fini elettorali. Di conseguenza, la questione viene derubricata ad adempimento burocratico e affidata al funzionario di turno, salvo intervenire dietro sollecitazione di “clienti” o “amici”, al di fuori di una visione di progetto e di supporto allo sviluppo economico del territorio. Ciò continuerà a determinare </span><strong style="font-family: Tahoma, Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 1.3em;">c</strong><strong>onfusione e disagio nelle famiglie, incertezza nell’organizzazione delle scuole e scarsa chiarezza sugli obiettivi formativi proposti dal riordino<span style="line-height: 1.3em;">.</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong><span style="font-family: verdana, geneva;">Ai più sfugge che il “dimensionamento” è una “dimensione pedagogica ed organizzativa della didattica e dell’ambiente territoriale della formazione”, u</span></strong>n terreno, questo, in cui riemergono i mali della scuola, insoluti ed atavici,che vanno poi a braccetto con clientelismi e incapacità di dialogo ragionato tra Stato, Regioni, Province, Comuni, Istituzioni Scolastiche e società civile. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong>I danni provocati dalle scelte fin’ora compiute rimangono gravi: </strong><strong>Non è un caso che nelle Regioni meridionali le statistiche Ocse registrino i peggiori risultati formativi.  <br /> </strong>Il dimensionamento è intimamente legato alla qualità del servizio di istruzione e formazione e allo sviluppo economico del territorio; ciò, invece, viene  spesso confuso con altro e viene considerato solo come un  problema di risparmio. </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Ci sono, poi, i sindacati che si limitano a considerarlo solo come la difesa</strong><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">, sia pure sacrosanta, di posti di lavoro, ma senza alcuna implicazione degli effetti che essa ha sul territorio e su un‘offerta formativa che non trova riscontri nelle necessità di formazione utili all’utenza, in relazione anche alle prospettive occupazionali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong>E’ un pesante errore</strong><span style="line-height: 1.3em;"> continuare a “concertare” con le parti sociali solo per condividerne le responsabilità e ridurre gli attriti. Se la concertazione non è accompagnata da dati concreti, da   scelte “motivate” sulla base di analisi socio-economiche del territorio dove esse devono impattare, il risultato sarà sempre e solo un disastro.  </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"> Oggi è così, dunque, per incapacità di interazione e per  <strong>mancanza di volontà ad assumere criteri equi, trasparenti, funzionali e coerenti.</strong> </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"> Non si possono vanificare, ogni anno, opportunità e processi di stabilizzazione perché  si opera sulla base della incompetente arroganza del “potente” di turno. E’ ormai <strong>ineludibile una programmazione almeno quinquennale</strong> che “costringa” le scuole a concentrarsi sulla qualità del lavoro e non sulle infinite ristrutturazioni delle sedi. Il tema del dimensionamento quindi va affrontato come strumento di crescita armonica ed equilibrata attraverso condizioni che rendano i processi formativi fortemente caratterizzati e di chiaro accesso per tutti.  </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><span style="line-height: 1.3em;">Da qui un appello affinchè già dai Collegi Docenti si  contrastino quelle proposte illogiche ed incongrue finalizzate solo a dare </span><strong>“visibilità” mediatica ed emozionale alle scuole</strong><span style="line-height: 1.3em;"><strong>,</strong> le quali, viceversa, si dovrebbero concentrare di più a dare sostanza e contenuti alla loro azione formativa.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"> Le scelte degli Enti Locali tengano, quindi, conto  solo delle proposte “gestibili” in termini di organizzazione e di rafforzamento formativo delle giovani generazioni ed  individuino quelle soluzioni più vicine alle esigenze della comunità amministrata, in un’ottica pluriennale e di rafforzamento delle competenze. Si proceda, dunque, con urgenza a scelte, anche di tipo riparatorio, privilegiando l’efficienza e l’efficacia di un’azione amministrativa diretta alla qualità del sistema formativo. </span><br /><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"> Solo così la Sicilia potrà crescere, svilupparsi e competere oltre che garantirsi un’identità culturale  anche rispetto al resto delle Regioni.</span></p>
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