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	<title>CSM &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Wed, 11 Mar 2026 17:31:36 +0000</lastBuildDate>
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		<title>NO AL TENTATIVO DI STRAVOLGERE LA COSTITUZIONE</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/03/03/no-al-tentativo-di-stravolgere-la-costituzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvo Baio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 07:26:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;La Costituzione &#8211; diceva il famoso politologo Giovanni Sartori &#8211; è la casa di tutti. Se si deve abbattere o modificare una parete, bisogna deciderlo insieme&#8221;. Invece il Governo Meloni ha approvato la legge di riforma costituzionale della giustizia col voto favorevole  della sua sola maggioranza su un testo blindato, immodificabile. Né la Camera e &#8230;]]></description>
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<p>&#8220;La Costituzione &#8211; diceva il famoso politologo Giovanni Sartori &#8211; è la casa di tutti. Se si deve abbattere o modificare una parete, bisogna deciderlo insieme&#8221;. Invece il Governo Meloni ha approvato la legge di riforma costituzionale della giustizia col voto favorevole  della sua sola maggioranza su un testo blindato, immodificabile. Né la Camera e né il Senato hanno infatti potuto emendare un solo comma della proposta di legge varata da Palazzo Chigi.  Sette articoli della Costituzione modificati, ma nessuna indicazione  per migliorare il funzionamento della giustizia.  La giurista Giulia Bongiorno, deputata della Lega per Salvini, intervenendo in Parlamento ha  detto: &#8220;Se c&#8217;è qualcuno che crede che la riforma debba  incidere sui tempi e sull&#8217;efficienza della giustizia, quello è un ignorante&#8221;.  Ed infatti non incide.  La legge, che sarà sottoposta al referendum del 22 e 23 marzo prossimo, non solo rompe l&#8217;unità dell&#8217;attuale sistema giudiziario, ma non dice  una sola parola su come accelerare i processi penali e civili e pertanto i cittadini non avranno alcun beneficio da questa riforma. Modificare così profondamente a colpi di maggioranza  la Costituzione per renderla coerente con   gli obiettivi della riforma, significa violare il patto sociale su cui si fonda la convivenza democratica. E&#8217; vero come dicono i sostenitori del SI&#8217; che le modifiche sono state apportate nel rispetto della procedura &#8220;aggravata&#8221; prevista dall&#8217;articolo 138 della Costituzione (e ci mancava altro) ma con un atto di arroganza che ha escluso dalla formazione della legge di riforma le forze politiche che rappresentano la metà del Paese.</p>
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<div class="gmail_attr">La  revisione costituzionale approvata dalle forze che sostengono il Governo Meloni stravolge, con la separazione delle carriere e  con lo sdoppiamento del Consiglio superiore della magistratura, l&#8217;idea di giustizia scolpita nella Costituzione.  Non solo, ma con l&#8217; introduzione del sorteggio per entrare a far parte del CSM dei pubblici ministeri  e del CSM dei giudici viene violato  anche il principio democratico secondo cui i corpi elettorali eleggono (eleggono!) i propri rappresentanti.  C&#8217;è qualcosa di politicamente immorale nel considerare il sorteggio per i CSM  un&#8217;arma per azzerare le correnti da parte di chi con le correnti, non di pensiero ma di potere, ha molta dimestichezza e ci convive felicemente da una vita, non esitando a cambiarle per convenienza.  Del resto non è lo stesso governo che ha presentato una proposta di legge elettorale in base alla quale al Parlamento si entra non per volontà degli elettori  ma per nomina dei segretari di partito e dei capicorrente?</div>
<div class="gmail_attr"> Né può passare sotto silenzio che  esponenti di primo piano dell&#8217;attuale governo  hanno  candidamente affermato che &#8220;la separazione delle carriere non basta&#8221;, che bisogna svincolare &#8220;la polizia giudiziaria dalla sottoposizione ai pubblici ministeri&#8221;.  Se queste dichiarazioni non alludono esplicitamente  al cotrollo politico dei pubblici ministeri, forse  lo  preparono.</div>
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<div>Chi se la sente di   escludere in caso di  vittoria del SI&#8217;  l&#8217; adozione di leggi sul modello dei sistemi in cui vige la separazione delle carriere e il procuratore generale viene scelto dalla politica?  Se si ipotizza che questa sia  la volontà recondita del governo, tutto quadra.</div>
<div>L&#8217;Italia democratica deve opporsi con il NO  al tentativo di stravolgere la Costituzione e di intaccare l&#8217;autonomia e l&#8217;indipendenza della magistratura.</div>
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		<title>Votare no per difendere la Costituzione e l&#8217;indipendenza dei magistrati</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/02/17/votare-no-per-difendere-la-costituzione-e-lindipendenza-dei-magistrati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvo Baio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 20:15:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum riforma giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[c. nordio]]></category>
		<category><![CDATA[a. tajani]]></category>
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		<category><![CDATA[g. meloni]]></category>
		<category><![CDATA[f. vewrderami]]></category>
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					<description><![CDATA[IL RETROSCENISTA DEL CORRIERE DELLA SERA, Francesco Verderami, ha scritto recentemente che dal fronte del Sì ci sarebbe stato un fuoco di fila contro i magistrati, un vero e proprio piano fatto di colpi bassi. Non si sbagliava alla luce delle dichiarazioni del ministro Nordio (ultima quella sul CSM dove vigerebbe un sistema paramafioso) e &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>IL RETROSCENISTA DEL CORRIERE DELLA SERA, Francesco Verderami, ha scritto recentemente che dal fronte del Sì ci sarebbe stato un fuoco di fila contro i magistrati, un vero e proprio piano fatto di colpi bassi. Non si sbagliava alla luce delle dichiarazioni del ministro Nordio (ultima quella sul CSM dove vigerebbe un sistema paramafioso) e della lettera della sua capa di gabinetto con cui invitava l&#8217;Associazione nazionale magistrati a far conoscere i nomi dei finanziatori del Comitato del No. Un&#8217;iniziativa definita intimidatoria e che fa odore di schedatura.</p>
<p>L&#8217;escalation del centrodestra non ha risparmiato neanche la Suprema Corte di cui è stata addirittura messa in dubbio la terzietà, al punto che è dovuto intervenire il presidente Mattarella per ammonire a rispettare &#8220;la Cassazione e le sue decisioni&#8221;.</p>
<p>Lo schema del centrodestra è chiaro: la riforma serve a bonificare l&#8217;attuale sistema giudiziario e a contenere lo strapotere della magistratura, quindi o si sta con la riforma del governo o si sta con &#8220;questa&#8221; magistratura egemonizzata dalle toghe rosse. La presidente Meloni ha recentemente dichiarato che i magistrati sono &#8220;il pezzo della filiera&#8221;, che blocca il lavoro del Governo, del Parlamento e delle forze dell&#8217;ordine: concetto, questo, che aveva già espresso nella conferenza stampa di inizio anno.</p>
<p>Ora, che siano stati commessi errori giudiziari non lo nega nessuno, ma è falso, falsissimo, far credere che con la separazione delle carriere, come per incanto, non ci saranno più casi di malagiustizia. Se passa il referendum si creerà un clima favorevole alle nuove leggi per assoggettare i pubblici ministeri alla politica. Va ricordato che nei giorni scorsi il ministro Nordio non ha esitato a dichiarare che la riforma costituzionale della giustizia serve a introdurre il controllo della magistratura.</p>
<p>Quale significato dobbiamo attribuire alle dichiarazioni del leader di Forza Italia e vicepresidente del Consiglio dei ministri, Antonio Tajani, secondo il quale &#8220;la separazione delle carriere non basta&#8221;? Se non basta vuol dire che è necessario andare oltre e non è difficile immaginare in quale direzione. Inoltre, ha aggiunto Tajani, bisogna svincolare &#8220;la polizia giudiziaria dalla sottoposizione ai pubblici ministeri&#8221;. Vuol dire che la direzione delle indagini passerà dal pubblico ministero alla polizia giudiziaria?</p>
<p>Se questo è il quadro, si possono ipotizzare due scenari. Primo scenario: se persevererà il Sì e l&#8217;attuale governo non modificherà successivamente la legge di riforma oggetto del referendum, avremo un pm superpoliziotto che sostiene l&#8217;accusa e che, verosimilmente, pur di vincere la causa terrà conto solo degli elementi a carico dell&#8217;imputato, trascurando quelli a sua discolpa. Ma un Pm con queste caratteristiche conviene al Governo Meloni? Sarebbe un&#8217;eterogenesi dei fini.</p>
<p>Secondo scenario: una volta incassata la vittoria del SI&#8217; potrebbe scattare, per comprimere l&#8217;autonomia dei Pm, la fase due, l&#8217;adozione di una legislazione aggiuntiva sul modello dei sistemi in cui vige la separazione delle carriere e il procuratore generale viene scelto dalla politica.</p>
<p>Sia il primo scenario che il secondo sarebbero devastanti per un sistema giudiziario come il nostro. In gioco c&#8217;è l&#8217;indipendenza della magistratura e quindi l&#8217;equilibrio tra i poteri, pilastri della nostra Costituzione e dello Stato di diritto.</p>
<p>Non siamo fan acritici dei magistrati, anzi riteniamo che qualche domanda sul perché non godono di molte simpatie se la devono fare. Difendiamo l&#8217;integrità della Costituzione e i princìpi cardine della democrazia, che verrebbero menomati dall&#8217;indebolimento della magistratura rispetto agli altri poteri.</p>
<p>La riforma della giustizia voluta dal governo comporta la modifica di ben sette articoli della Costituzione (87, 102, 104, 105, 106, 107, 110): è su questo che bisogna lanciare l&#8217;allarme, rendendo esplicito che votare NO significa difendere la Costituzione e con essa l&#8217;autonomia e l&#8217;indipendenza della magistratura da ogni altro potere.</p>
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		<title>Spunti di riflessione su una riforma al buio</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/02/02/spunti-di-riflessione-su-una-riforma-al-buio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giambattista Totis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 15:16:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[CSM]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo che la decisione del governo di indire il referendum confermativo (che non abbisogna di quorum) il 22 e 23 marzo, il dibattito sul tema diventa più stringente e pertanto è necessario avviare alcuni spunti di riflessione sul tema in modo di affrontare l’appuntamento in modo più adeguato poiché l’esito segnerà in modo fondamentale l’essenza &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">Dopo che la decisione del governo di indire il referendum confermativo (che non abbisogna di quorum) il 22 e 23 marzo, il dibattito sul tema diventa più stringente e pertanto è necessario avviare alcuni spunti di riflessione sul tema in modo di affrontare l’appuntamento in modo più adeguato poiché l’esito segnerà in modo fondamentale l’essenza stessa della nostra democrazia. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif;">Preliminarmente va osservata <span style="color: #0d0d0d;">la fraudolenza del quesito referendario che non evidenzia che si tratta della modifica di ben </span><b><span style="color: #0d0d0d;">sette articoli</span></b><span style="color: #0d0d0d;"> della Costituzione e viene proposto con un titolo fuorviante poiché non vi sono “norme sull’ordinamento giurisdizionale” come si dice nel quesito bensì sull’autogoverno dei magistrati giudicanti e requirenti e sulle competenze degli Organi preposti alle loro carriere: trasferimenti, procedimenti disciplinari nonché sulle promozioni e quant’altro riguardi la loro vita professionale; inoltre è singolare che si intervenga sull’organo di autogoverno dei giudici ordinari e non anche sugli organi di autogoverno di quelli amministrativi contabili etc. L’</span>obiettivo vero è cambiare il CSM da un unico organo a 2 CSM uno per i pm e uno per i giudici mentre poco o nulla si dice per quelli <span style="color: #0d0d0d;">amministrativi contabili etc </span> (Tar, Corte dei conti, Cga) che tra l’altro sono stati recentemente depotenziati nelle pene da affliggere per i danni allo stato al 30% del danno e fino ad un massimo di due anni di stipendio per gli eventuali responsabili. E’ necessario riflettere su cosa decide il CSM: organo di governo della magistratura (nomina procuratori, carriere, censure…).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif;"><u>Vediamo cosa dispone l’art 3</u><span style="color: #444444;"><u> della nuova legge:</u></span> <span style="color: #444444;"><i>i componenti dei due nuovi organi…“sono estratti a sorte, per un terzo, da un elenco … che il Parlamento in seduta comune………compila mediante elezione, e, per due terzi, rispettivamente, tra i magistrati giudicanti e i magistrati requirenti, nel numero e secondo le procedure previsti dalla legge</i></span><span style="color: #444444;"> ( legge che è modificabile in parlamento dalla maggioranza). </span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="color: #444444;"> Ciascun Consiglio elegge il proprio vicepresidente tra i componenti designati mediante sorteggio </span><span style="color: #444444;"><i>dall&#8217;elenco compilato dal Parlamento in seduta comune. Ovvero il vicepresidente (che di fatto presiede l’organo visto che il Presidente della repubblica non è così , oggettivamente, sempre presente</i></span><i><span style="color: #0d0d0d;"> assumendo la parte politica in ruolo di prestigio assai maggiore e preminente su quella dei magistrati</span></i><b><span style="color: #0d0d0d;">)</span></b></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="color: #444444;"><i>Ovvero:</i></span><span style="color: #0d0d0d;"> mentre i componenti politici vengono di fatto nominati dalla maggioranza parlamentare(</span><span style="color: #444444;">oggi sono scelti rappresentando anche le minoranze)</span><span style="color: #0d0d0d;"> per i magistrati si dispone il sorteggio fra coloro che hanno i titoli : di fatto la parte politica è tutta espressione della maggioranza assumendo il governo in carica un ruolo preminente rispetto alla rappresentanza parlamentare che rappresenta tutti i cittadini.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif;"><u>Vediamo cosa dispone </u><span style="color: #444444;">l’art 4:</span><span style="color: #444444;"><u> della nuova legge</u></span><span style="color: #444444;"> : </span><span style="color: #444444;"><i>Spettano a ciascun Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme sull&#8217;ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni, i trasferimenti, le valutazioni di professionalita&#8217; e i conferimenti di funzioni nei riguardi dei magistrati. </i></span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif;"><span style="color: #444444;"><i>La giurisdizione disciplinare nei riguardi dei magistrati ordinari, giudicanti e requirenti, e&#8217; attribuita all&#8217;Alta Corte disciplinare. L&#8217;Alta Corte e&#8217; composta da quindici giudici tre dei quali nominati dal Presidente della Repubblica …e tre estratti a sorte da un elenco …, che il Parlamento in seduta comune, ..,compila mediante elezione, nonche&#8217; da sei magistrati giudicanti e tre requirenti, estratti a sorte tra gli appartenenti alle rispettive categorie &#8230; L&#8217;Alta Corte elegge il presidente tra i giudici nominati dal Presidente della Repubblica o estratti a sorte dall&#8217;elenco compilato dal Parlamento in seduta comune. …</i></span><b> </b><span style="color: #444444;"><i>La legge </i></span><span style="color: #444444;"><i><b>( ordinaria n.d.r</b></i></span><span style="color: #444444;"><i>.) determina gli illeciti disciplinari e le relative sanzioni, indica la composizione dei collegi, stabilisce le forme del procedimento disciplinare e le norme necessarie per il funzionamento dell&#8217;Alta Corte …».<br />
</i></span><span style="color: #0d0d0d;">Il Giudice disciplinare speciale cioè la cd </span><b><span style="color: #0d0d0d;">Alta Corte presieduta da un politico</span></b><span style="color: #0d0d0d;"> non garantirà alcuna indipendenza dal governo né indipendenza di giudizio; con le leggi ordinarie si potrà condizionare i magistrati con la minaccia dell’azione disciplinare se indagano sui reati dei governanti e dei loro protetti politici o economici a tutto danno dei cittadini.</span></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><span style="color: #0d0d0d;">Si potrebbe approfondire ulteriormente ma si corre il rischio di essere troppo lunghi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">Infine va evidenziato che esiste il rischio di una distrazione sui temi del confronto: Non è un referendum di valutazione sul sistema giustizia, né sui magistrati, né sul governo, ma sulla qualità della nostra democrazia che è fondata sull’equilibrio dei poteri.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif;">Un ulteriore rischio è dato <span style="color: #444444;">dalla </span>prevalenza della politica nella nomina dei capi dell’ufficio (procuratori , presidenti) ricordo che il procuratore determina a chi assegnare le pratiche, l’indirizzo dell’ufficio, etc.) mentre il presidente del tribunale (composizione dei collegi giudicanti etc.)</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;">Sconfiggere le correnti: opinione corrente esiste una casta paradossalmente si creano 2 caste ognuno valuta per sè : PM e giudicanti mentre un super controllo è affidato all’Alta Corte che abbiamo detto.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14pt;"><b>Magistratura più debole: diritti più deboli.</b></span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>CON LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI MAGISTRATI IL CSM SARÀ UNA LOTTERIA</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2026/01/28/con-la-separazione-delle-carriere-dei-magistrati-il-csm-sara-una-lotteria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvo Baio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 08:08:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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		<category><![CDATA[sorteggio]]></category>
		<category><![CDATA[CSM]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Tajani]]></category>
		<category><![CDATA[premier Meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[TAJANI: &#8220;LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE NON BASTA. BISOGNA TOGLIERE AI PM LA DIREZIONE DELLE INDAGINI” Nella conferenza stampa di inizio anno la presidente Meloni ha attaccato frontalmente i magistrati &#8220;perché con le loro decisioni vanificano il lavoro del Parlamento e delle forze dell&#8217;ordine&#8220;. È così? I dati ufficiali del ministero della Giustizia smentiscono l&#8217;affermazione della premier e raccontano una realtà &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>TAJANI: &#8220;LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE NON BASTA. BISOGNA TOGLIERE AI PM LA DIREZIONE DELLE INDAGINI”</p>
<p>Nella conferenza stampa di inizio anno la presidente <strong>Meloni ha attaccato frontalmente i magistrati</strong> &#8220;<em>perché con le loro decisioni vanificano il lavoro del Parlamento e delle forze dell&#8217;ordine</em>&#8220;.</p>
<p>È così? <strong>I dati ufficiali del ministero della Giustizia smentiscono l&#8217;affermazione della premier</strong> e raccontano una realtà diversa. È quanto sostiene il giornalista di lungo corso <strong>Paolo Pagliaro</strong>, fine analista di problemi sociali: &#8220;<em>Ogni anno</em> &#8211; dice &#8211; <em>i giudici emettono 80mila misure cautelari. Solo il 10 per cento riguarda procedimenti conclusi con assoluzione o proscioglimento</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Questi dati confermano la tenuta del sistema</strong> ed escludono, semmai ce ne fosse bisogno, il presunto intento dei magistrati di vanificare il lavoro delle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>Nei giorni scorsi, il leader di Forza Italia e vicepresidente del Consiglio dei ministri, <strong>Antonio Tajani</strong>, ci è andato giù ancora più pesante dichiarando che &#8220;<em>la separazione delle carriere non basta</em>&#8220;. <strong>I prossimi passi dovranno essere la responsabilità civile dei magistrati e svincolare &#8220;<em>la polizia giudiziaria dalla sottoposizione ai pm</em>&#8220;</strong> (Corriere della Sera del 25 gennaio scorso).</p>
<p>Attualmente, com&#8217;è noto, le indagini vengono dirette dai Pubblici ministeri e svolte dalla polizia giudiziaria. Il che significa che, <strong>se passerà il referendum</strong> sulla separazione delle carriere dei magistrati, l<strong>a tappa successiva sarà l&#8217;ampliamento dei compiti della polizia giudiziaria, che dipende dall&#8217;esecutivo</strong>, a scapito della funzione direttiva dei Pm.</p>
<p><strong>Se non è l&#8217;anticamera della sottomissione dei Pm alla politica cos&#8217;è?</strong></p>
<p><strong> </strong>È vero che nella legge sottoposta a referendum non si fa cenno per ora ad alcuna sottomissione dei Pm, tuttavia ci sono alcuni aspetti che la rendono plausibile, tanto più dopo i proclami di Tajani.  Da una ricerca su Internet risulta che <strong>nei Paesi in cui c&#8217;è la separazione delle carriere i pubblici ministeri sono più esposti all&#8217;influenza dei governi</strong> non avendo le stesse garanzie di autonomia e inamovibilità dei giudici. Inoltre, poiché sono i governi a nominare i procuratori generali, <strong>il rischio di controllo politico è potenzialmente molto alto.</strong></p>
<p><strong> </strong>Se poi si tiene conto che <strong>se passa il referendum ci saranno due CSM</strong> (Consiglio superiore della magistratura) distinti e separati (uno dei pubblici ministeri e l&#8217;altro della magistratura giudicante) e che i <strong>membri togati verranno scelti col sorteggio</strong>, appare del tutto logico ipotizzare che <strong>la politica potrebbe approfittare dell&#8217;indebolimento della magistratura per condizionarla</strong>.  Col risultato di sbilanciare il rapporto tra i poteri a favore dell&#8217;esecutivo. <strong>L&#8217;equilibrio dei poteri e l&#8217;indipendenza della magistratura sono un pilastro della nostra Costituzione e definiscono lo Stato di diritto</strong>.</p>
<p>Torniamo alla <strong>questione del sorteggio</strong> per la composizione del CSM, organo di rilevanza costituzionale. La legge sottoposta a referendum prevede che i <strong>membri togati</strong> che ne faranno parte siano scelti mediante <strong>sorteggio fra tutti i magistrati</strong>, mentre per <strong>i laici</strong> (avvocati, docenti universitari) il sorteggio riguarderà <strong>una platea più ristretta</strong>.  Quanto ristretta non si sa.</p>
<p>È previsto infatti che il Parlamento, cioè la maggioranza, sulla base di criteri da definire, approvi un apposito elenco comprendente i giuristi laici da estrarre a sorte.</p>
<p>Credo che qualsiasi persona di buon senso si chieda per quali ragioni la legge neghi ai magistrati, che sono un corpo elettorale, il diritto di eleggere i propri rappresentanti nel CSM, che è l&#8217;organo di autogoverno della magistratura, mentre, ad esempio, <strong>non c&#8217;è ordine professionale</strong> (Ordine dei medici, Ordine degli avvocati, Ordine dei dottori commercialisti, Associazione della stampa, eccetera) <strong>che non elegga democraticamente i propri organismi di rappresentanza.</strong></p>
<p><strong>C&#8217;è qualcuno disposto ad eleggere il sindaco della propria città per sorteggio?</strong></p>
<p><strong>L&#8217;intento del governo e del centrodestra  di punire la magistratura</strong> (chissà per quali colpe) <strong>è innegabile</strong> e non sta in piedi il tentativo di giustificare il sorteggio con la risibile storiella delle correnti della magistratura.</p>
<p>Colpisce infine la debolezza degli &#8220;argomenti&#8221;, anzi degli slogan usati dai sostenitori del Sì&#8217;. La <strong>strumentalizzazione del caso Garlasco</strong> o &#8220;<strong><em>della famiglia del bosco</em></strong>&#8221; così come il <strong>richiamo ossessivo e ingannevole ai casi di malagiustizia</strong> sono <strong>un tentativo penoso </strong>di far passare l&#8217;idea che separando i Pm dai magistrati giudicanti di colpo non ci saranno più errori giudiziari. Una colossale sciocchezza.</p>
<p><strong>La verità è che il NO sta rimontando a vista d&#8217;occhio e vincerà la battaglia del referendum.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Nordio, &#8220;l&#8217;incredibile&#8221;. La separazione delle carriere è una finta</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2025/12/03/nordio-lincredibile-la-separazione-delle-carriere-e-una-finta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Andolfi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 15:49:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[La Russa]]></category>
		<category><![CDATA[A. mantovano]]></category>
		<category><![CDATA[CSM]]></category>
		<category><![CDATA[Meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[Fino a pochi anni fa sulla separazione delle carriere tra i magistrati molti esponenti del partito della presidente del consiglio pensavano diversamente su ciò che dicono oggi. C’era Ignazio La Russa che nel 2018 affermava: “sulla separazione c’è il rischio di delegittimare i magistrati e recare danno ai cittadini, Alfredo Mantovano che nel 2002: “senza &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fino a pochi anni fa sulla separazione delle carriere tra i magistrati molti esponenti del partito della presidente del consiglio pensavano diversamente su ciò che dicono oggi. C’era Ignazio La Russa che nel 2018 affermava: “sulla separazione c’è il rischio di delegittimare i magistrati e recare danno ai cittadini, Alfredo Mantovano che nel 2002: “senza strappi sulla separazione delle carriere dei magistrati, perché bisogna evitare passaggi traumatici”. E così via altri politici di Fratelli d’Italia, compreso il ministro Nordio. Ma allora cosa è successo? Oggi il partito è al potere e non vuole magistrati tra le scatole. Lo dicono loro stessi nelle dichiarazioni. A primavera del 2026 gli italiani dovranno andare a confermare con il Si questa scelta governativa con un referendum (il No significherà non vogliamo la separazione). Per chiarirci le idee ne discutiamo con Sergio Bagnasco che l’anno scorso è stato il promotore della raccolta firme per il referendum in quel caso si voleva superare il Rosatellum, la legge elettorale incostituzionale che ha poi portato al governo questa minoranza del Paese reale.</p>
<p><strong>Bagnasco lei si è fatta un’idea del ministro alla giustizia Carlo Nordio e lo chiama l&#8217;incredibile, come mai? </strong></p>
<p>Non è ingenuo né stupido. Ma recita una parte che non sa sostenere.</p>
<p><strong>A cosa si riferisce?</strong></p>
<p>Nordio afferma che &#8220;i pubblici ministeri, i pubblici accusatori danno i voti ai giudici, giudicano i giudici&#8221; omette di dire che anche i giudici giudicano i procuratori; omette anche di ricordare che nel CSM i consiglieri della magistratura giudicante sono 13 mentre quelli della magistratura requirente sono 5; chi pesa di più nel giudizio? Nordio ci sei o ci fai? Certamente è un discorso fazioso il suo. In ogni caso non va bene che un Ministro della Repubblica per sostenere una propria proposta rappresenti in modo capzioso la realtà.</p>
<p><strong>È perché non ha argomenti logici e ragionevoli e deve stare in linea con il governo Meloni? </strong></p>
<p>Afferma Nordio &#8220;Non è possibile che il PM domani possa diventare giudice e viceversa, perché questo vulnera il principio della terzietà e dell’imparzialità&#8221;. Ammesso che la sua conclusione sia corretta &#8211; e non lo è &#8211; se il problema è quello indicato da Nordio cosa vieta di eliminare del tutto il passaggio da una funzione ad altra modificando la legge ordinaria? Il passaggio da una funzione ad altra può essere fatto una sola volta, nei primi 10 anni di professione e cambiando regione; riguarda ogni anno mediamente circa lo 0,5% dei magistrati, un numero irrilevante che non ha alcun peso sul funzionamento della magistratura.</p>
<p><strong>Perché è prevista questa possibilità?</strong></p>
<p>Perché l&#8217;ordinamento prevede un solo percorso per accedere alla magistratura. Se una persona ambisce a diventare giudice, vince il concorso per entrare in magistratura, ma in base al punteggio conseguito e ad altri parametri potrebbe succedere che può solo assumere le funzioni di PM. Che fa? Rinuncia? No, accetta e poi cerca di cambiare.</p>
<p><strong>È un male che un giudice passi alla procura o viceversa?</strong></p>
<p>Alle condizioni attuali non credo sia un male, anzi. Chi accede alla funzione di PM avendo l&#8217;esperienza di giudice, o viceversa, acquisisce una maggiore sensibilità che gli potrebbe consentire di vedere ogni situazione processuale con ottica diversa. Ottica che manca per esempio al GIP che deve decidere sulle proposte del PM sulla base dell&#8217;unica prospettazione offerta dal PM e senza avere particolare preparazione su tecniche investigative e conduzione delle indagini. L&#8217;attuale ostinazione sulla separazione delle carriere si riduce, pertanto, a una questione formale, di bandiera e nulla più!</p>
<p><strong>Impedire il passaggio da una funzione ad altra non rende più terzo il giudice?</strong></p>
<p>Ma anche con la riforma resterebbe un magistrato collega del PM col quale deve condividere la funzione giurisdizionale. Se un giudice non è terzo, pur avendo funzioni distinte dal PM, non sarà terzo anche se oltre ad avere funzioni diverse dal PM avrà anche una carriera diversa &#8230; perché per quanto diversi restano colleghi magistrati.</p>
<p><strong>Nordio in una intervista rilasciata a Gaia Tortora afferma che il &#8220;processo penale è modellato sul sistema accusatorio nato dove sono nate le democrazie&#8230; Gran Bretagna, Stati Uniti&#8221; &#8230;</strong></p>
<p>Appunto, &#8220;modellato&#8221;, cioè il nostro sistema penale si ispira al modello accusatorio ma non lo replica, come riconosceva lo stesso Vassalli che riteneva scorretto definire &#8220;accusatorio&#8221; il nuovo processo perché &#8220;il pubblico ministero è un magistrato uguale al giudice&#8221;. Per separazione delle carriere, formula sintetica per esprimere concetti complessi, s&#8217;intende in realtà separazione delle professioni, come avviene in USA, UK &#8230; ma se i PM restano una parte della magistratura ordinaria che insieme ai giudici deve svolgere la funzione giurisdizionale &#8230; allora la separazione delle carriere è solo un formalismo che rischia di creare nuovi problemi.</p>
<p><strong>Allora cosa servirebbe?</strong></p>
<p>Basterebbe prevedere un percorso formativo differente per i vincitori del concorso per entrare in magistratura; percorso differenziato in base alle funzioni che il vincitore di concorso assumerà. E ciò si può fare anche con la normativa vigente. Nordio assume posizioni politiche ma si sforza &#8211; con risultati poco apprezzabili &#8211; di giustificarle come conseguenze logiche di argomentazioni giuridiche che però sono totalmente assenti nei suoi ragionamenti. Nordio afferma che la separazione delle carriere è un passaggio necessario per l&#8217;attuazione dell&#8217;art. 111 Cost., vale a dire il &#8220;giusto processo&#8221;.</p>
<p><strong>Questa riforma non interviene sui tempi del processo?</strong></p>
<p>Affatto, le modifiche introdotte non realizzano la terzietà del giudice rispetto a difesa e accusa, perché la terzietà non si ottiene per incanto con lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura che nel processo non mette becco. Lo sdoppiamento del CSM, previsto dalla riforma, semplicemente impedisce che i giudici abbiano voce in capitolo sui PM (e viceversa) su assunzioni, assegnazioni, trasferimenti e promozioni. Mentre i provvedimenti disciplinari, che adesso competono al CSM, sarebbero affidati alla nuova Alta Corte composta da 15 membri di cui 6 giudici, 3 procuratori, 3 membri di nomina spettante al Presidente della Repubblica e 3 sorteggiati da un elenco approvato dal Parlamento.</p>
<p><strong>La conclusione finale?</strong></p>
<p>È una finta separazione perché nulla più dell&#8217;azione disciplinare influisce sulla carriera di un magistrato. Quindi, se le interferenze ci sono, continueranno a esserci. Se un giudice può avere voce in capitolo sull&#8217;azione disciplinare riguardante un procuratore, perché non deve potersi esprimere sulla sua eventuale promozione visto che il PM appartiene pur sempre alla stessa magistratura ordinaria di cui fa parte anche il giudice?</p>
<p><strong>Tutto ciò non aiuta nemmeno il Giudice delle Indagini Preliminari a essere meno soggiogato dal PM?</strong></p>
<p>È un altro argomento speso dai sostenitori di questa riforma a cui si può facilmente rispondere. Possiamo affermare che se oggi il GIP accoglie la quasi totalità delle richieste del PM non è perché ha la stessa carriera del PM, ma perché decide e deciderà esclusivamente sulla base degli elementi offerti dal PM, che ovviamente sono a sostegno delle proprie richieste. Ancora una volta i giocolieri che sostengono questa riforma utilizzano dati reali in modo capzioso. Evidente che lo sdoppiamento del CSM e l&#8217;istituzione dell&#8217;Alta Corte non poggiano su ragionamenti giuridici, non servono agli obiettivi pubblicamente dichiarati, ma ad altri fini.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-35910 size-full" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2025/12/OIP-1.jpg" alt="" width="207" height="180" /></p>
<p><em>C’è anche un altro inganno in questa riforma il cui vero unico obiettivo è annullare il potere del Consiglio Superiore della Magistratura. Vengono previsti due distinti organi di autogoverno, il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente (per il pubblico ministero), i cui componenti saranno estratti a sorte, per un terzo da un elenco di professori e avvocati compilato dal Parlamento in seduta comune e, per i restanti due terzi, rispettivamente, tra i magistrati giudicanti e tra i magistrati requirenti. Quindi, l&#8217;elenco lo prepara la politica, il sorteggio lo governa la politica, le regole le scrive la politica. Si metteranno così le mani su un meccanismo che dovrebbe controllare, non servirla. Per i cittadini non cambierà nulla: i processi civili dureranno anni come prima, i tribunali resteranno a corto di personale e fondi. L&#8217;unico risultato sarà una giustizia più controllabile dalla politica. Perché il problema non è destra o sinistra, ma è che quando la politica entra in organi come la magistratura (e domani, chissà, anche in quella contabile, nella Corte dei Conti), nasce il condizionamento, nasce la corruzione, si sprecano i soldi degli italiani. E questo, loro lo sanno benissimo.</em></p>
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		<title>A Longo si assegnarono i “reati tributari” dove s’indagavano le Frontino</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2018/06/20/a-longo-si-assegnarono-i-reati-tributari-dove-s-indagavano-le-frontino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[De Michele Oddo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jun 2018 17:54:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste-Questioni]]></category>
		<category><![CDATA[CSM]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Calafiore]]></category>
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					<description><![CDATA[La gestione dell&#8217;Ufficio e i rapporti con i sostituti &#8211; Caso Coltraro, il Procuratore chiese a Pagano di astenersi dal trattare il procedimento La Civetta di Minerva, 8 giugno 2018 Secondo il CSM tra i doveri a cui il procuratore Giordano &#232; venuto meno vanno anche annoverati quelli di sostenere e difendere i propri sostituti. &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><strong><em><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">La gestione dell&rsquo;Ufficio e i rapporti con i sostituti &ndash; Caso Coltraro, il Procuratore chiese a Pagano di astenersi dal trattare il procedimento</span></em></strong><em></em></p>
<p>  <span id="more-10960"></span>  </p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">La Civetta di Minerva, 8 giugno 2018</span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Secondo il CSM tra i doveri a cui il procuratore Giordano &egrave; venuto meno vanno anche annoverati quelli di sostenere e difendere i propri sostituti</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">. Questo non sarebbe avvenuto n&eacute; nei confronti del dottor Tommaso Pagano n&eacute; nei confronti della dottoressa Magda Guarnaccia.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Nel primo caso Giordano avrebbe chiesto a Pagano di astenersi dalla trattazione del procedimento penale a carico del notaio deputato regionale Giambattista Coltraro, indagato per reati contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica nonch&eacute; destinatario di una misura cautelare di natura interdittiva, confermata in sede di impugnazione, in quanto l&rsquo;indagato, difeso dall&#8217;avvocato<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>Giuseppe Calafiore, lo aveva denunciato alla Procura di Messina. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Ma <strong>in realt&agrave; Pagano, secondo il CSM, non aveva alcun dovere di astenersi</strong> in quanto le &ldquo;gravi ragioni di convenienza&rdquo; (questa la motivazione di Giordano) che consentono al pubblico ministero di astenersi dalla trattazione delle indagini non possono certo consistere nell&rsquo;inimicizia dell&rsquo;indagato verso il magistrato n&eacute; tanto meno nella presentazione di denunce da parte dell&rsquo;indagato nei confronti del magistrato, perch&eacute; altrimenti ciascun indagato o imputato potrebbe facilmente sbarazzarsi del magistrato che lo indaga o lo giudica&#8230; <strong>Il procuratore, dinanzi ad un giovane magistrato che si trovava a gestire un delicato procedimento contro un indagato facoltoso e potente&#8221; avrebbe dovuto &#8220;sostenerlo e difenderlo&#8221;.</strong></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Ed egualmente, nei confronti della Guarnaccia, &#8220;tanto pi&ugrave; alla luce delle abituali e non celate anomale modalit&agrave; comportamentali&#8221; dell&#8217;avvocato Calafiore, &#8220;sarebbe stato doveroso segnalare il fatto al Consiglio dell&rsquo;Ordine, informando riservatamente il sostituto della circostanza&#8221;.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">L&#8217;avvocato Calafiore infatti, dinanzi al motivato diniego del sostituto di accogliere la sua richiesta</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> di effettuare, tramite l&rsquo;istituto delle indagini difensive, l&rsquo;interrogatorio di un indagato in un procedimento in fase investigativa, pertanto senza alcuna discovery, &#8220;in maniera senza dubbio aggressiva e poco corretta, non soltanto aveva nuovamente insistito ma aveva preavvertito la Guarnaccia che, in caso di mancato accoglimento della richiesta nuovamente presentata, avrebbe presentato un esposto contro di lei&#8221;.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Non solo. <strong>Nel contestare al procuratore Giordano di non aver adeguatamente vigilato sulle assegnazioni dei fascicoli aperti</strong>, il CSM ripercorre la vicenda relativa al procedimento per il presunto complotto ai danni dell&rsquo;amministratore dell&rsquo;Eni Claudio Descalzi secondo quanto riferito dal procuratore aggiunto Fabio Scavone. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">La vicenda &egrave; nota ai nostri lettori. Mentre la procura di Milano indagava sull&#8217;amministratore dell&#8217;Eni Claudio Descalzi</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> per un grave episodio di corruzione internazionale (prezzo del reato: un miliardo di euro) consumato in Nigeria nell&#8217;interesse di Eni, anche la Procura di Siracusa nel 2015 apriva un procedimento penale relativo ad un preteso falso dossier ordito da soggetti nigeriani contro lo stesso Descalzi allo scopo di denigrarlo ed incastrarlo. Il procedimento era scaturito da una denuncia presentata da Alessandro Ferraro, legato ad Amara, che ricordiamo essere avvocato Eni, e con lui coimputato in un processo per reati tributari, nonch&eacute; autore delle dichiarazioni in base alle quali il sostituto procuratore Maurizio Musco aveva aperto un procedimento penale contro due calciatori, in lite con il Catania calcio, a sua volta difeso dall&#8217;avvocato Amara; procedimento alla base di un giudizio penale a carico dello stesso Musco, conclusosi in appello con affermazione di responsabilit&agrave; e dichiarazione di prescrizione del reato. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Ferraro aveva presentato la denuncia il 14 agosto del 2015, giorno in cui tanto Giordano quanto Scavone erano in ferie. Cos&igrave; Longo</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">, in quel giorno procuratore facente funzioni, si era auto assegnato il fascicolo senza informare n&eacute; il procuratore capo n&eacute; l&rsquo;aggiunto, in violazione delle disposizioni dell&#8217;ufficio sulle assegnazioni degli affari derivanti dal turno esterno. Divenuta poi di pubblico dominio la notizia del procedimento istruito da Siracusa, il sostituto dell&#8217;ufficio milanese Fabio De Pasquale si era recato a Siracusa per sollecitare l&#8217;invio del fascicolo a Milano, cio&egrave; alla procura competente.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Nonostante ci&ograve;, non solo Longo non era stato rimosso dal settore relativo ai reati di pubblica amministrazione</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> ma, compiuti ormai i dieci anni previsti in uno stesso ambito, era stato inserito da Giordano in quello relativo ai reati tributari, proprio dove erano aperti vari procedimenti a carico di membri del gruppo Frontino, &#8220;procedimenti che hanno continuato ad essergli assegnati&#8221;.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">E proprio sui criteri organizzativi dell&rsquo;ufficio i sostituti procuratori avevano presentato un esposto non accolto per&ograve; dal Consiglio giudiziario che aveva considerato &ldquo;la proposta del procuratore motivata ed esente da profili di illegittimit&agrave;&#8221;. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Di altro avviso <strong>il CSM, che non solo aveva ritenuto le modifiche effettuate</strong> &#8220;senza un&#8217;adeguata ponderazione del flussi di lavoro e senza un interpello&#8221; ma anche <strong>immotivate, eccessive</strong> rispetto alla mera necessit&agrave; di provvedere solo a tre scoperture. Scelte quindi <strong>&#8220;illogiche e carenti&#8221;</strong>: &#8220;non rimane scevra da perplessit&agrave; la decisione di spostare diversi magistrati da un gruppo a un altro in assenza di disponibilit&agrave; da parte loro, anche perch&eacute; non giustificata da principi di minore anzianit&agrave; nell&#8217;ufficio o di ruolo&#8221;; arbitraria anche la decisione di &#8220;inserire magistrati in gruppi di maggiore valorizzazione professionale senza precisa richiesta da parte loro&rdquo;; e, in particolare (nel testo il passaggio &egrave; sottolineato), non condivisibile la decisione del procuratore di &#8220;valorizzare la professionalit&agrave; del magistrato Musco&#8221;, anche perch&eacute; fondata su circostanze di fatto valutate in maniera difforme per altri sostituti.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Il tutto, per il CSM, si era rivelato idoneo a &#8220;demotivare 1&#8217;apporto del singolo al gruppo di appartenenza, frammentare le professionalit&agrave; acquisite</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> &#8230; e in sintesi compromettere la coesione dei sostituti nello svolgimento del lavoro e nel reciproco coordinamento&#8221;. Da qui la delibera n. 840\2016 con cui si invitava Giordano &#8220;a rivalutare i provvedimenti assunti&#8221;. Cosa s&igrave; avvenuta ma, nota il CSM, &#8220;Sono rimaste per&ograve; le cicatrici, sul piano del rapporto fiduciario tra sostituti e procuratore capo, ulteriormente ed ampiamente alimentate da tutti gli episodi di cui si &egrave; riferito&#8221;.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Caso Giordano – Le valutazioni conclusive della Prima Commissione</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2018/06/20/caso-giordano-le-valutazioni-conclusive-della-prima-commissione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Csm]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jun 2018 17:50:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste-Questioni]]></category>
		<category><![CDATA[CSM]]></category>
		<category><![CDATA[trasferimento d’ufficio]]></category>
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					<description><![CDATA[Il documento integrale stilato nella seduta del 16 maggio, alle ore 12. &#8220;Irrimediabilmente compromesso il rapporto fiduciario tra i sostituti ed il procuratore&#8221; La Civetta di Minerva, 8 giugno 2018 E) Le valutazioni conclusive &#8211; Ritiene la Commissione che il complesso degli elementi probatori acquisiti consenta di affermare che il dott. Giordano non possa esercitare, &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Il documento integrale stilato nella seduta del 16 maggio, alle ore 12. &ldquo;Irrimediabilmente compromesso il rapporto fiduciario tra i sostituti ed il procuratore&rdquo;</span></strong></span></p>
<p>  <span id="more-10958"></span>  </p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif; text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">La Civetta di Minerva, 8 giugno 2018</span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">E) Le valutazioni conclusive &#8211; </span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Ritiene la Commissione che il complesso degli elementi probatori acquisiti consenta di affermare che il dott. Giordano non possa esercitare, in piena indipendenza ed imparzialit&agrave;, alcuna funzione giudiziaria nel circondario di Siracusa.</span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">E.1) L&rsquo;attendibilit&agrave; dei sostituti &#8211; </span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">E&rsquo; anzitutto necessaria una premessa. Il dott. Giordano, nelle proprie difese, ha duramente attaccato la credibilit&agrave; delle dichiarazioni rese dagli otto sostituti autori dell&rsquo;esposto, affermando che &ldquo;<span style="margin: 0px;">provengono da fonti non disinteressate, rappresentano</span> <span style="margin: 0px;">circostanze non vere, inesatte oppure distorte e, in definitiva, prive di fondamento e di</span> <span style="margin: 0px;">efficacia dimostrativa</span>&rdquo;; gli otto sostituti avrebbero tenuto una &ldquo;<span style="margin: 0px;">assoluta slealt&agrave; di</span> <span style="margin: 0px;">comportamento</span>&rdquo;, volendo appositamente &ldquo;<span style="margin: 0px;">creare il caso, danneggiando lo scrivente,</span> <span style="margin: 0px;">facendolo passare per quello che non &egrave;</span>&rdquo;. Come si approfondir&agrave; nel prosieguo, tali dichiarazioni sono ulteriormente rappresentative di un rapporto fiduciario irrimediabilmente ed inevitabilmente compromesso tra sostituti e procuratore, con marcato pregiudizio all&rsquo;esercizio in maniera imparziale ed indipendente dell&rsquo;attivit&agrave; giudiziaria da parte del procuratore. Ci&ograve; che per&ograve; importa affermare sin da adesso &egrave; che, contrariamente a quanto sostenuto dal procuratore, <strong>le dichiarazioni rese dagli otto sostituti, nell&rsquo;esposto e nel corsodelle audizioni svolte, sono prive di qualsiasi elemento, intrinseco o estrinseco, che le rendainteressate, distorte o prive di fondamento</strong>.</span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Va in proposito tenuto presente che gli otto magistrati autori dell&rsquo;esposto hanno segnalato <strong>fatti specifici e puntuali, riscontrati sul piano documentale</strong> e che, per di pi&ugrave;, hanno trovato significativo conforto negli sviluppi investigativi, vista la misura cautelare emessa per quegli stessi fatti dal g.i.p. di Messina, a carico del dott. Longo, degli avvocati Calafiore ed Amara e dei consulenti dottori Naso, Verace, Pace e Perricone.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Ad avviso del Consiglio, si &egrave; trattato di una segnalazione ispirata dal <strong>meritorio </strong>intento di far cessare una situazione di <strong>corrosivo e virulento inquinamento dell&rsquo;azione</strong> <strong>investigativa dell&rsquo;ufficio</strong>, determinata da evidenti e noti comportamenti patologici tenuti da alcuni sostituti; situazione su cui (come si scriver&agrave; anche nel prosieguo) gli interventi del procuratore erano stati inadeguati. Nel redigere e nel presentare l&rsquo;esposto, gli otto sostituti si sono assunti il rischio non solo di un eventuale discredito personale ma anche di potenziali responsabilit&agrave; disciplinari, civili ed in ipotesi anche penali. Dinanzi a tale contesto ed a tali premesse appare davvero ingiusta ed infondata l&rsquo;affermazione del procuratore secondo cui gli otto sostituti si sarebbero mossi sia perch&eacute; non erano loro &ldquo;<span style="margin: 0px;">graditi n&eacute; Longo n&eacute; Musco</span>&rdquo;, quasi come se avessero avuto un&rsquo;antipatia personale verso gli stessi, sia al mirato scopo di &ldquo;<span style="margin: 0px;">creare</span> <span style="margin: 0px;">il caso</span>&rdquo; e di danneggiarlo, come se le circostanze segnalate fossero state il mero pretesto per metterlo in difficolt&agrave;. Si sottolinea sul punto che, nel caso di specie, non si &egrave; attivato un singolo sostituto per eventuali motivi di risentimento verso il procuratore; viceversa, otto diversi sostituti, otto giovani magistrati provenienti da diversi contesti territoriali e per gran parte in servizio in quell&rsquo;ufficio da pochi anni, senza pregresse ragioni di contrasto con il procuratore Giordano, hanno agito senza essere certo animati dal proposito di danneggiare il procuratore tramite una sorta di macchinazione. Sul punto &egrave; bene sottolineare altres&igrave;, solo a mo&rsquo; di esempio, che l&rsquo;esposto &egrave; stato sottoscritto anche da coloro che, come la dott.ssa Brianese ed il dott. Lucignani, avevano ricevuto una positiva investitura fiduciaria dal dirigente in quanto erano stati dall&rsquo;inizio inseriti dal procuratore in gruppi di lavoro prestigiosi come quello relativo ai reati contro la p.a., pur essendo appena arrivati in ufficio (si vedano in proposito anche le dichiarazioni rese dalla dott.ssa Guarnaccia, pag. 103 del verbale stenotipico, e dalla dott.ssa Brianese, pag. 5 della seconda audizione).</span></p>
<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-10954" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/06/images_luisa2_Francesco-Paolo-Giordano.jpg" alt="" width="2043" height="1870" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/06/images_luisa2_Francesco-Paolo-Giordano.jpg 2043w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/06/images_luisa2_Francesco-Paolo-Giordano-300x275.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/06/images_luisa2_Francesco-Paolo-Giordano-1024x937.jpg 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/06/images_luisa2_Francesco-Paolo-Giordano-768x703.jpg 768w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/06/images_luisa2_Francesco-Paolo-Giordano-1536x1406.jpg 1536w" sizes="(max-width: 2043px) 100vw, 2043px" /></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">E.2) Gli episodi oggetto della contestazione &#8211; </span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Ci&ograve; detto, converr&agrave; prendere le mosse dai singoli episodi su cui si era imperniato il provvedimento di apertura del procedimento ex art. 2, rivalutandoli alla luce delle difese svolte dal dott. Giordano e delle sopravvenienze istruttorie. Su un piano metodologico, per evitare un inutile appesantimento, si provveder&agrave; a richiamare in estrema sintesi il contenuto di ciascun episodio, rimandando per la compiuta ricostruzione dello stesso a quanto scritto nel paragrafo sub B) della presente delibera e nei relativi sottoparagrafi (indicati nel prosieguo anche come &ldquo;punti&rdquo;).</span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Come si legger&agrave;, <span style="margin: 0px;">ciascun episodio, e soprattutto la valutazione unitaria di essi, conduce a ritenere come irrimediabilmente compromesso il rapporto fiduciario tra i sostituti ed il procuratore, con la conseguenza, coerente con la ricostruzione giuridica prospettata sub D), di non consentire una valutazione prognostica positiva circa il proficuo esercizio della giurisdizione da parte del dott. Giordano nel circondario di Siracusa</span>.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Ebbene, <strong>cominciando dall&rsquo;episodio relativo all&rsquo;improprio conferimento da parte della dott.ssa Bonfiglio di una consulenza tecnica al dott. Perricone</strong>, dinanzi alle significative, vistose ed inquietanti anomalie che erano emerse, e per le quali si rimanda a quanto scritto in premessa al punto b2), si &egrave; rivelata inadeguata la scelta del dott. Giordano di non trasmettere gli atti alla Procura di Messina sol perch&eacute; non era emersa la prova diretta di un comportamento delittuoso; la segnalazione &egrave; stata poi effettuata nell&rsquo;esposto a firma degli otto sostituti. Al di l&agrave; di tale errata e formalistica valutazione, frutto della lettura atomistica e riduttiva di ciascun episodio e del complessivo contesto, ci&ograve; che appare davvero singolare, ed idoneo a lacerare il rapporto di fiducia con il sostituto, &egrave; stata l&rsquo;impropria richiesta del procuratore capo, rivolta al dott. Grillo, di telefonare alla dott.ssa Bonfiglio per chiederle chiarimenti: dinanzi a macroscopiche anomalie quali quelle poste in essere dalla Bonfiglio, quanto meno di rilievo disciplinare, e dinanzi alla circostanza che chi le aveva tratte alla luce era stato proprio il dott. Grillo, non poteva certo essere quest&rsquo;ultimo (peraltro con minore anzianit&agrave; di servizio della Bonfiglio) a telefonare per chiederle dei chiarimenti; si tratta di un&rsquo;iniziativa che, se proprio voleva essere percorsa, doveva esserlo in prima persona dal procuratore, che aveva titolo ed autorevolezza per farlo. E&rsquo; invece evidente che l&rsquo;impropria &ldquo;delega&rdquo; conferita sul punto ha indebitamente sovraesposto il dott. Grillo, arrecandogli grave imbarazzo, tant&rsquo;&egrave; che lo stesso ha effettuato la telefonata in viva voce per farla ascoltare anche al dott. Nitti, per ogni evenienza.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Proprio in ordine al procedimento penale poi aperto dalla Procura di Siracusa nei riguardi del Perricone</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">, di cui al punto b3), appare anche qui discutibile la scelta del dott. Giordano di invitare il dott. Grillo a non compiere alcuna perquisizione se non all&rsquo;esito di un interrogatorio: la perquisizione &egrave; tipicamente un atto a sorpresa ed &egrave; chiaro che il suo svolgimento dopo l&rsquo;interrogatorio (nel quale peraltro l&rsquo;indagato avrebbe potuto ben avvalersi della facolt&agrave; di non rispondere) l&rsquo;avrebbe potuta vanificare. Ma, anche tralasciando quest&rsquo;aspetto, ci&ograve; che appare singolare, ed anch&rsquo;esso obiettivamente idoneo a recidere il rapporto fiduciario con il sostituto, &egrave; la modalit&agrave; utilizzata dal procuratore per persuadere il dott. Grillo dal desistere al compimento della perquisizione, ossia la telefonata serale, i toni veementi e, soprattutto, la gratuita minaccia di perquisire anche tale dott. Lo Iacono (altro consulente della Procura) se fosse stata compiuta la perquisizione contro il dott. Perricone, come se il dott. Grillo avesse avuto qualche legame personale con il dott. Lo Iacono. In proposito il dott. Giordano ha scritto che il dott. Grillo ricorda male e che tra loro due ci fu un &ldquo;<span style="margin: 0px;">normale scambio di opinioni</span>&rdquo;. Va sul punto ribattuto che le dichiarazioni del dott. Grillo sono specifiche e circostanziate nonch&eacute; riscontrate da quelle del dott. Nitti, anch&rsquo;egli coassegnatario del fascicolo (cfr. pagine 126 e 127 del resoconto stenotipico). Non si vede poi perch&eacute; il dott. Grillo avrebbe dovuto riferire circostanze non conformi al vero; ci si riporta in proposito a quanto scritto in premessa.</span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Venendo ora alla vicenda dell&rsquo;indagine sul notaio ed allora deputato regionale Coltraro</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">, indicata in premessa nel sottoparagrafo b4), sta di fatto che il procuratore, a suo dire &ldquo;<span style="margin: 0px;">al solo scopo di prevenire possibili tensioni in udienza</span>&rdquo;, ha invitato il sostituto dott. Pagano ad astenersi dalla trattazione del procedimento soltanto perch&eacute; che l&rsquo;indagato lo aveva denunciato. Ribadito che il dott. Pagano non aveva alcun dovere giuridico di astenersi, visto che la grave inimicizia che legittima la richiesta di astensione &egrave; quella del magistrato verso l&rsquo;indagato e non viceversa, sta di fatto che il procuratore, dinanzi ad un giovane magistrato che si trovava a gestire un delicato procedimento contro un indagato facoltoso e potente, invece di sostenerlo e difenderlo, lo ha invitato a desistere. Ed &egrave; chiaro che un comportamento del genere non pu&ograve; che determinare anch&rsquo;esso, sul piano obiettivo, una perdita del rapporto fiduciario del sostituto verso il magistrato.</span></span></p>
<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-10955" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/06/images_luisa2_home_page.jpg" alt="" width="472" height="308" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/06/images_luisa2_home_page.jpg 472w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/06/images_luisa2_home_page-300x196.jpg 300w" sizes="(max-width: 472px) 100vw, 472px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">La stessa cosa pu&ograve; dirsi quanto alla <strong>vicenda che ha interessato la dott.ssa Guarnaccia e l&rsquo;avv. Calafiore</strong>, di cui al punto b5): &egrave; pacifico in questo caso che il procuratore, dinanzi ad una richiesta di tutela del sostituto rispetto ad un atteggiamento aggressivo ed &ldquo;<span style="margin: 0px;">anche</span> <span style="margin: 0px;">minatorio</span>&rdquo; del predetto avvocato, ha ricercato una interlocuzione con lo stesso, coinvolgendo per di pi&ugrave; la persona del sostituto; invece, tanto pi&ugrave; alla luce delle abituali e non celate anomale modalit&agrave; comportamentali di tale avvocato (su cui ci si approfondir&agrave; anche nel prosieguo), sarebbe stato doveroso segnalare il fatto al Consiglio dell&rsquo;Ordine, informando riservatamente il sostituto della circostanza.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Ulteriore episodio &egrave; quello relativo alla circostanziata segnalazione, ricevuta dal dott. Lucignani, circa <strong>i rapporti che intercorrevano tra il gruppo Frontino ed il dott. Pace, nominato dal dott. Longo quale consulente tecnico</strong>. Anche in questo caso il dott. Giordano, invece di interloquire direttamente con il dott. Longo, deleg&ograve; a tal fine il dott. Lucignani, magistrato con molta meno esperienza professionale del Longo, indebitamente sovraesponendolo. Quando poi il dott. Lucignani fece presente al procuratore che la (singolare) attivit&agrave; istruttoria compiuta dal dott. Longo nei riguardi del dott. Pace presentava anch&rsquo;essa vistose anomalie, anche temporali (tant&rsquo;&egrave; vero che ha poi costituito oggetto di una delle contestazioni poste a fondamento della misura cautelare applicata al Longo), il dott. Giordano non solo invit&ograve; il dott. Lucignani a non mettere nulla per iscritto ma, soprattutto, disse che <strong>bisognava smetterla</strong> <strong>&ldquo;<span style="margin: 0px;">con questi esposti nei confronti di Longo</span></strong>&rdquo; aggiungendo che &ldquo;<strong><span style="margin: 0px;">il dottore Longo &egrave; uno dei</span></strong> <strong><span style="margin: 0px;">migliori sostituti che abbiamo in questa Procura</span></strong>&rdquo;. Frase che il dott. Giordano ha confermato di aver pronunciato ma che sarebbe a suo avviso da leggersi nel senso di dover <span style="margin: 0px;">&ldquo;parlare</span> <span style="margin: 0px;">bene di tutti con tutti e, in secondo luogo, di inculcare ai vari colleghi il rispetto e la fiducia</span> <span style="margin: 0px;">reciproca, la presunzione di comportamento di buona fede su tutti, la rimozione di</span> <span style="margin: 0px;">qualsivoglia sospetto non fondato su basi oggettive</span>&rdquo;. In proposito merita sin d&rsquo;ora di dirsi che le anomalie nell&rsquo;operato professionale del dott. Longo erano state numerose, circostanziate e significative, tutte portate a conoscenza del procuratore; pertanto, sta di fatto che quella difesa d&rsquo;ufficio di cui sopra, e l&rsquo;apparente equidistanza che essa sottende, al di l&agrave; di qualsiasi valutazione sulla loro natura colpevole, si sono rivelate obiettivamente lesive del buon andamento dell&rsquo;ufficio ed inidonee ad arginare l&rsquo;inquinamento dell&rsquo;azione investigativa che era in atto; esse sono state inoltre ulteriormente demotivanti verso il dott. Lucignani e laceranti il reciproco rapporto fiduciario.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Anch&rsquo;essa <strong>idonea a lacerare il rapporto fiduciario con i sostituti e con tutto l&rsquo;ambiente forense si &egrave; rivelata la scelta del procuratore</strong> di ricollocare inizialmente il dott. Musco nel settore della criminalit&agrave; economica, nonostante gli interessi imprenditoriali dell&rsquo;avv. Amara, con cui il dott. Musco aveva rapporti di stretta frequentazione, e del gruppo Frontino, a capo del quale vi era (e vi &egrave;) la compagna dell&rsquo;avv. Calafiore, collega di studio dell&rsquo;avv. Amara (la vicenda &egrave; tratteggiata nel sottoparagrafo b10). Ed &egrave; vero in proposito, come scrive il procuratore, che all&rsquo;epoca il dott. Musco era stato inizialmente assolto in sede disciplinare e penale; &egrave; per&ograve; altrettanto vero che le prime sentenze penali e disciplinari (poi riformate in appello o annullate in Cassazione) non negavano affatto l&rsquo;esistenza di uno stretto legame tra il dott. Musco e l&rsquo;avv. Amara; inoltre, quelle sentenze non erano comunque passate in giudicato sicch&eacute; sarebbe stato prudente disporre una diversa collocazione del predetto. Appare quindi azzardata l&rsquo;affermazione del procuratore secondo cui la questione dei rapporti del dott. Musco con l&rsquo;avv. Amara aveva &ldquo;<span style="margin: 0px;">perso di attualit&agrave;</span>&rdquo;. Del resto, la delibera consiliare 840/2016 gi&agrave; citata in premessa, nel non accogliere le modifiche al progetto organizzativo apportate dal procuratore, ha ritenuto errata proprio la premessa di voler &ldquo;<span style="margin: 0px;">valorizzare la professionalit&agrave; del</span> <span style="margin: 0px;">magistrato Musco</span>&rdquo; ed ha concluso affermando che quanto inizialmente deciso dal procuratore era stato idoneo &ldquo;<span style="margin: 0px;">a demotivare l&rsquo;apporto del singolo al gruppo di appartenenza, frammentare</span> <span style="margin: 0px;">le professionalit&agrave; acquisite&hellip; e in sintesi compromettere la coesione dei sostituti nello</span> <span style="margin: 0px;">svolgimento del lavoro e nel reciproco coordinamento</span>&rdquo;.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">E.3) Le insufficienti iniziative assunte nei riguardi del dott. Longo</span></strong></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Quanto al dott. Longo, le dichiarazioni rese dal dott. Giordano al dott. Lucignani, e sopra riportate, costituiscono poi una pi&ugrave; generale cartina di tornasole di tutti i comportamenti del procuratore di cui si &egrave; scritto: le segnalazioni relative agli abusi del dott. Longo dovevano essere per lo pi&ugrave; messe a tacere (&ldquo;<span style="margin: 0px;">basta con questi esposti nei confronti di Longo</span>!&rdquo;). Le difese rese in proposito dal dott. Giordano, ossia <strong>la rivendicazione di aver assunto opportune iniziative contro alcune condotte di rilievo disciplinare del dott. Longo, non persuadono in alcun modo</strong>. Il dott. Giordano, piuttosto, ha cercato di <span style="margin: 0px;">troncare, sopire</span>, limitandosi ad alcune singole e frammentarie segnalazioni soltanto quando si erano palesati, da parte del dott. Longo, conclamati abusi ed abnormit&agrave;, come nel caso Eni &#8211; Descalzi.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Piuttosto, stante la consapevolezza di tutti i comportamenti anomali descritti nell&rsquo;esposto, e qui ripercorsi, &egrave; stata <strong>improvvida e lacerante la scelta del procuratore di non spostare il dott. Longo dal settore dei reati contro la p.a.</strong> per poi collocarlo, decorsa la decennalit&agrave;, nel settore dei reati tributari, dal quale &egrave; stato spostato soltanto dopo la scoperta delle microspie nel suo ufficio, posizionate dall&rsquo;autorit&agrave; giudiziaria di Messina. Ha riferito in proposito il dott. Grillo che il procuratore &ldquo;<span style="margin: 0px;">ha continuato a mantenere il collega Longo nei</span> <span style="margin: 0px;">gruppi relativi a reati contro la pubblica amministrazione e contro la criminalit&agrave; organizzata</span> <span style="margin: 0px;">e credo che fosse l&rsquo;unico collega che faceva parte dei due gruppi, diciamo pi&ugrave; delicati. Gli ha</span> <span style="margin: 0px;">continuato ad assegnare una serie di procedimenti di particolare rilievo e delicatezza e&hellip;</span> <span style="margin: 0px;">anche a seguito della rappresentazione di questi fatti&hellip; tramite l&rsquo;esposto, che non seguivano</span> <span style="margin: 0px;">delle misure organizzative ma anzi continuavano ad essergli assegnati fascicoli in qualche</span> <span style="margin: 0px;">modo inerenti alle questioni gi&agrave; rappresentate dal procuratore</span>&rdquo;.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Improvvida, solo per proporre un altro esempio, &egrave; stata la scelta del dott. Giordano di coassegnare al dott. Longo il procedimento relativo allo stabilimento petrolchimico &ldquo;Isab sud&rdquo;</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">, in cui era stato nominato consulente tecnico il dott. Geraci, il quale era stato poi accusato di tentata concussione per aver cercato di indurre i dirigenti dell&rsquo;azienda dove si erano verificati alcuni omicidi eventualmente colposi a nominare un determinato avvocato ed un determinato consulente e che, poco prima di morire, accus&ograve; l&rsquo;avv. Amara ed il dott. Longo di essere i mandanti di tale impropria sollecitazione; il dott. Nicastro ha riferito in proposito di aver trovato singolare la successiva coassegnazione di tale procedimento al dott. Longo (&lt;<span style="margin: 0px;">Ci</span> <span style="margin: 0px;">rendiamo conto di questo intervento del dottore Longo nella vicenda, non capiamo perch&eacute;</span> <span style="margin: 0px;">Giancarlo Longo che &egrave; stato uno che ha sempre cercato di scappare dal lavoro, comunque</span> <span style="margin: 0px;">uno che non aveva tutta questa esigenza di avere procedimenti, in realt&agrave; questo procedimento</span> <span style="margin: 0px;">lo voleva. Mi fu confermato dal procuratore: &ldquo;Giancarlo mi ha chiesto di fare questo</span> <span style="margin: 0px;">procedimento perch&eacute; gli interessa la tematica ambientale trattata</span>&rdquo;&gt;).</span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Ci&ograve; che &egrave; mancato, lo si vuol ribadire, &egrave; stata la capacit&agrave; di cogliere l&rsquo;insieme delle vicende, come invece fatto dai sostituti nel loro esposto</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">; e, non a caso, soltanto la visione unitaria offerta dall&rsquo;esposto, e non gi&agrave; le singole tardive e frammentarie segnalazioni del procuratore, ha consentito l&rsquo;apertura di un procedimento penale all&rsquo;esito del quale il g.i.p. di Messina ha applicato nei riguardi del dott. Longo, oltre che degli avvocati Amara e Calafiore e di alcuni consulenti, una misura cautelare detentiva. Ci&ograve; che &egrave; mancato da parte del dott. Giordano &egrave; stata la capacit&agrave; di controllare di pi&ugrave; l&rsquo;operato del dott. Longo, anche durante il turno estivo.</span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Ragionando su un piano controfattuale, se il dott. Longo fosse stato spostato dal settore dei reati contro la p.a. e non fosse stato poi collocato nel settore dei reati tributari, le sue condotte abusive sarebbero state quanto meno arginate, in quanto, per esemplificare, nel settore dell&rsquo;immigrazione, dei reati sessuali o in quello dei reati di strada ben difficilmente il predetto sostituto avrebbe potuto incontrare gli interessi economici facenti capo al gruppo Frontino o agli avvocati Calafiore ed Amara.</span></p>
<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-10956" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/06/images_luisa2_amara.jpg" alt="" width="648" height="461" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Approfondendo il discorso tratteggiato nel sottoparagrafo b7), <strong>se &egrave; vero che il procuratore</strong>, cos&igrave; come emerge anche dalla lettura dell&rsquo;ordinanza cautelare emessa dal Tribunale di Messina, <strong>&egrave; risultato del tutto estraneo al <span style="margin: 0px;">pactum sceleris </span>tra il dott. Longo e gli avvocati Calafiore ed Amara</strong>, contestato nella medesima ordinanza, e se &egrave; poi vero che il procuratore non poteva avere conoscenza dell&rsquo;eventuale commissione di reati di natura corruttiva, ora per l&rsquo;appunto oggetto di contestazione penale contro il Longo, &egrave; altrettanto vero, come gi&agrave; scritto in premessa, che <strong>le condotte abusive ed abnormi poste in essere dal predetto gli erano state pi&ugrave; volte ed in tanti modi segnalate</strong>, cos&igrave; come gli era stata segnalata la stretta vicinanza tra lo stesso e l&rsquo;avv. Calafiore (cfr. le dichiarazioni dell&rsquo;avv. Favi e del dott. Nicastro). Si tratta di elementi che avrebbero dovuto indurre il procuratore capo a non tenere tutti quei comportamenti di oggettiva tutela del dott. Longo di cui si &egrave; scritto in premessa.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Entrando pi&ugrave; in dettaglio nei rapporti tra il procuratore e l&rsquo;avv. Calafiore</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">, anche il procuratore aggiunto dott. Scavone ha riferito che il predetto &egrave; stato pi&ugrave; volte ricevuto dal dott. Giordano nel proprio studio (&ldquo;&hellip;<span style="margin: 0px;">anche io ho rilevato presenze nella sua anticamera o</span> <span style="margin: 0px;">nel suo ufficio o di Calafiore o della Princiotta o di Zappulla, in un caso anche io, almeno un</span> <span style="margin: 0px;">paio di volte quando sono entrato all&rsquo;interno dell&rsquo;ufficio del procuratore c&rsquo;erano la</span> <span style="margin: 0px;">Princiotta e l&rsquo;onorevole Zappulla</span>&rdquo;) e che ci&ograve; &egrave; accaduto anche pochi giorni prima dell&rsquo;arrivo della Prima Commissione a Siracusa, in contemporanea con una conferenza stampa in cui un&rsquo;assistita dell&rsquo;avv. Calafiore aveva lanciato accuse, tanto velenose e contundenti quanto infondate e calunniose, nei riguardi dei sostituti procuratori Lucignani, Nicastro e Palmieri (cfr. anche quanto dichiarato in proposito dallo stesso dott. Scavone); tale ultimo colloquio si &egrave; protratto, a dire del dott. Nitti, &ldquo;<span style="margin: 0px;">per un&rsquo;ora e mezza</span>&rdquo;.</span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">In proposito il dott. Giordano si &egrave; difeso affermando che lui riceve &ldquo;<span style="margin: 0px;">chiunque</span>&rdquo; abbia da segnalargli qualcosa. <strong>In realt&agrave;, le visite dell&rsquo;avv. Calafiore nei riguardi del dott. Giordano sono state numerose e sono avvenute al chiuso della stanza</strong> ed in assenza di terze persone presenti, il che, al di l&agrave; di ogni valutazione di colpevolezza, &egrave; stato comunque obiettivamente inopportuno e/o imprudente, considerando che l&rsquo;avv. Calafiore era personalmente indagato in vari procedimenti ed era il convivente della contitolare di un gruppo economico i cui membri erano anch&rsquo;essi interessati, come indagati o come persone offese, in procedimenti per reati tributari di non banale gravit&agrave;; per di pi&ugrave;, il mese prima della visita della Prima Commissione, e quindi prima del colloquio di un&rsquo;ora e mezza di cui sopra, &ldquo;<span style="margin: 0px;">lo studio Amara e Calafiore &egrave;</span> <span style="margin: 0px;">stato oggetto di una perquisizione da parte della Guardia di Finanza per tutta una serie di</span> <span style="margin: 0px;">indagini, per violazione tributaria</span>&rdquo;, su indagine di competenza della Procura di Roma (cos&igrave; ha riferito il dott. Scavone). L&rsquo;inopportunit&agrave;, anche solo sul piano dell&rsquo;immagine, delle numerose visite e dei lunghi colloqui tra il dott. Giordano e l&rsquo;avv. Calafiore si appalesa viepi&ugrave; se consideriamo che, come gi&agrave; accennato, <strong>al procuratore erano stati da pi&ugrave; persone segnalati i rapporti confidenziali tra il dott. Longo e l&rsquo;avv. Calafiore</strong> e che, inoltre, l&rsquo;avv. Calafiore, cos&igrave; come detto anche dal procuratore aggiunto, era &ldquo;<span style="margin: 0px;">un avvocato non sopra le righe, di pi&ugrave;, era</span> <span style="margin: 0px;">un avvocato atipico anche da un punto di vista gestuale</span>&rdquo;, con frequenti atteggiamenti provocatori e minatori verso i magistrati (si vedano anche pag. 56 del verbale stenotipico e la vicenda di cui al punto b5). Frequenti erano poi le sue visite nell&rsquo;ufficio del dott. Longo, con il quale aveva &ldquo;<span style="margin: 0px;">rapporti veramente stretti di cordialit&agrave; e quasi amicizia, nel senso che si</span> <span style="margin: 0px;">davano del tu, si rapportavano in maniera non professionale</span>&rdquo; (cos&igrave; il dott. Lucignani); ad esempio, il dott. Scavone, recatosi una volta nell&rsquo;ufficio del dott. Longo, trov&ograve; quest&rsquo;ultimo in compagnia del dott. Musco e dell&rsquo;avv. Calafiore e, colta la particolare ed inusuale atmosfera, ebbe a dire, in maniera significativa, di aver &ldquo;<span style="margin: 0px;">interrotto un summit</span>&rdquo;. Il presidente del Consiglio dell&rsquo;Ordine ha detto di aver riferito &ldquo;<span style="margin: 0px;">pi&ugrave; volte</span>&rdquo; al procuratore Giordano, indicandogli anche le plurime e specifiche fonti di conoscenza, che tra il dott. Longo e l&rsquo;avv. Calafiore vi era &ldquo;<span style="margin: 0px;">un&rsquo;amicizia palese e conosciuta a tutti sia in termini di frequentazione sia in</span> <span style="margin: 0px;">termini di rappresentazione all&rsquo;esterno</span>&rdquo;.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Insomma, per trarre le conclusioni, <strong>plurime circostanze e plurime fonti avrebbero dovuto indurre il procuratore Giordano ad assumere atteggiamenti e condotte differenti</strong> da quelle effettivamente tenute; atteggiamenti e condotte che hanno fondatamente generato il venir meno della percezione della sua completa indipendenza ed imparzialit&agrave;, sia da parte dei sostituti sia, come ora si vedr&agrave;, dell&rsquo;intero ambiente giudiziario.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">E.4) La situazione ambientale</span></strong></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Si &egrave; dunque ampiamente ricostruito il clima di tensione e di conflittualit&agrave; che si &egrave; vissuto all&rsquo;interno dell&rsquo;ufficio. Quello che va ora ulteriormente approfondito e sottolineato &egrave; che tale <strong>clima di tensione e di conflittualit&agrave;, generato anche e soprattutto dai comportamenti attivi ed omissivi del dott. Giordano</strong> di cui in premessa, &egrave; stato percepito ben al di l&agrave; dell&rsquo;ambiente della Procura.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Numerosi sono gli articoli di stampa locale che riflettono il clima di tensione e conflittualit&agrave; all&rsquo;interno dell&rsquo;ufficio di Procura. Emblematiche sono in tal senso le dichiarazioni del presidente del Tribunale, dott. Maiorano, il quale, alla domanda su quale impressione avesse la citt&agrave; di &ldquo;<span style="margin: 0px;">questa situazione di grandissima tensione </span>[che] <span style="margin: 0px;">si &egrave; sviluppata</span> <span style="margin: 0px;">all&rsquo;interno della Procura</span>&rdquo;, ha cos&igrave; risposto: <strong>&ldquo;<span style="margin: 0px;">pessima, pessima, pessima, signor Presidente,</span> <span style="margin: 0px;">pessima. L&rsquo;ufficio di Procura &egrave; dilaniato, ogni giorno qui la stampa locale veleni, veleni</span> <span style="margin: 0px;">all&rsquo;ufficio di Procura, disservizi</span></strong><span style="margin: 0px;">, otto sostituti, giudici, sostituti contro gli altri, il capo, qui</span> <span style="margin: 0px;">non si vive sotto questo profilo. Io questo lo dico chiaramente&hellip; L&rsquo;ufficio di Procura che</span> <span style="margin: 0px;">esercita al piano superiore al mio e svolge le funzioni di requirenti con riferimento alla</span> <span style="margin: 0px;">giudicante che io presiedo, &egrave; attanagliato da questa situazione assurda, assurda che</span> <span style="margin: 0px;">tecnicamente &egrave; riprovevole e che crea nei confronti dell&rsquo;opinione pubblica un opinione di</span> <span style="margin: 0px;">disgusto, di sfiducia nelle istituzioni</span>&rdquo;. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Sintomatiche del discredito da cui l&rsquo;ufficio requirente siracusano &egrave; circondato sono anche la vicenda dell&rsquo;indagine Eni &#8211; Descalzi</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;"> ed il mancato coordinamento con la Procura di Roma nelle indagini a carico degli avvocati Calafiore ed Amara. Nel primo caso, dinanzi all&rsquo;evidente iniziale difetto di vigilanza da parte del procuratore, il dott. Fabio De Pasquale, titolare dell&rsquo;indagine milanese a carico del Descalzi, si rec&ograve; di persona a Siracusa per parlare con il procuratore Giordano e solo allora, dopo la coassegnazione del fascicolo al procuratore aggiunto, la situazione si sblocc&ograve; e gli atti furono trasmessi a Milano per competenza territoriale. Nel secondo caso, la Procura di Roma e la Procura di Messina, titolari di quell&rsquo;indagine, non ebbero alcuna interlocuzione con la Procura di Siracusa: di qui la logica e plausibile deduzione del dott. Scavone circa &ldquo;<span style="margin: 0px;">il grado di</span> <span style="margin: 0px;">sfiducia nei confronti della Procura di Siracusa&hellip;, se non si ritiene neppure di dover</span> <span style="margin: 0px;">mandare a perquisizioni in corso copia del decreto svolto in gran parte in territorio di</span> <span style="margin: 0px;">Siracusa&hellip;</span>&rdquo;.</span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Ulteriore vicenda che va ora ripercorsa &egrave; quella relativa alla t<strong>rasmissione, da parte del dott. Giordano, di un esposto contro l&rsquo;avv. Favi, presidente del Consiglio dell&rsquo;Ordine degli avvocati</strong>; esposto poi archiviato dal competente Consiglio di disciplina per manifesta infondatezza. Si &egrave; trattato, anche in questo caso, di una decisione inopportuna visto che l&rsquo;esposto proveniva proprio dall&rsquo;avv. Calafiore e che l&rsquo;avv. Favi, nel corso dell&rsquo;audizione del 12 maggio 2017, aveva reso dichiarazioni potenzialmente critiche verso l&rsquo;operato del dott. Giordano. Sarebbe stato quindi decisamente preferibile far valutare l&rsquo;esposto al procuratore aggiunto.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Pi&ugrave; in generale, appare azzardata l&rsquo;affermazione del dott. Giordano in ordine ai rapporti &ldquo;<span style="margin: 0px;">splendidi</span>&rdquo; con il Foro</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">, mentre vi sarebbe una &ldquo;<span style="margin: 0px;">ostilit&agrave; personale</span>&rdquo; nei suoi confronti da parte del solo avv. Favi, <span style="margin: 0px;">uti singulus</span>. Risulta infatti che quanto dichiarato dall&rsquo;avv. Favi alla Prima Commissione rifletta il pensiero dell&rsquo;intero Ordine degli avvocati di Siracusa, i cui consiglieri hanno accompagnato fisicamente ed in blocco il loro presidente nel rendere l&rsquo;audizione il 12 maggio 2017, come a voler simbolicamente sottolineare la compattezza dell&rsquo;intero Ordine. Ed &egrave; stato poi l&rsquo;intero Consiglio dell&rsquo;Ordine ad esprimere un parere critico verso la riconferma del dott. Giordano nella funzione direttiva ricoperta.</span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">E.5) L&rsquo;esposto presentato dal dott. Giordano contro gli otto sostituti</span></strong></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Agli episodi sopra citati e ricostruiti se ne sono aggiunti altri, successivi all&rsquo;apertura del procedimento ex art. 2 ed anch&rsquo;essi da esaminare e valorizzare. Essi hanno ulteriormente compromesso il rapporto fiduciario tra i sostituti ed il procuratore ed hanno accentuato, sul piano obiettivo, la prognosi negativa circa l&rsquo;esercizio da parte del procuratore, in piena indipendenza ed imparzialit&agrave;, delle proprie funzioni.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Sul punto va subito analizzata <strong>l&rsquo;inopportuna iniziativa del procuratore di inoltrare una segnalazione al Consiglio ed all&rsquo;Ispettorato ministeriale contro gli otto sostituti</strong> autori dell&rsquo;esposto, accusati di aver violato l&rsquo;art. 330 c.p.p., l&rsquo;art. 1 del d.lgs. n. 106/2006 e l&rsquo;art. 70 dell&rsquo;ordinamento giudiziario.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">In proposito preme dire che, sul piano penale, ciascun pubblico ufficiale, quando viene a conoscenza di fatti potenzialmente costituenti reato, &egrave; tenuto a segnalarli alla competente Procura della Repubblica, cos&igrave; come hanno fatto gli otto sostituti autori dell&rsquo;esposto. </span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Sul piano ordinamentale, non appare utilmente richiamabile l&rsquo;art. 70, comma 5, dell&rsquo;ordinamento giudiziario, visto che i fatti segnalati dagli otto sostituti sono stati appresi nell&rsquo;esercizio delle loro funzioni, anche in sede di &ldquo;<span style="margin: 0px;">coordinamento investigativo</span>&rdquo;. A parte questo, il punto decisivo &egrave; che, come gli otto esponenti hanno pi&ugrave; volte sottolineato, <strong>il procuratore della Repubblica era gi&agrave; a conoscenza di quegli stessi fatti, che gli erano stati segnalati pi&ugrave; volte dai sostituti</strong>, per iscritto o oralmente. Per esemplificare: il procuratore era stato informato dal dott. Lucignani delle anomalie della consulenza del dott. Pace e dell&rsquo;atteggiamento del dott. Longo nel procedimento &ldquo;Open land&rdquo; e, oltre a difendere con veemenza l&rsquo;operato del Longo, invit&ograve; il Lucignani a non depositare alcuna relazione scritta sull&rsquo;accaduto; il procuratore era stato pienamente informato, sia dalla Procura di Milano sia dal dott. Scavone, delle anomalie del comportamento del dott. Longo nella vicenda Eni &ndash; Descalzi; il procuratore era stato pienamente informato delle anomalie della consulenza conferita dalla dott.ssa Bonfiglio al dott. Perricone e ritenne di non dover trasmettere gli atti alla Procura di Messina; il procuratore era a conoscenza della denuncia rivolta dal consulente ing. Geraci nei riguardi del dott. Longo; il procuratore era a conoscenza della cd. Vicenda Civello, visto che aveva dipanato lui il contrasto tra il dott. Lucignani ed il dott. Musco sulla titolarit&agrave; del procedimento.</span></p>
<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-10957" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/06/images_luisa2_calafiore.jpg" alt="" width="521" height="728" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/06/images_luisa2_calafiore.jpg 521w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/06/images_luisa2_calafiore-215x300.jpg 215w" sizes="(max-width: 521px) 100vw, 521px" /></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Insomma, i sostituti autori dell&rsquo;esposto si sono limitati a mettere insieme e collegare una serie di circostanze interne all&rsquo;ufficio, apprese per ragioni d&rsquo;ufficio e che il procuratore ben conosceva. Peraltro l&rsquo;esposto &egrave; stato consegnato, nella stessa versione sintetica trasmessa al Consiglio superiore ed alla Procura generale presso la Corte di Cassazione (versione sintetica necessaria per tutelare il segreto investigativo e non compromettere le indagini), anche al procuratore generale di Catania, ossia alla massima autorit&agrave; requirente del distretto.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">I pi&ugrave; che comprensibili motivi, sul piano umano e sul piano giuridico, che hanno indotto gli otto sostituti a redigere e trasmettere l&rsquo;esposto sono stati <strong>efficacemente compendiati dal dott. Palmieri</strong>, in termini che converr&agrave; qui nuovamente riportare: i fatti oggetto dell&rsquo;esposto erano stati rappresentati al procuratore &ldquo;<span style="margin: 0px;">in ogni dettaglio&hellip; anche con</span> <span style="margin: 0px;">toni qualche volta decisi</span>&rdquo;, ma non ne era seguita alcuna &ldquo;<span style="margin: 0px;">reazione effettiva</span>&rdquo; ed allora, poich&eacute; &ldquo;<span style="margin: 0px;">i colleghi stavano sempre l&igrave;</span>&rdquo;, &ldquo;<span style="margin: 0px;">gli avvocati pericolosi erano sempre in giro</span>&rdquo; e <strong>vi era il fondato timore della &ldquo;<span style="margin: 0px;">fabbricazione di prove false</span>&rdquo;</strong>, loro si sono determinati &ldquo;<span style="margin: 0px;">a chiedere in</span> <span style="margin: 0px;">qualche modo aiuto al Consiglio, con una nota informativa, e all&rsquo;autorit&agrave; di Messina per</span> <span style="margin: 0px;">un&rsquo;esplorazione sui fatti ancora pi&ugrave; approfondita</span>&rdquo;. A sua volta il dott. Grillo ha riferito che &ldquo;<span style="margin: 0px;">questi fatti sono stati segnalati, ciascuno di questi fatti &egrave; stato segnalato&hellip; al procuratore,</span> <span style="margin: 0px;">direi tutti&hellip; e non abbiamo&hellip; io di sicuro non ho mai visto risposte particolarmente dure in</span> <span style="margin: 0px;">questo senso, nonostante la gravit&agrave; dei fatti rappresentati. Devo dire che l&rsquo;atteggiamento era</span> <span style="margin: 0px;">come di chi volesse comporre un conflitto tra due fazioni, fra gruppi in contrasto</span>&rdquo; (pag. 39).</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Pi&ugrave; diffusamente, nel corso delle audizioni, tutti i sostituti hanno dichiarato di aver dovuto scrivere l&rsquo;esposto ed inoltrarlo direttamente alla Procura di Messina perch&eacute; non ritenevano di avere dal procuratore la sponda e l&rsquo;appoggio necessari per andare avanti nel loro lavoro e per smuovere, o quanto meno efficacemente arginare, il patologico e virulento inquinamento dell&rsquo;azione investigativa nell&rsquo;ufficio (cfr., ad esempio, pag. 96 delle dichiarazioni del dott. Pagano, pag. 110 delle dichiarazioni della dott.ssa Guarnaccia, pagg. 118 e 119 delle dichiarazioni della dott.ssa Brianese, pag. 132 delle dichiarazioni del dott. Nitti, pag. 17 delle dichiarazioni del dott. Lucignani).</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Tutto ci&ograve; considerato, e viste le gravi ed inquietanti anomalie che la complessiva lettura dell&rsquo;esposto rivelava a qualsiasi lettore disinteressato, appare <strong>davvero sconfortante e sintomatico che il procuratore capo abbia assunto un improprio atteggiamento censorio, astioso, conflittuale e punitivo verso i magistrati sottoscrittori,</strong> arrivando ad affermare che &ldquo;<span style="margin: 0px;">l&rsquo;unica vera anomalia</span>&rdquo; &egrave; stata la presentazione dell&rsquo;esposto, senza rendersi conto che proprio quella denuncia e quell&rsquo;esposto hanno dapprima consentito di allontanare dall&rsquo;ufficio il dott. Longo dalla Procura di Siracusa, per effetto dell&rsquo;apertura del procedimento ex art. 2 e del conseguente trasferimento in prevenzione, ed hanno consentito altres&igrave; di aprire un procedimento penale tuttora in corso; procedimento che, pur nel rispetto dovuto alla presunzione di non colpevolezza, fino ad ora ha dato ampio conforto al contenuto della denuncia, stante la misura cautelare applicata al dott. Longo, all&rsquo;avv. Amara, all&rsquo;avv. Calafiore ed ai consulenti dottori Naso, Pace, Verace e Perricone.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">E.6) La valutazione dell&rsquo;ulteriore istruttoria compiuta dopo l&rsquo;apertura del procedimento per incompatibilit&agrave;.</span></strong></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Se queste sono le vicende, e se questo &egrave; il contesto di fondo, non pu&ograve; dirsi, come pure il dott. Giordano ha affermato, che la situazione rappresentata nel provvedimento di apertura del procedimento per incompatibilit&agrave; ambientale abbia perso di attualit&agrave; dopo il trasferimento dei sostituti Longo e Musco. Infatti <strong>le gravi vicende verificatesi, segnalate nell&rsquo;esposto e nelle audizioni, riflettono un quadro di &ldquo;<span style="margin: 0px;">totale sfiducia&hellip; nei confronti del procuratore</span>&rdquo;</strong> (cos&igrave; il dott. Scavone), difficilmente rimarginabile all&rsquo;atto dell&rsquo;apertura del procedimento ex art. 2 e sicuramente non pi&ugrave; rimarginabile alla luce dei comportamenti tenuti dal procuratore successivamente all&rsquo;apertura del procedimento.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Tale clima di <span style="margin: 0px;">totale sfiducia </span>non pu&ograve; che determinare rapporti molto pi&ugrave; formali tra i sostituti ed il procuratore, con inevitabile maggiore lentezza e farraginosit&agrave; dell&rsquo;azione dell&rsquo;ufficio (in questo senso si vedano anche le dichiarazioni rese nel corso della seconda audizione dai dottori Lucignani e Palmieri). Inoltre, la ricomposizione di un clima di reciproca fiducia tra i sostituti e il procuratore appare definitivamente compromessa dalle dichiarazioni inutilmente ed ulteriormente polemiche e conflittuali rese dal procuratore nei riguardi dei otto sostituti e nel corso della presente procedura; dichiarazioni aggiuntive rispetto a quelle contenute nell&rsquo;esposto che aveva ritenuto di presentare contro di loro; segno tutto ci&ograve; di un <strong>vistoso scollamento dalla</strong> <strong>realt&agrave; ormai non pi&ugrave; rimediabile</strong>.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Pi&ugrave; ancora, le ulteriori circostanze da ultimo riferite dagli otto sostituti nel corso delle audizioni del 21 novembre 2017 sono <strong>l&rsquo;evidente spia di un operato professionale del dott. Giordano volto ad inasprire le tensioni piuttosto che a stemperarle</strong>, come invece lo stesso diceva ai sostituti di dover fare nei riguardi dei comportamenti anomali del dott. Longo. Ci si riferisce, anzitutto, alla vicenda riferita dal dott. Pagano, che si ripercorrer&agrave; nuovamente per la sua rilevanza sintomatica. Il procedimento sulla discarica Cisma, quello in cui il dott. Longo aveva conferito incarico peritale al prof. Naso (ed in cui, per la falsa perizia resa, sia il Longo sia il Naso sono stati destinatari della misura cautelare) &egrave; stato assegnato al dott. Pagano dopo il trasferimento del dott. Longo. In esso la Procura di Messina aveva chiesto alla Procura di Siracusa &ldquo;<span style="margin: 0px;">gli allegati di una di queste consulenze</span>&rdquo;. Il procuratore aveva girato al dott. Pagano questa richiesta ed il predetto, tra le carte, vi aveva trovato un&rsquo;istanza a firma del consulente, il quale aveva domandato al dott. Longo di &ldquo;<span style="margin: 0px;">affittare un</span> <span style="margin: 0px;">locale, a spese della Procura, in cui tenere questi documenti</span>&rdquo;; il dott. Longo aveva accolto tale istanza e, per l&rsquo;effetto, i documenti non si trovavano in Procura ma in un luogo non meglio precisato. Rappresentata la situazione al dott. Giordano, il predetto ha invitato il dott. Pagano a telefonare al dott. Longo per chiedergli dove si trovassero questi fascicoli. Il dott. Pagano si &egrave; rifiutato di telefonare al dott. Longo.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Se questi sono i fatti, non pu&ograve; non apparire, in ogni evidenza, <strong>del tutto inopportuno l&rsquo;invito rivolto dal procuratore al dott. Pagano a telefonare al dott. Longo.</strong> Ci&ograve; perch&eacute;, come riferito dallo stesso dott. Pagano, la richiesta della Procura di Messina nasceva nell&rsquo;ambito di un procedimento penale in cui il dott. Longo era indagato sicch&eacute; era davvero singolare dover chiedere al predetto un&rsquo;informazione di natura collaborativa, per di pi&ugrave; in maniera informale. Ancor pi&ugrave; inopportuno che tale richiesta si sia diretta al dott. Pagano, ossia ad uno dei magistrati autori dell&rsquo;esposto da cui &egrave; scaturito il procedimento penale contro il dott. Longo e nel cui ambito la Procura di Messina aveva rivolto quelle richieste. Si rinnova quindi, ed in modo ancor pi&ugrave; maldestro, la stessa vicenda che si era verificata quando il dott. Giordano chiese al dott. Grillo di telefonare alla dott.ssa Brianese per chiederle conto delle anomalie della consulenza tecnica conferita dalla stessa al Perricone. Entrambi gli episodi hanno contribuito ad allargare viepi&ugrave; la frattura della fiducia dei sostituti nell&rsquo;imparzialit&agrave; ed indipendenza del procuratore, come il dott. Pagano non ha mancato di rimarcare.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Eguale negativo effetto, e sintomo di una convivenza professionale ormai non pi&ugrave; utilmente praticabile, sono <strong>le frasi denigratorie e velenose che il dott. Giordano ha ritenuto di rivolgere, parlando con la dott.ssa Bonfiglio</strong> in occasione del trasferimento della stessa, nei confronti degli altri sostituti dell&rsquo;ufficio: &ldquo;<span style="margin: 0px;">mi spiace che te ne vai, anche perch&eacute; tu sei una di</span> <span style="margin: 0px;">quelle che ha detto meno, cio&egrave; che non ha detto cose false&hellip;</span>&rdquo;. In sostanza il dott. Giordano ritiene che i sostituti procuratori autori dell&rsquo;esposto abbiano detto il falso contro di lui, il che non &egrave; emerso in alcun modo ed anzi, come ampiamente scritto in premessa, risulta smentito. E tutto ci&ograve; &egrave; stato ribadito nell&rsquo;ultima memoria depositata dal dott. Giordano, il quale ha scritto in quella sede che i sostituti hanno rappresentato &ldquo;<span style="margin: 0px;">circostanze non vere, inesatte oppure</span> <span style="margin: 0px;">distorte e, in definitiva, prive di fondamento e di efficacia dimostrativa quantomeno in</span> <span style="margin: 0px;">relazione ai presupposti del procedimento di incompatibilit&agrave; ambientale</span>&rdquo;. <strong>E&rsquo; quindi palese il</strong> <strong>marcato &ldquo;<span style="margin: 0px;">risentimento</span>&rdquo; del procuratore verso gli otto sostituti autori dell&rsquo;esposto</strong>, cos&igrave; come riferito dal dott. Nicastro. Non si comprende allora come lo stesso dott. Giordano possa affermare, nella medesima memoria, che &ldquo;<span style="margin: 0px;">i rapporti con i sostituti e col procuratore aggiunto</span> <span style="margin: 0px;">sono stati ottimi e sempre improntati a confronto civile e sereno</span>&rdquo;. E non si comprende altres&igrave; come il dott. Giordano non si renda conto che la sua presenza in quell&rsquo;ufficio non sia pi&ugrave; tollerabile, in quanto obiettivamente fattore di conflitto, disarmonia e sfiducia.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Pur persistendo quell&rsquo;atteggiamento astioso e di risentimento di cui si &egrave; scritto, il dott. Giordano ha per&ograve; impropriamente ritenuto di sollecitare i sostituti a sottoscrivere una lettera al Csm nella quale avrebbero dovuto rappresentare che, dopo il trasferimento dei sostituti Longo e Musco, la situazione nell&rsquo;ufficio si era rasserenata ed i rapporti tra il procuratore e gli altri sostituti si erano positivamente evoluti. I sostituti non hanno inteso raccogliere questa richiesta, evidentemente perch&eacute; inopportuna e non corrispondente al vero. Sul punto merita riportare nuovamente le dichiarazioni del dott. Pagano e della dott.ssa Brianese: &ldquo;<span style="margin: 0px;">io ho detto</span> <span style="margin: 0px;">di no, che non ero disponibile&hellip; perch&eacute; secondo me era una richiesta che non andava fatta,</span> <span style="margin: 0px;">cio&egrave; se io l&rsquo;avessi voluta scrivere la lettera, la scrivo spontaneamente e non ho apprezzato il</span> <span style="margin: 0px;">fatto che mi sia stato richiesto</span>&rdquo; (dott. Pagano); scrivere la lettera &ldquo;<span style="margin: 0px;">non aveva nessun senso</span>&rdquo;, visto che &ldquo;<span style="margin: 0px;">la compromissione della fiducia &egrave; rimasta, non &egrave; che sia cambiata con il</span> <span style="margin: 0px;">trasferimento di questi due colleghi</span>&rdquo; (dott.ssa Brianese).</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Si tratta di un ulteriore tassello che riflette una situazione di oggettiva incompatibilit&agrave; ambientale, sia per la provenienza della richiesta sia per il suo contenuto sia per i suoi effetti, di ulteriore e prevedibile irrigidimento dei rapporti con i sostituti. In precedente delibera consiliare n. 8456/2017 adottata nella seduta del 10 maggio 2017, relativa al trasferimento ex art. 2 di altro magistrato, anch&rsquo;egli gi&agrave; dirigente di un ufficio giudiziario, si era verificata un&rsquo;analoga richiesta di attestazione di solidariet&agrave; ai giudici del Tribunale e la vicenda era stata uno degli elementi posti a base della delibera.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">E.7) Le conclusioni</span></strong></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">L&rsquo;insieme di queste vicende ha determinato <strong>un&rsquo;irrimediabile frattura del rapporto fiduciario tra il procuratore ed i sostituti</strong>, creando un&rsquo;oggettiva situazione ambientale di significativo appannamento della credibilit&agrave; dell&rsquo;operato della Procura e della figura del procuratore.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Riallacciandoci alla ricostruzione giuridica compiuta nel paragrafo D), va rimarcato che, al di l&agrave; della loro natura colpevole o meno, i comportamenti attivi ed omissivi del procuratore, sicuramente volontari e da valutarsi nella loro totalit&agrave;, hanno <strong>determinato una situazione di assoluta e non pi&ugrave; riparabile incompatibilit&agrave; ambientale, pur in assenza di responsabilit&agrave; di natura penale</strong>. Situazione di incompatibilit&agrave; ambientale ulteriormente acuita dall&rsquo;evento, in quanto tale incolpevole per il procuratore, della misura cautelare applicata al dott. Longo; tale evento, comunque non dirimente ai fini della valutazione in oggetto, &egrave; stato infatti comunque idoneo ad amplificare il discredito dell&rsquo;ufficio di Procura e la percezione, nell&rsquo;ambiente cittadino e giudiziario, dell&rsquo;inadeguata indipendenza ed imparzialit&agrave; di esso.</span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Va quindi restituita serenit&agrave; e credibilit&agrave; all&rsquo;ufficio, agli occhi dell&rsquo;ambiente giudiziario e dell&rsquo;intera cittadinanza siracusana</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">; e tale ricostituzione di serenit&agrave; e credibilit&agrave; impone il trasferimento del dott. Giordano. Pertanto, sulla base di tutte le vicende di cui sopra, specie se considerate nel loro insieme, ricorrono i presupposti dell&rsquo;incompatibilit&agrave; del dott. Giordano con ogni funzione giudiziaria nel circondario di Siracusa.</span></span></p>
<p style="margin: 0px 0px 13.33px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Il Consiglio, pertanto, <strong>delibera</strong> il trasferimento d&rsquo;ufficio ai sensi dell&rsquo;art. 2 regio decreto n. 511 del 31 maggio 1946 del dott. Francesco Paolo Giordano, attualmente procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa, per incompatibilit&agrave; con ogni funzione giudiziaria nel circondario di Siracusa; delibera altres&igrave; di comunicare la presente delibera alla Terza Commissione, per quanto di competenza.&raquo;</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giordano ricollocò Musco, amico di Amara, alla criminalità economica</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2018/06/20/giordano-ricolloco-musco-amico-di-amara-alla-criminalita-economica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[De Michele Oddo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jun 2018 17:43:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste-Questioni]]></category>
		<category><![CDATA[CSM]]></category>
		<category><![CDATA[Calafiore]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato amara]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Musco]]></category>
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					<description><![CDATA[Il procuratore capo non poteva non essere a conoscenza che &#8220;la circostanza dei patologici rapporti tra l&#8217;avvocato Amara e il dottor Musco &#232; stata al centro anche di una pronuncia della Cassazione (ordinanza n. 18647/2015)&#8221; &#160; La Civetta di Minerva, 8 giugno 2018 Pi&#249; approfondito il passaggio che riguarda il dottor Maurizio Musco perch&#233; proprio &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><em><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-size: 13pt;">Il procuratore capo non poteva non essere a conoscenza che &#8220;la circostanza dei patologici rapporti tra l&rsquo;avvocato Amara e il dottor Musco &egrave; stata al centro anche di una pronuncia della Cassazione</span></em></strong></span><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> <strong><em>(ordinanza n. 18647/2015)&rdquo;</em></strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>  <span id="more-10952"></span>  </p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">La Civetta di Minerva, 8 giugno 2018</span></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Pi&ugrave; approfondito il passaggio che riguarda <strong>il dottor Maurizio Musco perch&eacute; proprio la sua collocazione nel settore criminalit&agrave; economica, decisa da Giordano</strong>, ha<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>rappresentato uno dei motivi per cui il CSM ha accolto i rilievi presentati dai sostituti contro il nuovo progetto organizzativo voluto da Giordano.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Il procuratore capo non poteva infatti non essere a conoscenza del fatto che &#8220;la circostanza dei patologici rapporti tra l&rsquo;avvocato Amara e il dottor Musco &egrave; stata al centro anche di una pronuncia della Cassazione (ordinanza n. 18647/2015), con la quale &egrave; stata accolta la richiesta di rimessione del processo ex art. 45 c.p.p. presentata dall&rsquo;imputato Pasquale Alongi relativamente ad un processo pendente a Siracusa. A fondamento di tale pronuncia della Corte di Cassazione, sicuramente indicativa della grave situazione ambientale venutasi a determinare, vi sono state sia le ragioni di astio dell&rsquo;avvocato Amara contro il dottor Alongi, funzionario di polizia che aveva indagato su di lui (anche nella vicenda in cui &egrave; maturato il suddetto precedente penale ex art. 326 c.p.), sia la situazione di inquinamento ambientale rappresentata dalla presenza del dottor Musco nella Procura di Siracusa&#8221;. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">I rapporti di frequentazione e di debito/credito tra Amara, cui collega di studio &egrave; Calafiore, e il sostituto Maurizio Musco &#8211; ricorda il CSM &#8211; sono stati accertati da una sentenza penale</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> <strong>passata in giudicato</strong>, con la quale Musco &egrave; stato condannato alla pena di un anno e otto mesi di reclusione per abuso d&rsquo;ufficio (la condanna in secondo grado &egrave; del dicembre del 2015; la pronuncia definitiva della Cassazione &egrave; del febbraio del 2017; allo stato il Musco &egrave; stato trasferito d&rsquo;ufficio alla Procura di Sassari per ragioni cautelari disciplinari). </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Eppure il procuratore Giordano, nonostante gli interessi imprenditoriali in loco sia di Amara sia del gruppo Frontino, i cui membri erano spesso difesi dallo stesso avvocato, ha ricollocato Musco</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> (tornato alla Procura di Siracusa dopo la revoca dell&rsquo;iniziale trasferimento d&rsquo;ufficio alla Procura di Palermo<strong>) nel settore criminalit&agrave; economica</strong>,. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">A Musco vengono anche affidati alcuni fascicoli scaturiti <strong>da denunce penali di vari subappaltatori nei riguardi di persone del gruppo Frontino</strong>, la cui societ&agrave; madre (Open Land) aveva dato loro in commissione dei lavori, senza poi pagarli ed escogitando un meccanismo fraudolento cos&igrave; descritto dal dott. Lucignani: &ldquo;Il gruppo Frontino&hellip; aveva frodato tutti i subappaltatori, perch&eacute; le societ&agrave; che effettivamente facevano i contratti con i subappaltatori, con le teste di legno, in qualche modo scomparivano. Una era stata intestata a un soggetto ivoriano ed era stata trasferita in fretta e furia in Costa d&rsquo;Avorio, una era fallita e l&rsquo;altra in procinto di esserlo, quindi quasi nessuno era stato pagato&rdquo;. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Inoltre i procedimenti scaturiti dalle denunce per truffa dei vari subappaltatori, nonostante le rassicurazioni al dottor Lucignani, non vennero riuniti al procedimento per bancarotta, frode fiscale e truffa ai</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> danni dello Stato di cui quest&rsquo;ultimo era titolare, ma vennero autonomamente affidate a Musco; assegnazioni mantenute in essere da Giordano nonostante le rimostranze dello stesso Lucignani e nonostante il legale dei denuncianti avesse lamentato il modo &#8220;un po&rsquo; brutale&#8221; di condurre le sit da parte di Musco.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Di nessun rilievo per il CSM la motivazione con cui Giordano cerca di giustificare tali scelte: &#8220;Il dottor Musco venne inserito nel settore criminalit&agrave; economica su sua richiesta ed anche perch&eacute;, dopo le iniziali assoluzioni penali e disciplinari, i rapporti tra lui e l&rsquo;avvocato Amara avevano &ldquo;perso di attualit&agrave;&rdquo; &#8220;. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Ma &#8220;l&#8217;obiettivo appannamento dell&#8217;immagine professionale&#8221; di Giordano viene altres&igrave; determinato dai suoi rapporti con lo stesso Amara e soprattutto con Calafiore</span></strong><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> (l&#8217;indagato Calafiore, scrive il CSM) pi&ugrave; volte ricevuto nel suo ufficio, cos&igrave; come riferito dal dott. Scavone: &#8220;Pochi giorni prima dell&rsquo;arrivo della Prima Commissione a Siracusa, lo stesso giorno in cui una consigliera comunale (Simona Princiotta), assistita di Calafiore, in conferenza stampa ha accusato i sostituti Lucignani, Palmieri e Nicastro di gravi reati, l&rsquo;avvocato Calafiore &egrave; rimasto &ldquo;per un&rsquo;ora e mezza&rdquo; nella Sua stanza (cos&igrave; ha riferito il dott. Nitti); quando la Procura di Messina ha chiesto la restituzione di un fascicolo di indagini (in origine trattato dalla stessa Procura messinese perch&eacute;, insieme con Calafiore, era indagato anche Longo, e successivamente trasmesso alla Procura di Siracusa in seguito all&rsquo;iniziale archiviazione della sola posizione di Longo), Giordano, secondo quanto riportato dal dottor Antonio Nicastro si infastid&igrave; &ldquo;moltissimo&rdquo; e disse: &ldquo;Questi cosa vogliono, prima ci restituiscono il fascicolo, ora lo vogliono indietro, ma perch&eacute; hanno ottenuto la riapertura delle indagini, come hanno fatto ad ottenere la riapertura delle indagini?&rdquo;. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">E, <strong>prima di mandare gli atti a Messina, decise di interrogare Calafiore, nonostante fosse evidente la competenza della Procura messinese</strong> e nonostante la scarsissima inutilit&agrave; dello stesso interrogatorio sul piano investigativo.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="margin: 0px; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">&#8220;E anche l&rsquo;avvocato Amara, imputato per reati di natura tributaria a Siracusa e gravato da un precedente penale per il delitto di cui all&rsquo;art. 326 c.p., &egrave; stato da lei ricevuto in ufficio (come riferito dal dottor Scavone)&#8221;.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La giustizia capovolta. Dal dolore alla riconciliazione</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2018/04/20/la-giustizia-capovolta-dal-dolore-alla-riconciliazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione La civetta press]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2018 10:35:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura generale]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
		<category><![CDATA[libera]]></category>
		<category><![CDATA[CSM]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
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					<description><![CDATA[Il volume respira con due polmoni:&#160;il&#160;primo descrive la salute delle carceri, il fondamento giuridico e biblico della giustizia riparativa e include alcune storie di riconciliazione; la seconda riporta alcuni dialoghi dell&#8217;Autore con Francesco Cananzi, appartenente al Consiglio Superiore della Magistratura; Daniela Marcone, vicepresidente di Libera; Guido Chiaretti, presidente dell&#8217;associazione di volontariato carcerario Sesta Opera San &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="background: white; text-align: justify; line-height: 19.7pt; margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 7.5pt;"><span style="margin: 0px; color: #777777; font-family: 'Lora','serif'; font-size: 13pt;">Il volume respira con due polmoni:&nbsp;il&nbsp;primo descrive la salute delle carceri, il fondamento giuridico e biblico della giustizia riparativa e include alcune storie di riconciliazione; la seconda riporta alcuni dialoghi dell&rsquo;Autore con Francesco Cananzi, appartenente al Consiglio Superiore della Magistratura; Daniela Marcone, vicepresidente di Libera; Guido Chiaretti, presidente dell&rsquo;associazione di volontariato carcerario Sesta Opera San Fedele; don Virgilio Balducchi, ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane.</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tantissimi soldi passavano sul conto del magistrato Longo</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2018/02/26/tantissimi-soldi-passavano-sul-conto-del-magistrato-longo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2018 09:53:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[mercificazione della funzione giudiziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Amara]]></category>
		<category><![CDATA[CSM]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Longo]]></category>
		<category><![CDATA[Calafiore]]></category>
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					<description><![CDATA[Somme con cadenza mensile e a volte anche di pochi giorni, da parere un altro stipendio. E c&#8217;era coincidenza fra la dazione e i prelievi dalle srl di Amara e Calafiore La Civetta di Minerva, 16 febbraio 2018 Il procuratore generale della Cassazione, Riccardo Fuzio, ha chiesto al CSM di sospendere Giancarlo Longo dalle funzioni &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: rgb(255, 153, 0);"><strong><em><span style="margin: 0px; font-size: 13pt;">Somme con cadenza mensile e a volte anche di pochi giorni, da parere un altro stipendio. E c&rsquo;era coincidenza fra la dazione e i prelievi dalle srl di Amara e Calafiore</span></em></strong></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial, helvetica, sans-serif; background-color: rgb(255, 153, 0);"></span></p>
<p>  <span id="more-10367"></span>  </p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="color: #000000; font-family: arial,helvetica,sans-serif; text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; font-size: 13pt;">La Civetta di Minerva, 16 febbraio 2018</span></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="color: #000000; font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><span style="margin: 0px; font-size: 13pt;">Il procuratore generale della Cassazione, Riccardo Fuzio, ha chiesto al CSM di sospendere Giancarlo Longo dalle funzioni di magistrato e dallo stipendio. Un atto dovuto, si direbbe, non solo perch&eacute; questo prevede la regola ma soprattutto perch&eacute; le accuse mosse nei suoi confronti dalle Procure di Roma e di Messina sono pesantissime. &#8220;<strong>Un&rsquo;inquietante capacit&agrave; criminale&#8230; disposto alla mercificazione della funzione giudiziaria&#8230;</strong></span><strong><span style="margin: 0px; font-size: 13pt;"> una personalit&agrave; incline al delitto</span></strong><span style="margin: 0px; font-size: 13pt;">, perpetrato attraverso la strumentalizzazione non solo della funzione ricoperta, ma anche dei rapporti personali e professionali</span><span style="margin: 0px; font-size: 13pt;">&#8230;&#8221;. Si evidenzia la &#8220;</span><span style="margin: 0px; font-size: 13pt;">gravit&agrave; delle condotte da lui poste in essere in qualit&agrave; di pubblico ufficiale che <strong>svendeva la propria funzione, concorreva alla redazione di atti pubblici ideologicamente falsi</strong>, si faceva corruttore di altri pubblici ufficiali, con piena accettazione da parte degli stessi, che venivano per giunta da lui remunerati con soldi pubblici, intratteneva una rete di rapporti dall&#8217;origine oscura e privi di apparente ragion di essere&#8221;.</span></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: #000000; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Longo usava quindi le prerogative a lui attribuite dall&rsquo;ordinamento &#8220;per <strong>curare interessi particolaristici e personali di terzi soggetti dietro remunerazione&#8221;</strong>. Tali condotte vengono riscontrate a partire dal 2013, e perdurano sino ai primi mesi del 2017, grazie anche a una manipolazione degli atti giudiziari creando fascicoli &#8220;specchio&#8221;, che il magistrato &#8220;si auto-assegnava al solo scopo di monitorare ulteriori fascicoli di indagine assegnati ad altri colleghi (e di potenziale interesse per alcuni clienti rilevanti degli avvocati Calafiore e Amara), legittimando cos&igrave; la richiesta di copia di atti altrui, o di riunione di procedimenti; fascicoli &#8220;minaccia&#8221;, in cui &#8220;finivano per essere iscritti &#8211; con chiara finalit&agrave; concussiva &#8211; soggetti &#8216;ostili&#8217; agli interessi di alcuni clienti di Calafiore e fascicoli &#8220;sponda&#8221;, che venivano tenuti in vita &#8220;al solo scopo di creare una mera legittimazione formale al <strong>conferimento di incarichi consulenziali</strong> (spesso, radicalmente inconducenti rispetto a quello che dovrebbe essere l&rsquo;oggetto dell&rsquo;indagine), <strong>il cui reale scopo era servire gli interessi dei clienti di Calafiore e Amara&#8221;</strong>.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: #000000; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Tutto per soldi. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: #000000; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Scrive il gip di Messina che Longo &egrave; sul libro paga di Amara e Calafiore. La prova sarebbe data non da collegamenti diretti con i due avvocati bens&igrave; dai <strong>numerosi versamenti in contanti (fino a 88mila euro)</strong> sui suoi vari conti correnti nell&#8217;arco temporale dal dicembre 2014 al marzo 2017 e soprattutto negli anni 2015-16. &#8220;La stranezza di tali operazioni non sta tanto nell&#8217;entit&agrave; del denaro, quanto nella cadenza temporale dei versamenti e nella coincidenza di tali movimentazioni in entrata sui conti del sostituto procuratore con operazioni in uscita dai conti di societ&agrave; riconducibili all&#8217;Amara e al Calafiore &#8230; nel periodo in cui Longo si occupava dei procedimenti che riguardavano il gruppo imprenditoriale Frontino&#8221;.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: #000000; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Piccole somme dai 400 ai mille/mille e cinquecento euro che, dall&#8217;agosto al dicembre 2016, su un conto diventano rate mensili &#8220;come se ricevesse un altro stipendio in contanti, oltre alla retribuzione per il lavoro svolto, per un ammontare complessivo di 14mila euro&#8221;; cos&igrave; tra maggio e luglio 2016 per 10mila euro. Anche il suocero Bruno Castaldi (accusato di riciclaggio) effettuava in suo favore un bonifico (con causale &#8220;come convenuto&#8221;) di 5mila euro.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="color: #000000; font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; font-size: 13pt;">Nell&#8217;anno 2017 le date dei versamenti risultavano ancora pi&ugrave; ravvicinate</span></strong><span style="margin: 0px; font-size: 13pt;">: dal 29 gennaio all&#8217;8 febbraio 2017 una cadenza quasi giornaliera per 4mila euro.</span></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: #000000; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">La Guardia di Finanza ricostruisce con precisione tutti gli accrediti sui vari conti, anche quelli eseguiti, eventualmente sulle postepay, dalla moglie e dal figlio privi di propri redditi quindi &#8220;verosimilmente ascrivibili sempre a Longo&#8221; e verifica in dettaglio la coincidenza temporale e monetaria tra i prelievi effettuati dai conti di Venezia Davide e da quelli delle societ&agrave; Ocean One Consulting srl e P&amp;G Corporate srl, riconducibili agli avvocati Amara e Calafiore (un importo complessivo di 200.350 euro) e i versamenti di Longo e familiari. </span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: #000000; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">&#8220;<strong>Significativi ai fini investigativi devono ritenersi anche i prelievi in contanti dai conti correnti di Alessandro Ferraro</strong>, effettuati tra il giugno 2015 e il gennaio 2017, verificati dalla GdF. Anche alle suddette movimentazioni in uscita, ammontanti complessivamente a circa 54mila euro, corrispondono operazioni in entrata di denaro contante sui conti di Longo&#8221;</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: #000000; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">L&#8217;analisi degli investigatori ha permesso, altres&igrave;, di accertare che <strong>a sua volta il Ferraro</strong>, nel periodo in contestazione, <strong>&egrave; stato beneficiario di conferimenti di somme</strong> provenienti da societ&agrave; riconducibili al sodalizio per importi rilevantissimi e dopo pochi giorni dall&#8217;apertura di un nuovo conto diveniva beneficiario di una somma di 6.242 euro corrisposta dalla societ&agrave; Entropia Energy srl costituita nel 2011 dalla moglie di Amara, legalmente rappresentata da Miano Sebastiano, versamenti poi continuati nel tempo.<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>E <strong>su altro conto da diverse societ&agrave; totalizza bonifici per 194.500 euro </strong>di cui, nell&#8217;ordinanza di Messina, vengono riportate date e importi specifici &#8220;perch&eacute; dimostrano le cointeressenze economiche tra l&#8217;indagato (Ferraro) e i sodali Amara e Calafiore&#8221;.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: #000000; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">Nessun credito &egrave; stato dato dai giudici alle argomentazioni che Longo ha presentato a sua difesa parlando di una donazione di 40mila euro ricevuta dal padre (che sarebbe per&ograve; rimasta inutilizzata per 6 anni dopo la morte del congiunto, nonostante la dichiarata difficolt&agrave; economica del sostituto il cui tenore di vita viene invece considerato dal gip alto) n&eacute; a quelle relative ai rapporti con il suocero: &#8220;La difesa di Longo, supportata dalle dichiarazioni del suocero, non ha alcun riscontro certo ed oggettivo, ed anzi risulta smentita dall&#8217;accertamento bancario innanzi descritto&#8221;.</span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="color: #000000; font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><span style="margin: 0px; font-size: 13pt;">E proprio alla luce di tale pesante quadro probatorio si ritiene &#8220;l&#8217;assoluta insufficienza a contenere il pericolo di reiterazioni criminosa</span></strong><span style="margin: 0px; font-size: 13pt;"> attraverso misure diverse e meno afflittive della custodia cautelare in carcere&#8221;. Una decisione ribadita dal giudice Vermiglio marted&igrave; scorso, quando ha respinto le richieste della difesa di Longo.</span></span></p>
<p style="margin: 0px; text-align: justify;"><span style="margin: 0px; color: #000000; font-family: arial,helvetica,sans-serif; font-size: 13pt;">&#8220;L<span style="background: white; margin: 0px;">&#8216;interrogatorio di garanzia, al termine del quale &egrave; stata chiesta la sostituzione dell&#8217;arresto coi domiciliari, avrebbe rafforzato il quadro indiziario a carico dell&#8217;ex pm&#8221;.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-10365" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/02/images_Monica5_i-fatti.png" alt="" width="1022" height="1030" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/02/images_Monica5_i-fatti.png 1022w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/02/images_Monica5_i-fatti-298x300.png 298w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/02/images_Monica5_i-fatti-1016x1024.png 1016w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/02/images_Monica5_i-fatti-150x150.png 150w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/02/images_Monica5_i-fatti-768x774.png 768w" sizes="(max-width: 1022px) 100vw, 1022px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-10366" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/02/images_Monica5_oikothen.png" alt="" width="1446" height="1060" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/02/images_Monica5_oikothen.png 1446w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/02/images_Monica5_oikothen-300x220.png 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/02/images_Monica5_oikothen-1024x751.png 1024w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2018/02/images_Monica5_oikothen-768x563.png 768w" sizes="(max-width: 1446px) 100vw, 1446px" /></p>
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