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	<title>Comune Pachino &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Fri, 12 Apr 2024 16:09:40 +0000</lastBuildDate>
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		<title>A PACHINO PUR DI SALVARE L&#8217;ALLEANZA CON LA DC DI CUFFARO, IL PD CORRE  ALLE AMMINISTRATIVE SENZA IL PROPRIO SIMBOLO.  AVANZA UN NUOVO TRASFORMISMO.</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2024/04/12/a-pachino-pur-di-salvare-lalleanza-con-la-dc-di-cuffaro-il-pd-corre-alle-amministrative-senza-il-proprio-simbolo-avanza-un-nuovo-trasformismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvo Baio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2024 16:09:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Altro che campo largo di forze alternative al centrodestra: quello che si profila alle Amministrative di Pachino è un campo di Agramante, cioè un campo della discordia dove tutti sono contro tutti. E dove il Partito democratico, ancora una volta, partecipa alle elezioni senza il proprio simbolo.  Il &#8220;caso Pachino&#8221; è difficile da spiegare e &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Altro che campo largo di forze alternative al centrodestra: quello che si profila alle <strong>Amministrative di Pachino</strong> è un campo di Agramante, cioè <strong>un campo della discordia dove tutti sono contro tutti</strong>. E dove il Partito democratico, ancora una volta, partecipa alle elezioni senza il proprio simbolo.</p>
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<div> Il &#8220;caso Pachino&#8221; è difficile da spiegare e più difficile da comprendere, se non come <strong>un caso di politica senza princìpi e senza identità.</strong>  Provo a spiegarlo, partendo dalle liti interne al Pd pachinese nel quale si contrappongono due schieramenti, uno favorevole a candidare a sindaco <strong>Emiliano Ricupero</strong> e l&#8217;altro favorevole a candidare <strong>Barbara Fronterrè</strong>, che del Pd è la personalità più forte e combattiva.</div>
<div><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-27686" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/04/21072012_barbara_fronterre.jpg" alt="" width="190" height="190" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/04/21072012_barbara_fronterre.jpg 190w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2024/04/21072012_barbara_fronterre-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 190px) 100vw, 190px" /></div>
<div>Anzi, lo era, perché, di fronte all&#8217;esistenza di un Pd diviso in due parti più o meno uguali, opta inopinatamente per una terza via: scende dal pullman del Pd e sale su quello di Azione, che la candida a sindaca.</div>
<div> Il suo rivale interno si candida pure, ma con una lista civica: Pd contro Pd, ma né l&#8217;uno (Ricupero) né l&#8217;altra (Fronterrè) avranno il simbolo del Pd. Non l&#8217;avranno, ed è la cosa che più conta, nemmeno gli elettori.</div>
<div><strong>La Fronterrè mette in piedi una coalizione  molto variegata</strong>, che comprende una parte dei <strong>Dem, liste civiche</strong> rispettabili, <strong>la Dc di Cuffaro e l&#8217;Mpa</strong>. Il segretario regionale del Pd, <strong>Barbagallo, mette pubblicamente il veto ad alleanze del Pd con la Dc di Cuffaro</strong>.  Ben presto però si capirà che si tratta di un veto negoziabile, aggirabile:  basta che i &#8220;cuffariani&#8221; di Pachino si presentino senza il proprio simbolo di partito e  l&#8217;alleanza è salva.  Al che i &#8220;cuffariani&#8221; replicano in maniera ultimativa: o col  nostro simbolo o salta l&#8217;alleanza.</div>
<div><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-7550" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/05/images_-cuffaro-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/05/images_-cuffaro-300x168.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2016/05/images_-cuffaro.jpg 680w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<div>Stessa posizione dell&#8217;Mpa.  A questo punto il segretario regionale del Pd, ritenuto uno dei maggiori esponenti della corrente di pensiero secondo cui la politica è l&#8217;arte del possibile,  suggerisce una soluzione &#8220;geniale&#8221;: <strong>rinunciamo noi al nostro simbolo</strong> e così nessuno potrà dire che il Pd è alleato dei &#8220;cuffariani&#8221;.</div>
<div> Del resto, per il Pd di Pachino rinunciare al simbolo non deve essere un&#8217;atroce sofferenza, visto che <strong>sono 13 anni che vi rinuncia</strong>.</div>
<div>Non  provo alcun sollievo nell&#8217;esprimere queste mie opinioni critiche, certamente non gradite da quelli che decidono nel partito al quale sono iscritto, ma dopo Bari e Torino si fa sempre più urgente l&#8217;esigenza di tornare alla politica buona che scaccia quella cattiva e in cui la sinistra sta con la sinistra e la destra con la destra.</div>
</div>
</div>
</div>
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