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	<title>Benedetto Della Vedova &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
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		<title>Al voto per il nuovo Parlamento tra piroette e finte alleanze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Concetto Rossitto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2018 07:49:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Bonelli]]></category>
		<category><![CDATA[Emma Bonino]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Tabacci]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto Della Vedova]]></category>
		<category><![CDATA[Flavio Tosi]]></category>
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					<description><![CDATA[Solo per salvare il seggio e l&#8217;establishment. Se non fosse drammatica, la situazione potrebbe apparire divertente. Come una commedia degli equivoci &#160; La Civetta di Minerva, 19 gennaio 2018 Emma Bonino, da sempre coraggiosa e radicale innovatrice, corre in soccorso dell&#8217;establishment politico. Per &#8220;salvarlo&#8221; dai radicali innovatori di oggi, militanti soprattutto nel movimento pentastellato. Ma &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="background: white; margin: 0px -9.4px 0px 0px; text-align: justify; line-height: 14.5pt;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong><em><span style="margin: 0px; font-size: 13pt;">Solo per salvare il seggio e l&rsquo;establishment</span></em></strong></span><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">. <em>Se non fosse drammatica, la situazione potrebbe apparire divertente. Come una commedia degli equivoci</em> </span></strong></p>
<p style="background: white; margin: 0px -9.4px 0px 0px; text-align: justify; line-height: 14.5pt;">&nbsp;</p>
<p>  <span id="more-10274"></span>  </p>
<p style="background: white; margin: 0px -9.4px 0px 0px; text-align: justify; line-height: 14.5pt;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">La Civetta di Minerva, 19 gennaio 2018</span></span></p>
<p style="background: white; margin: 0px -9.4px 0px 0px; text-align: justify; line-height: 14.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Emma Bonino, da sempre coraggiosa e radicale innovatrice</span></strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">, corre in soccorso dell&rsquo;establishment politico. Per &ldquo;salvarlo&rdquo; dai radicali innovatori di oggi, militanti soprattutto nel movimento pentastellato. Ma poich&eacute; non potrebbe raccogliere le firme necessarie per presentare una sua nuova formazione, viene a sua volta <strong>soccorsa (lei, radicale e laica) dal cattolico Bruno Tabacci</strong>. Come? La Bonino sostenitrice del divorzio, dell&rsquo;aborto, delle unioni gay, dell&rsquo;adozione del figlio del partner (o <em>stepchild adoption)</em>, accetta di aggrapparsi all&rsquo;ancora di salvezza che le viene offerta da un suo eterno oppositore? Sicuramente avr&agrave; un buon motivo per operare in tal modo: lo far&agrave;, sua sponte, per &ldquo;salvare&rdquo; l&rsquo;Europa dal pericolo pentastellato? O forse sar&agrave; stata precettata a ridiscendere nell&rsquo;agone politico per questo nobilissimo fine. Ma perch&eacute; <strong>non ha accettato di correre assieme al socialista</strong> <strong>Nencini</strong> (anche lui alleato del PD), ideologicamente a lei molto pi&ugrave; affine di quanto non possa mai risultare il cattolico Tabacci? Mistero! Eppure Nencini ha dichiarato che, sino a due giorni prima che si aggrappasse al salvagente offertole da Tabacci, la Bonino aveva &ldquo;per l&rsquo;ennesima volta&rdquo; rifiutato l&rsquo;invito a costruire coi socialisti un percorso comune. Nella stessa alleanza, eterogenea, col PD. Chi ci capisce &egrave; bravo. </span></p>
<p style="background: white; margin: 0px -9.4px 0px 0px; text-align: justify; line-height: 14.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Che la Bonino stia subendo qualche pressione irresistibile?</span></strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> Da parte di chi? Non sembra una persona manovrabile ed ha sempre rivelato di avere una personalit&agrave; spiccata e un caratterino pepato. Dunque il mistero resta incomprensibile. Quanto al suo obiettivo politico esplicito (Pi&ugrave; Europa), vorremmo che ci spiegasse dettagliatamente cosa intenda: una Europa imperfetta come questa Unione ma ancora pi&ugrave; condizionante e/o pi&ugrave; asfissiante? Vogliamo sperare di no. E rimaniamo in attesa di sentire dettagliatamente dalla E<sup>2</sup> (Emma Europea) quale nuova e rivoluzionaria idea di Europa intenda prospettare. Da sinceri europeisti, gliene saremmo grati. Non ci soddisfa solo lo slogan &ldquo;Pi&ugrave; Europa&rdquo;; n&eacute; ci accontentiamo di generiche sortite su imprecisate riforme dei trattati. Ci dica come dovrebbe essere riformata questa deludente Unione; quali ruoli debbano essere riservati ad un governo centrale (diverso dalla attuale Commissione); su quali distinte materie debbano legiferare il Parlamento Europeo e i Parlamenti nazionali; come debbano essere riformati la BCE e l&rsquo;attuale sistema di monetazione. Altrimenti&hellip; la invitiamo a godersi in privato la meritata pensione.<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span></span></p>
<p style="background: white; margin: 0px -9.4px 0px 0px; text-align: justify; line-height: 14.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Propugnatore di Pi&ugrave; Europa &egrave; anche Benedetto Della Vedova</span></strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">, strenuo sostenitore ad oltranza della direttiva Bolkestein, che riguarda servizi e concessioni e che egli vorrebbe vedere applicata da subito (anzi: da ieri). Pare che egli abbia digerito molto male la manovrina notturna che ha inserito nell&rsquo;ultima legge di bilancio una<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>norma &#8220;salva ambulanti&#8221; che ritarda l&rsquo; attuazione della direttiva a lui tanto cara. Infatti non ha mancato di denunciare la responsabilit&agrave; dell&rsquo;alleato PD, di cui non condivide il programma: &laquo;La responsabilit&agrave; dell&#8217;ennesima proroga &egrave; del Pd ma la legge elettorale non prevede un programma comune, solo apparentamenti nei collegi&raquo;. Dunque Della Vedova rivela che la sua alleanza col PD &egrave; solo una finzione. Un apparentamento tattico ed opportunistico. Mentre sussistono divergenze strategiche e programmatiche. Allegria! </span></p>
<p style="background: white; margin: 0px -9.4px 0px 0px; text-align: justify; line-height: 14.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Nella stessa armata guidata da Renzi militano i verdi di</span></strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> <strong>Angelo Bonelli</strong>. I quali gradiscono Renzi meno del fumo negli occhi o di uno spray urticante in faccia: sono contrari al TAP (il gasdotto trans-adriatico fortemente voluto da Renzi); sono stati buggerati da Renzi in occasione del referendum sulle trivellazioni; hanno contestato il renzianissimo decreto Sblocca-Italia, considerandolo un regalo ai petrolieri e al partito delle trivelle. Ma niente paura: non c&rsquo;&egrave; alcun tradimento in atto. Parola di Bonelli: &#8220;Io mi alleo, ma con un mio programma e con una mia lista per fare le politiche verdi, non quelle del Pd&#8221;. Pi&ugrave; chiaro di cos&igrave;? Non c&rsquo;&egrave; alcuna vera alleanza. Non c&rsquo;&egrave; alcun programma comune. Solo apparentamenti tecnici ed effimeri, che dureranno lo spazio di una campagna elettorale. O di una guerra lampo di tutti contro tutti, combattuta con tanti armistizi nei collegi (e in alcune regioni) e mirante ad un solo obiettivo comune: la disperata ricerca del seggio perduto con lo scioglimento delle Camere.<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span></span></p>
<p style="background: white; margin: 0px -9.4px 0px 0px; text-align: justify; line-height: 14.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Non hanno nessunissima intenzione di governare insieme in caso di vittoria elettorale</span></strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">; ma solo di continuare a tessere e disfare intese effimere su singoli provvedimenti e a proseguire la prassi della transumanza da un gruppo politico all&rsquo;altro. Senza pudore e senza remore. E senza vincolo di mandato: senza alcun patto cogli elettori che li costringa a mantenersi fedeli ad un programma. Fanno a gara per ascendere all&rsquo;Olimpo degli eletti solo per continuare a recitare a soggetto e senza copione alcuno l&rsquo;eterna commedia di una politica senza costrutto e senza programmi condivisi. Carpe diem&hellip; etiamque privilegia.<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span></span></p>
<p style="background: white; margin: 0px -9.4px 0px 0px; text-align: justify; line-height: 14.5pt;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Le cose non vanno affatto meglio sull&rsquo;altro versante; quello del centro-destra. </span></p>
<p style="background: white; margin: 0px -9.4px 0px 0px; text-align: justify; line-height: 14.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">La quadrupede alleanza &egrave; solo una finzione destinata a durare il tempo della campagna elettorale</span></strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">. O destinata a collassare ancor prima del 4 marzo. <strong>Salvini </strong>rivendica per s&eacute; la guida e il ruolo di capo del governo in caso di vittoria. Ma <strong>Berlusconi</strong> (nonostante sia escluso dai pubblici uffici, nonostante non possa votare n&eacute; essere votato, nonostante non possa neanche svolgere il ruolo di tutore nei confronti di un minore o di un anziano incapace di intendere e di volere&hellip;) continua ad esercitare una invadenza inammissibile, condizionando la politica italiana, tessendo alleanze e rivendicando per s&eacute; il ruolo di presidente del consiglio in caso di vittoria (e di improbabile sentenza favorevole da Strasburgo). Gi&agrave; prima dell&rsquo;incontro faccia a faccia cogli alleati/rivali ha divulgato il simbolo della sua formazione con la scritta &ldquo;Berlusconi Presidente&rdquo;. Se qualcuno gli contester&agrave; quella scritta, potr&agrave; sempre affermare che essa si riferisca al fratello Paolo o alla figlia Marina, che hanno lo stesso suo cognome. Non fa mistero delle sue mire e intanto in segreto briga per contrastare quelle di ciascun rivale, effettivo o soltanto potenziale. La dichiarazione di <strong>Maroni</strong> (di non volersi ricandidare alla presidenza della Lombardia) ha spiazzato Salvini. Il quale sospetta un possibile accordo segreto tra l&rsquo;ex cavaliere (privato persino del suo titolo) e il presidente uscente della Regione Lombardia. </span></p>
<p style="background: white; margin: 0px -9.4px 0px 0px; text-align: justify; line-height: 14.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Salvini mette in guardia Maroni: se rinuncia alla presidenza della Regione non potr&agrave; aspirare ad altri incarichi politici</span></strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">. Ma il divieto vale zero e rivela solo la stizza impotente nei confronti del sornione commilitone leghista. Un&rsquo;altra spina nel fianco di Salvini &egrave; quel suo ex compagno di Carroccio ed ex sindaco di Verona: <strong>Flavio Tosi</strong>. Se Berlusconi far&agrave; spazio a Tosi e sosterr&agrave; le mire di Maroni, Salvini si vedr&agrave; portar via il terreno di sotto ai piedi. E la quadrupede alleanza di destra esploder&agrave;. Nulla di irreparabile: il cavallerizzo non avrebbe alcuna remora (di fronte alla necessit&agrave;<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>di<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>assicurare una qualsiasi governabilit&agrave; formale ed una sostanziale tutela dei suoi interessi) a stipulare un nuovo patto del Nazareno e a varare un governo di larghe intese o di larghe complicit&agrave;. Con ci&ograve; che rester&agrave; del PD renziano. E con greggi transumanti. E con tanti saluti a Salvini e forse anche ad altri pseudo-alleati. </span></p>
<p style="background: white; margin: 0px -9.4px 0px 0px; text-align: justify; line-height: 14.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Sic stantibus rebus, appare chiaro che le alleanze sono soltanto un espediente</span></strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> per superare agevolmente la soglia del 3%, ovvero per aggirare lo sbarramento che impedirebbe ai gruppuscoli satellitari la possibilit&agrave; di entrare o rientrare in Parlamento. In altri termini, non di alleanze si tratta ma di semplici accozzaglie opportunistiche e contingenti. </span></p>
<p style="background: white; margin: 0px -9.4px 0px 0px; text-align: justify; line-height: 14.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Lo ha esplicitamente ammesso il governatore della Puglia Emiliano con la rude franchezza che lo contraddistingue</span></strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">. L&rsquo;importante per i signori della casta (sempre pi&ugrave; impresentabile) &egrave; tornare ad occupare un seggio qualsiasi: poi continueranno a scambiarsi le posizioni, perpetuando la prassi della<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>transumanza, ormai consolidata. Le scelte politiche saranno, come in passato, frutto di mercanteggiamenti riservati con le lobby e oggetto di<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>mediazione palese tra i gruppi parlamentari: variabili come gli addensamenti di nuvole o le perturbazioni atmosferiche.<span style="margin: 0px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></p>
<p style="background: white; margin: 0px -9.4px 0px 0px; text-align: justify; line-height: 14.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Tutto questo avvantaggia e rende ogni giorno pi&ugrave; credibile il movimento anticasta: quello<span style="margin: 0px;">&nbsp; </span>pentastellato</span></strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">. Al quale i partiti si affannano ad opporsi, tacciandolo di populismo. Accusa in parte vera, ma inconsistente. E addirittura ridicola, se proveniente da esponenti del vannamarchismo renzusconiano. </span></p>
<p style="background: white; margin: 0px -9.4px 0px 0px; text-align: justify; line-height: 14.5pt;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">I partiti farebbero meglio a prospettare programmi concreti e coraggiosamente innovativi, invece di opporsi a chi vuole radicali e necessari cambiamenti. E, se lo facessero, forse scoprirebbero che sarebbe meglio confrontarsi e tentare di collaborare con quel movimento invece di affannarsi a cercare di ostracizzarlo. O di esorcizzarlo, come se fosse incarnazione del maligno. Emiliano lo ha capito e ha avuto il coraggio di ammetterlo pubblicamente. Sulla 7, nel corso del programma Omnibus, gioved&igrave; 11 gennaio, ha dichiarato che, a suo avviso, l&rsquo;esito pi&ugrave; probabile sar&agrave; un governo di larghe intese, mentre egli preferirebbe una alleanza tra sinistra (anche del PD) e movimento pentastellato; alleanza che per&ograve; gli appare sempre meno realizzabile. Per&ograve; mai dire mai. </span></p>
<p style="background: white; margin: 0px -9.4px 0px 0px; text-align: justify; line-height: 14.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Se l&rsquo;esito delle elezioni vedr&agrave; al primo posto per consensi il M5S</span></strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> e, dalla parte opposta, la quadrupede coalizione di centrodestra complessivamente pi&ugrave; votata, a chi conferir&agrave; l&rsquo;incarico <strong>Mattarella</strong>? Per prassi costituzionale dovrebbe consentire a <strong>Di Maio</strong> di svolgere almeno un mandato esplorativo. Nel corso del quale (come potrebbe emergere gi&agrave; dai contatti preliminari del Presidente con le delegazioni delle forze politiche) sarebbe possibile, forse ed auspicabilmente, dar vita ad un programma concordato tra M5S e LeU. Riusciranno queste due forze politiche a mettere insieme una maggioranza, sia pur risicata? Se s&igrave;, ci sar&agrave; da scommettere che la pattuglia parlamentare di LeU si arricchir&agrave; di transfughi che lasceranno il PD per accorrere in soccorso del vincitore. Prospettiva certamente poco apprezzabile, ma pur sempre preferibile ad uno stallo o ad uno scenario di larghe intese. </span></p>
<p style="background: white; margin: 0px -9.4px 0px 0px; text-align: justify; line-height: 14.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Un esito come quello ipotizzato non spiacerebbe a</span></strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;"> <strong>Bersani</strong>, ma una recente dichiarazione di <strong>Grasso </strong>sembrerebbe chiudere la porta in faccia al M5S. A nostro avviso, rinunciare ad una possibile intesa programmatica LeU-M5S sarebbe un errore: significherebbe vanificare ogni possibilit&agrave; di consistente cambiamento della situazione esistente e rafforzare la sfiducia dei cittadini nella capacit&agrave; di redenzione di questo sistema democratico, gi&agrave; cos&igrave; malridotto. Il M5S sta offrendo una via di espressione democratica al dissenso e alla sfiducia crescenti. Isolarlo come fosse un lazzaretto di appestati sarebbe un errore madornale. Gran parte dell&rsquo;elettorato della sinistra pi&ugrave; desiderosa di cambiamenti &egrave; gi&agrave; in quel movimento: non sar&agrave; combattendo contro di esso che la sinistra riguadagner&agrave; quell&rsquo;elettorato. Lo perderebbe per sempre. E sprecherebbe una occasione per avviare una nuova politica di risanamento e di innovazione profonda della societ&agrave;. </span></p>
<p style="background: white; margin: 0px -9.4px 0px 0px; text-align: justify; line-height: 14.5pt;"><strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">Le sirene dell&rsquo;establishment vogliono indurre la sinistra a coalizzarsi contro il movimento pentastellato</span></strong><span style="margin: 0px; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 13pt;">; le ragioni della politica e le motivazioni pi&ugrave; profonde di giustizia sociale dovrebbero spingerla a stipulare un programma di governo con esso. La posta in gioco &egrave; altissima. Buona meditazione, amici della sinistra vera ed amici pentastellati. Noi riteniamo che i punti veramente irrinunciabili dei vostri rispettivi programmi non si escludano.<span style="margin: 0px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="margin: 0px;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span></p>
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