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	<title>Associazione Lealtà e Condivisione &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Mon, 10 Jun 2024 12:50:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>Comunicato stampa di Lealtà e Condivisione</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2020/09/25/comunicato-stampa-di-lealta-e-condivisione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione La civetta press]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2020 16:57:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Lealtà e Condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[decadenza consiglio comunale]]></category>
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					<description><![CDATA[DECADENZA DEI CONSIGLI COMUNALI PER MANCATA APPROVAZIONE DEL RENDICONTO: ALL’ATTENZIONE DELL’ARS LA PROPOSTA DI LEALTA’ E CONDIVISIONE Presso la prima Commissione dell’assemblea regionale siciliana è in corso l’esame di alcuni disegni di legge, alcuni dei quali ci riguardano da vicino, in quanto affrontano la problematica dello scioglimento dei Consigli comunali a seguito della mancata approvazione &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DECADENZA DEI CONSIGLI COMUNALI PER MANCATA APPROVAZIONE DEL RENDICONTO: ALL’ATTENZIONE DELL’ARS LA PROPOSTA DI LEALTA’ E CONDIVISIONE</strong></p>
<p>Presso la prima Commissione dell’assemblea regionale siciliana è in corso l’esame di alcuni disegni di legge, alcuni dei quali ci riguardano da vicino, in quanto affrontano la problematica dello scioglimento dei Consigli comunali a seguito della mancata approvazione del rendiconto di gestione. Allo stato, in questa sede, si ha contezza di un progetto a firma dell’on. Stefano Zito, che propone il ricorso a nuove ed immediate elezioni in caso di scioglimento del consiglio comunale per non lasciare alla gestione commissariale lo svolgimento delle sue attribuzioni per tutto il tempo residuo alla conclusione della consiliatura.</p>
<p>Lealtà e Condivisione, da sempre e convintamente favorevole al ripristino di una normale dialettica democratica nella nostra città, venuta meno in virtù di una norma da tutti ritenuta irragionevole, ha lavorato alla formulazione di una modifica alla predetta norma nel senso di circoscrivere la sanzione dello scioglimento al solo caso della mancata approvazione del bilancio di previsione, la cui valenza non è in alcun modo assimilabile a quella del rendiconto. Ne potrebbe conseguire, conseguentemente e coerentemente, anche il reinsediamento del Consiglio comunale di Siracusa, ingiustamente penalizzato anche per una condotta improvvida dei consiglieri dell’opposizione, ma, in ogni caso, espressione della volontà democraticamente espressa dalla comunità siracusana.</p>
<p>Non avendo, però, alcuna rappresentanza alla Regione, abbiamo inoltrato, avendone riscontrato la disponibilità, il relativo testo all’on. Cracolici, componente la prima commissione, affinchè ne valuti il contenuto e l’opportunità di trasformarlo in emendamento, in tempo utile per la giornata di venerdì 25, fissata come termine per la presentazione di eventuali emendamenti.</p>
<p>Il nostro auspicio, ovviamente, è che, quale che sia la soluzione definitivamente adottata, si pervenga al risultato, da tutti auspicato, di pervenire, in tempi brevi, al ripristino di un ordinario assetto istituzionale, senza necessariamente attendere che sia l’autorità giudiziaria a supplire ad un compito che interpella direttamente e prioritariamente le responsabilità della politica.</p>
<p>Di seguito il testo.</p>
<table width="815">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="815">
<p><strong>art.109 bis O.R.EE.LL</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="401">
<p><strong>testo attuale</strong></p>
</td>
<td width="414">
<p><strong>modifiche proposte</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="401">
<p>In caso di mancata approvazione del bilancio nei termini di legge, l&#8217;Assessore regionale per gli enti locali nomina, anche senza previa diffida, un commissario per la predisposizione d&#8217; ufficio dello schema di bilancio e la convocazione del consiglio per la necessaria approvazione che deve avvenire entro il termine massimo di 30 giorni dalla convocazione stessa.</p>
<p>Il commissario provvede, altresì, all&#8217;approvazione del bilancio in sostituzione del consiglio qualora questo non vi abbia provveduto entro il termine di cui al precedente comma.</p>
<p>Il consiglio inadempiente viene sciolto, senza contestazione di addebiti, secondo le procedure previste dall&#8217;art. 54 dell&#8217;Ordinamento amministrativo degli enti locali e rimane sospeso nelle more della definizione della procedura di applicazione della sanzione dello scioglimento.</p>
<p>La sospensione del consiglio di cui al precedente comma è decretata dall&#8217;Assessore regionale per gli enti locali, il quale, con lo stesso decreto, nomina un commissario per la provvisoria gestione del comune.</p>
</td>
<td width="414">
<p>In caso di mancata approvazione del bilancio <strong><em>di previsione</em></strong> nei termini di legge, l&#8217;Assessore regionale per gli enti locali nomina, anche senza previa diffida, un commissario per la predisposizione d&#8217; ufficio dello schema di bilancio e la convocazione del consiglio per la necessaria approvazione che deve avvenire entro il termine massimo di 30 giorni dalla convocazione stessa.</p>
<p>Il commissario provvede, altresì, all&#8217;approvazione del bilancio <strong><em>di previsione </em></strong>in sostituzione del consiglio qualora questo non vi abbia provveduto entro il termine di cui al precedente comma.</p>
<p>Il consiglio inadempiente viene sciolto, senza contestazione di addebiti, secondo le procedure previste dall&#8217;art. 54 dell&#8217;Ordinamento amministrativo degli enti locali e rimane sospeso nelle more della definizione della procedura di applicazione della sanzione dello scioglimento.</p>
<p>La sospensione del consiglio di cui al precedente comma è decretata dall&#8217;Assessore regionale per gli enti locali, il quale, con lo stesso decreto, nomina un commissario per la provvisoria gestione del comune.</p>
<p><strong><em>La mancata approvazione del rendiconto di gestione nei termini di legge comporta la trasmissione della delibera consiliare e dei relativi atti alla Procura generale della Corte dei Conti per le eventuali determinazioni di sua competenza.</em></strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="401">
<p>&nbsp;</p>
</td>
<td width="414">
<p>NDR: dovrebbe inoltre valutarsi, con riferimento all’ultimo comma, la possibilità di reinsediare i Consigli comunali dichiarati decaduti in virtù della precedente formulazione</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>Siracusa 24/09/2020                     Il Presidente   <em> Ezio Guglielmo</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’assenza del Consiglio Comunale rappresenta un vuoto di democrazia?  Di sicuro è un indiscutibile motivo di dibattito e di confronto che vorremmo stimolare offrendo ai nostri lettori il parere di alcuni personaggi a cui abbiamo sottoposto le seguenti domande cercando di fare emergere i pro e i contro di una città senza consiglio comunale. Ma chiunque può partecipare, se vuole, mandando le sue risposte a redazione@lacivettapress.it</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2020/07/18/lassenza-del-consiglio-comunale-rappresenta-un-vuoto-di-democrazia-di-sicuro-e-un-indiscutibile-motivo-di-dibattito-e-di-confronto-che-vorremmo-stimolare-offrendo-ai-nostri-lettori-il-parer/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aldo Castello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2020 11:32:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[-Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio comunale di Siracusa]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Lealtà e Condivisione]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Diamo per scontato che la mancanza di una rappresentanza popolare riconosciuta e l’assenza di un luogo istituzionale dove dibattere e decidere la gestione di una città rappresenti un indubbio limite, almeno in linea di principio. Ma guardiamo alla realtà, nello specifico, a cosa e perché è successo, e alle conseguenze. La prima intervista è &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Diamo per scontato che la mancanza di una rappresentanza popolare riconosciuta e l’assenza di un luogo istituzionale dove dibattere e decidere la gestione di una città rappresenti un indubbio limite, almeno in linea di principio. Ma guardiamo alla realtà, nello specifico, a cosa e perché è successo, e alle conseguenze.</p>
<p><em><strong>La prima intervista è a Ezio Guglielmo, portavoce dell&#8217;Associazione Lealtà &amp; Condivisione</strong></em></p>
<p><strong>Senza Consiglio Comunale questa città, oggi, viene veramente penalizzata? E come, quanto, in cosa? </strong></p>
<p>L’assenza del Consiglio comunale produce, in ogni caso, un deficit di democrazia perché viene meno un organismo al quale la legge attribuisce poteri di indirizzo e di controllo nei confronti dell’amministrazione comunale. Tale considerazione vale a maggior ragione per quelle realtà, come nel caso di Siracusa, nelle quali erano rappresentate, nel massimo consesso istituzionale, in misura maggioritaria, forze che non si riconoscevano nella attuale governo cittadino e che si sono ritrovate, imprevedibilmente, nella impossibilità di dare voce a pezzi significativi della comunità locale.</p>
<p><strong> </strong><strong>Secondo alcuni potrebbe invece dimostrarsi (almeno in certe situazioni) un bene, un vantaggio, un risparmio economico. Una opportunità per svincolarsi da lacci e laccetti, inutili dibattiti, procedure e condizionamenti da partiti se non da  singoli consiglieri per velocizzare procedure e realizzare programmi. Lo ritiene possibile? </strong></p>
<p>Non sono d’accordo. La riduzione degli spazi istituzionali deputati al confronto politico determina sempre una democrazia zoppa e asfittica perché la priva della conoscenza di punti di vista diversi che possono contribuire ad ampliare la sfera delle opzioni politiche e delle soluzioni amministrative praticabili</p>
<p><strong>I consiglieri comunali sono vittime di una Legge sbagliata, di un complotto o di ignoranza? Dato che lo scioglimento è una eventualità prevista e regolamentata dalla Legge, perché non accettarlo come conseguenza naturale di una libera scelta invece di gridare allo scandalo e cercare scorciatoie, è corretto e  logico cercare di tornare indietro? Era, almeno questo, un C.C. da rimpiangere?</strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-18432" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/consiglio-comunale-sr-300x157.jpg" alt="" width="300" height="157" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/consiglio-comunale-sr-300x157.jpg 300w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2020/07/consiglio-comunale-sr.jpg 669w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Lo scioglimento del Consiglio comunale di Siracusa è la conseguenza di una scelta consapevolmente assunta dalla maggioranza di detto organismo che sapeva benissimo a quali rischi andava incontro nel decidere di bocciare il rendiconto predisposto dalla giunta comunale. Ciò detto, difficile non ravvisare profili di irragionevolezza in una norma che, di fatto, depotenzia i poteri di controllo del Consiglio comunale costringendolo (pena la decadenza) a prendere atto di un rendiconto concernente l’uso delle risorse comunali non necessariamente in linea con gli indirizzi votati dal medesimo organismo. La rilevanza della questione prescinde, ovviamente, dal giudizio sull’andamento dei pregressi lavori consiliari, non sempre produttivi, dal punto di vista degli interessi generali, troppo spesso pregiudizialmente sacrificati a logiche di parte. Da questo punto di vista la responsabilità del centro destra è indiscutibile. Ha utilizzato quasi sempre la sua maggioranza in Consiglio comunale per impedire all’amministrazione di operare proficuamente. Un atteggiamento più responsabile non solo avrebbe giovato alla città ma alla stessa opposizione, e, forse, non staremmo oggi qui a lamentarci della mancanza del Consiglio comunale</p>
<p><strong>Le reiterate richieste al sindaco di dimissioni, gli appellativi a lui rivolti (Podestà, Monarca, Un uomo solo al comando …) addirittura il ricorso legale avanzato da alcuni consiglieri rappresentano azioni obiettive ed opportune? Gli autori le avrebbero poste ugualmente se invece di questo sindaco ci sarebbe stato un loro rappresentante? Potrebbe sembrare un ulteriore colpo di coda di chi battuto dalle elezioni, dai ricorsi, dalle sentenze, non vuole arrendersi né accettare le ragioni di una sconfitta? Il sindaco Italia sta approfittando di questa opportunità o cercherà un reale e proficuo confronto con la Città? Meglio che si dimetta?</strong></p>
<p> La richiesta al Sindaco di dimettersi è priva di qualsiasi fondamento giuridico e politico. Italia non è stato eletto dal Consiglio comunale, ma ha avuto una investitura diretta da parte del corpo elettorale, che gli ha conferito un preciso mandato (la realizzazione del programma) da realizzare nell’arco temporale di un quinquennio. Non risulta che stia “approfittando” della condizione di “uomo solo al comando” e, tuttavia, ragioni evidenti di opportunità e di sensibilità democratica suggeriscono la pratica di un supplemento di ascolto nei confronti non tanto di singoli consiglieri, quanto di pezzi della comunità cittadina che, in misura significativa, nel 2018 hanno riversato i loro voti su candidati e liste alternativi alla attuale amministrazione comunale. E’ impensabile che alcune scelte rilevanti, che andranno adottate nel corso di questa legislatura, come quelle, solo per citare alcuni esempi, che riguardano il nuovo ospedale o la rivisitazione del piano regolatore, possano essere definiti da un commissario regionale, senza l’imprenscindibile coinvolgimento di tutte le forze politiche e, financo, della cittadinanza nel suo complesso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Spesso il Consiglio Comunale, da più parti, è stato accusato di non lavorare, di essere costituito da incapaci o ignoranti, di sprecare soldi pubblici (le tristi vicende dei gettoni di presenza finite sulle cronache giudiziarie e dello spettacolo). Ora è diventato improvvisamente l’unico baluardo a difesa della democrazia? È così? Si può partecipare e contribuire alla gestione amministrativa e politica di una città anche senza Consiglio Comunale? In che modo? Le Leggi e lo Statuto Comunale consentono la possibilità della partecipazione dal basso, sarà sufficiente? Quale forma, tra quelle proposte in questi giorni, o da proporre, le appare più valida?</strong></p>
<p>Lasciamo ai populisti di vecchia e nuova generazione la critica generalizzata agli strumenti di democrazia rappresentativa, che, come è noto, ha portato soltanto ad una loro delegittimazione con la conseguenza di non aver favorito un ricambio autorevole della classe dirigente. Anche nel disciolto Consiglio comunale, accanto ad alcuni comportamenti discutibili sul piano dell’esercizio del proprio mandato, erano presenti, in tutti gli schieramenti, esponenti che si sono impegnati, a loro modo, nella ricerca sincera di soluzioni ai problemi di interesse generale. Nulla vieta che tali propositi possano continuare a manifestarsi, anche nelle forme che la legge e lo statuto prevedono, con riferimento, in particolare, agli istituti di partecipazione, che assicurano ai cittadini, singoli o associati, poteri di intervento (si pensi al diritto di iniziativa o di comunicazione) o di indirizzo (come nel caso del referendum consultivo), talora più incisivi di quelli riconosciuti al Consiglio comunale. Sarà sufficiente? Dipende dal modo in cui saranno, e se lo saranno, attivati tali strumenti, finora inspiegabilmente trascurati. Anche forme inedite di confronto politico, del tipo di quelle prospettate in questi giorni da talune forze politiche cittadine, possono rappresentare una risposta efficace, purchè improntate a logiche di partecipazione diffusa. Una cosa è certa: l’iniziativa politica non è preclusa dalla assenza del Consiglio comunale ma, semmai, dallo sterile incaponirsi nella vana ricerca di rivalse improbabili in sede giudiziaria o dalla mancanza di idee forti e suggestive, tali da alimentare la voglia di partecipazione di ampi strati della cittadinanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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