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	<title>arsenico &#8211; La Civetta di Minerva</title>
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	<description>Notizie e Attualità da Siracusa</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Apr 2020 18:45:16 +0000</lastBuildDate>
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		<title>A fronte del valore annuale consentito di 6 ng per m3, a Priolo registrati 55,9 ng/m3 nel 2018 e 47,3 tra gennaio e giugno 2019</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2019/12/30/a-fronte-del-valore-annuale-consentito-di-6-ng-per-m3-a-priolo-registrati-55-9-ng-m3-nel-2018-e-47-3-tra-gennaio-e-giugno-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Salvatore La Delfa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2019 07:32:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[arsenico]]></category>
		<category><![CDATA[La Delfa]]></category>
		<category><![CDATA[siracusa]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160;[La Civetta di Minerva, sabato 7 dicembre 2019] Salvo La Delfa Da dove proviene l&#8217;arsenico presente nel particolato atmosferico siracusano? Qual &#232; la sorgente emissiva di questo pericoloso metallo? Sono diverse le ipotesi che &#232; possibile avanzare. Al momento l&#8217;unica cosa certa &#232; la sua presenza, superiore ai limiti di legge, riscontrata dalle analisi ARPA &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;">&nbsp;<span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">[La Civetta di Minerva, sabato 7 dicembre 2019] Salvo La Delfa</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Da dove proviene l&rsquo;arsenico presente nel particolato atmosferico siracusano? Qual &egrave; la sorgente emissiva di questo pericoloso metallo? </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Sono diverse le ipotesi che &egrave; possibile avanzare. Al momento l&rsquo;unica cosa certa &egrave; la sua presenza, superiore ai limiti di legge, riscontrata dalle analisi ARPA e riportata in estate durante la presentazione del report della qualit&agrave; dell&rsquo;aria del 2018. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">In verit&agrave; c&rsquo;&egrave; chi pensa che i valori alti osservati nel 2018 e nel 2019 siano stati dovuti all&rsquo;utilizzo di una attrezzatura pi&ugrave; sensibile installata dal 2017 nei laboratori ARPA. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Stiamo parlando di concentrazioni di nanogrammi, di una quantit&agrave; di arsenico dell&rsquo;ordine di qualche miliardesimo in un metro cubo di aria che, se assorbiti, possono accumularsi e magnificarsi poi nel corpo umano. Per rilevare queste quantit&agrave; cosi basse di arsenico c&rsquo;&egrave; bisogno di tecniche analitiche che riescano a determinare valori di questo ordine. Qualcuno ipotizza che l&rsquo;arsenico ci sia sempre stato ma che ora, proprio grazie a queste attrezzature pi&ugrave; sensibili, &egrave; possibile metterlo meglio in evidenza. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ma da dove si origina tutta questa quantit&agrave; di arsenico che ha allarmato il sindaco di Priolo a tal punto da far installare ulteriori centraline di monitoraggio nei punti cardinali della citt&agrave; e tale da indurlo ad effettuare analisi chimiche per la ricerca di metalli nei tessuti e nei capelli dei suoi cittadini (analisi il cui esito &egrave; stato, per fortuna, negativo non riscontrandosi concentrazioni sopra soglia dell&rsquo;arsenico)? </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Si tratta di arsenico presente nel particolato fine della cenere vulcanica, come ipotizzato recentemente, durante la presentazione dei dati CIPA dalla professoressa Margherita Ferrante dell&rsquo;Universit&agrave; di Catania? Oppure si tratta di arsenico contenuto nella cenere di pirite stoccata in grosse quantit&agrave; nei cumuli di Thapsos o nel terreno del campo sportivo di Priolo? Oppure ancora si tratta di arsenico immesso in aria direttamente dal ciclo produttivo delle industrie del petrolchimico (o di aziende allocate nel quadrilatero)? Oppure ha origine naturale?</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Andiamo con ordine. Durante la presentazione dei dati del Consorzio Industriale Protezione ambiente (CIPA) e durante un nostro contatto telefonico Margherita Ferrante ha proposto l&rsquo;ipotesi secondo la quale nelle giornate in cui si sono verificati i superamenti del valore limite di arsenico, si &egrave; osservata una contemporanea eruzione dell&rsquo;Etna. &ldquo;Abbiamo visto che i venti erano in direzione nord ovest e ci&ograve; significa che quando arriva il &ldquo;vog&rdquo;, l&rsquo;insieme di eruzione vulcanica e vapori e particelle che proviene dal vulcano, in seguito ad un modello dispersionale che dipende dalla pressione, dai venti e dall&rsquo;umidit&agrave; dell&rsquo;aria &egrave; possibile avere spazi di concentrazioni &#8211; spiega la docente specialista di igiene e medicina preventiva &#8211; La cenere vulcanica &egrave; principalmente composta da elementi metallici e in grosse quantit&agrave; &egrave; presente l&rsquo;arsenico anche se la concentrazione di arsenico nella cenere dipende dal tipo di eruzione&rdquo;. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">La Ferrante tiene comunque a precisare che questa ipotesi sia da verificare con dei dati ma esclude che l&rsquo;arsenico riscontrato dalle centraline ARPA possa provenire dalla cenere di pirite (minerale del ferro ed esattamente solfuro di ferro) stoccata a Thapsos e presente nel campo sportivo di Priolo: &ldquo;Lo escludo perch&eacute; la pirite &egrave; inerte ed &egrave; impossibile che da l&igrave; possa andare in atmosfera&rdquo; dichiara. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ma non tutti sono d&rsquo;accordo con lei. Nelle campagne di analisi dei campioni di materiale di pirite provenienti da Thapsos e dal campo sportivo &egrave; stata rilevata una quantit&agrave; di arsenico dell&rsquo;ordine dei 200 milligrammi in un chilogrammo di materiale, una quantit&agrave; enorme se confrontata ai 6 nanogrammi in un metro cubo di aria previsto come limite dalla normativa. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Per alcuni Thapsos e il campo sportivo potrebbero fungere da fonti del particolato atmosferico (PM10 e PM2,5) che va in aria e che pu&ograve; raggiungere i sensori della centralina dell&rsquo;impianto sportivo polivalente di Priolo Gargallo che si trova a met&agrave; strada. Ad avvalorare l&rsquo;ipotesi che la pirite possa essere l&rsquo;origine della grossa quantit&agrave; di arsenico c&rsquo;&egrave; l&rsquo;alto valore di questo metallo riscontrato nella speciazione delle polveri campionate dalla centralina di Augusta presso la marina militare. Questa centralina non &egrave; una stazione di acquisizione dati ufficiale ma, in seguito ad un accordo del 2018 di ARPA Sicilia con l&rsquo;Universit&agrave; di Palermo, ha iniziato a misurare i valori di questo metallo. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Ma quanto arsenico rilasciano le grosse aziende del petrolchimico di Siracusa? Possono essere loro le fonti di questo metallo? </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Nel sito dell&rsquo;Agenzia Europea per l&rsquo;Ambiente si legge che Erg Power Impianti Nord ha per il 2017 immesso in aria 45,2 chilogrammi di arsenico mentre Isab Energy per lo stesso anno ne ha immessi 35,9 chilogrammi. Se si considera invece il 2011 i chilogrammi sono stati per Erg Power Impianti Nord di 50,6 chilogrammi, per Isab Energy 55,2 e per Esso 21,6 chilogrammi. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Nel 2012 i valori sono molto pi&ugrave; alti: Erg Power Impianti Nord 94 chilogrammi, Isab Energy 286 e per Esso 21,6 chilogrammi. Come queste quantit&agrave; siano state stimate e come l&rsquo;arsenico sia stato immesso in aria non &egrave; specificato nel sito dell&rsquo;agenzia europea per l&rsquo;ambiente (qui troviamo anche le quantit&agrave; in chilogrammi di cadmio e di nichel che le aziende rilasciano ogni anno con un aggiornamento al momento fermo, purtroppo, al 2017). </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Un&rsquo;ultima ipotesi, avanzata anche da esperti del settore, &egrave; che l&rsquo;arsenico possa avere una origine naturale, non antropica, e possa provenire dalla pietra siracusana, una bio calcarenite che contiene ed &egrave; ricca di vanadio ed arsenico. Chi propende per questa ipotesi afferma che le quantit&agrave;, pur essendo sopra il limite previsto dalla legge, sono comunque cosi piccole da far pensare ad una origine naturale dovuta ad un fondo della roccia locale. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Il fenomeno nella sua complessit&agrave; &egrave; attualmente al vaglio della magistratura.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">SCHEDA</span></p>
<p style="line-height: 115%; text-align: center;"><strong><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Le rilevazioni ARPA del 2018</span></strong></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Secondo il report della qualit&agrave; dell&rsquo;aria del 2018 la quantit&agrave; di arsenico nel particolato atmosferico, a fronte di un valore massimo del valore annuale previsto dal decreto legislativo 155/2010 di 6 nanogrammi/metro cubo, &egrave; stato, per la stazione di monitoraggio presente all&rsquo;impianto sportivo polivalente di Priolo Gargallo, di un valore di 18 ng/m3 per il 2010, di 7,9 nel 2011, di 14,9 nel 2012, di 55,9 ng/m3 nel 2018 e di 47,3 nel periodo gennaio/giugno 2019. Dal 2013 al 2017 i valori si sono mantenuti pi&ugrave; bassi rispetto a quanto previsto dalla normativa. </span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">Per quanto riguarda invece la Stazione di monitoraggio di Scala Greca, i valori sono stati di 9,3ng/m3 nel 2010 e di 6,3 nel 2018. Per gli altri anni i valori sono stati sotto il limite previsto. Per il periodo gennaio/giugno 2019 &egrave; stato, inoltre, riscontrato un valore elevato di cadmio (8,4 ng/m3 rispetto al limite di 5ng/m3).</span></p>
<p style="text-align: justify; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;">In genere, per l&rsquo;individuazione dell&rsquo;arsenico si utilizzano due tipi di attrezzature: icp/massa che tiene conto della massa e l&rsquo;icp ottico che considera la frequenza emessa dall&rsquo;arsenico.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: center; line-height: 115%;"><span style="font-size: 12.5pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman', serif;"></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Indagine sull’arsenico a Gela e a Taranto, non nel nostro Petrolchimico</title>
		<link>https://www.lacivettapress.it/2015/02/06/indagine-sull-arsenico-a-gela-e-a-taranto-non-nel-nostro-petrolchimico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Solarino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2015 18:48:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[I.A.R.C]]></category>
		<category><![CDATA[O.M.S.]]></category>
		<category><![CDATA[Gela]]></category>
		<category><![CDATA[arsenico]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Il polo industriale gelese &#232; assimilabile a quello siracusano ed &#232; noto che in numerosi siti siracusanisono stati scaricati per anni enormi quantit&#224; di ceneri di pirite in cui l&#8217;Arsenico non manca, impiegati nei riempimenti come, per esempio, nei campi sportivi di Priolo e Augusta L&#8217;Arsenico, simbolo chimico As, &#232; un elemento molto diffuso &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><em>&nbsp;<img decoding="async" class=" size-full wp-image-5494" src="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2015/02/images_foto_articoli_paesaggi_indagineSEPIAS.jpg" alt="" border="0" width="900" height="1040" srcset="https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2015/02/images_foto_articoli_paesaggi_indagineSEPIAS.jpg 900w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2015/02/images_foto_articoli_paesaggi_indagineSEPIAS-260x300.jpg 260w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2015/02/images_foto_articoli_paesaggi_indagineSEPIAS-886x1024.jpg 886w, https://www.lacivettapress.it/wp-content/uploads/2015/02/images_foto_articoli_paesaggi_indagineSEPIAS-768x887.jpg 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></em></span></h2>
<h2 style="text-align: justify;" align="center"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><em>Il polo industriale gelese &egrave; assimilabile a quello siracusano ed &egrave; noto che in </em><em>numerosi </em><em>siti</em><em> siracusani</em><em>sono stati scaricati per anni enormi quantit&agrave; di ceneri di pirite in cui l&rsquo;Arsenico non manca, impiegati nei riempimenti come, per esempio, nei campi sportivi di Priolo e Augusta</em></span></h2>
<p>  <span id="more-5495"></span>  </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">L&rsquo;Arsenico, simbolo chimico As</strong><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">, &egrave; un elemento molto diffuso e presente nell</strong><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">a struttura geologica terrestre; trattasi di </strong><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">un semimetallo o metalloide in quanto possiede propriet&agrave; intermedie tra quelle dei metalli e quelle dei non metalli.</strong><span style="line-height: 1.3em;"> E&rsquo; utilizzato in molti prodotti e processi industriali e </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">viene immesso nell&rsquo;ambiente (aria, acqua e suolo) tramite rifiuti ed emissioni, spesso divenendo un contaminante rilevante</strong><span style="line-height: 1.3em;">. L&rsquo;As elementare &egrave; un elemento molto reattivo, non &egrave; solubile in acqua, mentre i suoi sali sono pi&ugrave; o meno solubili in funzione del pH. I composti organici e inorganici pi&ugrave; frequenti sono quelli di arsenico pentavalente e trivalente, dei quali gli inorganici sono pi&ugrave; tossici soprattutto nella forma trivalente.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">L&rsquo;I.A.R.C. </strong><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">(International Agency Research on Cancer)</strong><span style="line-height: 1.3em;"> gi&agrave;dal 1980 valutava l&rsquo;Arsenico ed i composti arsenicali cancerogeni per l&rsquo;uomo e,</span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;"> dal 2004, classifica l&rsquo;Arsenico ed i suoi composti inorganici come cancerogeni certi di classe 1 e li pone in diretta correlazione con molte patologie oncologiche ed in particolare con il tumore al polmone, alla vescica, al rene, al fegato, al colon ed alla pelle, mentre </strong><span style="line-height: 1.3em;">valuta alcuni composti organici come possibili cancerogeni (gruppo 2B) e altri come tuttora non classificabili (gruppo 3).</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">L&rsquo;OMS (Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave;)</strong><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;"> raccomanda, per la presenza di arsenico nelle acque potabili, un valore massimo pari a 10 &mu;g/l e considera i rischi sanitari, associati all&rsquo;esposizione a concentrazioni superiori a 10 &mu;g/l e inferiori a 50 o 100 &mu;g/l, di considerevole interesse in campo di sanit&agrave; pubblica, ricerca e legislazione.</strong><span style="line-height: 1.3em;"> Sembra infatti che per l&rsquo;arsenico, sia inorganico che </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">organico, presente in valori di concentrazioni comprese all&rsquo;interno di detto intervallo, si comincino</strong><span style="line-height: 1.3em;"> ad evidenziare diverse patologie non tumorali come malattie cardiovascolari, diabete e disordini neurologici. </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">L&rsquo;As-i inorganico si accumula negli organismi viventi e viene trasformato in forme organiche mono e dimetilate come </strong><span style="line-height: 1.3em;">l&rsquo;acido monometilarsonico (MMA), l&rsquo;acido dimetilarsinico (DMA)</span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">L&rsquo;As-i, prima pi&ugrave; c</strong><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">onosciuto per il suo potere venefico, </strong><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">attualmente </strong><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">&egrave; pi&ugrave;</strong><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;"> tem</strong><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">uto per</strong><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;"> i problemi ambientali</strong><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;"> che genera, </strong>visto che essi sono notevolmente aumentati dall&rsquo;impiego energetico di combustibili di derivazione fossile nelle raffinerie, negli stabilimenti petrolchimici, nelle centrali elettriche, nei cementifici, nel traffico veicolare e nell&rsquo;incenerimento dei rifiuti. <strong>Attivit&agrave; a cui vanno aggiunti gli sversamenti illegali di rifiuti tossici e la contaminazione dei corpi idrici</strong> determinata dal percolato proveniente da discariche di rifiuti, anche tossici, generalmente non a norma o del tutto abusive, che possono incrementare la presenza di Arsenico nell&rsquo;aria, nei terreni e nelle falde acquifere e, di fatto, alterare gli ecosistemi e contaminare la catena alimentare<span style="line-height: 1.3em;">.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Recentemente sono stati pubblicati i risultati del </strong><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">progetto Sepias (Sorveglianza epidemiologica in aree interessate da inquinamento ambientale da Arsenico)</strong> relativi ad uno studio effettuato in quattro aree italiane Monte Amiata, Viterbo, Taranto e Gela; le prime due interessate da inquinamenti naturali e le altre da inquinamenti antropici, prevalentemente industriali. Lo studio &egrave; stato realizzato dall&rsquo;Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, e fa parte del programma Ccm (Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie) finanziato dal Ministero della Salute.<strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;"> Lo studio ha interessato 282 soggetti di et&agrave; compresa fra i 20 ed i 44 anni: praticamente si &egrave; trattato di un </strong><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">biomonitoraggio umano su campioni di urina e sangue</strong><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">. Nei </strong><span style="line-height: 1.3em;">campioni dei soggetti monitorati sono state misurate le concentrazioni di As-i e delle forme metilate MMA e DMA, mediante l&rsquo;utilizzo dello spettrometro di massa accoppiato induttivamente (DRC-ICP-MS), previa separazione cromatografica (HPLC). I livelli urinari sia di As-i sia di As-i+MMA+DMA hanno mostrato un&rsquo;elevata variabilit&agrave; all&rsquo;interno delle aree e tra le aree.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;"><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Nell&rsquo;area di </strong><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">Gela</strong><span style="line-height: 1.3em;">, definita dalla Regione Sicilia, insieme ai Comuni di Butera e Niscemi, &laquo;</span><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">area ad elevato</em><em style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">rischio di crisi ambientale</em><span style="line-height: 1.3em;">&raquo;, </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">&egrave; stato riscontrato l&rsquo;As in concentrazioni superiori ai limiti normativi nelle acque di falda (fino a 25.000 volte il limite normativo)</strong><span style="line-height: 1.3em;"> e nel suolo un livello massimo di 34,24 mg/Kg (fino 1,5 volte la concentrazione soglia di contaminazione che &egrave; pari a 20 mg/Kg), mentre nell&rsquo;aria sono stati riscontrati valori medi di As inferiori al valore soglia di 6 ng/m</span><sup style="font-family: verdana, geneva; line-height: 1.3em;">3</sup><span style="line-height: 1.3em;">. Nel 2010 </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">la raffineria di Gela ha emesso in atmosfera</strong><span style="line-height: 1.3em;"> 32 kg di arsenico e 1,52 tonnellate nelle acque (fonte registro EPRTR &#8211; </span><strong style="font-family: verdana, geneva; font-size: small; line-height: 1.3em;">European Pollutant Release and Transfer Register</strong><span style="line-height: 1.3em;">, in attuazione del regolamento CE n.166/06).</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Alla luce di monitoraggi mirati all&rsquo;As, sia nelle acque destinate all&rsquo;alimentazione che negli alimenti consumati, nei numerosi comuni italiani che avevano superato il valore raccomandato, sono stati realizzati interventi per garantire l&rsquo;adeguamento al livello di concentrazione di 10 &mu;g/l, mentre sono state concesse, fino alla fine del 2012, deroghe per l&rsquo;adeguamento. Ovviamente questo non si &egrave; potuto verificare dove i monitoraggi non sono stati effettuati, e non riusciamo a comprendere come si sia pensato di monitorare solo l&rsquo;area SIN Gela &#8211; Butera &#8211; Niscemi, <strong>dimenticando la non meno importante area SIN siracusana, anch&rsquo;essa dichiarata </strong><strong>&laquo;area ad elevato rischio di crisi ambientale&raquo;.</strong> Il polo industriale gelese &egrave; assimilabile a quello siracusano, anche se di dimensioni pi&ugrave; ridotte, ed &egrave; noto che, in numerosi siti siracusani, sono stati scaricati per anni enormi quantit&agrave; di ceneri di pirite nelle quali l&rsquo;Arsenico non manca, impiegandoli nei riempimenti al posto di materiali inerti, come, per esempio, nei campi sportivi di Priolo ed Augusta. Le infiltrazioni di As, per dilavamento di dette ceneri, sono pi&ugrave; che probabili e nessuno pu&ograve; garantirci che la falda acquifera, a cui attingono i pozzi che alimentano le reti idriche cittadine, non sia inquinata come &egrave; successo in quel di Gela. A tutti gli amministratori e ai nostri politici poniamo la domanda<strong>: </strong><strong>perch&eacute; solo Gela e Taranto e non anche Augusta-Priolo-Melilli nell&rsquo;indagine <strong>Sepias</strong><strong>?</strong></strong></span></p>
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